Interlingua/Principi di base

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Dato che l'Interlingua non è il primo tentativo di risolvere il problema della lingua internazionale sulla base del naturalismo semplificato, ci si può chiedere quali siano le sue peculiarità, i suoi tratti distintivi, i suoi principi. Si possono elencare almeno 12 punti di riferimento. Eccoli:

  1. I vocaboli adottati per l'Interlingua sono stati scelti secondo il principio del massimo dell'internazionalità da un gruppo di linguisti, dopo dieci anni di lavoro.
  2. Gli affissi (prefissi e suffissi) sono stati scelti in modo da formare derivati internazionali regolari.
  3. La quasi totalità delle parole internazionali è di origine latina. Per ragioni di omogeneità l'Interlingua rinuncia ad usare parole germaniche o di altra origine che non si adattino allo "stile" della lingua, a meno che tali parole non si siano a livello internazionale, venendo così adottate senza modifica (ad es. budget, handicap, charme, chauffeur, nuance, röntgen, schizzo, guerrilla, rancho).
  4. Le parole possono essere adottate in Interlingua quando sono presenti in almeno tre delle grandi lingue più diffuse nel mondo (italiano, francese, spagnolo, portoghese, inglese, tedesco). Si prende poi pure in considerazione il latino classico, dato che è conosciuto in tutto il mondo o presente in molte lingue attraverso radicali o forme derivate.
  5. La forma delle parole internazionali adottata nell'Interlingua è adeguata più al suo prototipo e non a locali variazioni derivate o ad altri criteri. Ad esempio il termine "scrivere" è reso con scriber (scrib-, script-) e non "scrirò" o "scriver", che sono invece varianti a più limitata diffusione del prototipo.
  6. La duplice radice (infinitiva e supina) dei verbi, essendo diffusa nelle lingue nazionali moderne (in varie forme e derivati) è stata mantenuta. Finora ogni tentativo di eliminare questa duplicazione si è rilevato impraticabile. Questi radicali doppi, che si riducono ad un massimo di 80 forme di base, sono ben conosciuti, e sono più facilmente accettabili che non le cosiddette "forme semplificate".
  7. L'Interlingua rinuncia ad ogni invenzione od arbitrarietà che sfiguri la forma naturale o che la costringa in schemi, come, ad es. le finali grammaticali obbligatorie. L'Interlingua non fa che semplificare i dati naturali. Certi vezzi di razionalizzazione di singoli "inventori" di lingue, apparentemente logici, in realtà sono superflui e non semplificano affatto la lingua, anzi, si rivelano vere e proprie "camicie di forza" che attentano alla "sovrana libertà delle "forme naturali, meno "anarchiche" di quanto non si creda.
  8. L'eufonia (effetto od impressione gradevole che si produce in certi suoni si incontrano) è essenziale ad una lingua destinata a facilitare la mutua comprensione. Per questo l'Interlingua conserva le finali sonore tipiche dello spagnolo e dell'italiano, ed è meno monotona di lingue artificiali. La pratica dimostra che è possibile apprendere facilmente anche una lingua libera da costrizioni "logiche".
  9. Nella scelta dei radicali sono molto importanti l'unità e l'analogia. L'Interlingua rinuncia a scinderle per differenziare concetti differenti, nella convinzione che a distinguerli sia sufficiente il contesto. Certe lingue artificiali, per es. invece dell'unica parola ration per esprimere il concetto italiano di "ragione" e di "razione", adottano due radici: 'rason' per la ragione e 'ration' per "razione" credendo di evitare così ogni confusione. E però un timore superfluo. Il senso primitivo di "ration" si ritrova in derivati come "rationar" (ragionare) e "irrational", tanto che la diversità diventa allora illusoria.
  10. L'intolleranza è sempre deleteria, anche nelle scienze "antiche" (per es. l'astronomia e la geometria). Anzi, ove s'ha intolleranza non può esistere la scienza. Nell'interlinguistica molti autori hanno ecceduto nell'uso o il non uso di parole. Nell'Interlingua c'è spazio per le alternative. Quando due parole appaiono buone, l'Interlingua lascia che sia la pratica a decidere quale sia la migliore, ed essa ammette anche i sinonimi. Anche in questo caso la libertà non deve far paura: se ne avvantaggiano gli stili della poesia e della prosa, grazie alle alternative offerte dalle lingue.
  11. L'Interlingua evita di adottare accenti o segni obbligatori per cui può essere utilizzata su macchine da scrivere e computer con tastiera di qualunque nazionalità purché usi i caratteri latini.
  12. Se l'Interlingua è una lingua essenzialmente neolatina a del principio del massimo di internazionalità questo nonché essa conservi le flessioni, le desinenze o vezzi comuni a queste lingue. Si ricorre all'onorevole latino (e non a scelte arbitrarie) solo quando le lingue moderne non possono fornire modelli concordanti.