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Interlingua

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Indice del libro

Testo riportato dall'autore stesso del manuale originale, Paolo Castellina

Edizione ampliata a cura di P. Castellina dell'opera originale di H. Pellegrini pubblicata da Ric Berger, Morges (Svizzera)

"Longe tempore on ha proclamate que le linguas natural son troppo irregular pro poter formar un lingua international. Al contrario, si on accepta un certe elasticitate e le leges phonetic, on es fortiate admirar le remarcabile regularitate del derivation in le parolas international veniente de latino. Le sol torto del fabricantes de linguas international es voler le absolute regularitate, le absolute logica, le absolute scriptura phonetic. Linguas non es creationes mathematic, ma creationes del vita, que es un altere cosa" (Ric Berger).

Introduzione

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Il nucleo comune nelle lingue culturali del nostro tempo, molto più facile dell'Inglese, razionale e autenticamente internazionale, un'alternativa concettuale all'Esperanto.

Dopo un quarto di secolo di studi scientifici per giungere all'elaborazione di un'autentica lingua internazionale ausiliare, la I.A.L.A. (International Auxiliary Language Association), presentava nel 1951 il risultato: una lingua basata sugli elementi comuni dell'inglese, francese, spagnolo e italiano, le lingue più usate oggi nelle comunicazioni internazionali.

Questa lingua veniva chiamata "Interlingua", cioè lingua internazionale, sovra-nazionale, lingua ponte.

"Le progressos technic del vintesime seculo aperiva toto nove perspectivas pro le communication international, viste que cata uno de nos obtene semper plus grande contacto con quasi qualcunque parte del terra, sia personalmente o per le crescente fluxo de informationes con que nos cata die es bombardate. Proportionalmente con iste evolution, se augmenta intertanto le difficultates lingual e, pro isto, es urgente le necessitate de un commun lingua de contacto, practicabile e comprensibile sin multe annos de studio".

Già nel secolo passato l'idea della necessità di una lingua internazionale neutrale, facile e pratica, era nel cuore di molti. Molti, così, avevano intrapreso l'elaborazione di progetti linguistici, tanto che erano venute alla luce diverse "lingue artificiali".

La prima a riscuotere un certo successo fu il Volapük (1880), lingua geniale, ma artificiosa e complessa che ben presto cadde in disgrazia per il successo di un altro progetto linguistico sorto qualche anno dopo: l'Esperanto (1887). Seguirono, anche se mai riuscirono a superare la popolarità dell'Esperanto: l'Ido (1908), il Novial (1918), l'Occidental-Interlingue (1925).

Considerando però le caratteristiche di questi e di altri numerosi progetti, è possibile notare una ben definita evoluzione strutturale, una graduale progressione dalla pura artificiale arbitrarietà (Volapük), semi-artificialità (Esperanto), via via verso lingue dall'apparenza sempre più naturale, nella convinzione che una lingua internazionale debba rispecchiare, senza sfigurarli, quei termini che già si sono imposti nell'uso internazionale. Riteniamo che questo principio abbia trovato un'eccellente ed efficace espressione nel risultato degli studi della I.A.L.A.: l'Interlingua.

La soluzione della I.A.L.A.

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L'associazione di nome I.A.L.A. fu fondata nel 1924 con l'appoggio di istituzioni filantropiche e, avvelendosi di esperti del campo linguistico di fama internazionale, dopo molti anni di studio, arrivò ad identificare e a standardizzare il vocabolario internazionale.

Senza cedere a impraticabili soluzioni idealiste, il fondamento imprescindibile e naturale di tutto il lavoro dovevano essere le lingue che nel nostro tempo avevano già imposto la loro terminologia alla cultura scientifica e tecnica internazionale, le lingue che dal latino (lingua culturale del medioevo) avevano assunto il proprio retaggio linguistico "colto" e che per ragioni storiche avevano avuto maggiore diffusione, vale a dire: l'inglese, il francese, lo spagnolo, il portoghese, l'italiano. Si tratta, in altre parole, del gruppo di lingue di maggiore distribuzione e forza culturale, dalle comunanze linguistiche più vaste, che in pratica ha maggiormente influenzato tutte le altre lingue del mondo. È evidente perciò che se si vogliono trovare gli elementi comuni delle lingue del mondo, questi sono identificabili, che ci piaccia o meno, proprio nel retaggio terminologico greco-latino.

Oltre alle menzionate lingue, la I.A.L.A. assumeva come lingua di controllo il latino classico ed i vocaboli stranieri presenti nel tedesco e nel russo. Così, il principio fondamentale per l'elezione di un termine era: un vocabolo viene accolto come internazionale se esso si trova in almeno tre delle lingue di base o di controllo.

In realtà l'Interlingua non può essere propriamente definita una "lingua artificiale" (intesa nel senso di "nuova", arbitraria, con apparenza e criteri a sé stanti) perché essa è stata formata dal vocabolario internazionale in forma normalizzata naturale. Si può invece dire come essa sia il risultato della naturale evoluzione delle lingue di cultura internazionale verso l'omogeneità.

Indipendentemente dal risultato dei lavori della I.A.L.A. la lingua internazionale è un "dato latente", un "tesoro nascosto" che è saggio utilizzare e che comunque non potrà responsabilmente e logicamente essere ignorato, comunque vadano le cose. L'Interlingua dà espressione a questo dato di fatto, lo normalizza e lo struttura con una grammatica minima, semplice ed essenziale, dall'apparenza del tutto naturale.

I vantaggi dell'apprendimento dell'Interlingua

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I vantaggi dell'apprendimento dell'Interlingua sono dunque evidenti:

(1) La somiglianza, per noi, con l'Italiano, rende l'Interlingua particolarmente accessibile. L'interlingua, però, non è "un calco" dell'Italiano, anche se lo potrebbe sembrare. L'Interlingua è facile per tutti da apprendere e comprensibile a prima vista alla persona colta di ogni nazionalità, perché i termini dell'Interlingua compaiono in un modo o in un altro, in tutte le lingue moderne. Pensiamo per esempio a FLAMMA, NATION, PARTE, PERSONA, AUTOMOBILE, ecc. Essa poi abitua gli italiani a usare quelle parole del loro vocabolario che hanno acquistato diffusione internazionale ed a vederle nella loro forma standard (di solito nel loro prototipo latino).

(2) Il suo rapporto con le lingue viventi e col Latino. Uno spagnolo, un francese, ma anche, ad esempio, un inglese o un tedesco colto, può comprendere l'Interlingua a prima vista. Provate per esempio a mandare un messaggio E-mail a qualche vostro conoscente all'estero per verificarne la comprensione! La conoscenza dell'Interlingua, inoltre, è un eccellente fondamento per l'apprendimento di altre lingue nazionali ed educa alla sensibilità linguistica, facendo prendere coscienza delle radici (etimologia) delle nostre lingue nonché delle varianti esistenti a livello locale. In questo senso l'Interlingua potrebbe prendere il posto del latino, conservandone i vantaggi educativi senza perdersi in inutili arcaismi e difficoltà grammaticali. Il latino, in quanto tale, evidentemente conserva il suo valore per chi desidera intraprendere studi nella letteratura antica.

(3) La lingua ausiliare ideale per la scienza. Il tesoro dei vocaboli che è già di proprietà comune a coloro che operano nel campo scientifico, tecnico, e in altre dimensioni della cultura, è componente essenziale dell'Interlingua. In questi campi essa può essere molto efficacemente usata come lingua di congressi, simposi, conferenze, nonché in sommari di articoli scritti in lingue nazionali su periodici, dissertazioni, ecc. in sostituzione, anche parziali, del plurilinguismo.

La Comunità Europea potrebbe risparmiare milioni di Euro se scrivesse i suoi documenti in una lingua neutrale come l'Interlingua, e si eviterebbero lotte a causa della predominanza di una lingua sull'altra.

(4) Come facile e pratico strumento di intercomprensione, l'Interlingua è pienamente compatibile con gli sforzi, caratteristici della nostra epoca, e probabilmente ancor di più nel futuro, verso una sempre maggiore comprensione e una migliore comunicazione in campi di importanza mondiale. Il vantaggio poi, per le organizzazioni internazionali di avere testi ufficiali e traduzioni simultanee solo in Interlingua, consente di risparmiare enormi cifre di denaro, quelle che ora vengono usate per sempre più complessi sistemi di traduzione, tanto da aggirare (o facilitare) gli stessi sviluppi della tecnologia della traduzione elettronica.

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