Interlingua/Teoria/Finali

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Le finali[modifica]

Come ogni altro elemento formativo, anche i suffissi appaiono in forme proto­tipiche fisse che non variano a casaccio da una parola all'altra. Se pure è un fatto storico che i suffissi nell'inglese agile e in fossil sono identici, e se inoltre, nelle altre lingue contributrici essi sono identici, come in realtà lo sono, allora la differenza inglese fra questo particolare ­ile e questo particolare ­il non dovrà lasciare traccia nelle forme internazionali. La forma comune dalla quale il suffisso rappresentato dall'inglese ­alsi è evoluta nelle varie lingue, è una forma tecnicamente conosciuta come una forma dei casi obliqui latini di ­alis, cioè ­alem. Questo ­alem è il padre di tutte le varianti contributrici, ma la sua piena conformazione è stata mantenuta solo dall'italiano. Tutte le altre lingue di riferimento omettono la ­e finale. Quindi il prototipo che serve come forma inter­nazionale del suffisso lo dovrà omettere. Il suffisso appare così come ­al.

Un poco più complesso è il caso dei suffissi paralleli che sono sorti dal latino ­ilis. Anch'esso compare nell'italiano con la finale ­e in ogni caso, ma l'allinea­mento come l'inglese civile agile, lo spagnolo civil, agil, l'italiano civile e agile, il francese civile agile, porta all'introduzione di due forme prototipiche, la pri­ma, ­il, che porta l'accento ed omette la ­e; l'altra ­ile, fornita della finale ­e che compare dopo una sillaba accentuata.

Questi dati possono essere considerati da un altro punto di vista. Infatti, come regola generale che si applica alle forme presenti in questo dizionario, una ­e finale dopo ­l­ (e allo stesso modo dopo ­n­e ­r­) indica che l'accento tonico deve cadere sulla terz'ultima sillaba, come in agile, al contrario di civil, in auto­mobile, al contrario di infantil, come in ordine, al contrario di asinin, come in arbore, al contrario di professor, ecc.