Antologia ebraica/Libri di Esdra

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Indice del libro
CodxAmiatinusFolio5rEzra.jpg
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Esdra lo Scriba dal Codex Amiatinus (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Folio5r, MS Amiatinus 1)
LIBRI DI ESDRA

Esdra (greco: Ἔσδρας) è una variazione greco-atina del nome ebraico "Ezrà" (ebraico עזרא). Esdra è stato un sacerdote ebreo antico che condusse il ritorno del secondo contingente di Ebrei dall'esilio babilonese nel 459 p.e.v. Il nome "Esdra" si riscontra nel titolo di quattro libri della Bibbia (vedi sotto) attribuiti (o associati) appunto al profeta Esdra.

La storia letteraria dei libri di Esdra è assai complicata. A seconda delle tradizioni religiose e dei rispettivi canoni può indicare i citati 4 libri (l'asterisco indica che in quella tradizione il testo è considerato apocrifo, cioè non incluso nella Bibbia):

Canone ebraico Canone ortodosso Canone cattolico Canone protestante
- Έσδρας A' (1 Ésdras) Esdra greco* o 3 Esdra* (in epoca pre-Trento noto come 2 Esdra*) 1 Esdra*
עזרא ('Ezrà)
include נחמיה (Nehemyàh)
Έσδρας B' (2 Ésdras) (nelle attuali versioni della Settanta incorpora Neemia) Esdra (in epoca pre-Trento noto come 1 Esdra comprendente Neemia) Esdra o Ezra
Νεεμίας (Neemías)
o Έσδρας Γ' (3 Ésdras)
(nelle attuali versioni della Settanta Neemia è incorporato con Esdra nella dicitura Έσδρας B')
Neemia (attualmente raramente 2 Esdra. In epoca pre-Trento incorporato con Esdra in 1 Esdra) Neemia
- Έσδρας Δ' (4 Ésdras) * 4 Esdra* o Apocalisse di Esdra* (in epoca pre-Trento noto come 3 Esdra*) 2 Esdra* (raramente 4 Esdra*)

I testi riportati qui appresso seguono l'ordine di numerazione presente nella versione in lingua italiana.

Terzo Libro di Esdra[modifica]

I[modifica]

[1] Giosia celebrò a Gerusalemme la Pasqua in onore del suo Signore; sacrificò la pasqua nel quattordicesimo giorno del primo mese. [2] Dispose i sacerdoti nel tempio del Signore vestiti delle vesti liturgiche e distribuiti secondo le loro funzioni. [3] Disse ai leviti, che in Israele avevano la funzione di servi del tempio, di purificarsi per quando dovevano deporre l'arca santa del Signore nel tempio, che aveva costruito il re Salomone, figlio di David. Egli disse: "Non sarà più compito vostro alzarla sulle vostre spalle; [4] ora vostro compito è provvedere al culto del Signore, Dio vostro, e essere a disposizione del Suo popolo Israele. Fate i preparativi divisi nelle vostre famiglie e nelle vostre tribù, secondo le prescrizioni di David, re d'Israele, e secondo lo splendore di Salomone, suo figlio. [5] State nel tempio secondo la divisione tradizionale delle famiglie levitiche, davanti ai vostri fratelli, i figli d'Israele, secondo l'ordine stabilito. [6] Sacrificate la pasqua, preparate i sacrifici per i vostri fratelli; celebrate la Pasqua secondo il comando che il Signore dette a Mosè". [7] Giosia fece dono a quelli del popolo che erano presenti di trentamila fra agnelli e capretti, e tremila vitelli. Il donativo fu fatto sul tesoro reale: gli animali furono distribuiti al popolo, ai sacerdoti e ai leviti, come era stato promesso. [8] Khelkia, Zaccaria ed Esyelo, soprintendenti del tempio, donarono per la Pasqua ai sacerdoti duemilaseicento fra agnelli e capretti e trecento vitelli. [9] Iekhonia, i fratelli Samaia e Natanael, Asabia, Okhielo e Ioram, che erano chiliarchi, distribuirono ai leviti per la Pasqua cinquemila fra agnelli e capretti e settecento vitelli. [10] Il rito si svolse così: i sacerdoti e i leviti stavano in piedi splendidamente vestiti, [11] divisi per famiglie e tenendo in mano gli azimi. [12] Di fronte al popolo, secondo le funzioni che ciascuno aveva ereditato dagli avi, presentavano le offerte al Signore, come è prescritto nel libro di Mosè; e ciò avveniva al mattino presto. [13] Arrostirono la pasqua sul fuoco come prescritto, e bollirono in caldaie e lebeti le altre vittime. Il buon odore si diffondeva. Poi ne distribuirono a tutto il popolo. [14] In seguito fecero i preparativi per s‚ e per i loro fratelli, i sacerdoti figli d'Aronne, perché i sacerdoti furono impegnati a offrire il grasso fino a notte tarda e i leviti fecero i preparativi per s‚ e per i loro fratelli, i sacerdoti figli d'Aronne. [15] C'erano anche i discendenti di Asaf, musici del tempio; anche loro stavano al loro posto, secondo le prescrizioni di David. C'erano anche Asaf, Zaccaria ed Eddinus, funzionari del re, e i custodi delle porte a ciascuna porta. Non era necessario che nessuno si muovesse dal suo servizio, perché i loro fratelli leviti avevano predisposto tutto per loro. [16] Così quel giorno fu organizzato il rito dei sacrifici in onore del Signore per la celebrazione della Pasqua e per l'offerta dei sacrifici sull'altare del Signore secondo l'ordine del re Giosia. [17] I figli d'Israele, che si trovavano in Gerusalemme in quel tempo, celebrarono la Pasqua e poi la festa degli azimi per sette giorni. [18] Una Pasqua simile non si era celebrata in Israele dai tempi del profeta Samuele. [19] Nessun re d'Israele aveva mai celebrato una Pasqua come questa di Giosia. E insieme con lui la celebrarono anche i sacerdoti, i leviti, i giudei e tutto Israele, quanti si trovarono a Gerusalemme. [20] Questa Pasqua fu celebrata nel diciottesimo anno di regno di Giosia. [21] Poiché il cuore di Giosia era pieno di pietà, le sue opere ebbero successo davanti al Signore. [22] Le sue opere stanno scritte nella parte precedente della cronaca, come egli si comportò nei confronti di coloro che peccavano e erano empi verso il Signore, più di ogni altro popolo e regno; quanto ebbe a soffrire per tutto, cioè come le parole del Signore si eressero contro Israele. [23] Fu dopo questo fatto di Giosia, che il faraone, il re d'Egitto, andò a far guerra a Karkemis sull'Eufrate; Giosia uscì in campo ad affrontarlo; [24] il re d'Egitto gli mandò dei messi a dirgli: "Re di Giuda, che hai a che fare con me? [25] Forse che io sono inviato dal Signore Iddio contro di te? E' sull'Eufrate che vado a far guerra. Ora il Signore è con me; il Signore si affretta con me. Allontanati e non contrastare il Signore". [26] Giosia, sul suo carro, non si ritirò; ma cominciò a combattere contro di lui, senza badare alle parole del profeta Geremia che venivano dalla bocca del Signore. [27] Dette battaglia contro di lui nella pianura di Megiddò. I capi calarono contro il re Giosia. [28] Il re allora disse ai suoi servi: "Portatemi fuori dalla battaglia, ché son ferito gravemente". Subito i suoi servi lo allontanarono dal campo di battaglia. [29] Salì sul suo secondo carro e fu riportato a Gerusalemme, dove morì e fu sepolto nella tomba dei suoi avi. [30] In tutta la Giudea si fece lutto per Giosia e il profeta Geremia compose un lamento su di lui. Cantori e cantatrici hanno parlato di lui nelle lamentazioni fino ad oggi; era stato ordinato che ciò diventasse un'usanza per sempre per tutta la stirpe d'Israele. [31] Questo sta scritto nel libro della storia dei re di Giuda. La narrazione particolareggiata delle azioni di Giosia, della sua gloria e della sua conoscenza della Legge del Signore, le cose compiute da lui prima di quelle ora narrate e le cose narrate qui, tutto è raccontato nel libro dei re d'Israele e di Giuda. [32] Allora quelli del popolo, preso Iekhonia, figlio di Giosia, lo fecero re al posto di Giosia suo padre, quando era in età di ventitr‚ anni. [33] Egli regnò su Giuda e su Gerusalemme per tre mesi. Ma il re d'Egitto lo depose dal trono di Gerusalemme [34] e impose al popolo un tributo di cento talenti d'argento e di un talento d'oro; [35] il re d'Egitto pose sul trono della Giudea e di Gerusalemme il fratello di questo: Ioakim. [36] Ioakim fece incarcerare i maggiorenti, e, arrestato anche suo fratello Zario, lo deportò in Egitto. [37] Quando Ioakim salì sul trono della Giudea e di Gerusalemme aveva circa venticinque anni: egli fece ciò che per il Signore è male. [38] Contro di lui mosse Nabucodonosor, re di Babilonia, che lo incatenò con una catena di bronzo e lo deportò in Babilonia. [39] Nabucodonosor prese anche suppellettili sacre appartenenti al Signore e, portatele via, le depose nel suo tempio in Babilonia. [40] Gli avvenimenti che riguardano lui, la sua impurità e la sua empietà sono scritti nel libro degli Annali dei re. [41] Al suo posto salì al trono suo figlio Ioakim. Quando fu fatto re, aveva diciotto anni. [42] Regnò tre mesi e dieci giorni in Gerusalemme, facendo ciò che è male davanti al Signore. [43] Un anno dopo, Nabucodonosor, mandata una spedizione, lo fece portare in Babilonia insieme con le suppellettili sacre del Signore [44] e nominò re della Giudea e di Gerusalemme Sedecia, che aveva allora ventun anni e ne regnò undici. [45] Egli fece ciò che per il Signore è male e non badò alle parole pronunciate dal profeta Geremia, che venivano dalla bocca di Dio. [46] Il re Nabucodonosor gli fece giurare fedeltà sul nome del Signore, ma egli spergiurando si ribellò. Avendo indurito la sua cervice e il suo cuore, trasgredì i comandamenti del Signore, Dio d'Israele. [47] Anche i capi del popolo e dei sacerdoti commisero molte empietà e trasgressioni, più di quante impurità non abbiano commesse tutte le genti insieme. Essi contaminarono il tempio del Signore, che Egli aveva reso sacro in Gerusalemme. [48] Il Dio dei loro padri li richiamò per mezzo del Suo messaggero, perché aveva compassione di loro e della Sua dimora. [49] Ma essi derisero i Suoi messaggeri e nel giorno in cui il Signore parlò si burlarono dei Suoi profeti, finché Egli, sdegnato contro il Suo popolo per le sue empietà, decise di inviare contro di esso i re dei caldei. [50] I caldei uccisero a fil di spada i giovani giudei intorno al loro santo tempio e non risparmiarono n‚ ragazzo n‚ ragazza, n‚ vecchio n‚ giovane, ma (Dio) mise tutti nelle loro mani. [51] Presero e portarono in Babilonia tutte le sacre suppellettili del Signore, sia grandi sia piccole, i tesori del Signore e quelli del re. [52] Bruciarono la casa del Signore e distrussero le mura di Gerusalemme. Bruciarono col fuoco le sue torri. [53] Distrussero completamente tutte le cose gloriose di Gerusalemme. (Nabucodonosor) condusse gli scampati in Babilonia con la forza, [54] dove furono schiavi a lui e ai suoi discendenti, finché non presero il potere i Persiani, compiendo così la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremia: [55] "Finché il paese non abbia saldato il conto dei suoi sabati - tutto il tempo della sua desolazione - esso riposerà fino al compimento di settanta anni".

II[modifica]

[1] Nel primo anno di Ciro, re dei persiani, perché si compisse la parola del Signore, pronunciata per bocca di Geremia, il Signore mosse lo spirito di Ciro, re dei persiani, il quale fece proclamare per tutto il suo regno, a voce e per iscritto, il bando seguente: [2] "Questo dice Ciro, re dei persiani: Il Signore di Israele, il Signore altissimo, mi ha eletto re di tutta la terra e mi ha ordinato di costruirgli una casa in Gerusalemme, nella Giudea. [3] Pertanto, se fra voi c'è qualcuno del Suo popolo, il suo Signore sia con lui; vada a Gerusalemme, situata nella Giudea, a costruire la casa del Signore di Israele. Questo è il Signore che abita in Gerusalemme. [4] Quanti, dunque, abitano dispersi nel mio regno, vengano in aiuto di chi rimpatria ciascuno nel luogo in cui abita, donando oro, argento, cavalli e muli, insieme a tutte le altre cose che si aggiungeranno a queste per voto e destinate al santuario del Signore che è in Gerusalemme ". [5] I capi delle famiglie delle tribù di Giuda e di Beniamino, i sacerdoti e i leviti e tutti coloro dei quali il Signore aveva destato lo spirito, si mossero per andare a costruire una casa al Signore che ha dimora in Gerusalemme. [6] I circonvicini li aiutarono in tutto, donando argento e oro, cavalli e muli, e oggetti innumerevoli che erano stati offerti in voto, da parte dei tanti, cui il Signore aveva mosso la mente. [7] Il re Ciro tirò fuori le sacre suppellettili del Signore, che Nabucodonosor aveva portato via da Gerusalemme e aveva posto nel suo tempio idolatrico. [8] Ciro, re dei persiani, trattele fuori, le consegnò a Mitridate, il suo tesoriere, e questi le consegnò a Sanabassaro, governatore della Giudea. [9] Il numero degli oggetti era il seguente: vasi d'oro: mille; vasi d'argento: mille. Turiboli d'argento: ventinove. [10] Coppe d'oro: trenta; d'argento: duemilaquattrocentodieci. Altre suppellettili: mille. [11] Gli oggetti d'oro e d'argento che furono riportati erano in tutto cinquemilaquattrocentosessantanove: furono riportati a Gerusalemme da Babilonia da parte di Sanabassaro e di coloro che rientravano dall'esilio. [12] Al tempo di Artaserse, re dei persiani, gli fu scritta una lettera contro coloro che abitavano nella Giudea e in Gerusalemme da parte di Beslemo, Mitridate, Tabellio, Raumo, Beelteemo, Samsaio lo scriba, e di tutti gli altri loro colleghi, che abitavano in Samaria e in tutti gli altri luoghi circonvicini. Eccone il testo: [13] "Al re Artaserse, signore i tuoi servi Raumo, l'annalista, Samsaio lo scriba, e tutti gli altri funzionari dei loro consigli, che si trovano in Celesiria e in Fenicia. [14] Sia ora reso noto al signore re che i giudei, che sono venuti da codeste parti a queste, arrivati a Gerusalemme, stanno ricostruendo questa città ribelle e malvagia, mettono in ordine le sue piazze e le sue mura e gettano le fondamenta di un tempio. [15] Se questa città sarà riedificata e le mura ricostruite, non solo quella gente non tollererà più di pagare il tributo, ma si ribellerà ai re. [16] Poichépoi i lavori riguardanti il tempio procedono speditamente, riteniamo che sia bene di non trascurare questo fatto, ma di avvertire il signore re, perché (provveda a che) siano fatte ricerche, se crede, nei libri dei suoi avi. [17] Troverai fra i documenti gli scritti che riguardano questa gente e verrai a sapere che questa città era ribelle ben nota, che dava molestie ai re e alle città; verrai a sapere che i giudei sono sempre stati ribelli e capaci di condurre degli assedi contro di loro. E' per questo motivo che la città fu distrutta. [18] Ora, dunque, ti avvertiamo, signore re, che se questa città sarà ricostruita e rialzate le sue mura, tu non avrai più accesso alla Celesiria e alla Fenicia". [19] Allora il re rispose a Raumo l'annalista, a Beelteemo, a Samsaio lo scriba e a tutti gli altri funzionari della Samaria, della Siria e della Fenicia con la lettera che segue: [20] "Ho letto la lettera che mi avete mandato. [21] Ho dato ordine di fare ricerche. E' risultato che la città in questione fin dai tempi antichi è sempre stata avversa ai re, che i suoi abitanti hanno fatto ribellioni e guerre; [22] che in Gerusalemme regnavano dei re forti e decisi, che avevano sottoposto a tributo la Celesiria e la Fenicia. [23] Ora pertanto do ordine di impedire a questi uomini di costruire la città [24] e vigilare perché non accada nulla contrariamente a questo ordine e la loro malvagità non arrivi al punto di molestare i re". [25] Allora, vista la lettera del re Artaserse, Raumo, Samsaio lo scriba, e i loro colleghi, precipitatisi a Gerusalemme con cavalli e fanti cominciarono a impedire i lavori di ricostruzione. [26] Così la ricostruzione del tempio di Gerusalemme ebbe una pausa che durò fino al secondo anno del regno di Dario, re dei persiani.

III[modifica]

[1] Il re Dario dette una grande festa per tutti i suoi sudditi: per tutti i servi nati nella sua casa, per i grandi di Media e di Persia, [2] per tutti i satrapi, i generali e i governatori che amministravano il suo impero dall'India fino all'Etiopia, nelle centoventisette satrapie. [3] Dopo che ebbero mangiato e bevuto, si ritirarono sazi. Anche il re Dario si ritirò nel suo appartamento, andò a letto e si addormentò. [4] Allora i tre giovani paggi, che dovevano fare la guardia alla persona del re, si dissero fra loro: [5] "Ciascuno di noi deve pensare una parola, quella che indichi la cosa più forte che ci sia. Il re Dario poi concederà a colui che apparirà aver detto la cosa più saggia grandi doni e grandi premi per la vittoria; [6] concederà il diritto di vestire di porpora, di bere in nappi d'oro, dormire su letti dorati, di procedere su un carro tirato da cavalli col morso d'oro, concederà di portare il turbante di bisso e un monile intorno al collo. [7] Questo avrà diritto, per la sua saggezza, al primo posto dopo quello di Dario e al titolo di cugino di Dario". [8] Allora ciascuno scrisse la parola che pensava, la sigillò e la pose sotto il capezzale del re Dario. Dissero: [9] "Quando il re si sveglierà, gli daranno la lettera e, la parola di chiunque il re e i tre grandi di Persia giudicheranno che è la più saggia, a quello sarà attribuita, secondo ciò che sta scritto, la vittoria". [10] Il primo scrisse: "La cosa più forte è il vino". [11] Il secondo scrisse: "La cosa più forte è il re". [12] Il terzo scrisse: "La cosa più forte sono le donne, ma su tutto si afferma la verità". [13] Quando il re si svegliò, la lettera fu presa e gli fu consegnata. Egli la lesse. [14] Allora mandò a chiamare tutti i grandi di Persia e di Media, i satrapi, i generali, i governatori, i prefetti e li fece sedere nella sala delle udienze, dove alla loro presenza fu data lettura dello scritto. [15] (Il re) disse: "Chiamate i giovani: essi stessi spiegheranno il senso delle loro parole"; e, chiamati, entrarono. [16] Dissero loro: "Spiegateci il senso di quel che avete scritto". [17] Cominciò il primo, quello che aveva indicato la forza del vino, e disse così: [18] "Signori, com'è che il vino è la cosa più forte? Esso fa smarrire la mente a tutti gli uomini che ne bevono. [19] Uguaglia la mente del re e quella dell'orfano, quella del servo e quella del libero, quella del povero e quella del ricco. [20] Esso volge ogni pensiero in un senso di benessere e di contentezza, fa dimenticare ogni dolore e ogni colpa. [21] Rende ricco ogni cuore, gli fa dimenticare re e satrapo e fa parlare ciascuno nell'abbondanza. [22] Quando si è bevuto, (il vino) fa dimenticare l'amore per gli amici e per i fratelli; dopo non molto si sguainano le spade. [23] Quando poi si viene fuori dagli effetti del vino, esso non fa più ricordare che cosa si è fatto. [24] Signori, non è dunque il vino la cosa più forte, se costringe gli uomini a comportarsi in questo modo?". E, detto ciò, si tacque.

IV[modifica]

[1] Cominciò allora a parlare il secondo, quello che aveva indicato la forza del re. [2] "Signori, gli uomini sono la cosa più forte, perché dominano la terra, il mare e tutte le cose che ci sono dentro. [3] Ma il re è più forte, perché domina e signoreggia gli uomini, i quali obbediscono a quanto egli dice loro. [4] Se dice loro di farsi la guerra fra s‚, la fanno; se li manda contro i nemici, si mettono in cammino superando montagne, muraglie e torri. [5] Ammazzano e si fanno ammazzare, ma non trasgrediscono l'ordine del re; se poi vincono, tutto portano al re, quanto hanno predato e ogni altra cosa. [6] Coloro poi che non partecipano n‚ alle spedizioni n‚ alle guerre, ma coltivano la terra, quando hanno seminato e raccolto, ancora portano (tutto) al re. Portano al re i tributi, con costrizione reciproca: [7] eppure egli è uno solo. Ma se dice di uccidere, uccidono; se dice di liberare, liberano; [8] se dice di colpire, colpiscono; se dice di devastare, devastano; se dice di costruire, costruiscono; [9] se dice di distruggere, distruggono; se dice di piantare, piantano. [10] Tutto il suo popolo, tutti i suoi eserciti gli obbediscono. [11] Oltre a questo, quando si sdraia per mangiare, bere, o dormire, essi gli fanno intorno la guardia, e nessuno può allontanarsi per fare le sue cose, n‚ trasgredire i suoi ordini. [12] Signori, non è dunque il re la cosa più forte, se è così ubbidito?". E si tacque. [13] Il terzo, quello che aveva parlato delle donne e della verità - Questo è Zorobabele -, cominciò a parlare così: [14] "Signori, il re è grande, gli uomini sono potenti, e il vino è forte. Ma chi c'è che li domina e li signoreggia (tutti)? Sono le donne. [15] Le donne hanno generato il re e tutto il popolo, che domina il mare e la terra. [16] E' da loro che sono nati; sono esse coloro che hanno allevato coloro che piantano le vigne, dalle quali viene il vino. [17] Son loro che fanno le vesti degli uomini e rappresentano il loro vanto: gli uomini non possono vivere senza le donne. [18] Se essi ammassano oro, argento e ogni cosa preziosa, quando vedono una bella donna [19] mettono da parte tutto ciò e pensano a lei: a bocca aperta la guardano e la preferiscono tutti all'oro, all'argento e a tutte le cose preziose. [20] L'uomo lascia suo padre, che lo ha allevato, e la sua terra per attaccarsi alla sua donna. [21] L'animo dell'uomo è con la donna ed egli non pensa più n‚ al padre, n‚ alla madre, n‚ alla sua terra. [22] Da questo voi dovete capire che le donne vi dominano; non vi affaticate e penate per consegnare e offrire tutto alle donne? [23] L'uomo prende la sua spada e parte per lontane imprese, per predare e rubare, per navigare sui mari e sui fiumi: [24] affronta il leone, avanza nelle tenebre; quando ha rubato, predato, saccheggiato, (tutto) porta all'amata. [25] L'uomo ama di più la sua donna che il padre o la madre. [26] Molti a causa delle donne perdono la testa e si fanno schiavi per amore loro. [27] Molti si rovinano, hanno sventure, trasgrediscono le leggi a causa delle donne. [28] E ancora non mi credete? Il re è tanto grande con la sua potenza, che tutte le regioni si peritano a toccarlo. [29] Eppure l'ho visto insieme ad Apame, la figlia dell'illustre Bartaco, la concubina del re, che sedeva alla sua destra. [30] L'ho vista togliere dal capo del re il diadema per metterselo, schiaffeggiandolo con la mano sinistra, [31] e il re, con tutto ciò, restava a bocca aperta a guardarla: e se gli sorride, ride; se gli fa il broncio, la lusinga, perché torni a essergli amica. [32] Signori, non è chiaro che, se le donne possono comportarsi così, sono le più forti?". [33] A questo punto il re e i grandi del regno si guardarono in faccia l'un l'altro, [34] ma egli cominciò a parlare della verità: "Signori, (abbiamo visto che) le donne sono forti, grande è la terra e alto il cielo, veloce nella sua corsa il sole, che si volge per il giro del cielo fino a ritornare al suo posto nel tempo preciso di un giorno. [35] Non è grande chi compie ciò? Ma la verità è più grande e più forte di ogni cosa. [36] Tutta la terra invoca la verità, il cielo la benedice e le cose tutte si agitano e tremano, perché con Lui non c'è nulla di ingiusto. [37] Ingiusto è il vino, ingiusto è il re, ingiuste le donne, ingiusti tutti i figli degli uomini, ingiuste tutte le loro opere; tutto è così. In essi non c'è verità e per la loro ingiustizia periscono. [38] Ma la verità rimane salda e forte per sempre, essa vive ed esercita la sua potenza per tutti i secoli dei secoli. [39] Presso di essa non c'è favoritismo n‚ corruzione, ma compie ciò che è giusto contrariamente a tutti gli altri esseri che sono ingiusti e cattivi: tutti si compiacciono delle sue opere, e nei suoi giudizi non c'è nulla di ingiusto. [40] Ad essa è la forza, il regno, la potenza e la grandezza per sempre. Benedetto il Dio della verità". [41] Così cessò di parlare. Allora tutta la gente gridò e disse: "Grande è la verità: è essa la cosa più forte di tutte". [42] Allora il re gli disse: "Chiedi ciò che vuoi oltre a quello che sta scritto (nella lettera), e te lo daremo, perché sei stato trovato il più saggio di tutti: tu avrai il posto accanto al mio e avrai il titolo di mio cugino". [43] Allora egli disse al re: "Ricordati del voto che facesti il giorno in cui salisti al trono, di ricostruire Gerusalemme [44] e di restituire tutte le suppellettili prese a Gerusalemme, che già Ciro aveva messo da parte, quando cominciò a distruggere Babilonia, e aveva fatto voto di rimandarle là. [45] Anche tu facesti voto di ricostruire il tempio, che fu bruciato dagli idumei, quando la Giudea fu devastata dai caldei. [46] Ora è questo ciò che ti chiedo, o re, ciò di cui ti imploro; questa è la grandezza degna di te. Ti chiedo di compiere il voto che con la tua bocca facesti al re del cielo". [47] Allora il re Dario si alzò e lo baciò. Scrisse poi per lui lettere a tutti i funzionari, governatori, generali e satrapi, perché scortassero lui e coloro che con lui sarebbero andati a ricostruire Gerusalemme. [48] Altre lettere mandò a tutti i governatori della Celesiria, della Fenicia e del Libano, perché portassero dal Libano legno di cedro a Gerusalemme e perché ricostruissero la città insieme a lui. [49] Scrisse anche a tutti i giudei, che volevano trasferirsi dal regno nella Giudea, (per garantire loro) che sarebbero stati liberi e che perciò nessuna autorità, n‚ satrapo, n‚ governatore, n‚ amministratore sarebbe potuto entrare nelle loro case; [50] che tutta la terra che avrebbero occupato sarebbe appartenuta a loro, libera da ogni tributo; che gli idumei lasciassero liberi i villaggi dei giudei che tenevano occupati; [51] che per la ricostruzione del tempio fossero dati ogni anno venti talenti fino a che non fosse ricostruito; [52] sull'altare dovevano essere offerti tutti i giorni olocausti, in numero di diciassette secondo la loro prescrizione, cosa che rappresentava una spesa di altri dieci talenti per anno; [53] che per tutti coloro che fossero andati a fondare la città dalla Babilonia ci sarebbe stata libertà, per loro e per i loro discendenti. Inoltre ai sacerdoti che si fossero recati a Gerusalemme, [54] ordinò che fosse dato un mantenimento e l'abito liturgico col quale avrebbero officiato. [55] Anche ai leviti prescrisse che fosse dato un mantenimento, finché non fosse stato finito il tempio e Gerusalemme ricostruita. [56] A tutti coloro che dovevano proteggere la città prescrisse che fossero dati appezzamenti di terreno e un soldo. [57] Rimandò tutte le suppellettili, che già Ciro aveva fatto mettere fuori da Babilonia, e tutto ciò che Ciro aveva ordinato di fare, egli stesso confermò che fosse fatto, e (tutto) rimandato a Gerusalemme. [58] Quando il giovane uscì, alzato il volto al cielo in direzione di Gerusalemme, benedisse il re del cielo con queste parole: [59] "Da Te viene la vittoria, da Te viene la saggezza, Tua è la gloria e io non sono che il Tuo servo. [60] Sii benedetto, ché mi hai dato la saggezza. Riconosco tutto ciò, Signore dei padri". [6I] Prese le lettere, andò a Babilonia, e comunicò la cosa a tutti i fratelli, [66] i quali benedissero il Dio dei loro padri, perché aveva concesso loro la libertà e la possibilità [63] di ritornare in patria a ricostruire Gerusalemme e il tempio, dove il Suo nome era invocato. Fecero festa per sette giorni con musica e allegrezza.

V[modifica]

[1] Dopo furono scelti per tornare in patria i capi delle famiglie secondo le tribù di appartenenza. Con loro andavano le mogli, i figli, le figlie, i servi, le serve e il bestiame. [2] Dario li fece scortare da mille cavalieri, perché li accompagnassero a Gerusalemme senza che avessero molestie. + E con musica, timpani e flauti [3] e tutti i loro fratelli facevano festa e aveva permesso loro di rientrare in patria con quelli. + [4] Questi sono i nomi degli uomini che rientrarono in patria, elencati per famiglie e per tribù, e secondo le loro funzioni. [5] Sacerdoti, discendenti di Finees, figlio di Aronne: Giosuè, figlio di Iosedek, figlio di Saraio, e Zorobabele, figlio di Salathiel, figlio di Ioakim, della casa di David, della stirpe di Fares, della tribù di Giuda. [6] E' questo che al tempo di Dario, re dei persiani, durante il suo secondo anno di regno, nel mese di Nisan che è il primo mese, fece quel discorso pieno di saggezza. [7] Sono questi gli abitanti della Giudea, che rientrarono in patria dalla schiavitù dell'esilio; sono quelli che aveva deportato in Babilonia Nabucodonosor, re di Babilonia. [8] Rientrarono in Gerusalemme e in tutto il resto della Giudea, ciascuno nella sua città; sono quelli che arrivarono con Zorobabele e Giosuè, con Neemia, Zaraio, Resaio, Enenio, Mardocheo, Beelsaro, Asfaras, Borolio, Roimo, Baana, i quali diressero il ritorno. [9] Il numero dei semplici giudei e dei loro capi era il seguente: i figli di Foros erano duemilacentosettantadue. [10] I figli di Safat erano quattrocentosettantadue. I figli di Aree erano settecentocinquantasei. [11] I figli di Faatmoab, cioè i discendenti di Giosuè e di Ioab, erano duemilaottocentododici. [12] I figli Olamo erano milleduecentocinquantaquattro. I figli di Zato novecentoquarantacinque. I figli di Khorbe settecentocinque. I figli di Bani erano seicentoquarantotto. [13] I figli di Bebai settecentoventitr‚. I figli di Asgad erano milletrecentoventidue. [14] I figli di Adonikam erano seicentosessantasette. I figli di Bagoi erano duemilasessantasei. I figli di Adino erano quattrocentocinquantaquattro. [15] I figli di Ater, (cioè di) Ezechia, erano novantadue. I figli di Kilan e di Azeta erano sessantasette. I figli di Azuro erano quattrocentotrentadue. [16] I figli di Annia erano centouno. I figli di Arom erano <...>. I figli di Bassai erano trecentoventitr‚. I figli di Arifo erano centododici. [17] I figli di Baitero erano tremilacinque. I figli di Baithlomon erano centoventitr‚. [18] Gli uomini di Neteba erano cinquantacinque. Quelli di Enato erano centocinquantotto. Gli uomini di Baitasmon erano quarantadue. [19] Gli uomini di Kariathiario erano venticinque. Gli uomini di Kapira e di Berot erano settecentoquarantatr‚. [20] I Khadiasi e gli Ammidi erano quattrocentoventidue. Gli uomini di Kimara e di Gabbe erano seicentoventuno. [21] Gli uomini di Makalon erano centoventidue. Quelli di Baitolio erano cinquantadue. I figli di Nifis erano centocinquantasei. [22] I figli dell'altro Kalamo e di Onus erano settecentoventicinque. I figli di Ierekho erano trecentoquarantacinque. [23] I figli di Sanaas erano tremilacentotrenta. [24] Sacerdoti: i figli di Ieddo, figlio di Giosuè, quindi della discendenza di Anasib, erano novecentosettantadue. I figli di Emmero erano millecinquantadue. [25] I figli di Fassuro erano milleduecentoquarantasette. I figli di Kharme erano millediciassette. [26] Leviti: i figli di Giosuè, di Kadmielo, di Banno, di Sudio erano settantaquattro. [27] Cantori del tempio: i figli di Asaf erano centoventotto. [28] Portieri: i figli di Salum, i figli di Atar, i figli di Tolman, i figli di Akub, i figli di Ateta, i figli di Sobai; in tutto erano centotrentanove. [29] Servi del tempio: i figli di Esau, i figli di Asifa, i figli di Tabaoth, i figli di Keras, i figli di Sua, i figli di Fadaio, i figli di Labana, i figli di Angaba, [30] i figli di Akud, i figli di Uta, i figli di Ketab, i figli di Agaba, i figli di Sybai, i figli di Anan, i figli di Kathua, i figli di Gheddur, [31] i figli di Iairo, i figli di Daisan, i figli di Noeba, i figli di Khaseba, i figli di Gazera, i figli di Ozio, i figli di Finoe, i figli di Asara, i figli di Basthai, i figli di Asana, i figli di Maani, i figli di Nafisi, i figli di Akuf, i figli di Akhiba, i figli di Asur, i figli di Farakim, i figli di Basaloth, [32] i figli di Meedda, i figli di Kutha, i figli di Kharea, i figli di Barkhus, i figli di Serar, i figli di Thomoi, i figli di Nasi, i figli di Atifa. [33] Figli dei servi di Salomone: i figli di Assafioth, i figli di Farida, i figli di Ieeli, i figli di Lozon, i figli di Isdael, i figli di Safythi, [34] i figli di Aghia, i figli di Fakareth-sabie, i figli di Sarothie, i figli di Masias, i figli di Gas, i figli di Addus, i figli di Subas, i figli di Aferra, i figli di Barodis, i figli di Safat, i figli di Amon. [35] Fra tutti, i servi del tempio e i figli dei servi di Salomone, erano trecentosettantadue. [36] Quanto a quelli che seguono e rientrarono in patria da Thermeleth e da Thelersas, sotto la guida di Kharaath, di Adan e di Amar, [37] non poterono dimostrare che l'origine delle loro famiglie era ebraica. Sono i figli di Dalan figlio di Tuban, e i figli di Nekodan; assommavano a seicentocinquantadue. [38] Fra i sacerdoti, aspiravano all'esercizio del sacerdozio, ma non poterono dimostrare la loro origine: i figli di Obbia, i figli di Akkos, i figli di Ioddus che aveva sposato Auglia, una delle figlie di Farzellaio, e che fu chiamato col nome di quest'ultimo. [39] A questi, essendo stato ricercato il loro attestato genealogico nel registro e non essendo stato trovato, fu tolto il diritto di esercitare il sacerdozio [40] e [Neemia e] Attaria disse loro di non partecipare alle cerimonie sacre, finché non fosse sorto un sommo sacerdote che avesse la capacità di indicare come stessero realmente le cose. [41] In tutto gli israeliti erano, contando a partire dai dodicenni e senza includere nel numero i servi e le serve, quarantaduemilatrecentosessanta. I loro servi e le loro serve ammontavano a settemilatrecentosette. I suonatori di arpa e i suonatori di cetra erano duecentoquarantacinque. [42] I cammelli erano quattrocentotrentacinque; i cavalli settemilatrentasei, i muli duecentoquarantacinque, le bestie da tiro cinquemilacinquecentoventicinque. [43] Alcuni capifamiglia, quando arrivarono al tempio di Dio che è in Gerusalemme, si impegnarono a ricostruirlo nello stesso posto, contribuendo ciascuno secondo le proprie sostanze, [44] e a dare al fondo per i lavori del tempio mille mine d'oro e cinquemila mine d'argento. Fornivano anche cento vesti per i sacerdoti. [45] I sacerdoti, i leviti e i semplici giudei si stanziarono in Gerusalemme e nella regione. I suonatori del tempio, i portieri e tutti gli altri israeliti si stabilirono ciascuno nel suo villaggio. [46] Giunto il settimo mese ed essendo i figli di Israele ciascuno nel suo stanziamento, si radunarono tutti insieme nello spiazzato antistante la prima porta, quella rivolta a oriente. [47] Giosuè, figlio di Iosedek, assieme ai suoi fratelli sacerdoti, e Zorobabele, figlio di Salathiel, assieme ai suoi fratelli, approntarono l'altare del Dio d'Israele, [48] sul quale offrire olocausti secondo le prescrizioni contenute nel libro di Mosè, uomo di Dio. [49] E a loro si unirono alcuni appartenenti ad altri popoli della regione. Essi innalzarono l'altare nello stesso luogo, per quanto fossero odiati da tutti i popoli che abitavano la regione e fossero da essi oppressi. Offrirono al Signore vari sacrifici e gli olocausti, quelli del mattino e quelli della sera. [50] Celebrarono inoltre la festa delle Capanne, come è prescritto nella Legge, e i sacrifici giornalieri, come era dovuto, [51] e oltre a questo pensarono alle offerte perpetue e a tutti gli altri sacrifici: per i sabati, le neomenie e tutte le sacre feste. [52] E quanti avevano fatto un voto a Dio, cominciarono a offrirgli sacrifici a partire dalla neomenia del settimo mese, per quanto il tempio non fosse stato ancora costruito. [53] Essi dettero danaro per i lapicidi e per i muratori e cibo, bevande e + carri + per i Sidonii e per i Tirii, perché portassero dal Libano legni di cedro mediante zattere fino al porto di Ioppe, secondo l'ordine scritto per loro da Ciro, re dei persiani. [54] Nell'anno secondo, nel secondo mese, giunto al tempio di Dio in Gerusalemme Zorobabele, figlio di Salathiel, lui e Giosuè, figlio di Iosedek, e i suoi fratelli e i sacerdoti leviti e tutti coloro che erano rientrati in Gerusalemme dall'esilio [55] gettarono le fondamenta del tempio di Dio nella neomenia del secondo mese del secondo anno del ritorno in Giudea e a Gerusalemme. [56] Essi posero i leviti, da diciotto anni in su, a capo dei lavori per il Signore. Sorvegliavano tutti insieme i lavori del tempio Giosuè coi suoi figli, e con i fratelli fra i quali c'era Kadmiel, mentre fra i figli c'era Emadabun: c'erano anche i discendenti di Ioda, figlio di Iliadun, coi loro figli e fratelli: erano tutti leviti. [57] I costruttori costruirono il tempio del Signore. I sacerdoti stavano in piedi nelle loro vesti liturgiche con musiche e trombe e insieme a loro i leviti, figli di Asaf, che inneggiavano con cembali al Signore e lo benedicevano con le parole di David, re di Israele. [58] Essi cantavano ad alta voce benedicendo il Signore, dicendo che la Sua bontà e la Sua gloria sono per tutto Israele per sempre. [59] Tutto il popolo suonava le trombe e gridava a gran voce inneggiando al Signore per la ricostruzione della Sua casa. [60] A vedere la ricostruzione del tempio, vennero alcuni fra i più vecchi dei sacerdoti <e> dei leviti e dei capi delle famiglie, i quali avevano visto il tempio precedente: gridavano e piangevano fortemente, [61] come facevano anche molti altri che gridavano in mezzo al suono delle trombe e nell'esultanza, così forte [62] che il popolo per il pianto non riusciva a sentire le trombe. E la folla suonava così forte che si sentiva da lontano. [63] I nemici della tribù di Giuda e di Beniamino, avendo sentito, vennero per sapere che cosa significasse il suono delle trombe. [64] Vennero così a sapere che i reduci dall'esilio stavano ricostruendo il tempio del Signore, Dio d'Israele. [65] Avvicinatisi pertanto a Zorobabele, a Giosuè e ai capi delle famiglie, dissero loro: "Noi vogliamo partecipare alla ricostruzione del tempio; [66] perché anche noi obbediamo al vostro Signore e gli facciamo sacrifici dal tempo di Asbasareth, re degli Assiri, il quale ci deportò in questo luogo". [67] Risposero loro Zorobabele, Giosuè e i capi delle famiglie d'Israele: "Non è affare vostro e nostro insieme ricostruire il tempio per il Signore nostro Dio: [68] noi soli infatti lo ricostruiremo per il Signore di Israele, secondo quanto ci ha ordinato Ciro, re dei persiani". [69] Allora i popoli della regione, opprimendo i giudei, cercarono di impedire la ricostruzione con le loro manovre. [70] Tramavano, sobillavano il popolo, provocavano rivolte e così impedirono che si completasse la ricostruzione per tutto il tempo della vita del re Ciro. [71] Così gli israeliti furono costretti a sospendere i lavori per due anni, fino al regno di Dario.

VI[modifica]

[1] L'anno secondo del regno di Dario cominciarono a profetizzare Aggeo e Zaccaria, figlio di Eddi. Essi esercitarono il loro ministero per gli ebrei che si trovavano nella Giudea e in Gerusalemme in nome del Signore, Dio d'Israele che li proteggeva. [2] Allora Zorobabele, figlio di Salathiel, e Giosuè, figlio di Iosedek, cominciarono a ricostruire il tempio del Signore in Gerusalemme, con l'appoggio dei profeti del Signore che stavano con loro. [3] In questo tempo si presentarono a loro Sisinne, governatore della Siria e della Fenicia e Sathrabuzane insieme con gli altri funzionari e dissero loro: [4] "Con l'appoggio di chi costruite questo tempio e questo tetto e fate tutto il resto? Chi sono i costruttori che fanno questo lavoro?". [5] Gli anziani dei giudei trovarono grazia presso il Signore, che aveva visitato la comunità in esilio. [6] Infatti ebbero il permesso di continuare la costruzione finché non fosse stato avvertito Dario della cosa e non fossero giunte istruzioni. [7] Copia della lettera che fu scritta e mandata a Dario da Sisinne, governatore della Siria e della Fenicia, da Sathrabuzane e dagli altri funzionari che governavano la Siria e la Fenicia. [8] "Al re Dario salute. Al signore nostro, il re, sia noto che giunti nella regione della Giudea e arrivati alla città di Gerusalemme, abbiamo trovato che gli anziani dei giudei tornati dall'esilio stanno ricostruendo nella città di Gerusalemme un tempio nuovo e grande in onore del Signore, con pietre levigate e con prezioso legname applicato alle pareti. [9] Questo lavoro va avanti in fretta e procede bene nelle loro mani; è fatto splendidamente e con cura. [10] Allora abbiamo domandato a questi anziani: Con l'appoggio di chi costruite questo tempio e gettate queste fondamenta? . [11] Abbiamo dunque posto queste domande per farti conoscere e poterti scrivere chi siano gli uomini che li guidano e abbiamo loro chiesto che ci dessero per iscritto i nomi dei capi. [12] Essi ci hanno risposto con queste parole: Noi siamo servi del Signore, che ha creato il cielo e la terra. [13] Questo tempio fu costruito moltissimi anni fa da un re d'Israele grande e forte e fu compiuto. [14] Ma quando i nostri padri peccarono contro il Signore del Cielo, (Dio) di Israele, provocandolo a sdegno, Egli li dette nelle mani di Nabucodonosor, re di Babilonia, re dei Caldei. [15] Distrussero il tempio e lo bruciarono; condussero il popolo schiavo in Babilonia. [16] Ma nel primo anno del regno di Ciro sulla Babilonia, il re Ciro emanò un editto con cui ordinava di ricostruire questo tempio. [17] Anche le suppellettili sacre d'oro e d'argento, che Nabucodonosor aveva portato via dal tempio di Gerusalemme e che aveva deposto nel suo tempio, il re Ciro le fece portar fuori dal tempio di Babilonia. Furono consegnate [a Zorobabele e] al governatore Sanabassaro, [18] e gli fu ordinato di riportar via tutte queste suppellettili e di rimetterle nel tempio di Gerusalemme. (Gli fu anche ordinato) di costruire questo tempio del Signore nello stesso luogo. [19] Allora il detto Sanabassaro, giunto sul luogo, gettò le fondamenta del tempio del Signore in Gerusalemme. Ma da allora fino ad oggi il tempio non è stato finito . [20] Ora, dunque, o re, se vuoi, si faccia un'indagine negli archivi reali del signore re, che si trovano in Babilonia. [21] E se si troverà che la costruzione del tempio del Signore di Gerusalemme è avvenuta conformemente al decreto del re Ciro, e se il re nostro signore confermerà quest'ordine, che egli ci informi riguardo a queste cose". [22] Allora il re Dario ordinò che si ricercasse negli archivi reali di Babilonia. Ma fu in Ecbatana, la fortezza situata nella Media, che si trovò un rotolo, in cui era registrato quanto segue: [23] "Nel primo anno del re Ciro. Il re Ciro ha ordinato di ricostruire il tempio di Gerusalemme del Signore, dove compiere sacrifici con fuoco perenne. [24] <La sua lunghezza doveva essere di...>, la sua altezza doveva essere di sessanta cubiti, la sua larghezza di sessanta cubiti, con tre ordini di pietra levigata e uno di legno nuovo tratto dal posto; la spesa sarebbe stata a carico del palazzo del re Ciro. [25] Anche le suppellettili sacre del tempio del Signore, sia d'oro sia d'argento, che Nabucodonosor aveva asportato dal tempio di Gerusalemme per portarle a Babilonia, dovevano essere riportate nel tempio di Gerusalemme, dove stavano prima, perché vi fossero poste di nuovo. [26] Ordinò inoltre a Sisinne, governatore della Siria e della Fenicia, a Sathrabuzane e a tutti gli altri funzionari incaricati di governare la Siria e la Fenicia, di star accuratamente lontani dal quel luogo e di lasciare che Zorobabele, servo del Signore e governatore della Giudea, e gli anziani dei giudei costruissero in quel luogo il detto tempio del Signore. [27] Inoltre, io ordino che la costruzione sia fatta interamente e di sorvegliare che si collabori con i reduci dall'esilio fino al compimento del tempio del Signore. [28] Si provveda inoltre a fornire dalle tasse della Celesiria e della Fenicia un contributo per questa gente, in bovi, montoni e agnelli, da consegnare al governatore Zorobabele, e che dovrà essere impiegato per i sacrifici in onore del Signore; [29] inoltre dovrà essere inviato inderogabilmente frumento, sale, vino, olio, anno per anno, continuamente, secondo le richieste dei sacerdoti di Gerusalemme per essere impiegati giorno per giorno, [30] perché possano esser fatte libagioni al Dio Altissimo per il re e per i suoi figli e perché si preghi per la loro vita. [31] Inoltre (Dario) ordina che chiunque trasgredisca o semplicemente non esegua un qualunque punto di quanto è stato sopra detto e scritto, che sia preso un legno dai suoi beni e che vi venga appeso; i suoi beni siano confiscati a favore del tesoro reale. [32] Pertanto, che il Signore, il cui nome è invocato in quel luogo, disperda ogni re e ogni popolo, il quale stenda la sua mano a impedire o danneggiare la costruzione del detto tempio del Signore in Gerusalemme. [33] Io, il re Dario, ho decretato che si proceda con cura conformemente a questo ordine".

VII[modifica]

[1] Allora Sisinne, governatore della Celesiria e della Fenicia, Sathrabuzane e gli altri funzionari, eseguendo gli ordini dati dal re Dario, [2] sovrintendettero ai sacri lavori collaborando di buona volontà con gli anziani dei giudei e con i sovrintendenti del tempio. [3] I lavori del tempio procedettero così senza ostacoli, accompagnati dalla parola ispirata dei profeti Aggeo e Zaccaria, [4] e furono portati a compimento per volontà del Signore, Dio d'Israele. [5] Il sacro tempio fu compiuto per ordine di Ciro, di Dario e di Artaserse, re dei persiani, il ventitreesimo giorno del mese di Adar nell'anno sesto del re Dario. [6] I figli d'Israele, i sacerdoti, i leviti e tutti coloro che si erano uniti a loro ritornando dall'esilio, si comportarono secondo le indicazioni del libro di Mosè. [7] Per la dedicazione del tempio del Signore offrirono cento buoi, duecento montoni, quattrocento agnelli; [8] inoltre dodici capri per il peccato di tutto Israele secondo il numero dei dodici capi delle tribù di Israele. [9] I sacerdoti e i leviti, indossando le vesti liturgiche, divisi secondo le loro famiglie si occupavano delle cose del Signore, Dio d'Israele, secondo il libro di Mosè. A ciascuna porta stavano i portieri. [10] I figli d'Israele rientrati dall'esilio celebrarono la Pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese. I sacerdoti e i leviti si purificarono insieme. [11] Non tutti coloro che erano rientrati dall'esilio si purificarono, ma tutti i leviti si purificarono [12] e sacrificarono la pasqua per tutti coloro che erano rientrati dall'esilio, per i sacerdoti loro fratelli, e per se stessi. [13] La mangiarono i figli d'Israele che erano rientrati dall'esilio, tutti quelli che si erano separati dalle impurità dei pagani che abitavano la regione, perché cercavano il Signore. [14] Celebrarono la festa degli azimi per sette giorni, rallegrandosi davanti al Signore, [15] perché aveva cambiato la volontà del re degli assiri nei loro riguardi, così da rafforzare le loro mani a compiere le cose del Signore, Dio d'Israele.

VIII[modifica]

[1] Fu in seguito, sotto il regno di Artaserse, re dei persiani, che venne Esdra, figlio di Saraio, figlio di Ezerio, figlio di Khelkio, figlio di Salemo, [2] figlio di Sadduco, figlio di Akhitob, figlio di Amario, figlio di Ozio, figlio di Bocca, figlio di Abisue, figlio di Finees, figlio di Eleazaro, figlio di Aronne, che fu il primo sacerdote. [3] Questo Esdra rientrò dalla Babilonia come scriba esperto della Legge di Mosè, promulgata dal Dio d'Israele. [4] A lui il re conferì onori, perché aveva trovato grazia di fronte a lui nell'eseguire tutti i suoi ordini. [5] Una parte dei figli d'Israele, dei sacerdoti, dei leviti, dei cantori, dei portieri e dei servi del tempio rientrò con lui in Gerusalemme nell'anno settimo del regno di Artaserse, nel quinto mese. Quest'anno era il settimo del re. [6] Partirono da Babilonia nella neomenia del primo mese e giunsero a Gerusalemme nella neomenia del quinto mese, perché il Signore concesse loro un viaggio senza ostacoli, in quanto proteggeva Esdra. [7] Infatti Esdra ebbe tale saggezza, da non tralasciare nulla delle prescrizioni della Legge del Signore e dei Suoi comandamenti <e> da insegnare a tutto Israele tutte le Sue decisioni e tutti i Suoi giudizi. [8] Il decreto scritto fu consegnato da parte del re Artaserse a Esdra, sacerdote e lettore della Legge del Signore, del quale ecco la copia: [9] "Il re Artaserse a Esdra, sacerdote e lettore della Legge del Signore, salute. [10] Tenendo conto della mia benevolenza, ho ordinato che i volontari del popolo dei giudei, dei sacerdoti, dei leviti e di tutti coloro che si trovano nel nostro regno, i quali lo vogliano, possano venire con te a Gerusalemme. [11] Quanti dunque ne hanno desiderio, partano insieme a te, secondo quanto è decretato da me e dai miei sette consiglieri, [12] perché facciano un'indagine sulla situazione della Giudea e di Gerusalemme, secondo le norme che stanno nella Legge del Signore, [13] e perché portino a Gerusalemme, al Signore d'Israele, i doni che io e i miei consiglieri abbiamo promesso, e (perché portino) a Gerusalemme l'oro e l'argento che nella terra di Babilonia si trovi offerto per il Signore, insieme a tutto ciò che viene offerto in dono dal popolo (ebraico) per il tempio del suo Signore situato in Gerusalemme. [14] L'oro e l'argento deve essere impiegato in bovi, montoni, agnelli e in tutto ciò che sia necessario [15] per offrire sacrifici sull'altare del Signore degli ebrei, situato in Gerusalemme. [16] Tutto ciò che tu, insieme coi tuoi fratelli, voglia fare con l'oro e con l'argento, fallo pure secondo la volontà del tuo Dio. [17] Disponi inoltre come vuoi delle suppellettili sacre che ti vengono consegnate, per essere usate per il tempio del tuo Dio, situato in Gerusalemme. [18] Quanto poi a tutto il resto che ti venga a essere necessario per gli usi del tempio del tuo Dio, fa' le spese sul tesoro reale. [19] Per questo, io Artaserse, il re, ho ordinato ai tesorieri della Siria e della Fenicia che paghino prontamente a Esdra, sacerdote e lettore della Legge di Dio Altissimo, quanto egli richieda, fino alla cifra di cento talenti d'argento; [20] e ugualmente fino a cento cori di grano, a cento metrete di vino e sale in abbondanza. [21] Tutto sia compiuto accuratamente secondo la Legge di Dio, in onore di Dio Altissimo, affinché la Sua ira non si scateni contro il regno del re e dei suoi figli. [22] A voi si ordina inoltre di non imporre nessun tributo n‚ alcuna altra tassa a nessun sacerdote, a nessun levita, a nessun cantore, a nessun portiere, a nessun servo del tempio e a nessuno di quanti vi prestano la loro opera; che nessuno abbia l'autorità di imporre alcunché a questi. [23] Quanto a te, Esdra, nomina secondo la saggezza di Dio giudici di vario genere, perché giudichino in tutta la Siria e nella Fenicia tutti coloro che conoscono la Legge del tuo Dio; in quanto a coloro che non la conoscono, gliela insegnerai, [24] e quanti trasgrediscono la Legge del tuo Dio che è anche legge del re, siano puniti severamente con la morte, col castigo, con una multa o con l'arresto". [25] Benedetto sia il Signore unico, che ha posto nel cuore del re il pensiero di glorificare il Suo tempio in Gerusalemme, [26] mi ha onorato davanti al re, ai suoi consiglieri, ai suoi funzionari e a tutti i grandi. [27] Così io divenni fiducioso, perché ero protetto dal Signore, Dio mio, e raccolsi fra Israele degli uomini che rientrassero in patria con me. [28] Questi sono i capi delle famiglie e delle stirpi che rientrarono con me dalla Babilonia, durante il regno del re Artaserse. [29] Dei figli di Finees, Garsomo; dei figli di Ietamaro, Gamelo; dei figli di David, Attus, figlio di Sekhenio; [30] dei figli di Foros, Zaccaria e con lui, secondo il documento, c'erano centocinquanta uomini; [31] dei figli di Faathmoab, Eliaonia, figlio di Zaraio, e con lui c'erano duecento uomini [32] dei figli di Zathoes, Sekhenia, figlio di Iezelo, e con lui c'erano trecento uomini; dei figli di Adino, Ben-Ionatho, e con lui c'erano duecentocinquanta uomini; [33] dei figli di Elam, Iesia, figlio di Gotholio, e con lui c'erano settanta uomini; [34] dei figli di Safatio, Zaraia, figlio di Mikhaelo, e con lui c'erano settanta uomini; [35] dei figli di Ioab, Abadia, figlio di Iezelo, e con lui c'erano duecentododici uomini [36] dei figli di Bani, Assalimoth, figlio di Iosafio, e con lui c'erano centosettanta uomini; [37] dei figli di Babi, Zaccaria, figlio di Bebai, e con lui c'erano ventotto uomini [38] dei figli di Asgath, Ioanes, figlio di Akatan, e con lui c'erano centodieci uomini; [39] dei figli di Adonikam, che sono gli ultimi, ecco i loro nomi: Elifalato, Ieuel e Samaia e con loro c'erano settanta uomini; [40] dei figli di Bago, Uthi, figlio di Istalkuro, e con lui c'erano settanta uomini. [41] Io li radunai sul fiume detto Thera, dove rimanemmo accampati per tre giorni, e li contai. [42] Ma non avendo trovato nessuno che appartenesse ai sacerdoti o ai leviti [43] mandai a chiamare Eleazaro, Iduelo, Maasma, Elnata, Samaia, Ioribo, Nathan, Ennatan, Zaccaria e Mesolamo, che, erano capifamiglia e saggi. [44] Dissi loro di andare da Addaio, che era un capofamiglia che risiedeva nel luogo in cui era il tesoro, [45] ordinando loro di parlare con Addaio, coi suoi fratelli e con quanti erano in quel luogo come tesorieri, perché ci mandassero gente che potesse esercitare il sacerdozio nel tempio del Signore nostro. [46] Ed essi ci condussero, data la forte protezione del Signore nostro, uomini saggi fra i figli di Mooli, figlio di Levi, figlio d'Israele: Asebebia coi figli e coi fratelli, diciotto uomini; [47] Asebia, Annuno e suo fratello Osaia, dei discendenti di Khanunaio, insieme coi loro figli, venti uomini; [48] dei servi del tempio, resi tali da David e dai capi perché aiutassero i leviti, duecentoventi servi del tempio. I nomi di tutti furon segnati per iscritto. [49] Allora prescrissi ai giovani che si facesse lì un digiuno davanti al Signore nostro, [50] per ottenere da Lui un viaggio felice per noi, per i figli e per le bestie che erano con noi. [51] Mi vergognavo infatti a chiedere al re una scorta di fanti e di cavalieri, perché ci proteggessero dai nemici: [52] ché avevamo detto al re che la forza del Signore nostro sarebbe stata in ogni occasione con coloro che Lo avessero cercato. [53] Pregammo il Signore nostro per questo, e lo trovammo benigno. [54] Io allora scelsi fra i capi delle famiglie sacerdotali dodici uomini, Serebia e Asabia e con loro altri dieci dei loro fratelli. [55] Pesai e consegnai loro l'argento, l'oro e le suppellettili sacre per il tempio del Signore nostro, che ci avevano donato il re stesso, i suoi consiglieri, i suoi grandi e tutto Israele. [56] Pesai e consegnai loro seicentocinquanta talenti d'argento e suppellettili in argento per un peso di cento talenti, cento talenti d'oro, venti oggetti d'oro e suppellettili di bronzo, di ottimo bronzo, lucenti, che sembravano d'oro: dodici oggetti. [57] Dissi loro: "Voi siete sacri al Signore, come anche queste suppellettili sono sacre; l'argento poi e l'oro sono un'offerta per il Signore, Signore dei nostri padri. [58] Vegliate pertanto e sorvegliate, finché non abbiate consegnato tutto ciò ai capi dei sacerdoti e dei leviti e ai capifamiglia di Israele, in Gerusalemme, nelle stanze del tempio del Signore nostro". [59] I sacerdoti e i leviti, preso in consegna l'argento, l'oro e le suppellettili, tutto portarono in Gerusalemme, dentro il tempio del Signore. [60] Partiti dal fiume Thera il dodicesimo giorno del primo mese, con la potente protezione del Signore nostro che era su di noi, arrivammo a Gerusalemme. Egli ci protesse durante il viaggio da ogni nemico, e così arrivammo a Gerusalemme. [61] Lasciati passare tre giorni, l'argento e l'oro furono pesati e consegnati, nel tempio del Signore nostro, al sacerdote Marmothi, figlio di Uria; [66] con lui c'era Eleazaro, figlio di Finees, e insieme con loro c'erano i leviti Iosabdo, figlio di Giosuè, e Moeth, figlio di Sabanno. La consegna fu fatta secondo il numero e il peso degli oggetti. Nel momento stesso della consegna fu registrato il loro peso. [63] Coloro che erano rientrati dall'esilio offrirono sacrifici al Signore, Dio d'Israele: dodici bovi per tutto Israele, novantasei montoni, settantadue agnelli, e dodici capri in sacrificio di salvezza. Tutto fu offerto in olocausto al Signore. [64] Consegnarono poi gli ordini del re agli amministratori reali e ai governatori della Celesiria e della Fenicia, i quali resero onore al popolo e al tempio del Signore. [66] Compiute tutte queste cose, si presentarono a me i capi, dicendo: [66] "N‚ il popolo d'Israele, n‚ i capi delle famiglie, n‚ i sacerdoti, n‚ i leviti hanno allontanato da s‚ le genti allogene che abitano la regione, e non hanno nemmeno messo da parte le impurità di questi, dei cananei, degli etei, dei ferezei, dei gebusei, dei moabiti, degli egizi e degli idumei. [67] Ma si sono sposati con le loro figlie, loro stessi e i loro figli; così il seme sacro si è mescolato con quello delle genti allogene che abitano la regione. Anche i capi e i maggiorenti hanno partecipato fin da principio a questa trasgressione della Legge". [68] Quando sentii ciò, mi stracciai i vestiti e la veste sacerdotale, mi strappai i capelli e la barba; poi sedetti preoccupato e addolorato. [69] Allora si radunarono presso di me tutti coloro che si erano commossi alla parola del Signore d'Israele, mentre io piangevo per le trasgressioni d'Israele. Sedetti addolorato fino al sacrificio della sera. [70] Allora mi alzai dal mio digiuno con i vestiti e la veste sacra stracciati e, inginocchiatomi, stesi le braccia al Signore e dissi: [71] "Signore, io son confuso e mi vergogno davanti a te, [72] perché i nostri peccati sono cresciuti al di sopra delle nostre teste e le nostre colpe sono arrivate fino al cielo [73] fino dal tempo dei nostri padri. E anche ora siamo sempre in un peccato grande. [74] A causa dei nostri peccati e di quelli dei nostri padri, siamo stati consegnati, noi coi nostri fratelli, coi nostri re e coi nostri sacerdoti, ai re della terra, destinati alla spada, alla prigionia, al saccheggio, coperti fino ad oggi di vergogna. [75] Ma ora in qualche misura ci è stata fatta misericordia da te, Signore, così da esserci lasciata una radice e un nome nel luogo del tuo santuario, [76] da far brillare una nostra luce nella casa del Signore nostro, e da darci sostentamento durante la nostra schiavitù. [77] Quando eravamo schiavi, non fummo abbandonati dal Signore nostro, ma anzi ci fece trovare grazia di fronte ai re dei persiani, [78] per darci sostentamento, per glorificare il tempio del Signore nostro, per risvegliare Sion desolata e per darci un fondamento nella Giudea e in Gerusalemme. [79] E ora, Signore, che diremo con tutti i benefici che abbiamo avuto? Abbiamo trasgredito i tuoi comandamenti, che ci hai dato per mezzo dei tuoi servi, i profeti, quando dicesti: [80] La terra, nella quale entrate per possederla, è una terra contaminata dall'impurità delle genti straniere che la abitano: l'hanno riempita della loro impurità . [81] Smettete, dunque, di dare in spose le vostre figlie ai loro figli e di prendere le loro figlie come spose per i vostri figli. [82] Non cercate mai più di stare in pace con gli stranieri, se volete essere forti e godere dei frutti di questa terra e lasciarla in eredità per sempre ai vostri figli. [83] Tutto ciò che ci avviene, ci accade per le nostre opere malvagie e per i nostri grandi peccati. [84] Infatti Tu, o Signore, hai reso leggeri i nostri peccati e ci hai concesso questa radice, ma noi siamo tornati a trasgredire la Tua Legge, mescolandoci all'impurità delle genti che abitano questa terra. [85] Ma Tu non Ti sei adirato contro di noi da distruggerci, fino a non lasciar n‚ radice, n‚ seme, n‚ nome di noi! [86] Perché, Signore d'Israele, Tu sei fedele. Noi siamo restati oggi come radice. [87] Ecco, noi siamo davanti a Te con le nostre trasgressioni: non è possibile restare ancora alla Tua presenza in queste condizioni". [88] Mentre Esdra pregando faceva questa confessione, piangendo prostrato davanti al tempio, da Gerusalemme si radunò presso di lui una grandissima folla di uomini, di donne e di ragazzi: nella folla c'era un gran pianto. [89] Iekhonia, figlio di Ieelo, uno dei figli d'Israele, presa la parola, così disse a Esdra: "Abbiamo peccato contro il Signore sposando donne straniere, appartenenti alle genti che abitano questa terra: ma c'è ancora una speranza per Israele. [90] Si faccia ora un giuramento al Signore, di cacciare tutte le mogli straniere che abbiamo, insieme ai loro figli, conformemente alla decisione tua e di quanti obbediscono alla Legge del Signore. [91] Alzati e agisci, ché la cosa dipende da te. Noi, col tuo aiuto, saremo forti". [92] Allora Esdra si alzò e fece giurare ai capi dei sacerdoti, dei leviti e di tutto Israele che avrebbero fatto in questo modo. E giurarono.

IX[modifica]

[1] Allora Esdra, alzatosi, dal cortile del tempio andò nella stanza di Ioanan, figlio di Eliasibo, [2] dove passò la notte senza toccare pane n‚ bere acqua, facendo cordoglio per le gravi trasgressioni del popolo. [3] In tutta la Giudea e in Gerusalemme fu fatto un editto destinato a tutti coloro che erano tornati dall'esilio, perché si radunassero in Gerusalemme. [4] A quanti non fossero venuti nel giro di due o tre giorni, secondo la decisione degli anziani più importanti, sarebbe stato confiscato il bestiame ed essi sarebbero stati esclusi dalla comunità di coloro che erano rientrati dall'esilio. [5] Gli appartenenti alla tribù di Giuda e di Beniamino si radunarono a Gerusalemme nel giro di tre giorni. Era il ventesimo giorno del nono mese. [6] Tutto il popolo sedette nello spiazzato del tempio, tremando per la pioggia sopraggiunta. [7] Alzatosi, Esdra disse loro: "Voi avete trasgredito la Legge, sposando donne straniere: così avete aggiunto un altro peccato a Israele: [8] ma ora riconoscete [glorificate] il Signore, Dio dei nostri padri. [9] Fate la Sua volontà e separatevi dalle genti che abitano questa terra e dalle mogli allogene". [10] Allora tutto il popolo proclamò a gran voce: "Noi faremo così come hai detto. [11] Ma siamo in molti ed è la stagione delle piogge; non ce la facciamo a restare all'aperto [e non abbiamo trovato rifugio]. Inoltre il nostro affare non è da sbrigarsi in un giorno o due. Siamo moltissimi ad aver commesso questo peccato. [12] Restino qui i capi del popolo; e quanto a coloro che abitano dispersi per il paese, quelli almeno che hanno mogli allogene, torneranno nel tempo che verrà loro fissato, [13] portando con s‚ gli anziani e i giudici ciascuno della sua zona, finché non sia distolta da noi l'ira del Signore per questo affare". [14] Gionata, figlio di Azaelo, e Iesia, figlio di Thocano, accettarono questa proposta; Mosollamo, Levi e Sabbataio l'appoggiarono. [15] I reduci dall'esilio si comportarono interamente secondo questa deliberazione. [16] Il sacerdote Esdra si scelse degli uomini fra i capifamiglia, tutti indicati per nome. Essi si riunirono per esaminare il problema nella neomenia del decimo mese. [17] Quest'affare riguardante gli uomini che avevano sposato donne allogene fu condotto a termine nella neomenia del primo mese. [18] Si trovò così che dei sacerdoti intervenuti alla riunione, quelli che avevano mogli allogene erano: [19] fra i figli di Giosuè, figlio di Iosedek, e i loro fratelli: Masea, Eleazaro, Ioribo e Iodano. [20] Essi si impegnarono a cacciare le loro mogli e a offrire capri in sacrificio espiatorio per il loro sbaglio. [21] Fra i figli di Emmer, c'erano Anania, Zabdaio, Manes, Samaio, Iiel e Azaria. [22] Fra i figli di Faisur, c'erano Elionais Massia, Ismaelo, Nathanaelo, Okidelo e Saltha. [23] Fra i leviti: Iozabdo, Semei, Kolio (detto anche Kalita), Pathaio, Ouda e Ioana. [24] Fra i cantori del tempio c'erano Eliasibo e Bakkhuro. [25] Fra i portieri c'erano Sallumo e Tolbane. [26] Fra i semplici israeliti c'erano: dei figli di Foro: Ierma, Iezia, Melkhia, Miamino, Eleazaro, Asibia e Bannaia. [27] Dei figli di Elam: Matania, Zaccaria, Iezrielo, Obadio, Ieremoth ed Elia. [28] Dei figli di Zamoth: Eliada, Eliasimo, Othonia, Iarimoth, Sabatho e Zerdaia. [29] Dei figli di Bebai: Ioanne, Anania, Zabdo ed Emathi. [30] Dei figli di Mani: Olamo, Manukho, Iedaio, Iasubo, Asaelo e Ieremoth. [31] Dei figli di Addi: Naatho, Moossia, Lakkuno, Naido, Beskaspasmy, Sesthel, Balnuo e Manassea. [32] Dei figli di Annan: Eliona, Asaia, Melkhia, Sabbaia e Simone Khosamaio. [33] Dei figli di Asom: Maltannaio, Mattathia, Sabannaius, Elifalat, Manasse e Semei. [34] Dei figli di Baani: Geremia, Momdio, Maero, Iuel, Mamdai, Pedia, Anos, Karabasion, Eliasibo, Mamnitanaimo, Eliasi, Bannus, Eliali, Somei, Selemia e Nathania. Dei figli di Ezora: Sessi, Ezril, Azaelo, Samato, Zambri e Iosepo. [35] Dei figli di Nooma: Mazitia, Zabadaia, Edais, Iuel e Banaia. [36] Tutti questi avevano sposato donne allogene; ma le ripudiarono, cacciandole insieme ai figli. [37] I sacerdoti, i leviti e i semplici israeliti si stanziarono in Gerusalemme e nella regione. Alla neomenia del settimo mese - i figli d'Israele erano tutti nei loro stanziamenti [38] tutto il popolo si radunò insieme nella piazza davanti alla porta orientale del tempio. [39] Dissero a Esdra, sommo sacerdote e lettore, di portare la Legge di Mosè, che era stata data dal Signore, Dio d'Israele. [40] E il sommo sacerdote Esdra portò la Legge a tutto il popolo, dall'uomo alla donna, e a tutti i sacerdoti, perché l'ascoltassero nella neomenia del settimo mese. [41] Egli lesse, stando nella piazza davanti alla porta del tempio, dal mattino fino a mezzogiorno davanti agli uomini e alle donne. Tutti prestavano attenzione alla lettura della Legge. [42] Esdra, sacerdote e lettore della Legge, si pose in piedi sulla tribuna di legno che era stata apprestata, [43] e accanto a lui stavano Mattathia, Sammus, Anania, Azaria, Uria, Ezechia, Baalsamo alla sua destra, [44] e alla sua sinistra, Fadaio, Misael, Melkhia, Lothasubo, Nabaria e Zaccaria. [45] Esdra prese il libro della Legge alla presenza della folla - stando seduto dignitosamente davanti a tutti [46] e quando lo aprì, tutti si alzarono. Allora Esdra benedì il Signore, Dio altissimo, Dio sabaoth, onnipotente [47] e tutto il popolo rispose: "Amen". Alzate poi le braccia e inginocchiatisi a terra, adorarono il Signore. [48] I leviti Giosuè, Anniuth, Sarabia, Iadino, Iakubo, Sabbataio, Autaia, Maianna, Kalita, Azaria, Iozabdo, Anania e Falia insegnavano la Legge del Signore, interpretandola mentre la leggevano per il popolo. [49] Attarate disse ad Esdra, sommo sacerdote e lettore, ai leviti che insegnavano al popolo e a tutti: [50] "Questo giorno è sacro al Signore". Tutti stavano piangendo nell'ascoltare la Legge del Signore. [51] "Andate, mangiate vivande grasse e bevete bevande dolci; fatene parte a coloro che non ne hanno. [52] Ch‚ questo giorno è sacro al Signore. Non vi rattristate, perché il Signore vi glorificherà". [53] Anche i leviti invitavano tutto il popolo con queste parole: "Questo giorno è sacro: non vi rattristate". [54] Tutti allora se ne andarono a mangiare, a bere e a far festa. Ne davano a chi non ne aveva e facevano grande festa, [55] perché avevano capito il senso delle parole che erano state loro insegnate. Poi si riunirono...

Quarto Libro di Esdra[modifica]

PRIMA VISIONE[modifica]

[1] Nel trentesimo anno dopo la distruzione della nostra città, io, Salathiel, che sono (chiamato) anche Esdra, mi trovavo a Babilonia; giacevo turbato nel mio letto, e i miei pensieri mi salivano in cuore,

[2] perché avevo visto la desolazione di Sion, e l'abbondanza di (cui godevano) gli abitanti di Babilonia.

[3] Il mio spirito ne fu fortemente agitato, e presi a rivolgere all'Altissimo parole piene di timore.

[4] Dissi: "O Signore e padrone, non fosti Tu a parlare, all'inizio, quando formasti la terra - e questo da solo - e desti ordine alla polvere,

[5] ed essa Ti dette Adamo come semplice corpo mortale? Ma anche lui era opera delle Tue mani, soffiasti in lui lo spirito di vita, e divenne vivo davanti a Te.

[6] Tu lo conducesti nel paradiso [terrestre], che la Tua destra aveva piantato prima ancora che venisse la terra;

[7] a lui desti un solo comandamento, lui lo trasgredì, e subito Tu istituisti la morte contro di lui e contro la sua discendenza. Da lui nacquero genti e tribù, popoli e famiglie, senza numero.

[8] Ogni gente procedette secondo la sua volontà, di fronte a Te si comportava male e con alterigia, ma Tu non glielo impedisti;

[9] però ancora, a tempo debito, Tu facesti venire il diluvio sopra la terra e sopra gli abitanti del mondo, e li distruggesti.

[10] La loro fine fu la stessa: come la morte per Adamo, il diluvio per loro.

[11] Tuttavia, fra loro Tu ne lasciasti uno solo, assieme alla sua famiglia, tutti i suoi giusti discendenti.

[12] Accadde però che, quando coloro che abitavano sulla terra cominciarono a moltiplicarsi, e ad aumentare il numero dei figli, dei popoli e di tante genti, ricominciarono a commettere empietà più dei loro predecessori.

[13] Accadde allora che, quando essi commisero ingiustizia di fronte a Te, Tu ti scegliessi uno solo di loro, di nome Abramo,

[14] lo amasti, ed a lui rivelasti la fine dei tempi, fra voi due soli, di notte.

[15] Stipulasti anche un patto eterno, dicendogli che mai avresti abbandonato la sua discendenza; desti a lui Isacco, ad Isacco desti Giacobbe ed Esaù;

[16] Giacobbe lo scegliesti per Te, mentre Esaù lo odiasti, e Giacobbe divenne una gran moltitudine.

[17] Accadde poi che, quando facesti uscire la sua discendenza dall'Egitto, li conducesti al monte Sinai,

[18] inclinasti i cieli, facesti sussultare la terra, scuotesti l'orbe, facesti tremare gli abissi, scompigliasti il mondo,

[19] e la Tua gloria passò attraverso le quattro porte di fuoco, di terremoto, di vento e di freddo, per dare la Legge alla discendenza di Giacobbe, e i comandamenti alla posterità di Israele.

[20] Tu però non portasti via da loro il cuor maligno, in modo che la Tua legge desse in loro dei frutti;

[21] fu infatti per portare il cuor maligno che Adamo, il primo uomo, trasgredì e fu vinto - (lui), ma anche tutti quelli che sono nati da lui.

[22] Si produsse (così) un'infermità permanente: la Legge era nel cuore degli uomini assieme alla mala radice, ma ciò che era buono se ne andò, e quel che era cattivo rimase.

[23] Passò il tempo e si compirono gli anni, e Ti facesti sorgere un servo di nome David.

[24] Gli dicesti di costruire la città del Tuo nome, e di farTi in essa delle offerte da ciò che è Tuo.

[25] Questo fu fatto per molti anni, ma poi coloro che abitavano nella città peccarono,

[26] comportandosi in tutto come avevano fatto Adamo e tutta la sua posterità: anche loro, infatti, si erano rivestiti di cuor maligno!

[27] Tu (allora) hai consegnato la Tua città nelle mani dei Tuoi nemici,

[28 ] ed io mi sono detto in cuor mio: "Forse che coloro che abitano a Babilonia si comportano meglio, ed è per questo che Sion verrà dominata?"

[29] E' accaduto però che io, una volta venuto qui, abbia visto empietà innumerevoli, e la mia anima abbia visto tanti scellerati, in questi trenta anni, sì che il mio cuore ne è rimasto sconvolto,

[30] perché ho visto come Tu tolleri i peccatori, e rispetti chi si comporta male, mentre hai distrutto il Tuo popolo, e risparmiato i Tuoi nemici,

[31] senza indicare a nessuno come tale via possa essere abbandonata. Forse che Babilonia si comporta meglio di Sion?

[32] o Ti ha conosciuto un altro popolo, oltre a Israele? E quale altra tribù ha creduto nella Tua alleanza, come quella di Giacobbe

[33] – di cui non è apparso alcun compenso, ed il cui lavoro non ha dato alcun frutto? Ho molto viaggiato fra le genti, e le ho viste prospere, ma immemori dei Tuoi comandamenti.

[34] Perciò, ora soppesa sulla bilancia le nostre empietà e quelle di coloro che abitano il mondo, e si vedrà da quale parte essa inclina.

[35] Altrimenti, quand'è che non hanno peccato al Tuo cospetto coloro che abitano la terra? o quale popolo ha osservato così i Tuoi comandamenti?

[36] Troverai sì dei singoli uomini che li abbiano osservati, ma certo non dei popoli!".

IV[modifica]

[1] Mi rispose un angelo che mi era stato inviato, e che si chiamava Uriele,

[2] e mi disse: "Con l'animo così turbato per questo mondo, vorresti comprendere i disegni dell'Altissimo?".

[3] Dissi: "Sì, mio signore". Mi rispose e disse: "Sono stato inviato ad indicarti tre vie, ed a proporti tre parabole;

[4] se mi spiegherai una di queste, anch'io ti mostrerò le vie che desideri vedere, e ti insegnerò il motivo per cui esiste il cuor maligno".

[5] Gli dissi: "Parla, signore". Mi disse: "Va', calcolami il peso del fuoco, misurami un moggio di vento, o richiamami indietro il giorno che è passato!".

[6] Gli risposi e dissi: "Ma chi può far questo fra i mortali, che tu debba chiedermelo?".

[7] Mi disse: "Se io ti avessi chiesto quanti depositi ci sono nel profondo del mare, o quante sorgenti ci sono al principio dell'abisso, o quante vie ci sono nell'alto del firmamento, o quali sono le uscite dagli inferi, o quali siano gli accessi al paradiso,

[8] tu mi avresti forse risposto di non esserti mai calato nell'abisso, o‚ finora, disceso agli inferi, o‚ mai salito ai cieli, o‚ mai entrato in paradiso.

[9] Ma ora io mi sono limitato a chiederti del fuoco, del vento e dei giorni per i quali sei passato – cose dalle quali non puoi essere disgiunto, e neppure su queste cose mi hai saputo rispondere!".

[10] E aggiunse: "Tu non puoi conoscere le cose che sono tue e sono cresciute con te;

[11] in che modo (allora) potresti essere un vaso tale da contenere le vie dell'Altissimo? Perché la via dell'Altissimo è stata creata in ciò che è inaccessibile, e tu che sei corruttibile, in un mondo corruttibile, come puoi comprendere la via di chi non lo è?". Quando ebbi udito questo, caddi col viso a terra

[12] e gli dissi: "Sarebbe stato meglio che non fossimo (mai) stati qua, piuttosto che esserci venuti e vivere in mezzo alle empietà, soffrire e non capirne la causa!".

[13] Mi rispose e disse: "Davvero andò una foresta d'alberi della campagna, concepirono un piano e dissero:

[14] "Venite, andiamo a fare guerra al mare, in modo che lui si ritiri davanti a noi, e noi possiamo farci un'altra foresta!"

[15] Allo stesso modo, anche i flutti del mare concepirono un piano e dissero: "Venite, andiamo a distruggere la selva del campo, in modo da aggiungerci per noi stessi un'altra ragione!"

[16] Ma il piano della foresta si rivelò vano, perché venne il fuoco e la consumò;

[17] e così successe del piano dei flutti marini, perché si drizzò contro di loro la sabbia, e li respinse.

[18] Se dunque tu fossi loro giudice, quale dovresti giustificare, e quale condannare?".

[19] Risposi e dissi: "Tutti e due hanno concepito un piano inutile: alla selva, infatti, è stata assegnata la terra, e il posto del mare è dove esso porta i suoi flutti".

[20] Mi rispose e disse: "Hai giudicato bene; ma perché (allora) non lo hai fatto anche di te stesso?

[21] Infatti, allo stesso modo che la terra è stata data alla selva, e il mare ai suoi flutti, così anche coloro che abitano sulla terra possono capire solo le cose che accadono sulla terra, e solo colui che abita nei cieli può capire le cose che accadono nell'alto di essi".

[22] Risposi e dissi: "Ti imploro, o signore: perché mi è stata data la capacità di comprendere?

[23] Non volevo, infatti, chiedere delle alte vie, ma solo di quelle cose che passano fra noi ogni giorno. Per quale motivo Israele è stata consegnata in mano ai pagani, il popolo che Tu hai amato è stato dato a delle empie tribù, la Legge dei nostri padri è stata ridotta a nulla, e il patto messo per scritto non esiste più?

[24] Da questo mondo noi passiamo via come cavallette, la nostra vita è come fumo, e non siamo degni di ottenere misericordia;

[25] ma per il Suo nome, che è invocato sopra di noi, Lui cosa farà? E' di questo che io ti ho domandato!".

[26] Mi rispose e disse: "Se sarai vivo, vedrai, e se vivrai a lungo resterai spesso meravigliato, perché questa età sta trascorrendo via davvero alla svelta.

[27] E' infatti incapace di portare quel che a suo tempo è stato promesso ai giusti, perché questa età è piena di tristezza e di malanni.

[28] Infatti quel male di cui tu mi chiedi è stato seminato, ma non è ancora venuto il tempo di mieterlo.

[29] Se dunque non sarà mietuto ciò che è stato seminato, e se non scomparirà il luogo dove è stato seminato il male, non verrà il campo dove è stato seminato il bene!

[30] Perché da principio nel cuore di Adamo venne seminato un grano di malo seme, e quanti frutti di empietà ha generato fino ad ora, e quanti ne genererà ancora, finché non verrà la mietitura!

[31] Considera dunque da te quanti frutti di empietà un (solo) grano di malo seme ha potuto generare,

[32] e, quando siano state seminate spighe innumerevoli di bene, quale immensa via potrebbero occupare!"

[33] Risposi e dissi: "Fino a quando e in qual tempo dureranno queste cose? Perché i nostri giorni sono pochi e tristi!".

[34] Mi rispose e disse: "Non devi andare più svelto dell'Altissimo: tu lo fai per te stesso, ma l'Eccelso per molti!

[35] Non è forse di questo che hanno chiesto le anime dei giusti nei loro depositi dicendo: "Fino a quando resteremo qui, e quando verrà il frutto nell'aia della nostra ricompensa?"

[36] E rispose loro l'angelo Remihel, e disse: "Quando sarà completo il numero di quelli come voi. Perché Egli ha pesato con la bilancia le età,

[37] ha misurato con la misura i tempi, ha numerato con i numeri le epoche, e non muoverà n‚ agiterà nulla finché non sarà riempita la misura che è stata stabilita".

[38] Risposi e dissi: "Ma anche tutti noi, signore e padrone, siamo pieni di empietà!

[39] E' forse per via di noi, per via dei peccati di chi abita sulla terra, che il raccolto dei giusti viene impedito?".

[40] Mi rispose e disse: "Va' a chiedere ad una donna incinta se, quando avrà compiuto i suoi nove mesi, il suo grembo potrà ancora trattenere il feto dentro di lei!".

[41] Dissi: "Non può, signore" Mi disse: "Gli inferi e i depositi delle anime sono come il grembo,

[42] perché allo stesso modo che una partoriente si affretta a sfuggire ai dolori del parto, così anche quelle si affrettano a restituire quelle cose che sono state loro affidate in principio.

[43] Sarà allora che ti verrà mostrato quel che desideri tanto vedere!".

[44] Risposi e dissi: "Se ho trovato favore davanti ai tuoi occhi; se è possibile, e se ne sono degno,

[45] mostrami anche questo, se è di più il tempo che deve venire di quello che è passato, o se è di più quello che è trascorso sopra di noi,

[46] perché io so quel che è passato, ma quello che accadrà lo ignoro!".

[47] Mi disse: "Mettiti alla mia destra, e ti darò la spiegazione di una parabola".

[48] Io feci così e guardai, ed ecco, una fornace ardente passò davanti a me; e accadde che, quando la fiamma fu passata, guardassi ancora, ed ecco che ne rimaneva il fumo.

[49] Dopodiché passò davanti a me una nube piena d'acqua, lasciò cadere una pioggia violentissima, e quando la violenza della pioggia fu passata rimanevano in essa (ancora) delle gocce.

[50] E lui mi disse: "Pensaci tu stesso: infatti, come la pioggia è più grande delle gocce, e il fuoco più grande del fumo, così la quantità di quel che è passato è molto maggiore; però delle gocce e del fumo sono avanzate (lo stesso)!".

[51] Lo pregai e dissi: "Pensi che vivrò fino a quei giorni? Altrimenti, chi ci sarà allora?".

[52] Mi rispose e disse: "Ti posso dire in parte dei segni dei quali tu mi chiedi, ma non sono stato mandato a dirti della tua vita, perché non ne so nulla".

V[modifica]

[1] "Quanto ai segni, tuttavia: ecco, arriveranno i giorni in cui quelli che abitano sulla terra verranno presi da gran terrore, la via della verità verrà nascosta, la terra della fede sarà sterile,

[2] e l'ingiustizia si accrescerà ancor più di quella che vedi tu stesso, e più di quella di cui una volta hai sentito parlare;

[3] il paese che ora vedi regnare diventerà caotico e impercorribile, e lo vedranno deserto.

[4] Se però l'Altissimo ti concederà di vivere, lo vedrai pieno di confusione dopo il terzo (periodo)! D'improvviso il sole risplenderà di notte, e la luna di giorno,

[5] dal legno stillerà sangue, le pietre emetteranno voce, i popoli si agiteranno, l'aere si muterà,

[6] regnerà colui nel quale non sperano quelli che abitano sulla terra, gli uccelli migreranno,

[7] il mare di Sodoma vomiterà pesci, ed emetterà di notte una voce che molti non conoscevano, ma che molti, però, udranno.

[8] E si produrranno aperture in molti punti, e spesso ne uscirà fuoco, le bestie dei campi emigreranno dalle zone dove abitano, le donne partoriranno mostri, nell'acqua dolce si troverà quella salata, e gli amici d'improvviso si distruggeranno fra loro;

[9] allora la saggezza si nasconderà, e l'intelligenza se ne resterà isolata nei suoi depositi,

[10] e molti la cercheranno, ma non la troveranno. Sulla terra si moltiplicheranno ingiustizia e incontinenza.

[11] Un paese domanderà a quello accanto: "Forse che è passata attraverso di te la giustizia, che compie ciò che è giusto?", ma l'altro risponderà di no.

[12] E in quel tempo accadrà che gli uomini spereranno e non otterranno, si daranno pena e non troveranno, si affaticheranno ma non arriveranno allo scopo.

[13] Questi sono i segni dei quali mi è stato permesso di parlarti; ma se pregherai ancora e piangerai come ora, e digiunerai per sette giorni, udrai di nuovo cose (ancora) più grandi".

[14] Allora mi svegliai, col corpo fremente di spavento, e l'anima tanto affaticata da venir meno;

[15] ma quell'angelo che era venuto e che aveva parlato con me mi tenne, mi rafforzò e mi mise in piedi.

[16] La notte seguente accadde che venisse da me Faltiel, capo del popolo, e mi disse: "Dov'eri, e perché hai il visto triste?

[17] Oppure non sai che Israele è stata affidata a te nel luogo dove è stata deportata?

[18] Alzati, dunque, assaggia un po' di pane, e non ci abbandonare, come farebbe un pastore col suo gregge, nelle grinfie dei lupi malvagi!".

[19] Io gli dissi: "Va' via da me, e non ti avvicinare per sette giorni; solo allora devi venire, ed io te ne potrò parlare". Egli sentì quel che avevo detto, e se ne andò via da me.

SECONDA VISIONE[modifica]

[20] Io digiunai, gemendo e piangendo come mi aveva comandato l'angelo Uriele.

[21] Dopo il settimo giorno, accadde che i pensieri del mio cuore si fossero fatti davvero oppressivi,

[22] ma la mia anima riacquistò lo spirito di intelligenza, e presi di nuovo a rivolgere parole all'Altissimo.

[23] Dissi: "Signore e padrone, di tutte le selve della terra e di tutti i suoi alberi scegliesti per Te un'unica vigna,

[24] di tutte le regioni del mondo scegliesti per Te un solo luogo, di tutti i fiori del mondo scegliesti per Te un solo giglio,

[25] di tutti gli abissi del mare riempisti per Te un solo rivo, di tutte le città costruite santificasti per Te stesso Sion,

[26] di tutti gli uccelli creati chiamasti per Te una sola colomba, di tutte le greggi plasmate provvedesti per Te una sola pecora,

[27] e dalla moltitudine di popoli ne adottasti per Te uno solo, e a questo popolo, che Tu amasti, desti una legge che più di tutte avevi approvato.

[28] Ora, o Signore, perché mai hai dato ai molti ciò che era unico, hai disonorato più delle altre l'unica radice, ed hai disperso fra i tanti ciò che era la Tua cosa unica?

[29] Quelli che si opponevano alle Tue promesse hanno calpestato coloro che credevano nel Tuo patto:

[30] ma se odi tanto il Tuo popolo, è per mano Tua che esso deve essere punito!".

[31] Accadde (allora) che, non appena ebbi fatto questo discorso, mi fosse inviato l'angelo che era (già) venuto da me (quella) notte passata,

[32] e mi disse: "Ascoltami, e io ti istruirò, prestami attenzione, e parlerò ancora davanti a te".

[33] Dissi: "Parla, signore". Egli mi disse: "Sei uscito così di mente per Israele? Oppure credi di amarla più di Colui che l'ha creata?".

[34] Dissi: "No, signore, ma ho parlato per il dolore, perché le mie reni mi torturano ogni momento, dato che cerco di comprendere le vie dell'Altissimo, e di esplorare il decreto del Suo giudizio".

[35] Egli mi disse: "Non puoi". Dissi: "Perché, o signore? E perché allora sono nato, e perché il grembo di mia madre non è diventato per me un sepolcro, in modo che non vedessi la fatica di Giacobbe, e la stanchezza della stirpe di Israele?"

[36] Egli disse: "Contami coloro che non sono ancora venuti, raccoglimi le gocce disperse, rinverdiscimi i fiori secchi,

[37] aprimi i depositi chiusi e fammi venir fuori i venti che vi sono rinchiusi; oppure mostrami il volto di coloro che non hai mai visto, oppure l'immagine della voce: (solo) allora ti spiegherò quell'enigma che desideri tanto sapere!".

[38] Dissi: "Signore e padrone, chi è mai che può sapere queste cose, se non Colui che non abita assieme agli uomini?

[39] Io invece, stolto e misero come sono, come potrei dire di quelle cose delle quali tu mi hai chiesto?".

[40] Mi disse: "Come non puoi fare nessuna delle cose che sono state dette, così non potrai scoprire il mio giudizio, o il fine dell'amore che ho promesso al mio popolo".

[41] Dissi: "Ma ecco, Signore, Tu prometti a coloro che saranno vivi alla fine; ma cosa faranno quelli che sono vissuti prima di noi, o noi stessi, o quelli dopo di noi?".

[42] Mi disse: "Il mio giudizio lo farò simile ad un cerchio: come gli ultimi non restano indietro, i primi non vanno avanti".

[43] Risposi e dissi: "Ma non avresti potuto creare contemporaneamente quelli che furono, quelli che sono e quelli che saranno, in modo da mostrare più alla svelta il Tuo giudizio?".

[44] Mi rispose e disse: "La creazione non può andare più in fretta del Creatore, o‚ il mondo avrebbe potuto sostenere contemporaneamente quelli che vi fossero stati creati".

[45] Dissi: "(Allora), come hai potuto dire al Tuo servo che Tu davvero avresti dato vita contemporaneamente a ciò che avevi creato? Se dunque tutti vivranno contemporaneamente, e la creazione (li) potrà sostenere, anche ora potrebbe portare contemporaneamente (tutti) i presenti!".

[46] Mi disse: "Chiedi al grembo di una donna, digli perché, se deve partorire dieci figli, lo fa in tempi diversi, e domandagli di partorirli tutti e dieci contemporaneamente".

[47] Dissi: "Non può assolutamente, ma solo in tempi diversi".

[48] Mi disse: "Anch'io ho dato il grembo della terra per coloro che vengono fatti concepire in essa in tempi diversi.

[49] Allo stesso modo che una bambina non può partorire, o‚ lo può fare più una che sia diventata vecchia, così anch'io ho disposto il mondo da me creato".

[50] Io gli chiesi e dissi: "Dato che me ne hai già mostrato la via, parlerò (ancora) davanti a te: nostra madre, della quale mi hai parlato, è ancora giovane, oppure già si avvicina alla vecchiaia?".

[51] Mi rispose: "Chiedilo ad una partoriente, e lei te lo dirà.

[52] Dille: "Perché quelli che hai partorito ora non sono simili a quelli di prima, ma sono di minor statura?"

[53] e lei stessa ti risponderà che altri sono quelli nati nel vigore della giovinezza, e altri quelli nati all'epoca della vecchiaia, quando il grembo viene meno.

[54] Dunque, considera anche tu di quanto minor statura siete voi rispetto a quelli prima di voi,

[55] quanto lo saranno quelli dopo di voi rispetto a voi, come se il creato fosse già senescente, ed avesse oltrepassato ormai il vigore della giovinezza.

[56] Dissi: "Ti prego, o Signore, se ho trovato favore davanti ai tuoi occhi, mostra al Tuo servo attraverso chi visiterai il Tuo creato!".

VI[modifica]

[1] Mi disse: "All'inizio, prima ancora che ci fosse il globo terrestre, che esistessero le porte del mondo, che spirasse l'impeto dei venti,

[2] che risuonasse il rumore dei tuoni, che balenasse la luce dei lampi, che venissero rese stabili le fondamenta del paradiso,

[3] che apparisse la bellezza dei fiori, che si consolidasse la forza dei moti (celesti), che si raccogliessero le innumerevoli schiere degli angeli,

[4] che si levassero le altezze dell'aere, che ricevessero un nome le zone del firmamento, che venisse destinato lo sgabello di Sion,

[5] che fossero contati gli anni presenti, che venissero respinte le trame di coloro che ora peccano, e che fossero sigillati coloro che hanno accumulato tesori di fede –

[6] (già) allora io pensavo a questo; queste cose vennero fatte attraverso me, e non attraverso altri, così come la fine verrà attraverso di me, e non attraverso altri!".

[7] Risposi e dissi: "Quale sarà la divisione delle epoche? Quando la fine della prima, o l'inizio della seconda?".

[8] Mi disse: "Da Abramo a Abramo; perché da Abramo nacque Isacco, e da Isacco nacquero Giacobbe ed Esaù, ma fin dall'inizio la mano di Giacobbe teneva il tallone di Esaù;

[9] la fine di questa epoca è Esaù, e l'inizio della successiva è Giacobbe,

[10] perché l'inizio dell'uomo è la sua mano, e il termine è il tallone; ma fra mano e tallone non cercare nient'altro, o Esdra!".

[11] Risposi e dissi: "O Signore e padrone, se ho trovato favore davanti ai tuoi occhi,

[12] mostra al tuo servo la fine dei tuoi segni, che mi hai mostrato in parte in una delle notti precedenti".

[13] Mi rispose e mi disse: "Alzati in piedi, e sentirai una voce piena e sonante.

[14] E se accadrà che, quando (essa) parlerà con te, quel luogo sopra cui ti trovi venga scosso violentemente,

[15] tu non devi aver paura, perché si sta parlando della fine, e le fondamenta della terra capiranno

[16] che si sta parlando proprio di loro; tremeranno e si scuoteranno, perché sanno che alla loro fine si verificherà un mutamento".

[17] Accadde allora che, udito ciò, io mi alzassi in piedi, e prestassi ascolto: ed ecco una voce che parlava, con un suono simile a quello di molte acque,

[18] e disse: "Ecco, vengono i giorni, ed accadrà che, quando dovrò avvicinarmi a visitare gli abitanti della terra,

[19] o quando dovrò chiedere conto a quelli che fecero del male con la loro empietà, quando l'umiliazione di Sion sarà completa,

[20] e quando l'età che deve passare sarà sigillata, allora io darò questi segni: verranno aperti i libri di fronte al firmamento, e tutti vedranno nello stesso tempo;

[21] i bambini di un anno parleranno con la loro voce, le donne incinte partoriranno figli immaturi di tre o quattro mesi, che vivranno e saltelleranno,

[22] i luoghi seminati d'improvviso appariranno non seminati, e i granai pieni d'improvviso verranno trovati vuoti,

[23] la tromba squillerà alta, e quando tutti la udranno d'improvviso si impauriranno

[24] In quel tempo accadrà che gli amici faranno guerra agli amici, come se fossero nemici, la terra si spaventerà assieme a coloro che la abitano, e la vena delle fonti si fermerà, e non scorrerà per tre ore.

[25] Accadrà però che chiunque sarà rimasto, di tutti quelli di cui prima ti ho detto, sarà salvato, e vedrà la mia salvezza e la fine del mio mondo.

[26] Costoro vedranno gli uomini che sono stati accolti (nell'aldilà) e che fin dalla loro nascita non hanno mai assaggiato la morte. Il cuore degli abitanti della terra verrà cambiato, e sarà mutato in un altro spirito;

[27] infatti il male verrà distrutto, e la frode si estinguerà,

[28] mentre la fedeltà fiorirà, la corruzione sarà vinta, ed apparirà la verità, che era rimasta senza frutto per tanto tempo".

[29] Accadde che, mentre parlava con me, il luogo su cui stavo sopra si muovesse a poco a poco.

[30] Egli mi disse: "Queste cose sono venuto a mostrarti, — così come la notte passata —.

[31] Perciò, se lo chiederai di nuovo, e di nuovo digiunerai per sette giorni, ti rivelerò di nuovo cose ancora più grandi di queste,

[32] perché certo la tua voce è stata udita presso l'Altissimo, dal momento che il Forte ha visto la tua rettitudine, e ha ben notato la castità che hai mantenuto fin dalla tua giovinezza.

[33] E' per questo che mi ha mandato a mostrarti tutte queste cose, e a dirti: "Confida, e non temere;

[34] non darti troppa pena a pensare invano ai tempi passati, che tu non debba poi affrettarti troppo negli ultimi!".

TERZA VISIONE[modifica]

[35] Accadde dopo di ciò che io piansi di nuovo, e digiunai, come prima, per sette giorni, per completare le tre settimane di cui mi era stato detto.

[36] Nell'ottava notte accadde che il mio cuore fosse di nuovo turbato in me, e cominciassi a parlare davanti all'Altissimo.

[37] Il mio spirito ardeva con violenza, e la mia anima era inquieta.

[38] Dissi: "O Signore e padrone, certo Tu hai parlato all'inizio della creazione, il primo giorno, dicendo: "Siano il cielo e la terra!", e la Tua parola compì l'opera;

[39] c'era allora lo spirito che aleggiava, e tenebre e silenzio erano diffusi (dappertutto), n‚ esisteva ancora la voce dell'uomo.

[40] Allora Tu ordinasti che dai Tuoi forzieri uscisse lo splendore della luce, perché apparissero le Tue opere.

[41] Il secondo giorno creasti ancora lo spirito del firmamento, e gli comandasti di dividere le acque dalle acque, in modo che una parte si ritirasse in alto, e una parte invece rimanesse in basso.

[42] Il terzo giorno comandasti alle acque di raccogliersi nella settima parte della terra, mentre sei ne prosciugasti e le conservasti, perché da esse ci fossero quelle che servissero davanti a Te, seminate e coltivate.

[43] Infatti la Tua parola usciva, e subito compiva l'opera;

[44] allora spuntarono all'improvviso frutti in quantità immensa, e dal sapore delizioso e variato, e fiori dai colori differenti fra loro, e alberi di aspetto fra loro dissimile, e dall'ineffabile odore. Tutto ciò fu fatto il terzo giorno.

[45] Nel quarto, invece, ordinasti che apparissero il fulgore del sole, la luce della luna, la disposizione delle stelle,

[46] e ordinasti loro che servissero all'uomo, che stava per essere plasmato.

[47] Nel quinto giorno, invece, ordinasti alla settima parte, dove era raccolta l'acqua, di procreare esseri viventi, volatili e pesci, e così fu fatto:

[48] l'acqua muta e senz'anima produsse esseri viventi, in modo che le genti narrassero le Tue meraviglie.

[49] Allora Tu conservasti due esseri da Te creati, dando nome ad uno Behemot, e all'altro Leviatan,

[50] e separandoli l'uno dall'altro, perché la settima parte, dov'era raccolta l'acqua, non poteva contenerli (entrambi).

[51] A Behemot desti una delle parti che erano state prosciugate il primo giorno, perché ci vivesse, e dove sono mille montagne,

[52] mentre a Leviatan desti la settima parte, quella umida, conservandoli perché vengano divorati da coloro che Tu vorrai, quando lo vorrai.

[53] Nel sesto giorno, invece, comandasti alla terra che creasse davanti a Te il bestiame, gli animali selvatici e i rettili;

[54] e sopra di loro ponesti Adamo come signore di tutto ciò che avevi creato prima, e dal quale siamo discesi tutti noi, il popolo che hai eletto.

[55] Tutte queste cose le ho dette di fronte a Te, o Signore, perché Tu hai detto che era per noi che avevi creato (questa) prima età,

[56] che invece le altre genti, nate da Adamo, non contavano niente, e che erano come uno sputo, e la loro quantità l'hai paragonata ad una goccia (che stilla) da un vaso.

[57] Ma ora, o Signore, ecco che queste genti che erano considerate nulla ci dominano e ci calpestano,

[58] mentre noi, il Tuo popolo, che Tu hai chiamato (Tuo) primogenito, (Tuo) unigenito, pieno di zelo (per Te), il (Tuo) più caro - siamo consegnati nelle loro mani!

[59] Se questa età è stata creata per noi, perché questa nostra età non la possediamo in eredità? Fino a quando durerà tutto ciò?".

VII[modifica]

[1] Accadde che, quando ebbi terminato di pronunciare queste parole, venne inviato da me quello stesso angelo che mi era stato inviato nelle notti precedenti,

[2] e mi disse: "Alzati, Esdra, e ascolta le parole che sono venuto a dirti".

[3] Dissi: "Parla, signore!". Mi disse: "C'è un mare posto in un grande spazio, tanto da essere ampio ed immenso;

[4] la sua entrata, però, è posta in uno spazio ristretto, sì da assomigliare piuttosto ad un fiume,

[5] e se qualcuno volesse davvero entrare in quel mare, guardarlo o navigarlo, come potrebbe arrivare nella parte larga senza passare per la strettoia?

[6] Parimenti, un altro (esempio ancora): c'è una città costruita e posta in luogo incolto, ma piena di ogni bene.

[7] Il suo ingresso, però, è stretto, e posto in un dirupo tale che a destra c'è fuoco, e a sinistra acqua profonda.

[8] Tra di essi, cioè fra il fuoco e l'acqua, è collocata una strada sola, tale da poter contenere, quella strada, soltanto un'orma umana alla volta.

[9] Ma se questa città venisse data a qualcuno in eredità, come potrà l'erede ricevere la sua eredità, se non sarà passato attraverso il pericolo posto dinanzi a lui?".

[10] Dissi: "E' così, signore". Mi disse: "Così è anche la parte di Israele.

[11] Infatti è per loro che ho fatto il mondo, ma quando Adamo trasgredì i miei comandamenti, quel che era stato fatto venne giudicato,

[12] e gli ingressi per questo mondo vennero creati angusti, dolenti e faticosi, pochi e cattivi, pieni di pericoli e irti di grandi difficoltà;

[13] ma gli ingressi del mondo più grande sono ampi e sicuri, e danno frutto di immortalità.

[14] Se dunque coloro che vivono non saranno entrati in quelle strettoie e in quelle cose vane non potranno ricevere quello che è stato loro riservato.

[15] Ora, dunque, perché ti turbi per il fatto di essere corruttibile, e ti agiti, tu, per il fatto di essere mortale?

[16] Perché non ti sei preso a cuore quel che dovrà accadere, piuttosto che ciò che sta accadendo ora?".

[17] Risposi e dissi: "Signore e padrone, ecco, Tu hai ordinato nella Tua legge che questo lo erediteranno i giusti, mentre gli empi periranno.

[18] Perciò i giusti sopporteranno ciò che è stretto sperando in ciò che è largo, mentre quelli che si sono comportati male hanno dovuto sopportare ciò che è stretto, ma ciò che è largo non lo vedranno".

[19] Mi disse: "Non sei certo un giudice migliore del Signore, tu, n‚ sei più saggio dell'Altissimo.

[20] Perciò, periscano pure i molti che ora sono vivi, piuttosto che venga trascurata la legge prescritta da Dio.

[21] Dio infatti, a coloro che venivano (alla vita), ordinò esattamente, quando vi venivano, cosa fare per vivere, e cosa osservare per non essere puniti;

[22] ma loro non se ne convinsero, e non gli dettero ascolto, e per s‚ concepirono vani pensieri,

[23] proponendosi inganni delittuosi, ed affermando per di più che l'Altissimo non esisteva; non riconobbero le Sue vie,

[24] disprezzarono la Sua legge, negarono i Suoi patti, non credettero ai Suoi precetti, e non portarono a compimento le Sue opere.

[25] E' per questo, Esdra, che il vuoto è per chi è vuoto, e il pieno per chi è pieno!

[26] Ecco infatti che arriverà il tempo, e sarà quando verranno i segni che ti ho detto prima, la città ora nascosta apparirà, si mostrerà la terra che ora rimane celata,

[27] e tutti quelli che siano stati liberati dai mali che ti ho detto prima vedranno i miei prodigi.

[28] Infatti si rivelerà il mio servo il Messia assieme a coloro che sono con lui, e farà gioire per quattrocento anni coloro che saranno rimasti.

[29] E dopo questi anni accadrà che muoia il mio servo il Messia, e tutti coloro in cui è respiro d'uomo;

[30] il mondo tornerà al suo antico silenzio per sette giorni come all'inizio primordiale, in modo che nessuno venga dimenticato,

[31] e dopo sette giorni accadrà che l'età non ancora sveglia si desterà, e perirà quella corruttibile;

[32] la terra restituirà coloro che ora dormono in essa, la polvere coloro che vi abitano in silenzio, i depositi le anime che sono state loro affidate,

[33] e si rivelerà l'Altissimo sul trono del giudizio; verrà la fine, passerà la misericordia, si allontanerà la compassione, si ritirerà la tolleranza,

[34] e resterà solo il giudizio, si ergerà la verità, prenderà vigore la fede;

[35] seguirà la ricompensa, verrà mostrata la retribuzione, si desteranno le giuste azioni, e quelle ingiuste non dormiranno.

[36] Apparirà (allora) la fossa dei tormenti, e, di contro, ci sarà il posto della quiete; si mostrerà il forno della Gehenna, e, di contro, il paradiso delle delizie.

[37] L'Altissimo allora dirà alle genti resuscitate: "Guardate e comprendete Colui che avete negato, o che non avete servito, o i cui comandamenti avete disprezzato.

[38] Guardate dunque da questa parte e dall'altra: qui delizie e quiete, là fuoco e tormenti". Così dirà loro il giorno del giudizio.

[39] E questo giorno del giudizio sarà tale che non avrà né‚ sole né‚ luna né‚ stelle,

[40] né‚ nubi né‚ lampi né‚ tuoni, né‚ vento né‚ acqua né‚ aria, né‚ tenebre, né‚ sera né‚ mattina,

[41] né‚ estate né‚ primavera né‚ caldo, né‚ inverno né‚ gelo né‚ freddo, né‚ grandine né‚ pioggia né‚ brina,

[42] né‚ mezzogiorno né‚ notte né‚ alba, né‚ splendore né‚ chiarore né‚ luce, ma solo lo splendore luminoso dell'Altissimo, in modo che tutti debbano vedere ciò che è stato disposto per loro.

[43] E tutto ciò durerà una settimana di anni.

[44] Questo è il mio giudizio, e quel che esso prescrive; ma a te solo ho mostrato queste cose".

[45] Risposi e dissi: "Signore, ho già detto prima, e ripeto adesso, che beati sono i viventi che osservano ciò che hai ordinato!

[46] Ma di coloro a proposito dei quali ti rivolgevo la mia preghiera, chi è dunque dei viventi che non abbia peccato, o chi dei nati che non abbia trasgredito il Tuo patto?

[47] Vedo bene, ora, a quanto pochi la nuova età porterà gioia, e a quanti invece porterà tormenti!

[48] In noi, infatti, è cresciuto il cuor maligno, che ci ha estraniato da queste cose, e ci ha portato alla corruzione e sulla via della morte, mostrandoci i sentieri della perdizione e allontanandoci dalla vita; e questo non solo a pochi, ma a quasi tutti quelli che sono stati creati!".

[49] Mi rispose e disse: "Ascoltami, e io ti istruirò e ti ammonirò di nuovo.

[50] E' per questo che l'Altissimo ha fatto non una sola età, ma due.

[51] Ma tu che hai detto che i giusti non sono molti, ma pochi, e che invece gli empi abbondano, ascolta questo:

[52] se tu avessi delle pietre preziose, ma molto scarse di numero, le metteresti assieme al piombo e all'argilla, laddove piombo e argilla sono così frequenti?".

[53] Dissi: "Signore, come sarebbe possibile?".

[54] Mi disse: "Non solo questo. Chiedi alla terra, e te lo dirà, invitala, e te lo racconterà.

[55] Le dirai: "Tu crei l'oro e l'argento, il bronzo e anche il ferro, il piombo e l'argilla;

[56] l'argento è più abbondante dell'oro, il bronzo dell'argento, il ferro del bronzo, il piombo del ferro, l'argilla del piombo".

[57] Considera dunque tu stesso quali di queste cose siano le più preziose e le più desiderabili, se quelle che sono numerose, o quelle che nascono rare".

[58] Dissi: "Signore e padrone, è più vile quel che abbonda, e più prezioso quel che è più raro".

[59] Mi rispose e disse: "Rifletti dunque da te su quel che hai pensato, perché chi possiede qualcosa di raro è più felice di chi possiede ciò che abbonda.

[60] E così è anche la promessa del mio giudizio: mi rallegrerò dei pochi che si salveranno, perché sono loro che ora sanzionano la mia gloria, ed è per loro che il mio nome è onorato,

[61] e non mi rattristerò per i tanti che periranno, perché sono quelli che già ora sono simili a vapore, e fatti uguali a fiamma o a fumo: sono bruciati, arsi, estinti!".

[62] Risposi e dissi: "Cos'hai partorito, o terra! Se la mente è stata creata dalla polvere con le altre creature,

[63] sarebbe stato meglio che anche la polvere non fosse nata, in modo che non ne sorgesse la mente; [64] infatti essa cresce con noi, ed è per questo che siamo tormentati, perché periamo essendone coscienti!

[65] Che si lamenti il genere umano, ma si rallegrino le bestie selvatiche! Si lamentino tutti quelli che sono nati, ma gioiscano le mandrie e le greggi!

[66] Va molto meglio a loro, infatti, che a noi: non aspettano alcun giudizio, e non conoscono tormenti n‚ vita promessa loro dopo la morte.

[67] A noi, invece, cosa giova se siamo conservati pienamente in vita, ma siamo sottoposti ai peggiori tormenti?

[68] Infatti, tutti coloro che sono nati sono intrisi di iniquità, pieni di peccati e gravati di delitti,

[69] e sarebbe meglio per noi se, dopo la morte, non dovessimo sopportare alcun giudizio".

[70] Mi rispose e disse: "Quanto l'Altissimo faceva il mondo e Adamo, e tutti coloro che sono venuti da lui, fu il giudizio, e tutto ciò che gli pertiene, che preparò per primo.

[71] Ed ora cerca di comprendere dalle tue (stesse) parole, perché tu hai detto che la ragione cresce con noi.

[72] Per questo, dunque, coloro che abitano sulla terra verranno tormentati, perché, pur possedendo la ragione, hanno commesso l'ingiustizia, hanno ricevuto degli ordini ma non li hanno osservati, hanno ottenuto una legge ma hanno eluso quella che avevano ricevuto.

[73] Cosa avranno da dire, perciò, nel giudizio, e come risponderanno negli ultimi tempi?

[74] Quanto è il tempo, infatti, durante il quale l'Altissimo ha avuto pazienza con quelli che abitavano il mondo – e non per essi, ma per via dei tempi che Egli ha predisposto!".

[75] Risposi e dissi: "Se ho trovato favore di fronte a te, o Signore, mostra anche questo al tuo servo: se dopo la morte, cioè quando ciascuno di noi rende l'anima, ben verremo conservati in riposo fino a quel tempo in cui dovrai rinnovare il creato, oppure se saremo tormentati subito".

[76] Mi rispose e disse: "Ti mostrerò anche questo. Tu però non devi mescolarti con quelli che hanno mostrato disprezzo, n‚ annoverarti fra quelli che verranno tormentati.

[77] Tu hai infatti un tesoro di opere riposto presso l'Altissimo, ma non ti verrà mostrato se non negli ultimi tempi.

[78] Quanto alla morte, posso dirti questo: quando dall'Altissimo è uscita la sentenza definitiva che uno deve morire, allontanandosi lo spirito dal corpo per essere rinviato a Colui che lo ha dato, come prima cosa dovrà adorare la gloria dell'Altissimo;

[79] ma se fosse uno di quelli che hanno mostrato disprezzo, e che non hanno custodito la via dell'Altissimo, o di quelli che hanno spregiato la Sua legge, o di quelli che hanno odiato chi temeva Dio,

[80] questi spiriti non entreranno in quei depositi, ma da quel momento vagheranno fra i tormenti, sempre sofferenti e tristi, in sette modi:

[81] il primo perché resistettero alla legge dell'Altissimo,

[82] il secondo perché non possono tornare indietro a fare il bene, per poter vivere;

[83] nel terzo vedranno il compenso messo in serbo per coloro che hanno creduto nel patto dell'Altissimo;

[84] nel quarto considereranno i tormenti loro riservati per gli ultimi tempi;

[85] nel quinto vedranno i depositi delle altre anime, guardate dagli angeli in gran silenzio;

[86] nella sesta vedranno per quali tormenti loro preparati dovranno d'ora in poi passare.

[87] Il settimo modo, che è il più grande di tutti gli altri detti sopra, è che si decomporranno di vergogna, si consumeranno di disonore, e appassiranno di paura nel vedere la gloria dell'Altissimo, al cospetto del quale peccarono da vivi, e al cospetto del quale dovranno essere giudicati negli ultimi tempi.

[88] Invece, questa è la disposizione per coloro che hanno conservato le vie dell'Altissimo, quando dovranno venir separati dal (loro) vaso corruttibile.

[89] Nel periodo in cui hanno abitato lì hanno servito l'Altissimo con gran fatica, ed ogni momento hanno affrontato pericoli per custodire alla perfezione la legge del Legislatore.

[90] Perciò, su di loro è da dire questo:

[91] per prima cosa, vedranno in grande esultanza la gloria di Colui che li accoglie, perché essi si riposeranno in sette ordini:

[92] il primo, perché in gran pena combatterono per vincere il cattivo senno plasmato assieme a loro, perché non li portasse via dalla vita verso la morte;

[93] il secondo, perché vedono la confusione in cui vagano le anime dei peccatori, e la punizione che le attende;

[94] nel terzo vedranno la testimonianza resa loro da Colui che li ha plasmati, secondo la quale essi, da vivi, osservarono la legge che era stata loro donata per fedeltà;

[95] nel quarto comprenderanno il riposo di cui potranno godere in gran silenzio, ora che sono raccolti nei loro depositi, protetti dagli angeli, e la gloria che sarà loro riservata negli ultimi tempi;

[96] nel quinto esulteranno perché ora sono sfuggiti a ciò che è corruttibile, ed erediteranno ciò che verrà; ed inoltre vedranno le angustie e le enormi sofferenze da cui sono stati liberati, e lo spazio ampio che dovranno ricevere, gioiosi ed immortali;

[97] il sesto è quando verrà loro mostrato come il loro volto dovrà rifulgere come il sole, e dovranno assomigliare alla luce delle stelle, d'ora in poi incorruttibili;

[98] il settimo, che è il maggiore di tutti quelli detti prima, è perché essi esulteranno sicuri, potranno avere fiducia senza confusione, e godranno senza paura. Essi infatti hanno fretta di vedere il volto di Colui che servirono da vivi, e dal quale dovranno essere glorificati e ricevere la ricompensa.

[99] Questi sono gli ordini delle anime dei giusti, così com'è annunciato da ora in poi, e i tipi di tormenti detti prima sono quelli che d'ora in poi dovrà subire chi è stato negligente".

[100] Risposi e dissi: "Allora, alle anime verrà concesso un certo tempo, dopo che si saranno separate dal corpo, perché vedano quello di cui mi hai detto?".

[101] Mi disse: "Staranno in libertà per sette giorni, perché per sette giorni vedano quelle cose di cui ti è stato detto prima; dopodiché verranno raccolte nei loro depositi".

[102] Risposi e dissi: "Se ho trovato favore davanti ai tuoi occhi, mostra a me, tuo servo, anche questo: se nel giorno del giudizio i giusti potranno intercedere per gli empi, o implorare per essi l'Altissimo,

[103] i padri per i figli, i figli per i genitori, i fratelli per i fratelli, gli affini per i parenti, gli amici per i (loro) diletti".

[104] Mi rispose e disse: "Dato che hai trovato favore davanti ai miei occhi, ti mostrerò anche questo. Il giorno del giudizio è rigoroso, e mostrerà a tutti il sigillo della verità. Allo stesso modo che ora un padre non manda il figlio, o un figlio il padre, o un padrone lo schiavo, o un amico il (suo) diletto, perché si ammali o dorma o mangi o si curi in vece sua,

[105] così allora nessuno pregherà per un altro in quel giorno, n‚ uno passerà il suo fardello al suo compagno, perché tutti porteranno ciascuno la sua rettitudine o la sua iniquità".

[106] Risposi e dissi: "Com'è allora che noi troviamo Abramo, per primo, che pregò per i Sodomiti, Mosè per i (nostri) padri che avevano peccato nel deserto,

[107] Giosuè, dopo di lui, per Israele, al tempo di Achan,

[108] Samuele al tempo di Saul, David per la pestilenza, Salomone per quelli presso il Tempio,

[109] Elia per coloro che ricevettero la pioggia, e perché quel morto vivesse,

[110] Ezechia per il popolo al tempo di Sennacherib, e tanti per tanti (altri)?

[111] Se dunque ora che è cresciuto quel che è corruttibile e si è moltiplicata l'ingiustizia, i giusti hanno interceduto per i peccatori, perché non sarà così anche allora?".

[112] Mi rispose e disse: "Il mondo attuale non è la fine, e la gloria di Dio non rimane sempre in esso. E' per questo che quelli che avevano forza hanno pregato per i deboli,

[113] mentre il giorno del giudizio sarà la fine di questa età, e l'inizio di quella immortale futura, nella quale il corruttibile sarà passato,

[114] si sarà dissolta l'intemperanza, sarà stata tolta via l'incredulità, e sarà cresciuta la giustizia e nata la verità.

[115] Allora, perciò, nessuno potrà avere compassione di colui che sarà stato vinto in giudizio, n‚ sopraffare chi sarà risultato vittorioso".

[116] Risposi e dissi: "Questa è la mia prima ed ultima parola: sarebbe stato meglio che la terra non avesse prodotto Adamo, oppure che, una volta prodottolo, gli avesse insegnato a non peccare.

[117] Cosa giova infatti a tutti, che ora vivano in tristezza, e da morti debbano aspettarsi una punizione?

[118] Cos'hai fatto, Adamo! Se infatti peccasti, la rovina non è stata solo tua, ma anche di (tutti) noi che siamo discesi da te!

[119] A cosa ci giova, infatti, che sia stata promessa un'epoca immortale, se noi compiamo opere morte?

[120] che ci sia proposta una speranza eterna, mentre noi invece siamo stati fatti della peggiore futilità?

[121] che ci siano riservati depositi sani e sicuri, mentre noi ci siamo comportati male?

[122] che la gloria dell'Altissimo debba proteggere coloro che si sono comportati con purezza, mentre noi abbiamo percorso pessime vie?

[123] Perché verrà mostrato il paradiso, dove persistono frutti incorrotti che deliziano e guariscono, mentre noi non vi entreremo,

[124] perché ci saremo comportati in modo sgradito?

[125] Perché i volti di coloro che hanno praticato l'astinenza brilleranno più delle stelle, mentre i nostri saranno più scuri delle tenebre?

[126] E' che noi non abbiamo pensato a quel che avremmo dovuto soffrire dopo la morte, quando da vivi commettevamo iniquità!".

[127] Mi rispose e disse: "Questo è il senso della lotta che compie ciascun uomo che sia nato sulla terra:

[128] se è vinto soffrirà le cose che hai detto tu, ma se vince, riceverà quello che ho detto io.

[129] Perché questa è la via che Mosè mostrò da vivo al popolo, dicendo: "Scegliete la vita secondo la quale vivere!"

[130] Ma non gli hanno dato retta, n‚ ai profeti dopo di lui, n‚ a me che ho loro parlato.

[131] Perciò non c'è da essere tristi per la loro perdita, come invece ci sarà gioia per la salvezza di chi ha avuto fede".

[132] Risposi e dissi: "Signore, (però) so che ora l'Altissimo è chiamato misericordioso, perché ha misericordia di coloro che ancora non sono venuti al mondo;

[133] benevolo, perché è benevolo verso quelli che tornano alla Sua legge;

[134] paziente, perché mostra pazienza verso coloro che hanno peccato, essendo essi opera Sua;

[135] munifico, perché desidera dare invece di chiedere;

[136] di molta misericordia, perché la aumenta sempre di più per coloro che sono, che furono e che saranno,

[137] e, se non lo facesse, il mondo, assieme a coloro che vi abitano, non potrebbe avere vita;

[138] liberale, perché se non avesse fatto dono, nella Sua bontà, che venissero alleviati delle loro iniquità coloro che le hanno commosse, non potrebbe aver vita la decimillesima parte degli uomini;

[139] indulgente, perché se non avesse perdonato a coloro che sono stati creati per la Sua parola, e non avesse cancellato le (loro) tante iniquità,

[140] forse di quella innumerevole moltitudine non sarebbe rimasto che pochissimo".

VIII[modifica]

[1] Mi rispose e disse: "L'Altissimo ha fatto questa età per molti, ma quella futura per pochi.

[2] Ma voglio metterti davanti un paragone, o Esdra: allo stesso modo che tu interrogherai la terra, e ti dirà che essa dà molta argilla, con cui fare vasellame, ma poca polvere da cui venga l'oro, così si comporta anche questa età:

[3] molti sono quelli che sono stati creati, ma pochi si salveranno".

[4] Risposi e dissi: "Sàziati di intelligenza, o anima mia, e imbeviti di riflessione, mio cuore!

[5] Tu sei venuta non per tua volontà, e te ne vai senza volerlo, n‚ ti è concesso altro se non un breve tempo da vivere.

[6] o Signore sopra di noi, permetti al tuo servo di pregare davanti a Te: donaci un seme per il nostro cuore, ed una coltivazione per la nostra intelligenza, da cui esca un frutto del quale possa vivere ogni essere corruttibile che abbia portato aspetto d'uomo.

[7] Tu sei l'unico, e noi siamo la creazione unica delle Tue mani, come Tu hai detto;

[8] perché Tu ora fai vivere nel grembo il corpo creato, e lo fornisci di membra; la tua creatura viene conservata nel fuoco e nell'acqua, e per nove mesi ciò che Tu hai fatto deve sopportare la creatura che Tu hai creato in esso;

[9] però, quello stesso che custodisce, e quello che è custodito, ambedue verranno custoditi dalla Tua custodia! Quando poi il grembo restituisce ciò che è stato creato in esso,

[10] Tu hai ordinato che dalle sue stesse membra, cioè dai seni, compaia il latte, il frutto dei seni,

[11] perché venga nutrito per un certo tempo quello che è stato creato; dopodiché sei Tu, nella Tua misericordia, a guidarlo

[12] e a nutrirlo nella Tua equità, a disciplinarlo nella Tua legge, e ad ammonirlo con la Tua sapienza,

[13] a farlo morire perché è Tua creatura, e a farlo vivere perché è opera Tua.

[14] Perciò, se annienterai, con un ordine appena, quello che con tanta fatica è stato creato per Tuo ordine, perché mai è stato fatto?

[15] Ora però ho ben altro da dirti: di tutti gli uomini Tu conosci assai più di me, ma è per il Tuo popolo che io soffro,

[16] e per la Tua eredità che io mi dolgo; (è) per Israele che sono triste, della discendenza di Giacobbe che mi preoccupo.

[17] Perciò io dovrò pregare davanti a Te per me e per loro, perché vedo gli errori di noi che abitiamo la terra, ma ho anche udito del giudizio che deve venire.

[18] Perciò ascolta la mia voce, intendi le parole della mia preghiera, ed io parlerò davanti a Te!".

[19] Inizio delle parole della preghiera rivolta da Esdra prima che venisse assunto (in cielo). Disse:

[20] "Signore, che abiti in eterno, i cui occhi stanno in alto, e le cui camere superiori sono nell'aere,

[21] il cui trono non si può descrivere, e la cui gloria non si può comprendere, davanti a cui stanno tremanti le schiere,

[22] che al Tuo comando si mutano in vento e fuoco, le cui parole sono sicure, ed i (cui) detti sono stabili, i cui comandi sono energici, e le disposizioni terribili,

[23] il cui sguardo dissecca gli abissi, e l'indignazione fa liquefare i monti, e la cui verità dura in eterno,

[24] odi le parole del servo Tuo, ascolta la supplica della Tua creatura, intendi le mie parole!

[25] Finché io vivrò, parlerò, e finché saprò, risponderò.

[26] Non guardare ai peccati del Tuo popolo, ma a coloro che Ti hanno servito lealmente;

[27] non guardare ai desideri di chi si comporta male, ma a coloro che nella sofferenza custodirono i Tuoi patti.

[28] Non pensare a coloro che al Tuo cospetto si sono comportati con falsità, ma ricordati di coloro che volontariamente hanno riconosciuto che Tu devi essere temuto.

[29] Non volere distruggere coloro che si sono comportati come bestiame, ma guarda a coloro che hanno fatto conoscere lo splendore della Tua legge.

[30] Non adirarti con quelli che sono considerati peggiori delle bestie, ma prediligi coloro che hanno sempre riposto fiducia nella Tua gloria.

[31] Perché noi e i nostri padri ci siamo comportati in modo terreno, ma Tu (proprio) per noi che abbiamo peccato sei chiamato Misericordioso!

[32] Se dunque vorrai avere misericordia di noi, che non compiamo opere buone, sarai chiamato Misericordioso.

[33] Infatti i giusti, molte opere dei quali sono riposte presso di Te, riceveranno la ricompensa (proprio) per (queste) loro opere.

[34] Ma cos'è l'uomo, che Tu ti debba adirare con lui, o le cose corruttibili, che Tu abbia ad amareggiartene?

[35] In verità, fra coloro che sono nati non c'è nessuno che non abbia fatto del male, n‚ fra coloro che esistono qualcuno che non abbia peccato;

[36] ma (proprio) in questo, o Signore, si manifesterà la Tua bontà, quando avrai avuto misericordia di coloro che non hanno ricchezza di opere buone".

[37] Mi rispose e disse: "Qualcosa di giusto l'hai detta, e quel che avverrà sarà conforme alle tue parole,

[38] perché io in verità non penserò alla creazione di coloro che hanno peccato, o alla loro morte, o al loro giudizio, o alla loro perdizione,

[39] ma mi rallegrerò della creazione dei giusti, ed anche della loro migrazione, della loro salvezza e della ricompensa che riceveranno.

[40] E come ho detto, così sarà.

[41] Infatti, come il contadino semina in terra molte sementi, e pianta molte piante, ma non tutto quel che è stato seminato si conserverà fino al tempo debito, n‚ tutto quel che è stato piantato metterà radice, così anche di coloro che sono stati seminati nel mondo non tutti si salveranno".

[42] Risposi e dissi: "Se ho trovato favore di fronte a Te voglio parlare!

[43] Se il seme del contadino non cresce, è perché non ha ricevuto in tempo la Tua pioggia, e se invece marcisce perché ne ha ricevuta troppa, perirà;

[44] ma l'uomo, che è stato plasmato dalle Tue mani, ed è stato fatto somigliante alla Tua immagine, per il quale Tu hai creato tutto, anche lui lo hai fatto simile al seme del contadino?

[45] Non fare così, o Signore (che sei) sopra di noi, ma perdona al Tuo popolo, ed abbi misericordia della Tua eredità, perché sarà della Tua stessa creazione che la avrai!".

[46] Mi rispose e disse: "Le cose presenti per coloro che sono ora, e quelle future per coloro che saranno!

[47] Ti manca molto, infatti, perché tu possa amare la mia creazione più di me! Tu però hai spesso paragonato te stesso agli empi. Non devi farlo mai più,

[48] ma anche per questo sarai ammirato davanti all'Altissimo,

[49] perché ti sei umiliato, come ti si conviene, e non ti sei ritenuto essere fra i giusti, per ricevere ancora più gloria,

[50] perché negli ultimi tempi coloro che abitano il mondo saranno colpiti da grande afflizione, perché avranno camminato in grande superbia.

[51] Tu però pensa a te stesso, e chiedi della gloria di coloro che sono simili a te.

[52] Per voi infatti è stato aperto il paradiso, è stato piantato l'albero della vita, è stato preparato il tempo futuro, è stata apparecchiata la delizia, è stata costruita una città, è stato steso il riposo, stabilite le buone opere, preordinata la sapienza;

[53] la (mala) radice è stata sigillata via da voi, la malattia è stata da voi estinta, la morte è stata nascosta, l'inferno è fuggito, la corruttibilità è dimenticata,

[54] sono passati i dolori, ed alla fine è stato mostrato il tesoro dell'immortalità.

[55] Perciò non chiedere più della moltitudine di coloro che periscono;

[56] loro, infatti, avendone ricevuto la libertà, hanno disprezzato l'Altissimo, hanno sdegnato la Sua legge, e abbandonato le Sue vie;

[57] inoltre hanno calpestato i Suoi giusti,

[58] ed hanno detto in cuor loro che Dio non esiste, pur sapendo bene che dovranno morire.

[59] Perciò, come voi accoglieranno le cose dette sopra, così loro attendono la sete e i tormenti che sono stati approntati. Perciò non è stato l'Altissimo a volere che l'uomo scomparisse,

[60] ma sono stati quelli stessi che furono creati ad insozzare il nome di Colui che li aveva fatti, ed a mostrarsi ingrati verso Colui che pure aveva loro preparato la vita.

[61] Perciò il mio giudizio ora si sta avvicinando.

[62] E tutto questo io non l'ho mostrato a tutti, ma solo a te ed ai pochi come te".

[63] Risposi e dissi: "Ecco, o Signore, ora Tu mi hai mostrato il gran numero di segni che dovrai dare negli ultimi tempi, ma non mi hai mostrato quando!".

IX[modifica]

[1] Mi rispose e disse: "Misuralo bene in te stesso, e accadrà che quando vedrai che una certa parte dei segni detti prima è passata,

[2] allora capirai che è quello il tempo in cui l'Altissimo dovrà visitare il mondo da Lui creato.

[3] Quando nel mondo si vedranno il sommovimento dei paesi, il tumulto dei popoli, i (malvagi) disegni delle genti, l'incostanza dei duci, il turbamento dei principi,

[4] capirai allora che era di questo che l'Altissimo aveva parlato fino dai tempi passati, dall'inizio.

[5] Infatti, come tutto ciò che è stato creato nel mondo ha inizio noto e fine manifesta,

[6] così sono anche le età dell'Altissimo: l'inizio è manifesto in presagi e miracoli, la fine in atti e segni (miracolosi).

[7] Ed accadrà che ciascuno che verrà salvato e che avrà potuto trovare scampo in virtù delle sue opere o della fede in cui avrà creduto, questi

[8] Sopravviverà ai predetti pericoli, e vedrà la mia salvezza nella mia terra ed entro i miei confini, che mi sono santificato fin dall'eternità.

[9] Allora resteranno sorpresi quelli che ora hanno trascurato le mie vie, e se ne staranno fra i tormenti coloro che le hanno respinte con disprezzo.

[10] E tutti coloro che non mi hanno conosciuto durante la loro vita, pur profittando dei miei benefici,

[11] tutti coloro che hanno sdegnato la mia legge, avendo ancora libertà,

[12] e, pur essendo loro ancora aperta l'occasione di pentirsi, non (l')hanno capita, ma (l')hanno disprezzata – questi dovranno sapere (tutto ciò) fra i tormenti dopo la morte.

[13] Perciò tu non essere più curioso del modo con cui gli empi verranno tormentati, ma chiedi di come saranno salvati i giusti, e di chi sarà il mondo, e per chi".

[14] Risposi e dissi:

[15] "Ho detto prima, dico ora e dirò poi, che sono più numerosi quelli che periscono di coloro che si salvano,

[16] come un'onda è più di una goccia".

[17] Mi rispose e disse: "Come il campo, tali anche i semi: come i fiori, tali anche i colori; come il lavoro, tale anche il giudizio; come il contadino, tale anche il raccolto;

[18] perché c'è stato un periodo in questa età in cui io stavo preparando, per coloro che ora esistono, prima che esistessero, il mondo in cui abitare, e nessuno mi contraddisse, perché nessuno esisteva.

[19] Ora però, che sono stati creati in questo mondo da me preparato, ad una tavola inesauribile, e ad un pascolo insondabile, (ecco che) si sono corrotti nei costumi.

[20] Allora ho osservato il mio mondo, ed ecco, era distrutto; la mia terra, ed ecco, era in pericolo per via dei (malvagi) disegni di chi ci era venuto.

[21] Io vidi e perdonai proprio a stento, salvandomi da un grappolo un solo chicco, ed una sola pianta da una grande foresta.

[22] Perisca, perciò, la moltitudine che è nata senza motivo, ma si salvino il mio acino e la mia pianta, che ho portato a termine con tanta fatica!

[23] Tu però, se lascerai passare altri sette giorni, senza tuttavia digiunare,

[24] andrai in un campo di fiori, dove non è costruita nessuna casa, mangerai solo i fiori del campo, senza gustare carne n‚ bere vino, ma solo i fiori,

[25] e pregherai senza posa l'Altissimo, allora io verrò e parlerò con te".

QUARTA VISIONE[modifica]

[26] Io partii, come mi aveva detto, per quel campo chiamato Ardat, mi sedetti là fra i fiori e mangiai le erbe del campo, cibandomene a sazietà.

[27] Dopo sette giorni, accadde che io giacessi sull'erba, col cuore turbato come prima,

[28] mi si aprì la bocca e cominciai a parlare davanti all'Altissimo, dicendo:

[29] "O Signore e padrone, davvero ti sei rivelato ai nostri padri, nel deserto, quando stavano uscendo dall'Egitto, ed erano venuti in un deserto impercorribile e senza frutti,

[30] e davvero hai detto: "Tu, Israele, ascoltami, e (voi), discendenza di Giacobbe,

[31] udite le mie parole. Ecco infatti, io semino in voi la mia legge ed essa produrrà in voi un frutto, e voi sarete glorificati in essa per sempre.

[32] Però i nostri padri, pur avendo ricevuto la legge, non la conservarono, e i precetti non li custodirono; ma il frutto della legge era nato tale da non perire, n‚ lo avrebbe potuto, dal momento che era Tuo.

[33] Ma coloro che lo ricevettero perirono, non avendo custodito quel che era stato seminato in essi.

[34] Ora, è usuale che, quando la terra accoglie il seme o il mare la nave, o un altro recipiente cibi e bevande, se accade che quel che è seminato, o inviato, o raccolto vada distrutto,

[35] tuttavia quelli che li hanno ricevuti rimangono. Da noi però non succede lo stesso.

[36] Noi che abbiamo accolto la legge siamo periti assieme al nostro animo che l'aveva ricevuta, perché abbiamo peccato;

[37] ma la legge non perisce, bensì rimane nella sua gloria".

[38] E mentre così parlavo in cuor mio, guardai con i miei occhi e vidi alla mia destra una donna; ed ecco che piangeva e si lamentava a gran voce, con l'animo profondamente addolorato, le vesti discinte e cenere sulla testa.

[39] Allora lasciai le riflessioni che stavo facendo, mi rivolsi a lei

[40] e le dissi: "Perché piangi, e perché hai l'animo [tanto] addolorato?".

[41] Mi disse: "Mio signore, lasciami a piangere di me stessa, e a farlo ancora di più, perché ho nell'animo una grande amarezza, e mi sento profondamente umiliata".

[42] Le dissi: "Raccontami che cosa ti è successo".

[43] Mi disse: "Io, la tua serva, ero rimasta sterile, e non avevo partorito, pur avendo avuto un marito, per trenta anni.

[44] Pregai l'Altissimo ogni ora, ogni giorno per questi trent'anni, notte e dì,

[45] ed accadde che, dopo trent'anni, Dio esaudì la tua serva, vide bene la mia umiliazione, prestò attenzione a quanto ero tribolata, e mi dette un figlio. Ebbi un'immensa gioia per via di lui, io, mio marito e tutti i miei concittadini, e rendemmo grande onore al Forte.

[46] Lo tirai su con gran fatica,

[47] e accadde che, quando fu cresciuto ed arrivai a prendere per lui una moglie, celebrassi il giorno del convito".

X[modifica]

[1] Accadde allora che mio figlio, dopo essere entrato nel talamo, cadde e morì.

[2] Allora tutti rovesciammo le lampade, e tutti i miei concittadini si levarono a consolarmi, ed ebbi riposo fino alla notte del giorno successivo.

[3] E accadde che, mentre tutti si riposavano dal consolarmi perché mi riposassi io, mi alzai di notte, fuggii e, come vedi, venni in questo campo.

[4] Penso di non tornare mai più in città, ma di restare qui, senza mangiare n‚ bere, ma solo piangendo e digiunando senza interruzione finché non morirò".

[5] Abbandonai ancora le riflessioni che stavo facendo, e le risposi irosamente:

[6] "Stolta più di tutte le donne! Non vedi il nostro lutto, e quel che è successo a noi? Poiché Sion, la madre di noi tutti, è profondamente rattristata, e profondamente umiliata,

[8] quel che più si addice ora è piangere, perché tutti piangiamo, ed affliggersi, perché tutti siamo afflitti; e tu invece ti affliggi per un solo figlio!

[9] Ma interroga la terra, e ti dirà che è lei che dovrebbe piangere i tanti che sono germogliati sopra di essa;

[10] tutti quelli nati fin dal principio, e quelli che verranno, ecco, quasi tutti vanno verso la perdizione, ed una gran quantità di essi sarà sterminata.

[11] Chi dunque dovrà piangere di più? Colei che ha perduto una quantità così grande, oppure tu, che ti duoli per uno solo?

[12] Ma se mi dirai: "Il mio pianto non è paragonabile a quello della terra, perché io ho perduto il frutto del mio ventre, che ho partorito con sofferenza e generato con dolore,

[13] mentre la terra lo ha fatto nel modo che le è proprio, e la moltitudine che è in essa se ne va allo stesso modo in cui è venuta,

[14] allora ti risponderò: "Come tu hai partorito con dolore, così anche la terra ha consegnato fin dall'inizio il suo frutto, l'uomo, a colui che la ha fatta".

[15] Ora, perciò, tieni per te il tuo dolore, e sopporta con coraggio la disgrazia che ti è capitata,

[16] perché, se accoglierai come giusto il giudizio di Dio, riceverai in tempo tuo figlio, e sarai lodata fra le donne;

[17] rientra perciò in città da tuo marito!".

[18] Mi disse: "Non lo farò, n‚ rientrerò in città, ma morrò qui".

[19] Io continuai a parlarle e dissi:

[20] "Non fare di questi discorsi, ma lasciati persuadere di quale sia la sciagura di Sion, e consolare dal dolore di Gerusalemme!

[21] Tu vedi, infatti, come il nostro santuario sia stato reso deserto, il nostro altare demolito, il nostro tempio distrutto;

[22] il nostro salterio annientato, i nostri inni ridotti al silenzio, la nostra esultanza dissolta; la luce del nostro candelabro estinta, l'arca della nostra alleanza spogliata; le nostre cose sacre contaminate, e il nome che è invocato sopra di noi profanato; i nostri (uomini) liberi oltraggiati, i nostri sacerdoti arsi, i nostri leviti andati via prigionieri; le nostre vergini svergognate, le nostre mogli violentate; i nostri giusti rapiti; i nostri piccoli consegnati, i nostri giovani resi schiavi, i nostri forti resi deboli.

[23] Ma quel che è più di tutto, vedi come il sigillo di Sion sia ora annullato della sua gloria, e consegnato nelle mani di coloro che ci odiano.

[24] Tu, perciò, scuoti la tua grande tristezza, deponi da te (questi) tanti dolori, in modo che il Forte possa riconciliarsi con te, e ti conceda requie l'Altissimo, riposo dalle tue fatiche!".

[25] Accadde che ecco, mentre le parlavo, il suo viso d'improvviso prese a risplendere fortemente, ed il suo volto si fece simile ad un lampo, tanto che ebbi gran paura ad avvicinarmi a lei, con il cuore pieno di spavento, pensando cosa ciò potesse essere.

[26] Ed ecco che d'improvviso emise un grido altissimo e terribile, tanto che la terra fu scossa dal rumore.

[27] Guardai ed ecco che la donna non mi appariva più, ma c'era una città costruita, ed era visibile un luogo dalle poderose fondamenta. Mi impaurii e gridai a gran voce:

[28] "Dov'è l'angelo Uriele, che era venuto la prima volta da me? Perché è lui che mi ha fatto venire in questo così grande turbamento; la mia preghiera è stata resa inutile, la mia orazione disprezzata!".

[29] Ma mentre io così stavo parlando ecco che venne da me l'angelo che era (già) venuto da principio, mi vide,

[30] ed ecco che giacevo come un morto, del tutto uscito di mente; mi prese la destra, mi confortò, mi rimise in piedi e mi disse:

[31] "Cosa ti succede, e perché sei turbato? Perché ti si è turbata la mente, e tutti i sensi dell'animo?".

[32] Dissi: "Perché tu mi hai abbandonato completamente! Da parte mia, io ho fatto secondo quanto mi avevi detto: sono uscito nel campo, ed ecco che ho visto e continuo a vedere cose che non riesco a spiegare".

[33] Mi disse: "Sta' su come un uomo, e ti istruirò!".

[34] Dissi: "Parla, mio signore; solo, non mi abbandonare, che non debba morire prima del tempo,

[35] perché ho visto cose che non sapevo, e ho udito quel che non so;

[36] o forse è perché i miei sensi si ingannano, e la mia anima ha avuto un sogno?

[37] Ora perciò ti scongiuro, o signore, di dare al tuo servo una spiegazione di questo turbamento".

[38] Mi rispose e disse: "Stammi a sentire e ti insegnerò: ti dirò delle cose di cui hai paura, perché l'Altissimo mi ha svelato molti segreti.

[39] Egli infatti ha visto la tua retta via, perché ti sei rattristato senza posa per il tuo popolo, e ti sei afflitto tanto per Sion.

[40] Questo dunque è il significato della visione:

[41] la donna che ti è apparsa poco fa, che hai visto affliggersi e che hai dovuto consolare,

[42] mentre ora invece non vedi alcuna sembianza di donna, ma ti è apparsa una città costruita,

[43] dato che ti raccontava della disgrazia di suo figlio, la spiegazione è questa:

[44] quella donna che hai visto, e che ora vedi come una città costruita, è Sion;

[45] dato che ti ha detto che era stata sterile per trenta anni, è perché erano tremila anni che non le era stata ancora dedicata alcuna offerta nel mondo.

[46] Accadde che, dopo tremila anni, David costruì la città e dedicò delle offerte; fu allora che quella donna sterile partorì il figlio.

[47] E dato che ti ha detto che lo tirò su con fatica: questo è quando Gerusalemme è stata abitata;

[48] dato che ti ha detto che suo figlio morì mentre entrava nel talamo, e della disgrazia che gli era toccata, questo è quando si è compiuta la rovina di Gerusalemme.

[49] Ecco, tu hai visto la sua rappresentazione, come essa era afflitta per il figlio, e tu dovesti consolarla di quelle cose che le erano successe: è questo che ti doveva essere svelato.

[50] Ed ora l'Altissimo ha visto come ti sei rattristato nell'animo, e come soffri per lei con tutto il cuore, e ti ha mostrato la luce della sua gloria e la bellezza della sua nobiltà.

[51] E' per questo che ti ho detto di stare nel campo dove non erano state costruite case;

[52] infatti sapevo che l'Altissimo doveva mostrarti tutte queste cose.

[53] E' per questo che ti ho detto di venire nel campo dove non c'erano fondamenta di edifici;

[54] infatti non avrebbe potuto rimanere un'opera di edificio umano nel luogo dove doveva mostrarsi la città dell'Altissimo.

[55] Tu, perciò, non devi temere, né‚ deve spaventarsi il tuo cuore, ma entra e vedi lo splendore e la grandezza dell'edificio, per quanto la vista dei tuoi occhi sarà capace di vedere;

[56] dopodiché udrai, per quanto l'udito delle tue orecchie sarà capace di udire.

[57] Tu infatti sei più beato di tanti (altri), e come pochi (altri) sei stato chiamato presso l'Altissimo.

[58] Resterai qui per la notte che verrà domani,

[59] e l'Altissimo ti mostrerà in sogno quelle visioni che Egli darà a coloro che abiteranno la terra negli ultimi giorni".

[60] Io dormii quella notte e quella seguente, come mi aveva detto.

XI: QUINTA VISIONE[modifica]

[1] E accadde che la seconda notte avessi un sogno: ecco che saliva dal mare un'aquila che aveva dodici ali coperte di penne, e tre teste.

[2] Guardai, ed essa espandeva le sue ali su tutta la terra, e tutti i venti della terra soffiavano verso di essa, e le nubi ad essa si raccoglievano.

[3] Guardai (ancora): dalle sue ali uscivano delle contro-ali, che terminavano in alette piccole e minute,

[4] mentre le sue teste erano immobili, con quella di mezzo più grande delle altre, ma anch'essa immobile assieme a loro.

[5] Guardai, ed ecco che l'aquila volò con le sue ali per regnare sulla terra e su coloro che la abitavano.

[6] Vidi come tutto quel che esisteva sotto il cielo le si sottometteva, e nessuno osava contraddirla, neppure una, delle creature che erano sulla terra.

[7] Guardai, ed ecco che l'aquila si levò sui suoi artigli ed emise una voce verso le sue ali dicendo:

[8] "Non vegliate tutte insieme, ma dormite ciascuna al suo posto, e vegliate ciascuna a turno,

[9] mentre le teste verranno serbate per la fine".

[10] Guardai, ed ecco che la voce non usciva dalle sue teste, ma dal mezzo del suo corpo.

[11] Contai le sue contro-ali, ed ecco, erano otto.

[12] Guardai, ed ecco che dalla parte destra si levò un'ala, e regnò su tutta la terra;

[13] ma mentre regnava accadde che arrivasse alla fine e scomparisse, tanto che non se ne vide più neppure il posto dove stava. Si levò la seguente, e regnò, ed anche questa durò molto tempo;

[14] accadde però che mentre regnava venne la sua fine, tanto che non la si vide più, come la precedente.

[15] Ed ecco che risuonò una voce che le disse:

[16] "Ascolta, tu che per tutto il tempo hai dominato la terra, quanto ti annuncio, prima che tu abbia a scomparire.

[17] Nessuno dopo di te comanderà per tanto tempo quanto te, e neppure per la metà".

[18] Si levò la terza, tenne anch'essa il comando come le precedenti, e scomparve anch'essa.

[19] Così successe a tutte le altre, di tenere il comando una per una, e poi di scomparire del tutto.

[20] Guardai, ed ecco che, ciascuna a suo tempo, anche le ali successive si ergevano dalla parte sinistra per tenere il comando; alcune di esse lo tenevano, ma subito scomparivano,

[21] mentre altre di esse si ergevano, ma non lo tenevano.

[22] Dopodiché guardai ancora, ed ecco che le dodici ali e due alette erano scomparse,

[23] non restando del corpo dell'aquila se non le tre teste immobili e sei alette.

[24] Guardai, ed ecco che dalle sei alette se ne staccarono due e si misero sotto la testa che stava dalla parte destra, mentre quattro se ne rimasero al loro posto.

[25] Guardai, ed ecco che quelle quattro contro-ali meditavano di ergersi e tenere il comando;

[26] guardai, ed ecco che una si eresse, ma disparve subito;

[27] poi la seconda, e questa disparve ancor più rapidamente della prima.

[28] Guardai, ed ecco che le due superstiti meditavano fra loro di regnare anch'esse,

[29] e mentre stavano meditando ecco che una delle teste immobili, quella che era in mezzo, si svegliò; si trattava infatti di quella che era più grande delle altre due.

[30] Vidi come si unì alle altre due:

[31] ecco che quella testa si voltò assieme a quelle che erano con essa, e divorò le due controali che meditavano di regnare;

[32] essa tenne tutta la terra, vessò quelli che la abitavano opprimendoli pesantemente, ed ebbe potere sul mondo più di tutte le ali che c'erano state prima.

[33] Dopodiché guardai, ed ecco che questa testa mediana disparve improvvisamente, come avevano fatto le ali.

[34] Restarono però due teste, che regnarono anch'esse sulla terra e su coloro che vi abitavano.

[35] Guardai, ed ecco che la testa che stava a destra divorò quella a sinistra.

[36] Udii una voce che mi diceva: "Guarda davanti a te, e rifletti su quel che vedi!".

[37] Guardai ed ecco che qualcosa come un leone si levò da una foresta, ruggendo, e udii come emise una voce umana in direzione dell'aquila, dicendo:

[38] "Ascolta, tu, e ti parlerò. L'Altissimo ti dice:

[39] "Non sei rimasta tu, dei quattro animali che avevo fatto regnare sul mio mondo, in modo che la fine dei tempi venisse per mano loro?

[40] Tu, venendo per quarta, hai vinto tutti gli animali che sono passati; hai tenuto il potere sul mondo fra grandi pene, e tutta la terra fra tremendi dolori, abitandola per tutto il tempo con l'inganno,

[41] e non giudicando il mondo con verità.

[42] Infatti hai fatto tribolare i mansueti e offeso i pacifici; hai odiato i sinceri e amato i bugiardi; hai distrutto le fortezze di coloro che davano frutto e raso al suolo le mura di coloro che non ti avevano nuociuto.

[43] Ma il tuo oltraggio è salito fino all'Altissimo, e la tua superbia al Forte.

[44] L'Altissimo ha guardato ai suoi tempi, ed ecco che sono terminati e i suoi secoli sono compiuti.

[45] Perciò tu dovrai ben disparire, o aquila, tu e le tue orribili ali, le tue pessime alette, le tue malvage teste, i tuoi crudeli artigli, e tutto il tuo inutile corpo,

[46] in modo che tutta la terra torni a ristorarsi, liberata dalla tua violenza, e possa sperare nel giudizio e nella misericordia di Colui che l'ha fatta"".

XII[modifica]

[1] E accadde che, mentre il leone così parlava all'aquila, io guardai,

[2] ed ecco che la testa che era rimasta disparve, e le due ali che si erano portate dalla sua parte si eressero per regnare, ma il loro regno era debole e pieno di disordine.

[3] Guardai, ed ecco che anche quelle disparvero, e tutto il corpo dell'aquila andò a fuoco, mentre la terra ne rimaneva terrorizzata. Io mi destai per il forte deliquio e la gran paura. Dissi al mio spirito:

[4] "Ecco, tu mi hai fatto tutto questo perché tu scruti le vie dell'Altissimo.

[5] Ma ecco che io sono ormai stanco di animo, e debolissimo di spirito, e non mi è rimasta la benché minima forza, dalla gran paura che ho avuto questa notte.

[6] Ora perciò pregherò l'Altissimo che mi dia forza fino alla fine".

[7] Dissi: "Signore e padrone, se ho trovato favore davanti ai Tuoi occhi, se sono più giustificato di molti (altri) presso di Te, e se davvero la mia preghiera è salita al Tuo cospetto,

[8] dammi forza, e da' a me, il Tuo servo, l'interpretazione dettagliata di questa orribile visione, in modo che Tu possa consolare pienamente la mia anima,

[9] dal momento che mi hai ritenuto degno di mostrarmi la fine dei tempi, ed il termine delle epoche".

[10] Mi disse: "Questa è l'interpretazione di quella visione che hai avuto:

[11] l'aquila che hai visto salire dal mare è il quarto regno apparso in visione a tuo fratello Daniele,

[12] ma che non gli era stato interpretato come io ora faccio o ho fatto con te.

[13] Ecco, vengono i giorni in cui sulla terra si leverà un regno più terribile di tutti quelli che ci sono stati prima di esso.

[14] Vi regneranno dodici re, uno dopo l'altro,

[15] ma quello che dovrà regnare per secondo sarà quello che, dei dodici, durerà più a lungo.

[16] Questa è l'interpretazione delle dodici ali che hai visto.

[17] E dato che hai udito una voce che parlava senza uscire dalle sue teste ma dal mezzo del suo corpo, l'interpretazione è questa:

[18] nel mezzo del suo regno nasceranno grossi contrasti, e correrà pericolo di cadere; tuttavia non cadrà allora, ma verrà ristabilito di nuovo nel suo potere.

[19] Dato che hai visto uscire delle contro-ali dalle sue ali, l'interpretazione è questa:

[20] Vi sorgeranno otto re, i cui tempi saranno brevi, e i cui anni rapidi;

[21] due di essi periranno quando sarà vicina la metà del periodo, mentre quattro verranno conservati per quando comincerà ad avvicinarsi il tempo in cui finirà; due, però, saranno conservati per la fine.

[22] Dato che hai visto tre teste immobili, l'interpretazione è questa:

[23] alla fine dei suoi tempi l'Altissimo susciterà tre re, che sulla terra rinnoveranno molte cose, e la domineranno

[24] assieme a coloro che la abitano, con dolore assai più grande di quelli che ci furono prima di loro. E' per questo che essi sono stati chiamati teste dell'aquila:

[25] sono loro, infatti, che ricapitoleranno la sua empietà, e porteranno a compimento le sue ultime azioni.

[26] Dato che hai visto scomparire la testa grande, è perché uno solo di essi morirà nel suo letto, e anche questo fra i tormenti.

[27] Infatti, i due che saranno rimasti li divorerà la spada,

[28] perché la spada di uno divorerà quello che è con lui, ma anch'egli, da ultimo, di spada morirà.

[29] Dato che hai visto le due contro-ali andarsene verso la testa che stava sulla parte destra,

[30] l'interpretazione è questa: sono coloro che l'Altissimo ha conservato per la sua fine; come hai visto, questo regno sarà breve e pieno di turbamenti.

[31] Il leone che hai visto svegliarsi dalla selva, ruggire e parlare all'aquila accusandola per la sua ingiustizia, e tutto quel che ha detto, così come lo hai udito,

[32] è il Messia, che l'Altissimo ha conservato per la fine dei giorni, che è uscito dalla discendenza di David, e che verrà a parlare con loro, li accuserà per le loro empietà, e introdurrà loro davanti le loro trasgressioni.

[33] Infatti deciderà prima di sottoporli da vivi al Suo giudizio, e poi, una volta accusati, li annienterà;

[34] ma il resto del mio popolo lo libererà con misericordia, quelli che si sono salvati (restando) entro i miei confini, e li rallegrerà finché non verrà la fine, nel giorno del giudizio del quale ti ho parlato fin da principio.

[35] Questo è il sogno che hai visto, e questa la sua interpretazione.

[36] Tu solo, perciò, sei stato degno di conoscere questo segreto dell'Altissimo.

[37] Scrivi dunque in un libro tutte queste cose che hai udito, e riponile in un luogo nascosto;

[38] le insegnerai a quei sapienti del tuo popolo il cui animo tu sai essere in grado di cogliere e di saper conservare questi segreti.

[39] Tu, invece, pazienta qui ancora altri sette giorni, in modo che ti venga mostrato tutto ciò che parrà all'Altissimo di mostrarti!" e se ne andò via da me.

[40] E accadde che, avendo tutto il popolo sentito che erano passati i sette giorni ed io non avevo fatto ritorno in città, si riunirono tutti, dal più piccolo al più grande, vennero da me e mi dissero:

[41] "In cosa abbiamo mancato nei tuoi confronti, e che ingiustizia ti abbiamo fatto, che tu ci abbandoni e resti in questo luogo?

[42] Infatti, di tutti i profeti ci sei rimasto solo tu, come un grappolo dalla vendemmia, come una lucerna in un luogo oscuro, e come un porto di salvezza per una nave che si trova nella tempesta.

[43] o forse non ci bastano i mali che ci sono già toccati, che anche tu debba lasciarci?

[44] Se infatti ci lascerai anche tu, quanto sarebbe stato meglio che nel rogo di Sion fossimo stati arsi anche noi,

[45] perché certo non siamo migliori di quelli che vi sono periti!". E piansero a gran voce.

[46] Io risposi loro e dissi: "Confida, Israele, e non ti rattristare tu, casa di Giacobbe!

[47] Infatti il ricordo di voi sta di fronte all'Altissimo, e il Forte non si è dimenticato di voi per sempre!

[48] Neanche io, però, vi ho abbandonato, n‚ me ne sono andato via da voi, ma sono venuto in questo luogo per pregare per la desolazione di Sion, e per chiedere misericordia per l'umiliazione del nostro santuario.

[49] Ed ora andate, ciascuno di voi a casa sua, ed io verrò da voi dopo questi giorni".

[50] E il popolo tornò in città come gli avevo detto.

[51] Io invece rimasi per sette giorni nel campo, come mi aveva ordinato, mangiando solo dei fiori agresti, e cibandomi in quei giorni di erba.

XIII: SESTA VISIONE[modifica]

[1] Dopo sette giorni accadde che di notte avessi un sogno;

[2] vidi che ecco, si alzava dal mare un vento tale da agitarne tutti i suoi flutti;

[3] guardai, ed ecco che il vento fece salire dal profondo del mare qualcosa di simile ad un uomo; guardai, ed ecco che quell'uomo volava assieme alle nubi del cielo: dove il suo viso si volgeva per guardare, tremava tutto quel che si trovava sotto il suo sguardo,

[4] laddove usciva la voce dalla sua bocca si fondevano tutti quelli che la udivano, come si liquefa la cera quando sente il fuoco.

[5] Dopo di ciò guardai (ancora) ed ecco che si riuniva una moltitudine di uomini, senza numero, dai quattro venti del cielo, per lottare contro quell'uomo che era salito dal mare;

[6] guardai, ed ecco che lui si scolpì una grande montagna, e vi volò sopra;

[7] io cercai di vedere la zona o il luogo da dove il monte era stato scolpito, ma senza riuscirvi.

[8] Dopodiché guardai, ed ecco che tutti coloro che si erano riuniti per combatterlo avevano gran paura, ma osavano (ugualmente) combattere.

[9] Ed ecco che, quando vide l'assalto di (quella) moltitudine che veniva, non alzò la mano, né‚ teneva la spada né‚ alcuno strumento di guerra,

[10] ma vidi soltanto che emise dalla sua bocca come un flutto di fuoco, e dalle sue labbra un soffio di fiamma, e dalla sua lingua scintille di tempesta;

[11] tutte queste cose si mescolarono, il flutto di fuoco, il soffio di fiamma e la grande tempesta, e ricaddero sopra l'assalto della moltitudine che era pronta a combattere, ardendo tutti, tanto che d'improvviso di (quella) innumerevole moltitudine non si vide più nulla se non polvere di cenere e odore di fumo soltanto. Io vidi e rimasi sbalordito.

[12] Dopo di ciò vidi quell'uomo discendere dal monte, chiamare a sé‚ un'altra moltitudine pacifica, e avvicinarsi a lui figure di molti uomini, alcuni dei quali gioiosi, altri tristi, altri legati, e altri che portavano di quelli che dovevano essere offerti. Allora io, dalla gran paura, mi svegliai, scongiurai l'Altissimo e dissi:

[14] "Fin dall'inizio Tu hai mostrato al Tuo servo questi prodigi, e mi hai considerato degno che la mia supplica sia accolta.

[15] Ora dammi anche l'interpretazione di questo sogno!

[16] Infatti, per quanto posso capire con la mia intelligenza, guai a coloro che saranno rimasti in quei giorni, ma molto di più a coloro che non saranno rimasti,

[17] perché coloro che non saranno rimasti saranno tristi,

[18] perché allora comprenderanno ciò che è stato riservato negli ultimi giorni, ma che a loro non toccherà.

[19] Ma anche a coloro che saranno rimasti guai per questo; vedranno infatti grandi pericoli e molteplici difficoltà, come mostrano questi sogni.

[20] Tuttavia è meglio che l'uomo arrivi a queste cose in mezzo ai pericoli, piuttosto che passare via dal mondo come una nuvola, e non vedere quello che accadrà alla fine".

[21] Mi rispose e disse: "Ti darò anche l'interpretazione di (questa) visione, e ti svelerò inoltre le cose di cui hai parlato.

[22] Dato che hai parlato di coloro che saranno rimasti e di quelli che non ci saranno, questa è l'interpretazione:

[23] colui che in quel tempo porterà il pericolo, sarà esso stesso a custodire coloro che nel pericolo cadranno, ma che avranno opere e fede presso l'Altissimo e Forte.

[24] Sappi dunque che coloro che resteranno saranno benedetti più di quelli che sono morti.

[25] Questa è l'interpretazione della visione: poiché hai visto un uomo che saliva dal profondo del mare,

[26] egli è colui che l'Altissimo riserva da tanto tempo, attraverso il quale Egli darà la libertà a ciò che ha creato, mentre sarà Lui stesso a dare il nuovo ordine a coloro che sono rimasti.

[27] Dato che hai visto uscire dalla sua bocca soffio, fuoco e tempesta,

[28] e che non teneva n‚ spada n‚ altri strumenti di guerra, ma che annullò l'assalto di quella moltitudine che era venuta a combattere con lui, l'interpretazione è questa:

[29] ecco, verranno i giorni in cui l'Altissimo dovrà liberare quelli che sono sulla terra, [30] e coloro che abitano la terra usciranno di senno:

[31] penseranno di farsi guerra gli uni contro gli altri, città contro città, terra contro terra, popolo contro popolo, regno contro regno;

[32] ed accadrà che, quando avverranno queste cose e giungeranno i segni che ti ho mostrato prima, allora si rivelerà il mio servo, che hai visto in quell'uomo che saliva;

[33] ed accadrà che, quando tutti i popoli udranno la sua voce, ciascuno lascerà la sua terra, e la guerra che si stavano facendo l'un l'altro;

[34] una moltitudine innumerevole, come hai visto, si raccoglierà insieme, desiderando venire a combatterlo,

[35] ma lui si ergerà sulla vetta del monte Sion.

[36] Ma Sion verrà, e si rivelerà a tutti, approntata e costruita come quel monte che hai visto venire scolpito senza mani.

[37] Quanto a lui, il mio servo, accuserà della loro empietà i popoli che si sono raccolti - e questo è quello che è simile alla tempesta;

[38] gli disporrà davanti i loro malvagi pensieri, e le torture con le quali dovranno essere tormentati – e queste sono da paragonare alle fiamme; e li annienterà senza fatica con la legge – e questo è da paragonare al fuoco.

[39] E dato che lo hai visto raccogliere a sé‚ un'altra moltitudine pacifica:

[40] quelle sono le nove tribù e mezzo d'Israele che sono state condotte via prigioniere dalla loro terra al tempo di re Osea, catturate da Salmanasar, re di Assiria; egli le trasferì al di là del Fiume, e furono deportate in un'altra terra.

[41] Loro però avevano divisato per s‚ di abbandonare la moltitudine dei popoli e proseguire per una regione più distante, dove non aveva mai abitato il genere umano,

[42] in modo da conservare almeno là le loro leggi, come non avevano fatto nella loro terra.

[43] Passarono per le strette entrate del fiume Eufrate;

[44] infatti l'Altissimo fece loro dei miracoli, ed arrestò la corrente del fiume finché non furono passati.

[45] Per quella regione, però, passa una lunga via, di un anno e mezzo, e quella terra si chiama Arzareth.

[46] Allora abitarono là, e vi resteranno fino alla fine; e quando dovranno venire di nuovo,

[47] di nuovo l'Altissimo arresterà la corrente del fiume, in modo che possano passare; è per questo che hai visto quella moltitudine raccolta in pace.

[48] Ma ci saranno anche coloro che, del tuo popolo, saranno rimasti, che saranno trovati entro i miei santi confini.

[49] Accadrà perciò che, quando Egli dovrà distruggere la moltitudine dei popoli che sono stati raccolti, proteggerà quello che sarà sopravvissuto,

[50] e allora mostrerà molti prodigi".

[51] Io dissi: "O signore e padrone, mostrami questo: per quale motivo ho visto un uomo che saliva dal profondo del mare?".

[52] Mi disse: "Come nessuno può scrutare n‚ sapere quello che sta nel profondo del mare, così nessuno sulla terra potrà vedere il mio servo, o coloro che sono con lui, se non quando verrà questo giorno.

[53] Questa è l'interpretazione del sogno che hai avuto, e su di ciò tu solo sei stato illuminato:

[54] infatti hai abbandonato le tue cose e ti sei applicato alle mie, cercando le mie leggi;

[55] hai disposto la tua vita nella sapienza, e la ragione l'hai chiamata tua madre.

[56] Per questo ti ho mostrato quelle cose: è infatti una ricompensa presso l'Altissimo, ma dopo altri tre giorni ti dirò altre cose, esponendoti gli ultimi miracoli".

[57] Io me ne andai, e passai nel campo glorificando e lodando l'Altissimo per le meraviglie che aveva compiuto a tempo debito,

[58] dal momento che ordina i tempi e quello che nei tempi accade; e vi rimasi per tre giorni.

XIV: SETTIMA VISIONE[modifica]

[1] Il terzo giorno accadde che io sedessi sotto una quercia, ed ecco che una voce uscì da un rovo di fronte a me, e disse: "Esdra, Esdra!".

[2] Io dissi: "Eccomi, o Signore", alzandomi in piedi.

[3] Mi disse: "Certo io mi sono rivelato in un rovo, ed ho parlato a Mosè quando il mio popolo era schiavo in Egitto.

[4] Lo inviai, e fece uscire il mio popolo dall'Egitto; lo feci salire sul monte Sinai, lo tenni presso di me per molti giorni,

[5] gli narrai molte cose mirabili, gli mostrai i segreti dei tempi, gli feci conoscere la fine delle epoche, e gli detti un ordine dicendo:

[6] "Queste parole le renderai note, e queste le terrai nascoste". [7] Ed ora dico a te:

[8] "I segni che ti ho mostrato, i sogni che hai avuto, e le interpretazioni che hai udito, queste cose riponile in cuor tuo".

[9] Tu infatti sarai tratto via dagli uomini, e da quel momento in poi ti tratterrai col mio servo e con i tuoi simili finché i tempi non avranno termine.

[10] Perché il mondo ha perduto la sua giovinezza, e i tempi cominciano ad invecchiare.

[11] Infatti l'età è divisa in dodici parti, delle quali sono già passate la nona

[12] e metà della decima; ne rimangono perciò due, oltre alla metà della decima parte.

[13] Perciò ora metti in ordine la tua casa, e rimprovera il tuo popolo, fra loro consola gli umili, istruisci i loro saggi, abbandona ormai questa vita corruttibile,

[14] allontana da te i pensieri (tipici dei) mortali, respingi da te i pesi umani, spogliati ormai della natura debole,

[15] metti da parte i pensieri che tanto ti opprimono, ed affrettati ad uscire da questi tempi.

[16] Infatti si produrranno poi dei mali ancora peggiori di quelli che hai visto toccare ora,

[17] perché tanto più il mondo si fa debole per la vecchiaia, tanto più si accresceranno i mali sopra quelli che vi abitano.

[18] Infatti si allontanerà la verità, e si avvicinerà la menzogna; già l'aquila che hai visto nella visione si affretta a venire".

[19] Risposi e dissi: "Che io possa parlare davanti a Te, o Signore!

[20] Ecco, io me ne andrò come Tu mi hai prescritto, e rimprovererò il popolo presente; ma quelli che verranno poi, chi li ammonirà? Il mondo infatti giace nell'oscurità, e coloro che lo abitano sono senza luce,

[21] perché la Legge è stata bruciata, e perciò nessuno conosce le opere che hai compiuto, o che cosa Tu dovrai compiere.

[22] Infatti, se ho trovato favore di fronte a Te, immetti in me il santo spirito, ed io scriverò tutto quello che è stato fatto nel mondo dall'inizio, le cose che erano scritte nella Tua Legge, in modo che gli uomini possano trovare il sentiero, e vivano coloro che vorranno vivere negli ultimi giorni".

[23] Mi rispose e disse: "Va', raduna il popolo, e di' loro di non cercarti per quaranta giorni;

[24] tu invece preparati molte tavolette per scrivere, e prendi con te Saria, Dabria, Selemia, Ethan e Asihel, questi cinque perché sono capaci di scrivere rapidamente;

[25] verrai qui, ed io accenderò in cuor tuo la lampada dell'intelletto, che non si spegnerà finché non avrà termine quel che dovrai scrivere.

[26] Quando avrai finito, alcune cose le renderai pubbliche, altre le consegnerai in segreto ai sapienti. Comincerai a scrivere domani a quest'ora".

[27] Io partii come aveva prescritto, radunai tutto il popolo e dissi:

[28] "Ascolta, Israele, queste parole!

[29] Davvero i nostri padri prima abitarono come stranieri in Egitto, e da lì furono liberati;

[30] ricevettero la legge di vita, che però non custodirono, e che anche voi avete trasgredito dopo di loro.

[31] A voi fu data in sorte una terra in quella di Sion, ma voi e i vostri padri avete commesso empietà, e non avete mantenuto le vie che vi aveva prescritto l'Altissimo.

[32] Ma Egli, da giudice giusto qual è, vi ha tolto a tempo debito quello che vi aveva donato;

[33] ora voi siete qui, ed i vostri fratelli stanno ancor più all'interno di voi.

[34] Se perciò comanderete alla vostra ragione e disciplinerete il vostro animo, verrete conservati vivi, e otterrete misericordia dopo la morte;

[35] perché dopo la morte verrà il giudizio, quando torneremo vivi una seconda volta, e allora verrà rivelato il nome dei giusti, e mostrate le azioni degli empi.

[36] Nessuno, però, mi si avvicini né‚ mi cerchi per quaranta giorni".

[37] Presi i cinque uomini, come mi aveva ordinato; partimmo per la campagna e rimanemmo là.

[38] Il giorno dopo mi accadde che, ecco, una voce mi chiamò dicendo: "Esdra, apri la bocca e bevi quel che io ti somministro".

[39] Aprii la bocca ed ecco, mi veniva offerto un calice colmo: lo era come se lo fosse d'acqua, ma il suo colore era simile al fuoco.

[40] Io lo presi e bevvi e, mentre ne bevevo, il mio animo faceva sgorgare fuori intelligenza e nel mio petto cresceva la sapienza, perché il mio spirito conservava la memoria;

[41] la mia bocca si aprì, e non si chiuse più.

[42] L'Altissimo però dette intelligenza (anche) ai cinque uomini, e quel che veniva loro detto via via lo scrissero in caratteri che non conoscevano, restando colà per quaranta giorni, scrivendo durante il giorno, e mangiando pane durante la notte,

[43] mentre io durante il giorno parlavo, ma durante la notte non tacevo.

[44] Furono scritti in questi quaranta giorni novantaquattro libri.

[45] Accadde che, quando si furono compiuti i quaranta giorni, l'Altissimo mi parlò dicendo: "I ventiquattro libri che hai scritto prima rendili pubblici, che li legga sia chi è degno sia chi è indegno;

[46] ma i settanta scritti da ultimo conservali, per consegnarli ai sapienti del tuo popolo,

[47] perché in essi c'è la sorgente dell'intelligenza, la fonte della sapienza, e il fiume della conoscenza!".

[48] Ed io così feci, nell'anno settimo, nella sesta settimana, dopo cinquemila anni dalla creazione, tre mesi e dodici giorni. In questi giorni Esdra fu rapito e condotto nel luogo dove sono quelli come lui, dopo che ebbe scritto tutte queste cose; e fu chiamato scriba della conoscenza dell'Altissimo, per i secoli dei secoli.

Apocalisse di Esdra (A)[modifica]

(V Libro di Esdra)
Incredulità e disobbedienza

1[modifica]

[4] Nei giorni del re Nabucodonosor, la parola del Signore fu rivolta a Esdra figlio di Cusi, dicendo: [5] "Va', annunzia al mio popolo i suoi crimini, ai suoi figli le iniquità che commisero contro di me, ed essi le comunichino ai figli dei loro figli. [6] Giacché i peccati dei loro genitori in essi si sono moltiplicati, poiché mi hanno dimenticato e hanno offerto sacrifici a divinità straniere. [7] Non sono forse io che li ho tratti dalla terra d'Egitto, e dalla casa della servitù? Perché mai non tennero conto di me e disprezzarono i miei consigli?".

[8] Ecco ciò che dice il Signore: "Scuoti i capelli del tuo capo, getta su di essi tutti questi mali: non obbedirono, infatti, alla mia legge; sono un popolo ribelle. [9] Fino a quando li sopporterò, io che concessi loro così grandi benefici? [10] Per amor loro ho spodestato molti re; ho precipitato in mare il Faraone, i suoi servi e tutto il suo esercito. [11] Non è forse per amor vostro che distrussi la città di Betsaida e, più a sud, abbruciai nel fuoco le due città di Tiro e Sidone, e uccisi spietatamente tutti i loro avversari?

[12] Parla e dì loro: Ecco ciò che dice il Signore: [13] Non sono forse io che vi ho fatto attraversare il mare e ho eretto dei muri a destra e a sinistra? Vi ho dato come capi Mosè e Aronne; [14] Vi ho dato la luce con una colonna di nube. Queste le meraviglie che ho operato tra voi; e voi mi avete dimenticato, dice il Signore.

[15] Ecco ciò che dice il Signore: La quaglia fu per voi un segno. Vi diedi un accampamento a vostra protezione, e là avete mormorato. [16] Ho annegato in mare il vostro persecutore e il suo esercito, e il popolo mormorò ancora, proprio lui, a proposito della loro rovina. [17] Dove sono i benefìci che vi ho dato? Lungo la strada del deserto, affamati e assetati, avete gridato verso di me e avete detto: "Perché ci hai condotto a morire in questo deserto? [18] Sarebbe stato meglio, per noi, seguitare a servire gli Egiziani, piuttosto che morire in questo deserto". [19] Io, perciò, ebbi compassione dei vostri gemiti e vi diedi da mangiare la manna; e ne avete mangiato. [20] Per voi, assetati, spezzai una roccia e scaturirono acque abbondanti; a motivo del caldo creai alberi affinché vi riparassero con il fogliame. [21] Vi diedi terre fertili, e cacciai i Cananei, i Cetei, i Ferezei, e i Filistei lungi da voi. Che devo ancora fare per voi?

[22] Ecco ciò che dice il Signore: Nel deserto, allorché eravate assetati e a motivo delle acque salmastre bestemmiavate il mio nome, [23] non me ne indignai ma, gettato un legno nell'acqua, la resi dolce. [24] Che devo fare per te, Giacobbe? Giuda non volle obbedire. Mi recherò da un'altra nazione, le darò il mio nome: questi, certo, osserveranno i miei precetti. [25] Sì! Se quelli che mi hanno abbandonato mi domanderanno misericordia, non avrò pietà di loro. [26] Verrà il tempo in cui mi invocheranno, ma non li esaudirò poiché macchiarono le loro anime, e le loro mani sono imbrattate di sangue. I vostri piedi non sono pigri quando si tratta di spargere il sangue. [27] No! Non avete abbandonato me, bensì voi stessi.

[28] Ecco ciò che dice il Signore: Non vi ho forse pregato come un padre il proprio figlio, come una madre la sua figlia, come una nutrice amante del suo pargolo? [29] Voi, infatti, per me eravate un popolo e io per voi un Dio, voi per me dei figli e io per voi un padre. [30] Lieto vi raccolsi come una gallina i suoi pulcini sotto le ali. Ma ora che farò mai per voi? Parlerò e vi respingerò dalla mia presenza. [31] Quando mi offrirete sacrifici, distoglierò il mio sguardo; non vi ho comandato giorni di festa, neomenie, sabati e circoncisioni. [32] Ho mandato a voi i miei servi, i profeti, e voi li accoglieste uccidendoli e facendo a pezzi i corpi degli apostoli. Esigerò il prezzo delle loro anime e del loro sangue, dice il Signore".

Il nuovo popolo

[33] Ecco ciò che dice il Signore onnipotente: "La vostra casa è deserta; vi scaccerò come il vento disperde la paglia. [34] I vostri figli non avranno eredi, poiché abbandonarono la mia legge e fecero quanto è male ai miei occhi. [35] Consegnerò le vostre case a un popolo che viene da lontano. Quelli che non ti conoscono crederanno in te, e quelli ai quali non mostrai miracoli, faranno ciò ch'io ho detto. [36] Costoro non videro i profeti, eppure si ricordano delle loro antiche prescrizioni. Gli apostoli testimoniano davanti a un popolo giunto festante. [37] Non mi vedono con i loro occhi carnali, ma per mezzo del loro spirito credono, comprendono ciò che ho detto e credono in me.

[38] Padre, volgi glorioso il tuo volto e guarda il popolo che viene da Oriente. [39] Gli darò come capi Abramo, Isacco Giacobbe, Elia, Enoc, Zaccaria, Osea, Amos, Gioele, Michea Abdia, Sofonia, [40] Naum, Giona, Mattia, Abacuc, e i dodici angeli con fiori.

2[modifica]

[1] Ecco ciò che dice il Signore: Ho fatto uscire il popolo al quale diedi comandamenti che non volle ascoltare, e disprezzò invece i miei consigli. [2] Si generarono una madre che dice loro: Andatevene, figli! Io sono vedova e abbandonata. [3] Vi ho allevati con gioia, vi perderò con pianti e lutto, poiché avete peccato davanti al Signore Dio, e al suo cospetto avete commesso l'iniquità. [4] Ed ora che devo fare per voi, figli miei, io vedova e abbandonata? Andate, figli, a domandare misericordia al Signore, poiché sono nella solitudine. [5] Ti invoco, Padre, per la madre di coloro che non vollero seguire il tuo testamento, [6] affinché dia loro la confusione e consegni la loro madre al saccheggio e tra di loro non vi siano più nascite, [7] siano dispersi tra le nazioni e il loro nome sia cancellato dalla terra, poiché rifiutarono il mio testamento.

[8] Guai a te, Assur, che nascondi presso di te i cattivi! Città malvagia, rammenta quanto ho fatto a Sodoma e Gomorra [9] la cui regione è sprofondata fino agli inferi. Così tratterò coloro che non mi ascoltarono".

Nuove promesse a avvisi

[10] Ecco ciò che dice il Signore a Esdra: "Annunzia al mio popolo che ho preparato loro da mangiare e darò loro il regno di Gerusalemme, che dovevo dare a Israele, [11] affinché prendano la loro gloria; darò loro le tende eterne che avevo preparato per esso. [12] Ristorati dal profumo dell'unguento, non soffriranno né si affaticheranno. [13] Chiedete e riceverete. Chiedete per voi giorni poco numerosi, affinché i vostri giorni siano diminuiti: il mio regno, infatti, è pronto a venire. Sia desto il vostro spirito.

[14] Chiamo a testimonianza il cielo e la terra: ho tralasciato il male e creato il bene, poiché io vivo, dice il Signore. [15] Madre buona, abbraccia i tuoi figli e da' loro la gioia. Come una colomba che conduce in giro i suoi piccoli, irrobustisci i loro piedi, poiché io ti ho eletta, dice il Signore. [16] Farò risorgere i morti dai luoghi ove si trovano e dalle loro tombe, poiché in essi io riconosco il mio nome. [17] Non temere: ti ho scelto per madre di figli, dice il Signore. [18] Come aiuto dei miei servi, ti mando Geremia, Isaia e Daniele, e secondo il loro giudizio ti ho santificata. Preparati dodici diversi alberi fruttiferi, [19] sette fontane fluenti latte e miele, e montagne immense coperte di rose e gigli, che ho destinato per te e per i tuoi figli. Io ho colmato di gioia i figli tuoi.

[20] Fate giustizia alla vedova, giudicate benevolmente il pupillo, assistete il bisognoso, proteggete l'orfano, vestite l'ignudo. [21] Guarisci il paralitico e il debole, non vilipendere lo zoppo, difendi il cieco e introducilo alla contemplazione della mia gloria. [22] Convoca tra le tue mura il vecchio e il giovane, custodisci i tuoi figli; gioiscano i tuoi servi e i tuoi figli, e tutti i tuoi godano nella gioia. [23] Quando troverò i tuoi morti, li risusciterò, osserverò i segni e darò loro i primi posti, quando avrà luogo la mia risurrezione. [24] Riposatevi un poco: il vostro riposo verrà.

[25] Buona nutrice, nutri i tuoi figli, consolida quelli che hai generato, rendi saldi i loro piedi. [26] Poiché non è perito alcuno di quelli che ti ho dato; li ricercherò in base al numero che tu hai. [27] Non turbarti! Io li custodirò. Verranno giorni di ansietà e d'angoscia: gli altri piangeranno e saranno tristi, tu invece sarai allegra e ricca. [28] Tutte le nazioni ti invidieranno, ma nulla potranno contro di te, dice il Signore

[29] L'universo mi teme; i miei occhi vedono la Geenna. [30] Gioisci, madre, con i tuoi figli, ed io ti libererò, dice il Signore. [31] Mi ricorderò dei tuoi figli! Sì, li estrarrò dalle profondità della terra, e farò misericordia poiché io sono misericordioso, dice il Signore. [32] Consolida i tuoi figli fino a quando verrò. Concedi agli altri la misericordia, giacché le mie fontane straripano e la mia grazia non verrà meno".

[33] Io, Esdra, ricevetti sul monte Hobar un comandamento per Israele, ma egli ha respinto questo comandamento. [34] A voi che ascoltate e capite, dico: "Aspettate il vostro pastore! Vi concederò il riposo della vostra eternità; vicina è, infatti, la fine del mondo e la diminuzione degli uomini. [35] Siate pronti per le ricompense del regno. Brillerà per voi una luce eterna; è preparato per voi un tempo eterno. [36] Fuggite l'ombra di questo secolo, evitate le schiavitù della vostra gloria: invoco la testimonianza del mio Salvatore, [37]che questo è un comandamento da parte del Signore. Accoglietelo, dandone gloria a colui che vi ha chiamato nei regni celesti. [38] Alzatevi in piedi, osservate il numero dei segnati per il banchetto. [39] Si trassero, infatti, dall'ombra del secolo e ricevettero dal Signore splendide tuniche.

[40] Monte di Sion, accogli il tuo numero, racchiudi i tuoi biancovestiti che ti servono nell'obbedienza, avendo adempiuto la legge di Dio. [41] Un tempo desideravi che giungessero i tuoi figli; ora completa il loro numero, e implora dal Signore l'ordine per la santificazione del popolo che è stato chiamato fin da principio".

[42] Io, Esdra, vidi sul monte Sion una folla così grande che nessuno poteva enumerare. [43] Lodavano tutti il Signore con canti. In mezzo a essa c'era un giovane alto, più alto di tutti, e poneva una corona sul capo di ognuno; nel mentre ognuno s'innalzava. [44] Allora io, stupito, interrogai un angelo e gli dissi: "Chi sono costoro?". [45] Egli mi rispose: "Sono quelli che, deposta la tunica mortale, hanno preso la vita immortale e hanno confessato il nome del Figlio di Dio. Adesso sono incoronati e ricevono le palme". [46] Domandai all'angelo: "Chi è il giovane che distribuisce loro le corone e le palme?". [47] Egli mi rispose: "E' lo stesso Figlio di Dio, che essi hanno confessato nel mondo mortale". Io allora presi a lodare e magnificare Dio.

[48] E l'angelo mi disse: "Va' ad annunziare al tuo popolo le tante meraviglie che hai visto da parte del Signore Dio".

Apocalisse di Esdra (B)[modifica]

(VI libro di Esdra)
Vigilante giustizia di Dio

15 (XV)[modifica]

[1] Annunzia dunque alle orecchie del mio popolo i discorsi profetici ch'io ho posto sulla tua bocca, dice il Signore [2] Fa' in modo che siano scritti sulla carta poiché sono sicuri e veri. [3] Non temere le macchinazioni contro di te, né ti turbino quanti manifestano incredulità. [4] Ogni incredulo morirà nella sua incredulità. [ 5] Ecco, dice il Signore, ch'io vi invio malanni su tutto l'orbe terrestre, spada, fame, morte, rovina, [6] giacché l'iniquità ha stracontaminato tutta la terra, e sono giunte al colmo le loro pestifere azioni. [7] Il Signore dice: [8] Non tacerò più le empietà che spudoratamente commettono, non sopporterò più l'iniquo loro agire. Il sangue innocente e giusto grida verso di me, e le anime dei giusti invocano senza posa. [9] Certo, li vendicherò, dice il Signore, e a quelli chiederò il conto di tutto il sangue innocente. [10] Ecco che il mio popolo è come un gregge condotto al macello. Non sopporterò più che seguiti ad abitare nella terra d'Egitto: [11] lo estrarrò con mano forte e braccio alzato; colpirò con piaghe come in passato e rovinerò tutta la sua terra [12] L'Egitto piangerà, le sue stesse fondamenta saranno colpite da piaghe e da castighi divini. [13] Piangeranno i contadini per mancanza di sementi e di piante, a causa della calura, della grandine e della peste terribile. [14] Guai al mondo e ai suoi abitanti: [15] Si è avvicinata la spada e la distruzione; un popolo darà battaglia a un altro, e nelle loro mani stringevano la spada. [16] Tra gli uomini dominerà la discordia: gli uni vorranno imporsi agli altri, basandosi sulla loro forza; non si cureranno né del loro re né del principe. [17] Chi vorrà recarsi in città, non potrà: [18] a motivo della loro superbia le città saranno sconvolte, le case distrutte, gli uomini intimoriti. [19] Non si avrà pietà del prossimo, si irromperà nella di lui casa con la spada per saccheggiare i suoi beni a causa della carestia e della grande tribolazione. [20] Ecco, dice Dio, ch'io raduno tutti i re della terra dall'Oriente a Meridione, dall'Occidente a Settentrione affinché si decidano a ricambiare quanto fu fatto contro di loro: [21] come a tutt'oggi si agisce contro i miei eletti, così farò anch'io, ricambiando ognuno. [22] Questo è quanto dice il Signore Dio: la mia destra non avrà pietà dei peccatori, la mia spada non avrà requie sulla terra contro coloro che versano sangue innocente. [23] Dalla sua collera uscirà un fuoco divoratore delle fondamenta della terra, e brucerà i peccatori come paglia. [24] Guai a coloro che peccano, e non osservano i miei precetti, dice il Signore, [25] non avrò compassione di loro. Lungi da me, figli ribelli! Non contaminate il mio santuario: [26] il Signore, infatti, conosce quanti peccano contro di lui, perciò li darà in potere della morte e della strage. [27] La terra è già piena di malanni: voi resterete in essi, e Dio non vi libererà poiché avete peccato contro di lui. [28] Ecco uno spettacolo orribile mostrarsi dall'Oriente. [29] Le nazioni dei draghi d'Arabia usciranno con un gran numero di carri che, come il vento, si estenderanno su tutta la terra, e quanti ne sentono il rumore saranno atterriti e trepidanti. [30] I Cormani frenetici e pieni d'ira usciranno come cinghiali dalla foresta, giungeranno con grande potenza, si scontreranno in battaglia con essi e devasteranno parte del territorio degli Assiri. [31] Vinceranno i draghi, memori della loro origine, e si volgeranno all'inseguimento tallonandoli con grande forza; [32] mentre quelli, sconvolti e stupiti davanti a quella forza volgeranno in fuga i loro passi. [33] Dal territorio degli Assiri una spia tenderà loro un agguato e ne eliminerà uno: allora timore e tremore assaliranno il loro esercito e sorgeranno contese tra i loro re. [34] Ecco nubi da Oriente, da Settentrione e dal Meridione: hanno un aspetto assai brutto pieno di collera e di tempesta; [35] verranno a collisione l'una contro l'altra e rovesceranno sulla terra un'abbondante tempesta; e la loro tempesta sarà sangue dalla spada al ventre (del cavallo), [36] dalla coscia di un uomo al garretto del cammello: timore e tremore grande invaderanno la terra. [37] Quanti vedranno quella collera ne resteranno atterriti, sconvolti dalla paura. [38] Dopo s'innalzeranno masse di nembi, una parte da Meridione e da Settentrione, un'altra parte da Occidente; [39] venti impetuosi sbarreranno da Oriente il passo a essi e alla nube che, nella collera, aveva suscitato, e sarà dispersa la tempesta distruggitrice levatasi da Oriente e da Occidente. [40] Si innalzeranno nubi grandi e possenti, piene di collera e di tempesta per annientare tutta la terra e i suoi abitanti, e per rovesciare una tempesta terribile su ogni luogo elevato e su ogni altura: [41] fuoco, grandine, spade volteggianti e acqua impetuosa, tanto da riempire abbondantemente d'acqua tutti i campi e tutte le valli. [42] Saranno demolite le città, i muri, i monti, i colli, gli alberi dei boschi, l'erba dei prati e il frumento. [43] Nella corsa giungeranno fino a Babilonia e la distruggeranno: [44] converranno attorno a essa, la circonderanno, rovesceranno su di essa la tempesta e tutta la collera, polvere e fumo s'alzeranno fino al cielo, e tutt'intorno non vi saranno che pianti; [45] e i sopravvissuti diverranno schiavi degli sterminatori. [46] E tu, Asia, partecipe della speranza di Babilonia e gloria della sua persona, [47] guai a te, miserabile, perché ti sei assimilata a lei e hai abbellito le tue figlie per la fornicazione affinché piacessero e si gloriassero dei loro amanti, che altro non bramavano che fornicare con te. [48] Hai imitato tutte le azioni e le trame di quell'odiosa, per questo Dio dice: [49] Contro di te manderò castighi: vedovanza, povertà, fame, spada, peste, le tue case saranno devastate. [50] La gloria della tua potenza sarà avvizzita come un fiore, allorché giungerà il calore inviato contro di te. [51] Diverrai inferma come una poverella piagata e castigata da altre donne: i tuoi potenti e i tuoi amanti non ti accoglieranno più. [52] Sarei, forse, stato così geloso a tuo riguardo, dice il Signore, [53] se in ogni momento non avessi ucciso i miei eletti, esaltandoti, battendo le mani e se, inebriata, non avessi esclamato: [54] Fai risplendere la bellezza del tuo volto? [55] Hai in grembo la ricompensa della tua fornicazione, perciò ne sarai ripagata! [56] Come ti comporti con i miei eletti, così si comporterà Dio con te, consegnandoti in balia del male. [57] I tuoi figli moriranno di fame, tu di spada, le tue città saranno distrutte, e tutti i tuoi abitanti periranno di spada nei campi; [58] quelli che si troveranno sui monti periranno di fame, mangeranno le proprie carni e berranno il proprio sangue, dalla fame di pane e dalla sete di acqua. [59] Verrai, infelice, per i mari e non avrai che malanni. [60] I passanti si getteranno contro la città distrutta, rovineranno parte della tua terra e stermineranno parte della tua gloria, e faranno poi ritorno a Babilonia distrutta. [61] Rasa al suolo, sarai per loro come la paglia, ed essi saranno per te come il fuoco: [62] divoreranno te e le tue città, la tua terra e i tuoi monti, i tuoi boschi e ogni albero da frutta. [63] Prenderanno prigionieri i tuoi figli, faranno bottino del tuo tesoro e distruggeranno lo splendore del tuo volto.

Prove per i giusti e castighi per gli empi

16 (XVI)[modifica]

[1] Guai a te, Babilonia e Asia! Guai a [2] te Egitto e Siria! Indossate sacchi e cilici, piangete i vostri figli, e rattristatevi, [3] poiché è vicina la vostra disfatta. Su di voi fu mandata la spada, e chi mai la potrà distogliere? [4] Su di voi è stato mandato il fuoco, e chi mai lo potrà spegnere? [5] Su di voi furono mandati malanni, e chi mai li potrà distogliere? [6] V'è, forse, uno che può distogliere, nel bosco, un leone affamato, o spegnere un fuoco divampante [7]nella paglia? V'è, forse, uno che può deviare una freccia scoccata da un robusto arciere? [8] Il Dio potente invia malanni: chi li può arrestare? [9] Dalla sua collera scaturì fuoco: chi lo può spegnere? [10] Scaglia folgori: chi non avrà paura? Fa echeggiare troni: chi mai non ne sarà atterrito? [11] Il Signore minaccia: chi non resterà totalmente confuso al suo cospetto? [12] Tremò la terra e le sue fondamenta, il mare fu scosso in profondità, le sue onde e i suoi pesci furono sconvolti al cospetto del Signore e della gloria della sua potenza. [13] La sua forte destra ha teso l'arco, vengono da lui scoccate acute frecce; non falliranno allorché inizieranno a essere scagliate sulla terra. [14] Ecco, vengono gettati malanni, che non faranno ritorno fino a quando non avranno raggiunto la terra. [15] S'accenderà un fuoco, che non si spegnerà fino a quando non avrà consumato le fondamenta della terra. [16] Come una freccia scoccata da un robusto arciere non ritorna indietro, così non avranno ritorno i malanni mandati sulla terra. [17] Guai a me, guai a me! In quei giorni, chi mai mi libererà? [18] Principio di dolori e di molti gemiti, inizio di fame e di strage, principio di guerra: i forti avranno paura; sarà l'inizio dei malanni, e tutti saranno trepidanti! [19] Che fare quando sopraggiungeranno questi mali? [20] Ecco, la fame, la calamità, la tribolazione e l'angustia: sono flagelli inviati per l'emendamento. [21] Ma nonostante tutto ciò non si convertiranno dalle loro iniquità, né si ricorderanno sempre dei flagelli. [22] Ecco: il prezzo dei viveri sarà basso sulla terra, tanto che la gente penserà che sia giunto il regno della pace; ma proprio allora si scateneranno malanni su tutta la terra: spada, fame, confusione grande. [23] La fame ucciderà molti sulla terra, gli altri saranno sterminati [24] dalla spada che succederà alla fame, e i morti saranno gettati via come lo sterco. Nessuno li rimpiangerà; la terra sarà, infatti, deserta e le sue città distrutte. [25] Non vi sarà alcuno che coltivi la terra, nessuno la seminerà. [26] Gli alberi daranno frutta, ma chi la raccoglierà? [27]L'uva maturerà, ma chi la calcherà? Ovunque non vi sarà che solitudine. [28] Invano un uomo bramerà vederne un altro o sentirne la voce. [29] In una città, ne resteranno vivi dieci, in un villaggio due, che si celeranno in densi cespugli e nelle fessure delle rocce. [30] Come sugli ulivi di un oliveto, qua e là sugli alberi sono lasciate tre o quattro olive, [31] e come in una vigna vendemmiata, qua e là sono lasciati dei grappoletti da quelli stessi che ripassano con diligenza la vigna, [32] così in quei giorni, da quelli che metteranno sossopra la loro casa con la spada, saranno lasciate indietro tre o quattro persone. [33] La terra sarà deserta, i campi abbandonati; nelle vie e nei sentieri spunteranno spine perché nessuno più le frequenterà. [34] Piangeranno le vergini prive di sposo, piangeranno le donne senza marito, piangeranno le loro figlie prive d'aiuto: [35] gli sposi cadranno in guerra, gli uomini saranno sterminati dalla fame. [36] Udite queste cose e conoscetele, servi del Signore. [37] Ecco, la parola del Signore: accoglietela! Non abbiate dubbi su di essa; il Signore ha detto: [38] Ecco i mali si avvicinano; non tardano. [39] Come una donna incinta che al nono mese partorirà suo figlio, avvicinandosi l'ora del parto, due o tre ore prima, è colpita da dolori, e quando il figlio sta per uscire i dolori non si arrestano un istante, [40] così i mali non tarderanno a venire sulla terra: il mondo gemerà attanagliato dai dolori. [41] Udite la parola, popolo mio! Preparatevi alla lotta, e tra i mali siate quaggiù come pellegrini. [42] Chi vende sia come colui che fugge; chi compera sia come colui che sta perdendo. [43] Chi si dà al commercio sia come colui che non ne ricaverà guadagno; chi costruisce sia come colui che non vi abiterà. [44] Chi semina sia come colui che non mieterà; chi pota la vite sia come colui che non vendemmierà. [45] Quelli che si sposano siano come quelli che non avranno figli; quelli che non si sposano siano come se fossero vedovi. [46] Pertanto quelli che si affaticano, si affaticano senza motivo. [47] I frutti, infatti, (dei loro lavori) li mieteranno degli stranieri: ruberanno il loro patrimonio, metteranno a soqquadro le case e faranno prigionieri i loro figli, che nella prigionia e nella fame genereranno figli. [48] V'è chi commercia rapinando allo scopo di abbellire città e case, i suoi possedimenti e la propria persona: [49] e io tanto più infierirò furioso contro di lui a causa dei suoi peccati, dice il Signore. [50] Come una moglie degna e molto brava va in collera per una prostituta, [51] così la giustizia infierirà furiosa contro l'iniquità che vuol rendersi piacente, e l'accuserà pubblicamente quando verrà colui che scruta sulla terra ogni peccato. [52] Perciò non conformatevi né a lui né alle sue azioni: [53] ancor poco, infatti, e l'iniquità sarà eliminata dalla terra e regnerà su di voi la giustizia. [54] Il peccatore non affermi di non avere peccato; carboni infuocati attizza sul proprio capo colui che afferma: "Non ho peccato al cospetto di Dio e della sua gloria". [55] Ecco, il Signore conosce tutte le azioni degli uomini, i loro disegni, i loro pensieri e il loro cuore. [56] Disse, infatti: Sia la terra! e fu fatta; Sia il cielo! e fu fatto; [57] e con la sua parola creò le stelle e ne conosce il numero. [58] Colui che scruta gli abissi e i loro magazzini, colui che ha misurato il mare e il suo contenuto, [59] colui che ha racchiuso il mondo tra le acque e, con la sua parola, ha sospesa la terra sulle acque, [60] colui che ha steso il cielo come la volta di una stanza e gli ha posto le fondamenta nelle acque, [61] colui che ha posto nel deserto fonti di acque e in cima ai monti ha posto laghi per mandare rivoli dall'alto ad abbeverare la terra, [62] colui che ha plasmato l'uomo e gli ha messo un cuore in mezzo al corpo e gli ha infuso lo spirito, la vita e l'intelletto, [63] l'alito di Dio onnipotente che tutto ha fatto e scruta tutti i più reconditi nascondigli della terra, [64] questi ben conosce ogni vostro disegno, sa ciò che pensate in cuor vostro allorché peccate e volete nascondere i vostri peccati. [65] Perciò il Signore certamente scruterà a fondo tutte le vostre azioni, metterà tutto allo scoperto, [66] e sarete confusi allorché davanti a tutti gli uomini appariranno i vostri peccati e le vostre iniquità: in quel giorno, questi saranno i vostri accusatori. [67] Che farete? Come potrete nascondere i vostri peccati al cospetto di Dio e dei suoi angeli? [68] Ecco Dio giudice, temetelo! Finitela di peccare, dimenticatevi di seguitare a perpetuare le vostre iniquità; e Dio vi libererà, vi trarrà fuori da ogni tribolazione. [69] Ecco che contro di voi s'accende la collera di una folla numerosa: qualcuno di voi sarà preso con la forza e costretto a cibarsi di carni sacrificate agli idoli; [70] chi acconsentirà sarà maltrattato, disprezzato e deriso. [71] In vari luoghi delle città vicine ci sarà, infatti, una grande insurrezione contro coloro che temono il Signore: [72] saranno come delle persone impazzite che devastano e derubano coloro che temono Dio, senza avere pietà di alcuno; [73] devasteranno e deruberanno i loro beni, e li scacceranno dalle loro case. [74] Allora apparirà la prova dei miei eletti, e l'oro purificato dal fuoco. [75] Udite, miei diletti, dice il Signore. Ecco i giorni della tribolazione, ma da essi vi libererò. [76] Non abbiate paura, non esitate! Dio è la vostra guida. [77] Chi osserva i miei comandamenti e i miei precetti, dice il Signore, non sarà sopraffatto dai suoi peccati. [78] Guai a coloro che sono avvinti dai loro peccati, nascosti dalle loro iniquità! Il campo avvinto da una selva, nel quale la semente è nascosta da spine e per il quale non può transitare alcuno, sarà eliminato e destinato a essere divorato dal fuoco.