Guida alle costellazioni/Arturo, Spica e il Polo Galattico Nord/Corona Boreale

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Arturo, Spica e il Polo Galattico Nord

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La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli costellazione
Nome latino Corona Borealis
Genitivo del nome Coronae Borealis
Abbreviazione ufficiale CrB
Area totale 179 gradi quadrati
Transito al meridiano alle ore 21 1° luglio
Stelle più luminose della mag. 3,0 1
Stelle più luminose della mag. 6,0 25

Stelle più luminose
Sigla Nome Magn.
α Coronae Borealis Alphecca 2,22
ε Coronae Borealis Nusakan 3,66
η Coronae Borealis 3,81
γ Coronae Borealis 4,14
δ Coronae Borealis 4,14
β Coronae Borealis 4,59
ρ Coronae Borealis 4,64
ζ Coronae Borealis 4,73

La Corona Boreale è una piccola ma caratteristica costellazione , le cui stelle principali formano un arco semicircolare. È una costellazione antica, inclusa anche nell’elenco delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.

Caratteristiche[modifica]

La costellazione della Corona Boreale si individua con facilità, grazie ad un asterismo a forma di "Y" il cui vertice è rappresentato dalla brillante stella Arturo, la quarta stella più brillante del cielo ad occhio nudo; vista dall'emisfero nord, la stanghetta di "sinistra" della Y è rappresentata dalla stella Alphecca (o Gemma), una stella bianca di sequenza principale di magnitudine 2,2, dunque perfettamente osservabile anche dai centri urbani. Il resto della costellazione si dispone ad est e ad ovest di questa stella ed è rappresentata da un semicerchio di astri di terza e quarta grandezza.

La Corona Boreale è una figura tipica del cielo di primavera ed estate: dall'emisfero nord diventa ben visibile ad est nel cielo serale di fine febbraio, si mostra alta nel cielo nei mesi di maggio e giugno e nel corso dell'estate tende a declinare verso occidente, finché, alla fine di ottobre, non è più osservabile. Dall'emisfero sud si mostra invece piuttosto bassa sull'orizzonte settentrionale e appare visibile solo nelle notti autunnali e di inizio inverno australe.

Secondo la mitologia, Arianna, figlia di Minosse, si innamorò di un giovane principe ateniese di nome Teseo, andato a liberare Creta dal Minotauro, a cui ogni anno dovevano essere offerti sette fanciulli e sette fanciulle. Il Minotauro si trovava rinchiuso in un labirinto costruito da Dedalo nel quale era facile perdersi e impossibile trovare la via d'uscita. Per consentire all'eroe di ritrovare l'uscita una volta imprigionato nel labirinto, Arianna gli diede un gomitolo di filo da sciogliere e dopo seguire a ritroso. Ella si fece promettere in cambio che l'avrebbe sposata e condotta con sé poiché dopo averlo aiutato il padre non l'avrebbe più accettata con sé. Teseo dopo aver ucciso il mostro portò con sé Arianna, ma poi l'abbandonò sull'isola di Nasso la mattina seguente. Di lì passò Dioniso (o Bacco, dio del vino) che la vide piangere; subito si innamorò e la sposò donandole un diadema d'oro come regalo di nozze, poi tramutato in costellazione, grazie a Efesto che lo lanciò in cielo.

Stelle doppie[modifica]

Principali stelle doppie
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Separazione
(secondi d'arco)
Colore
A. R.
Dec.
A B
ο Coronae Borealis 15h 20m 09s +29° 36′ 59″ 5,51 9,4 147,3 ar + b
ζ Coronae Borealis 15h 39m 23s +36° 38′ 09″ 5,07 6,00 6,4 azz + azz
ε Coronae Borealis 15h 57m 35s +26° 52′ 41″ 4,15 12,6 2,0 ar + b
σ Coronae Borealis 16h 14m 41s +33° 51′ 32″ 5,58 6,59 6,9 g + b

Alcune delle stelle doppie della costellazione sono risolvibili con dei telescopi amatoriali.

La σ Coronae Borealis è una delle meno difficili, con due componenti di quinta e sesta magnitudine separate da 6,9".

La ζ Coronae Borealis è formata da due stelle azzurre, anche in questo caso di quinta e sesta magnitudine, separate da 6,4".

La ο Coronae Borealis è una coppia molto larga, formata da una stella di quinta magnitudine e una di nona, separate da oltre 2,5 primi d'arco; tuttavia la debolezza della componente secondaria fa sì che occorrano strumenti come potenti binocoli o piccoli telescopi per poterla osservare.

Stelle variabili[modifica]

Principali stelle variabili
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
A. R.
Dec.
Max. Min.
R Coronae Borealis 15h 48m 35s +28° 09′ 24″ 5,71 14,8 307,28 Irregolare
S Coronae Borealis 15h 21m 24s +31° 22′ 03″ 5,8 14,1 360,26 Mireide
T Coronae Borealis 15h 59m 30s +25° 55′ 13″ 2,0 10,8 29000: Nova ricorrente
U Coronae Borealis 15h 18m 11s +31° 38′ 49″ 7,66 8,79 3,4522 Eclisse
V Coronae Borealis 15h 49m 31s +39° 34′ 18″ 6,9 12,6 357,63 Mireide
W Coronae Borealis 16h 15m 25s +37° 47′ 45″ 7,8 14,3 238,40 Mireide
SW Coronae Borealis 15h 40m 45s +38° 43′ 07″ 7,8 8,5 100: Semiregolare pulsante
α Coronae Borealis 15h 34m 41s +26° 42′ 54″ 2,21 2,32 17,36 Eclisse

Fra le stelle variabili della costellazione ve ne sono alcune di facile osservazione.

La più nota di tutte è la R Coronae Borealis, prototipo di una classe di variabili soprannominate novae inverse, poiché scendono bruscamente di luminosità; questa in particolare scende dalla quinta magnitudine fino alla quattordicesima, per poi risalire gradualmente fino alla magnitudine iniziale.

Fra le numerose Mireidi spicca la S Coronae Borealis, che quando è al massimo è al limite della visibilità ad occhio nudo; in circa un anno oscilla fra questa e la quattordicesima grandezza.

La T Coronae Borealis è invece una nova ricorrente, che subisce dei brillamenti periodici; nelle sue fasi di massima più marcate può raggiungere la magnitudine 2,0, rivaleggiando e superando la stessa stella Alphecca in luminosità. Nelle fasi normali questa stella brilla invece di magnitudine 11 ed è quindi osservabile solo con un piccolo telescopio.

Oggetti del profondo cielo[modifica]

Principali oggetti non stellari
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Tipo Magn.
Dimensioni
(primi d'arco)
Nome proprio
A. R.
Dec.
Abell 2065 15h 22m 42s +27° 43′ : Ammasso di galassie ~15 40 x 40 Ammasso della Corona Boreale
L’ammasso di galassie Abell 2065 è formato da galassie deboli a causa della loro distanza ed è molto concentrato. Si tratta dell’unico oggetto di rilievo della costellazione.

La costellazione non contiene alcun oggetto del profondo cielo degno di nota: le galassie in questa regione di cielo sono tutte molto lontane e deboli; questo anche a causa della grande supervuoto del Boote, una vasta regione dell’Universo quasi del tutto priva di galassie situata a circa 300 milioni di anni luce di distanza.

L’unico oggetto notevole in questa direzione è l’ammasso di galassie noto come Abell 2065; può essere tuttavia osservato solo con telescopi di diametro superiore ai 400mm. È formato da circa 400 galassie molto vicine fra loro, le più brillanti delle quali sono di magnitudine 16; la sua distanza è stimata attorno a un miliardo di anni luce ed è quindi molto remoto. Assieme ad altri ammassi di galassie posti nelle vicinanze costituiscono un superammasso noto come Superammasso della Corona Boreale.