Esercitazioni pratiche di elettronica/Software ISE-XILINX Free Webpack/Il file di piedinatura

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  • Creare un nuovo sorgente...


Inserire il nome de file della piedinatura in File Name. È buona norma chiamare il file icf_nome_del_sorgente al quale si riferisce, in modo da non far confusione quando si ha a che fare con molti sorgenti, come succede normalmente quando si progetta. Nella finestra di sinistra selezionate Implementation Constraints File e premere Avanti>.

Crea ucf2.jpg

In questa nuova finestra che compare selezionare il sorgente di cui al punto precedente. (il software non è così intelligente da sapere a priori che il file a cui si riferisce è quello indicato nel nome se non lo selezioniamo espressamente). Premere Avanti>.


Crea ucf3.jpg

La solita finestra di riepilogo di quanto inserito e ormai dovreste aver capito cosa fare. Se tutto è a posto premete Fine.


  • Esempio di piedinatura nel manuale della scheda

Crea ucf1.jpg

Sono due colonne nelle quali appare il numero del piedino del CPLD a sinistra e la funzione oppure il device di input/output ad esso collegato nella scheda che state utilizzando a destra. Dobbiamo sempre tenere a portata di mano questa tabella che troviamo nella documentazione della scheda Digilent per poter procedere alla successiva operazione che consiste proprio nello specificare i piedini del device che vogliamo costringere a collegarsi ai nostri interruttori, bottoni o quant'altro a disposizione.


  • Modifica del file di piedinatura

Secondo la nostra scelta dei device (switch, bottoni, led, display) di I/O dobbiamo inserire nel file di piedinatura questi constraints, ovvero obbligare il CPLD a collegare gli inputs e ouptputs dello schema creato dove vogliamo noi in modo da poter poi effettuare un test hardware sul funzionamento atteso. Vi sono due processi che ritengo utili in questo stadio della progettazione e sono:

    • Edit Constraints (Text)

Una volta lanciato il suddetto processo si apre una finestra in formato testo ed è possibile inserire la piedinatura creando per ogni constraint una riga ma rispettando la sintassi come dal l'immagine di esempio. (Non dimenticare i punti e virgola alla fine di ogni riga)


    • Assign Package Pins

Oppure si può lanciare il processo della figura e inserire i pin nelle tendine della colonna Loc come da quest'altro file di esempio. Verrà così creato automaticamente lo stesso file che se aperto lanciando il processo Edit Constraints (Text) mostrerà le scelte fatte in formato testo.

Pace and2.jpg

  • Conclusioni

Ritengo che la procedura migliore sia proprio di creare il file di piedinatura adoperando il processo Assign Package Pins che semplifica questa operazione soprattutto quando si ha a che fare con numerosi I/O perché è il software a controllare che non si inserisca due volte lo stesso piedino (errore comune) e solo dopo lanciare Edit Constraints (Text) per effettuare le modifiche minori necessarie al nostro caso.

  • Se si verifica la situazione per cui il file debba essere scritto manualmente

aggiungo in calce un esempio generico per evidenziare la SINTASSI da rispettare se si vuole che il file venga riconosciuto correttamente:


Ogni riga di piedinatura ha la sintassi:

NET "[nome dell'I/O ovvero il nome del filo]" LOC = "[piedino dell'FPGA]" ;

(attenzione a non dimenticare il punto e virgola che è il carattere di fine-riga)