Armi avanzate della Seconda Guerra Mondiale/USA-6

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search


Le armi dell'USN[modifica]

Cannoni[modifica]

Ecco un tipico schieramento di Oerlikon a bordo di portaerei americane

Andando alle armi dell'USN, i cannoni sono di molti tipi diversi, e almeno alcuni sono senz'altro da approfondire; dopotutto il titolo dello stesso libro lo impone. A questo proposito, si può iniziare con i cannoni da 20 mm Oerlikon, la migliore arma della categoria, cadenza di tiro circa 400 c.min e notevole semplicità. Prodotto in quantità enormi, al 7 dicembre 1941 erano stati prodotti solo 379 cannoni per l'USN: ma per la fine della guerra si arrivò a 124.735. Queste fecero presto sparire da gran parte delle navi americane le mitragliatrici M2 da 12,7 mm, che erano e sono potenti armi, ma che per il ruolo contraereo, nonostante la balistica, erano piuttosto deboli per gittata (1.500 m), rateo di fuoco (600 c.min), assenza di proiettili esplosivi. L'unico vantaggio era che si trattava di armi americane, ma c'era bisogno di qualcosa di meglio per la difesa ravvicina: siluranti e bombardieri difficilmente sganciavano ben dentro la loro gittata utile, al più potevano essere ingaggiati dopo, in fase di richiamo (ma spesso era troppo tardi). Solo nel 1943 la Oerlikon venne spodestata parzialmente dall'L/60 Bofors da 40 mm. I dati furono positivi: anche se era efficace solo a distanze ridotte, entro i 2 km (ma spesso si centrava il bersaglio solo quando era ben più vicino), nel periodo dicembre 1941-set 44 (per quanto si possa fare affidamento su statistiche del genere, quando tutti sparano all'impazzata), abbatté il 32% degli aerei giapponesi (che spesso erano a loro volta armati di altre Oerlikon); forse questo ci dice anche che, in definitiva, il resto delle armi imbarcate non erano poi così efficaci.

Ecco invece un solitario Oerlikon su di una nave inglese

In ogni caso, nel '43 un sistema di mira con doppio giroscopio aumentò l'efficacia del cannone, si trattava dell'Mk 14 sviluppato dal MIT, che poteva essere utilizzato dieci secondi dopo l'accensione. In seguito venne usato anche come base per migliorare l'apparato Mk 51 dei cannoni da 40 mm, come è accaduto con i 'Gearing' che hanno rinunciato alle Oerlikon per affidarsi solo ai calibri superiori. Forse la cosa più 'ironica' è che nel 1935 la Oerlikon quasi andò in bancarotta quando l'USN ne respinse il Model 1934, per via del ridotto rateo di fuoco che era di 265 colpi-min; fu la Marina Giapponese che tolse dai guai gli svizzeri ordinando alcuni di questi cannoni: si trattò di un 'autogol' inconsapevole, perché qualche tempo dopo la Oerlikon riuscirà a farsi accettare dall'USN la sua mitragliera, migliorata grazie ai soldi guadagnati con i Giapponesi (che tra l'altro ne fecero un uso scarsissimo, andando piuttosto sulle armi da 25 mm di tipo francese).. Le versioni erano varie: Mk 1, 2, 3, 4 'migliorati', tutti raffreddati ad aria con sistema di rinculo 'blow-back'. Ma soprattutto nei tipi migliorati venne reso possibile la produzione in grande serie dell'arma: prima, per costruire la canna da 2,7 kg c'era bisogno di un blocco di 56 kg di acciaio; gli americani ridussero tale valore ad appena 6,5 kg. La semplificazione fu tale da far scendere il numero di ore-lavoro per cannone da 428,4 a 76,2.

Il cannone Oerlikon dell'USN era lungo 70 calibri e pesava 68,04 kg, sparava 450 c.min, con caricatori da 60 colpi, i proiettili da 120 gr circa erano sparabili fino a 4.389 m, in quota a 3.048 m. L'affusto era di pesi tra 254 e 769 kg per l'USN, l'alzo fino a 87 gradi. In genere erano affusti singoli scudati, ma c'erano anche impianti binati e alcuni quadrinati erano stati installati a bordo di alcune navi Alleate. Le corazzate e le portaerei americane erano arrivate ad averne a bordo anche 40-44.


Un vecchio tipo di cannone erano l'Mk 1 e Mk 2 da 28 mm, sviluppati nel 1929. Nonostante la sua potenza e i suoi impianti quadrinati, era poco affidabile e venne rapidamente sostituito dalla 20 mm Oerlikon. Da notare che questo cannone era il più simile al 25 mm franco-giapponese, arma standard per la difesa aerea. Alcuni affusti vennero usati per impianti binati Bofors. Un'altra cosa abbastanza positiva fu l'impiego dell'Mk 44, un sistema di direzione tiro, il primo americano, per il fuoco antiaereo leggero. Il cannone pesava 252 kg, tirava 150 c.min, 100 pratici, 823 m.s., peso proiettile 416 grammi di cui 17 HE, con un raggio massimo di 6700 m e quota di 5.791 m. Non era tutto sommato male, almeno come balistica, ma la sua affidabilità non era sufficiente e il peso di 4.700 kg dell'affusto Mk 2 non era indifferente. Può darsi anche che migliorando il progetto fosse possibile realizzare un'arma accettabile, ma perché importarsene se c'erano le armi da 20 e 40 mm, ancorché europee?



HMS Belfast - Bofors 40 mm gun top view 2.jpg

Il principale cannone dell'USN divenne, almeno dal 1943, il Bofors L/60 svedese. Era un cannone dei primi anni '30, a dire il vero originato almeno vagamente da un progetto tedesco del 1918, della Krupp di Essen. Del resto la stessa Bofors rimase parzialmente di proprietà della Krupp fino al 1930. Le prove iniziarono nel marzo 1932, e il cannone venne adottato come Model 1936. Prima lo vollero gli Inglesi per l'esercito, ordinandone 100 nel '37, ma nel '41 arrivò l'adozione da parte della RN, sulla Prince of Whales (anche se non le servirà molto) e altre navi. In tutto ne vennero costruiti quasi 3.000 per la sola RN, più altri forniti dagli USA. Qui l'arma venne adottata dall'US Army nel '37, prodotta dal 1940, quando anche l'USN ne rimase interessata; il primo cannone giunse il 28 agosto 1940 da una nave olandese, mentre la licenza venne ottenuta nel giugno 1941. Ma non fu così facile: l'USN voleva armi con funzionamento motorizzato, raffreddato ad acqua, con unità di misura anglosassoni, spolette meno sensibili; il tutto venne risolto con il tempo. Poi venne migliorata la producibilità mentre la spoletta svedese, trovata inadatta per la produzione in massa e poco sicura, venne sostituita con l'Mk 27, funzionante 999 volte su 1.000. Solo questa modifica fece risparmiare 250 milioni di dollari. Presto seguirono impianti multipli: il primo binato nel gennaio del '42, il quadruplo nell'aprile, iniziando l'installazione sulla USS 'Wyoming' dal 22 giugno. Alla fine ne vennero costruiti 39.200, usati sempre più spesso per respingere gli attacchi kamikaze e molto migliorati con il sistema Mk 51 di controllo del tiro, che consentì ai Bofors di abbattere il 50% dei Kamikaze e aerei giapponesi distrutti tra l'ottobre 1944 e il febbraio successivo.

In altre parole, se la Oerlikon fu l'arma di metà guerra, quando le sorti erano incerte o addirittura sfavorevoli, il Bofors (il sostituto dei 28 mm) fu l'arma della vittoria contro un Giappone oramai alle corde.

Usato da tutti i belligeranti (eccetto probabilmente l'Italia), pesava 462 kg del tipo 'esercito', o raffreddato ad aria, 522 del tipo water-cooled (per la Marina). Sparava, a seconda dell'inclinazione, 120-160 colpi al minuto, valore teorico ma anche pratico, con 'clip' di 4 colpi; la cadenza aumentava anche a 180 c.min, se c'era un kit speciale, però la cosa non riguarda questa storia visto che divenne disponibile solo dal 1970. Nel frattempo i Bofors di nuova generazione, con spolette di prossimità e canna da 70 calibri (dunque grandemente superiori) avevano raggiunto cadenze di 230-300 c.min, ma anche questa è un'altra storia, essendo iniziata poco dopo la guerra. Le munizioni sono da 900 gr circa, il colpo completo 2,15 kg, di cui non più di 92 grammi della carica HE. Le navi avevano agevolmente oltre 1.000 colpi per canna. Il raggio era di 9.830 m sull'orizzonte, 7.160 in aria, ma la gittata pratica era circa la metà, anche per via del tempo di autodistruzione delle munizioni, che all'epoca non erano ancora di tipo VT, ovvero di prossimità: queste apparvero dopo qualche anno la fine della guerra. I proiettili, tirati a circa 900 m.sec perforavano, nel caso degli AP, fino a 69 mm a 0 metri, 30 mm a 1.829 m, 11 a 5.486 m (grossomodo come un 7,62 mm AP a circa 100 m). Gli affusti pesavano da 4.445 a 11.137 kg. Da ricordare, tra gli innumerevoli affusti, il Boffin, impianto binato da 20 mm con i cannoni sostituiti da un 40 mm, anche se con alzo limitato a 70 gradi. Eppure i Canadesi li hanno usati almeno fino al 1990. Oppure il sistema Hazemeyer, sussidiaria della Siemens, che costruì un affusto triassiale computerizzato prima della guerra, e questo sistema avanzato venne subito messo in produzione in Gran Bretagna. Questo sistema venne installato sui grossi caccia tipo 'Tromp' olandesi, o almeno un tipo simile per il controllo del tiro dei cannoni da 75 mm. I Tedeschi fabbricarono i cannoni nel Kongsberg Arsenal norvegese, e tra l'altro lo usarono per gli incrociatori Hipper ed Eugen dal '43. I Giapponesi invece provarono a costruirne un certo numero, grazie ad un sistema catturato agli Inglesi nel '42, a Singapore. Era chiamato Type 5, ma riuscirono a produrne solo pochi esemplari al mese dal tardo 1944, perciò quest'arma, indubbiamente utile, ebbe un impiego del tutto trascurabile. In effetti i Bofors un limite ce l'avevano: il peso non era irrilevante e ci volle un certo tempo per adattarli ai cacciatorpediniere, specie quelli prebellici che di fatto dovettero accontentarsi di rimpiazzare le Browning con gli Oerlikon. Per le navi maggiori non c'erano invece problemi, come per i 10 impianti quadrinati delle 'Essex' o i 20 binati delle 'Iowa'.

Salendo verso calibri maggiori, i cannoni da 76/50 mm vennero urgentemente usati nelle versioni Mk 27, 33 e 34. Per fermare del tutto i giapponesi c'era bisogno di un cannone più potente anche dei 40 mm, e questo all'epoca era il calibro minimo per usare le spolette VT. L'Mk 27 venne ricavato dall'Mk 22, ma il primo esemplare venne testato solo il 1 settembre 1945. Quanto all'Mk 22, esso era simile ad un impianto da 40 mm come ingombri; durante la guerra venne migliorato diventando un'arma antiaerea efficace e si stima che potesse sostituire 3 pezzi da 40 mm. La sua versione automatica, la Mk 27, era ovviamente ancora più potente a motivo del tiro automatico, e si caratterizzava da molloni di recupero esterni simili a quelli dei Bofors. Ne sono state prodotte le munizioni fino agli inizi del 2001, anche dalla Simmel italiana. L'Mk 22 pesava 798 kg, era lungo 4,055 m, cadenza 45-50 c.min, colpi da 10,9 kg di cui 5,9 del proiettile VT, 240 gr di TNT (decisamente poco, a causa della spoletta non abbastanza 'compattata'), quota 9.266 m, gittata 13.350 m. Il peso dell'affusto era di 14.259 kg per l'Mk 27, alzo 30°/sec, 24°/sec di rotazione.

In seguito ci sarebbero stati altri cannoni da 76, quelli da 70 calibri (che vennero anche adottati dagli inglesi), rimasti però in servizio per poco tempo, essendo piuttosto complicati da mantenere in efficienza. Erano armi sviluppate come ulteriore estensione dei pezzi da 76, stavolta addirittura intese per rimpiazzare i cannoni da 127, raffreddate ad acqua. Capaci fino a 100 c.min, con un deposito di munizioni di pronto impiego da 60 colpi stivati orizzontalmente, essi rimasero in servizio per pochi anni e visto che lo sviluppo, iniziato nel '45, portò all'entrata in servizio nel '58, è una storia che non riguarda questo libro, ancorché molto interessante. La numerosa famiglia da 76 mm comprese anche altre tipi più vecchi che qui non riportiamo, non essendo esattamente moderni, anche se funzionali.

Un 'Gearing' equipaggiato con i suoi sei pezzi da 127 mm

Quanto ai pezzi da 127 mm, sebbene siano noti soprattutto i 127/38 mm, in realtà ve n'erano di molti tipi diversi, alle volte anche su di una stessa nave. I pezzi da 127/25 mm Mk 10, 11, 13 e 17, vennero usati fin dal '26 sulle grandi navi americane. Erano armi antiaeree, ma in realtà i cannonieri spesso li usarono anche come armi antinave, con risultati impressionanti perché il loro momento d'inerzia era pari a circa un terzo di quello dei pezzi da 50 calibri e quindi si manovravano con grande rapidità. Era un impianto d'artiglieria leggero, anche se con una gittata ridotta. C'erano molti modelli di affusto, tra cui l'Mk 17 per sottomarini; quest'arma, disegnata nel 1921 e in servizio dal '26, era pesante appena 955 kg per la canna, 1.937 totale, cadenza di 20 c. minuto, peso della munizione 36,3 kg di cui 24,43 di proiettile (2,55 kg di HE), sparabile alla rispettabile velocità di 808 ms. con 4,35 kg di propellente. C'erano 200 colpi per cannone, vita utile della canna di 3.000 colpi, la gittata ammontava ad appena 13,259 km o 8,352 a 85 gradi (per compiti a.a). L'affusto era pesante, nel caso Mk 23, 9.829 kg, poco di più per altre installazioni. Il rateo di alzo era, nei tipi motorizzati, 30 gradi -sec, 20-sec per la direzione. L'affusto Mk 17 fu il primo dell'USN concepito per il tiro contraereo, ma non ebbe da subito la piattaforma per il caricatore, aggiunta con l'Mk 19, mentre l'Mk 27 era motorizzato. L'Mk 40 era il tipo per sottomarini.

I cannoni Mk 12 da 127/38 mm erano balisticamente ben superiori, con una capacità di tutto rispetto nel tiro antiaereo, come anche nella lotta antisuperficie; era il migliore dei cannoni bivalenti della guerra; in servizio dal '34, era installato ancora su navi nuove dei primi anni '60. La carica dei cannoni era manuale, ma il calcatoio era automatico, così da dare un alto rateo di fuoco, e i cannoni si sono dimostrati in azione altamente affidabili, del resto le loro prestazioni balistiche non sono mai state eccezionali, quanto piuttosto la praticità d'impiego e la rapidità di fuoco. Con il sistema di controllo del tiro Mk 37 era particolarmente efficace, e durante la battaglia di S.Cruz, la USS South Dakota abbatté 26 aerei giapponesi (ne dichiarò 32), usando per la prima volta le spolette VT. La produzione bellica fu tale da costruire oltre 8.000 armi, 2.714 delle quali in affusti binati, con costo medio -senza affusto- di circa 100.000 dollari per cannone (strano che sia, un B-17 ne costava 'solo' 200.000, un P-40 20.000, erano decisamente altri tempi, adesso un cannone che costi più di un caccia sarebbe decisamente improponibile). Oltre 720.000 colpi erano conservati nei depositi della Marina ancora negli anni '80.

Disegnato nel 1932, pesava 1.810 kg per il cannone, lungo 5,683 m, 12-15 colpi al minuto, e anche più con gli affusti automatizzati; la munizione da 24,5 kg AP, o da 25 kg AAC, o di altri tipi ancora, era sparabile fino a 792 m.sec, con vita utile di 4.600 colpi, 450 proiettili per le grosse navi (per cannone,beninteso), 320-360 per i caccia; gittata max con colpi da 24 kg di 16 km, antiaerea di 11.900 m, penetrazione di 127 mm a 3.660 m, 102 a 4.940 m (abbastanza per penetrare un carro tipo Tiger, o un incrociatore 'Mogami'), 25 mm a 12.620 m. Però per la maggior parte dei casi non c'erano AP ma HE antiaeree, da 25 kg, capaci di perforare 38 mm a 9.140 m. L'affusto pesava nel caso dei singoli Mk 21 13.272 kg, nel caso dei cannoni chiusi Mk 25 circa 20 t, 43.409 kg per l'Mk 38 Mod 0; l'Mk 28 arrivava a 77.399 kg, era per le corazzate e quindi non aveva un semplice scudo blindato, ma parecchie tonnellate di acciaio aggiuntivo; alzo -15/+85 gradi, velocità di brandeggio dei servomotori (15 gradi al secondo, almeno 25 per rotazione) era non meno importante per il tiro contraerei. I servomotori non apparvero subito, poi fu la volta di un sistema motore da 15 hp per la rotazione e 5 per l'alzo, poi unificati (e aggiunto un motore da 7,5 hp per il caricamento). I 'Somers' e i 'Porter' ebbero cannoni di impianti Mk 22, che erano gli unici tipi 'single role' avendo l'alzo ridotto a 35 gradi. Si stimava così di poterne installare 8 anziché 6 DP normali, ma che sia stato un 'affare' appare molto dubbio, in effetti così le navi non ebbero altro che un potente armamento antisuperficie ma quasi inutile nel tiro antiaerei. Per giunta, durante la guerra alcune dovettero sbarcare una o due torri per compensare gli aumenti di peso. Peccato non conoscere in dettaglio le caratteristiche dei tipi usati dalle corazzate, certamente potenziati (anche perché le velocità d'alzo e brandeggio erano ancora simili).

I pesi degli affusti singoli, come gli Mk 21, variavano tra 13 e 18 t. Quelli binati erano invece: Mark 22 Mod 0, 34.133 kg, Mark 28 Mod 0 70.894 kg, Mod 2 77.399 kg, Mark 29 Mod 0 49.000 kg, Mark 32 Mod 0 47.899 kg, Mod 4 54.598 kg, Mark 38 Mod 0 43.409 kg.

Malgrado la versatilità questo non era il più potente cannone da 127 mm disponibile, l' Mk 7 e successivi era un potente cannone anti-cacciatorpediniere degli anni '10, che raggiungeva 18 km con granata da 22 kg. A dire il vero non faceva meglio dei pezzi europei da 120 e 127 mm, ma era pur sempre superiore rispetto ai cannoni da 127/25 e 127/38.

Il successivo 5 pollici era invece il 127/54 mm Mk 16, per rimpiazzare il cannone da 127/38 mm con qualcosa che avesse quella gittata che mancava al vecchio cannone. Pensato per le corazzate classe 'Montana' mai realizzate, poi sulle Midway, ma era decisamente pesante rispetto al cannone precedente, di cui era una versione allungata. Non aveva ancora alimentazione automatica, per questo non era particolarmente popolare; peso 2.432 kg, lungo 6,858 m, 808 m.sec, proiettili da 31,5 kg, gittata di ben 23.691 m, gittata a.a. di 15.728 m, peso impianto 33 t, alzo 85 gradi, almeno sedici marinai per l'impianto singolo (ma c'erano anche quelli binati).

Il cammino verso un impianto automatico da 127 mm, a dire il vero, non si arrestò certo lì, ma questo non è compito di tale libro. Qui dico solo che l'Mk 42, sempre da 127/54 mm, introduceva un sistema di alimentazione automatico che poteva essere il passo avanti desiderato; senonché la sua massa sfiorava le 70 t, e per giunta il sistema richiedeva parecchio personale, era ingombrante, e soprattutto scarsamente affidabile, tanto che la cadenza di tiro di ben 40 c.min venne dimezzata. Era un'arma degli anni '50 troppo avanti sui tempi (il volume di fuoco era simile a quello dell'OTO da 127 di dieci anni dopo, peraltro più compatto), e solo dopo vari anni venne riaumentata a circa 28 c.min, quando i sistemi meccanici vennero valutati abbastanza affidabili per tale passo (10 anni dopo e 12 c.min meno del tipo originale). Infine arriverà l'Mk 45, arma pesante appena 20 t, molto compatta, affidabile, ma con cadenza di appena 20 c.min che la rende poco efficace come cannone contraerei,anche se di impatto ridotto sulla piattaforma (pesando circa la metà e con circa la metà del volume di fuoco dell'OTO da 127 mm). Insomma, i cannoni da 127 mm americani alla fine sono ritornati sostanzialmente all'impiego mono-ruolo, visto che adesso sono i missili SAM a garantire la difesa aerea, mentre proiettili a gittata prolungata sono impiegati per tiri a lungo raggio contro obiettivi oltre la linea costiera.



Il calibro standard da 152 mm degli incrociatori americani era in realtà di tanti modelli, come l'Mk 16, era un pezzo da 152/47 mm, un cannone per la prima volta davvero in grado di essere usato persino per impieghi antiaerei, grazie ad un nuovo affusto che era di nuovo tipo e consentiva il caricamento ad ogni angolo d'elevazione, eliminando i tempi morti relativi. Venne tuttavia completato troppo tardi per la guerra. Gli Mk 16 erano nel loro tipo basico costruiti originariamente per i 'Brooklyn' e 'Cleveland' (che ebbero affusti con alzo da 40, poi 60 gradi massimo, ma angolo di carica limitato a 20 gradi), capaci di sparare proiettili normali da 47 kg, ma soprattutto gli Mk 35 'super-pesanti' da ben 59 kg, quasi raddoppiando la perforazione rispetto ai cannoni precedenti della classe 'Omaha'(circa 50 mm a 12 km), nonostante che questo avesse una lunghezza di 53 calibri. La carica delle munizioni HE e AA (per compiti contraerei) arrivava a 6,2 kg, ma le Mk 35 'Super Heavy' contenevano solo 900 grammi di esplosivo. Paradossalmente, anche se sparate ad appena 762 m.sec (contro 853 m.sec, carica di circa 15 kg), arrivavano ad oltre 23,8 km contro poco oltre 21,4 km del tipo HC da 47 kg, forse per via della migliore aerodinamica (68 cm contro 61) e del più favorevole rapporto massa-resistenza. Quindi l'unico problema era dato dalla scarsa distruttività una volta a segno, dovuta al poco esplosivo interno.

Avevano un peso di 6,6 t, 8-10 colpi al minuto, proiettili da 47,6 kg, e carica di scoppio che era di 6,2 kg, ma scendeva a meno di 1 kg al 'super heavy' che pure arrivava a 59 kg. Sparava ad oltre 850 ms queste armi con gittata fino a 23.900 m, peso affusti fino a 176 t, alzo fino a 60 gradi sui 'Cleveland' e 'Fargo'.


La sua versione automatica, sui 'Worchester', arrivava a 12 c.min, ma non era molto affidabile e non lasciò il ricordo dei cannoni Mk 16 'normali'. Ad un certo punto si pensò anche a installarla sulle corazzate 'Montana', ma i cannoni da 127 mm offrivano una migliore efficienza, come dimostrato dai numerosi drones che nel 1941 vennero abbattuti dai 127/38 mm. Il peso delle torri automatiche, pur essendo binate e non trinate, superava le 200 t.


Il New Orleans, letteralmente 'esploso' a prua dopo l'impatto di un siluro (e ciò nonostante, sopravvissuto), mostra in tutti i particolari la sua torre N.2 da 203/55

Un cannone da 203 mm avanzato era l'Mk 12 e la versione Mk 15, da 55 calibri, progettato nel '33 e in servizio nel '39, pesante 17,45 t e lungo 11,405 m, tirava 3-4 colpi al minuto, e oltre ai proiettili da 118 kg si arrivava a quelli da 152 kg, i super-perforanti con una carica di 2,1 kg, mentre i tipi normali erano da 9,7 kg di HE, pur pesando 34 kg di meno. Un tipo speciale di proiettile leggero da 50,7 kg venne approvato nei tardi anni '60, con il programma 'Gunfighter' venne studiato come una specie di proiettile decalibrato da 127 mm, capace di raggiungere 66 km di distanza, e sparato contro postazioni vietcong da un incrociatore, l'unico ancora in servizio, l'USS St. Paul. Le prestazioni balistiche, al solito, non erano eccezionali, con i proiettili da 152 kg era possibile arrivare fino a 27,5 km, non molto quanto a gittata (ma sufficiente se si considera che superare i 25 km negli scontri tra navi in movimento rendeva praticamente impossibile mettere colpi a segno, giusto 'spaventare' il bersaglio costringendolo a manovre evasive approfittando degli oltre 60 secondi necessari al proiettile per arrivare a segno); ma d'altro canto, con i colpi super-perforanti era possibile perforare 254 mm a 10 km; sebbene la carica di scoppio fosse di appena 2,1 kg contro i 9,2 normali, era possibile perforare un incrociatore con rispettabili 102 mm d'acciaio (per esempio gli incrociatori giapponesi) a 26 km, mentre uno 'Zara' italiano era teoricamente vulnerabile a 19 km per la cintura da 150 mm, mentre sopra i 21 era vulnerabile anche il suo ponte da 76 mm (però non contando quello di coperta da 20 mm), quando con la munizione normale da 118 kg si poteva perforare tali protezioni a 21 e a 14,5 km. Alle distanze più brevi non c'era grande differenza (254 mm a 8.200 m) così come a quelle maggiori con i colpi sul ponte (102 mm a 26-27 km per entrambi).

il peso era, per gli impianti trinati, 250 t, 314 o 303 t a seconda delle classi delle navi.

L'Mk 16 era un cannone da 203 mm automatico, che con il suo affusto pesava il 50% in più, ma era una delle poche grosse armi automatiche funzionanti davvero; i 'Salem' sono stati anche per questo gli incrociatori più potenti mai costruiti tra quelli col 203 mm. La capacità era tale da far sparare 10 salve al minuto e persino in tiro contraereo era possibile fare qualcosa, con appositi proiettili spolettabili prima del fuoco. La massa degli impianti trinati, anche per via della loro protezione, era di 458 t, con alzo massimo di 41 gradi. Al solito la gittata non era eccezionale, ma consentiva di sparare proiettili a 27,5 km capaci di perforare alla massima distanza 102 mm di ponte corazzato, oppure 254 mm a 10 km. Il peso degli affusti arrivava a ben 458 t, da confrontarsi con le 200 di un impianto binato della generazione precedente. In parte era anche dovuto alla corazza più spessa, ma soprattutto al sistema d'alimentazione. L'unico incidente di rilievo avvenne nel '72 quando una spoletta mal registrata fece esplodere una torre dell'USS Newport News (CA-148), che causò 20 vittime. I cannoni vennero poi utilizzati per formare i primi esemplari della bomba antibunker GBU-28 americana (riempiendoli di esplosivo e trasformando le sezioni di canna in LGB da oltre 2 t). L'ultimissimo cannone da 203 navale al mondo fu quello automatico, che consentiva circa 12 salve al minuto, ma quest'arma degli anni '70 (simile ad un grosso cannone Mk 45) non ebbe sfortunatamente seguito pur essendosi dimostrata efficace. Inizialmente, per superare le difese sovietiche costiere, troppo pericolose per i pezzi da 127 mm dal raggio e distruttività insufficienti, si pensò al 175 mm dell'M107 dell'esercito, poi venne fuori quest'arma provata sull'unico caccia (l'USS Hull) che ha mai avuto un 203 mm. Capace di una gittata di 29 km e con un peso di appena 78 t, con una torre dal design molto moderno, era addirittura previsto, per supportare gli assalti anfibi, di dotarne gli Spruance e i Ticonderoga. I proiettili sperimentali a guida laser colpirono 5 volte su 5 test, un risultato eccellente. Ma nel '78 il programma venne cancellato, lasciando a dire il vero strascichi di polemiche e incertezze a non finire, specie dopo la messa in riserva delle ultime 'Iowa'. Il 203 mm, sebbene costoso e privo di una pratica capacità antiaerei, era certamente un'arma da adottare almeno su alcune navi americane. Da allora, il quesito su cosa usare per supportare gli sbarchi anfibi è rimasto pressoché senza risposta (eccetto ovviamente gli aerei, che però non sono sempre disponibili quando servono).



Ma nemmeno il cannone automatico Mk 16 203/55RF era l'ultima parola per le artiglierie da 'incrociatore': l'Mk 8 era il pezzo da 305 mm destinato ai 'Large cruisers' classe Alaska, una specie di super-incrociatore pesante, ma non un vero incrociatore da battaglia. Erano navi molto potenti, anche se con una protezione grossomodo simile a quella dei 'Salem', e il loro cannone, derivato dai cannoni della 'Wyoming', poteva sparare munizioni 'super pesanti' capaci di perforare quasi quanto i pezzi da 356 mm. Tuttavia, questo tipo di nave non convinse fino in fondo e pochi di questi super incrociatori vennero costruiti. I cannoni pesavano 55.262 kg, lunghezza 15,5 m, fino a 3 colpi al minuto, i proiettili erano da 426 kg ma potevano essere anche quelli 'super heavy' da 517 kg, con esplosivo tra 7,7 kg (AP) e 34,1 kg (HE), 762 m.sec e gittata fino a 34,7 km. Con l'Mk 18 da 517 kg, sia pure senza molto esplosivo al suo interno, poteva perforare a 0 m 622 mm, e 395 mm a 13.716 m, mentre il ponte corazzato perforabile era di 130 mm a 27,5 km circa. Era sufficiente per affrontare molti tipi di navi da battaglia a distanze pratiche di combattimento. L'affusto era pesante 937 t circa, con alzo fino a 45 gradi.


I cannoni da corazzata erano tantissimi, ma quelli moderni, successori dei pezzi da 305 e 356 mm, erano gli Mk 6 da 406/45 mm e poi un altro tipo da 406/50 mm. I primi da 406 erano quelli delle navi classe 'Colorado', ma questi erano cannoni di nuova generazione, usati per le 'Washington' e le 'South Dakota'; disegnati nel 1936, servizio dal '41, peso 97.231 kg per 18,694 m, proiettili AP da 1.225 kg e HE da 862 kg. I proiettili AP erano più lenti e quindi meno efficaci vs corazze verticali, ma marginalmente migliori dei pezzi da 406/50 quando usati contro i ponti, data la loro traiettoria maggiormente arcuata. La carica HE dei due tipi APC e HC era rispettivamente di 18,4 e 69,9 kg, mentre la carica di lancio era di 247 kg, sufficiente per 701 ms o 803 msec; il raggio era di 36.750 m con l'APC, la perforazione di 755 mm a 0 m, 382 a 22.860 m, mentre alla stessa distanza i ponti perforabili erano di 146 mm. Le installazioni pesavano 1.460 t.

La torre Mk 7

L'Mk 7 era simile, ma da 50 calibri. È il cannone delle 'Iowa', originariamente pensato per i proiettili da 1.016 kg, poi convertito ai cannoni da 1.225 kg, per competere con i cannoni più potenti del mondo, anche i 460 mm delle 'Yamato' (ma pare che ancora nel '45 gli americani pensassero che queste navi avessero pezzi da 406, quindi era semmai una previsione dei possibili, futuri scenari). Il proiettile AP poteva perforare 9 m di calcestruzzo, il HE poteva fare buchi da 6x15 m, creando zone per 'atterraggio elicotteri' in Vietnam anche di 180 m di raggio. Il cannone era da 108 t, sparava lo stesso tipo di munizioni del 406/45 mm, a parte il W23 'Katie' che venne approntato negli anni '50 (in genere c'erano 10 colpi dei 50 costruiti) per bombardamento atomico (15-20 kT, poi ritirati nel '62); la 'vita' della canna era di circa 300 colpi, la dotazione di 130 proiettili per cannone (pare che si arrivasse a 1.220 per corazzata 'Iowa'); gittata di 38,7 km con il proiettile da 1.225 kg, ma il proiettile originario da 1.016 kg poteva essere lanciato a 43 km, battendo il record dei 381 delle Littorio. In teoria c'erano anche capacità antiaeree settando la spoletta a tempo. Quanto alle probabilità calcolate contro una corazzata, erano del 33% a 10 km, 10% a 20 km, 3% a 27 km (dati ovviamente approssimativi); il potere perforante era di 829 mm a 0 m; 441 mm a 22.860 m, il ponte corazzato perforabile a 27 km di 169 mm (non ancora abbastanza contro i 200 mm delle Yamato). Gli affusti pesavano 1.700 t, alzo fino a 45 gradi, con motori da 300 hp ed azionamento idraulico.

Siluri[modifica]

PHtorpedo.jpg

I siluri americani erano di vari tipi, tra cui quelli aerei, di diametro inusitatamente largo per questo tipo di armi: l'Mk 13 del 1935 era pesante 874 kg e con diametro di 57 cm, lungo 4,09 m, con 182 kg di TNT e poi addirittura 262 di Torpex, portata 3.760 m a 33,5 nodi. Era stato sviluppato dal 1925 come G-6, ma venne osteggiato a lungo per la preferenza accordata ai bombardieri in picchiata. Era diverso dagli altri siluri aerolanciati, essendo più tozzo, più lento e con maggiore autonomia, mentre la carica esplosiva era molto potente. Ma all'inizio era possibile lanciarlo solo da 15 m di quota e 204 kmh, troppo pochi. Nella guerra invece c'erano aerei ben più veloci e la maggior parte dei siluri non funzionava bene. Dopo ebbero pinne stabilizzatrici e altre modifiche, che migliorarono le possibilità di lancio a ben 660 kmh e 730 m. Alla fine era possibile quasi il 100% di affidabilità nei lanci, e questo fu fatale per le corazzate giapponesi nel '45. Addirittura, 5 dei sei lanci eseguiti da almeno 1.500 m di quota ottennero successo, e per la fine della guerra questo vecchio siluro era diventato secondo l'USN il migliore a livello mondiale.

L'Mk 14 era invece un siluro da 533 mm del 1930, da 1.488 kg, lungo 6,248 m con 292 kg di Torpex, 4.100 m a 46 nodi o 8.200 a 31, rimase in servizio in alcune nazioni fino agli anni '70. Il Mark 15 era invece del '35 e anziché sui sommergibili trovava impiego sulle navei. Pesava 1.742 kg, lungo 7,315 m, avea ben 374 kg di Torpex e viaggiava a 5.500 m settato per 45 nodi, o 13.700 a 26,5 nodi. L'Mk 16 invece era un nuovo tipo per sommergibili, del '44, e pesava 1.814 kg. Lungo 6,248 m, aveva una testata da 428 kg di Torpex e viaggiava a 46 nodi per ben 12.500 m, un costoso siluro ad alte prestazioni a perossido d'idrogeno. Non venne usato durante la guerra, ma rimase poi in servizio fino agli '70. L'Mk 17 era invece l'equivalente per i cacciatorpediniere, lungo 7,315 m, testata ridotta a 272 kg, ma portata di 14.630 m a 50 nodi, una delle più notevoli di tutta la guerra considerando la velocità estremamente elevata. Venne tuttavia tolto dal servizio nel 1950, appena 5 anni dopo l'entrata in servizio e 9 dall'inizio dello sviluppo. Il fatto è che i siluri erano considerati oramai obsoleti per la guerra di superficie. L 'Mk 18 era invece un siluro da 1.431 kg e sempre da 533 mm come gli altri, entrò in servizio nel '44 e portava a 3.650 m e 29 nodi una carica di 261 kg di torpex. Era la versione americana dei siluri tedeschi G7e. Era più lento ma più facile da costruire e senza scia, ma inizialmente era soggetto a danneggiamenti durante il lanci. Alla fine della guerra, era il protagonista del 65% dei lanci dei siluri dei sommergibili. L'Mk 19 era la versione migliorata, ma poi abbandonata dopo il 1945; così per l'Mk 20. L'Mk 21 era stato progettato nel '44 ma entrò in servizio 11 anni dopo, era un'arma da 966 kg di cui 159 di Torpex, 5.500 m a 35 nodi, che fu il primo ad essere dotato tra quelli americani, di una guida autonoma sul bersaglio. L'Mk 22 era pure un siluro autoguidato, ma venne abbandonato nel '45 in favore dell'Mk 35. L'Mk 23 era l'Mk 14 senza il 'setting' per 31 nodi, in servizio dal '43 al '46.

L'Mk 24 era invece un siluro ASW leggero, per la prima volta nella storia dava la capacità di ingaggiare sommergibili da parte degli aerei anche se si immergevano. Disegnato dal '41, servizio dal '43, era lungo 2,134 m, pesava 308 kg e aveva calibro di 48,3 cm. La carica era di 42 kg di Torpex e viaggiava a 3.660 m a 12 nodi. Propulsione elettrica. La sua definizione era spesso di 'mina' o 'Fido'. Con 4 idrofoni che servivano a decidere da che parte arrivasse il rumore su cui dirigersi, affondò nondimeno ben 68 U-Boote danneggiandone altri 38, ottenendo un tasso di successo di circa il 25% contro i lenti sommergibili dell'epoca.

Altri progetti: l'Mk 25 da 57 cm era un siluro aviolanciato in sviluppo nel '45, poi abbandonato col dopoguerra; l'Mk 26 da 533 mm era a propulsione elettrica con batterie ad acqua di mare, poi abbandonato in favore dell'Mk 16 ad alte prestazioni. L'Mk 27, da 327 kg, in servizio dal '43 ,era un piccolo siluro che aveva la stessa funzione dell'Mk 24, anzi ne era la versione per sottomarini; lungo 2,286 m, pesante 327 kg, 4.570 m a 12 nodi, aveva più che altro funzione di autodifesa contro le navi di scorta nemiche, ma forse era capace anche di ingaggiare altri sommergibili immersi. Il Mod. 4 era ingrandito con 15,9 nodi di velocità e venne usato nel '46 per i successivi 14 anni, ovvero fino al 1960.

Note[modifica]

I dati provengono (come gli altri delle armi navali, distribuiti in altre pagine) da Naval weapons, sito estremamente completo e nondimeno, in aggiornamento continuo; ma le notizie vengono integrate piuttosto che cancellate, per cui si possono ben continuare, nel tempo, a considerare valide tutte le notizie esposte.