Armi avanzate della Seconda Guerra Mondiale/Gran Bretagna-4

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Mezzi leggeri[modifica]

Gli inglesi misero in scena una quantità notevolissima di battelli leggeri d'attacco e pattugliamento. Tra le motosiluranti vanno ricordate le BPB da 18,3 metri, 22 t, 1.800 hp con 3 motori su altrettanti assi. Ma quelle di maggior successo erano le navi Vosper da 21 m (70 ft), e iniziarono con una prima serie che montava, su 3 assi, per quanto la cosa possa stupire, gli Isotta-Fraschini per un totale di 3.450 hp. All'epoca e fino al 1940 circa era il miglior tipo di motore a benzina leggero per impiego navale. Fu quindi un problema rimpiazzarli, prima con i Merlin di provenienza aeronautica, poi infine con i Packard americani. Erano navi che ebbero anche il primo cannone Oerlikon di ultima generazione, almeno fu la prima nella RN. Armate spesso con 8 Browning da 7,7 mm, in due impianti quadrinati, erano necessarie per la ridotta produzione dei cannoni da 20 mm rispetto alle necessità. Aveva inizialmente 44 nodi di velocità, poi ridotti a 40 con gli appesantimenti bellici. La lunghezza era di 22,1 m, larghezza 5,94 m, pescaggio 1,68 m, 3 motori da 4.000 hp complessivi per 40 nodi e 463 km alla massima autonomia. Armate con due siluri da 533 mm, 12-13 marinai, ebbero combinazioni di armi potenziate, che arrivarono ad includere anche i pezzi da 57 mm. I combattimenti notturni con le S-Boote tedesche, inizialmente meglio armate, erano molto violenti e solo con l'avvento del radar e di migliori armi cominciarono ad avere un certo successo in campo inglese. Del resto queste motosiluranti avevano un dislocamento di appena 36-49 t.


Ma per un lavoro 'pesante' gli Inglesi ebbero soprattutto bisogno delle grosse Fairmile 'D', con scafo a V e molto migliori tenuta al mare e autonomia, carena a V verso prua per migliorare la deflessione degli spruzzi. Non erano molto veloci, ma con un ampio specchio di poppa potevano avere lo spazio per armi e per motori potenti, poi migliorando ancora con i riduttori. Il vero punto debole era lo scafo, in legno, che era sottoposto a dure sollecitazioni e a frequenti manutenzioni. In tutto ne vennero costruite 200 circa fino al 1944. Potevano essere motosiluranti, motocannoniere, combinate per pesi di 90, 95 e 105 t. Avevano armi che potevano essere 2 pezzi da 57 mm, 4 siluri da 457 mm, 4 armi da 12,7 e 4 da 7,7 mm; alcune ebbero addirittura un cannone da 114,3 mm a prua, di tipo a canna corta, ma pur sempre un cannone da cacciatorpediniere. Erano spesso equipaggiate con il radar Type 242 o 291, mentre i depositi di carburante erano di 15.000 l a prua e 9.000 a poppa. Tra le altre combinazioni, 2 cannoni da 57 mm a tiro rapido, 2 da 20 e due binati da 7,62 mm, e i lanciasiluri. Poterono operare dalle Shetland fino alla Norvegia, o da Malta contro i convogli dell'Asse. Nell'insieme erano navi potenti, e l'unico modo per le motosiluranti nemiche di affrontare la situazione era una precipitosa fuga per quanto possibile.

Dislocamento: 90-105 t; lunghezza 33,53 m, larghezza 6,4 m, pescaggio 1,59 m; 4 motori per 5.000 hp, a benzina; 29 nodi, 30 per l'equipaggio.


All'epoca del resto le navi erano ancora ampiamente provviste di cannoni di grosso calibro, per esempio le circa 600 motolance portuali avevano appena 54 t di dislocamento e 12 nodi, ma non rinunciavano ad un pezzo da 47 mm. Ma le navi più grosse del Comando costiero della RN erano le SGB, Steam Gun Boat. Ovvero, si trattava di cannoniere che, per le loro dimensioni, facevano uso di motori a turbina a vapore, con due assi portaelica che assicuravano una notevole silenziosità, un motore compatto a vapore su di una sola caldaia, da 8.000 hp complessivi. Lo scafo dovette però essere realizzato in acciaio, visto che erano troppo grosse per una efficace realizzazione in legno. Navi da 165 t, vennero realizzate dal 1941 in appena 7 unità, con dimensioni di 44,41x6,1x1,68 m, peso di 165 t, 35 nodi, un pezzo da 76, 2 da 57 e 2 da 20 mm, 27 uomini d'equipaggio. Erano navi molto temute dalle S-Boote, anche perché provviste di capacità di navigazione buone anche con mare agitato, ma vennero trovate anche vulnerabili nel locale caldaie, il che comportò l'appesantimento della nave con una blindatura laterale di 18 mm (con riduzione della velocità). L'adozione della turbina era necessario perché altrimenti queste cannoniere non avrebbero avuto motori all'altezza della situazione in termini di potenza. Ma questo motore si rilevò non del tutto adatto: consumava troppo, aveva eliche di piccolo diametro, inizialmente soggette alla cavitazione, una potenza inizialmente troppo bassa per le esigenze, inoltre rimase complesso, vulnerabile, e soprattutto con un consumo non indifferente. Anche perché la caldaia doveva restare accesa e in pressione se si voleva una reazione in tempi rapidi. Un motore a scoppio invece poteva partire subito e senza nessun problema di potenza. In ogni caso, le sette navi di questa classe vennero trovate dalle S Boote temibili quasi quanto i cacciatorpediniere, e come tali evitate il più possibile. La cosa divenne più facile quando, durante il servizio, finirono abbastanza appesantite da calare a 29 nodi. Al dunque, esse costituirono senz'altro il limite massimo pratico per la realizzazione di unità costiere, almeno con le tecnologie dell'epoca[1]. I motori diesel di alta potenza, capaci di erogare anche 12.000-15.000 hp complessivi, e che hanno consentito in larga misura il successo delle motocannoniere missilistiche negli ultimi decenni erano ancora di là a venire, così come le turbine a gas applicate alle navi.


Cacciatorpediniere[2][modifica]

Iniziando la disamina, bisogna ricordare la lunga genia dei cacciatorpediniere britannici.

Ma prima ancora di ciò, va messo bene in chiaro che, tra le pur numerose flottiglie di caccia inglesi non si troverà quasi traccia dei soliti 'super cacciatorpediniere' tedeschi, giapponesi oppure peggio, italiani e francesi. Infatti gli Inglesi rimasero per lo più col criterio dei 'grandi numeri', assolutamente necessari per controllare le rotte mondiali. Altrimenti, con pochi e costosissimi caccia del genere di quelli allestiti da altre nazioni, avrebbero mancato a tale compito. Se poi un singolo caccia britannico non fosse all'altezza di un'unità similare nemica, che importa, se è poi possibile affrontare i combattimenti in superiorità numerica di 2-3:1? In ogni caso gli Inglesi non potevano nemmeno ignorare la necessità di avere navi all'altezza, fosse anche per criteri di prestigio, nel settore. Così, molto controvoglia pose mano ai 'Tribal', con la metà dei siluri e il doppio dei cannoni delle precedenti navi, e apparentemente (a differenza delle unità americane analoghe) senza problemi di sorta a supportare tale peso, a parte la sostituzione di un pezzo binato da 119 con uno da 102 per incrementare l'armamento antiaereo, altrimenti latitante (specie contro bersagli attaccanti ad alto anglo, come gli stuka, mentre gli aerosiluranti erano più 'facili' da gestire). Gli inglesi misero mano anche a dei caccia moderni ma di medio dislocamento, ben armati ma ancora piuttosto economici (dai 'J' in poi), e infine proseguirono con un massiccio programma bellico in cui si adottarono,per varie ragioni di risparmio in peso e tempo, impianti singoli da 119 mm. Al dunque i veri 'super cacciatorpediniere' inglesi furono i 'Battle' (e in parte i 'Weapon'), navi che però avevano funzioni ben diverse dai classici caccia d'anteguerra: difesa antiaerea e ASW in primis, mentre per il contrasto di superficie erano poco armati e si rifacevano più che altro ai siluri, armi di poco impatto sulla stazza complessiva.



Risalendo nel tempo, i V e W erano i primi caccia di tipo interamente 'moderno' con 4 cannoni da 102 e 120 mm sovrapposti in affusti singoli a prua e poppa, oltre a 35 nodi e 6 lanciasiluri. Erano navi moderne per il 1918, ma parteciparono anche alla guerra successiva, gran parte ammodernate a nuovi standard. Come questo fu fatto per queste vecchie navi da 95,1 m e 1.120-1.505 t? Trasformandone 16 in caccia contraerei con 4 cannoni in impianti binati da 102 mm, la sottoclasse 'Wair' del 1938-41, e altri 20 come LRE, che significava navi di scorta a lungo raggio, rimovendo la caldaia anteriore, così come il fumaiolo, armamento d'artiglieria parzialmente rimosso, lanciabombe Hedgehog e molte cariche di profondità. Tanto furono soddisfacenti che il caccia WALKER e il VAUX affondarono due sommergibili di altrettanti 'assi' tedeschi, Kreschmer e Schepke. L'autonomia di queste navi, per quanto assai più lenti rinunciando a metà dei loro 27.000 hp, era molto maggiore di quelle standard (6.437 km a 15 nodi), il che consentiva di attraversare l'Atlantico senza rifornirsi di combustibile. Navi che risultarono preziosissime per la difesa dei convogli in un periodo in cui le unità di scorta a lungo raggio erano carenti e i cacciatorpediniere di squadra erano necessari in prima linea. Queste vecchie unità erano state modernizzate, fino a che rimasero ancora valide durante la guerra successiva. Quelle non modificate non potevano più reggere il confronto con i caccia moderni, e quelle ritenute non idonee alla modifica divennero SRE, con lo stesso motore originario e con diverse combinazioni d'armamento per il compito di 'scorta a corto raggio'.

Detto questo, i caccia britannici rimasero sempre più al palo; i caccia V e W e i loro tipi modificati (con cannoni da 120 anziché 102 mm) rimasero il nerbo dei caccia inglesi per gli anni successivi; ma verso la metà degli anni '20 fu evidente che bisognava pensare a nuove unità navali, che vennero basate sulle ultime navi della generazione precedente, ma con motori da 34.000 hp e 37 nodi. I prototipi Amazon e Ambuscade stabilirono questa nuova generazione di caccia postbellici, costruita con lettere inizianti che identificavano ciascuna delle varie flottiglie, tutte su 8 navi e una capo squadriglia. I primi furono gli 'A', di cui si ricordano gli eroici Ardent e Acasta, affondati mentre tentavano di difendere la Glorious dall'attacco della Scharnorst, che fu silurata da una delle due unità, e dalla Gneisenau. L'Achates invece protesse con cortine nebbiogene un convoglio fino a che i cannoni da 203 mm dell'Hipper la colarono a picco, in quella che fu una sconfitta tattica tedesca, che mandò in bestia Hitler contro le grandi unità della flotta tedesca, viste e non senza ragione come mezzi inutili, da rottamare al più presto.

Queste navi erano da 98,5 m per 9,83 e con immersione di 2,16 m, dislocamento 1.330-1.770 t, che diventavano 1.520 t standard per il caccia conduttore, 8.851 km a 15 nodi, 35 nodi, 4 cannoni da 119 e 8 tls da 533 mm.

Seguiranno altre navi, la flotta 'B', 'C', 'D', 'E', 'F', 'G', e infine gli 'I', con lanciasiluri quintupli per un totale di 10 armi.

Nel frattempo i caccia inglesi erano passati da una condizione di assoluta eccellenza ad una di sicura mediocrità, superati dalle realizzazioni francesi, giapponesi e anche italiane. Si decise di aumentare il dislocamento, con una serie di miglioramenti che portarono ai 16 'Tribal', con una bella linea armoniosa, 4 torri binate da 119 (originariamente addirittura si pensava a 5, davvero troppe anche per loro), sempre due fumaioli di cui il secondo più piccolo, 1.870/1975 t, 44.000 hp, 115,1 m di lunghezza, 36 nodi, 10541 km a 15 nodi, ottimo scafo anche se ancora di costruzione trasversale anziché longitudinale come dagli 'J' in poi. Ma in ogni caso c'erano dei problemi: questi 16 caccia, eccellenti, costavano molti soldi e non potevano essere ancora considerati 'standard' per la RN. Ne verranno costruiti anche 3 australiani e 8 canadesi, con modifiche varie. La marina britannica aveva anche a bordo il solito impianto 'pom-pom' da 40/39 mm Vickers, con 4 cannoni concentrati in un affusto sulla tuga poppiera. Queste armi vennero poi usate anche da altre classi, assieme ad impianti anche questi quadrupli per armi mediocri di concezione inglese, le 12,7 mm, dal raggio minore rispetto alle M2 Browning (ma con maggiore cadenza di tiro), in genere due impianti quadrupli nelle ali di plancia. In seguito saranno sostituite dai 20 mm Oerlikon.

Per avere navi di maggior equilibrio e minore costo gli inglesi misero mano anche ai potenti caccia 'J', con una flottiglia di 8 unità (per una volta le flottiglie erano di 8 e non di 9 navi, il caccia conduttore aveva apparati radio e alloggi ufficiali con leggero dislocamento aggiuntivo), seguite dalle successive 'K' e durante la guerra, le 'N' con equipaggi stranieri. Essi avevano solo sei cannoni binati, ma anziché un lanciasiluri (per giunta quadruplo) se ne misero due, quintupli, per 10 armi, oltre ai cannoni Vickers e alle mitragliatrici.

In tutto questo tipo di caccia, ordinato dal 1937, era una nave del tutto potenziata, con tanto di costruzione longitudinale, e un solo fumaiolo. Se i 'Tribal' erano simili ai 'Navigatori' italiani (8 cannoni da 120 contro 6, 4 siluri contro 4-6), i 'J' e successivi erano simili ai 'Soldati' (4-5 cannoni da 120 di gittata maggiore ma di minore cadenza di tiro, 6 siluri).

In tutto le loro caratteristiche erano:

  • Dislocamento: 1.690/2.330 t
  • Dimensioni: lunghezza 108,66 m, larghezza 10,87 m, pescaggio 2,74 m
  • Apparato motore: 2 gruppi di turbine a vapore su due assi, 40.000 hp
  • Prestazioni: 36 nodi, 10.139 nodi a 15 nodi
  • Equipaggio: 183
  • Armamento: 3 impianti binati da 120 mm, 1 quadruplo da 40 mm, 2 da 12,7 mm, 2 impianti quintupli da 533 mm, cariche di profondità.


Come per i 'Tribal' e tutti gli altri caccia britannici, l'autonomia, nonostante la quantità di carburante simile, era circa il doppio rispetto alle unità analoghe italiane, che non sarebbero mai state adatte ad impieghi oceanici a meno di non rimpiazzare tutti i motori.

Un 'L'

I caccia 'L' e 'M' avevano un aspetto non dissimile da questi caccia, ma con cannoni da 120 di nuovo tipo, e con alzo aumentato da 40 a 55 gradi, con buone capacità contraeree. Non ebbero molto successo nonostante che la gittata delle loro granate da 23 kg aumentò da 15 a 18 km. I cannoni da 120 erano caratteristici in questi impianti, con canne molto distanziate tra di loro nell'affusto, per ridurre l'interferenza e quindi la dispersione tra i colpi dei cannoni binati. Non sono molto noti nelle loro attività, ma per dire delle altre navi, tra J, K e N, solo 9 sopravvissero alla guerra, come del resto solo 4 dei Tribal britannici. La minaccia aerea si era dimostrata molto pericolosa per questi caccia, specie quando c'erano in giro i bombardieri stuka.

Il programma bellico britannico aggiunse altri caccia: ben 112, dei quali i primi furono gli 8 'O' e 8 'P', con pezzi standardizzati e la riduzione delle condizioni di abitabilità al minimo indispensabile, come anche la qualità dei materiali. Per questo, a differenza dei caccia americani, nel dopoguerra sparirono ben presto dalla circolazione. Gli 'O' sembravano un grosso caccia di scorta 'Hunt' e come questi avevano cannoni da 102 mm (che talvolta, in istallazioni singole, vennero montati al posto di un lanciasiluri quintuplo sugli J' e K), nelle nuove installazioni binate. Poi c'erano i caccia 'Q', che ripresero i 'J' da 1.705 t, con cannoni da 119 mm singoli anziché i più costosi e pesanti; Avevano dislocamento a pieno carico di 2.425 t, lunghezza 109,19 m, autonomia 8.690 km a 20 nodi.

arrivarono poi gli 'R', gli 'S' (con prua modificata per ridurre gli spruzzi, già eccessivi sui 'J': e dire che i due impianti di prua da 119 mm binati erano stati sostituiti da cannoni singoli molto più leggeri), armati con cannoni Bofors, molti Oerlikon (fino ad almeno 10), i 'T', poi gli 'U', 'V', 'Z', questi ultimi vennero armati con i pezzi da 114,3 mm. Infine giunsero ben 32 'C', in aggiunta ai tanti altri, che erano su flottiglie da 8. Molti vennero modificati nelle prime fregate 'Type 15' e 16.

Un 'Battle'

Ma non bastò nemmeno questo: le esigenze della lotta contraerei erano molte altre, e i piccoli scafi di grossi siluranti dovevano essere aumentate per ottenere stabilità, cannoni in affusti ad alto angolo, lunga autonomia, grande manovrabilità. Il risultato fu alla fine fu quello dei 'Battle', progettati già dall'inizio del '41. Con cannoni da 114 mm con alzo a 85 gradi, fu possibile aumentare le capacità antiaeree. Eppure, nonostante la stazza e il costo c'erano solo 2 impianti binati a prua, mentre a poppa c'erano 2 impianti binati da 40 mm con affusto stabilizzato, centrale Mk 6 per il tiro, radar Type 275 su di un albero irrobustito rispetto a quelli precedenti, mortaio Squid ASW, cannone da 102 mm poppiero che venne usato per lo più per il tiro illuminante. Tipico il grande fumaiolo inclinato al centro della nave, dietro un albero a traliccio e una plancia di grosse dimensioni.

Vennero ordinati 16 Type 1942, e poi 24 Type 1943, queste ultime con un cannone singolo da 114,3 mm e con 10 tubi lanciasiluri anziché 8, e centrale di tiro Mk 37. Del resto l'armamento concentrato tutto a prua venne criticato dagli esperti.

Al dunque, questi caccia erano un formidabile progresso rispetto ai precedenti, ma la loro capacità contraerei non salvò l'Eilat nel 1967 (iniziando una nuova era: quella della lotta antinave missilistica), e il Khaibar pakistano nel '71, da una nuova arma, il missile Styx.

  • Dislocamento: 2.380/3.290 t
  • Dimensioni: lunghezza 115,52 m, larghezza 12,26 m, pescaggio 3,28 m
  • Apparato motore: 2 gruppi di turbine a vapore su due assi, 50.000 hp, velocità 35,5 nodi, 8.047 km a 20 nodi
  • Equipaggio: 232
  • Armamento: 2 impianti binati da 114,3 mm, 1 da 102 mm, 2 da 40 mm, 2 impianti quadrupli da 533 mm, cariche di profondità.


Non finì qui, perché assieme a questi grandi caccia vennero pensati anche dei tipi meno impegnativi, che si potrebbero definire come i caccia 'Hunt' in versione 'espansa'. I cannoni da 101 mm avevano alzo da 80 gradi e granata da 14 gradi; solo 2 impianti binati per grandi navi da 2000 t non erano comprensibili per gli standard precedenti alla guerra (i Tribal avevano 8 pezzi da 119), ma ora il problema non era più la forza bruta o i numeri, ma l'efficienza. La difesa contraerei, e poi quella ASW con il terzo impianto da 102 mm sostituito da un mortaio Squid. Due impianti binati stabilizzati da 40 mm Bofors erano presenti a poppavia, altri due singoli a prua, e da subito 2 lanciasiluri quintupli, che nel Pacifico erano ancora utili. Solo 4 dei 20 caccia previsti vennero modificati, mentre gli 8 'G' erano previsti con cannoni binati da 114,3 mm che consentivano una migliore capacità antisuperficie, visto che il 102 mm era troppo piccolo per tale scopo. I locali mcchine erano suddivisi in due zone diverse, per rendere possibile una migliore sicurezza in caso di colpi a segno, un solo fumaiolo era ben visibile a mezza nave, piccolo e esile, verticale; l'altro era quasi un 'tubo da stufa' dietro un grande albero a traliccio per la nuova vera arma navale: l'elettronica.

  • Dislocamento: 1.980/2.825 t
  • Dimensioni: lunghezza 111,2 m, larghezza 11,58 m, pescaggio 3,2 m
  • Apparato motore: 2 gruppi di turbine a vapore a ingranaggi su due assi, 40.000 hp; 35 nodi
  • Equipaggio: 255
  • Armamento: 2 impianti binati da 102 mm, 2 binati da 40 mm, 2 da 40 mm, 2 impianti quintupli da 533 mm, Squid, cariche di profondità.

Quanto alle armi (disponibile nel sito www.navweaps.com) disponibili per i caccia, a parte i siluri, di cui poi si dirà, sono importanti i cannoni: quelli da 119 mm innanzitutto, ma anche quelli da 102 e 114 mm in varie versioni.


Il QF Mk XI era un'arma da 50 calibri, e assieme all'affusto Mk XX era inteso come sistema a doppio ruolo, con affusto binato e a prova di acqua. Sparavano proiettili più pesanti e di disegno più moderno, e con alzo maggiore. Il problema era semmai quello della lentezza di rotazione e l'alzo ad azionamento manuale. Nondimeno, sebbene si ricorse piuttosto a dei cannoni singoli da 101 mm al posto di un lanciasiluri, questa installazione era la migliore della sua categoria nella Royal Navy, ma il costo, e l'alzo pur sempre limitato a 55 gradi, indicavano che non c'era ancora la soluzione ideale per armare i cacciatorpediniere britannici. Una cosa interessante è che questi cannoni avevano culle separate per alzarli indipendentemente. Per i ritardi di produzione di tali complessi affusti 4 caccia 'L', ebbero 4 impianti binati Mk XIX da 102 mm (indubbiamente un grosso vantaggio nella lotta contraerea date le loro capacità). Degli otto 'M', invece, 4 vennero venduti alla Turchia e provvisti di alzo motorizzato dei cannoni. In tutto vennero costruiti 87 di questi interessanti cannoni, quasi tutti per gli 'M'.

In servizio dal 1940, pesanti 3,405 kg, sparava proiettili da 28,12 kg in munizioni separate da 28,12 kg con cartuccia da 14,63 kg per 774 m.sec e 800 colpi di durata della canna. C'erano anche proiettili con RDX e TNT per uso antisommergile (60 per nave), assieme a 150-200 illuminanti. La gittata era di 19.420 km, quindi questo era senz'altro il più potente tra i cannoni per caccia sia inglesi che, in generale, entro il 120 mm di calibro: a 10.500 m perforava 63 mm d'acciaio con la AP, abbastanza da minacciare molti incrociatori leggeri e anche qualcuno pesante (i 'Da Giussano' avevano 25 mm, ma anche gli 'York' arrivavano a 76 mm). L'affusto era pesante 38.200 kg senza la base e gli ascensori, con il ché raggiungeva 58 t, con alzo tra -10 e +50 o forse 55 gradi, rotazione di 10 gradi al secondo. Di quest'affusto ruotava solo la postazione di fuoco, ma non gli ascensori al centro della torre per salvare i costi, il che spiega perché i cannoni erano tanto separati, oltre che per il beneficio del distanziare i cannoni tanto da non farli interferire tra di loro, raggiungendo una distanza tra i loro assi di ben 2,44 m anziché meno di un metro come usualmente accadeva sugli altri caccia inglesi.


Ma i veri cannoni da 4,7 pollici (119,4 mm), erano quelli su affusti Mk IX e XII (binati), lunghi 45 calibri. Prodotti 742 Mark IX e 372 Mark XII. Pesanti circa 3 t, a seconda della versione, sparavano 10-12 colpi al minuto da 22,7 kg a 808 ms, vita utile della canna di 1.400 colpi, data la minore potenza (circa 2,1 t/cm2 anziché 3,1) rispetto all'altro. C'erano 200 colpi SAP, 50 HE e 50 illuminanti, sparabili fino a 15,550 km a 40 gradi (ma vari affusti si limitavano a soli 30 per un raggio di 14,45 km). La penetrazione di 63 mm d'acciaio era possibile a non oltre 6 km, il che li rendeva molto meno efficaci dei tipi visti sopra contro grandi navi o caccia con cannoni che oramai arrivavano a circa 20 km di gittata. Nondimeno, la loro cadenza di tiro e il volume di fuoco complessivo erano sufficienti per una risposta adatta, dato che i cacciatorpediniere in ogni caso non erano piattaforme di tiro stabili a sufficienza per il tiro a lungo raggio. Gli affusti, alcuni dei quali (singoli) alzati fino a +55 gradi, pesavano da 8,64 a 25,09 t per quelli binati che anziché manualmente, erano elevabili e rotabili a circa 10 gradi al secondo (ma gli impianti Mk XIX dei 'Tribal' avevano una turbina a vapore da 140 hp, mentre i caccia 'J' e successivi un motore elettrico da 70 hp).


Quanto ai cannoni da 4 pollici (101,6 mm) in affusti contraerei, essi interessarono più che altro i caccia di scorta 'Hunt', le corvette 'Black Swan' e in generale tutti gli incrociatori, ma solo raramente vennero usati su cacciatorpediniere, perché come armamento erano considerati troppo deboli. Successero ai precedenti Mk V HA dagli anni '30 in poi, sia nella costruzione di nuove navi, che nel refitting di quelle vecchie, come gli incrociatori, che passarono agevolmente da 4 impianti singoli a 4 binati appena fu possibile riarmarli. Erano efficaci e popolari come forse nessun'altra arma britannica: l'HMS Carlysle, che era solo un vecchio incrociatore della I GM, ottenne il record per la RN di 11 aerei accreditati come abbattuti ai suoi cannoni (non necessariamente solo quelli da 101,2 mm). Certo erano armi troppo piccole per l'impiego anti-superficie, ma valevano l'impegno e la richiesta non fu mai pari alla domanda fino alla fine della guerra, nonostante che ben oltre 3.000 (di cui 2.555 vennero costruiti in GB) vennero costruiti dagli anni '30 in poi. Il cannone pesava fino a 2.039 kg (nel caso dell'Mk XVI), sparava 15-20 colpi al minuto, tirava colpi da 15,88 kg su munizioni da 28,8 kg (lunghe 114,6 m), aveva modesta vita utile della canna (600 colpi nominali) come del resto nemmeno la precisione era elevata (malgrado i risultati), c'erano in genere 250 colpi per cannone per le corazzate e 200 per gli incrociatori, tanto per dare un'idea. I colpi con V,iniziale di 811 ms arrivavano fino a ben 18.150 m, 11.890 contraerei (a 80 gradi). L'affusto pesava gli 8.636 kg e i 16.816, la movimentazione era manuale su certi affusti, oppure fino a 15-20 gradi di velocità in alzo e rotazione con i sistemi motorizzati.

I precedenti cannoni da 101,6 mm erano i QF Mk V e XV, armi nate nel 1914 per incrementare il ritmo di fuoco, dato che era possibile usarle con una cartuccia unica anziché proiettile e cariche. Non erano intese per il tiro antiaereo, ma lo divennero ben presto. La loro diffusione era alta ancora nel '39, molte navi non avevano ancora i pezzi da 101 mm binati moderni, e 603 delle quasi 700 armi prodotte erano ancora disponibili. Capaci di tirare a 14 km una granata da circa 15 kg, con un discreto ritmo di fuoco, vennero usati anche per i caccia tipo gli 'O' inglesi del tempo di guerra, e per sparare colpi illuminanti per i 'Battle'.

I cannoni da 4,5 pollici (114,3 mm) QF Marks I, III and IV erano i nuovi cannoni per la flotta britannica, che avevano una munizione che si stimava fosse il massimo possibile da maneggiare con rapidità a mano (38,6 kg), che era pur sempre meglio dei 49 kg dei cannoni da 133 mm, sostanzialmente fallimentari quanto ad armi per il tiro contraereo rapido. Non si capisce però perché i colpi per cannoni da 120 mm erano già stati prodotti con cariche separate, eppure avevano un peso inferiore, e poi se i proiettili da 33,6 kg dei colpi completi da 120 mm delle corazzate NELSON pesavano 33,6 kg, perché allora considerare un colpo completo tanto pesante, nonostante il calibro minore? Già il pezzo da 33,6 kg venne trovato troppo pesante per sostenere un tiro prolungato antiaerei, effettivamente non si capisce bene come mai dopo alcuni anni il limite fosse posto a 38 kg (e anzi, si fece anche peggio con i pezzi da 133 mm). Così il volume di fuoco in azioni prolungate tendeva a 'calare' per esaurimento fisico dei serventi, tanto che le portaerei inglesi del dopoguerra erano ricorse poi a proiettili con carica di lancio separata. Quindi l'idea migliore sarebbe stata forse quella dei pezzi da 102 mm, molto più 'facili' da gestire. Nel '44 i pezzi da 114 mm divennero anche armi per caccia, i Tribal, con il QF Mk IV gun, ma dato che durante il maltempo era anche più difficile usare proiettili del genere a tiro rapido, allora finalmente con il Mk IX si arrivò ad un cannone da 114 mm con cariche separate dal proiettile. La vita utile era piuttosto ridotta della canna e complessa la sua sostituzione; in ogni caso vennero prodotti 5 prototipi, 46 Mark I, 524 Mark III e almeno 199 Mark IV.

In ogni caso c'erano molte navi che beneficiarono di quella che era ancora una apprezzabile arma a doppio ruolo, soprattutto più pesante contro bersagli di superficie delle armi da 102 mm, e anzi nel dopoguerra il 114 mm divenne il nuovo calibro delle unità inglesi. La cadenza di tiro era variabile da 12 c. min per le portaerei a 20 per gli impianti doppi per i caccia. Chiaramente, la vera innovazione sarebbe stata il caricamento automatico, ma era ancora di là da venire e per gli artiglieri servivano ancora robuste braccia per fare il loro lavoro. I proiettili SAP da 23 kg o HE da 25 venivano sparati a 715-760 msec (300 colpi per i 'Battle', 400 per le 'Illustrious'), c'erano anche proiettili anti sommergibili (emersi), e i primi 'Battle' avevano 460 SAP, 720 HE, 100 illuminanti e altri 320 da allenamento. La gittata era di 18,97 km con granate da 25 kg, antiaerea di 9.120 m (affusto singolo, 50 gradi) o 12.500 m (binato, 80 gradi). Penetravano 63 mm a 9.600 m, quasi come i cannoni degli 'L', e meglio di quello dei pezzi da 119 mm degli altri tipi. L'affusto poteva essere pesante tra le 15 e le 50 t, ruotava e alzava a 20 gradi al secondo e il massimo di tali armi era sul 'Renown' e sulla 'Queen Elizabeth' riparata, con 10 impianti binati per uno, mentre le portaerei avevano 'solo' 8 impianti.

Per completezza vanno ricordati gli sviluppi finali: disegnato già nel 1944, ma in servizio dal '47 con i caccia 'Daring', il complesso Mk 6 aveva finalmente un sistema di carica automatico, tuttavia piuttosto complesso e inaffidabile, ma nell'insieme il cannone funzionava bene e anche senza caricamento automatico (ancora agli albori per armi di tal calibro) era capace di 12-18 colpi al minuto, fino a 24-25 con il caricamento automatico. Sparava colpi da 25 kg fino a 19 km, l'affusto pesava 44 t. L'Mk 7 era inteso per le mai costruite portaerei classe 'Malta', per questo negli anni seguenti si passò direttamente all'Mk 8 singolo. Dei caccia 'Daring' fu detto che finalmente la RN aveva ottenuto con essi (armati di tre affusti binati) un caccia con scafo saldato e armamento a doppio ruolo efficace, in ritardo di 10 anni sull'USN. Forse fu eccessivo, visto che comunque i 'Battle' erano già delle signore navi, ma rende l'idea delle difficoltà incontrate dalla costruzione di nuovi cacciatorpediniere nella RN.


Altri cacciatorpediniere erano quelli di scorta classe 'Hunt', che erano chiamati originariamente con la sigla FEV, Fast Escort Vessel, per la lotta contraerea e ASW con funzione di proteggere i convogli. Essi erano dotati di maggiore velocità delle corvette 'Black Swan', ma con minore autonomia. Inizialmente avevano specifiche per 3 impianti binati da 101 mm contraerei e 4 siluri da 533 mm, poi però questi si dimostrarono eccessivi e allora vennero rimossi una torre e i lanciasiluri, lasciando spazio al solito cannone quadruplo Vickers da 40 mm. Ai 19 'Hunt I' seguiranno 36 'II', che erano più larghe e meno lunghe, con il terzo impianto da 101 mm, e infine 29 'III' con due torri ma anche due lanciasiluri da 533 mm per la difesa da eventuali grosse navi da guerra. 19 le perdite, solo 3 delle quali per attacco aereo.


  • Dislocamento: 1.015/1.090 t
  • Dimensioni: lunghezza 85,7m, larghezza 9,6 m, pescaggio 2,36 m
  • Apparato motore: 2 gruppi di turbine a vapore su due assi, 19.000 hp, velocità 25 nodi, 4.635 km a 20 nodi
  • Equipaggio: 170
  • Armamento: 2 impianti binati da 102 mm, 1 da 40 mm, 6 da 20 mm, 1 impianto da 533 mm, cariche di profondità.


Simili per potenza erano le 'Black Swan', che però erano corvette derivate da un'unità sperimentale del '34, potente quanto un cacciatorpediniere di squadra. Armate con 3 impianti binati da 101 mm e con apparati di dragaggio, le navi della prima serie erano 13 e potevano contare su di uno scafo da 91,3 m per 11,43, ma con motori a turbina per appena 3.600 hp che tuttavia consentivano a queste navi da 1.300 t di viaggiare per quasi 15.000 km a 12 nodi, anche se la velocità massima raggiungeva solo i 19,5 nodi. Erano unità eccellenti, con oltre 100 cariche di profondità. Nonostante però che esser fossero pesantemente armate come navi antiaeree, 4 delle 5 affondate lo furono per attacco aereo e così queste massicce navi da guerra vennero per lo più usate come navi ASW in Atlantico. Le navi ebbero rimosse le apparecchiature per il dragaggio, piuttosto inutili.


Durante il conflitto non mancheranno poi le corvette vere e proprie, successive alle vecchie 'Flower': le 44 'Castle' da 1060 t con 1 cannone da 102 mm, le 113 'Bangor', 60 Bathrust e 101 'Algerine' da 70 m e 850 t; e soprattutto le potenti 'River', 138 navi da 1.370 t standard, lunghe 92 m con 2 cannoni da 102 mm e armi minori, tra cui 200 cariche di profondità. Erano capaci di 13.000 km a 12 nodi e di una velocità di 20 nodi sia pure con le solite unità a triplice espansione dei tipi precedenti, per 5.500 hp. Infine le 'Bay' e 'Loch' erano ulteriormente evolute, capaci di portare tutti i ritrovati bellici moderni in particolare ASW e radar; le seconde erano soprattutto ASW, le 'Bay' erano per il teatro del Pacifico e quindi soprattutto unità contraerei, con due torri binate anziché singole da 101 mm, e lanciabombe Hedgehog anziché lo Squid più pesante; oltre a numerosi cannoni antiaerei. Il dislocamento era di 1580 t, lunghezza 93,6 m, potenza 5500 hp per 19,5 nodi. Vennero realizzate dal '44.

Incrociatori[modifica]

Andando nel settore degli incrociatori, gli Inglesi furono molto meno attivi, ma qualche menzione di navi 'avanzate' la possiamo senz'altro fare. I più potenti incrociatori, almeno sulla carta, erano i 'County' inglesi, che erano quelli costruiti secondo i limiti del trattato di Washington, modellato a sua volta su due 'Hawkings' appena messi in servizio (cannoni da 190 mm). La Gran Bretagna iniziò a dotarsi di ben 13 grandi incrociatori, che erano eccellenti navi quanto a tenuta al mare, abitabilità, autonomia (3.200 t di carburante), in tre sottogruppi, con bordo libero molto alto. Per quanto ottime navi a tre fumaioli slanciati, con un aspetto imponente, quasi da transatlantico, avevano i loro limiti nel costo di 2 milioni di sterline e nella scarsa protezione, dato che non si poteva avere realmente tutto in tali scafi da 9.800-14.000 t, lunghezza 193,3 m, 80.000 hp su 4 assi, 660 marinai, cintura 76-127 mm, ponti fino a 102 mm, torri da 38-51 mm e barbette da 25 mm. L'armamento era quindi poco protetto, ma nonostante lo spessore della corazza, questa copriva solo una parte della nave, per lo più nei depositi di munizioni e sale macchine. Erano navi efficienti e molto popolari, armate con 4, poi 8 cannoni da 102 mm (dei tipi di cui abbiamo parlato), 1 o 3 idrovolanti, 8-16 cannoni da 40 mm Vickers, 8 tls da 533 e 1 o 3 idrovolanti.

Nonostante la loro intensa attività, degli 11 della RN e due della RAN australiana, solo 3 andarono persi e solo in Estremo Oriente.

Queste navi portavano nomi di contee inglesi, ma nella loro realizzazione vi furono 3 sottoclassi progressivamente meglio corazzate (i dati di cui sopra sono dei 'London', la seconda), varate nel 1926-28 (all'epoca non c'era molto tempo che passava tra il varo e il completamento).

Parlando di armi, è interessante ricordare i cannoni da 203 mm, armi da 50 calibri che nel loro affusto iniziale erano capaci anche di tiro antiaereo ad alto angolo, senonché era troppo lento anche per gli standard degli anni '20 per questo ruolo, il che rendeva solo più complesso e meno protetto di quanto desiderabile, e vi furono anni di fatica per rendere affidabile tale impianto. Era il Mark I, ma il II venne messo sui due 'York', che dovevano essere la versione ridotta (8.400 t, 173 m, 1.900 t, solo 6 cannoni da 203 mm) dei 'County' e infatti avevano nomi di città. Il loro affusto fu trovato di notevole successo. Al contrario però degli altri più grandi incrociatori, nessuno dei due sopravviverà alla guerra. I cannoni Mk VIII pesavano nel primo modello 17.476 kg, avevano un rateo di tiro richiesto di ben 12 colpi al minuto, ma in pratica erano capaci di circa 3-4, massimo per brevi periodi 5 colpi al minuto. Proiettili da 116 kg con 5 o 10 kg (SAP o HE) venivano sparati ad oltre 850 m.sec ad un massimo di 28.000 m; il peso era di circa 242 t per l'affusto degli ultimi tipi, e tutti avevano alzo fino a 70 gradi, ridotto solo con l'Exeter a 50 (Mk II*), c'erano 125-150 colpi per cannone, la velocità di movimento intesa inizialmente era di 10 gradi al secondo e alzo a 8, ma in pratica i valori erano pari a circa la metà perché il peso originariamente inteso era di 160 t circa, per cui superarlo in pratica ha impedito di muoverli a velocità sufficiente per il fuoco antiaerei (per questo vennero considerati fallimentari come armi antiaeree). In ogni caso queste navi potevano sempre far fuoco di sbarramento contro gli aerei, una cosa non disprezzabile se non altro come intidimidazione. Certo, con metà della velocità e un quarto della cadenza di tiro prevista, non c'era modo di fare molto.


Detto di questi potenti incrociatori, la RN utilizzò poi solo disegni di navi 'leggere', almeno quanto a calibro, tanto che il nuovo pezzo da 203 mm Mk IX e X da 28 km per proiettili da 131 kg, destinato a nuove classi di incrociatori pesanti, non andò oltre il prototipo.


Quanto alle navi leggere, sempre rapidamente si possono accennare alle unità con valide capacità belliche, sia pure nei loro limiti (cintura 76 mm, ponte 51 mm, 8 pezzi da 152 mm): 5 'Leander', 3 'Amphion', tutti impiegati con notevole successo ed efficacia; e poi 4 piccoli 'Arethusa' da 5.250 t standard e 154,2 m, con motori per 64.000 hp e 32,25 nodi, cintura e ponte di 51 mm. Si potevano considerare pure 'troppo piccoli', ma intanto fecero un ottimo lavoro durante la Guerra, specie in Mediterraneo, anche se ne vennero perduti due.


Ma i veri incrociatori 'bellici', finalmente intesi come mezzi per la squadra e non per la protezione del traffico, erano i 10 'Town', che portavano nomi di città ma che avevano solo cannoni da 152 mm, capaci di tirare ad almeno 6 colpi al minuto granate da 50 kg e a 23 km. C'erano stavolta ben 4 torri trinate anziché binate, e si caratterizzavano soprattutto per la corazzatura, pensata davvero per combattere contro altri incrociatori paricalibro. Vennero costruiti 3 gruppi di queste navi, delle quali la 'Classe Belfast' è stata tanto longeva da restare in servizio fino a non molti anni fa. Varati nel 1936-38, ebbero modifiche varie, come l'ingrandimento dello scafo, e poi la riduzione di una torre dei cannoni da 152 mm. Da questi massicci e ben riusciti incrociatori derivò il principale programma della Marina per le costruzioni navali belliche: 11 'Fiji', che erano leggermente più piccoli ed efficienti, ma che realizzati durante la guerra, risultarono di vita 'utile' minore rispetto ai precedenti 'Town', di cui 7 sopravvissero alla guerra (gli altri 3 andarono a picco in Mediterraneo, tutti per aerei o sommergibili).


  • Dislocamento: 10.550/13.175 t
  • Dimensioni: lunghezza 187 m, larghezza 19,3 m, pescaggio 5,3 m
  • Apparato motore: 4 gruppi di turbine a vapore su 4 assi, 82.500 hp, velocità 32+ nodi
  • Equipaggio: 850
  • Corazzatura: cintura 114 mm, torri 25-63,5 mm, ponte 51 mm, torrione comando 102 mm
  • Armamento: 4 impianti trinati da 152 mm, 4 binati da 102 mm, 2 da 40 mm, 2 impianti tripli da 533 mm, mitragliere, 3 idro.


Da notare che questi incrociatori, con una protezione spessa ma soprattutto molto estesa, erano più pesanti degli incrociatori pesanti 'County'.


Un tipo del tutto diverso era l'incrociatore specializzato nella lotta contraerei del tipo 'Dido', di cui nel 1939-42 vennero costruiti ben 16 esemplari. Di dimensioni appena superiori, come anche il dislocamento, agli 'Arethusa', non erano diversi nemmeno come impianto motore, con 4 assi per 64.000 hp.

  • Dislocamento: 5.770/6.970 t
  • Dimensioni: lunghezza 156,3 m, larghezza 15,4 m, pescaggio 5,3 m
  • Apparato motore: 4 gruppi di turbine a vapore su 4 assi, 64.000 hp, velocità 32+ nodi
  • Equipaggio: 535
  • Corazzatura: cintura 76,2 mm, torri 25-38 mm, ponte 35 mm, torrione comando 25 mm
  • Armamento: 5 impianti binati da 133 mm, 8-12 cannoni Vicker da 40 mm, 12 da 20 mm, 2 impianti tripli da 533 mm.

Questi incrociatori erano tra i più belli ed eleganti dell'epoca, anche se erano solo leggermente armati e corazzati rispetto ad altre navi dell'epoca. Avevano 3 torri scalate da 133,4 mm a prua, due a poppa, ma spesso la terza torre di prua venne rimossa, e alcune navi vennero completate temporaneamente solo con 8 pezzi da 114,3 mm di cui abbiamo parlato precedentemente. Infine, da ricordare che delle 5 navi affondate una, lo SPARTAN, andò persa a causa di una bomba tedesca del tipo Fritz-X al largo di Anzio. I cannoni da 133 mm erano piuttosto leggeri per le azioni di superficie mentre la capacità antiaerea era piuttosto ridotta a causa della lentezza di brandeggio e di ricarica. Gli 'Atalanta' americani, della stessa categoria, avevano solo cannoni da 127 mm, ma questi pur essendo molto meno potenti erano capaci di prestazioni contraerei ben maggiori nel loro insieme. In ogni caso i 'Dido' rimasero in servizio per più tempo dei loro omologhi (inclusi gli 'Akitsuki' giapponesi con il 100 mm), fino alla fine degli anni '50.


Detto delle navi, ecco le armi:

Iniziamo proprio con il cannone 'da incrociatore' di minor calibro, il 5,25 pollici o 133 mm QF Mk I. Pensato come arma a doppio ruolo nelle navi classe 'King George V', in cui verrà montanto in 8 torri binate, ne sarà considerata anche una versione per i 'Dido' con 5, poi 4 torri (per i 'Dido Migliorata' o per le vecchie navi che furono alleggerite di tale impianto). In seguito alle esperienze maturate, si dovette però ammettere che le torri erano troppo anguste, le munizioni troppo pesanti, e la cadenza di tiro minore; mentre nemmeno la velocità d'alzo e movimento erano sufficienti. L'HMS Vanguard ebbe torri ingrandite, potenziate e con sistema di tiro americano Mk 37, ma non entrò in servizio se non molto oltre la II Guerra Mondiale.

I 'Dido' ebbero problemi con la torretta 'A' all'estrema prua, che spesso, in condizioni di maltempo, subiva delle deformazioni date dalla costruzione troppo leggera, anche se poi la cosa venne migliorata dal '41. Data la difficoltà a costruire l'arma vennero usate le prime torri per le corazzate britanniche, e vari 'Dido' ebbero così i pezzi da 114,3 mm, mentre altre navi ebbero solo 4 torri per lo stesso motivo. In tutto vennero costruite 267 cannoni. Al dunque il cannone era di 4.362 kg, lungo 6,998 m, 7-8 colpi al minuto (meramente sufficiente per il ruolo A.A., ma erano previsti fino a 10-12, forse anche 18 c.min), tranne che sulla Vanguard con 9 c.min. La munizione da 36,3 kg aveva nel tipo SAP 1,47 kg di HE e la HE 2,95 kg, peso della cartuccia 18,6 kg, per sparare colpi a 792 ms, (vita utile del cannone 750 colpi), c'erano 340 colpi per cannone sui 'Dido', 400 per le corazzate. Le munizioni erano anche illuminanti ma finalmente dal '44 vennero introdotte fino al 50% delle munizioni del tipo con spoletta di prossimità. La gittata era di 21.400 m, contraerei 14.935 m. L'alta velocità permetteva di perforare 76 mm a 8.690 m e 63 mm/11.900 m con le SAP, ma non c'era modo di perforare 51 mm di ponte corazzato a nessuna distanza. Alzo tra -5 a +70 gradi (non moltissimo), peso affusto 78,7 t per le corazzate, mentre stranamente i 'Dido' pesavano fino a 97,5 t. Alzo e brandeggio a 10 e 20 gradi al secondo.


I cannoni da 152 mm, lunghi 50 calibri, divennero presto delle armi efficaci per gli incrociatori. Il BL Mk XXII era nato per gli incrociatori G3 mai costruiti, ma poi venne usato sulle corazzate 'Nelson', anche come arma contraerei. Entrò in servizio nel '26. Pesava 8,992 kg e sparava 5 colpi (originariamente 7-8 erano richiesti) al minuto, ma è anche vero che durante la battaglia con la Bismarck la Rodney sparò con medie fino a 5,9 colpi al minuto, con un totale di 716 colpi in 150 salve. C'erano 135 CPBC, 15 HE e 24 TP per cannone sulle Rodney. Sparava proiettili da 45,36 kg a 23,590 m e il suo affusto era capace di alzi fino a 60 gradi, pesando 76,2 t.

Ma quest'arma, per quanto fosse la prima di tipo 'moderno' della Marina inglese, era lungi dall'essere moderna per gli standard della II G.M. Il vero cannone moderno della RN in tal calibro era il BL Mk XXIII, che aveva nondimeno poca autonomazione e sacchetti per la carica di lancio. Inizialmente fece qualcosa di simile ad altri cannoni, con affusti ad alto angolo di tiro, per compiti contraerei, fino a che si lasciò perdere questa esigenza. In tutto vennero costruiti 469 esemplari.

In servizio dal 1933, pesava circa 7 ed era lungo circa 7,8 m, sparava tra i 5 e gli 8 colpi al minuto, con colpi da 50,8 kg a 841 msec, garantendo alla canna una vita di 1.100 colpi, molto più dei 200 a bordo per ciascun cannone. La gittata era di 23,3 km. Era possibile perforare 76 mm a 11.430 m, 51 mm a 20.120 m. Gli affusti pesavano fino a 185 t per i trinati, 92 per i binati. L'alzo inizialmente era al massimo 60 gradi, poi 45, con angoli con angolo di caricamento -5 e +12.5 gradi, ma possibilmente +5/+7 gradi.

I vari tipi di affusto erano responsabili del peso. L'Mk XXII dei 'Southampton' avevano appena 25,4 mm d'acciaio per 148 t, mentre il Gloucester aveva 100 mm anteriore e 51 posteriore, i 'Fiji' 51 mm frontale e tetto, per il resto 25 mm. Dunque, a parte i 'Gloucester' la torre non era protetta se non contro le schegge. Da ricordare che gli 'Edimburg' dovevano avere addirittura torri quadrinate, poi rimpiazzate da trinate di tipo 'normale'. I motori usati per le torri trinate erano potenti fino a 114 hp, come nella Mk XXIII. Infine come non ricordare un nuovo interesse per il compito contraerei, il Mk XXIV, basato sull'MK XXII, con alzo fino a 60 gradi, ma doveva scontrarsi con lo spazio ridotto delle barbette.

Però, anche se non fece in tempo ad essere sviluppato per i 'Minotaur' (incrociatori cancellati alla fine della guerra) vi fu un cannone automatico da 152 mm, che per la prima volta nella Marina inglese aveva effettivamente cartucce complete e non a sacchetti. Fermato nel 1945, venne immesso in servizio solo attorno al 1950. Previsto (ottimisticamente) in tre torri trinate per la classe 'Neptune' (3), e in più realistiche torri binate per i Minotaur' (3 affusti) e poi (ma in sole due torri binate) per il 'Tiger' e il 'Blacke', con torri capaci di sparare con i suoi Mk XXVI al ritmo di 20 colpi al minuto, tanto che, con una direzione di tiro talmente valida da essere utilizzato anche nel settore contraerei, con un'effettiva capacità di fuoco grazie alla cadenza di tiro e alla direzione radar. Le granate erano da ben 58,9 kg mentre la gittata non era prevista particolarmente alta, 22.900 m circa.


Detto dei cannoni più potenti una curiosità sui cannoni da 40 mm delle mitragliere da 2 lbs Vickers, quelle chiamate 'pom-pom' per il lento cadenzare del tiro. Nati come miglioramento di una delle primissime armi automatiche di grosso calibro, nata ben prima della famosa paricalibro 'Bofors', la Vickers ebbe subito l'applicazione in affusti che ammontavano ad una vera torre da battaglia, con 8 cannoni in due file sovrapposte. Molto potente nel 1930, quando questi affusti apparvero, era nondimeno alquanto obsoleta nel 1939, con proiettili con scarse capacità HE e bassa velocità -600 ms-, nondimeno ne vennero prodotte il doppio rispetto ai Bofors della RN, anche perché finalmente venne sistemato un nuovo proiettile ad alta velocità da 700 ms, che però non era compatibile con i vecchi cannoni; come i cannoni automatici da 152 mm di tanti anni dopo, anche questo affusto era complesso e necessitante di molta manutenzione, ma ne vennero costruiti 6.691 solo considerando quelli prodotti in Gran Bretagna, ma ve ne furono anche altri fatti in Canada per non dire delle armi giapponesi.

I pezzi da 40/39 mm Vickers vennero messi in servizio nel 1930 in impianti ottupli, ma quelli quadrupli, più adatti per i cacciatorpediniere, arrivarono nel 1936. I cannoni pesavano circa 260-386 kg a seconda dei tipi (i più pesanti erano ovviamente gli HV). Potevano sparare a circa 100 colpi al minuto per canna, i proiettili da 910 gr di cui 71 gr di HE, i colpi erano, per cannone, 750 per la HMS Warspite, 3.500 per i caccia 'Tribal', 1.800 per vari tipi di corazzate e 2.500 per le portaerei. I caricatori erano da 14 colpi in strisce, unibili fino a formare nastri da 140 colpi, molto se si considera che i Bofors ne avevano solo 'clip' da 4 l'uno. Il raggio era di 3.475 m, ma con le munizioni HV si arrivava a 4.500 m, 4.000 per il tiro antiaereo. Gli affusti non pesavano poi molto: 1,1-1,8 t singola, 8,7-11,19 t quadrupla, 15-16 t ottupla. Alzo fino a 80 gradi, rotazione 15-40 gradi al secondo a seconda dei modelli (25 per i quadrupli), 25 al secondo di alzo per i sistemi motorizzati. Nell'insieme erano armi con le loro qualità di fuoco, anche se mancavano inizialmente di proiettili davvero efficaci; i traccianti e i proiettili ad alte prestazioni divennero diffusi solo con proseguire della guerra. Nell'insieme la loro sostituzione con i Bofors binati o singoli appena divennero disponibili fa capire quanto fossero obsoleti, anche se il vero risparmio fu nell'affusto, troppo complicato per questi impressionanti batterie di cannoni, rispetto alle quali però i Bofors facevano meglio, apparentemente, in un rapporto di circa 4:1. I Vickers furono comunque, assieme alle Oerlikon da 20 mm, i più vecchi cannoni-mitragliera antiaerei a partecipare (in quantità apprezzabili) alla guerra.


Corazzate[modifica]

Detto dell'ammodernamento delle 'Warspite', sorvolando sull'ammodernamento del vecchio incrociatore da battaglia RENOWN (30.750 t, 242 m, 108.000 hp, 30 nodi, cintura 229 mm, ponti 51-102 mm, 6x381, 20x114mm, 8x533 mm) in moderna nave da scorta contraerei, dell'incrociatore da battaglia HOOD (la nave da battaglia più grande e forse la più prestigiosa del mondo nel '41, 262 m, 42.000 t, 8x381 mm, cintura 300 mm, affondata con 1515 vittime contro la BISMARCK), c'è da dire delle navi da battaglia 'Nelson', da appena 33.300-38.400 t, lunghe 216,4 m, larghe 32,4 m, con uno schema di protezione 'tutto o nulla', senza protezioni 'leggere' in zone non vitali; avevano cintura di 330-356 mm, ponti fino a 159 mm, torri da 406 mm; l'armamento di prua era di 3 torri trinate da 406 mm, a poppa c'erano 12 cannoni da 152 mm e 6 da 120 antiaerei, 2 impianti da 40 ottupli e 32 armi (in affusti quadrupli) da 12,7 mm, e due enormi lanciasiluri da 622 mm. Il tutto con appena 1.314 marinai e 44.000 hp per 23 nodi; erano navi nominalmente potenti, anche se troppo lente; era il prezzo per limitare entro le 35.000 t (obiettivo pienamente raggiunto) il dislocamento, anche se il motore era giusto al livello di quello di un caccia classe 'Tribal'.

La K.G. V

Queste navi, prive di idrovolanti, erano degli anni '20; per l'epoca moderna servivano navi migliori, più veloci; con lo schema di protezione 'tutto o nulla', cannoni meno veloci ma più affidabili, anche se montati su affusti che affidabili non si dimostrarono; e cannoni da 133 mm in 8 impianti binati, potenti ma non molto adatti per la lotta antiaerei. Ne vennero costruite 5 di cui la P. of Whales fu quella più importante e famosa, nonché l'unica ad andare persa durante la guerra.


L'ultima serie di incrociatori da battaglia doveva avere i pezzi da 406 mm di nuova concezione, ma i 'Lion' non vennero mai completati né iniziati; piuttosto, dopo molti anni venne finalmente messa in servizio la moderna, ma con cannoni obsoleti, HMS Vanguard, che aveva i vecchi cannoni da 381 mm. Era l'ultima n.b. inglese, valida ma con armi e altri componenti obsoleti.


PRINCE of Whales:

  • Dislocamento: 38.000-43.350 t
  • Dimensioni: lunghezza 227 m, larghezza 31,4 m, pescaggio 8,5 m
  • Apparato motore: 4 gruppi di turbine a vapore su 4 assi, 110.000 hp su 4 assi, velocità 28 nodi
  • Equipaggio: 1.422
  • Corazzatura: cintura 281-356 mm, ponti 127-152 mm, torri 305 mm
  • Armamento: 3 impianti da 356 mm, 8 binati da 133, 4 ottupli da 40 mm, 16 da 12,7 mm; due idro Walrus


Quanto ai cannoni delle navi da battaglia, non c'è dubbio che il migliore messo in campo fu il vecchio Mk I da 381/42 mm, usato essenzialmente dalle navi classe 'Warspite', 'R' e 'Renown'. La sua affidabilità e la sua capacità di perforare, con le sue granate da circa 880 kg, spessi ponti corazzati, lo rendeva un'arma ancora efficace, specie dopo che le torri vennero modificate per sparare ad alzi di 30 gradi (circa 29 km) anziché i 20 originari (21 km), così da ottenere il centro sulla G.Cesare a quasi 24 km, il massimo ottenuto da una nave da battaglia in azioni reali.


Quanto ai cannoni di nuovo tipo, gli incrociatori da battaglia 'Lion' avrebbero dovuto riprendere un po' il concetto delle navi studiate tra la fine della I GM e gli anni '20, prima dei vari trattati sulla limitazione degli armamenti. I cannoni da 406 mm e 45 calibri Mk II, III e IV, erano gli ultimi studiati per la Marina britannica, e 5 cannoni vennero davvero costruiti. Erano armi intese soprattutto per l'accuratezza e l'ottimale traiettoria balistica, piuttosto che per la gittata massima e altre prestazioni 'brute'. Da notare che la RN in effetti non aveva, a differenza dell'Esercito, cannoni veramente 'caldi' quanto a prestazioni, ma tendeva a risparmiarli perché operando in giro per il mondo, usare cannoni troppo propensi a logorarsi avrebbe causato problemi in azioni prolungate di fuoco e di guerra. Il solo tubo A, quello interno, pesava ben 64 t. Con vari test e versioni proposte, essi erano stati portati avanti fino al '48, quando tutto finì: la stessa corazzata 'Vanguard' non ebbe cannoni di nuovo tipo ma ancora i vecchi '381'. Quanto ai supercannoni da 406 mm di ultima generazione, va ricordato che pesavano 120,656 kg per una lunghezza di 18,880 m, tiravano proiettili AP da 1080 kg ed HE da 929, con vita utile di 350 colpi, 100 colpi per cannone (magazzini delle navi), v.iniziale di 747 msec, 792 AP; la carica era in sacchetti di ben 235,9 kg. Il raggio era di 4.570 m a 2,5 gradi, 37.090 m a 40 gradi, usando la granata AP; questo almeno stando ai dati di un'arma che peraltro è rimasta solo allo stadio sperimentale, nemmeno posta in servizio come artiglieria costiera. La perforazione era di 737 mm a 0 m, 257 a 32.004 m, le torri trinate sarebbero pesate 1.626 t l'una, con alzo fino a 40 gradi.


Il vero cannone da 406 mm della RN rimase così il pezzo delle 'Nelson', ben noto per l'alta velocità, il proiettile piuttosto leggero e la scarsa efficienza, tanto che non riuscì a scalzare mai dal suo trono il vecchio '381 mm.

Concepiti per il compito di fuoco dagli incrociatori 'G3', finirono poi sulle due 'Nelson', nella loro disposizione con tutte le torri a prua. Erano armi concepite per avere la massima capacità di perforazione, ma diedero luogo a numerosi problemi d'affidabilità che richiesero anni per essere corretti, ma mai del tutto eliminati. La durata e l'affidabilità rimasero quindi peggiori dei 381 mm, e la cosa non era di poco conto, non ripagata dalla gittata e penetrazione leggermente superiori. In ogni caso rimasero molto migliori dei cannoni delle 'King George V' nella battaglia contro la Bismarck, dove si dimostrarono decisamente più affidabili e letali. Peso 110 t, cadenza di tiro di circa 2 colpi al minuto, e spesso anche soltanto uno, colpi da 929 kg HE e AP, con cariche di TNT per i secondi di 23,2 kg, di lancio 225,9 kg di MD45 per 788 m.sec (inizialmente erano oltre 820, ma c'era troppo logorio dell'anima), gittata di 34.750 m, poi con munizioni migliorate anche oltre 38 km. Dipendeva dalla rigatura e dalle munizioni, e dev'essere stato difficile capire dove andavano quei proiettili sparati in contesti in cui potevano cadere, a diciamo 4 km l'uno dall'altro.. la penetrazione era di 366 mm a 13.716 m, ma già a 18.288 scendeva a soli 310 mm, meno delle cinture delle navi da battaglia moderne; per perforare un ponte di almeno 99 mm c'era da aspettare fino a 22.860 m, il che significa che una nave con 320 mm di cintura e 100 di ponte era invulnerabile tra i 18 e i 21 km, sotto lo era solo ai colpi sulla cintura, sopra a quelli del ponte, a meno che questo non fosse appoggiato dal solito ponte corazzato di coperta. Gli affusti pesavano 1.503,7 t e diedero origine a innumerevoli problemi di messa a punto, che risparmio al lettore per brevità. Al dunque le due 'Nelson', le uniche n.b. inglesi degli anni '20, potevano essere navi potenti a prima vista: ma se erano ben protette, l'armamento lasciava a desiderare e la velocità di appena 23 nodi era davvero bassa, con appena 45.000 hp del resto non c'era modo di fare di meglio, a tutto vantaggio se non altro dell'economia di gestione.


I cannoni da 381 mm Mk II erano invece pezzi da 45 calibri, pensati in caso le 'King George V' fossero state costruite a mò di 'Littorio', con tre torri trinate da 381 mm. Sarebbe stata una signora corazzata, perché questi cannoni, anche se non moderni come i pezzi delle navi Europee, erano pur sempre validi, e pesavano anche 3 t in meno dei tipi più vecchi. La loro massa era di 98,6 t e tiravano 2 proiettili al minuto AP da 879 kg fino a 35.800 m a 40 gradi, perforando 356 mm a 15.730 m. Questo almeno come calcoli teorici.


Da notare che i cannoni dell'ultima corazzata inglese, la VANGUARD, erano vecchie torri prelevate da unità trasformate in portaerei, un armamento obsoleto per una nave comunque moderna per quasi tutto il resto. I cannoni erano i soliti Mk 1 da 381/42 mm. Parlando di questi cannoni, giova ricordare che essi erano capaci di perforare circa 350 mm a distanze di poco superiori ai 10 km, ma i dati sono molto confusi sulle loro capacità, specie per i vari tipi di munizioni. Quel che è certo, è che si dimostrarono, nel primo dopoguerra, capaci di perforare con una certa affidabilità la pur robustissima corazzata BADEN tedesca, in una serie di test. Per aumentarne la gittata, limitata a circa 21 km, furono modificate le torrette per aumentare l'alzo da 20 a 30 gradi, che consentiva di salire a 26 km; poi vennero adottati anche proiettili aerodinamici, che potevano alzare il raggio fino a 29 km; purtroppo non tutti i cannoni potevano usarli, e per colmo di sventura solo quelli con alzo modificato erano in grado di accogliere queste munizioni più lunghe. Infine da ricordare la presenza della 'supercarica' da 222 anziché 196 kg, che però consumava rapidamente la canna, e che sulle navi non venne usata. Così da un lato le poche corazzate (tra cui la Warspite) già modificate all'inizio della guerra, avevano cannoni all'altezza della situazione di precisione pratica, dall'altro c'erano la maggior parte delle corazzate che se pur armate pesantemente erano superate in raggio persino dagli incrociatori leggeri moderni, dato che questi avevano raddoppiato il raggio di tiro rispetto agli standard della I GM.


Per le corazzate moderne, invece c'erano gli Mk VII, un mezzo passo indietro rispetto ai cannoni da 406 mm delle Nelson, e accettati in ossequio ai trattati navali che impedivano cannoni oltre i 356 mm, il che tagliò 'le gambe' alla configurazione più gettonata, quella con tre cannoni da 381 mm per le 'King George V'. La velocità iniziale era però piuttosto bassa per gli standard della II GM, e la capacità perforante non sufficiente; nonostante i 10 cannoni, che erano i più numerosi, le pur ben protette corazzate inglesi furono le meno armate della II GM tra quelle di nuova costruzione, superiori solo agli incrociatori da battaglia 'Scharnorst'. Del resto, originariamente si era pensato a 12 cannoni, ma le ottocento tonnellate di differenza tra una torre quadrinata e una binata fecero molto comodo per migliorare la protezione, così ebbero una torre binata e due quadrinate. IL cannone derivava da un'arma sperimentale da 305 mm, ma se questo era, nei suoi limiti, un'arma accurata e precisa, l'affidabilità degli affusti quadrinati lasciava molto a desiderare, tanto che ancora nel 1943, nella battaglia con la Scharnorst la Duke of York sparò a non più del 70% della sua potenzialità: e per allora la maggior parte dei problemi erano stati risolti. Del resto la debolezza dei cannoni non impedì di colpire la Bismarck sotto il galleggiamento causandole problemi e danni non indifferenti, l'inizio della sua distruzione a tutti gli effetti. Come altri cannoni, due di questi vennero messi come artiglierie costiere.

Progettato nel 1937, in servizio nel 1940, era un cannone pesante 80,26 t, tirava 2 colpi al minuto, i proiettili erano lunghi 156 cm e pesanti 721 kg per una velocità iniziale di 732 msec; il cannone aveva 340 colpi di vita, i proiettili erano 100 per cannone, la gittata arrivava a 35.260 m alla massima elevazione, ma come artiglieria costiera poteva fare anche 46.630 m. Il tempo di volo a 18 km era di 32 secondi,a 33 di oltre 80. La perforazione era di 396 mm a 9.144 m per le cinture, 29 mm per il ponte; a 22.860 m arrivava solo a 285 mm e a 102 mm rispettivamente, anche se i dati variano, obiettivamente una cintura corazzata da 350 mm era perforabile solo a circa 14 km nel migliore dei casi, e un ponte da 100 mm a circa 25. Nel mezzo, una corazzata con protezioni analoghe in teoria non doveva temere nulla di grave, anche se poi si è visto che le cose non stavano proprio così con i sensibili danni avuti dalla Bismarck. In ogni caso, non era certo così che si poteva superare le capacità delle navi avversarie che potevano perforare 350 mm ad oltre 20 km (e con questo colpire anche le K.G.V.) stando a distanze ben più confortevoli, anche se come perforazione di ponti orizzontali non erano migliori.

Gli affusti pesavano 900,5 o (quadrinato) 1.557 t. Erano complessi, dato che avevano oltre 3.000 parti in movimento. I telemetri incorporati in ogni torre erano da 12,5 m e 9,1 a seconda del modello di torre. Nonostante la maggiore affidabilità e precisione rispetto al 406 mm, i dieci cannoni della K G V spararono 'solo' 339 colpi contro i 380 tirati dai 9 406 mm della Rodney. Ad un certo punto 5 cannoni su 10 erano fuori uso, inclusi quelli della meno complicata torre B (binata).



Sommergibili[modifica]

La Gran Bretagna non ha fatto, durante la guerra, innovazioni particolari al riguardo delle unità subacquee. Vanno però ricordate, almeno come efficienza, le classi di sommergibili 'U' e 'V' costiere, 'S' a media crociera e 'T' oceaniche.

Le prime erano originariamente derivate dalle leggermente più piccole 'H', ed erano intese solo come unità bersaglio disarmate. Che destino ironico, se si pensa che poi diverranno le unità subacquee di maggior rendimento della RN, specie in Mediterraneo, dove operavano sommergibili leggendari come l'HMS Ulpholder di Wanklyn, che come il DA VINCI, affondò circa 100.000 t di naviglio, solo che lo fece per lo più immerso, con convogli fortemente scortati, e che per giunta lo fece con il suo debole armamento.

Le dimensioni degli 'V' erano: 62,79x4,88x4,72 m, 670/740 t, 37 uomini, 2 motori da 800 hp diesel + 2 elettrici da 750 hp, 12,5/9 nodi, autonomia 8715/10 nodi e 113/7 nodi; cannone da 76 e 4 tls da 533 mm con 8 siluri; la quota operativa massima era di 61 m.


Ne vennero ordinate 46, più 33 (ma solo 21 consegnate) del migliorato 'V', che aveva maggiore autonomia e l'armamento del tutto incluso dentro lo scafo resistente a prua, profondità operativa massima aumentata a 91 m. Nonostante le loro limitazioni, essi erano in grado di operare bene e con ridotte perdite in mari ristretti come il Mediterraneo,dove colsero molti più successi dei grossi battelli oceanici, specie operando da Malta, subendo peraltro anche 19 perdite complessive, tutte a carico degli 'U'. L'Ulpoldher tra l'altro affondò il smg 'Tricheco', un caccia, danneggiò l'incrociatore 'Garibaldi' con due siluri ma senza affondarlo (con non poca fortuna per quest'ultimo, gli Mk VIII non perdonavano, come si vide poi con il Belgrano), ben 3 transatlantici usati per il trasporto truppe tra cui particolarmente tragico fu il caso del Conte Rosso (oltre 1.500 vittime). Anche l'Ulpholder venne affondato verso la fine del 1942 dalla torpediniera Pegaso.

Gli 'S' erano invece smg a media crociera, e anche se il progetto era del 1928, si trattò di unità moderne, prodotte in 62 unità, dislocanti come intendimenti iniziali 600 t, poi aumentati a 620 nel 1931-33, 670 e finalmente per la produzione bellica (50 dal '41); le perdite furono di 8 su 12 prebelliche e solo 4 belliche.

Le caratteristiche: 66,14x 7,16x 3,2 m, 660/990 t, 44 uomini, 2 motori da 1.900 hp diesel + 2 elettrici da 1.300 hp, 15/9 nodi, autonomia 13.879/10 nodi; cannone da 102 e 6 tls da 533 mm con 12 siluri


I grandi 'T' erano invece unità oceaniche, ben 54 realizzate tra il 1937 e il 1945. L'autonomia richiesta era di ben 42 giorni, avevano potenza motrice ridotta dato che il limite era stato posto a 1.000 t in superficie, poi vennero aumentate; i motori diesel erano di bassa potenza, ma la potenza di fuoco frontale era notevolissima con 6 tls frontali e altri 2 fuori dello scafo resistente, come sugli 'U', e due al centro. In seguito i siluri centrali vennero spostati a poppa, mentre alcune casse compenso vennero trasformate in casse combustibile, cosa pericolosa ma che aumentava l'autonomia, anche oltre il limite delle provviste di bordo. Ben 15 andarono perduti tra quelli prebellici, per lo più nel Mediterraneo, dove furono distrutti 39 battelli britannici nel loro complesso; mentre solo uno di quelli prodotti in guerra fece la stessa fine.

Le dimensioni degli 'T' erano: 83,82x8,1x4,5 m, 1325/1570 t, 56 o (secondo gruppo) 61 uomini, 2 motori da 2500 hp diesel + 2 elettrici da 1450 hp, 15,25/9 nodi, autonomia 20.382/10 nodi; cannone da 101 e 10 tls da 533 mm con 8 siluri;


Unità del tutto diverse erano gli 'X', minisommergibili di forma tozza, usati per attacchi al naviglio ormeggiato; solo nel '42 la RN arrivò a decidersi in merito per attaccare le grandi navi tedesche ormeggiate in Norvegia, in sicuri fiordi. I battelli 'X' erano da 15,62 m, 27/29,5 t, larghi 1,75 m, pescaggio 2,26, derivati da un progetto di una ditta privata. Erano i primi 3 battelli, poi seguiranno altri 6 di serie. L'armamento era non di due siluri, ma di due cariche da ben 2.000 kg l'una, da posare sul fondo o sospese sotto la chiglia della nave, tramite uno dei 4 uomini d'equipaggio, un sommozzatore che guidava il posizionamento. Anche se dotati di un'autonomia di 2.776 km a 4 nodi (motore diesel da 42 hp), in genere venivano rimorchiati da altri sommergibili in crociere di superficie, poi proseguivano (motore elettrico da 30 hp, 5 nodi immerso, autonomia 148 km a 2 nodi) in attacco subacqueo. In seguito arrivarono gli 'XE' leggermente più grandi con aria condizionata perché da usarsi in Estremo Oriente; 11 su 12 ordinati vennero costruiti e di questi 1 andò perso. I risultati furono discreti: ma per attaccare e danneggiare la TIRPIZ andarono persi 6 minisommergibili e 10 uomini, praticamente tutta la flotta europea, di cui due in transito; in Estremo Oriente, nello stretto di Johore, un minisommergibiile XE affondò il potente incrociatore Atago, in acque basse al punto che con la marea rischiò di restare incastrato a sua volta sotto la chiglia della nave minata.



Portaerei[modifica]

La Gran Bretagna ha iniziato con l'HMS Argus l'era della portaerei. Per quanto strano possa sembrare, questa nave del 1917 era in realtà italiana, nel senso che si trattava della nave passeggeri 'Conte Rosso', ancora in costruzione. Aveva bordo libero notevole e adatta per dimensioni ad ospitare un grande ponte di volo, con adeguata velocità, insomma un transatlantico di per sè aveva le caratteristiche utili per farne una portaerei, in questo caso da 172 m e 15.000 t. Opererà fino al 1944, poi venne demolita nel '47. Seguirono la HMS Furious, conversione dell'incrociatore da battaglia 'leggero' pensato dall'Ammiraglio Fisher (un cannone a prua e a poppa da 457 mm, corazzatura da 76 mm); la ex-corazzata HMS Eagle, anch'essa in costruzione al momento della decisione di farne una portaerei, stavolta per i Cileni (Cochrane, tipo 'Iron Duke'); poi seguì la simile per prestazioni HERMES (1923), che però era la prima nave nata proprio come portaerei e non frutto di trasformazioni, ma portava solo 20 aerei a 25 nodi teorici; COURAGEUS e GLORIOUS, compagne della Furious ma impostate con due cannoni da 381 a prua e a poppa, convertite a loro volta in valide portaerei veloci. Quasi tutte queste navi andarono perdute, eccetto l'Argus e la Furious. Non ebbe migliore sorte nemmeno l'ARK ROYAL, indubbiamente la migliore portaerei inglese nel 1939. Essa aveva doppio hangar per circa 60 aerei; dotata di una cintura corazzata da 114 mm, 38 mm di paratia interna, 89 sul ponte hangar inferiore, essa era molto migliore delle altre (la Furious aveva 76 mm di cintura, 38 mm di paratia interna e 25 mm sul ponte hangar inferiore); l'Ark Royal aveva 4.600 t di carburante, motori per 102.000 hp e 31 nodi, autonomia 7.600 mn a 20 nodi, 450.000 l per carburante aerei,stazzava 24-27.000 t ed era lunga 243,8 m, 216,4 al galleggiamento. Il suo armamento comprendeva 16 cannoni da 114 mm, la costruzione era molto accurata ed era una bella nave, ma nel settembre 1941 venne perduta per un unico siluro che causò vie d'acqua progressive, che la fecero perdere a pochi km da Gibilterra, nonostante la sua robusta protezione. Quello che non funzionò erano i generatori elettrici (2.400 kW) dentro i cui locali entrò acqua mettendoli fuori uso le pompe di sentina e poi inclinando la nave fino a farla rovesciare. Per dare un'idea delle sue possibilità, il carico di carburante va confrontato con i 160.000 l delle 'Courageous' precedenti, di dimensioni analoghe (per non dire dei 35.000 della Eagle); l'hangar leggermente maggiore, sempre ripartito su due piani, per 5.686 m2 contro 5.092, ma la nave portava quasi il doppio degli aerei.

L'ARK ROYAL aveva insomma molte caratteristiche desiderabili, era veloce, aveva molto spazio per gli aerei e molte riserve d'armamento e carburante, il suo armamento era efficace contro gli attacchi aerei e l'autonomia era superiore a quanto era precedentemente disponibile (che al meglio era circa 3.400 miglia a 24 nodi). La cosa era tuttavia problematica da replicare in numero elevato e soprattutto si volle una portaerei di maggiori capacità quanto a resistenza ai danni, forse non sbagliando visto che di fatto non si avranno più perdite di grandi portaerei inglesi durante la guerra. Ma c'era un prezzo: o un grande dislocamento, o piccole capacità offensive. Così venne scelta la seconda delle possibilità, sennò ci sarebbero volute portaerei da oltre 30.000 t.

Con un aspetto meno imponente e minore bordo libero, data la forzata rinuncia ad un hangar, le famose 'Illostrious' erano navi da 30 nodi pur se con 110.000 hp, e con appena 230.000 l di carburante, anche se le 4.850 t di nafta le davano 8.800 miglia a 20 nodi. Era strano se si considera la modesta capacità offensiva, che era limitata a circa 40-45 aerei. La ragione dell'involuzione era data dall'adozione di un ponte corazzato da 76 mm, a cui si aggiungeva la più discutibile esistenza di pareti dell'hangar (che era del tipo 'chiuso', quindi a 'scatola', solido ma meno capiente del tipo 'aperto) spesse ben 114 mm, raccordate con la cintura corazzata che fin sotto il galleggiamento portava sempre questo spessore di 114 mm. Inoltre c'erano 38 mm di parete interna, 25 mm per il ponte corazzato dell'hangar, che fuori dalle pareti continuava con 63 mm per evitare colpi che cadessero tra le pareti e la cintura, dirette verso i locali macchine; 38 mm invece era nel settore esterno del ponte di volo, quello fuori dalla zona centrale tra i due elevatori, che per la cronaca, non erano protetti. I locali motori erano su tre assi, con caldaie e turbine alternate, e paratia longitudinale che tuttavia poteva essere un problema se c'erano allagamenti su di un solo lato, per la stabilità. L'armamento rimaneva sui pezzi da 114 mm, sistemati in basse torrette a lato del ponte di volo, i cui tetti erano a filo dello stesso.

Le caratteristiche erano queste:

  • Dislocamento: 23.000-25.500 t
  • Dimensioni: lunghezza 229,7 m, larghezza 29,2 m, pescaggio 7,3 m
  • Apparato motore: 3 gruppi di turbine a vapore su 3 assi, 110.000 hp su 3 assi, velocità 31 nodi; autonomia 8.800 nm a 20 nodi
  • Equipaggio: 1.400
  • Corazzatura: cintura 114 mm, ponti 25-76 mm, *Armamento: 8 binati da 114 mm, 6 da 8 canne da 40 mm, 8 da 20 mm singoli

L'armamento era adeguato, ma queste 'portaerei corazzate' erano importanti soprattutto per la loro capacità di resistere. Varate le prime 3 navi nel '39, di cui almeno l'Illustrious in servizio dal '40 (vedi Taranto), si pensò poi che la loro capacità operativa era troppo sacrificata dal ritorno ad un solo ponte, e allora la quarta unità, la INDOMITABLE venne costruita con un piccolo hangar di appena 968 m di 51,2x18,9 m, oltre a quello da 139,6x18,9 m delle altre navi. In tutto, se si somma anche la saggia riduzione del carburante a 4.500 t con l'aumento della benzina avio a 345.000 l, il risultato era migliore; si pagava con la riduzione a 'sole' 8.200 miglia a 20 nodi di autonomia (per via dell'aumento anche del dislocamento) e alla riduzione fortissima degli spessori della peraltro discutibile corazza laterale, che calava a 38 mm, praticamente in funzione antischegge più che altro (pur sempre molto utile a causa dei tanti colpi andati 'vicini' al bersaglio). Queste navi riuscirono, nonostante la loro limitata capacità, ad operare con continuità senza gravi danni: a Malta nel gennaio del '41 la Illustrious sopravvisse a danni enormi, sebbene il ponte corazzato venne perforato da una delle bombe che la colpirono; forse il fatto stesso che non c'era molto carburante e bombe a bordo furono d'aiuto, sta di fatto che nemmeno in Giappone i Kamikaze riuscirono a metterle fuori uso, al contrario delle navi americane. Forse il miglior compromesso era quello della quarta unità, quanto a capacità difensive e offensive: sulla USS Franklyn uno degli attacchi giapponesi (convenzionali) causò 724 vittime, dato che il ponte di volo era fatto solo di legno di quercia da 20 cm. Le unità andarono in disarmo tra il 1955 e il 1969 (Formidable), eccetto proprio la Indomitable che venne ritirata già nel '53.


Le navi inglesi successive erano la classe 'Implacable', simile a quelle precedenti, vennero impostate nel 1939 ma in servizio solo nel '42 e '44. Esse erano navi da 29.500-32.100 t e 233 m, con turbine per 150.000 hp su 4 assi, 6.800 nm a 20 nodi (4.500 t di carburante), 430.000 l di carburante avio, e come impostazione, più simili alla Ark Royal e alla Indomitable. Grazie all'altezza ridotta dell'hangar inferiore, era possibile ridurre i problemi di baricento e quindi aumentare la protezione laterale a 51 mm, come anche quella del ponte hangar inferiore a 38 mm. La superficie complessiva era maggiore,anche se l'altezza degli hangar calava,anche nel caso di quello inferiore, a 4,26 m, pochi per gli aerei più grossi. I motori più potenti consentivano di aumentare la velocità a 32 nodi e collaborare meglio con le portaerei USA, anche se nell'Estremo Oriente le portaerei britanniche combatterono (dal '44) una guerra già vinta e la cui presenza non era da tutti ben accetta, essendo solo politiche le ragioni della costituzione di una potente squadra di portaerei a cose già fatte (liberate dagli impegni in Europa).


Non va dimenticata la HMS Unicorn, che nel '38 venne messa in bilancio come nave officina per aerei; varata nel '41 essa aveva anche la possibilità di essere usata come portaerei leggera con 35 velivoli. Il suo debutto fu importante, nello sbarco a Salerno come nave aggregata ad una forza di portaerei leggere. In tale occasione oltre 40 Seafire (il 2% del totale prodotto) andarono persi nei primi 4 giorni per incidenti, data la ridotta velocità delle CVE e l'assenza di vento che rendevano problematico l'avvicinamento degli aerei sul ponte di volo o il loro stesso decollo. La Unicorn aveva 6 nodi in più (24) e un ampio ponte di volo, per cui limitò i danni della forza britannica, fino a che la conquista di una base a terra non mise fine allo stillicidio. Anche nel '44 di fatto la UNICORN operò, in Estremo Oriente, come portaerei leggera. Da notare che essa, nave da 195 m per 14.750 t standard, si discostava decisamente dalle portaerei di squadra inglesi: non aveva nessuna corazza. Per il resto aveva 4 impianti binati da 114 e varie armi leggere da 20 e 40 mm (in impianti ottupli), motore da cacciatorpediniere, appena 40.000 hp. Non bastando questa nave, anche due delle nuove 'Colossus', la HMS Perseus e la Pioneer, vennero convertite allo scopo, ma solo la seconda entrò in azione per tempo. Nel dopoguerra il loro ruolo non fu necessario dato il piccolo numero di portaerei previste, tanto che vennero radiate entro il 1958. Erano navi da 211,8 m, 13.300 t standard, 25 nodi (42.000 hp su 2 assi), corazza leggera.

La classe 'Colossus' non si esauriva certo a queste due unità. Visto che le navi inglesi di scorta erano limitate, e quelle di squadra poche, si pensò a navi intermedie, le portaerei leggere della classe 'Colossus'. Erano navi da 15.500-18.100 t, 200 m al galleggiamento e 211,8 di lunghezza massima, 24 nodi, 40.000 hp; l'autonomia era di 7.300 nm a 18 nodi anche con sole 3.100 t di nafta, mentre il carburante era di 440.000 l e la superficie hangar di 2.136 m2. La capoclasse venne varata nel '42 e poi vanduta nell'agosto del '46 come Arromanches alla marina francese (anzi, inizialmente era solo stata data in prestito per 5 anni). Le 'Colossus' erano essenzialmente navi in scala ridotta delle 'Illustrious', con armi ridotte, corazza pressoché inesistente, motori simili a quelli degli incrociatori brinannici ma con diversa collocazione delle macchine e caldaie, sfalsate tra di loro anziché tutte insieme con rischio di KO totale per un singolo colpo. In tutto ne vennero realizzate ben 10, incluse le due navi officina di cui sopra. Altre unità vennero comprate da Argentina, Olanda, Brasile,Australia. Solo 4 rimasero con la RN, di cui l'ultima venne radiata nel 1981-82. Inizialmente avevano ben 24 cannoni da 40 mm (forse erano ancora i 'pom-pom') e 60 da 20 mm; poi ridotti a 17 da 40 mm Bofors, e sulle navi manutenzione aerei 16 impianti binati da 40 e 2 da 20 mm, poi da 40 mm (questo almeno in tempo postbellico).

Queste navi non erano le sole, infatti altre 8 portaerei vennero impostate con caratteristiche migliorate, la classe 'Hermes', ma solo 3 vennero realizzate, due delle quali (Albion e Bulwark) modificate poi in portaelicotteri. Tra l'altro ebbero anche il ponte angolato a 5 gradi, innovazione britannica del settore e presto copiata; consentiva di far decollare e atterrare gli aerei contemporaneamente. Erano navi da 22-27.000 t, 224,64 m, 1.390 marinai, motori da 78.000 hp su due assi e 29,5 nodi, 2 cannoni sestupli da 40 mm Bofors, oltre a 8 binati e 4 singoli; 42-49 aerei, vari radar di scoperta aerea, navigazione e controllo tiro.

Per le portaerei più grandi era previsto invece il progetto 'Implacable migliorata'.Una, la AUDACIOUS, venne ribattezzata EAGLE e poi completata nel '51, l'altra, la ARK ROYAL, nel '55 su progetto del tutto diverso e più moderno. Esse erano le uniche due completate della classe di 4 prevista; la lunghezza della prima era di 247,4 m, larghezza 34, ponte di volo 52,1 m; motori da 152.000 hp su 4 assi per 31,5 nodi, e dislocamento di 44.100 t standard, 45.100 a pieno carico. Erano chiaramente navi corazzate (la Ark Royal venne completata con lunghezza portata a ben 276 m ma con dislocamento analogo, presumibilmente perché privata delle corazze) dato che il loro dislocamento era analogo alle 'Midway' da 298 m, l'espressione finale dell'evoluzione della portaerei classica britannica, ma non apparvero se non nel decennio successivo; la Gran Bretagna aveva troppi problemi da affrontare nel dopoguerra per costruire ancora grandi navi.



Note[modifica]

  1. Armi da guerra 117
  2. Armi da guerra 82