Vai al contenuto

Guida alle costellazioni/Il polo sud celeste/Mensa

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Modulo precedente

Dorado

Torna a

Il polo sud celeste

Modulo successivo

Camaleonte

La costellazione di Orione
La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli costellazione
Nome latino Mensa
Genitivo del nome Mensae
Abbreviazione ufficiale Men
Area totale 153 gradi quadrati
Transito al meridiano alle ore 21 15 febbraio
Stelle più luminose della mag. 3,0 0
Stelle più luminose della mag. 6,0 15
Stelle più luminose
Sigla Nome Magn.
α Mensae 5,08
γ Mensae 5,18
β Mensae 5,30
θ Mensae 5,45
κ Mensae 5,46
η Mensae 5,47
μ Mensae 5,53
ε Mensae 5,54

La Mensa, talvolta nota come Tavola, è una costellazione ben poco luminosa introdotta da Nicolas Louis de Lacaille con il nome “Mons Mensae”, con riferimento alla Table Mountain (Monte Tavola) in Sudafrica, dove Lacaille fece alcune importanti osservazioni del cielo meridionale.

Caratteristiche

[modifica | modifica sorgente]

Questa costellazione copre una sezione di cielo a forma di chiave che si estende da 4h a 7,5h di ascensione retta e da -71° a -85,5° di declinazione. È la seconda costellazione più meridionale (la prima è l'Ottante), ed è totalmente inosservabile da quasi tutto l'emisfero nord terrestre. Questa è, tra le 88 costellazioni moderne, la meno luminosa, poiché la sua stella più appariscente, α Mensae, è solo di quinta magnitudine; questa stessa stella è infatti appena visibile a occhio nudo nelle notti buie, data la sua magnitudine di 5,09. Entro i suoi confini si trova una piccola parte della Grande Nube di Magellano (il resto è nel Dorado). Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi della primavera e dell'estate australi; la parte più settentrionale è osservabile senza grandi difficoltà anche dalle latitudini boreali più inferiori, mentre la parte a ridosso del Polo sud celeste è osservabile solo a partire da pochissimi gradi a nord dell'equatore.

La costellazione venne indicata da Nicolas Louis de Lacaille, formandola con stelle molto deboli situate a sud della Grande Nube di Magellano; la stessa Nube suggerì sicuramente a Lacaille l’idea del banco di nubi che spesso ammantano le montagne di Città del Capo e in particolare il Table Mountain. John Herschel propose di abbreviare il nome originario Mons Mensae in solo Mensa; l’abbreviazione delle costellazioni di recente formazione era d’altra parte un uso consueto nell’Ottocento.

Inizialmente vennero assegnate solo le lettere greche fino alla λ; solo in seguito vennero aggiunte altre lettere fino alla π.

Stelle doppie

[modifica | modifica sorgente]
Principali stelle doppie
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Separazione
(secondi d'arco)
Colore
A. R.
Dec.
A B
HD 33519 05h 00m 13s -78° 18′ 00″ 6,29 10,65 46,4 ar + g
γ Mensae 05h 31m 53s -76° 20′ 30″ 5,18 10,79 38,2 ar + b
HD 51320 AB-C 04h 40m 18s -58° 56′ 38″ 7,02 9,88 22,0 g + g

Le stelle doppie visibili nella Mensa sono ampie, ma in genere molto deboli.

La γ Mensae è una stella arancione che ha una compagna prospettica di decima magnitudine, la cui separazione le consente di essere osservata tramite qualunque strumento sia in grado di rivelare stelle di decima o undicesima grandezza.

La HD 51320 è composta da due stelle giallastre di settima e nona magnitudine, risolvibili con strumenti di piccolo diametro; un grande telescopio con forti ingrandimenti è in grado di mostrare che la componente primaria è a sua volta una doppia, con componenti di magnitudine 7,31 e 9,35.

Stelle variabili

[modifica | modifica sorgente]
Principali stelle variabili
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
A. R.
Dec.
Max. Min.
U Mensae 04h 09m 36s -81° 51′ 18″ 7,0 10,0 407,28 Semiregolare
TZ Mensae 05h 30m 14s -84° 47′ 06″ 6,19 6,87 8,5690 Eclisse
WX Mensae 05h 34m 45s -73° 44′ 29″ 5,72 5,87 - Semiregolare

Fra le poche stelle variabili, l'unica di rilievo come ampiezza delle oscillazioni è la TZ Mensae, che in fase di massima raggiunge la magnitudine 6,19; può essere osservata al binocolo e le sue variazioni solo percepibili nell'arco di alcuni giorni.

Oggetti del profondo cielo

[modifica | modifica sorgente]
Principali oggetti non stellari
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Tipo Magn.
Dimensioni
(primi d'arco)
Nome proprio
A. R.
Dec.
IC 2051 03h 52m 00s -83° 50′ 00″ Galassia 11,1 3,2 x 2,0
NGC 1841 04h 45m 23s -83° 59′ 49″ Ammasso globulare 10,9 2
PGC 17223 05h 23m : -70° : Galassia 0,9 640 x 550 Grande Nube di Magellano
L’ammasso globulare NGC 1841, un ammasso globulare appartenente alla Grande Nube di Magellano.

La parte più meridionale della Grande Nube di Magellano sconfina nella Mensa dalla vicina costellazione del Dorado, posta più a nord; alcuni ammassi aperti e nebulose sono dunque presenti, ma si tratta di oggetti piuttosto deboli, spesso fuori dalla portata di piccoli strumenti. Fra questi spicca l’ammasso aperto NGC 1848, che possiede un’età di 27 milioni di anni, e il sistema nebuloso N 206, associato ad alcune stelle giovani e massicce. Per una descrizione completa della Grande Nube di Magellano si rimanda alla descrizione della costellazione del Dorado, che ne contiene la massima parte compreso il suo nucleo e gli oggetti più interessanti e appariscenti.

Nella parte meridionale della costellazione è presente l'ammasso globulare catalogato come NGC 1841, molto debole e dall'aspetto allungato; appartiene anch’esso alla Grande Nube di Magellano ed è osservabile con telescopi da almeno 200 mm di diametro, dove appare come un debole alone esteso per circa 2 minuti d’arco. La sua distanza è di circa 150.000 anni luce ed è relativamente poco concentrato.

Una curiosità è infine rappresentata dall’oggetto PKS 0637-752, un quasar che è stato il primo oggetto fotografato dal telescopio a raggi X Chandra. Mostra grandi getti di gas sia nel visibile che nei raggi X.