Guida alle costellazioni/Le stelle più luminose del cielo/Capella

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Rigel

La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli stella
Sigla α Aurigae
Costellazione Auriga
Ascensione Retta (J2000) 05h 16m 41s
Declinazione (J2000) +45° 59′ 52″
Magnitudine apparente +0,08 (0,29 + 0,17)
Magnitudine assoluta -0,49 (-0,30 + -0,09)
Distanza 42,9 anni luce
Classe spettrale G8III + G0III
Confronto fra le dimensioni del Sole (in basso al centro) e delle varie componenti del sistema di Capella.

Capella è la stella più brillante della costellazione dell'Auriga, la sesta stella più luminosa del cielo notturno nonché la terza stella più brillante dell'emisfero nord celeste, dopo Arturo e Vega. È una stella relativamente vicina, dal momento che dista dal Sole quasi 43 anni luce.

Osservazione[modifica]

Capella appare come un astro di colore giallo oro, facilmente individuabile nella parte nordoccidentale della costellazione dell'Auriga a causa della sua grande luminosità: ha infatti una magnitudine apparente di 0,08. La stella rappresenta la spalla sinistra dell'auriga (il cocchiere), o, a seconda delle tradizioni, la capra portata in spalla dall'auriga stesso.

Capella ha una declinazione pari a 46°N, che la rende la stella di prima magnitudine più vicina al polo nord celeste (Polaris, l'attuale stella polare, ha invece una magnitudine di 2,0). Di conseguenza Capella presenta la maggiore osservabilità dalle regioni dell'emisfero boreale, ove diventa circumpolare a nord del 44º parallelo: a causa di ciò nei Paesi del Nord Europa, in tutta la Germania, in quasi tutta la Francia, nell'Italia settentrionale, nella maggior parte del Canada, nella parte settentrionale degli Stati Uniti e in quasi tutta la Russia essa non tramonta mai; durante l'inverno boreale appare altissima nel cielo alle latitudini temperate. Il periodo migliore per la sua osservazione ricade nei mesi compresi fra la fine di ottobre e aprile.

Nell'emisfero australe invece le possibilità di osservazione di Capella sono più ridotte: la stella infatti è invisibile a sud del 44°S, ovvero nelle regioni più meridionali di Argentina, Cile e Nuova Zelanda. È però visibile da tutto il continente africano, da tutta l’Asia e da tutta l'Australia, sebbene nelle regioni meridionali dell'Africa e in Australia appaia bassa in direzione dell'orizzonte nord e sia visibile solo per pochi mesi all'anno in coincidenza dell'estate australe.

Data la sua grande luminosità, Capella ha attirato l'attenzione su di sé fin dai tempi più remoti. Risale probabilmente ai Babilonesi la rappresentazione della costellazione dell'Auriga come un cocchiere con una capra sulle spalle; ciò costituisce una prova che molte delle costellazioni riconosciute nella Grecia classica abbiano una origine mesopotamica.

Gli antichi Egizi probabilmente la identificavano con il dio Ptah: si suppone che essa venisse osservata mentre tramontava da un tempio dedicato a questo dio nel 1700 a.C. a Karnak, presso Tebe.

Già in Arato Capella è stata identificata con Amaltea, la capra che allattò Zeus sul monte Ida a Creta. Zeus era stato lì nascosto dalla madre Rea per sfuggire al padre Crono, il quale divorava tutti i suoi figli neonati per evitare di essere spodestato da uno di loro, come aveva predetto un oracolo. Diventato re degli dei, Zeus, per ringraziare Amaltea, diede un potere alle sue corna: il possessore avrebbe potuto ottenere tutto ciò che desiderasse; da qui la leggenda del corno dell'abbondanza, o cornu copiae, detto anche Corno di Amaltea. Alla morte della capra, Zeus la pose, insieme ai suoi capretti, tra gli astri del cielo: essa divenne così Capella, mentre i due suoi capretti divennero ζ ed η Aurigae, i capretti. Secondo un'altra versione del mito, Amaltea era una ninfa che allattò il dio bambino con latte di capra, assieme a sua sorella Melissa, che invece lo nutrì con miele. In un'ulteriore versione, Amaltea e Melissa sono sostituite da Adrastea e da Ida, figlie del re di Creta Melisseo. Capella è stata a volte identificata anche con una delle corna della capra che allattava Zeus fanciullo, rotta dal dio mentre giocava con lei e trasferita in cielo come Cornucopia.

Caratteristiche[modifica]

Capella è un sistema stellare composto da una coppia di binarie, per un totale di quattro componenti: la prima coppia è costituita da due stelle giganti gialle di classe spettrale G, mentre la seconda è formata da due stelle rosse di sequenza principale di classe spettrale M. Le due binarie sono relativamente strette, mentre la distanza che separa una binaria dall'altra è di circa 10.000 UA (ossia 0,15 anni luce).

La coppia di giganti è di gran lunga l'elemento predominante del sistema, contribuendo per circa il 99,99% alla radiazione emessa. Le due giganti vengono contrassegnate dalle lettere A e B (a volte con Aa e Ab) e sono state fatte oggetto di intenso studio, mentre le due stelle rosse sono designate con le lettere C e D (talvolta Ha e Hb).

Nonostante l'elevata luminosità apparente e il gran numero di osservazioni di cui è stato oggetto il sistema, vi sono ancora importanti incertezze riguardo a molte caratteristiche della coppia A-B. Due fattori in particolare costituiscono un elemento di difficoltà: in primo luogo la vicinanza tra le due componenti; quindi l'elevata velocità di rotazione della componente B, che determina un allargamento delle righe spettrali della stella rendendo particolarmente difficile il calcolo della sua velocità radiale e di conseguenza la precisa determinazione dell'orbita che essa percorre. Le difficoltà nel calcolo dell'orbita si traducono poi in una difficoltà nel calcolo delle masse delle due componenti principali e di altri parametri. Tuttavia proprio l'intensità delle osservazioni di cui Capella è stata fatta oggetto ha permesso di ottenere diversi risultati interessanti, che rendono meno sommaria la conoscenza di questo sistema.

Capella A presenta una temperatura superficiale inferiore a quella di Capella B, di conseguenza la prima emette più radiazione nelle bande dell'infrarosso, mentre la seconda emette maggiormente nelle bande del visibile e dell'ultravioletto. Il raggio di Capella A è stato stimato di 11,98 ± 0,57 raggi solari, mentre per Capella A si è stimato un valore di 8,83 ± 0,33 raggi solari.

Fin dal 1914 venne osservato che la coppia A-B aveva una debole compagna, che possedeva un moto proprio simile e che quindi probabilmente era legata ad essa da vincoli gravitazionali; si stimò che la stella, di magnitudine 10,6, fosse posta a circa 12’ dalla coppia AB. Nel 1936 si scoprì la natura binaria di questa debole stella: si tratta di una coppia di stelle rosse di sequenza principale che si pensa siano distanti circa 10.000 UA dalla coppia di giganti, denominate Capella C e Capella D.

Capella C ha una magnitudine pari a 9,53 e classe spettrale M2,5. Capella D ha una magnitudine compresa fra 12 e 13,7 e ha classe spettrale M4.

Oltre alle stelle già citate che compongono il sistema, si possono osservare nei loro pressi almeno altre sei compagne visuali, che con molta probabilità non sono fisicamente legate alla coppia principale. L'assegnazione delle lettere presuppone che le due giganti siano chiamate Capella Aa e Capella Ab, mentre le nane rosse che fisicamente fanno parte del sistema come Ha e Hb.