Pensare Maimonide/Angeli Heikhalot

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Indice del libro
Angeli nella Letteratura Heikhalot (statua di angelo a Bielsk Podlaski, Polonia)

Angeli nella Letteratura Heikhalot[modifica]

Il ruolo di angeli come intermediari tra esseri umani e Dio è una delle caratteristiche centrali della letteratura Heikhalot (ebr. היכלות – "Palazzi [celesti]").[1] Caratteristica di questa letteratura sono le miriadi di angeli che si pensa esistano, la loro capacità di aiutare o ostacolare gli esseri umani e la mancanza di limiti precisi tra gli angeli e Dio.[2] L'offuscamento delle distinzioni tra Dio e gli angeli è particolarmente chiara nel caso dell'angelo Metatron (ebr. מֶטָטְרוֹן Meṭāṭrōn, מְטַטְרוֹן Məṭaṭrōn, מֵיטַטְרוֹן Mēṭaṭrōn, מִיטַטְרוֹן Mīṭaṭrōn) , a volte chiamato il sar hapanim (ministro del volto), che viene spesso presentato come un tipo di Dio assistente.[3] Infatti, ci sono passi in cui Metatron sembra addirittura prendere il posto di Dio.[4] Poiché gli angeli si pensa abbiano il potere di aiutare o far del male, gran parte della letteratura Heikhalot viene dedicata ad esortazioni indirizzate agli angeli.[5]

Rachel Elior spiega: "Misticismo, magia e angelologia sono fondati su una visione cosmologica condivisa, che presume una continuità tra i reami superiori ed il mondo terreno, permettendo una relazione reciproca tra loro."[6] Questa confusione di confini deve essere stata irritante per un tipo come Maimonide, la cui visione di Dio è decisamente trascendente e che afferma con forza la distinzione aristotelica tra la natura del sublunare e quella del mondo sovralunare.[7]

"Clonfert angels", Irlanda


Searchtool.svg Per approfondire, vedi Guida maimonidea e La dimensione artistica e cosmologica della Mishneh Torah.

Note[modifica]

  1. Rachel Elior afferma che "Le tre caratteristiche primarie, che insieme costituiscono l'unicità della tradizione Heikhalot, sono misticismo, angelologia e magia" ("Mysticism, Magic, and Angelology", 6; vedi anche Swartz, Scholastic Magic, 20). Riassumendo un vasto corpo di ricerca, Swartz identifica "tre elementi prevalenti dei testi magici ebraici: 1. l'enfasi sulla potenza del nome di Dio; 2. la medietà degli angeli nel negoziare tra divina provvidenza e bisogni umani; 3. l'uso dei nomi divini e le pratiche rituali per le necessità di individui specifici." I testi magici di cui parla Swartz fanno tutti parte della letteratura Heikhalot.
  2. A proposito dei testi Merkavah, Gershom Scholem fa riferimento al "frequente uso di nomi segreti o mistici di Dio, le difficoltà che sorgono da tale uso, e del conseguente offuscamento, in certi casi, dei confini tra questi nomi di Dio ed i nomi degli angeli". Si veda id., Jewish Gnosticism, 10. Si veda inoltre Elior, "Musticism, Magic, and Angelolog" cit., 34: "L'abbondanza di angeli e l'appropriazione dell'unicità del nome di Dio indicano un cambiamento essenziale nella concezione religiosa... da un singolo Dio ad un complesso di forze divine, che nullificano l'unicità della singola entità divina".
  3. Per un'analisi dei testi di Metatron, si veda Deutsch, Guardian of the Gate, e l'importante studio di Moshe Idel, "Enoch is Metatron". Yehudah Liebes cita testimonianze di mistici ebrei che in effetti pregavano Metatron: cfr. Elisha's Sin, 21. Altri studi rilevanti includono Dan, "Seventy Names"; Abrams, "Boundaries of Divine Ontology"; infine Idel, "Metatron". I seguenti due studi in particolare contengono riferimenti alla vasta letteratura su Metatron: Bar-Ilan, "Throne of God" e L. Kaplan, "Adam, Enoch, and Metatron". Inoltre Metatron divenne una figura importante nella letteratura musulmana. Per una discussione su Metatron all'incrocio tra testi ebraici e testi musulmani, si veda Wasserstrom, Between Muslim and Jew", 181-205.
  4. Rabbi Abraham ben David di Posquières (Rabad), il grande polemista di Maimonide, riporta tradizioni secondo cui è Metatron e non Dio, che indossa i tefillin, che appare a Mosè nel rovo ardente, e che appare ad Ezechiele sul carro e, più sorprendente di tutti, è a Metatron, non a Dio, che il genere umano è fatto a somoglianza. Si veda Idel, "Enoch is Metatron" ((He) pp. 156-7; (EN) p. 232). L. Kaplan, "Adam, Enoch, and Metatron", 81, scrive: "In verità, l'affermazione del Rabad che fu Metatron nella cui immagine fu creato Adamo sembra essere stata anticipata da Abraham ibn Ezra, sia in Yesod mora [cap. 12, p. 20] sia nel suo commento a Genesi 1:26, sebbene ibn Ezra, come è suo solito quando tratta di materie esoteriche, non lo dica esplicitamente".
  5. Su questo fenomento si veda Lesses, Ritual Practices to Gain Power. Si confronti anche Elior, "Mysticism, Magic, and Angelology", 39, che sottolinea che nella letteratura Heikhalot gli angeli "sono serviti, adorati, lodati e adorati".
  6. Elior, "Mysticism, Magic, and Angelology", 12; a p. 29 Elior afferma addirittura che "la percezione degli angeli nella letteratura Heikhalot, riflette la continuazione del processo di mitizzazione che iniziò con la letteratura postscritturale [e che] fu consolidata... in un periodo quando politeismo, paganesimo, occulto e tradizioni magiche erano prominenti nelle culture circostanti". Lesses è d'accordo e caratterizza la visione della letteratura Heikhalot come "politeista", che assomiglia alla "profusione di divinità e di angeli a cui vengono dirette le esortazioni greco-egiziane" (Ritual Practices to Gain Power, 276). Ulteriormente sugli angeli nella letteratura Heikhalot, cfr. Gruenwald, "Song of the Angels".
  7. Per un resoconto della letteratura rabbinica che sottolinea quegli aspetti da cui Maimonide intendeva purificare l'ebraismo, si veda Hayman, "Monotheism".