Guida alle costellazioni/La regione del Centauro/Norma

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La regione del Centauro

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Altare

La costellazione di Orione

CopertinaGuida alle costellazioni/Copertina

Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici
Dettagli costellazione
Nome latino Norma
Genitivo del nome Normae
Abbreviazione ufficiale Nor
Area totale 165 gradi quadrati
Transito al meridiano alle ore 21 5 luglio
Stelle più luminose della mag. 3,0 0
Stelle più luminose della mag. 6,0 14

Stelle più luminose
Sigla Nome Magn.
γ2 Normae 4,01
ε Normae 4,06
ι1 Normae 4,63
η Normae 4,65
δ Normae 4,73
μ Normae 4,86
κ Normae 4,95
γ1 Normae 4,97

La Norma (o Squadra o Regolo) è una piccola costellazione non molto appariscente situata nei pressi dello Scorpione, che comprende al suo interno parte della Via Lattea.

Caratteristiche[modifica]

La costellazione è individuabile, per altro non senza una certa difficoltà, a sud-sudovest dello Scorpione, stretta fra le brillanti costellazioni del Lupo, ad ovest, e dell'Altare, ad est; occupa per intero una regione galattica priva di oggetti luminosi, e in cui le stelle, deboli, quasi spariscono nel chiarore della Via Lattea australe, che qui è interessata da una grande nube stellare molto simile a quella visibile nello Scudo e posta quasi specularmente ad essa rispetto al centro galattico.

La Norma non possiede una stella α, né una β (accorpate ora allo Scorpione e sono, rispettivamente, le attuali H e N Scorpii), mentre la sua stella più brillante, la γ2 Normae, è solo di quarta magnitudine apparente; gli astri più luminosi si concentrano nella parte settentrionale della costellazione, a ridosso del bordo della nube stellare. I mesi ideali per la sua osservazione nel cielo serale sono quelli compresi fra aprile e agosto, alle basse latitudini temperate boreali o nella fascia tropicale, mentre dall'emisfero sud questa fascia si allarga. Alle latitudini medie mediterranee è visibile soltanto per metà.

Questa costellazione fu definita da Nicolas Louis de Lacaille durante la sua permanenza al Capo di Buona Speranza dal 1751 al 1752. La chiamò originariamente "la Livella e il Regolo", gli strumenti del carpentiere. È stata anche chiamata il "Triangolo del Sud" (senza alcuna relazione con il Triangolo Australe).

Stelle doppie[modifica]

Principali stelle doppie
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Separazione
(secondi d'arco)
Colore
A. R.
Dec.
A B
ι1 Normae 16h 03m 32s -57° 46′ 30″ 4,6 7,5 10,8 b + b
ε Normae 16h 27m 11s +47° 33′ 17″ 4,47 7,46 22,8 azz + azz

Le stelle doppie visibili nella Norma, oltre che essere esigue di numero, sono in generale anche di difficile separazione.

Fra le coppie ottiche, la più facile è quella costituita da γ1-2 Normae, formata da due stelle di quarta e quinta magnitudine ed entrambe giallastre; a questa si aggiunge una terza stella di quinta a breve distanza.

Fra le coppie strette e risolvibili solo tramite strumenti, la più semplice è costituita dalla ε Normae: essa è formata da una stella di quarta e una di settima grandezza, entrambe di colore chiaramente azzurro, separate da circa 23".

Stelle variabili[modifica]

Principali stelle variabili
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
A. R.
Dec.
Max. Min.
R Normae 15h 35m 57s -49° 30′ 29″ 6,5 13,9 507,50 Mireide
S Normae 16h 18m 52s -57° 53′ 59″ 6,12 6,77 9,7541 Cefeide
T Normae 15h 44m 04s -54° 59′ 13″ 6,2 13,6 240,7 Mireide
U Normae 15h 42m 21s -55° 18′ 43″ 8,63 9,83 12,644 Cefeide
OZ Normae 16h 28m 50s -44° 48′ 45″ 7,5 7,67 - Irregolare
QU Normae 16h 29m 42s -46° 14′ 36″ 5,29 5,41 - Irregolare
μ Normae 16h 34m 05s -44° 02′ 43″ 4,87 4,98 - Irregolare

Nella costellazione, grazie ai ricchi campi stellari che contiene, sono note un gran numero di stelle variabili, alcune delle quali apprezzabili anche con un binocolo.

Fra le Mireidi la più appariscente è la T Normae, che quando è al massimo è al limite della visibilità ad occhio nudo, mentre in fase di minimo è di tredicesima magnitudine; il suo ciclo ha una durata di 240 giorni. Anche la R Normae è facile da individuare in fase di massima, essendo di sesta grandezza.

Alcune delle Cefeidi classiche sono osservabili con facilità, in particolare la S Normae, che in fase di massima è visibile ad occhio nudo in una notte limpida, essendo di magnitudine 6,1; il suo periodo di variazione è di quasi 10 giorni.

Una variabile irregolare è la QU Normae, di quinta magnitudine, ma le cui variazioni sono molto limitate e quindi difficilmente apprezzabili; si sospetta inoltre che la μ Normae possa essere una variabile Alfa Cygni.

Oggetti del profondo cielo[modifica]

Principali oggetti non stellari
Nome
Coordinate eq. J2000.0
Tipo Magn.
Dimensioni
(primi d'arco)
Nome proprio
A. R.
Dec.
NGC 5946 15h 35m 28s -50° 39′ : Ammasso globulare 9,6 7,1
Cr 292 15h 49m 51s -57° 37′ : Ammasso aperto 7,9 15
NGC 6067 16h 13m 12s -54° 13′ : Ammasso aperto 5,6 12
NGC 6087 16h 18m 48s -57° 56′ : Ammasso aperto 5,4 12
Cr 299 16h 19m 56s -54° 59′ : Ammasso aperto 6,9 29
NGC 6152 16h 32m 42s -52° 38′ : Ammasso aperto 8,1 25
NGC 6087 è un brillante ammasso aperto visibile anche ad occhio nudo come una debole macchia chiara.

Grazie alla sua posizione sulla Via Lattea in un suo tratto ricco di campi stellari notevoli, questa costellazione contiene molti oggetti del profondo cielo, in particolare ammassi aperti.

Fra questi il più brillante è NGC 6087, visibile nella parte sudorientale 4° a ovest della stella η Arae, ed è al limite della visibilità ad occhio nudo. La sua caratteristica più notevole è la presenza di alcune stelle di magnitudine 6 e 7, la più luminosa delle quali, la S Normae, è una variabile del tipo Delta Cephei, che domina l'ammasso; NGC 6087 non è particolarmente ricco ed è composto da circa 35 stelle risolvibili con facilità anche con un potente binocolo. In un telescopio di piccole dimensioni è già completamente risolto anche a ingrandimenti piuttosto bassi, nonostante le sue dimensioni relativamente poco estese. Nel 1989 fra le sue stelle è stata scoperta una piccola nebulosa planetaria, in seguito catalogata come KoRe 1, in base alle iniziali dei cognomi degli scopritori; tuttavia la sua debole luminosità e le sue ridotte dimensioni (14") suggeriscono che questa non sia legata fisicamente all'ammasso ma si trovi molto più lontana, apparendo fra le sue stelle per un effetto prospettico. La distanza dell’ammasso è stimata sui 2900 anni luce.

Pochi gradi più a nord si trova la nube stellare più brillante di questo tratto galattico, considerabile come la controparte più meridionale della famosa Nube stellare dello Scudo, nella costellazione omonima; qui è possibile individuare un notevole numero di ammassi aperti, primo fra tutti NGC 6067. Con l'ausilio di un piccolo telescopio la risoluzione di quest’ammasso è completa, con evidenti diverse decine di stelle anche a ingrandimenti piuttosto bassi. Le componenti più luminose sono di magnitudine 9, cui si aggiungono diverse decine di stelle fino alla 12. Dista circa 4600 anni luce.

Cr 299 è invece un ammasso molto poco concentrato e relativamente esteso, fatto che complica la sua osservazione, benché sia formato da stelle di magnitudine 7 e 8. La sua distanza è stimata sui 2980 anni luce.

Le nebulose planetarie nel Regolo sono abbondantissime, ma sono tutte deboli; fra queste spicca la celebre Nebulosa Formica (Mz 3), molto debole ma molto ben studiata a causa delle sue dinamiche interne. Gli altri oggetti sono tutti piuttosto deboli.