Guida alle costellazioni/Il polo nord celeste/Drago

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Cefeo

La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli costellazione
Nome latino Draco
Genitivo del nome Draconis
Abbreviazione ufficiale Dra
Area totale 1083 gradi quadrati
Transito al meridiano alle ore 21 25 giugno
Stelle più luminose della mag. 3,0 3
Stelle più luminose della mag. 6,0 119

Stelle più luminose
Sigla Nome Magn.
γ Draconis Eltanin 2,24
η Draconis Aldhibain 2,73
β Draconis Rastaban 2,79
δ Draconis Altais 3,07
ζ Draconis Eldsib 3,17
ι Draconis Edasich 3,29
χ Draconis Batn Althuban 3,55
α Draconis Thuban 3,67

Il Drago (o Dragone) è una grande costellazione boreale, piuttosto antica ed elencata anche fra le 48 costellazioni antiche da Tolomeo. Il poeta latino Virgilio lo chiama Anguis nella sua opera delle Georgiche.

Caratteristiche[modifica]

Quella del Drago è una delle costellazioni più grandi della volta celeste; si presenta completamente circumpolare fino alle latitudini temperate boreali, come le regioni del bacino del Mediterraneo. Il gruppo della testa è rappresentato da quattro stelle, le più luminose delle quali sono chiamate Eltanin e Rastaban: la prima possiede una grande importanza storica, poiché fu misurando la parallasse di questa stella che James Bradley scoprì nel 1725 il fenomeno dell'aberrazione della luce, che costituisce una delle prime prove della rotazione della Terra attorno al Sole.

Il resto della costellazione si snoda attorno al polo nord celeste, insinuandosi fra l'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore, circondando quest'ultima sui lati est, sud e ovest; le stelle del Drago al di fuori del quadrilatero della testa sono per lo più di magnitudine 2 e 3 e sono organizzate in serie di allineamenti.

Circa 2700 anni fa il Polo nord celeste si trovava in direzione di questa costellazione e in particolare nella parte della coda, all'altezza della stella Thuban, che all'epoca era considerata la Stella Polare. Successivamente questo si spostò prima in direzione di Kochab (Beta UMi) e infine in direzione dell’attuale Stella Polare.

Secondo la mitologia greca, al matrimonio di Zeus ed Era ci fu una gara fra tutte le gerarchie divine nell'offrire alla coppia i doni più preziosi. La Terra non aveva voluto essere da meno e regalò degli alberi da frutto molto particolari: infatti ogni primavera sui loro rami nascevano delle mele d'oro. Questi alberi erano custoditi in un meraviglioso giardino affidato a quattro ninfe, le Esperidi, le quali avevano posto a guardia del cancello d'entrata un drago con cento teste. Ogni volta che qualcuno si avvicinava al giardino con l'intenzione di rubare i pomi, le teste del drago iniziavano a gridare con cento tonalità diverse facendo fuggire via anche il più coraggioso degli uomini. Ma una delle dodici fatiche date a Eracle da Euristeo chiedeva proprio di rubare quelle mele, ed Ercole grazie al consiglio di Prometeo di farsi aiutare da Atlante e grazie ad Atlante stesso, riuscì ad uccidere il drago e a rubare le mele. Infine Era pose il drago nel cielo, nella costellazione del Drago, in modo che tutti potessero ricordarlo.

Stelle doppie[modifica]

Principali stelle doppie
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Separazione
(secondi d'arco)
Colore
A. R.
Dec.
A B
HD 129798 14h 42m 03s +61° 15′ 42″ 7,1 7,3 4,8 b + b
17 / 16 Draconis 16h 36m : +52° 55′ 27″ 4,9 5,5 90,3 b + b
17 Draconis 16h 36m 13s +52° 55′ 27″ 5,1 6,5 3,3 b + b
μ Draconis 17h 05m 20s +54° 28′ 11″ 5,8 5,8 2,0 b + b
β Draconis 17h 30m 25s +52° 18′ 04″ 2,8 11,7 4,2 g + g
ν Draconis 17h 32m 12s +55° 10′ 20″ 4,9 4,9 62,3 b + b
φ Draconis 18h 20m 45s +71° 20′ 15″ 4,6 5,8 30,2 b + g
HD 238802 18h 02m 49s +56° 22′ 24″ 7,1 7,0 36,9 b + b
41 / 40 Draconis 18h 00m : +80° 00′ : 5,7 6,0 19,3 b + b
39 Draconis AB 18h 23m 54s +58° 48′ 02″ 5,0 7,8 3,8 b + b
39 Draconis C 18h 23m 54s +58° 48′ 02″ 7,9 - 89,0 b + b
ο Draconis 18h 51m 12s +59° 23′ 17″ 4,7 8,1 34,6 ar + ar

La costellazione conta un grande numero di stelle doppie, alcune delle quali sono piuttosto facili da risolvere anche con piccoli strumenti.

La stella ν Draconis si trova nella sezione della testa ed è composta da due stelle biancastre di quarta grandezza separate da oltre 1'; si tratta di una delle prime stelle doppie mai risolte ed è ben apprezzabile anche con un piccolo telescopio.

La ο Draconis è una stella giallo-arancione di quarta grandezza, con una compagna arancione di ottava a circa 35", dunque risolvibile con un telescopio di piccole dimensioni.

16 Draconis e 17 Draconis è una coppia di astri biancastri ben risolvibile anche con un binocolo, grazie alla separazione di circa un grado e mezzo; le due stelle sono visibili anche a occhio nudo, ma appaiono soltanto come una stella singola di quarta magnitudine. La stella 17 Draconis è a sua volta una doppia con componenti di quinta e sesta grandezza, situate molto vicine fra loro.

La φ Draconis è anch'essa una stella di facile risoluzione, dato che le sue componenti si trovano a 30"; la primaria è biancastra e la secondaria gialla.

La stella 39 Draconis è un interessante sistema multiplo: le componenti A e C sono separate da circa 90" e sono dunque visibili sciolte anche con un binocolo; la componente A è inoltre in coppia stretta con B e la loro risoluzione è possibile solo con forti ingrandimenti. Tutte le componenti sono biancastre.

Stelle variabili[modifica]

Principali stelle variabili
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
A. R.
Dec.
Max. Min.
R Draconis 16h 32m 40s +66° 45′ 17″ 6,7 13,2 245,60 Mireide
T Draconis 17h 56m 23s +58° 13′ 06″ 7,2 13,5 421,62 Mireide
Y Draconis 09h 42m 22s +77° 51′ 07″ 6,24 15,0 325,79 Mireide
RV Draconis 12h 37m 34s +65° 34′ 02″ 8,4 14,2 208,14 Mireide
RY Draconis 12h 56m 25s +65° 59′ 39″ 6,03 8,0 200: Semiregolare
SS Draconis 12h 26m 20s +68° 41′ 17″ 8,4 10,4 51,5 Semiregolare pulsante
TW Draconis 15h 33m 51s +63° 54′ 25″ 8,0 10,5 2,8068 Eclisse
UX Draconis 19h 21m 35s +76° 33′ 34″ 5,94 7,1 168 Semiregolare
YZ Draconis 19h 23m 45s +71° 41′ 13″ 8,3 <14,5 347,6 Mireide
BV Draconis 15h 11m 50s +61° 51′ 25″ 7,88 8,48 0,3501 Eclisse
BY Draconis 18h 33m 56s +51° 43′ 09″ 9,20 9,46 3,826 Semiregolare
CU Draconis 13h 51m 25s +64° 43′ 23″ 4,52 4,67 - Irregolare
DE Draconis 20h 19m 36s +62° 15′ 26″ 5,72 5,88 5,2980 Eclisse

Entro i confini del Drago sono note un gran numero di stelle variabili, molte delle quali sono di facile osservazione a causa della loro brillantezza o del loro corto periodo.

Fra le variabili Mireidi spicca la R Draconis, la prima ad essere stata catalogata in questa costellazione: essa oscilla fra un massimo di magnitudine 6,7 e un minimo di circa 13 in un periodo che si aggira sugli otto mesi; sempre dello stesso tipo è la T Draconis, un po' meno luminosa, e la Y Draconis, che quando è al massimo della luminosità è al limite della visibilità ad occhio nudo.

Molte sono pure le variabili a eclisse, prima fra tutte la DE Draconis, visibile ad occhio nudo, ma le cui oscillazioni, che avvengono in un ciclo di cinque giorni e qualche ora, sono molto ridotte e non sono facilmente apprezzabili; più facile appare la TW Draconis, molto meno luminosa ma con delle oscillazioni più ampie, dall'ottava alla decima grandezza. Il periodo è di poco meno di tre giorni.

Fra le altre una delle più facili è la UX Draconis, una stella di carbonio che varia fra la magnitudine 5,94 e la 7,1 in circa cinque mesi e mezzo; quando è al massimo è ben visibile anche ad occhio nudo sotto un cielo non inquinato.

Una variabile importante è infine BY Draconis, prototipo di una particolare classe di variabili semiregolari chiamate variabili BY Draconis.

Oggetti del profondo cielo[modifica]

Principali oggetti non stellari
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Tipo Magn.
Dimensioni
(primi d'arco)
Nome proprio
A. R.
Dec.
NGC 4125 12h 08m 06s +65° 10′ 28″ Galassia 9,9 5,8 x 3,2
NGC 4236 12h 16m 42s +69° 27′ 45″ Galassia 9,9 21,9 x 7,2
NGC 5866 15h 16m 30s +55° 46′ 00″ Galassia 10,0 5,2 x 0,4 Gal. Fuso
NGC 5907 15h 15m 54s +56° 19′ 44″ Galassia 10,3 11,0 x 0,1
NGC 6503 17h 49m 27s +66° 38′ 00″ Galassia 10,2 6,5 x 2,3
NGC 6543 17h 58m 33s +55° 01′ 00″ Nebulosa planetaria 9,8 5,8 x 5,8 Occhio di Gatto
NGC 6543, la Nebulosa Occhio di Gatto, fotografata dal telescopio spaziale Hubble; si nota bene la sua struttura complessa formata da due strutture ad anello parzialmente sovrapposte, al cui centro brilla una nana bianca.
La Galassia Fuso fotografata dal telescopio spaziale Hubble; si nota la profonda solcatura formata dalla densa banda di polveri oscure che attraversa tutta la lunghezza della galassia, mascherandone il centro.

La costellazione del Drago si trova in massima parte lontana dalla scia luminosa della Via Lattea, pertanto è possibile osservare nella sua direzione principalmente oggetti extragalattici.

Un oggetto interno alla nostra Galassia è tuttavia la nebulosa planetaria NGC 6543, nota anche con la sigla C6 e soprannominata Nebulosa Occhio di Gatto a causa del suo aspetto, reso evidente ad alta risoluzione dal telescopio Hubble. Si trova esattamente in direzione del polo nord eclittico, dunque diametralmente opposta in cielo alla Grande Nube di Magellano. Questa alta declinazione le permette di essere facilmente osservabile da tutto l'emisfero boreale, da cui si presenta circumpolare fino al Tropico del Cancro, proprio in quella fascia dove storicamente sono situati i più grandi telescopi del mondo. Interessante notare come questa nebulosa non sia mai osservabile allo zenit in un cielo notturno, proprio a causa della sua posizione. Inoltre, questa posizione fa sì che la nebulosa mantenga sempre la stessa declinazione durante tutte le epoche precessionali. La nebulosa, essendo di magnitudine apparente 9,8 e di dimensioni apparenti molto ridotte, diventa visibile solo con un telescopio di medie dimensioni, a partire dai 120 o 150mm di apertura. Reperire l'esatta posizione in cielo non presenta grosse difficoltà, trovandosi quasi esattamente 4,5° a est della stella ζ Draconis, un astro di terza grandezza. In un telescopio amatoriale da 120mm si presenta come un minuto disco chiaro, privo di particolari. Notevoli dettagli si possono osservare solo con ingrandimenti a 450x in telescopi da 350mm. La Nebulosa Occhio di Gatto è strutturalmente molto complessa e i meccanismi che hanno portato a questa complicata morfologia non sono ancora del tutto noti. I diversi colori sono causati dai diversi stati di ionizzazione dei gas ad alta temperatura, che prendono il nome di "stratificazione della ionizzazione" e dipendono dall'energia fotoionizzante della calda stella centrale. La struttura di gas in espansione è costituita da un anello equatoriale e da due lobi polari con caratteristiche condensazioni lineari ai margini; inoltre, all'interno, si osserva un fronte ellittico in rapida espansione che con l'impatto dei gas emessi in precedenza emette raggi X. Oltre a ciò, si è portati a ritenere anche che la stella centrale sia in realtà una stella binaria. Al di fuori della zona più brillante è visibile una serie di cerchi concentrici, che si pensa siano stati generati mentre la stella si trovava ancora nella fase di gigante rossa. L’età della nebulosa si aggirerebbe sui 1000 anni appena, mentre la sua distanza sarebbe di circa 3300 anni luce.

Fra le innumerevoli galassie osservabili nella costellazione spicca la Galassia Fuso (NGC 5866), una galassia spirale vista esattamente di taglio e dunque estremamente appiattita. Molti astronomi ritengono che la Galassia Fuso sia l'oggetto M102, l’unico “oggetto perduto” rimasto tale nel Catalogo di Messier; è stata probabilmente scoperta da Pierre Méchain o Charles Messier nel 1781 e indipendentemente riscoperta da William Herschel nel 1788. Secondo altri studiosi invece M102 non sarebbe altro che una riosservazione accidentale della Galassia Girandola (M101), nell'Orsa Maggiore. La sua distanza è di circa 40 milioni di anni luce e il suo diametro angolare di 5,2' corrisponde a circa 60.000 anni luce. È ben visibile anche con un telescopio da 100mm, con il quale è osservabile come un lungo fuso chiaro; anche con strumenti di diametro maggiore non si notano ulteriori dettagli e il suo aspetto permane fusiforme e sottile. La galassia presenta un disco di polveri scure che la attraversa in senso longitudinale, caratteristica abbastanza insolita per una galassia lenticolare: nella maggior parte di queste infatti il disco di polveri è sempre in prossimità del bulge, mentre in questo caso potrebbe avere una forma ad anello, ma la sua reale morfologia fisica è di difficilissima osservazione per via della visuale che noi dalla Terra abbiamo dell'oggetto, ovvero esattamente di taglio. Per lo stesso motivo la galassia potrebbe essere una semplice galassia spirale e in questo caso la banda di polveri non sarebbe così insolita.

NGC 4236 (C3) è una galassia spirale barrata di grande estensione apparente, anche a causa della sua relativa vicinanza a noi, dato che la sua distanza si aggira sui 12 milioni di anni luce; si trova sulla coda del Drago ed è visibile anche con un piccolo strumento, dove si mostra come un fuso luminoso allungato in senso NNW-SSE. Si tratta di una galassia spirale vista quasi di taglio; la sua caratteristica più evidente è la scia chiara del nucleo, allungata, con una leggera deformazione sul lato nord. Fa parte di un'associazione di galassie a cui appartengono anche le due galassie M81 e M82, osservabili nella costellazione dell'Orsa Maggiore.

Un’altra galassia luminosa è NGC 4125, di morfologia ellittica ma con delle peculiarità; nonostante sia abbastanza luminosa da essere osservabile anche con un telescopio da 150mm di diametro, sembra sia sfuggita all’osservazione fino al 1850.

Interessante è anche la NGC 6503, una galassia spirale nana visibile fra χ e ζ Draconis; appena visibile con un telescopio da 120mm, è molto più chiara in un 200mm, dove appare di forma ovale, uniforme e senza un nucleo marcato; si tratta di una galassia di campo, ossia isolata e non legata ad alcun gruppo di galassie, situata a 18 milioni di anni luce. I suoi bracci sono molto ricchi di gas e presentano un alto tasso di formazione stellare.

Numerose altre galassie si possono osservare nella parte occidentale della costellazione, presso il confine con l’Orsa Maggiore; molte di queste sono alla portata di strumenti da 200mm di apertura. Fra le galassie più deboli spicca la Galassia Girino (UGC 10214), una galassia spirale barrata distorta dotata di una sorta di coda posta a circa 400 milioni di anni luce di distanza e di magnitudine 14. L'ipotesi più accreditata per spiegare la forma della galassia prevede un quasi "scontro frontale" con una galassia più compatta; l'intruso sarebbe poi stato scagliato dietro la galassia Girino dalla reciproca attrazione gravitazionale. Durante l'incontro le forze di marea avrebbero estratto stelle e polveri dalla Galassia Girino, formando la lunga coda. Si stima che la galassia intrusa sia ora circa 300.000 anni luce dietro la Galassia Girino e può essere intravista attraverso i bracci di spirale.

Si segnala poi la presenza di due galassie nane. Una è la Galassia nana sferoidale del Drago, distante circa 260.000 anni luce e facente quindi parte del Gruppo Locale: è una delle galassie più trasparenti che si conoscano, a causa della quasi totale assenza di gas e polveri fra le sue stelle; si ritiene che tutte le sue stelle si siano formate oltre 10 miliardi di anni fa e che da allora nella galassia non abbiano più avuto luogo processi di formazione stellare.

L’altra galassia nana è PGC 39058, distante circa 14 milioni di anni luce e ulteriormente oscurata da una stella di magnitudine 6,7 che si trova sulla sua linea di vista.