Greco antico/Aoristo

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Caratteristiche generali dell'aoristo greco[modifica]

L'aoristo (dal greco ἀόριστος χρόνος "tempo indefinito") è uno dei quattro temi temporali fondamentali del verbo greco. Esso, come suggerisce il nome, non ha connotazione temporale, ed esprime solo l'aspetto dell'azione, cioè un'azione "puntuale", compiuta, colta nel momento in cui si svolge, circoscritta sulla linea temporale; non è necessario che sia istantanea, "puntuale" significa che è vista nella sua totalità, quindi delimitata da un inizio e una fine, considerata come un segmento di retta sulla linea temporale.

L'aoristo ha tutti e sei i modi del verbo greco. Assume l'aumento, e il significato di passato remoto[1], solo nell'indicativo. Gli altri modi indicano solo l'azione puntuale, senza alcun riferimento al passato. Il participio aoristo greco di tutte le forme e tipologie si traduce in genere come un gerundio passato o con dopo + infinito passato[2]; unito al verbo ἔχω "avere", in posizione predicativa, forma una perifrasi in tutto e per tutto equivalente al passato prossimo italiano: es. ἔχω λύσας "ho sciolto", ἔχω περάνας "ho tentato". Tale perifrasi è già prefigurata nel dialetto omerico, ed è presente nei classici del V secolo, come Sofocle.

L'aoristo, come anche il futuro, possiede una forma per ciascuna delle tre diatesi, ossia il medio e il passivo hanno due forme distinte.

Aumento[modifica]

Per l'aumento vale quanto detto nella relativa sezione nella pagina dell'imperfetto.

Aoristo attivo e medio[modifica]

L'aoristo greco eredita in tutto e per tutto dall'indoeuropeo le tre forme di aoristo originarie, perfettamente corrispondenti alle forme dell'aoristo vedico e sanscrito:

  • L'aoristo I o debole o sigmatico, così chiamato per il suo suffisso -σα-. Nei verbi col tema in consonante nasale e liquida il sigma cade lasciando solo il suffisso -α- e provocando aumento di compenso della vocale radicale; questa forma senza sigma è detta asigmatica.
  • L'aoristo II o forte o tematico, che si forma sulla radice verbale al grado debole dell'apofonia, inserendo fra radice e desinenza le vocali tematiche -ο-, -ε-.
  • L'aoristo III o fortissimo o atematico, formazione propria di alcuni verbi anomali, coniugata aggiungendo alla radice verbale le desinenze senza intermediazione di suffisso o vocale tematica.

La distinzione fra aoristo debole, forte e fortissimo si deve agli studiosi tedeschi che hanno sistematizzato la grammatica greca nell'800: in tedesco i verbi regolari sono detti deboli, mentre quelli irregolari sono detti forti, e così, per analogia, l'aoristo formato sul tema del presente (cioè "regolare") è stato detto debole, mentre quelli formati su un tema diverso (e quindi "irregolari") sono stati detti forte e fortissimo.

Struttura dell'aoristo debole[modifica]

L'aoristo debole greco è caratterizzato dal suffisso -σα-, che deriva da σm̥ con la sonante m̥ dell'indoeuropeo vocalizzatasi in α. La forma sigmatica è propria dei temi in consonante muta, in vocale e dittongo. Il suffisso -σα- dà luogo a mutamenti fonetici:

  • allunga la vocale finale di radice dei verbi in vocale semplice, tranne quelle di alcuni verbi, come καλέω, che fanno eccezione;
  • si fonde graficamente con le labiali finali di radice in ψ, con le gutturali in ξ e fa cadere le dentali[3];
  • davanti a consonante liquida o nasale il sigma cade, provocando allungamento di compenso della vocale radicale. A questo fenomeno si sottraggono i verbi κέλλω e κύρω, che formano regolarmente gli aoristi ἔκελσα e ἔκυρσα.

All'ottativo attivo, nella 2a e 3a persona singolare e nella 3a plurale, le forme alternative sono dette eoliche.

Struttura morfemica dell'aoristo sigmatico

Aumento sillabico Radice verbale suffisso temporale Terminazione (III pers. plur.)
- -λυ- -σα- -ν
  • La forma asigmatica è propria dei temi in consonante liquida e nasale, tranne κέλλω e κύρω; essa, come abbiamo detto, è caratterizzata dal suffisso ridotto a semplice -α- in seguito alla caduta del sigma.

struttura morfemica dell'aoristo asigmatico

Aumento sillabico Radice verbale al grado allungato suffisso temporale Terminazione (III pers. plur.)
- -φην- -α- -ν

Esempi di paradigmi di aoristi deboli[modifica]

1. Aoristo debole sigmatico attivo e medio di λύω, "sciogliere"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º sing. ἔλυσα λύσω λύσαιμι
-
ἐλυσάμην λύσωμαι λυσαίμην
-
2º sing. ἔλυσας λύσῃς λύσαις/ λύσειας λῦσον ἐλύσω (< *ἐλύσασο) λύσῃ λύσαιο (< *λύσαισο) λῦσαι
3º sing. ἔλυσε λύσῃ λύσαι/ λύσειεν λυσάτω ἐλύσατο λύσῃται λύσαιτο λυσάσθω
2º duale ἐλύσατον λύσητον λύσαιτον λύσατον ἐλύσασθον λύσησθον λύσαισθον λύσασθον
3º duale ἐλυσάτην λύσητον λυσαίτην λυσάτων ἐλυσάσθην λύσησθον λυσαίσθην λυσάσθων
1º plur. ἐλύσαμεν λύσωμεν λύσαιμεν
-
ἐλυσάμεθα λυσώμεθα λυσαίμεθα
-
2º plur. ἐλύσατε λύσητε λύσαιτε λύσατε ἐλύσασθε λύσησθε λύσαισθε λύσασθε
3º plur. ἔλυσαν λύσωσι λύσαιεν/ λύσειαν λυσάντων/ λυσάτωσαν ἐλύσαντο λύσωνται λύσαιντο λυσάσθων/ λυσάσθωσαν

Il participio e l'infinito hanno le seguenti forme:

Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
λῦσαι masch. λύσας femm.λύσασα neu. λῦσαν λύσασθαι masch. λυσάμενος femm. λυσαμένη neu. λυσάμενον

Il participio aoristo debole attivo sigmatico maschile e neutro ha il tema -σαντ- (il maschile singolare, sigmatico, fa cadere -ντ- davanti a sigma allungando per compenso -α-, mentre il neutro mostra il puro tema con caduta di -τ-; in entrambi il genitivo è -σαντος) mentre il femminile segue la I declinazione in alfa impuro breve (come μοῦσα).

2. Aoristo debole asigmatico di φαίνω, "mostrare"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º sing. ἔφηνα φήνω φήναιμι
-
ἐφηνάμην φήνωμαι φηναίμην
-
2º sing. ἔφηνας φήνῃς φήναις/ φήνειας φῆνον ἐφήνω φήνῃ φήναιο (< *φήναισο) φῆναι
3º sing. ἔφηνε φήνῃ φήναι/ φήνειεν φηνάτω ἐφήνατο φήνῃται φήναιτο φηνάσθω
2º duale ἐφήνατον φήνητον φήναιτον φήνατον ἐφήνασθον φήνησθον φήναισθον φήνασθον
3º duale ἐφηνάτην φήνητον φηναίτην φηνάτων ἐφηνάσθην φήνησθον φηναίσθην φηνάσθων
1º plur. ἐφήναμεν φήνωμεν φήναιμεν
-
ἐφηνάμεθα φηνώμεθα φηναίμεθα
-
2º plur. ἐφήνατε φήνητε φήναιτε φήνατε ἐφήνασθε φήνησθε φήναισθε φήνασθε
3º plur. ἔφηναν φήνωσι φήναιεν/ φήνειαν φηνάντων/ φηνάτωσαν ἐφήναντο φήνωνται φήναιντο φηνάσθων/ φηνάσθωσαν

Il participio e l'infinito hanno le seguenti forme:

Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
φῆναι masch. φήνας femm.φήνασα neu. φῆναν φήνασθαι masch. φηνάμενος femm. φηναμένη neu. φηνάμενον

Il participio aoristo debole attivo asigmatico maschile e neutro ha il tema -αντ- (il maschile singolare, sigmatico, fa cadere -ντ- davanti a sigma allungando per compenso -α-, mentre il neutro mostra il puro tema con caduta di -τ-; in entrambi il genitivo è -αντος) mentre il femminile segue la I declinazione in alfa impuro breve (come μοῦσα).

Struttura dell'aoristo forte[modifica]

L'aoristo forte ha come caratteristica la semplice vocale tematica. Esso, formalmente, ha la struttura dell'imperfetto, con una differenza sostanziale: si forma sul tema verbale e non sul tema del presente; spesso, inoltre, il tema verbale assume l'apofonia al grado debole. A distinguere l'aoristo forte dall'imperfetto è dunque non tanto la desinenza, quanto piuttosto la forma che il tema verbale assume.

Come esempio di paradigma caratterizzato da apofonia, possiamo prendere in considerazione quello del verbo λείπω "lasciare", la cui apofonia radicale è λιπ/λειπ/λοιπ (grado zero: λιπ). Per comprendere la natura dei procedimenti morfologici alla base della formazione dell'aoristo forte, sarà opportuno confrontare le strutture morfemiche dell'imperfetto e dell'aoristo di λείπω:

Struttura morfemica dell'imperfetto λειπον, "io lasciavo":

Aumento sillabico Radice verbale (grado normale) Vocale tematica Terminazione
- -λειπ- -ο- -ν

Struttura morfemica dell'aoristo forte λιπον, "io lasciai":

Aumento sillabico Radice verbale (grado zero) Vocale tematica Terminazione
- -λιπ- -ο- -ν

Aoristo forte attivo e medio di λείπω, "lasciare"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º sing. ἔλιπον λίπω λίποιμι
-
ἐλιπόμην λίπωμαι λιποίμην
-
2º sing. ἔλιπες λίπῃς λίποις λίπε ἐλίπου (<*ἐλίπεσο) λίπῃ λίποιο (<*λίποισο) λίπου (<*λίπεσο)
3º sing. ἔλιπε λίπῃ λίποι ἐλίπετο λίπῃται λίποιτο λιπέσθω
2º duale ἐλίπετον λίπητον λίποιτον λίπετον ἐλίπεσθον λίπησθον λίποισθον λίπεσθον
3º duale ἐλιπέτην λίπητον λιποίτην λιπέτων ἐλιπέσθην λίπησθον λιποίσθην λιπέσθων
1º plur. ἐλίπομεν λίπωμεν λίποιμεν
-
ἐλιπόμεθα λιπώμεθα λιποίμεθα
-
2º plur. ἐλίπετε λίπητε λίποιτε λίπετε ἐλίπεσθε λίπησθε λίποισθε λίπεσθε
3º plur. ἔλιπον λίπωσι λίποιεν λιπόντων/ λιπέτωσαν ἐλίποντο λίπωνται λίποιντο λιπέσθων/ λιπέσθωσαν
Infinito attivo participio attivo infinito medio participio medio
λιπεῖν masch. λιπών femm. λιποῦσα neu. λιπόν λιπέσθαι masch. λιπόμενος femm. λιπομένη neu. λιπόμενον

Il participio aoristo forte attivo maschile e neutro ha il tema -όντ- (il maschile singolare fa cadere -τ- e allunga per apofonia -ο- in -ω-, mentre il neutro mostra il puro tema con caduta di -τ-; in entrambi il genitivo è -όντος) mentre il femminile segue la I declinazione in alfa impuro breve (come μοῦσα).

  • L'aoristo forte dà luogo talora a paradigmi anomali o difettivi. Ad eccezione di ἔκλυον, i seguenti sono i cosiddetti "verbi politematici":
    • εἶδον "vidi" (tema ἰδ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo ὁράω "vedere"
    • εἶπον "dissi" (tema εἰπ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo λέγω "dire"
    • ἦλθον "venni, andai" (tema ἐλθ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo ἔρχομαι "andare, venire"
    • ἤνεγκον "portai" (tema ἐνεγκ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo φέρω "portare"
    • ἔδραμον "corsi" viene fatto ricondurre al verbo difettivo τρέχω "correre"
    • ἔφαγον "mangiai" viene fatto ricondurre al verbo difettivo ἐσθίω "mangiare"
    • εἷλον "presi" (tema ἑλ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo αἱρέω "prendere"
    • ἔκλυον "udii" ha forme di imperativo atematiche: κλῦθι "ascolta"


  • cinque aoristi conservano imperativi arcaici con l'accento sull'ultima sillaba:
    • εἶδον "vidi" (utilizzato come aoristo di ὁράω "vedere"), imperativo ἰδέ "vedi";
    • ἔλαβον "presi", da λαμβάνω "prendo", imperativo: λαβέ "prendi";
    • εὗρον (o ηὗρον) "presi", da εὑρίσκω "trovo", imperativo εὑρέ "trova";
    • ἦλθον "andai, venni" (utilizzato come aoristo di ἔρχομαι "andare, venire"), imperativo: ἐλθέ "va', vieni";
    • εἶπον "dissi" (utilizzato come aoristo di λέγω "dire"), imperativo: εἰπέ "di' ".


  • Alcuni aoristi forti hanno la radice raddoppiata, oltre che aumentata: ess.:
    • dal verbo ἄγω "condurre", radice ἀγ- (cfr. latino ago "condurre"), tema dell'aoristo ἀγαγ-, per cui: ἤγαγον;
    • dalla radice di un verbo di dire si ha l'aoristo senza presente εἶπον, in Omero ἔειπον, da * ἐϝέϝιπον.
    • ἤνεγκον (tema dell'aoristo ἐνεγκ-), radice ἐγκ-/ἐνεκ-/ἐνοκ- (l'aoristo si forma dal grado zero), è utilizzato come aoristo di φέρω "portare".

Struttura dell'aoristo fortissimo[modifica]

L'aoristo fortissimo è una forma estremamente arcaica. Esso si forma unendo le desinenze direttamente sulla radice, e per questo è detto atematico. Anche nei modi diversi dall'indicativo ha suffissi caratteristici dei verbi atematici. Solo pochi verbi, estremamente conservativi, lo possiedono. Alcune forme di aoristo fortissimo sono prive di presente (ad esempio l'aoristo atematico ἔτλην, dalla radice τλη-/τλα-[4], sulla quale è stato ricostruito il presente τλάω solo in età bizantina, ma non attestato nel greco classico). Questo tipo di aoristo è peculiare di pochi verbi il cui tema termina in vocale, che è sempre lunga o perché tale anche nel tema verbale (es. ἔγνων "io conobbi", da γιγνώσκω, tema verbale γνω-) o perché costituisce il grado allungato di un tema apofonico (es. ἔβην "io andai", da βαίνω, tema verbale βᾰ-/βη-). La vocale lunga si mantiene tale in tutta la coniugazione ad eccezione dei casi previsti dalla legge di Osthoff. Questo aoristo ha solo la forma attiva e significato intransitivo; dalle stesse radici si può formare l'aoristo primo con valore transitivo: ἔβην "andai", ἔβησα "feci andare", ἐβησάμην "feci andare per me".

Struttura morfemica dell'aoristo forte γνων, "io conobbi":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -γνω- -ν

Aoristo fortissimo di γιγνώσκω, "conoscere"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔγνων γνῶ γνοίην
-
2º singolare ἔγνως γνῷς γνοίης γνῶθι
3º singolare ἔγνω γνῷ γνοίη γνώτω
2º duale ἔγνωτον γνῶτον γνοῖτον / γνοίητον γνῶτον
3º duale ἐγνώτην γνῶτον γνοίτην / γνοιήτην γνώτων
1º plurale ἔγνωμεν γνῶμεν γνοῖμεν / γνοίημεν
-
2º plurale ἔγνωτε γνῶτε γνοῖτε / γνοίητε γνῶτε
3º plurale ἔγνωσαν γνῶσιν γνοῖεν / γνοίησαν γνόντων / γνώτωσαν
Infinito Participio
γνῶναι masch. γνούς femm. γνοῦσα neu. γνόν

I participio dell'aoristo III segue al maschile e neutro la terza declinazione con il tema -ντ-, aggiunto alla radice abbreviata secondo la legge di Osthoff (*βηντ > βᾰντ, *γνωντ- > γνοντ-, ecc.); il maschile, sigmatico, fa cadere davanti a sigma il gruppo -ντ- e allunga per compenso la vocale radicale, il neutro mostra il puro tema con caduta di -τ-, e in entrambi il genitivo è in -ντος. Il femminile si forma come negli aggettivi della seconda classe a tre uscite con il suffisso -jᾰ aggiunto al tema maschile/neutro (per γνοῦσα: *γνοντ-jα > *γνονσjα > *γνονσα > *γνοσα > γνοῦσα) e segue la prima declinazione in alfa impuro breve. L'ottativo del duale e del plurale, oltre a formarsi con la caratteristica -ι- propria di questo modo al grado zero, può utilizzare come tema la terza persona singolare, che, non avendo desinenza, è stata sentita dai Greci come puro tema e quindi utilizzata anche per il resto della coniugazione dell'ottativo; queste forme sono messe fra parentesi.

Struttura morfemica dell'aoristo forte βην, "io andai":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -βη- -ν

Aoristo fortissimo di βαίνω, "andare"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔβην βῶ βαίην
-
2º singolare ἔβης βῇς βαίης βῆθι
3º singolare ἔβη βῇ βαίη βήτω
2º duale ἔβητον βῆτον βαῖτον / βαίητον βῆτον
3º duale ἐβήτην βῆτον βαίτην / βαιήτην βήτων
1º plurale ἔβημεν βῶμεν βαῖμεν / βαίημεν
-
2º plurale ἔβητε βῆτε βαῖτε / βαίητε βῆτε
3º plurale ἔβησαν βῶσιν βαῖεν / βαίησαν βάντων / βήτωσαν
Infinito Participio
βῆναι masch. βάς femm. βᾶσα neu. βάν

Una forma particolare di aoristo fortissimo: l'aoristo cappatico[modifica]

L'aoristo cappatico è quello che caratterizza tre dei quattro verbi in -μι che hanno il raddoppiamento nel tema del presente, cioè τίθημι "porre", δίδωμι "dare" e ἵημι "mandare" (il quarto è ἵστημι "collocare" che ha il normale aoristo terzo ἔστην "stetti" (coniugato come ἔβην) se intransitivo oppure l'aoristo debole ἔστησα "collocai, feci stare" se transitivo). Si chiama cappatico perché nelle tre persone singolari dell'indicativo attivo viene inserito un -κ- di ampliamento al tema verbale. Le terminazioni al singolare attivo sono perciò -κα, -κας, -κε(ν), modellate per analogia con il perfetto.
Per quanto riguarda i gradi apofonici, si osserva la seguente distribuzione:

  • grado allungato (δω-, θη-, ἡ-): singolare dell'indicativo attivo, tutto il congiuntivo (si fonde con la regolare vocale congiuntiva allungata);
  • grado breve (δο-, θε-, ἑ-): plurale e duale dell'indicativo attivo, indicativo medio, tutto l'ottativo (si unisce all'interfisso caratteristico -ιη-/-ι- creando dittongo), tutto l'imperativo, tutto l'infinito.

Per quanto riguarda l'aumento di ἵημι, occorre ricordare che la radice è jε-/jη-, che diventa ἑ-/ἡ- per caduta dello jod; al grado lungo avremo quindi ἐ.jη- > ἐ.ἡ- > -, mentre al grado breve ἐ.jε- > ἐ.ἑ- > εἱ-. Da notare che i suoi congiuntivo, ottativo e infinito attivi corrispondono a quelli del presente di εἰμί con l'aggiunta dello spirito aspro.


Struttura morfemica dell'aoristo cappatico δωκα, "io diedi":

Aumento sillabico Radice verbale Ampliamento caratteristico Terminazione
- -δω- -κ- -α

Aoristo cappatico di δίδωμι, "dare"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º singolare ἔδωκα δῶ δοίην
-
ἐδόμην δῶμαι δοίμην
-
2º singolare ἔδωκας δῷς δοίης δός ἔδου (< *ἔδοσο) δῷ (< *δώησαι) δοῖο (< *δοῖσο) δοῦ (< *δόσο)
3º singolare ἔδωκεν δῷ δοίη δότω ἔδοτο δῶται δοῖτο δόσθω
2º duale ἔδοτον δῶτον δοῖτον / δοίητον δότον ἔδοσθον δῶσθον δοῖσθον δόσθον
3º duale ἐδότην δῶτον δοίτην / δοιήτην δότων ἐδόσθην δῶσθον δοίσθην δόσθων
1º plurale ἔδομεν δῶμεν δοῖμεν / δοίημεν
-
ἐδόμεθα δώμεθα δοίμεθα
-
2º plurale ἔδοτε δῶτε δοῖτε / δοίητε δότε ἔδοσθε δῶσθε δοῖσθε δόσθε
3º plurale ἔδοσαν δῶσιν δοῖεν / δοίησαν δόντων / δότωσαν ἔδοντο δῶνται δοῖντο δόσθων / δόσθωσαν
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
δοῦναι masch. δούς femm. δοῦσα neu. δόν δόσθαι masch. δόμενος femm. δομένη neu. δόμενον


Struttura morfemica dell'aoristo cappatico θηκα, "io posi":

Aumento sillabico Radice verbale Ampliamento caratteristico Terminazione
- -θη- -κ- -α

Aoristo cappatico di τίθημι, "porre"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º singolare ἔθηκα θῶ θείην
-
ἐθέμην θῶμαι θείμην
-
2º singolare ἔθηκας θῇς θείης θές ἔθου (< *ἔθεσο) θῇ (< *θήησαι) θεῖο (< *θεῖσο) θοῦ (< *θέσο)
3º singolare ἔθηκεν θῇ θείη θέτω ἔθετο} θῆται θεῖτο θέσθω
2º duale ἔθετον θῆτον θεῖτον / θείητον θέτον ἔθεσθον θῆσθον θεῖσθον θέσθον
3º duale ἐθέτην θῆτον θείτην / θειήτην θέτων ἐθέσθην θῆσθον θείσθην θέσθων
1º plurale ἔθεμεν θῶμεν θεῖμεν / θείημεν
-
ἐθέμεθα θώμεθα θείμεθα
-
2º plurale ἔθετε θῆτε θεῖτε / θείητε θέτε ἔθεσθε θῆσθε θεῖσθε θέσθε
3º plurale ἔθεσαν θῶσιν θεῖεν / θείησαν θέντων / θέτωσαν ἔθεντο θῶνται θεῖντο θέσθων / θέσθωσαν
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
θεῖναι masch. θείς femm. θεῖσα neu. θέν θέσθαι masch. θέμενος femm. θεμένη neu. θέμενον


Struttura morfemica dell'aoristo cappatico κα, "io mandai":

Aumento sillabico + radice verbale Ampliamento caratteristico Terminazione
- (< *ἐ-jη-) -κ- -α

Aoristo cappatico di ἵημι, "mandare"

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º singolare ἧκα εἵην
-
εἵμην ὧμαι εἵμην
-
2º singolare ἧκας ᾗς εἵης ἕς εἷσο (< *ἥησαι) εἷο (< *ἕισο) οὗ (< *ἕσο)
3º singolare ἧκεν εἵη ἕτω εἷτο ἧται εἷτο ἕσθω
2º duale εἷτον ἧτον εἷτον / εἷητον ἕτον εἷσθον ἧσθον εἷσθον ἕσθον
3º duale εἵτην ἧτον εἷτην / εἱήτην ἕτων εἵσθην ἧσθον εἵσθην ἕσθων
1º plurale εἷμεν ὧμεν εἷμεν / εἵημεν
-
εἵμεθα ὥμεθα εἵμεθα
-
2º plurale εἷτε ἧτε εἷτε / εἷητε ἕτε εἷσθε ἧσθε εἷσθε ἕσθε
3º plurale εἷσαν ὧσιν εἷεν / εἵησαν ἕντων / ἕτωσαν εἷντο ὧνται εἷντο ἕσθων / ἕσθωσαν
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
εἷναι masch. εἵς femm. εἷσα neu. ἕν ἕσθαι masch. ἕμενος femm. ἑμένη neu. ἕμενον

Aoristo passivo[modifica]

Giacché come si è già detto l'aoristo distingue la diatesi media da quella passiva, per quest'ultima esiste una forma a parte di aoristo. Esso si divide in:

  • aoristo passivo debole o primo, proprio dei temi in vocale, dittongo, la maggior parte dei temi in consonante muta e pochi temi in liquida e nasale, soprattutto apofonici; si distingue per il suffisso -θη- a cui si aggiungono le desinenze dell'aoristo atematico. I temi in vocale allungano la vocale finale (α puro > α lungo; α impuro > η).
Aumento Radice Interfisso caratteristico Terminazione
- -λύ- -θη- -ν
  • aoristo passivo forte o secondo, proprio dei temi in consonante, prevalentemente liquida e nasale ma anche alcuni in consonante muta. La sua caratteristica è il suffisso -η-, meno riconoscibile, cui si aggiungono, ancora una volta, le terminazioni dell'aoristo atematico.
Aumento Radice Interfisso caratteristico Terminazione
- -φάν- -η- -ν

Circa una trentina di verbi in liquida, nasale e consonante muta presentano regolarmente sia forme di aoristo debole che di aoristo forte; ciò vale anche per una quindicina di verbi apofonici, che formano i rispettivi aoristi passivi dal grado richiesto da ciascuno (debole = grado medio; forte = grado ridotto).


Aoristo passivo debole

Nell'aoristo passivo debole, a causa dell'aspirata -θ- del suffisso, i temi in labiale e velare si cambiano nell'aspirata corrispondente:

ὁράω > ὤφθην (da *ὤπ-θην); τάσσω > ἐτάχθην (da *ἐ-τάγ-θην)

Le dentali mutano in σ davanti a θ: κομίζω > ἐκομίσθην (da κομιδ-). Attenzione a non confondere queste forme con quelle di alcuni temi in vocale che ripristinano un σ che è nel tema verbale ma è caduto al presente: σπάω > ἐσπάσθην.

Per quanto riguarda i temi apofonici, l'aoristo debole utilizza solitamente il grado medio (es. ἐλείφθην < λιπ-/λειπ-/λοιπ- da λείπω). Invece, i temi con apofonia del genere /η si trovano al grado allungato (η).

Coniugazione dell'aoristo passivo primo o debole: νικάω, "vincere".

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἐνικήθην νικηθῶ νικηθείην
-
2º singolare ἐνικήθης νικηθῇς νικηθείης νικήθητι
3º singolare ἐνικήθη νικηθῇ νικηθείη νικηθήτω
2º duale ἐνικήθητον νικηθῆτον νικηθεῖτον νικήθετον
3º duale ἐνικηθήτην νικηθῆτον νικηθείτην νικηθήτων
1º plurale ἐνικήθημεν νικηθῶμεν νικηθεῖμεν
-
2º plurale ἐνικήθητε νικηθῆτε νικηθεῖτε νικήθητε
3º plurale ἐνικήθησαν νικηθῶσι νικηθεῖεν νικηθέντων / νικηθήτωσαν
Infinito Participio
νικηθῆναι νικηθείς, νικηθεῖσα, νικηθέν


Aoristo passivo forte

Sulla formazione dell'aoristo passivo forte c'è solo da precisare che i temi apofonici usano il grado zero.

Coniugazione dell'aoristo passivo secondo o forte: φαίνω, "mostrare, sembrare, apparire".

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἐφάνην φανῶ φανείην
-
2º singolare ἐφάνης φανῇς φανείης φάνηθι
3º singolare ἐφάνη φανῇ φανείη φανήτω
2º duale ἐφάνητον φανῆτον φανεῖτον φάνητον
3º duale ἐφανήτην φανῆτον φανείτην φανήτων
1º plurale ἐφάνημεν φανῶμεν φανεῖμεν
-
2º plurale ἐφάνητε φανῆτε φανεῖτε φάνητε
3º plurale ἐφάνησαν φανῶσι φανεῖεν φανέντων / φανήτωσαν
Infinito Participio
φανῆναι φανείς, φανεῖσα, φανέν

Note[modifica]

  1. La prassi scolastica richiede di tradurlo sempre con il passato remoto, ma questo risponde solo a necessità pratiche; in realtà, l'aoristo indicativo esprime un'azione puntuale nel passato, e lo stesso concetto viene espresso, oltre che dal passato remoto, anche dal passato prossimo, dal trapassato prossimo e dal trapassato remoto italiani. Questo dipende dal fatto che il sistema verbale italiano, figlio di quello latino, privilegia una successione logica sulla scala temporale, individuando ogni azione in sequenza. Il greco, invece, esprime il tempo in modo assoluto, cioè non mette in evidenza la successione delle azioni (le azioni sono espresse come presenti, passate o future, senza che ci sia relatività logica fra di esse), preferendo invece esprimerne l'aspetto: per questo motivo il suo sistema verbale offre un solo passato compiuto.
  2. Compiangendo che l'opera di Apollonio Discolo riguardo ai participi non ci è disponibile, dobbiamo accontentarci di quanto riportato da Giorgio Choerobosco in Grammatici Graeci IV/II (B.G. Teubner, Lipsia 1894) pag. 296 ss., oppure, gratuitamente sul WEB, Georgii Choerobosci Dictata in Theodosii Canones Vol II a cura di T. Gaisford, Oxonii 1842 pag. 813 ss. Qui il grammatico spiega che si pone al participio aoristo quel verbo la cui azione viene prima e che si usa perché le congiunzioni copulative non significano ordinamento. Choerobosco ci presenta il seguente esempio Άγαμέμνων βασιλεύσας ἐπολέμησεν (Agamennone dopo essere diventato re portò guerra) dove si intende che Agamennone prima divenne re, poi portò guerra.
  3. In realtà si verifica un'assimilazione della dentale seguita dalla semplificazione della doppia sibilante (δ, θ, τ + σ = σσ > σ), dando però l'impressione che la dentale cada senza lasciare traccia.
  4. La stessa radice, che indica l'idea di portare/sopportare/sollevare, si trova anche nel verbo latino tollo e nella coniugazione di fero, il cui perfetto è tuli e il supino è latum (< *tlatum); in greco troviamo inoltre l'aggettivo τάλας, τάλαινα, τάλαν "sventurato, infelice".