Disturbi mentali/Disturbi del tono dell'umore/Disturbi bipolari

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La diagnosi di disturbo bipolare I richiede che nella storia del paziente ci sia un disturbo depressivo maggiore con un episodio maniacale con umore anormalmente elevato, espansivo o irritabile per almeno 1 settimana, e alla presenza di almeno 3 sintomi fra i seguenti:

  • aumento esagerato della stima di se o grandiosità
  • riduzione del bisogno del sonno
  • aumentata loquacità
  • fuga delle idee
  • distraibilità
  • aumento dell’attività produttiva o anche sessuale
  • agitazione psicomotoria
  • eccessivo coinvolgimento in attività ludiche e prodigalità. Ovviamente l’alterazione dell’umore deve essere tale da causare una compromissione del lavoro o delle attività sociali usuali. *Per la diagnosi del disturbo bipolare II è sufficiente una condizione di esaltazione dell’umore più lieve, definita “ipomaniacale”. Questa forma (che sembra maggiormente determinata a livello genetico) è vissuta con minor consapevolezza di malattia e quindi più difficilmente il paziente accede alle cure.
  • Quando si verificano almeno 4 episodi di alterazione dell’umore negli ultimi 12 mesi, si parla di forme a rapida ciclicità le quali richiedono particolare cautela nella terapia. *Tra i disturbi bipolari si considerano anche gli stati misti che presentano #contemporaneamente alterazione dell’umore con caratteristiche di depressione e di eccitamento o rapide alternanze nel corso del medesimo episodio. In questa condizione i rischi di suicidio sono particolarmente elevati.

3-Disturbi dello spettro affettivo[modifica]

nello spettro dei disturbi affettivi non si considerano solo le psicopatologie fino ad ora descritte, ma anche alcune malattie psicosomatiche :

  • disforia (alterazione patologica dell’umore sia in senso depressivo che di eccitazione) isteroide
  • depressione atipica
  • alcuni disturbi di personalità
  • bulimia
  • anoressia
  • sindrome premestruale
  • disturbi da attacchi di panico
  • disturbo ossessivo-compulsivo
  • sindrome iperattiva con deficit dell’attenzione nel bambino
  • cataplessia (improvvisa e temporanea perdita di tono muscolare, senza perdita della coscienza)
  • cefalea
  • colon irritabile
  • sindrome dolorosa non organica
  • nevralgia del trigemino (dolore acuto e violento del nervo che provvede alla sensibilità delle regioni superficiali e profonde della faccia e all’innervazione dei muscoli masticatori). È importante sottolineare come molti di questi disturbi sono il motivo per ricorrere alla psicoterapia… e c’è da dire anche che con farmaci antidepressivi (che agiscano prevalentemente sul neurotrasmettitore serotonina) questi quadri possono essere efficacemente curati.

Decorso[modifica]

Quasi la totalità dei pazienti con disturbi affettivi maggiori incorre in ricadute.

Almeno il 70% dei pazienti risponde bene alle terapie farmacologiche, ma purtroppo circa il 20% dei soggetti con disturbi dell’umore tende alla cronicità nonostante la terapia.


Eziologia[modifica]

Il modello attuale è quello della vulnerabilità allo stress e si devono distinguere fattori di vulnerabilità e fattori di rischio.