Costellazioni/Costellazioni invernali

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Costellazioni
Hubble ultra deep field.jpg
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Una convinzione piuttosto diffusa vuole che durante le fredde e terse notti invernali, le stelle siano più brillanti che nelle altre stagioni. In realtà la qualità del cielo non è rilevante, è proprio che in quel periodo sono presenti molte stelle luminose, più che in altri periodi. La costellazione più spettacolare, in questo periodo, è Orione. La figura del cacciatore è delimitata da quattro stelle fra le più importanti del cielo; importante anche la “cintura”, che è formata da tre stelle che costituiscono l’unico caso in cui stelle tanto brillanti siano così vicine tra loro e distanti tra loro ( prospetticamente! ) in maniera quasi perfetta. La costellazione contiene anche una famosa nebulosa: M42 l’unica nebulosa visibile ad occhio nudo, vera fucina di stelle in formazione. Altro oggetto significativo del cielo invernale sono le Pleiadi, nel Toro, ammasso stellare visibile ad occhio nudo, che costituisce un vero test per la vista: si dice che chi ha la vista molto acuta riesca a vedere nel gruppo lattiginoso dell’ammasso ben sette stelle chiaramente distinte una dall’altra. Nell’Auriga abbiamo Capella, la seconda stella più luminosa del nostro emisfero. La prima è Sirio, anch’essa visibile in questa stagione nella costellazione del Cane Maggiore. Altra costellazione famosa di questo periodo è quella dei Gemelli, le cui componenti più brillanti sono Castore e Polluce. Rileviamo, infine, che la Via Lattea si estende per tutto il cielo da nord-ovest a sud-est, ma la sua presenza non è così appariscente come in estate.