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Dizionario chimico divulgativo/E

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Effervescenza

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Elemento chimico

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E-le-mèn-to chì-mi-co (/): è una sostanza che non può essere scomposta o trasformata in sostanze più semplici, costituita da atomi della stessa natura. Fra gli elementi chimici più conosciuti c'è l'ossigeno.

E-let-trò-fi-lo (/): specie chimica che in una reazione lega (in altre parole acquista) un doppietto elettronico formando un legame covalente col partner di reazione (che fa da nucleofilo). Esempio:

Lo ione idrogeno si comporta da elettrofilo perché lega la coppia elettronica localizzata sull'atomo di azoto dell'ammoniaca (che è il nucleofilo).

Elettron-attrattore

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E-let-tron-attrattòre: vedi il lemma Effetto induttivo.

Elettrondeficienza

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E-let-tro-de-fi-cien-za (/): significa "mancanza di elettroni" ed è la situazione di un atomo che ha bisogno del doppietto elettronico di un altro atomo per essere stabile.
La parola elettrondeficiente non ha una definizione rigorosa e viene sovente usata per gli atomi che non hanno raggiunto l'ottetto in una molecola (Esempi molto comuni di molecole con tale caratteristica sono i borani ed i composti degli altri elementi del gruppo A-III) ma può essere riferito anche ad atomi i cui elettroni sono attratti da altri atomi molto elettronegativi: la loro nuvola elettronica viene deviata e la carica positiva del nucleo rimane scoperta, quindi diventano capaci di attrarre a sé altri doppietti elettronici. In questi casi può assumere il sinonimo di elettrofilo e di acido di Lewis.
Al limite si può espandere anche al legame metallico.

E-let-trò-ne (/): particella subatomica avente carica elettrica negativa. Gli elettroni sono quelle particelle che, tramite attrazione elettrostatica, collegano gli atomi per formare le molecole. A loro volta queste ultime si attraggono (sempre tramite forze elettrostatiche) per formare aggregati macroscopici: le sostanze solide e liquide (nei gas le attrazioni tra le molecole sono troppo deboli per rimanere unite).
Gli elettroni sono anche quelle particelle che compongono la corrente elettrica e i fulmini: in entrambi i casi tali particelle si muovono attratte dalla forza elettromotrice generando effetti come accendere una lampadina o produrre una scintilla.
I fenomeni elettrici erano da sempre conosciuti dall'uomo ma si scoprì che l'elettrone era qualcosa di diverso dalla materia ordinaria solo nel XIX secolo, e nel 1896 fu dimostrato che esso è una particella subatomica.
Gli studi sul comportamento quantistico degli elettroni e delle altre particelle a livello subatomico cominciarono invece nel 1900. Nel 1924 fu scoperto che l'elettrone aveva un particolare comportamento ondulatorio (come la luce ed altre particelle), cosa che aiutò a spiegare il motivo per cui esso orbita attorno al nucleo degli atomi in zone preferenziali (orbitali e livelli) tramite le equazioni di Shrӧdinger e Dirac formulate rispettivamente nel 1925 e nel 1928.

Elettronegatività

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E-let-tro-ne-ga-ti-vi-tà (/): valore numerico che esprime la forza con cui un atomo tende ad attrarre gli elettroni che gli orbitano attorno.[1]

È-lio (/):

Effetto induttivo

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Formula generale di un emiacetale
Formula di un emiacetale derivato da un'aldeide

E-mi-a-ce-ta-le (/): gruppo funzionale costituito da un atomo di carbonio collegato a due carboni e/o idrogeni, ad un gruppo ossidrile -OH e ad un etere -OR.[2] Esso fa parte della categoria più vasta degli acetali, in cui uno dei gruppi -OR è sostituito da un gruppo -OH. Il termine "emiacetale" è usato per indicare in maniera specifica il gruppo funzionale derivato da un'aldeide (cioè in cui il carbonio centrale è legato ad un ossidrile, un etere, un carbonio ed un idrogeno) mentre gli emiacetali derivati da un chetone (in cui l'idrogeno è rimpiazzato con un atomo di carbonio) vengono detti emichetali.

E-mi-che-ta-le (/): Gruppo funzionale costituito da un atomo di carbonio collegato a due carboni, ad un gruppo ossidrile -OH e ad un etere -OR.[3] E' una categoria specifica di acetali in cui il carbonio centrale non è mai legato ad un idrogeno, ed uno dei due gruppi -OR è sostituito da un gruppo -OH. Il termine, anche se non rigoroso, è largamente usato per indicare questa specifica categoria di composti.
Essi derivano dalla condensazione di una molecola di chetone con un solo equivalente di alcol.

E-mul-siò-ne (/): dispersione di un fluido in un altro fluido immiscibile, sotto forma di piccole bolle o gocce. Il latte intero, per esempio, è un'emulsione costituita prevalentemente da acqua e grassi.

Energia di risonanza

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Entità molecolare

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En-ti-tà mo-le-co-là-re (/): qualsiasi cosa microscopica che prende parte ad una reazione chimica.[4]
Per essere tali devono avere caratteristiche (energia cinetica, carica elettrica, massa isotopica, chiralità ecc.) che le rendono identificabili, ma possono essere entità di qualsiasi tipo: ioni, particelle subatomiche, atomi, macromolecole eccetera (non devono essere necessariamente molecole come può far pensare il nome).
Per usare un paragone, Voltaire e un gatto sono individui come una molecola di metano o l'atomo di uranio 238 che ha innescato una fissione a catena sono entità molecolari.

Vedi anche: specie chimica, sostanza chimica, composto chimico, isomero, isotopologo

Equazione chimica

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Equazione di Shrӧdinger

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Èr-bio (/):

E-so-tèr-mi-co (/): che sprigiona calore.

L'estere più semplice, l'acetato di metile

È-ste-re (/): composto organico derivato dagli acidi carbossilici con sostituzione formale del gruppo ossidrile con un gruppo -OR (dove R è un generico residuo idrocarburico).

Molecola del dimetiletere

È-te-re (/): composto organico avente un ponte ossigeno che lega due catene carboniose, di formula generica R-O-R', dove R è un qualsiasi gruppo alchilico (o arilico). Un esempio è CH3OCH3, l'etere dimetilico (o dimetiletere o metossimetano).

Alcol etilico

E-tì-le (/): molecola di etano cui è stato rimosso un atomo di idrogeno (•CH2CH3).
Esso è un frammento di molecola molto comune nelle sostanze chimiche usate in laboratorio ed in molti altri ambiti. In esse l'idrogeno rimosso dall'etano è sostituito con un altro gruppo funzionale (immagine a destra).
Ai composti in cui è presente viene associato l'aggettivo etilico, fra i quali il più comune è l'alcol etilico contenuto nelle bevande alcoliche. Altri esempi sono l'acetato di etile[5], l'etere etilico[6] ed il metil-etil chetone[7], usati come solventi.

Eu-rò-pio (/):

Evaporazione

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E-va-po-ra-ziò-ne (/): passaggio dallo stato di aggregazione liquido a quello aeriorme che coinvolge solo la superficie del liquido.

Bibliografia

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  1. GB electronegativity
  2. IUPAC Gold Book - Hemiacetals.
  3. IUPAC Gold Book - Ketals.
  4. GB molecular entity