Le religioni e il sacro/Il sacro/Islam

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La Ka'ba della Mecca, luogo sacro (ḥaram) dell'Islam.
« O Dio, Tu sei la pace, e da Te è la pace, facci vivere, nostro Signore, nella pace, e facci entrare nella dimora della pace. Sii Tu benedetto, o possessore della maestà e della Gloria. »
(Dal Masnūn Du'ā'ain)

Il sacro nel mondo islamico è reso con la radice semitica Ḥrm (mettere da parte) reso in arabo con l'ambigua espressione di ḥaram (lett. "separare"). Sono separati, ḥaram, gli spazi resi tali dalla presenza di Dio come alcuni luoghi della Mecca e di Medina ma anche di Hebron (la Tomba di Abramo) o di Gerusalemme (la Cupola della Roccia), tutti luoghi vietati ai non musulmani sotto pena capitale[1] e dove il musulmano può recarsi dopo riti di purificazione.

Ḥaram è anche la proprietà privata ottenuta con il volere di Dio, sono ḥaram le mogli e le concubine riconosciute dalla legge. Harem sono i luoghi a loro destinati e vietati sotto disposizione di Allah. Ma ḥaram ha anche un terzo ambito di significato sacro, dove per "separato" indica ciò che è "vietato" (harām): da alcuni alimenti a condotte espressamente proibite dal Corano (ad esempio le bevande fermentate, così come il furto).

Altro termine chiave del mondo sacro dell'Islam è Quddūs (che proviene dalla radice semitica "QDŠ"), la "santità", così con il termine Al-quddūs si indica Dio, il Santissimo e tutto ciò che lo riguarda sia in termini di oggetti e di scritti come il Corano che i luoghi resi da lui ḥaram. Da notare che mentre la città di Gerusalemme è al-Quds la spianata del Tempio dove Maometto fu innalzato al Trono di Dio, è ḥaram. L'unica fonte del sacro, sia in termini di Quddūs che in quelli di ḥaram è e resta Allah, Dio. Quddūs e ḥaram sono dunque i due termini chiave della nozione di sacro nell'ambito dell'Islām, nonostante che, come nota Louis Gardet [2], verrebbe la tentazione di rendere il termine Quddūs prevalente su quello di ḥaram, ciò non è possibile perché la Ka'ba della Mecca è indicata come ḥaram, è ḥaram anche il sancta sanctorum della città santa, al-Quds, Gerusalemme.

Note[modifica]

  1. Nell'Islām sciita sono posti sotto analogo divieto anche le tombe degli iman nelle città di Qum, Baghdad, Mashad, Samarra, Najaf e Kerbela.
  2. Louis Gardet. Notion et sens du sacré en Islam. In E. Castelli. Le sacré. Études et rechears Parigi, Aubiers, 1973, pagg. 317-31.

Bibliografia[modifica]

  • Julien Ries, Il sacro nell'Islam, in Il sacro nella storia religiosa dell'umanità. Milano, Jaca Book, 1995, pagg.191-207 anche in Julien Ries Opera omnia vol. II. Milano, Jaca Book, 2007, pagg.189-204.
  • Joseph Chelhod, Les Structures du sacré chez les Arabes. Parigi, Maisonneuve, 1964.
  • Joseph Chelhod, Le sacrifice chez les Arabes. Parigi, PUF, 1955.
  • Louis Gardet, Notion et sens du sacré en Islam. In E. Castelli. Le sacré. Études et rechears Parigi, Aubiers, 1973, pagg. 317-31.