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Disturbi mentali/Disturbi dello spettro schizofrenico/La schizofrenia/Diagnosi e sottotipologia clinica

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Indice del libro

Secondo l'attuale DSM IV:

Criteri diagnostici

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  1. presenza di almeno 2 tra questi sintomi caratteristici per almeno 1 mese:
    1. deliri,
    2. allucinazioni,
    3. eloquio disorganizzato,
    4. comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico,
    5. sintomi negativi, rappresentati da : appiattimento affettivo, alogia o abulia (inerzia, mancanza di volontà).
    È richiesto un solo sintomo se i deliri sono bizzarri o se le allucinazioni sono costituite da una voce che continua a commentare il comportamento o il pensiero del soggetto, o da due o più voci che conversano tra loro.
  2. Disfunzione sociale/lavorativa
  3. la durata deve essere di almeno 6 mesi. Tale periodo deve includere almeno un mese di sintomi che soddisfino il criterio A e puo' includere i sintomi prodromici o residui
  4. esclusione di disturbi schizoaffettivi o disturbi dell'umore
  5. esclusione che il disturbo sia dovuto all'uso di sostanze (droghe o farmaci) o a condizioni mediche generali.
  6. se c'è anamnesi positiva per un disturbo pervasivo dello sviluppo, la diagnosi addizionale di schizofrenia si fa se, per almeno un mese, sono presenti anche deliri o allucinazioni rilevanti.

Il decorso longitudinale della schizofrenia puo' essere puo' essere classificato come segue (puo' essere effettuata dopo almeno un anno dall'esordio dei sintomi):

  1. Episodico con sintomi residui intercritici
  2. Episodico con nessun sintomo residuo intercritico
  3. Continuo
  4. Episodio singolo in remissione parziale
  5. Episodio singolo in remissione completa
  6. Modalita' diversa o non specificata
  7. Meno di un anno dall'esordio dei sintomi
  • La diagnostica differenziale è particolarmente difficile con il dist. schizo-affettivo, il dist affettivo con aspetti psicotici, il dist paranoie, i dist della personalità borderline, schizoide, schizotipico… senza considerare che allucinogeni e altri stupefacenti possono indurre disturbi con sintomi analoghi.


Sottotipologia clinica

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  1. tipo paranoie dove l'aspetto predominante è rappresentato dalle allucinazioni e da un delirio persecutorio ben strutturato
  2. tipo disorganizzato (ebefrenico) a insorgenza precoce, dove predomina la puerilità e i deliri non sono né organizzati, né elaborati (ha la peggior prognosi)
  3. tipo catatonico caratterizzato dai disturbi motori e dall'alternanza di fasi di stupore e fasi di eccitamento
  4. tipo indifferenziato (semplice) caratterizzato da uno sviluppo insidioso di comportamenti bizzarri, riduzione delle relazioni sociali e lavorativi.

Le ipotesi eziologiche possono essere distinte in genetiche, psicologiche, neurobiologiche e fisiopatologiche.

ipotesi genetiche

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ci sono indubbiamente dei fattori ereditari: il 46 % dei figli di genitori ambedue schizofrenici e il 17 % quando uno solo dei genitori è affetto o si ammali di schizofrenia. Il cromosoma 5 è il più incriminato, anche se però si propende per una modalità multifattoriale.

Ipotesi psicologiche

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è frequente anche se non costante la presenza di situazioni familiari e di adattamento sociale alterato. Si è visto che nella famiglia degli schizofrenici modi distorti di comunicare le emozioni possono influenzare il decorso con aggravamento repentino dei sintomi e delle ricadute. Ipotesi neurobiologiche: molti dati vanno a favore della presenza di precoci alterazioni del SNC: complicazioni e traumi nel periodo che precede e segue immediatamente la nascita (perinatale) sono più frequenti negli schizofrenici, con il risultato di subdoli danni cerebrali che si evidenzierebbero in fasi di sviluppo successive. Ipotesi fisiopatologica: che è per adesso quella più accreditata, sostiene una iperattività del sistema dopaminergico come disfunzione primaria nella schizofrenia.

Riguardo alla guarigione una tradizionale definizione considera il recupero della capacità di mantenere una certa occupazione e di vivere decentemente nella società come "guarigione sociale".