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Israele – La scelta di un popolo/Appendice 1

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Indice del libro
Gli insegnamenti di Maimonide, Cod. Ebr. 37 dalla Biblioteca Reale di Copenaghen, traduzione ebraica della Guida dei perplessi (originalmente scritta in arabo) datata 1347

Alcuni dei grandi pensatori ebrei citati

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Ahad Ha’Am

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Ahad Ha’Am
Ahad Ha’Am

Ahad Ha’Am, pseudonimo di Asher Zvi Hirsch Ginsberg (ebr. אחד העם "uno del popolo"; Skvyra, 18 agosto 1856 – Tel Aviv, 2 gennaio 1927), è stato uno scrittore russo di nazionalità ebraica — Uomo di grande cultura, e profondamente addentro alle questioni politiche, culturali e spirituali del suo popolo, comprese che la Diaspora ebraica non poteva essere risolta badando solamente all'indipendenza e alle misure di sicurezza, bensì era strettamente collegata con il problema dell'ebraismo, la cui essenza è lo Spirito, in qualche modo salvifico.

Divenne uno dei portavoce della corrente del sionismo detta "spirituale", e così come aveva criticato l'assorbimento nella cultura occidentale, allo stesso modo condannò le tendenze al colonialismo così come il sionismo "politico" di Theodor Herzl. Dedicò tutta la sua vita al tentativo di far risorgere la cultura ebraica. Trasferitosi ad Odessa nel 1886, fondò un ordine segreto dei "Figli di Mosè"; dieci anni dopo pubblicò un libro contenente il suo pensiero, intitolato Al bivio (una serie di articoli dal 1895 al 1913), con il quale invitava il suo popolo ad una precisa scelta tra lo spirito e la materia. Alla fine del secolo assunse la direzione della rivista Ha-Shiloach e nel 1908 soggiornò a Londra. Nel 1922 si trasferì definitivamente in Palestina.

Albo, Joseph

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"Sefer ha-Ikkarim" di Rabbi Joseph Albo
"Sefer ha-Ikkarim" di Rabbi Joseph Albo

Joseph Albo (ebr. יוסף אלבו‎; Monreal, 1380 – 1444), noto specialmente per la sua opera Sefer ha-Ikkarim ("Libro dei Principi"), trattato basilare e sistematico sulle fondamenta dell'Ebraismo. Fu studente di Hasdai Crescas. Teologo ebreo spagnolo e polemista attivo contro il cristianesimo, in particolare come principale portavoce ebreo nella Disputa con i teologi cattolici a Tortosa nel 1413. Primo pensatore ebreo a usare il termine "legge naturale" (dat tiv’it), che riflette l'influenza di Tommaso d'Aquino.
Sefer ha-Ikkarim è meglio conosciuto per la sua discussione sui Principi di fede ebraica, in cui discute con altri pensatori come Maimonide. Albo afferma che qualsiasi religione (dat elohi), compreso l'ebraismo, deve avere i seguenti tre principi fondamentali, che chiama ikkarim (fondamenti) o ikarim kollelim (fondamenti generali): 1) fede nell'esistenza di Dio; 2) fede nella rivelazione di Dio; 3) fede nella giustizia divina, in relazione all'idea di immortalità.

Buber, Martin

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Martin Mordechai Buber
Martin Mordechai Buber

Martin Mordechai Buber (ebr. מרטין בובר; Vienna, 8 febbraio 1878 – Gerusalemme, 13 giugno 1965) è stato un filosofo, teologo e pedagogista austriaco naturalizzato israeliano — Si deve a lui l'emersione alla cultura europea del movimento hassidim, ma soprattutto a lui si deve l'idea che la vita è fondamentalmente non-soggettività, bensì intersoggettività, anzi per Buber soggetto e intersoggettività sono sincronicamente complementari e ne era talmente convinto che non esitò ad affermare: "In principio è la relazione".

L'essere umano, secondo Buber, è per essenza dialogo, e non si realizza senza comunicare con l'umanità, la creazione e il Creatore. L'uomo è anche, necessariamente, homo religiosus, perché l'amore dell'umanità conduce all'amore di Dio e viceversa. È quindi impensabile parlare agli uomini senza parlare a Dio, e questo avviene secondo un rapporto di reciprocità. La Presenza divina partecipa dunque a ogni incontro autentico tra gli esseri umani e abita in quelli che realizzano il vero dialogo. Nella sua opera più celebre, Io e Tu (Ich und Du), Martin Buber sottolinea la propensione duplice verso il mondo: la relazione Io-Tu e la relazione Io-esso. Né l'Io, né il Tu vivono separatamente, ma essi esistono nel contesto Io-Tu, antecedente la sfera dell'Io e la sfera del Tu. Così, né l'Io né l'esso esistono separatamente, ma esistono unicamente nel contesto Io-esso. La relazione Io-Tu è assoluta solo rispetto a Dio – il Tu eterno – e non può essere pienamente realizzata negli altri domini dell'esistenza, comprese le relazioni umane, dove sovente Io-Tu fa posto all'Io-esso (Io-Tu o Io-esso non dipendono dalla natura dell'oggetto, ma dal rapporto che il soggetto istituisce con l'oggetto). L'essere umano non può trasfigurarsi e accedere a una dimensione di vita autentica senza entrare nella relazione Io-Tu, confermando così l'alterità dell'altro, che comporta un impegno totale: "La prima parola Io-Tu non può essere detta se non dall'essere tutto intero, invece la parola Io-esso non può mai essere detta con tutto l'essere". Io e Tu sono due esseri sovrani, l'uno non cerca di condizionare l'altro né di utilizzarlo. Secondo Buber l'uomo può vivere senza dialogo, ma chi non ha mai incontrato un Tu non è pienamente un essere umano. Tuttavia, chi si addentra nell'universo del dialogo assume un rischio considerevole dal momento che la relazione Io-Tu esige un'apertura totale dell'Io, esponendosi quindi anche al rischio del rifiuto e al rigetto totale. La realtà soggettiva dell'Io-Tu si radica nel dialogo, mentre il rapporto strumentale Io-esso si realizza nel monologo, che trasforma il mondo e l'essere umano stesso in oggetto. Nel piano del monologo l'altro è reificato - è percepito e utilizzato - diversamente dal piano del dialogo, dove è incontrato, riconosciuto e nominato come essere singolare. Per qualificare il monologo Buber parla di Erfahrung (una esperienza “superficiale” degli attributi esteriori dell'altro) o di Erlebnis (una esperienza interiore significativa) che si oppone a Beziehung - la relazione autentica che interviene tra due esseri umani.

Cohen, Herman

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Herman Cohen
Herman Cohen

Herman Cohen (Coswig, 4 luglio 1842 – Berlino, 4 aprile 1918) filosofo tedesco, esponente del neokantismo — Fondò la scuola filosofica di Marburgo e fu insegnante di Franz Rosenzweig. L'adesione al neokantismo lo indusse a considerare come unica realtà l'attività del soggetto pensante. Il pensiero tuttavia non è il prodotto dell'attività del soggetto; è una realtà per sé, e il suo principio è l'assoluta origine (Ursprung). Su queste basi che sono assai lontane dallo spirito genuino del kantismo, Cohen costruisce tutta la filosofia che divide in tre rami fondamentali: logica o teoria del puro conoscere; etica o teoria del puro volere; estetica o teoria del puro sentimento.

Per quanto riguarda la logica, essa è quella delle scienze matematiche della natura, visto che Cohen elimina dal pensiero e dalla conoscenza ogni elemento soggettivo. La conseguenza dell'atto logico è il giudizio in quanto il pensiero tende a unificare o a distinguere. L'idea è al centro degli studi dell'etica: il volere si esplica attraverso l'idea, senza la quale si avrebbe solo desiderio. Se un'opera d'arte trascende la materia e gli strumenti utilizzati, la tecnica e la forma, è perché possiede e manifesta un ideale, quello della perfezione umana; questo è l'ideale che guida l'estetica. In etica Cohen non si discosta da Kant in quanto la legge morale è espressa nell'imperativo categorico che determina la volontà. Tuttavia poiché l'uomo non realizza appieno se stesso se non nella società, e d'altra parte deve essere considerato sempre e soltanto come fine e non mai come mezzo, Cohen ricava dalla propria morale una dottrina politica a carattere socialistico che vuole salvaguardare la libertà umana e favorire lo sviluppo e il progresso dell'umanità verso la realizzazione del regno dei fini, che è il suo ideale supremo. La religione non viene considerata un modello da Cohen, poiché la religione appartiene al mito quando Dio viene investito di elementi come lo spirito, altrimenti Dio rimane un concetto puramente morale.

Halevi, Judah

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Yehuda Ha-Levi
Yehuda Ha-Levi

Yehuda Ben Šmu'el Ha-Levi, noto in italiano anche come Giuda Levita (ebr. יהודה בן שמואל הלוי‎; Tudela, 1075 o 1085 – Il Cairo, 1141), rabbino, filosofo, poeta, teologo e medico spagnolo di origine sefardita — Soprannominato il Cantore di Sion, fu autore del Kuzari e lascia 800 poemi, tra cui le Odi di Sion. Nel Kuzari sostenne la superiorità della rivelazione e della tradizione (di cui l'ebraismo è l'epitome) rispetto alla filosofia razionalista. Grande influenza sui successivi sviluppi mistici nell'ebraismo tardo medievale. Fervente amante della Terra d'Israele. Secondo la leggenda, ucciso proprio mentre stava per entrare a Gerusalemme. La sua poesia religiosa è una componente importante della liturgia ebraica.

Heschel, Abraham Joshua

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Abraham J. Heschel, 1964
Abraham J. Heschel, 1964

Abraham Joshua Heschel (Varsavia, 11 gennaio 1907 – New York, 23 dicembre 1972) rabbino e filosofo polacco naturalizzato statunitense — Di dinastia chassidica, poi educato come filosofo in Germania. Si trasferì negli Stati Uniti nel 1940 e insegnò al Jewish Theological Seminary di New York. Adattò i metodi della fenomenologia per le sue riflessioni teologiche sulla vita religiosa ebraica. È stato la maggiore influenza sulla crescita della teologia ebraica in America dopo la seconda guerra mondiale, in particolare tramite la sua più importante opera (EN) God in Search of Man. Il metodo della filosofia dell'ebraismo in Heschel è enunciato molto bene nelle pagine iniziali di questa sua opera. Il punto di partenza è la situazione concreta dell'ebreo moderno, segnata dalla secolarizzazione, da una crisi d'identità e di valori che portano a smarrire ciò che Heschel chiama "gli interrogativi ultimi dell'esistenza". In altre parole, l'ebreo moderno ha perso un orientamento adeguato per dare un senso alla propria vita e per fondare tanto un universo di valori, quanto una corretta azione concreta. La tesi fondamentale di Heschel è che l'ebraismo è precisamente una risposta agli interrogativi ultimi dell'uomo. Ma prima di accedervi, è necessario risvegliare quegli stessi interrogativi ai quali l'ebraismo risponde. Occorre aprire la mente ed il cuore dell'ebreo a porsi le domande giuste. È questo il compito precipuo della filosofia dell'ebraismo: in quanto filosofia, sa porre le domande giuste; in quanto ebraismo, conosce il cammino verso la risposta. Si veda nello specifico la corrispondente voce su Wikipedia.

Moshe ben Maimon
Moshe ben Maimon

Moshe ben Maimon, più noto nell'Europa medievale col nome di Mosè Maimònide (ebr. משה בן מימוּן, Mōsheh ben Maymōn; ar. أبو عمران موسى بن ميمون بن عبيد الله القرطبي‎, Mūsā ibn Maymūn ibn ʿAbd Allāh al-Qurṭubī al-Isrāʾīlī; gr. antico: Μωησής Μαϊμονίδης, Mōēsēs Maimonidēs; Cordova, 30 marzo 1135 – Il Cairo, 12 dicembre 1204),filosofo, rabbino, medico, talmudista e giurista spagnolo, una delle personalità di spicco dell'Andalusia sotto il dominio arabo, tra i più importanti pensatori nella storia dell'ebraismo. Conosciuto anche con l'acronimo di Rambam (RaMBaM, ebr. הרמב"ם‎, ovvero Rabbī Mōsheh ben Maymōn), Mosè Maimonide divenne, grazie al suo enorme lavoro di analisi del Talmud e sistematizzazione dell'Halakhah, il rabbino e filosofo ebreo di maggior prestigio e influenza del Medioevo; le sue opere di diritto ebraico vengono ancora oggi ritenute le migliori nell'ortodossia, e sono, insieme al commentario di Rashi, un caposaldo indispensabile della letteratura rabbinica. Maimonide codificò tutta la legge biblica e rabbinica nell'opera enciclopedica Mishneh Torah. Sviluppò nuovi metodi in teologia attraverso l'appropriazione critica di Aristotele e dei razionalisti islamici, in particolare nella Guida dei perplessi. Si veda nello specifico, la Serie maimonidea di Wikibooks.

Nahmanide raffigurato artisticamente
Nahmanide raffigurato artisticamente

Moshe ben Nahman Girondi, noto come Nahmanide, con il nome catalano Bonastruc ça (de la) Porta e coll'acronimo Ramban (ebr. מֹשֶׁה בֶּן־נָחְמָן Mōšeh ben-Nāḥmān; Gerona, 1194 – Acri, 1270), rabbino, filosofo e medico catalano, vissuto principalmente a Gerona — Fu il più importante studioso e intellettuale ebreo catalano del Medioevo, cabalista e commentatore biblico. Sviluppò una teologia anti-aristotelica, ma non anti-razionalista, sotto l'impatto del pensiero di Saadia Gaon e Judah Halevi. Opera importante: Commentario alla Torah. Influenzò notevolmente il successivo sviluppo del diritto ebraico attraverso la sintesi dei metodi di varie scuole talmudiche. Rappresentante degli ebrei della Spagna settentrionale in una Disputa coi domenicani a Barcellona nel 1263. Costretto a lasciare la Spagna, si trasferì a Israele nel 1267.

Secondo Nahmanide, la saggezza dei rabbini della Mishnah e del Talmud, come anche quella dei Geonim (rabbini dell'epoca alto-medievale) è indiscutibile. Le loro parole non si dovevano dubitare, né criticare per male. "Ci inchiniamo", scrive, "davanti a loro e, anche quando la ragione delle loro parole non ci è del tutto evidente, nondimeno ci sottomettiamo a loro" (Aseifat Zekkenim, commentario sul Ketubot). L'adesione di Nahmanide alle parole dei Rishonim (autorità ebraiche precedenti) è dovuta al suo pietismo o all'influenza della scuola di pensiero ebraico-francese settentrionale.

Incisione raffigurante il Rashi (XVI secolo)
Incisione raffigurante il Rashi (XVI secolo)

Rashi (Troyes, 22 febbraio 1040 – Troyes, 13 luglio 1105), in ebraico רש"י, acronimo di Rabbi Shlomo Yitzhaqi (רבי שלמה יצחקי) e conosciuto anche con il nome latinizzato di Salomon Isaacides, da cui le forme italianizzate Salomone Isaccide oppure Salomone Jarco o Rabbi Salomone Jarco, è stato uno dei più famosi commentatori medievali della Bibbia ebraica e del Talmud.

L'innovazione essenziale portata da Rashi sta nel fatto che, anziché continuare solo nel solco della tradizione del Midrash, egli inizia un commento delle Scritture più aderente al significato letterale delle parole. Acclamato per la sua capacità di presentare il significato basilare del testo in modo sintetico e lucido, Rashi attrae sia gli studiosi eruditi che gli studenti novelli, e le sue opere rimangono il fulcro dello studio ebraico contemporaneo. Il suo commento al Talmud, che copre quasi tutto il Talmud babilonese (un totale di 30 Trattati), è incluso in tutte le edizioni del Talmud sin dalla sua prima stampa a cura di Daniel Bomberg negli anni 1520. Il suo commentario del Tanakh – specialmente quello del Chumash ("cinque libri di Mosè") – è un aiuto indispensabile agli studenti di tutti i livelli. Quest'ultimo, da solo, serve come base per più di 300 "supercommentari", che analizzano la scelta di Rashi del linguaggio e delle citazioni, scritti da alcuni dei più grandi nomi della letteratura rabbinica. La prima versione ebraica del commentario della Torah, a caratteri mobili, venne stampata a Reggio Calabria nel 1475 da Abraham ben Garton.

Rosenzweig, Franz

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Franz Rosenzweig nel 1905
Franz Rosenzweig nel 1905

Franz Rosenzweig (Kassel, 25 dicembre 1886 – Francoforte sul Meno, 10 dicembre 1929), filosofo tedesco, allievo di Heinrich Rickert e di Friedrich Meinecke — Studiò sotto la guida di Hermann Cohen, e come il suo amico e collaboratore, il filosofo Martin Buber, fu un esponente di quell'ebraismo più aperto al Cristianesimo. Leader del movimento degli ebrei tedeschi dall'assimilazione verso la riappropriazione della tradizione ebraica. Personaggio di spicco della filosofia post-razionalista dopo la prima guerra mondiale. Opera principale La stella della redenzione scritta quando era ufficiale dell'esercito tedesco al fronte orientale (1914-1918). Opera più importante di Rosenzweig, è l'inizio della sua nuova filosofia, nella quale rappresenta la relazione tra Dio, l'umanità e il mondo, connessi dalla creazione, rivelazione e redenzione. Inoltre, egli critica con toni accesi la filosofia occidentale, specialmente Hegel pur senza far scadere il suo "empirismo assoluto" in un empirismo materialistico nella direzione invece di una concezione unitaria dell'esperienza sia del mondo che di Dio.

Per Rosenzweig l'ebraismo come intuizione religiosa che stava alla sua radice, era la prima concezione realmente monoteistica della storia religiosa dell'umanità e in essa l'unitarietà dell'essere trovava la sua più arcaica formulazione nel nome di Dio quale "Colui Che È". Questo, a differenza dell'ebraismo inteso come credo, che si confermava invece come versione fermata e dogmatizzata di tale concezione religiosa. Con queste premesse la concezione dell'ebraismo di Rosenzweig andava oltre il semplice aspetto confessionale per configurarsi come espressione del valore universale della religiosità che si impernia sul limite della mortalità e il suo superamento grazie ad un percorso di redenzione da questa.

Saadiah Gaon

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Saadiah Gaon, per esteso Saʿadya ben Yōssef (ebr. רב סעדיה בן יוסף גאון סורא Rav Saʿadya ben Yōssef Geʾon Sūra, ar. سعيد إبن يوسف الفيّومي‎, Saʿīd ibn Yūsuf al-Fayyūmī; Dilas, 882 – Baghdad, 16 maggio 942), detto anche רס״ג (acronimo RASSAG), fu un rabbino del X secolo, attivo in Egitto e nella Babilonia medievale (Iraq), nel Califfato Abbàside. Gaʾon ([[w:Rosh Yeshiva|Rosh Yeshiva, ossia direttore accademico) della città di Sura, egli fu una delle più celebri alte autorità spirituali e scientifiche del periodo dei Geonim. Uno dei primi pensatori ebrei ad affrontare le questioni sollevate dalla filosofia greca. Il suo metodo teologico fu fortemente influenzato dalla teologia dialettica islamica nota come Kalām. Opera principale Sefer Emunot Ve-Deot (= Il libro delle credenze e delle opinioni). Pone le basi per tutta la successiva teologia filosofica degli ebrei nel Medioevo.

Soloveitchik, Joseph B.

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Joseph Ber Soloveitchik (ebr. יוסף דב הלוי סולובייצ'יק‎; Pružany, 27 febbraio 1903 – Boston, 9 aprile 1993), rabbino, filosofo e educatore bielorusso, ebreo ortodosso naturalizzato statunitense. Importante talmudista e filosofo moderno, discendente dalla dinastia rabbinica lituana dei Soloveitchik (Brisker). È inoltre noto per aver promosso una sintesi tra lo studio della Torah e lo studio moderno occidentale, come anche l'impegno sociale comunitario. È stato guida e consigliere, mentore e modello per decine di migliaia di ebrei, sia come studioso talmudico che come leader religioso. È quindi considerato una figura di riferimento dell'ebraismo ortodosso moderno e massima influenza sull'ortodossia ebraica americana, in particolare come insegnante di rabbini alla Yeshiva University di New York. Applicò la metodologia neokantiana e il successivo esistenzialismo alla spiegazione del significato più profondo della legge ebraica.


Per approfondire, vedi Serie misticismo ebraico.