Guida alle costellazioni/Verso il centro della Via Lattea/Ofiuco

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Scudo

La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli costellazione
Nome latino Ophiuchus
Genitivo del nome Ophiuchi
Abbreviazione ufficiale Oph
Area totale 948 gradi quadrati
Transito al meridiano alle ore 21 25 luglio
Stelle più luminose della mag. 3,0 5
Stelle più luminose della mag. 6,0 86

Stelle più luminose
Sigla Nome Magn.
α Ophiuchi Ras Alhague 2,08
η Ophiuchi Sabik 2,43
ζ Ophiuchi Fieht 2,54
δ Ophiuchi Yed Prior 2,73
β Ophiuchi Cebalrai 2,76
κ Ophiuchi Helkath 3,19
ε Ophiuchi Yed Posterior 3,23
θ Ophiuchi Imad 3,27

L’Ofiuco è una delle 48 costellazioni originarie menzionate da Tolomeo ed è quindi di origine antica. Nella sua parte meridionale è anche attraversata dall'eclittica e fra le 13 costellazioni dello zodiaco moderno è l'unica che non ha dato il nome ad un segno astrologico.

Caratteristiche[modifica]

La costellazione si estende a cavallo dell'equatore celeste, in un'area posta a nordovest del suo centro; questa posizione fa sì che sia visibile completamente da quasi tutte le aree della Terra, ad eccezione di quelle polari. Le stelle più luminose di Ofiuco sono α Ophiuchi, chiamata Ras Alhague, alla testa della figura, e η Ophiuchi, visibile nella parte meridionale.

Le stelle di fondo nell'Ofiuco sono, specialmente nella regione centrale della costellazione, relativamente poche, soprattutto a causa del forte oscuramento della Via Lattea in queste regione: nella parte nordorientale in particolare, la Fenditura dell'Aquila si allarga, oscurando pure i bordi occidentali della scia galattica, mentre a sud è presente un notevole numero di nebulose oscure minori, che si sovrappongono al chiarore di fondo creando dei punti bui dalle varie forme. Inoltre le regioni centrali della costellazione sono oscurate da banchi di polveri situati sul bordo interno del Braccio di Orione, a poche centinaia di anni luce dal Sole.

Il periodo adatto all'osservazione di Ofiuco va da maggio ad ottobre; nell'emisfero boreale è una tipica figura del cielo estivo.

Ofiuco è raffigurato nelle stampe e negli atlanti storici come un uomo che porta un serpente. Il suo corpo divide il serpente in due parti, la Testa del Serpente e la Coda del Serpente, che sono comunque considerate una sola costellazione.

Nel mito rappresenta il dio della Medicina, Asclepio. Asclepio era figlio di Apollo e di Coronis (sebbene qualcuno sostenga che sua madre fosse Arsinoe). La leggenda narra che Coronis tradì Apollo con un mortale, Ischys, mentre era incinta di un figlio di Apollo. Un corvo, uccello che fino a quel momento era stato candido, portò al dio la brutta notizia, ma invece della ricompensa che si aspettava fu maledetto dal dio, che lo fece diventare nero. In un impeto di gelosia Apollo colpì Coronis con una freccia; piuttosto che vedere il suo bambino morire con lei, il dio strappò il feto dal grembo della madre mentre le fiamme della pira funeraria l'avvolgevano e lo affidò a Chirone, il centauro saggio (rappresentato nel cielo dalla costellazione del Centauro). Chirone allevò Asclepio come un figlio e gli insegnò le tecniche soprannaturali della guarigione e della caccia. Asclepio divenne talmente abile nella medicina che non solo riuscì a salvare vite umane, ma addirittura a resuscitare i morti; Asclepio è infatti considerato il più grande medico dell'antichità. Una volta, a Creta, il giovane Glauco, figlio del re Minosse, mentre stava giocando cadde dentro un barattolo di miele e vi annegò. Asclepio era intento a osservare il corpo di Glauco, quando un serpente si avvicinò. Lui prontamente l'uccise con il suo bastone; allora si fece avanti un altro serpente con in bocca un'erba che depose sul corpo di quello morto, il quale magicamente ritornò in vita. Asclepio prese la stessa erba e la pose sul corpo di Glauco e l'effetto magico si ripeté (Robert Graves sostiene si trattasse di vischio, che per gli antichi aveva forti proprietà rigenerative). A causa di quest'incidente, dice Igino, Ofiuco è rappresentato in cielo con in mano un serpente, che è divenuto il simbolo del recupero della salute per la caratteristica che i serpenti hanno di cambiare pelle ogni anno, come se ogni volta rinascessero.

L'Ofiuco contiene la famosa Stella di Barnard, una nana rossa di magnitudine 9,51 che alla distanza di soli 5,96 anni luce è la seconda in ordine di vicinanza solo al sistema di Alfa Centauri; è la stella col più alto moto proprio del cielo. Venne scoperta come tale da Edward Emerson Barnard nel 1916 e appare come una nana rossa relativamente stabile, indice di un'età di diversi miliardi di anni superiore a quella del Sole; tuttavia, seppur raramente, è soggetta ancora a fenomeni di brillamenti, come quello osservato nel 1998.

Stelle doppie[modifica]

Principali stelle doppie
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Separazione
(secondi d'arco)
Colore
A. R.
Dec.
A B
ρ Ophiuchi 16h 25m 35s -23° 26′ 50″ 5,02 5,92 3,2 azz + azz
HD 152909 16h 57m 04s +19° 32′ 25″ 6,6 7,8 4,5 azz + azz
36 Ophiuchi 17h 15m 21s -26° 36′ 05″ 5,05 5,08 4,6 ar + ar
ο Ophiuchi 17h 18m 01s -24° 17′ 13″ 5,20 6,80 10,2 ar + g
HD 158263 17h 27m 52s +11° 23′ 25″ 7,1 8,6 27,2 b + b
53 Ophiuchi 17h 34m 37s +09° 35′ 12″ 5,81 7,8 41,3 b + g
61 Ophiuchi 17h 44m 34s +02° 34′ 46″ 6,16 6,56 20,6 b + b
τ Ophiuchi 18h 03m 05s -08° 10′ 49″ 5,24 5,94 1,9 g + g
70 Ophiuchi 18h 05m 27s +02° 30′ 09″ 4,20 5,99 1,9 ar + ar
HD 165475 18h 05m 43s +12° 00′ 14″ 7,04 7,5 7,1 b + b

L'Ofiuco contiene diverse stelle doppie, alcune delle quali sono pure di facile risoluzione.

Una delle coppie più facili è la 53 Ophiuchi: è composta da due astri bianco-giallastri di magnitudine 5,8 e 7,8, separate da ben 41", dunque visibili anche con un buon binocolo.

La 61 Ophiuchi è invece composta da due stelle di sesta grandezza, entrambe bianche, ben osservabili con un piccolo telescopio, grazie alla loro separazione di circa 20".

La stella ο Ophiuchi ha due componenti giallo-arancioni separate da 10", una di quinta e una di sesta grandezza.

La HD 158263 è una stella di settima magnitudine, bianca, che presenta a 27" una compagna di ottava, anch'essa biancastra, ben osservabile con un piccolo telescopio.

La 36 Ophiuchi è una famosa doppia, composta da due stelle dal colore marcatamente arancione di pari magnitudine, separate da 4,6" e dunque risolvibile solo con un telescopio più grande.

Stelle variabili[modifica]

Principali stelle variabili
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
A. R.
Dec.
Max. Min.
R Ophiuchi 17h 07m 46s -16° 05′ 34″ 7,0 13,8 306,5 Mireide
U Ophiuchi 17h 16m 32s +01° 12′ 38″ 5,84 6,56 1,6773 Eclisse
V Ophiuchi 16h 26m 44s -12° 25′ 36″ 7,3 11,6 297,21 Mireide
X Ophiuchi 18h 38m 21s +08° 50′ 03″ 5,9 9,2 328,85 Mireide
Y Ophiuchi 17h 52m 39s -06° 08′ 37″ 7,6 14,0 17,124 Cefeide
BF Ophiuchi 17h 06m 05s -26° 34′ 50″ 6,93 7,71 4,0678 Cefeide
V1010 Ophiuchi 16h 49m 28s +15° 40′ 05″ 6,1 7,0 0,6614 Eclisse a contatto
V2048 Ophiuchi (66) 18h 00m 16s +04° 22′ 07″ 4,55 4,85 - Irregolare
V2105 Ophiuchi 16h 27m 43s -07° 35′ 53″ 5,0 5,38 - semiregolare
V2113 Ophiuchi 17h 19m 47s +02° 08′ 22″ 6,59 6,81 - Semiregolare
V2114 Ophiuchi 17h 27m 44s +08° 26′ 31″ 6,40 6,51 18: Semiregolare
χ Ophiuchi 16h 27m 02s -18° 27′ 22″ 4,22 5,0 - Irregolare

La costellazione ospita un numero veramente elevato di stelle variabili, grazie anche alla presenza del piano della Via Lattea, che fa sì che siano presenti densi campi stellari; molte di queste stelle, sebbene non siano propriamente alla portata dell'occhio umano, sono ben osservabili anche con un binocolo. La stragrande maggioranza delle variabili dell’Ofiuco, tuttavia, è molto debole oppure ha variazioni molto contenute.

Fra le Mireidi la più brillante è la X Ophiuchi, che quando è in fase di massima, al limite della visibilità ad occhio nudo; in quasi 11 mesi scende fino alla nona grandezza per poi risalire.

Fra le numerose semiregolari spicca la V2105 Ophiuchi, che oscilla fra la magnitudine 5,0 e la 5,4, con una variazione appena percepibile ad occhio nudo nel corso del tempo; la V2114 Ophiuchi è invece visibile con un binocolo, e oscilla di poco più di un decimo di magnitudine.

Una facile variabile irregolare è la χ Ophiuchi, che oscilla fra la quarta e la quinta grandezza, come pure la 66 Ophiuchi, che riporta anche la sigla V2048 Ophiuchi.

Oggetti del profondo cielo[modifica]

Principali oggetti non stellari
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Tipo Magn.
Dimensioni
(primi d'arco)
Nome proprio
A. R.
Dec.
M107 16h 32m 32s -13° 03′ : Ammasso globulare 7,9 13
M12 16h 47m 15s -01° 57′ : Ammasso globulare 6,7 16
M10 16h 57m 09s -04° 06′ : Ammasso globulare 6,6 20
M62 17h 01m 13s -30° 07′ : Ammasso globulare 6,5 15
M19 17h 02m 38s -26° 16′ : Ammasso globulare 6,8 17
NGC 6284 17h 04m 29s -24° 46′ : Ammasso globulare 9,0 5,6
NGC 6309 17h 14m 04s -12° 55′ : Nebulosa planetaria 11,0 1,1
M9 17h 19m 12s -18° 31′ : Ammasso globulare 7,7 12
NGC 6369 17h 29m 21s -23° 45′ 35″ Nebulosa planetaria 11,4 0,8 Neb. Fantasmino
LDN 1773 17h 30m : -26° : Nebulosa oscura - 500 x 140 Neb. Pipa
M14 17h 37m 36s -03° 15′ : Ammasso globulare 7,6 11
IC 4665 17h 46m : -05° 43′ : Ammasso aperto 4,2 70
NGC 6572 18h 12m 06s +06° 51′ 13″ Nebulosa planetaria 9,0 0,1
NGC 6633 18h 27m : -06° 34′ : Ammasso aperto 4,6 27
Il brillante ammasso aperto IC 4665, ben visibile anche a occhio nudo e pienamente risolvibile con un binocolo.
L’ammasso globulare M10, uno dei più brillanti della costellazione e facilmente individuabile anche con piccoli strumenti.
L’ammasso globulare M62, al confine con lo Scorpione, è uno dei più luminosi dell’Ofiuco e si trova vicino a ricchi campi stellari.
La nebulosa planetaria NGC 6369, soprannominata Nebulosa Fantasmino.
La nebulosa NGC 6572 ha una forma allungata e irregolare ben marcata.
La Nebulosa Pipa, in realtà un complesso di nebulose oscure che formano un sistema che si sovrappone ai ricchi campi stellari della Via lattea.
La Nebulosa di Rho Ophiuchi (IC 4604), sul confine con lo Scorpione, molto ben evidente nelle foto a lunga esposizione.

L'Ofiuco è una grande costellazione, la cui parte meridionale ricade sulla Via Lattea, in direzione del centro galattico. Ciò fa sì che siano presenti, e in notevole numero, oggetti celesti come ammassi aperti e, soprattutto, ammassi globulari.

Tra gli ammassi aperti spicca IC 4665, situato nella parte settentrionale della costellazione meno di un grado a nordest della stella β Ophiuchi; sotto cieli particolarmente adatti è discretamente visibile anche ad occhio nudo come una macchia nebbiosa molto debole. Le sue stelle principali, di sesta magnitudine, sono invece ben osservabili con binocoli di piccola-media potenza, come un 8x40 o un 10x50; le sue componenti appaiono tendenzialmente azzurre e si dispongono a formare una sorta di rudimentale lettera "Y". La scia chiara della Via Lattea in questo punto è fortemente oscurata, così l'ammasso appare quasi isolato. Non sono necessari strumenti di maggiori dimensioni per risolvere l'oggetto, a meno che non si voglia tentare la risoluzione delle componenti doppie, presenti in gran numero; con forti ingrandimenti si perde tuttavia la visione d'insieme. IC 4665 è un ammasso che presenta alcune particolarità: possiede un'età molto giovane, stimata attorno ai 35 milioni di anni, e si trova in una posizione non comune per essere un ammasso aperto, circa 16° a nord rispetto al piano galattico; ciò è indice del fatto che l'ambiente di formazione stellare in cui si è generato presentava a sua volta delle caratteristiche insolite. Ciò non si riflette tuttavia sulla composizione chimica della superficie delle sue stelle membri. La distanza di quest’ammasso è stimata sui 1200 anni luce e conta una cinquantina di stelle più luminose della magnitudine 13; gran parte delle componenti di grande massa sono doppie spettroscopiche.

Un altro ammasso appariscente è NGC 6633, situato a breve distanza dal precedente, sul confine con la coda del Serpente. Si presenta in un binocolo come un oggetto chiaro allungato in senso nordest-sudovest, con la concentrazione maggiore verso sudovest ed è formato da stelle di magnitudine 8 e 9, parzialmente risolvibili. La vista migliore si ottiene già con telescopi di piccole dimensioni, con aperture di 100mm e bassi ingrandimenti, che permettono di risolverlo completamente in alcune decine di stelle. NGC 6633 è un ammasso brillante ma relativamente disperso, situato alla distanza di circa 1225 anni luce; ricade pertanto all'interno del Braccio di Orione ed è in effetti uno degli ammassi aperti più vicini, trovandosi poco al di là dei vicini complessi nebulosi della Fenditura dell'Aquila. La sua età è di poco inferiore a quella delle Ìadi, essendo stimata attorno ai 426 milioni di anni. Studi fotometrici condotti negli anni duemila hanno individuato alcune decine di possibili nane bianche al suo interno, una delle quali presenta indizi di un'atmosfera composta prevalentemente da elio. Le stelle più luminose appartenenti all'ammasso sono cinque giganti gialle, tutte di magnitudine 8, e una gigante brillante arancione con classe spettrale K2II, di magnitudine 7,3; nella stessa direzione dell'ammasso si osservano altre due giganti gialle, la cui appartenenza fisica a NGC 6633 è stata esclusa.

L’Ofiuco è però famoso soprattutto per il grande numero di ammassi globulari, fra i quali ben sette sono stati riportati nel Catalogo di Messier. Uno dei più luminosi è M10, che si trova nel centro della costellazione in una posizione particolarmente isolata, lontana da astri luminosi; la sua posizione è situata circa 10° ad est della stella ε Ophiuchi. Grazie alla sua magnitudine di 6,6, l'ammasso è facilmente visibile con un binocolo sotto la forma di una macchia lattiginosa. Usando strumenti con apertura di 150mm di diametro o superiore, l'ammasso comincia ad essere risolto in stelle e quindi ha un aspetto granuloso. Un telescopio da 200mm permette di avere una buona visione. L'ammasso è uno dei più vicini a noi, dal momento che si trova a soli 14.000 anni luce. Nonostante un diametro modesto di soli 60 anni luce, il suo diametro apparente è invece abbastanza grande ed equivale alla metà del diametro della Luna piena. L'ammasso ha poche stelle variabili, contenendone solo 3; le stelle più brillanti dell'ammasso hanno una magnitudine apparente di 13. La sua velocità di recessione rispetto a noi è di 69 km/s.

A 3,4° in direzione nordovest di M10 si trova M12, poco meno appariscente ma visibile anch’esso con un binocolo 10x50, con cui appare con un nucleo meno marcato del precedente. Con strumenti di 150mm di diametro l'ammasso comincia ad essere parzialmente risolto in stelle ai bordi, pur con qualche difficoltà; un telescopio da 200-250mm permette invece di avere una buona visione. L'ammasso dista da noi 16.000 anni luce e ha un diametro apparente di 16,0', che corrisponde a un diametro reale di 75 anni luce. È uno degli ammassi con la minore densità di stelle, tanto che un tempo si pensava fosse piuttosto un ammasso aperto molto compatto. Le stelle più brillanti facenti parte di M12 hanno una magnitudine di 12; fra le sue componenti ne sono state scoperte 13 che presentano variabilità. M12 si dirige verso di noi alla velocità di 16 km/s.

M14 si individua con una certa difficoltà a causa del suo isolamento: si può individuare a metà via fra le stelle β Ophiuchi e η Ophiuchi; a causa della sua distanza, l'ammasso è difficilmente risolvibile in stelle, mantenendo un aspetto lattiginoso simile a quello di una galassia: è necessario infatti un telescopio di 300mm di apertura per iniziare a risolvere qualche stella. Può comunque essere scorto anche con un binocolo 10x50, se il cielo è in condizioni atmosferiche ottimali. L'ammasso, di forma ellittica, dista da noi 30.000 anni luce; con la sua magnitudine assoluta di -9,1 M14 è molto più brillante intrinsecamente rispetto agli altri ammassi globulari circostanti, in particolare M10 e M12. La sua luminosità è equivalente a quella di 400.000 soli e contiene centinaia di migliaia di stelle, anche se la concentrazione di stelle al centro dell'ammasso è relativamente bassa. M14 contiene inoltre più di 70 stelle variabili, fra cui una nova apparsa nel 1938. Le stelle più brillanti dell'ammasso hanno una magnitudine di 14.

Sulla linea che congiunge le due stelle η Ophiuchi e θ Ophiuchi e più vicina alla prima si individua M9; può essere osservato sotto un cielo nitido e buio con un semplice binocolo di media potenza, come un 10x50, in cui si mostra come un piccolo alone chiaro e nebuloso. Un telescopio di 80-120mm di apertura non consente di iniziare la risoluzione in stelle e l'ammasso resta di aspetto indefinito, sebbene si possano già distinguere alcune strutture come il nucleo e l'alone; uno strumento da 200mm è in grado di rivelare alcune stelle di tredicesima magnitudine, specialmente ad est e a sud del nucleo. M9 è uno degli ammassi globulari più vicini al nucleo della Via Lattea, con una distanza stimata di 5500 anni luce dal centro galattico; il suo diametro angolare di 12 minuti d'arco e corrisponde a un'estensione di circa 90 anni luce, a una distanza di circa 25.800 anni luce dalla Terra. La sua magnitudine apparente è 7,7, la magnitudine assoluta -8.04; la luminosità totale dell'ammasso è circa 120.000 volte quella del Sole. Si allontana da noi alla velocità di 224 km/s. In M9 sono state scoperte 19 stelle variabili. Nelle vicinanze, a nordest, c'è il debole ammasso globulare NGC 6356, mentre, più o meno alla stessa distanza a sudest, c'è l'ammasso globulare NGC 6342.

A metà via sulla linea che congiunge le due stelle Antares e θ Ophiuchi si trova invece M19; può essere osservato sotto un cielo nitido e buio anche con un semplice binocolo come un 10x50, in cui si mostra come un piccolo alone chiaro e di aspetto nebuloso. Un telescopio di 80-120mm di apertura lo mostra come un oggetto allungato più in senso nord-sud, sebbene non consenta di iniziare la risoluzione in stelle e l'ammasso resta di aspetto indefinito; uno strumento da 250mm è in grado di rivelare alcune stelle di tredicesima magnitudine, specialmente ad est e a sud del nucleo; a 150x appare quasi completamente risolto. M19 è situato alla distanza di circa 28.000 anni luce dal sistema solare ed è caratterizzato dalla sua forma particolarmente ellittica, uno degli ammassi globulari più ovali che si conoscano: la sua ellitticità sarebbe E4; si tratta anche uno degli ammassi globulari più vicini al nucleo galattico, da cui disterebbe solo 5200 anni luce. Le sue stelle più brillanti sono di quattordicesima magnitudine; il diametro maggiore sarebbe di circa 140 anni luce.

Sul confine con lo Scorpione si trova infine M62, circa 3° a sud del precedente. Questo globulare è relativamente semplice da localizzare: basta infatti puntare su Antares e spostarsi di circa 5° a sudovest; anche questo può essere osservato con un binocolo di media potenza, come un 10x50, in cui si mostra come un alone chiaro e nebuloso. Un telescopio di 80-120mm di apertura non permette di iniziare la risoluzione in stelle e l'ammasso permane di aspetto indefinito; uno strumento da 200mm è in grado di rivelare alcune stelle di quattordicesima e quindicesima magnitudine, alcune delle quali riunite in concatenazioni. M62 si trova a una distanza di circa 22.500 anni luce dalla Terra e ha un diametro di 100 anni luce. È uno degli ammassi globulari più irregolari: ciò è probabilmente dovuto alla sua vicinanza al centro della Galassia (6100 anni luce circa), il quale lo deforma grazie alle forze mareali; questa forza induce l’area sudorientale dell’ammasso ad essere più concentrata rispetto alle altre. Dagli studi condotti a partire dal 1970 si è ricavato che M62 contiene almeno 89 stelle variabili, molte delle quali del tipo RR Lyrae. L’ammasso contiene inoltre un certo numero di sorgenti di raggi X.

Numerosissimi altri ammassi globulari si trovano nella parte meridionale della costellazione, ma in gran parte sono molto deboli e si presentano come delle macchie circolari dai contorni sfumati e irrisolvibili anche con strumenti di grande diametro come i 300-400mm.

Fra le nebulose planetarie ve ne sono alcune piuttosto appariscenti. Una delle più note di questa parte di cielo è senza dubbio la NGC 6369, soprannominata talvolta Nebulosa Fantasmino. Si individua nella parte meridionale della costellazione ed è rintracciabile con facilità partendo da θ Ophiuchi, facendo ponte su 44 Ophiuchi e giungendo a 51 Ophiuchi, quindi mezzo grado a nordovest di quest'ultima; i dintorni della nebulosa sono quasi completamente privi di stelle di fondo a causa della presenza dei banchi oscuri della Nebulosa Pipa. Già con un telescopio da 100mm è appena individuabile; la struttura ad anello può invece essere evidenziata con strumenti da almeno 200mm di diametro, muniti di filtro OIII. Si tratta di una nebulosa planetaria piuttosto appariscente e con un'evidente struttura ad anello molto ben marcata ed ellittica, da cui si dipartono alcune strutture filamentose minori; la sua distanza è incerta e le stime variano da un minimo di 2000 a un massimo di 5000 anni luce, facendola ricadere rispettivamente sul bordo interno del Braccio di Orione o all'interno del Braccio del Sagittario. La stella che ha generato la nebulosa è visibile all'interno dell'anello, ma non si trova esattamente al suo centro, bensì un po' delocalizzata verso ovest; si tratta di una nana bianca di tipo pulsante (nota come V2310 Ophiuchi) che emette una forte radiazione ultravioletta che spinge e ionizza i gas che essa stessa ha espulso nell'ultima fase del suo ciclo vitale. Se osservata alle onde radio, NGC 6369 risulta essere la terza nebulosa planetaria più luminosa del cielo; prima del collasso la stella progenitrice poteva avere una massa probabilmente superiore a 1-1,5 masse solari, ma manca la certezza poiché non si è stati in grado di determinare l'abbondanza di carbonio all'interno della nebulosa. L'attuale nana bianca ha una temperatura superficiale di 70.000 K.

Nella parte settentrionale della costellazione si trova un’altra brillante nebulosa planetaria, nota come NGC 6572. Si individua in un'area relativamente povera di stelle appariscenti; per trovare la sua posizione si può partire dalla coppia di stelle 72 e 71 Ophiuchi e spostarsi di circa 2,2 gradi in direzione sudest. Sotto cieli molto bui e limpidi è apprezzabile anche attraverso piccoli rifrattori da 80mm, attraverso i quali appare come un debole dischetto bluastro circondante una stella di magnitudine 9; uno strumento da 200mm e forti ingrandimenti permette di scorgere diversi dettagli anche senza l'ausilio di un filtro OIII, come un alone ellittico orientato in senso nord-sud. Si tratta di una nebulosa piuttosto appariscente, la cui distanza è stimata attorno ai 6500 anni luce, forse in una zona inter-braccio o a breve distanza dal bordo esterno del Braccio del Sagittario. La sua massa misura circa la metà di quella del Sole e l'età, misurata grazie alla velocità di espansione dei gas, pari a 16 km/s, è stimata in circa 2500-2600 anni, anche se si stima che la nebulosa sia già in una fase finale del suo livello evolutivo. È una nebulosa piuttosto luminosa, di magnitudine 8,1, e se non fosse per le polveri interstellari che si frappongono lungo la linea di vista oscurandola, si stima che potrebbe essere due volte più brillante.

Numerose sono le nebulose oscure che si possono osservare nella parte meridionale della costellazione dell’Ofiuco; gran parte di quelle maggiori si trovano sul nostro braccio di spirale e sono ben evidenti in quanto oscurano il chiarore diffuso dei ricchi campi stellari di cui è costituita la scia luminosa della Via Lattea.

Fra queste, il complesso di gran lunga più evidente è quello che forma la Nebulosa Pipa, così chiamata a causa della sua forma perfettamente riconoscibile nelle fotografie a lunga esposizione e grande campo. Si presenta nei cieli bui come una grande macchia scura sovrapposta alla Via Lattea, là dove mostra un allargamento dovuto alla presenza del centro galattico. Il contrasto è subito evidente, specialmente nella zona orientale, dove si trova il "fornello" della pipa; se la notte è propizia si può individuare anche il cannello, che appare sottile e allungato verso occidente. Il sistema è composto dalle nubi con designazione B77, B78 e B59, secondo il catalogo delle nebulose oscure di Barnard. Dalle foto si possono notare ulteriori due caratteristiche: la Nebulosa Pipa forma, con altre nebulose oscure a nord e a sud, una gigantesca "X" scura che quasi si frappone fra noi e il centro galattico; la seconda caratteristica è che la parte nord della nebulosa appare connessa con altre nebulose oscure di aspetto "filamentoso", che proseguono verso oriente irradiandosi da una zona a nord di Antares, dove si trova la Nube di Rho Ophiuchi (IC 4604). Quest’ultima è un grande sistema nebuloso dove è attiva la formazione stellare, famoso per essere molto ben evidente nelle fotografie, dove mostra forti contrasti di colore; è formato da idrogeno ionizzato di colore rosso e polveri e gas neutro illuminati dalle stelle vicine.

La nebulosa Pipa, sommata con altre nebulose poste più a nord, formano un sistema nebuloso noto come Cavallo Nero, così chiamato poiché la sua figura ricorda in effetti un cavallo, ruotato di 90° se lo si osserva in direzione nord-sud; è anche uno dei complessi oscuri più vasti dell'intera volta celeste. Per poterlo osservare occorre disporre di un cielo completamente buio; l'ausilio di strumenti di osservazione è superfluo, in quanto le sue dimensioni sono tali che è possibile apprezzarne la forma solo ad occhio nudo o nelle foto a grande campo.

L’estremità nordoccidentale della Nebulosa Pipa ha invece un aspetto stretto e contorto e viene soprannominata Nebulosa Serpente.

L’unica galassia notevole in Ofiuco è la NGC 6240, risultato della fusione di due galassie; ha magnitudine 12.