Antologia ebraica/Premessa

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Mosaico romano con Menorah, Lulav e Ethrog, VI sec.
« Nei libri che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato. »
(Elias Canetti)

I documenti scelti per questa antologia provengono dalla letteratura ebraica postbiblica e offrono importanti esempi del modo in cui gli ebrei interpretavano il tempo e l'eternità — spaziano dalla teologia formale alla semplice fede, dalla filosofia al folklore, dalla legge pratica alla contemplazione mistica. Gli sforzi espressivi del teologo si alternano alle ingenue espressioni di fede del devoto. La fede ora parla direttamente tramite la libera ispirazione, e ora cerimoniosamente tramite le istituzioni affermate della religione. Una preoccupazione per le esigenze della legge pratica non esclude voli pindarici di contemplazione mistica. Israele, concepita come nazione, non esclude Israele, conceptito come mondo. Sia i bisogni dell'individuo e sia la volontà di trascendere l'individuo trovano qui espressione; l'amore per questa vita e l'anelito per la perfezione ultraterrena; l'umile accettazione del destino ed il grido accusatore di una comunità che soffre.[1]

In generale, le selezioni finiscono col movimento pietista del Chassidismo. La letteratura chassidica, creata prima che l'Ebraismo sentisse l'impatto dell'Europa moderna, fornisce una conclusione naturale all'espressione classica delle radici di Israele. Ma ci si deve ricordare che le idee offerte qui, in questa antologia, non hanno perso il loro rilievo col passaggio del tempo. Leggendo alcune delle selezioni di questo libro, specialmente quelle che parlano della resistenza di Israele nel tempo e la sua volontà di vivere e servire, il lettore diverrà consapevole di eventi contemporanei e percepirà che le grandi problematiche del passato continuano a persistere.[1]

Un'antologia come questa, in cui così tanti impulsi differenti e interconnessi, non può offrire un semplice riassunto di informazioni o un percorso per comprenderne i contenuti.[2] Il lettore non troverà qui un resoconto semplice o unilaterale degli insegnamenti di Israele. Ciò che si spera di offrirgli è una visione della vasta gamma di pensiero che forma tale tradizione e la varietà dei percorsi che furono presi verso un'unica meta — la creazione di una relazione tra il finito e l'infinito, tra tempo ed eternità.

Questi documenti presentano un concetto della vita umana come un solo grande dialogo tra uomo e Dio. Il lettore percepirà l'ansietà e la riverenza con cui gli autori si appropinquano a temi di vita e spirito. Sentirà il fervore che pervade la loro ricerca di significato e importanza della vita umana, ed arriverà a capire il concetto stimolante di Israele come comunità di persone responsabili della funzione speciale di essere consapevoli della presenza divina nel mondo — una comunità dedita al compito di "ordinare il mondo nel Regno di Dio", a Sion, nel mondo, e attraverso le vicissitudini della storia. Comprenderà, si spera, à le profonde implicazioni della devozione ebraica all'apprendimento, alla cultura — cultura per se stessa, apprendimento come mezzo per santificare il Nome divino, conoscenza come preparazione per una vita attiva. In ultimo, il lettore vedrà nella tradizione ebraica un tentativo ricorrente di riconoscere che tutte le nuove idee si originano dalle Scritture, rendendo così il pensiero e la vita un unico commentario onnicomprensivo della Parola vivente di Dio.[3]

Questo wikibook non è inteso a supporto di una particolare dottrina. La varietà e le involuzioni della tradizione sono evidenziate; nessuna "linea" viene però affermata. Il lettore potrà essere attratto da certi concetti e respinto da altri. Ma che sia in accordo o disaccordo, ciò che conta è che il lettore odierno entri in una relazione vitale e dinamica con coloro che parlano in questi documenti. Così le loro espressioni potranno diventare attuali nel più vasto senso della parola, in quanto si rivolgono con ugual forza ed intento ad ogni generazione.[1]

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N.B.: Alcune sezioni dell'antologia contengono materiale complesso nell'ambito della tradizione filosofica & teologica dell'Ebraismo e se ne consiglia la lettura a coloro che abbiano conoscenze in materia, in modo da apprezzarne le sfumature e comprenderne i significati specifici.

Note[modifica]

  • N.B.: Mentre il principio di "Dio" alla fine implica sia il genere maschile che quello femminile, ed è quindi senza genere, i riferimenti storici indicano che sia il principio attivo maschile di Dio che si congiunge col principio ricettivo femminile della "Madre Terra" a produrre il dualismo della vita unito nel nostro corpo. Per tale ragione i riferimenti a Dio al maschile in questo articolo si riferiscono al principio di Dio unicamente nell'atto della Creazione intesa teologicamente.
  • In molti testi antichi, in traduzioni moderne e nelle tradizioni che vengono citate nel presente articolo, il genere umano viene indicato con la parola "uomo" o il genere maschile. Chiaramente sia tale parola sia la scelta del genere nel contesto antico viene intesa ad essere inclusiva di uomini, donne e bambini, e rappresenta l'intera esistenza umana. Per rimanere consistenti con il linguaggio dei testi citati, si rispetta qui tale convenzione onnicomprensiva al maschile.
  1. 1,0 1,1 1,2 Leon Roth, Judaism, A Portrait, Viking Press, 1962, Introd., pp. 15 segg.
  2. Un certo numero di brani riportati nel testo del presente libro appaiono in forma condensata. Traduzioni estratte da altre pubblicazioni, specialmente quelle in inglese, sono state a volte adattate al corpo testuale per rendere uniforme la lettura. Qualsiasi traduzione in italiano da altre lingue (per es. dall'ebraico, greco, inglese, francese, ecc.) è stata liberamente — e quindi non letteralmente — eseguita da Monozigote. Si specifica inoltre che i testi riportati sono antichi e in gran parte non vanno oltre il XIX secolo — pertanto sono di dominio pubblico e non detengono copyright.
  3. Israel Zinberg, A History of Jewish Literature, 17 voll., Ktav, 1972-78, Introd.