Guida alle costellazioni/Auriga, Orione e il Triangolo Invernale/Auriga

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Auriga, Orione e il Triangolo Invernale

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Toro

La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli costellazione
Nome latino Auriga
Genitivo del nome Aurigae
Abbreviazione ufficiale Aur
Area totale 657 gradi quadrati
Transito al meridiano alle ore 21 20 febbraio
Stelle più luminose della mag. 3,0 4
Stelle più luminose della mag. 6,0 75

Stelle più luminose
Sigla Nome Magn.
α Aurigae Capella 0,08
β Aurigae Menkalinan 1,90
θ Aurigae Bogardus 2,65
ι Aurigae Hassaleh 2,69
ε Aurigae Almaaz 3,03
η Aurigae Hoedus II 3,18
ζ Aurigae Hoedus I 3,69
δ Aurigae Prijipati 3,72

L'Auriga è una grande costellazione settentrionale, una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo. La sua stella più brillante è Capella (α Aurigae), che è associata con la mitologica Amaltea; le tre stelle adiacenti ε, ζ e η Aurigae sono invece chiamate «i capretti».

Luminosa e appariscente, l'Auriga è un punto di riferimento imprescindibile per l'identificazione di un buon numero di stelle e costellazioni nei cieli autunnali e invernali.

Caratteristiche[modifica]

La costellazione dell'Auriga è caratteristica dei mesi dell'inverno boreale; è facile da individuare, grazie alla sua forma a pentagono, con l'angolo nord-occidentale formato dalla brillante stella Capella, la sesta stella più brillante del cielo, di colore giallo molto ben evidente; il resto della figura è delineata da stelle di seconda magnitudine, a cui se ne aggiungono diverse di terza e quarta sparse per la costellazione. In senso orario il pentagono è costituito dalle stelle ι Aurigae, γ Aurigae (denominazione caduta in disuso in favore di β Tauri, dato che si trova al confine col Toro e di cui costituisce il corno settentrionale), θ Aurigae e β Aurigae.

La parte centrale dell'Auriga è inoltre attraversata da un ricco tratto del piano della Via Lattea e abbonda di stelle deboli di fondo, ben visibili a occhio nudo nelle notti più limpide; si trovano inoltre diversi oggetti celesti appartenenti alla nostra Galassia, come brillanti ammassi di stelle e nebulosità diffuse.

La parte più settentrionale si presenta quasi circumpolare alle latitudini medie boreali, mentre la parte meridionale è comunque visibile a lungo. Dall'emisfero australe, al contrario, la parte settentrionale si presenta invisibile alle medie latitudini temperate, mentre il resto appare comunque molto basso; dalla fascia tropicale australe la visibilità è nettamente migliore. Il periodo più propizio per la sua osservazione ricade nei mesi dell'inverno boreale, a partire da novembre fino ad aprile-maggio; Capella in particolare si trova nella parte settentrionale della costellazione e dalla fascia media temperata boreale è già visibile nel cielo della sera fin dalle notti di agosto, mentre resta visibile al tramonto anche nelle sere di inizio giugno.

Sfruttando gli allineamenti dati dalle stelle dell'Auriga è possibile individuare altre stelle e costellazioni. Un allineamento ben noto ad esempio è dato dalle stelle θ e β Aurigae, che prolungato di circa sei volte permette di raggiungere la Stella polare; un altro allineamento, dato da Capella e θ Aurigae punta verso i Gemelli, mentre l'allineamento da Capella e θ Aurigae punta verso i Gemelli, mentre l'allineamento Capella - ι Aurigae punta verso Aldebaran (α Tauri).

Questa notevole costellazione ha parecchie identificazioni in mitologia; l'interpretazione più comune è che si tratti di Erittonio, un leggendario re di Atene. Era figlio di Efesto, il dio del fuoco, meglio noto con il suo nome latino, Vulcano, ma fu allevato dalla dea Atena, dalla quale prese nome la città di Atene; in suo onore Erittonio istituì delle festività chiamate Panatenee. Atena insegnò a Erittonio molte cose, compreso come addomesticare i cavalli. Egli fu il primo uomo capace di attaccare quattro cavalli a un carro, a imitazione del carro del Sole che era trainato da quattro cavalli, una mossa audace che gli guadagnò l'ammirazione di Zeus e gli assicurò un posto fra le stelle.

Un'altra identificazione è quella secondo cui l'Auriga sia in realtà Mirtilo, l'auriga del Re Enomao di Elide e figlio di Ermes.

Una terza ipotesi è quella secondo cui l'Auriga sarebbe invece il figlio di Teseo, ossia Ippolito, di cui s'innamorò la matrigna Fedra. Quando Ippolito la respinse, per la disperazione lei s'impiccò; Teseo quindi bandì Ippolito da Atene. Mentre se ne andava il suo carro andò distrutto, uccidendolo. Asclepio il guaritore riportò in vita l'innocente Ippolito, impresa che gli costò la vita perché Zeus lo colpì con una folgore su richiesta di Ade, cui non andava a genio di perdere un'anima di un certo valore.

Secondo Arato di Soli Capella rappresentava la capra Amaltea, che nutrì Zeus quando neonato fu lasciato sull'isola di Creta e che fu posta in cielo in segno di gratitudine, insieme ai due capretti che partorì mentre allattava Zeus. I capretti, solitamente conosciuti con il loro nome latino di Haedi (Eriphi in greco), sono rappresentati dalle vicine stelle Eta e Zeta dell'Auriga.

Stelle doppie[modifica]

Principali stelle doppie
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Separazione
(secondi d'arco)
Colore
A. R.
Dec.
A B
ω Aurigae 04h 59m 15s +37° 53′ 26″ 5,00 7,8 5,1 b + b
14 Aurigae 05h 15m 25s +32° 41′ 15″ 5,1 8,0 14,3 b + b
HD 35295 05h 25m 13s +34° 51′ 18″ 6,7 8,5 31,2 ar + g
26 Aurigae 05h 38m 38s +30° 29′ 33″ 5,40 8,6 12,0 b + g
HD 37646/HD 37647 05h 41m 21s +29° 29′ 30″ 7,03 7,4 26,1 b + b
ν Aurigae 05h 51m 29s +39° 08′ 55″ 3,97 11 54,6 ar + b
θ Aurigae 05h 59m 43s +37° 12′ 46″ 2,65 7,15 3,5 b + g
41 Aurigae 06h 11m 37s +48° 42′ 40″ 6,09 6,82 7,7 b + b
HD 43017 06h 15m 39s +36° 08′ 55″ 6,92 7,5 11,3 g + g
HD 46048 06h 33m 58s +52° 27′ 41″ 7,2 8,2 4,8 b + b

L'Auriga contiene una gran numero di stelle doppie, molte delle quali sono piuttosto facili da osservare anche con piccoli strumenti.

Una delle più facili è la coppia formata dalle stelle HD 37646 e HD 37647, nota anche con la sigla di stella doppia ADS 4262: si tratta di due astri dal colore biancastro entrambi di settima magnitudine, separati da 26" e dunque distinguibili anche a bassi ingrandimenti.

La HD 35295 fa parte di un altro sistema binario facile da risolvere: le due componenti presentano una disparità di magnitudine, essendo la primaria di sesta e la secondaria di ottava, e la loro separazione si aggira sul mezzo primo d'arco.

Una coppia larga è la ν Aurigae, in cui però è presente una forte disparità di magnitudine fra la primaria, di quarta grandezza, e la secondaria, di undicesima.

La 14 Aurigae è composta da una stella di quinta magnitudine e da una compagna di ottava, entrambe bianche.

Una coppia dalle componenti simili è quella nota come 41 Aurigae (A e B), sebbene la separazione dei due astri sia di meno di 8".

Stelle variabili[modifica]

Principali stelle variabili
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
A. R.
Dec.
Max. Min.
R Aurigae 05h 17m 18s +53° 35′ 10″ 6,7 13,9 457,51 Mireide
U Aurigae 05h 42m 09s +36° 43′ 22″ 7,5 15,5 408,09 Mireide
RT Aurigae 06h 28m 34s +30° 29′ 35″ 5,00 5,82 3,7281 Cefeide
RX Aurigae 05h 01m 23s +39° 57′ 37″ 7,28 8,02 11,624 Cefeide
UU Aurigae 06h 36m 33s +38° 26′ 44″ 5,4 8,20 235: Semiregolare
UV Aurigae 05h 21m 49s +32° 30′ 43″ 7,4 10,6 394,42 Mireide
WW Aurigae 06h 32m 27s +32° 27′ 18″ 5,79 6,54 2,5250 Eclisse
AB Aurigae 04h 55m 46s +30° 33′ 04″ 7,20 8,40 - Orione
AE Aurigae 05h 16m 18s +34° 18′ 44″ 5,78 6,08 - Irregolare
AR Aurigae 05h 18m 19s +33° 46′ 02″ 6,15 6,82 4,1347 Eclisse
CO Aurigae 06h 00m 29s +35° 18′ 44″ 7,46 8,08 1,7841 Pulsante
EO Aurigae 05h 18m 21s +36° 37′ 55″ 7,56 8,13 4,0656 Eclisse
LY Aurigae 05h 29m 43s +35° 22′ 30″ 6,66 7,35 4,0025 Eclisse a contatto
NO Aurigae 05h 40m 42s +31° 55′ 14″ 6,10 6,30 - Irregolare
NY Aurigae 06h 59m 20s +42° 18′ 53″ 6,60 6,77 5,4379 Pulsante
OX Aurigae 06h 53m 01s +38° 52′ 09″ 5,94 6,14 0,1544 Pulsante
β Aurigae 05h 59m 32s +44° 56′ 51″ 1,89 1,98 3,9600 Eclisse
ε Aurigae 05h 01m 58s +43° 49′ 24″ 2,92 3,83 9892 Eclisse
ζ Aurigae 05h 02m 29s +41° 04′ 33″ 3,70 3,97 972,16 Eclisse
π Aurigae 05h 59m 56s +45° 56′ 12″ 4,24 4,34 - Irregolare
ψ1 Aurigae 06h 24m 54s +49° 17′ 16″ 4,75 5,70 - Irregolare

La costellazione ospita un gran numero di stelle variabili alla portata di piccoli strumenti amatoriali; le variazioni di alcune di esse sono percepibili anche ad occhio nudo.

La più brillante è la ε Aurigae, visibile nei pressi di Capella; le sue oscillazioni avvengono in un lasso di tempo lunghissimo, dell'ordine di 27 anni (che comprende un'eclissi lunga 18 mesi), essendo una variabile a eclisse di lungo periodo, ma le sue oscillazioni, a distanza di anni, sono ben percepibili grazie anche alla presenza di diverse stelle luminose nelle vicinanze con cui operare un paragone. L'ampiezza è di circa una magnitudine. La stella visibile è una supergigante gialla, una delle stelle più luminose conosciute della Via Lattea, avendo magnitudine assoluta pari a -5,95, mentre la compagna è invisibile; la lunghezza dell'eclissi esclude tutti i tipi di stella conosciuti e si suppone che sia una stella normale nascosta in un'estesa nuvola di polveri.

La AE Aurigae è invece una variabile irregolare, che oscilla fra la quinta e la sesta magnitudine; è ben conosciuta poiché, assieme alla μ Columbae, faceva in origine parte di un ammasso di stelle originatosi nella regione della Nebulosa di Orione, assieme a θ Orionis, da cui a causa delle spinte gravitazionali ne sarebbero sfuggite. Questo tipo di stelle ad alta velocità sono chiamate stelle fuggitive o runaway. Fra le altre irregolari spicca la ψ1 Aurigae, che oscilla di una magnitudine fra la quarta e la quinta, dunque con escursioni apprezzabili anche ad occhio nudo sotto un cielo molto buio.

Fra le numerose altre variabili a eclisse, spicca per luminosità la ζ Aurigae, che oscilla di due decimi di magnitudine in un periodo di oltre due anni e mezzo. Anche la β Aurigae ha delle oscillazioni, ma sono molto meno accentuate e dunque difficilmente osservabili; il periodo è però di soli quattro giorni. La WW Aurigae ha delle oscillazioni dell'ordine di quasi una magnitudine, e al massimo della luminosità la sua grandezza è pari a 5,8.

Fra le variabili Cefeidi la più luminosa è la RT Aurigae, che in fase di massimo è di magnitudine 5,0, mentre la sua oscillazione è di otto decimi di magnitudine; il suo periodo è di poco meno di quattro giorni.

Oggetti del profondo cielo[modifica]

Principali oggetti non stellari
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Tipo Magn.
Dimensioni
(primi d'arco)
Nome proprio
A. R.
Dec.
NGC 1664 04h 51m 06s 43° 40′ : Ammasso aperto 7,6 18
IC 405 05h 16m 12s +34° 16′ : Nebulosa diffusa 10 50 x 30
IC 410 05h 16m 05s +34° 28′ : Nebulosa + Ammasso aperto 6: 37 x 10
M38 05h 28m 42s +35° 51′ 18″ Ammasso aperto 7,4 21
M36 05h 36m 12s +34° 08′ : Ammasso aperto 6,3 12
M37 05h 52m 18s +32° 33′ : Ammasso aperto 5,6 23
IC 2149 05h 56m 24s +46° 06′ 17″ Nebulosa planetaria 10,7 25 x 10
NGC 2281 06h 48m 18s +41° 05′ : Ammasso aperto 5,4 14
M36 è un giovane ammasso aperto di facile osservazione, uno dei più luminosi della costellazione.
M37 è l’ammasso stellare più brillante dell’Auriga; molto compatto, può essere risolto con piccoli telescopi.
L’ammasso M38 e, in basso, il piccolo ammasso NGC 1907, situati al centro dell’Auriga in un ricco campo stellare.
NGC 1664, un ammasso dalla forma caratteristica visibile al confine con Perseo.
NGC 2281 si trova in disparte rispetto agli altri ammassi dell’Auriga, a un’elevata latitudine galattica.
IC 405, chiamata Nebulosa Stella Fiammeggiante perché ha l’aspetto di un vortice di fiamme che circonda la stella AE Aurigae.
Il grande complesso nebuloso di IC 410, dove hanno sede importanti ed estesi processi di formazione stellare. Foto: Jeffrey William McClure.

La costellazione è attraversata dalla Via Lattea, nel suo punto opposto al centro galattico; questo tratto, a parte la sezione più settentrionale, fortemente oscurata, appare comunque ben visibile e scarsamente mascherato da polveri interstellari, cosicché risultano visibili diversi oggetti celesti. Alcuni di questi sono piuttosto luminosi e di facile osservazione.

Fra gli ammassi aperti, tre furono osservati e descritti dal Messier: si tratta di M36, M37 ed M38, tutti facili da individuare e da osservare.

M36 si individua con facilità circa 6° a sudovest della stella θ Aurigae, in un'area ricca di campi stellari e di altri ammassi aperti; è visibile anche con il più piccolo dei binocoli e se il cielo è particolarmente nitido è pure al limite della visibilità ad occhio nudo. Un binocolo 10x50 già lo risolve in stelle, mentre con un 20x80 si osservano decine di stelle, tutte di colore azzurro. Strumenti più piccoli, come un 7x30, consentono invece una risoluzione parziale, lasciando nelle aree centrali una parte non risolta, di aspetto nebuloso. Un telescopio da 120mm arriva a risolvere fino a 50 stelle, mentre con un 150mm già si può scindere con facilità la stella doppia Struve 737, visibile verso il centro dell'ammasso; molte delle altre componenti sembrano disposte in coppia. In un 200mm l'ammasso conta fino a 80 componenti, apparendo così completamente risolto. M36 si trova ad una distanza di circa 4100 anni luce dalla Terra, nel Braccio di Perseo, quello subito più esterno al nostro; con un diametro apparente di 12', corrisponde ad un diametro reale di circa 14 anni luce. Si tratta di un ammasso piuttosto giovane, con un'età stimata di 20-25 milioni di anni: non contiene infatti alcuna gigante rossa, al contrario dei due ammassi vicini M37 ed M38. Le componenti più brillanti sono di ottava magnitudine, fra cui spicca una gigante blu di magnitudine 8,3, di classe spettrale B3; di fatto M36 costituisce il centro di un sottogruppo dell'associazione stellare Auriga OB1. Il numero delle componenti reali dell'ammasso sarebbe circa 60 e come altri ammassi aperti mostra evidenti segni di segregazione di massa. M36 è inoltre molto simile all'ammasso delle Pleiadi (M45), tanto che se questi due oggetti fossero alla stessa distanza dalla Terra avrebbero una magnitudine simile.

M37, il più esteso degli ammassi dell'Auriga, è individuabile con facilità 5 gradi a SSW della stella θ Aurigae; si trova in un'area un po' più distaccata rispetto ai ricchi campi stellari del centro della costellazione, a pochi gradi dall'anticentro galattico. L'ammasso, di magnitudine apparente 5,4, è visibile a occhio nudo in condizioni molto favorevoli. Un binocolo non mostra che una nebulosità apparentemente priva di stelle e dall'aspetto vagamente granuloso; al contrario, un telescopio da 114 mm permette di rivelare un notevole numero di componenti, che lo rende oggettivamente uno dei più begli ammassi aperti di quest'area di cielo: si nota sia la grande abbondanza di stelle (meglio ancora se lo strumento ha un'apertura di almeno 150mm) che il notevole contrasto di colori, dall'azzurro al rosso. Strumenti ancora più grandi permettono di studiare le diverse aree oscure dell'ammasso, che contrastano fortemente con vari gruppi di stelle brillanti. M37 è particolarmente ricco di componenti, per essere un ammasso aperto; conta almeno 170 stelle fino alla tredicesima magnitudine, mentre fino alla quindicesima grandezza queste diventano oltre mezzo migliaio. La stella dominante è un astro di colore rosso, di magnitudine 9,2. La distanza è stimata sui circa 4000 anni luce, è situato nel Braccio di Perseo, quello subito più esterno al nostro, mentre la sua età è data sugli oltre 300 milioni di anni; si tratta pertanto di un ammasso in età piuttosto avanzata, che annovera fra le sue componenti una dozzina di stelle evolute, in particolare giganti rosse, più diverse stelle blu di classe spettrale B9V, quindi di sequenza principale. Il diametro apparente è di 24', che rapportato alla distanza nota corrisponde ad un diametro effettivo di circa 20-25 anni luce.

M38 è un altro brillante ammasso aperto, l’ultimo fra quelli catalogati dal Messier; si individua quasi a metà strada fra le due stelle θ Aurigae e ι Aurigae, poco a nord di un ricchissimo campo stellare di fondo. M38 si può scorgere anche con un piccolo binocolo, in cui appare come una chiazza chiara appena risolvibile, utilizzando la visione distolta; con un telescopio da 80mm già si risolve in stelle con facilità, mostrando diverse decine di componenti. Con un riflettore da 120-150mm si può arrivare a contare oltre cento stelle, disposte in molteplici concatenazioni, fra le quali una lunga sequenza di alcune decine di stelle disposte in senso est-ovest. In un 200mm le componenti visibili arrivano ad oltre duecento. Quest’ammasso dista circa 4200 anni luce dalla Terra e si trova anch’esso sul Braccio di Perseo; rapportando un diametro apparente di circa 21' con la sua distanza, si ottiene un diametro reale di circa 25 anni luce. La sua età è invece stimata sui 220 milioni di anni. La stella più brillante dell'ammasso è una ipergigante gialla di magnitudine 7,9 e tipo spettrale G0, circa 900 volte più luminosa del Sole; un'altra stella, una gigante azzurra (spettro B5), appare di magnitudine 9,7. Si può notare una concatenazione di stelle diretta in senso nord-sud, le cui componenti sono un po' più luminose rispetto alle altre stelle dell'ammasso.

Un telescopio anche solo di piccole dimensioni è in grado di mostrare, sul lato sudest di M38, un altro ammasso aperto, di dimensioni molto più ridotte: si tratta di NGC 1907, dall'aspetto molto compatto; la sua risoluzione in stelle è possibile a forti ingrandimenti.

Nella parte centrale dell’Auriga sono presenti anche altri ammassi, meno brillanti ma individuabili anche con piccoli strumenti; gran parte di questi oggetti appare immersa in ricchi campi stellari e quasi tutti fanno parte del grande Braccio di Perseo.

Nella parte occidentale della costellazione, praticamente sopra il confine con Perseo, si trova l’ammasso NGC 1664, circondato da un ricco campo stellare. Lo si può scorgere facilmente con un binocolo 10x50 o di poco maggiore, 1,5 gradi ad ovest della stella ε Aurigae, attraverso il quale appare come una macchia chiara allungata in senso NW-SE. Un telescopio da 120mm di apertura risolve anche la parte più addensata dell'oggetto, che presenta una fila di stelline di decima e undicesima magnitudine disposte in modo da formare una lettera "T" rovesciata. A sud è dominato da una stella azzurra di settima, probabilmente estranea all'ammasso stesso. NGC 1664 è un ammasso piuttosto appariscente, anche se le sue componenti sono poco numerose e non molto brillanti; la sua distanza è stimata attorno ai 3900 anni luce, corrispondente a una regione situata sul bordo esterno del Braccio di Orione. Si tratta di un ammasso aperto di età intermedia, stimata attorno ai 300 milioni di anni; in ciò viene spesso considerato simile, come caratteristiche, ai ben più brillanti ammassi delle Iadi e del Presepe, sebbene questi siano di età più avanzata. Analisi condotte su oltre 200 stelle visibili nella sua direzione hanno permesso di individuare 57 stelle quasi certamente facenti fisicamente parte dell'ammasso, fra le quali vi sono alcune stelle variabili del tipo δ Scuti con ridottissime escursioni di luminosità.

Verso est, lontano dal piano della Via Lattea e a nord dei Gemelli, si trova un ammasso aperto isolato noto come NGC 2281, circondato da un campo stellare non particolarmente ricco. È visibile anche attraverso un binocolo 10x50 come una macchia chiara allungata in senso est-ovest. Le sue cinque componenti più luminose, di decima magnitudine, sono ben visibili anche attraverso un telescopio da 80mm: queste stelline dominano l'ammasso in senso assoluto, perché le restanti componenti sono molto meno brillanti e invisibili ai piccoli strumenti; con un telescopio da 200mm sono evidenti fino a una trentina di stelle, raggruppate principalmente secondo un asse est-ovest. Si tratta di un ammasso piuttosto povero, anche se ben contrastato rispetto ai campi stellari di fondo; situato alla distanza di 1820 anni luce, ricade all'interno del Braccio di Orione e giace a un'elevata latitudine galattica, a quasi 17° dall'equatore galattico. Due delle sue componenti principali hanno classe spettrale K, ossia si tratta di stelle giganti rosse prossime alla fine del loro ciclo vitale, il che evidenzia che l'ammasso è già piuttosto evoluto; la sua età è infatti pari a 360 milioni di anni, ossia circa due terzi dell'età delle Iadi o del Presepe. A queste si aggiunge una gigante gialla di classe G8. Il punto cosiddetto di turnoff nella sequenza principale delle stelle dell'ammasso è A0; ciò significa che non ci sono stelle di sequenza principale aventi classe O e B. A differenza di molti ammassi aperti, non vi è alcuna concentrazione apparente verso il centro.

Il centro della costellazione ospita un gran numero di nebulose diffuse, gran parte delle quali sono però deboli; nelle fotografie a lunga esposizione e grande campo è possibile metterle in evidenza, in particolare nella parte centro-meridionale del pentagono di stelle luminose che delinea la figura dell’Auriga.

Una delle più notevoli e facili da fotografare è IC 405, nota anche con la sigla del Catalogo Caldwell C31 e col nome proprio di Nebulosa Stella Fiammeggiante a causa del suo aspetto. Si tratta di una nebulosa sfuggente all'osservazione diretta, ma molto ben evidente nelle foto a lunga posa, situata a 1630 anni luce di distanza; nella sua direzione si osserva una stella azzurra di quinta magnitudine, nota come AE Aurigae, una stella variabile ed enigmatica: si tratterebbe di una delle stelle cosiddette "fuggitive", perché sono nate nella regione della Nebulosa di Orione circa 2,7 milioni di anni fa e da lì ne sono "scappate", disperdendosi nella Via Lattea; tra queste vi è pure la μ Columbae. IC 405 brilla per la radiazione ricevuta da AE Aurigae, che ionizza i suoi gas e le conferisce un colore rosso; le chiazze blu sono invece dovute alla riflessione della luce blu della stella sulle polveri oscure. Tramite i dati ottenuti col satellite Hipparcos è emerso che circa 2,6 milioni di anni fa questa stella, la μ Columbae e la brillante binaria ι Orionis si trovavano nella stessa posizione nello spazio; si è così ipotizzato che queste stelle abbiano subito un'interazione a quattro corpi, in cui due binarie facenti parte dell'associazione Orion OB1 si scambiarono; il risultato fu che le due stelle più massicce subirono i reciproci influssi gravitazionali diventando un nuovo sistema binario, l'attuale ι Orionis, mentre le due stelle meno massicce furono sospinte via a grande velocità dall'intensa energia gravitazionale, allontanandosi dalla regione della loro formazione e diventando stelle fuggitive. IC 405 appare connesso con altri sistemi di nebulosità, in particolare con IC 410, visibile un grado a sudest; in realtà si tratta di oggetti molto più distanti.

IC 410, nota talvolta come Nebulosa Girino a causa dei suoi filamenti nordorientali, è invece una nebulosa a emissione di grandi dimensioni. Si individua nella parte centromeridionale della costellazione, in una regione molto ricca di campi stellari e nebulose situate poco a sud della linea congiungente le stelle ι Aurigae e θ Aurigae; ad ovest della nebulosa si osserva una doppia concatenazione di stelle di magnitudine 4 e 5, ben visibile anche a occhio nudo e dominata dalla stella 16 Aurigae, che aiuta nell'individuazione. Attraverso un telescopio è possibile individuare l'ammasso aperto centrale, noto come NGC 1893, formato da alcune decine di stelle fino alla magnitudine 12 formanti un allineamento orientato in senso nord-sud. Il contorno nebuloso invece resta invisibile ai telescopi di diametro più comune, ma si rivela con molta facilità nelle fotografie a lunga esposizione. Il sistema nebuloso di IC 410 è stato analizzato in diversi studi a causa della sua struttura, che rappresenta un buon esempio di regione di formazione stellare di stelle di grande massa. Le stime sulla sua distanza sono state tuttavia molto contrastanti, similmente a quanto è accaduto con la determinazione delle associazioni OB dell'Auriga; gli studi più recenti, basati sulla fotometria e sulla spettroscopia, tendono a portare la distanza del sistema nebuloso a oltre 19.500 anni luce. Le dimensioni reali di IC 410, considerata una distanza così elevata, assumono proporzioni notevoli, dell'ordine dei 300 anni luce.

I primi studi pioneristici volti a individuare la distribuzione delle giovani stelle massicce di colore blu hanno permesso di individuare nell'Auriga due grandi associazioni OB, allineate una dietro l'altra nella parte centromeridionale della costellazione. Nella prima di queste, indicata con la sigla Auriga OB1, sono state inizialmente indicate dodici stelle delle classi spettrali O e B come membri effettivi dell'associazione, cui si aggiungono tre supergiganti rosse al termine del loro ciclo vitale; la distanza suggerita era di circa 5700 anni luce e veniva quindi collocata sul Braccio di Perseo. La seconda associazione è indicata come Auriga OB2 e ad essa venivano associate otto stelle di classe O e B in massima parte sulla sequenza principale; la sua distanza era indicata ad almeno 20.000 anni luce, ossia in una zona remota del disco esterno della Via Lattea, sul Braccio del Cigno. Secondo gli studi più recenti, la situazione delle associazioni OB in direzione dell'Auriga parrebbe essere assai più complessa di quanto creduto inizialmente: infatti le due principali associazioni individuate sarebbero entrambe formate dalla somma di due distinti gruppi stellari. Sotto la definizione di Auriga OB1 sono comprese due associazioni distinte situate rispettivamente a 3600 e 6500 anni luce; Auriga OB2 comprende a sua volta due associazioni, la più vicina delle quali sarebbe situata a 9800 anni luce, mentre l'associazione più remota si trova a circa 20.000 anni luce, in corrispondenza del Braccio del Cigno.

Gli oggetti extragalattici come le galassie che sono visibili nell’Auriga sono pochi e piuttosto deboli e si concentrano solo nella parte orientale, lontano dalle polveri galattiche. La loro osservazione richiede in genere strumenti di grande diametro e un cielo molto limpido e lontano da fonti di luce.