Immagini interpretative del Gesù storico/Introduzione 1: differenze tra le versioni

Jump to navigation Jump to search
testo+compl.
(testo)
(testo+compl.)
Man mano che la nostra conoscenza dell'ambiente sociale e culturale di Gesù aumenta, l'idea che l'ebraismo fosse un sistema unitario sta svanendo (Nickelsburg 1993: 1). Una grande influenza è stata esercitata a questo riguardo dai [[w:Manoscritti del Mar Morto|Manoscritti del Mar Morto]] (Qumran) che hanno permesso di identificare un gruppo divergente all'interno dell'ebraismo (Harrington 1987b: 5-6). L'ebraismo palestinese non è più visto come un fenomeno autonomo non toccato da nessun'altra influenza. È piuttosto parte di un mondo greco-romano più ampio (Harrington 1987a:35; Nickelsburg & Kraft 1986:11; Parton 1986:59). Il contatto tra Est e Ovest ha una lunga storia e potrebbe essere riportato tanto indietro quanto ne abbiamo dati storici (Parton 1986:57). Le caratteristiche giudaiche o ellenistiche del ministero di Gesù non indicano la sua continuità o il contrasto con l'ebraismo. Serve ad evidenziare le complessità della società in cui visse. La diversità della Palestina del primo secolo non era solo limitata alle diverse culture e al loro ruolo nella società. Anche all'interno della cultura ebraica c'era una grande diversità.
 
Quegli atti e detti che sono stati usati per implicare un contrasto tra Gesù e l'ebraismo, dovrebbero piuttosto essere visti come un'espressione della diversità all'interno dell'ebraismo stesso. Ciò diventa ancora più chiaro quando percepiamo l'influenza dell'ellenismo sulla società ebraica e il modo in cui diversi gruppi reagirono all'ellenismo (Parton 1986: 57-80). Parton, con l'inclusione dei Samaritani, ha individuato nove gruppi distinti all'interno della società ebraica (Parton 1986: 63). Questi gruppi potrebbero essere ulteriormente divisi al loro interno. Ci avverte di essere consapevoli di tali differenze e di non ignorarle solo per soddisfare le nostre percezioni idiosincratiche (Parton 1986: 73)
 
La diversità dell'ebraismo è ulteriormente enfatizzata dall'opera di Harvey Falk (1985) con il suo concentrarsi sulle differenze tra le [[w:Dispute talmudiche tra Bet Shammai e Bet Hillel|scuole rabbiniche di Shammai e Hillel]] nell'ebraismo tra il 20 [[w:p.e.v.|p.e.v.]] e il 70 [[w:e.v.|e.v.]] [[:en:w:John Bowker (theologian)|Bowker]] (1973) descrive anche diversi gruppi e punti di vista nell'ebraismo. Ci fu una diversità anche all'interno di una certa visione della vita, come quella [[w:escatologia ebraica|escatologica]] (Yarbro Collins 1991: 220). Ciò significa che non solo le opinioni all'interno dell'ebraismo differivano ampiamente, ma che c'erano differenze persino su certi punti di vista particolari all'interno dell'ebraismo, cosicché nemmeno le opinioni particolari dovrebbero essere considerate come se fossero governate da un dogma giudaico monolitico (Nickelsburg 1993:104). Una differenza di opinione con un gruppo o l'altro difficilmente significava una scissione con l'ebraismo.
 
Stabilire che Gesù avesse rotto con l'ebraismo sarebbe, alla luce di quanto sopra, più difficile di quanto si pensasse in precedenza. Una ragione importante per questo è il fatto che la religione e la vita quotidiana erano un tutto integrato. Rompere con la propria religione significava rompere con la fibra stessa della propria nazionalità. La disputa tra samaritani e ebrei dimostra che, nonostante le diversità interne, la nazionalità ebraica era basata sulla convinzione che fossero i Figli di Israele (Purvis 1986: 92).
 
Si potrebbe inoltre chiedere con quale ebraismo Gesù ruppe? Poiché, come abbiamo visto, le differenze erano tollerate e riconosciute, sarebbe estremamente difficile indicare una scissione con l'intera società ebraica e con ogni linea di pensiero al suo interno.
 
La certezza dell'ebraicità di Gesù richiede che questa indagine includa solo opere che utilizzano tale punto di partenza. Il libro di [[w:Géza Vermes|Vermes]], ''Jesus the Jew (Gesù l'ebreo)'', è una scelta ovvia per la nostra indagine alla luce del criterio di cui sopra. Lo stesso Vermes era ebreo e questo ci darà un'opportunità in più di vedere Gesù come viene interpretato da un ebreo. Oltre a Vermes, tuttora attuali sono il libro di [[w:Ed Parish Sanders|Sanders]], ''Jesus and Judaism'' e le opere di [[w:Burton Mack|Mack]] e Downing, che verranno discusse — tutti usano l'ebraicità di Gesù come punto di partenza. Nel caso di Mack e Downing, l'ebraicità di Gesù è stata vista sullo sfondo dell'influenza che l'ellenismo ebbe sull'ambiente ebraico nel I secolo. Questo è uno dei principali punti di contesa tra Sanders e le persone che usano l'influenza ellenistica come una delle loro premesse.
 
Il problema della diversità, che verrà esaminato di seguito e che costituisce il problema principale di cui si occupa questo mio studio, è già presente nell'affermazione sull'ebraicità di Gesù. Come abbiamo visto, l'ambiente in cui visse Gesù era multiforme. La domanda quindi non è se Gesù fosse o meno un ebreo, ma piuttosto dove si inserisce nelle molte sfaccettature dell'ebraismo? Che tipo di ebreo i suoi contemporanei avrebbero pensato che fosse? Dovremo capire come Gesù si sia interconnesso con la rete continuativa dell'ebraismo del suo tempo.
{{Vedi anche|Serie cristologica}}
{{Avanzamento|50100%|67 aprile 2021}}
[[Categoria:Immagini interpretative del Gesù storico|Introduzione 1]]
12 367

contributi

Menu di navigazione