Le religioni e il sacro/Il sacro/Sumeri

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Frammento di stele rappresentante una divinità neo-sumerica, 2120 a.C. Girsu, (Iraq meridionale).
« Gudea davanti al suo re, gli rivolse la sua preghiera, gli si avvicinò nella sala del consiglio portò la mano davanti alla bocca (ka šu gál) e disse: "O mio re Ninghirsu[1], signore, che trattiene le acque selvagge, signore benevolo, generato dalla Grande Montagna, giovane privo di legami, o Ninghirsu, io voglio costruire il tuo tempio, tuttavia non ho ricevuto il segno in proposito" »
(Cilindro A VIII 13, IX 4)

I Sumeri furono un popolo pre-semitico la cui civiltà fiorì intorno al IV millennio a.C. nella Mesopotamia meridionale. Questa civiltà era costituita da un insieme di città-stato le più antiche delle quali risalgono al 3000 a.C. Tra queste città le più importanti furono: Kish, Ur (che nella Bibbia risulta essere la patria di Abramo) e Uruk (che fu governata dal mitico sovrano Gilgameš). Mentre Lagaš, Umma (città)|Umma e Nippur rappresentavano delle sedi dei culti religiosi. Queste città venivano governate da un re-sacerdote (ensi, lugal).

Nel linguaggio religioso dei Sumeri, sacro viene indicato con il termine kù-g, così esso appare nei cilindri A e B di Gudea di Lagaš. Il termine kù-g insiste su un significato di purezza primordiale. Ciò che è puro all'inizio dei tempi questo è "sacro", kù-g. Altri tre termini presenti nei cilindri sono Mah, Zi-d e Me. Il primo, Mah indica la priorità e la trascendenza di re come delle divinità (dingir), o anche di montagne e città, Mah è la superiorità di un dio rispetto ad un altro e si colloca nel sancta sanctorum del tempio sumerico. Zi-d indica la santità divina. Il sacro kù-g essendo primordiale riguarda innanzitutto le prime due divinità cosmiche: An e Gatumdu. Il terzo termine Me indica la sacralità dell'ordine cosmico. Con i Me viene garantito il destino del mondo.

Per i Sumeri il mondo è governato e il destino di ciascuno è stabilito dagli dèi. Coltivare il kù-g, la purezza primordiale, e i Me, la sacralità dell'ordine cosmico permette di rendere il mondo armonioso e crea un legame con gli dèi[2].

Note[modifica]

  1. Ninghirsu è la divinità sumera patrona della città di Lagaš governata dall'ensi Gudea.
  2. Cfr. ad es. Julien Ries. Opera omnia vol. II: L'uomo e il sacro nella storia dell'umanità. Milano, Jaca Book, 2007, pagg. 544-5.