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Messianismo Chabad e la redenzione del mondo/La Legge Scritta di Chabad

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Edizione della Tanya stampata a Tel Aviv nel 1944.

La Legge Scritta di Chabad: la Tanya

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« Tanya è la ‘Torah Scritta’ dei Chassidim,
e studiarla è come studiare Chumash:
tutti la studiano, dai più grandi
studiosi alla più semplice delle persone; ciascuno,
secondo il proprio livello, comprende ciò che
comprende, e nessuno la comprende
del tutto. »
(Yosef Yitzchok Schneersohn[1])

Definita dagli addetti ai lavori la legge scritta di Chabad, la Tanya fu pubblicata per la prima volta in Slavita nel 1797 con il nome Likutei Amarim (לקוטי אמרים, collezione di dichiarazioni/discorsi). Due anni dopo fu ripubblicata, questa volta in Zhovkva[2] con il nome Tanya (תניא, che significa "è stato insegnato/abbiamo imparato"), e Likutei Amarim come sottotitolo. Shneur Zalman stesso si riferiva spesso al libro come Libro degli Intermedi (ספר של בינונים, Sefer shel Beinonim), sottotitolo della prima edizione. Questo titolo indica i lettori a cui il libro era destinato. Questo era un'opera per il chassid ordinario che aveva un desiderio di Dio e di una vita retta, e non per i zaddikim stessi, che avevano già raggiunto il più alto livello spirituale, o gli "uomini malvagi" disinteressati (רשע, rasha).[3]

Prima che gli insegnamenti e le dottrine della Tanya fossero messi su carta, Zalman li aveva predicati, il che spiega lo stile omiletico. Poiché la pratica era tra i chassidim, i sermoni e i discorsi furono imparati a memoria e fatti circolare tra i seguaci.[4] L'edizione standard della Tanya del 1900 ha cinque parti, ciascuna un trattato distinto. A rigor di termini, il nome "Tanya" si riferisce solo alla prima parte.[5] L'edizione in cinque parti è stata ristampata a Brooklyn, New York, nel 1984 e l'edizione utilizzata in questo mio studio è del 1993.[6] Sono stati fatti dei tentativi per tradurre l'originale ebraico in lingue europee e una traduzione inglese che "lascia molto a desiderare", secondo le note alla prefazione di tale versione, arrivò nel 1945, ma fu solo nel 1958 che una versione yiddish fu pubblicata.[7] Le differenti parti sono state poi tradotte in inglese sotto la supervisione del rabbino Schneerson e viene inclusa nelle stampe bilingue.

Le cinque parti della Tanya sono chiamate (1) Collezione di discorsi (Likkutei Amarim), ora intitolato anche Il Libro dell'Uomo Ordinario (Sefer shel Beinonim), (2) La Porta dell'Unità e della Fede (שער היחוד והאמונה Sha’ar ha-Yichud ve’ha’Emunah), (3) Lettera di Pentimento (אגרת התשובה Iggeret ha-Teshuvah), (4) Lettera di Santità (אגרת הקדש Iggeret ha-Kodesh) e (5) Ultima Tesi (קונטרס אחרון Kuntres Acharon), e l'autore approfondisce sempre più gli insegnamenti mistici, anche se la maggioranza delle parti si sviluppa intorno agli stessi temi in maniera generale. Quando si cita l'opera, la Tanya si riferisce normalmente alla prima parte e per le altre parti vengono solitamente usati i nomi ebraici traslitterati, e questa usanza sarà seguita anche qui.

Come il titolo può significare e il frontespizio informa il lettore: (1) Si ritiene che la Collezione di discorsi sia stata compilata da Shneur Zalman traendola da libri sacri e saggi, presi molto probabilmente dal suo rebbe, Rabbi Menachem Mendel di Vitebsk, e da altri, e non scritta nella sua interezza dallo stesso Zalman. Potrebbe anche essere basata su idee diverse dalle sue e che sono state successivamente riviste e modificate da Zalman. In ogni caso, l'opera rivela la teologia iniziale dello chassidismo nella regione della Bielorussia e della Lituania. I Lubavitcher accreditano l'intero lavoro alla creatività innovativa di Zalman. In Opening the Tanya, Rabbi Adin Steinsaltz loda l'originalità della Tanya, sostenendo che Zalman, per modestia, si definisce solo un compilatore.[8] I Lubavitchers considerano ogni parola e lettera della Tanya significativa. Zalman divise questa parte in 53 capitoli, uno per ogni porzione settimanale del Pentateuco. Di conseguenza, i Lubavitcher studiano un capitolo della Tanya ogni settimana.[9] Nella prefazione dell'edizione del 1962, Rabbi Schneerson sottolinea il ruolo dell'uomo nell'attirare la santità a permeare la vita quotidiana attraverso lo studio della Torah, di cui fa parte anche lo studio della Tanya. La Tanya è un'opera sull'etica religiosa ebraica, incentrata principalmente sull'anima e sul conflitto tra il bene e il male in una persona, spiegando e guidando l'ebreo comune che vuole eccellere nella sua relazione con Dio, per mezzo della visione mistica ebraica del mondo, e fa riferimenti allo Zohar, a Rabbi Chayim Vital e alla Cabala lurianica. Zalman elabora il significato della vita e dell'era messianica quale scopo della creazione.

Zalman inizia con un versetto di Deuteronomio 30:14: "Poiché questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica" e durante l'intera opera della Tanya non se ne allontana mai veramente. Il verso scorre come un filo attraverso tutti i trattati ed è proprio il battito del cuore di Zalman, dei suoi insegnamenti. Lessons in Tanya (= Lezioni di Tanya), un commentario alla Tanya, spiega come questo versetto parli dell'obbligo di adempiere i comandamenti e come ogni ebreo sia in grado di farlo mediante tre mezzi, visti nelle parole "cuore", "bocca" e "fare": pensiero, parola e azione — chiamati "gli organi funzionali dell'anima".[10] Il cuore esprime i propri sentimenti verso Dio con amore e timore, che dovrebbero essere il motivo interiore per obbedire ai comandamenti. Come suscitare questi sentimenti è uno dei temi principali del libro. Anche il potenziale infinito dell'uomo (inclusa la capacità di controllare e formare il proprio destino) a causa della scintilla divina dentro di lui, e l'origine della sua anima, saturano questo lavoro. Nel linguaggio moderno, Zalman avrebbe esortato i suoi seguaci dicendo "Ce la puoi fare!"

La seconda parte della Tanya, (2) Sha’ar ha-Yichud ve’ha’Emunah espone la creazione e le verità per la preghiera contemplativa, vale a dire due amori e due livelli di percezione dell'unità di Dio. Il libro è basato sullo Shema Yisrael (Deuteronomio 6:4) e sulla frase barukh shem kevod malkhuto le’olam va’ed (Sia benedetto il santo Nome del Suo Regno per sempre ed in eterno) che si dice si riferiscano alla percezione superiore dell'unità di Dio (יחודא עילאה yichuda ila’ah) e alla percezione inferiore dell'unità di Dio (יחודא תתאה yichuda tata’ah). È stato pubblicato in inglese per la prima volta nel 1965, tradotto da Nisen Mangel.[11]

Il testo di (3) Iggeret ha-Teshuvah è cambiato nel corso degli anni, ma il tema del pentimento in questo libro è centrale per lo chassidismo. Ciò può essere compreso dal fatto che una delle due obiezioni alla dottrina chassidica presentate a Shneur Zalman in un dibattito a Minsk del 1783, riguardava il pentimento. Il Besht aveva insegnato che il pentimento era necessario per tutti, mentre gli oppositori ritenevano umiliante pensare che anche gli studiosi peccassero e quindi avessero bisogno di pentimento. Zalman insegna che il pentimento ha significato su diversi livelli e che anche lo zaddiq senza peccato ottiene crescita attraverso il pentimento. Il tipo di pentimento superiore dello zaddiq doveva essere legato alla mente. Anche il rimorso per i peccati passati e la determinazione per un futuro migliore erano importanti. Il ritorno a Dio doveva essere radicato nella vita quotidiana reale e, come dice il traduttore inglese Zalman I. Posner, il pentimento secondo Zalman "è a portata d'uomo".[12]

Zalman scrisse lettere pastorali alla comunità chasidica e queste costituiscono la quarta parte della Tanya, (4) Iggeret ha-Kodesh.[13] Le lettere trattano di come relazionarsi al Creatore e ai correligionari ebrei, specialmente attraverso il concetto di carità (צדקה zedaqah). C'è anche una notevole enfasi sulla preghiera e l'escatologia. Zalman si occupa di queste questioni insegnando, ispirando e ammonendo. Molte delle lettere riguardano l'elargizione di carità al gruppo chassidico che vive nella Terra di Israele (vedi lettera 14 in particolare) e l'amore per la Terra di Israele, come mezzi per dimostrare il sostegno agli immigrati. La maggior parte degli altri temi toccati nelle lettere si trovano altrove nella Tanya, con l'eccezione della lettera 20. Questa lettera contiene anche questioni uniche per il chassidismo; la dottrina dello zaddiq e il suo rapporto coi seguaci, la centralità degli insegnamenti esoterici nello studio della Torah, la difesa delle idee chassidiche e l'atteggiamento verso coloro che si oppongono al chassidismo. Le lettere non furono stampate fino a un anno dopo la morte di Zalman, e non tutte le 32 lettere furono incluse fino all'edizione del 1900. Inoltre, i primi editori ebbero ad osservare che nessuna lettera scritta per mano di Zalman fosse sopravvissuta, anche se erano sicuri che il suo significato era comunque manifesto.[14] Si potrebbe quindi contestare l'autenticità delle lettere date per scritte da Zalman. In ogni caso, il fattore importante per questo studio riguardante la Tanya è che in essa viene esposta l'ideologia delle prime generazioni di Chassidismo Chabad, nonché lo Zalman ideologico.

L'ultima parte della Tanya, (5) Kuntres Acharon, richiama alcune informazioni precedenti, da Likutei Amarim in particolare, ma anche concetti mistici in generale. Sembra che l'ultima parte sia stata scritta come guida approfondita per lo studio della prima e della quarta parte della Tanya. Pertanto, non è un lavoro omogeneo, ma elabora diversi argomenti. Risaltano due domande: come ci si connette con Dio studiando la Torah e cosa significa l'affermazione zoharica che non è sufficiente pensare solo alla Torah?[15]

  1. Citato in Steinsaltz 2003:xxiv.
  2. Città ucraina (Жовква) nella provincia di Lviv vicino al confine polacco, chiamata anche col suo nome polacco, Żółkiew, e nota a chi parlava yiddish come זשאלקווא (Zholkva).
  3. Zalman scrive nella sua premessa: וישמע אליכם אלקים למגדול  שמעו אלי רודפי צדק מבקשי ה ועד קטן (Ascoltami, tu che ricerchi la rettitudine, che cerchi il Signore, e possa l'Onnipotente ascoltare te, che tu sia grande o piccino).
  4. Lessons in Tanya, 2004:xx.
  5. Stroll 2007:505. Ci sono molte edizioni della Tanya, o sue parti, rivedute e che talvolta includono o escludono parti più lunghe del testo. È consuetudine stampare la Tanya in diversi paesi, quindi viene riportato un elenco sul retro dell'edizione qui utilizzata, con tutti i luoghi nel mondo che hanno stampato l'opera.
  6. La traduzione in inglese è stata fatta da Nissan Mindel e pubblicata con una prefazione di Rabbi Schneerson nel 1962. Nella prefazione Rabbi Schneerson elogia il lavoro fatto per presentare la filosofia e lo stile di vita Chabad a una più ampia gamma di persone, per le quali l'ebraico potrebbe essere una barriera. Chiama la traduzione un ulteriore contributo alla diffusione delle ricchezze dello chassidismo.
  7. La traduzione yiddish fu fatta da Rabbi Uriel Zimmer e stampata da Kehot Publishing House.
  8. Steinsaltz 2003:xxi.
  9. Lessons in Tanya, vol. 1 2004:xvii.
  10. Lessons in Tanya, vol. 1 2004:1.
  11. Cfr. (EN) Nissen-Mangel - Bibliografia, su chabad.org. URL consultato il 2 febbraio 2021.
  12. Posner 1993:860-863.
  13. Nella prima lettera, Zalman dà istruzioni agli uomini d'affari su come pregare, dicendo che poiché non hanno molto tempo, non dovrebbero "scendere davanti all'arca". Piuttosto, dovrebbero venire solo coloro che hanno abbastanza tempo per pregare. Gli uomini d'affari d'altra parte dovrebbero prolungare le loro preghiere durante lo Shabbat e le festività di devozione al Signore. "E dovrebbe essere reso noto che, a Dio piacendo, è mia intenzione inviare segretamente spie a tutte le congregazioni [מנינים minyanim], per scoprire e riferire su chiunque sia in grado, e su chiunque abbia il tempo di prolungare e meditare sulla preghiera, ma è indolente". Zalman vigilava sui suoi seguaci, proprio come avrebbe fatto un buon pastore.
  14. Schochet 1993:864-865.
  15. Si veda anche Lessons in Tanya, vol. 4 2004:259-260.