La prosa ultima di Thomas Bernhard/La storia di Anna

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Indice del libro
Thomas Bernhard, 1987

La storia di Anna e postumi[modifica]

Quando Rudolf lascia finalmente Peiskam per Palma, la narrazione subisce una modifica. Le ultime quaranta pagine descrivono il tempo di Rudolf a Maiorca, dove afferma di scrivere il diario. Le sue voci di diario, una volta arrivato a Palma, sono dominate dal suo ricordo della storia di Anna Härdtl. La storia di Anna è importante per la narrazione; la sua introduzione ha un effetto significativo su Rudolf. Più che ovunque nel resto del diario, ci sono cambiamenti percepibili in Rudolf e rivelazioni di sé, e si può iniziare a parlare qui in termini di sviluppo personale.

La nozione di sviluppo personale è problematica in quanto Beton non è la storia di una trasformazione del personaggio o di una progressione sistematica; Rudolf non è certo il Wilhelm Meister goetheiano; non è neppure un simbolo politico, sociale o morale le cui azioni possono essere giudicate usando un metro supraletterario o non-letterario. Tuttavia, le rivelazioni dirette e indirette dalla storia di Anna e le sue conseguenze indicano uno sviluppo nel personaggio di Rudolf. L'impatto della storia di Anna su Rudolf si fa sentire in tre aree principali: una, il suo distacco dalla situazione di Anna che gli consente di imparare dalle sue disavventure mediante analisi; due, l'effetto che la storia di Anna ha sulle azioni e percezioni di Rudolf o sul suo modo di guardare il mondo, e tre, sulla narrativa stessa.

La storia di Anna presenta possibilità immaginative per Rudolf. Non è un caso che sia introdotta in un modo che ricorda fortemente una scena precedente della narrazione quando, a occhi chiusi, Rudolf ascolta la Sinfonia Haffner: "[ich] dachte [...], mit geschlossenen Augen aufeinmal über den Namen derjenigen jungen Frau aus München nach, die ich bei meinem letzten Palmaaufenthalt hier auf der Borne angesprochen habe [...]." [1] L'ascolto della musica nella scena precedente aveva fornito a Rudolf "das größte aller Vergnügen"; [2] qui, l'umore non è molto diverso con Rudolf in uno stato d'animo rilassato: "[...] während ich einen großen Espresso trank e die Sonne durch die leider noch kahlen Platanen glitzerte." [3] Fin dall'inizio, il tono di Rudolf nel raccontare l'incontro con Anna è distaccato e calmo. Ma, soprattutto, è questa calma distaccata che lo rilassa, gli consente un'analisi e gli permette di impegnarsi con la storia di Anna. La frenetica disperazione delle precedenti descrizioni mentre tentava di iniziare a lavorare, con stiramenti quasi autistici e pressioni contro il muro, è qui sostituita da un tono più laconico. La sua descrizione dell'incontro con Anna è contrassegnata da dettagli irrilevanti per la storia, come la natura dell'affare con la Cañellas. [4] Anche il suo rimorso per averle chiesto di unirsi a loro per una tazza di caffè diventa un problema; è nettamente più solenne e formale della modalità narrativa ripetitiva e profondamente soggettiva finora prevalente, conferendole quindi peso e importanza: "[ich] beschuldigte [...] mich, denn ich hatte diese Einladung in einem möglicherweise die junge Frau sogar verletzenden , nie sie beschützenden Ton gesagt und es tat mir schon leid, die Einladung überhaupt ausgesprochen zu haben [...]." [5] Non riesce a ricordare ciò che lei dice e ripete la frase prefatoria "qualcosa su" ("etwas von"), quando ricorda la [di lei] versione degli eventi, per descrivere il contenuto del suo [ di lei] resoconto, come se fosse una cosa banale — che chiaramente non è. [6] In realtà, Rudolf è così tanto osservatore in tutta la faccenda che registra persino le reazioni della ragazza Cañellas che, lui pensa, è arrabbiata con lui per aver invitato questa strana ragazza [Anna] al loro tavolo. [7] Al fine di soddisfare la sua curiosità, Rudolf si comporta in modo abbastanza disingenuo. Nonostante l'evidente imbarazzo della situazione (sia per Anna che per la ragazza Cañellas), egli non fa nulla per alleviare l'imbarazzo di tutti. Sta per ascoltare la storia di Anna e quando la descrive mentre la racconta "wie von einem Menschen gesprochen, der nahe dem Wahnsinnigwerden ist", potrebbe facilmente star descrivere se stesso cento pagine prima. [8] La difficile situazione di Anna distoglie Rudolf dai suoi propri problemi, ma glieli ricorda anche, come dimostra questa autodescrizione involontaria, ed è ben lungi dall'essere qui un osservatore misantropo.

Rudolf è determinato a trarre beneficio dalla storia di Anna applicandola alle sue circostanze. Quando Anna ha una crisi di pianto, dopo averle chiesto del suo hotel (di terza categoria), la sua descrizione dell'incidente non contiene alcuna emmpatia: "Das hätte ich nicht sagen sollen, denn die Folge meines Da wohnen Sie? war ein heftig aus ihr herausquellender Weinkrampf." [9] Non esplora né spiega le ragioni dietro la angoscia della donna; invece, si concentra su come la sua affermazioneabbia provocato un attacco di pianto. Il suo imbarazzo ha la precedenza sul dolore di lei. La struttura e l'espressione della frase sono fredde, ufficiali, quasi scientifiche, nella loro precisione oggettiva e distante. È difficile credere che la descrizione qui si riferisca a una donna che ha perso il marito in circostanze tragiche. In ogni momento durante la rivisitazione della storia di Anna, la distanza di Rudolf suggerisce il desiderio di scostarsi e analizzare tale storia. Quando Rudolf dice che la ragazza Cañellas e lui stesso concordano per decenza ("wir hatten nicht nein sagen können") di accompagnare Anna al cimitero il giorno seguente, è chiaro che la sua curiosità è almeno tanto grande quanto il suo desiderio di aiutare Anna. [10] Egli ammette persino che gli è impossibile recidere tutti i legami con una donna così sfortunata senza spiegarne il perché. [11] La spiegazione plausibile di questa ammissione è la curiosità. Per quanto egli possa avere un interesse caritatevole per il suo benessere, non le dà molto aiuto pratico. La motivazione principale che guida il suo continuo interesse per la difficile situazione di Anna è personale; vale a dire, come può mettere in relazione le sue circostanze con le proprie. Anche quando Anna descrive il momento in cui ha visto il cadavere di suo marito sul cemento, il ricordo che sovviene a Rudolf è quello di quando glielo dice, l'effetto che egli ha su di lei, non del terribile incidente stesso: "Die junge Frau hatte ihren Bericht aufeinmal ganz ruhig vortragen können und ich hatte den Eindruck, daß sie sich gerade deshalb, weil ich sie dazu gebracht habe, ihren Bericht zu machen, beruhigt habe, dachte ich jetzt." [12] Portando consapevolmente in primo piano la sua analisi della storia, Rudolf mostra la sua motivazione nel raccontare tale storia in modo così approfondito: di nuovo, egli usa la storia unilateralmente per conoscere se stesso. Impara, come fece il narratore della pentalogia, che, raccontando il proprio dolore, si può ottenere un po' di pace. La storia di Anna, qui, fornisce una giustificazione per il suo proprio diario. Apprende questo fatto consapevolmente (sottolineato dall'inclusione di "jetzt") rievocando la storia con distacco. Allo stesso modo in cui il lettore è incoraggiato a prendere le distanze e impegnarsi nella narrazione, Rudolf guarda indietro con il distacco del tempo, ricordando una storia che lo ha coinvolto immensamente quando incontrò Anna due anni prima.

Distaccandosi dalla storia di Anna, Rudolf svolge un lavoro analitico; lo fa pensare alla vita delle persone e alla società, ma le intuizioni quasi sempre riconducono a questioni profondamente personali e soggettive, come ciò che la ragazza Cañellas pensa di lui o l'effetto delle sue parole su Anna. Sebbene egli descriva in modo approfondito i drammi sociali, commerciali e industriali che portano al fallimento del negozio degli Härdtl ("und überhaupt heute niemand mehr irgendeine Verantwortung trage für irgendetwas"), queste intuizioni vengono svelate in una lunga frase prima che il racconto ritorni a concentrarsi sul lato personale della storia di Anna. [13]

Rudolf è più colpito e preoccupato dai lati della storia di Anna che sono comuni alla propria esperienza personale, come la sua disperazione, l'alienazione dalla società e la ritrovata solitudine; non è influenzato dal destino di Anna a livello personale e non offre mai alcun aiuto reale e pratico: "An diesem Abend war ich, allein durch den Gang auf die Borne und wieder zurück und vor allem durch die Katastrophe dieser Härdtl, die mir die ganze Zeit nicht aus dem Kopf gegangen war, völlig erschöpft gewesen." [14] Da solo, in grado di analizzare gli eventi, è così preoccupato dalle sue riflessioni sulla situazione di Anna che si sente esaurito. Questa vibrante attività mentale contrasta fortemente con la sua inerzia e la conseguente frustrazione all'inizio del suo diario quando trova scuse per non iniziare il suo studio di Mendelssohn e, nella migliore delle ipotesi, può solo parlare dei suoi piani e delle sue intenzioni. Analizzando e studiando la situazione di Anna due anni dopo, scrivendone la memoria, compie un atto essenzialmente letterario; non si limita a scrivere il profilo fattuale del caso; lo mette in relazione con se stesso nel quadro letterario di una storia (quella di Anna) all'interno di una storia (il suo diario). Non sorprende quando, poche righe dopo, dichiara: "Meine Arbeit über Mendelssohn Bartholdy is ja eine literarische [...] keine musikalische." [15] In questo momento, si rende conto che il suo studio progettato è molto più che musica; si tratta in qualche modo di se stesso e della sua vita. Proprio come ciò sia, non lo sa. Egli ipotizza che forse una scrivania non ordinata sia alla radice del suo blocco dello scrittore in tutti questi anni, ma tale non è il caso poiché chiaramente si è dimenticato di aver ordinato la sua scrivania meticolosamente a Peiskam in preparazione alla sua stesura, scoprendo poi che l'espediente non funzionava. [16] Questa svista si rivela qui irrilevante, poiché l'intuizione del suo lavoro su Mendelssohn porta a un'azione significativa: Rudolf dà una generosa mancia allo staff dell'hotel semplicemente per un sentimento positivo che, una volta tanto, non si tinge di una contrapposizione ironica o qualificativa: "Sie [Hotelpersonal] haben ja immer alles getan für mich, sie sind so liebenswürdig wie immer. Ich komme seit über zehn Jahren ins Meliá, den Leuten ist der Österreicher vertraut." [17] Rudolf qui è sfuggito alla relatività che lo ha frustrato e bloccato prima: la ripetizione di "immer" e la frase "so liebenswürdig" sono entrambi insoliti, non solo nella loro valutazione di altri esseri umani, ma anche per la loro inequivocabilità. Esce da se stesso per un momento, riferendosi a se stesso come "der Österreicher". Il fatto che sia pronto a darsi questa etichetta dopo le sue critiche virulente contro l'Austria segna anche uno sviluppo, un'accettazione di ciò che è, ed è un'accettazione calma, non torturata o linguisticamente elaborata.

L'accettazione di sé non è solo il risultato, da parte di Rudolf, di contemplare le circostanze di qualcun altro che sta peggio di lui stesso e di realizzare la propria fortuna: "Tatsächlich richten wir uns an einem noch unglücklicheren Menschen sofort auf. Und unsere Krankheit, selbst unsere Todeskrankheit, ist beinahe nichts"; [18] è anche, e soprattutto, il risultato di uscire dai suoi modi stolti di guardare il mondo. La storia di Anna, collegata con la sua reminiscenza due anni dopo, gli mostra un'altra prospettiva.

Questa prospettiva aiuta la sua produzione letteraria. La consapevolezza di quanto siano sfortunate e infelici alcune persone, rispetto a lui, gli fanno capire l'ovvio: non ha fatto altro che rimandare, spazzare sotto il tappeto, la sua opera letteraria negli ultimi dieci anni ("zehn Jahre aufgeschoben, hinausgeschoben"). [19] Questo lampo di autocoscienza improvvisamente offre una serie di possibilità per la frase di apertura finora sfuggente. Ironia della sorte, nonostante l'attesa decennale, il progetto Mendelssohn improvvisamente non ha più importanza, e non annota nessuna delle possibilità di una prima frase d'apertura che ora, guarda caso, gli viene in mente; invece, considera di esaminare se stesso prendendo spunto dalle sfortunate circostanze di Anna, osservandola e analizzandola. Ora si rende conto che la conoscenza di sé, lo sviluppo personale, sono modi per migliorare la sua esistenza, e se il lavoro su Mendelssohn è davvero letterario, allora è riuscito a raggiungere questo obiettivo producendo il suo diario. La prima frase dell'opera non è mai stata veramente importante; è stata la mancanza di autocoscienza che non gli ha permesso di scriverla, questo è stato il problema. Ora che tale problema è stato risolto, non è più rilevante per lui. Ciò spiega l'assenza di esaltazione al pensiero di una serie di prime frasi, che ora gli vengono in mente, e il suo immediato cambio di argomento sulla situazione di Anna.

Con il lavoro di Mendelssohn che viene descritto come letterario, la distinzione tra il suo diario e il suo progetto accademico diventa confusa: "Anstatt über Mendelssohn schreibe ich diese Notizen, denke ich [...]." [20] Nella parola "Notizen" è incorporata una fusione delle due opere perché sta scrivendo un'opera letteraria (che ha precedentemente descritto come "Skizzen"), [21] però usa la parola "Notizen", una parola precedentemente associata alla sua opera su Mendelssohn. [22] Il soggiorno a Palma, collegato direttamente com'è alla storia di Anna e alla sua analisi da parte di Rudolf, porta quest'ultimo a un nuovo inizio, e nell'informare il lettore di questo nuovo inizio, Rudolf persino lo illustra: "Es ist gut, daß ich aus Peiskam weg bin und in Palma neu begonnen habe. Es is ein Neuanfang, dachte ich [...]. Die Palmen [...] waren jetzt noch viel größer, un die zwanzig Meter hoch [...] Wie herrlich die Lichter der Passagierschiffe vom groBen Hafen herüberglitzerten." [23] La semplice descrizione delle luci scintillanti delle navi da crociera segna un immenso passo avanti. Per una volta, il diarista non "dice" di essere calmo; invece, e in modo rivelatore, "mostra" la sua calma mediante il suo mezzo di comunicazione: la narrazione. Questo passaggio segna un nuovo livello di coscienza narrativa e segna un passo avanti per Rudolf nella sua veste di autore del proprio diario. Nella frase successiva, le critiche ai nuovi ricchi, i parvenus che hanno rovinato il suo piacere al vecchio Hotel Victoria non fanno nulla per smorzare l'impatto della descrizione precedente; ricorda al lettore che Rudolf non si è alla fin fine trasformato; non è ora un idealista sognante, e tiene sotto controllo il cambiamento, ma un cambiamento comunque c'è. La descrizione delle luci scintillanti è abbastanza diversa da qualsiasi cosa descritta durante il suo periodo a Peiskam. Incarna un giudizio di valore positivo ("herrlich") che non è in contrasto con nulla o contro nessuno. È un momento di calma in cui Rudolf può apprezzare la bellezza senza alcun impedimento psicologico (il passato), emotivo (sua sorella) o fisico (la malattia).

La narrativa più rilassata è riflessa da un protagonista più rilassato; la relazione è, ovviamente, reciproca. Dall'inizio del romanzo, Rudolf ha imparato che il circolo vizioso di infelicità e frustrazione può essere spezzato. Con l'auto-accettazione arriva anche l'accettazione degli altri; Rudolf mostra una tolleranza che segnala uno sviluppo marcato nella sua socializzazione o integrazione nel suo ambiente. Le descrizioni di Rudolf, e la storia di Anna in particolare, aprono la strada a nuove possibilità di azione, a percezioni e descrizioni. Poco prima della sua dichiarazione che Palma segna un nuovo inizio per lui, Rudolf si pone una domanda importante: "Und welcher Ort und welche Gegend und was immer, dachte ich, hat nicht seine Kehrseite?" [24] L’"immer" è importante perché lascia aperta la porta a questa domanda retorica per abbracciare altri aspetti della vita, in particolare le persone. Rudolf è decisamente più tollerante nei confronti del fallimento umano che in qualsiasi altra parte del libro: improvvisamente decide di chiamare sua sorella, la chiama persino Elisabeth per la prima volta e personalizza, umanizza la sua descrizione di lei; [25] sceglie consapevolmente di essere divertito piuttosto che irritato dai segni inglesi "For Sale (=In vendita)" sulle barche nel porto ("Der Satz belustigte mich, obwohl er mich hätte noch trauriger machen können"); [26] è sinceramente curioso nella hall dell'albergo riguardo a chi siano le persone che vi girano, in netto contrasto con il Rudolf che si vantava in precedenza di non parlare ad anima viva nel corso di una giornata normale, [27] ed è più comprensivo col personale dell'hotel, anche deridendo delicatamente l'attività dello scrivere mentre osserva se stesso con ironia distaccata come l'uomo che usa tutta ('vollgeschrieben') una risma di carta, come se fosse un'attività fisica piuttosto che intellettuale e creativa. [28] Questo rapporto complessivamente più gentile con se stesso e atteggiamento più tollerante verso gli altri è riconducibile alla sua trascrizione e analisi della storia di Anna.

Il cambiamento più importante nell'atteggiamento e nelle azioni di Rudolf si verifica molto vicino alla fine del libro quando ha un impulso improvviso a visitare il cimitero dove è sepolto Hanspeter Härdtl, il marito di Anna: "Ich muß così schnell als möglich auf den Friedhof, sagte ich mir, ich weiß nicht, aus was für einem Grund aufeinmal mit einer entsetzlichen Entschiedenheit." [29] La narrativa più leggera e meno ingombra produce qui un personaggio più rilassato. "Entschiedenheit" non è certamente una parola associata a Rudolf in nessuna parte nel testo fino a questo punto. Egli agisce qui d'impulso, probabilmente anche d'intuizione (poiché la sua ansia non meglio specificata viene confermata quando trova anche il nome di Anna sulla lapide); non sa perché, e non vuole saperlo. Le qualità umane essenzialmente non cerebrali, come l'impulso e l'intuizione, lo costringono a prendere un taxi per il cimitero: le sue azioni non sono il prodotto di iperrazionalità indecisa (non ci sono qui lunghe frasi o giustificazioni); non consulta nessun altro (il vecchio, sua sorella) ma agisce spontaneamente. "Aufeinmal" sostituisce le frasi di elaborata ricerca della verità. Le sue azioni, motivazioni e decisioni su cosa fare nella vita non possono essere tutte analizzate e sottoposte a ideali perfezionisti prima di agire. Qui, agisce e basta. Il fatto che al suo ritorno a casa Rudolf possa dormire, seppur con sonnifero, ininterrottamente per ventisei ore è un altro evidente sviluppo positivo per un uomo che soffre di insonnia. Il fatto che poi si svegli in preda all'ansia è in gran parte attribuibile alla sua preoccupazione per Anna che lo ha tenuto sveglio per gran parte della notte precedente.

Il finale è frustrante per la chiusura narrativa che ci si aspetterebbe normalmente, ma la storia di Rudolf non è chiaramente destinata a concludersi agevolmente con una fine facilmente digeribile; il suo brusco risveglio può essere considerato come il punto di un continuum di autosviluppo per i protagonisti bernhardiani, uno che inizia con i narratori autobiografici e termina con Murau di Auslöschung. Rudolf non è certamente più "gefühllos". Può non aver pensato ad Anna per due anni, ciononostante la rivisitazione della sua storia e le sue conseguenze lo influenzano profondamente. Dal punto di vista dell'autore, il finale deve essere gestito con cura. Qualsiasi suggerimento di un lieto fine ben definito non sarebbe in linea con gli obiettivi proclamati da Bernhard di rispecchiare i paesaggi interiori di un uomo che, dopo tutto, rimane un personaggio problematico — sebbene uno che ha progredito e preso conoscenza di sé dai suoi ricordi.

Come narrativa, la storia di Anna facilita la comunicazione con il lettore introducendo nel diario di Rudolf tratti letterari più convenzionali e facilmente digeribili; fornisce una storia convenzionale con azione e suspense, un'espressione compatta, una prospettiva esterna e una storia all'interno della storia. Tutti questi elementi contribuiscono alle duplici preoccupazioni di speranza e concentrazione sui valori umani qui in discussione.

La storia di Anna, con i suoi passaggi dai ricordi del narratore ai brani più dettagliati in congiuntivo che quasi tutti collocano la voce narrativa nella bocca di Anna, fornisce suspense. Un uomo è morto in circostanze sospette e, sebbene la storia alla fine si spenga, Rudolf mantiene l'interesse del lettore attraverso l'anticipazione di scoprire cosa succederà dopo, in un racconto che inizia come aneddoto digressivo ma si trasforma lentamente in un giallo. Sebbene il narratore ovviamente sappia il risultato, egli mantiene la tensione con frasi come "Das Merkwürdigste der ganzen Angelegenheit war aber [...]." [30] Il suggerimento di omicidio (il sospetto della ragazza Cañellas) 591 porta la storia di Anna ai margini del romanzo poliziesco. La prosa laconica ma veloce offre sollievo al lettore impantanato nell'intensità della narrativa più tipicamente bernardiana della sezione precedente del diario. Gli strani colpi di scena, il direttore dell'albergo che non la chiama quando trova suo marito, la sepoltura del marito in sua assenza, la calma della sua reazione alla morte del marito, accentuano il cambiamento del ritmo narrativo. Come sempre con la prosa di Bernhard, tuttavia, il cambiamento di ritmo e l'allentamento di tensione sono a doppio taglio, poiché il lettore non può dimenticare che anche questa storia è soggetta agli stessi principi di una volta — vale a dire che le descrizioni, le stranezze e i dettagli più fini rivelano in qualche modo Rudolf. Quando, nel mezzo del racconto degli eventi, Rudolf fa una pausa per aggiungere una frase: "und allein die Wahrscheinlichkeit die größte ist, daß [...]" (qui, che Härdtl probabilmente era appena uscito sul balcone per farsi una sigaretta ed è caduto giù accidentalmente), non è soltanto un'aggiunta innocua. [31] Rudolf sta contribuendo qui all'interpretazione della storia di Anna, scrivendola con più implicazioni di quanto non la stia ricordando. Questa piccola clausola relativa aggiuntiva è quindi un segnale al lettore della partecipazione di Rudolf. Bernhard non permette al lettore di dimenticare che dietro la storia di Anna sta progredendo quella di Rudolf.

Un altro rispetto in cui lo sviluppo personale di Rudolf alla fine del libro è accompagnato dalla narrazione, è la semplice facilità di espressione che segna la storia di Anna. Il lettore qui non è obbligato a interrompere e rileggere le frasi; le frasi sono in media più brevi rispetto al resto della narrazione, e anche in frasi più lunghe Bernhard raggiunge una compattezza di espressione assente altrove nel racconto di Rudolf:

« So stand sie [Anna] mit ihrem Kind schon zwei Tage nach dem Tod ihres Mannes, der, niemand wisse, aus welchem Grunde und wie vom Balkon des Hotel Paris in die Tiefe gestürzt war, vor einer längst zubetonierten Grabstätte, auf welcher nicht einmal sein Name gewesen verzeichnet war, nur der Name einer ihr vollkommen fremden, zweiundsiebzigjährigen Frau und die auf die gelbliche Marmortafel aufgepickte Nummer, die die Nummer ihres Mannes gewesen war.[32] »

Questo breve riassunto in una singola frase allunga le qualità intrinsecamente ipotattiche della lingua tedesca senza creare un effetto esagerato e denso. C'è una caterva di informazioni in questa frase. Da questo punto di vista, può essere paragonata alla frase di apertura del libro; quella frase, tuttavia, è molto più lunga e le informazioni sono impartite con contraddizione, mancanza di fiducia ed espressione torturata. Sarebbe molto insolito per qualcuno che prende in mano il testo di Bernhard per la prima volta non dover rileggere la prima frase. Questa successiva frase di riepilogo, tuttavia, è cristallina e segna la capacità di Rudolf di distaccarsi e riassumere una situazione, senza ricorrere a qualificazioni inconcludenti. All'inizio del libro, egli è così coinvolto che digressione, contraddizione e ripetizione si mescolano per formare una trama testuale che è difficile da prendere in considerazione di primo acchito. La maggiore perspicacia mentale, la preoccupazione per i problemi di qualcun altro e la necessità di far un passo indietro, distaccarsi e guardare il tutto complessivamente, producono chiarezza. Questo è un elemento importante in quello che può essere definito il ringiovanimento di Rudolf mediante il reinserimento sociale.

La storia all'interno di una storia, che vede Rudolf come un narratore in terza persona, consente a Bernhard di renderlo osservatore e rinarratore. Ciò a sua volta consente un'esposizione sociale, e i principali obiettivi della critica sono gli standard bassi in una società meccanizzata in cui falliscono i sistemi e le persone che sovrintendono e fanno funzionare le macchine e tali sistemi, il denaro e gli scontenti che genera, e la generazione più giovane che spedisce genitori anziani in luoghi come Maiorca a morire piuttosto che essere di peso a casa. [33] Queste critiche sono menzionate piuttosto che descritte in dettaglio, e segnano riferimenti passeggeri a reali preoccupazioni dello scrittore, ma che qui non devono distrarre dallo sviluppo personale di Rudolf. Rudolf nota come Anna si sia calmata, come si sia arrabbiata e, come già discusso, registra persino le proprie reazioni all'intera scena. Come spesso accade nella prosa di Bernhard, le preoccupazioni personali sostituiscono le questioni sociali o politiche.

Note[modifica]

  1. Ibid., pp. 175-6. Per l'esempio della Sinfonia Haffner, si veda: ibid., p. 144.
  2. Ibid., p. 144.
  3. Ibid., p. 175.
  4. Ibid., p. 176.
  5. Ibid., p. 177.
  6. Ibid., p. 178.
  7. Ibid., pp. 179-80.
  8. Ibid., p. 178.
  9. Ibid., p. 198 [corsivo nell'originale].
  10. Ibid., p. 199.
  11. Ibid., p. 198.
  12. Ibid., p. 189.
  13. Ibid., pp. 183-4.
  14. Ibid., p. 206.
  15. Ibid., pp. 206-7 [corsivo nell'originale].
  16. Ibid., p. 8.
  17. Ibid., p. 207.
  18. Ibid., p. 210 [corsivo nell'originale].
  19. Ibid., [corsivo nell'originale].
  20. Ibid.
  21. Ibid., p. 69.
  22. Ibid., p. 8.
  23. Ibid., p. 204.
  24. Ibid.
  25. Ibid., p. 210.
  26. Ibid., p. 205.
  27. Ibid., pp. 205-6.
  28. Ibid., p. 208.
  29. Ibid., p. 212.
  30. Ibid., p. 192.
  31. Ibid.
  32. Ibid., p. 191.
  33. Si veda: ibid., pp. 183-4, 209, e 197-8 rispettivamente.