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Greco antico/Articoli

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Il greco, a differenza del latino, possiede l'articolo determinativo. Esso ha una sua declinazione per ogni genere (maschile, femminile, neutro) e numero (singolare, plurale, duale).
In greco non esistono articoli indeterminativi. L'indefinitezza è marcata semplicemente dall'assenza dell'articolo. Al più, come marca di indeterminatezza, si può rinvenire il pronome indefinito τις, τι, enclitico, che significa "un tale", "un certo" (lat. quidam): ad es. ἄνθρωπός τις, "un certo uomo", "un uomo".

Osservazioni sull'articolo determinativo greco


In Omero l'articolo è trattato come pronome dimostrativo sia anaforico (riferito a persona o cosa nominata in precedenza), sia cataforico.

In questa funzione, esso continuava l'antico pronome indoeuropeo da cui era disceso. L'articolo determinativo conserva tale funzione ancora in età classica solo in alcuni casi:

  • quando si accompagna alle particelle correlative μὲν e δὲ. In tale circostanza, l'articolo si trasforma in un vero e proprio pronome correlativo, da tradursi "l'uno... l'altro...";
  • nelle espressioni cristallizzate: ὁ δὲ, "ed egli", e πρὸ τοῦ, "prima d'ora", τὸν καὶ τόν, "questo e quello"; ἐν δὲ τοῖς, "e tra gli altri..."

L'articolo greco, per il resto, ha impieghi abbastanza simili a quelli dell'articolo italiano, con un certo grado di versatilità in più:

  • può sostantivare aggettivi, participi, infiniti, ma anche avverbi e perfino complementi, creando espressioni idiomatiche caratteristiche come οἱ νῦν, "quelli di ora", "i moderni", οἱ σὺν + caso dativo di nome di persona, "quelli al fianco di...", "i compagni", ad es. οἱ σὺν Σωκράτει: "quelli con Socrate", "quelli dalla parte di Socrate", "i discepoli, i sostenitori di Socrate", "quelli che hanno l'opinione di Socrate" etc.
  • la posizione dell'aggettivo rispetto all'articolo è fondamentale: se l'aggettivo segue immediatamente l'articolo riferito ad un nome, esso va considerato attributo di quel nome, se l'aggettivo è staccato dall'articolo, ha una funzione predicativa. Si consideri ad esempio come muta il significato dell'aggettivo dimostrativo αὐτός, semplicemente spostandolo dall'articolo:
    • ὁ αὐτὸς ἥρως, ὁ ἥρως ὁ αὐτός , "il medesimo eroe" (lo stesso che ha compiuto anche altre imprese);
    • ὁ ἥρως αὐτός , "l'eroe in persona, l'eroe da solo" (con le sue sole forze).
  • l'articolo può variare significativamente la funzione semantica di un aggettivo: ad es. οἱ ὀλίγοι, "i pochi", "gli oligarchi", contro il semplice ὀλίγοι, "pochi".

Generi e numeri

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Ha tre generi: maschile, femminile e neutro. Da notare che il genere non è assoluto per tutte le lingue: un sostantivo greco può essere quindi di genere diverso dal corrispettivo italiano.

I numeri sono anch'essi tre: sigolare, duale e plurale. Il duale, sconosciuto all'italiano, serve a indicare coppie di entità; già a partire dall'epoca arcaica si iniziò a sostituirlo col plurale e il suo uso si fece sempre meno frequente. In epoca classica solo il dialetto attico continuava a utilizzarlo, anche se sporadicamente e a discrezione dell'autore. Nella koinè era già del tutto scomparso.

I casi sono: nominativo, genitivo, dativo, accusativo. Si dividono in casi diretti (in sigla N.A., ossia: nominativo, accusativo) e obliqui (in sigla G.D., ovvero: genitivo e dativo). Il maschile e il neutro hanno in comune soltanto i casi obliqui del singolare e del plurale e tutto il duale.

Origine storica

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L'articolo forma la sua flessione da un tema di origine indeuropea *so/sa per il nominativo maschile e femminile di numero singolare e plurale, un tema *to/ta per tutti gli altri casi. In origine aveva valore di pronome dimostrativo ("quello, quella").

Declinazione

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L'articolo segue per il maschile e il neutro le desinenze della seconda declinazione (eccezione al nominativo maschile singolare); il femminile segue la declinazione dei nomi in alfa impuro lungo.

Caso Maschile Femminile Neutro
Nominativo τό
Genitivo τοῦ τῆς τοῦ
Dativo τῷ τῇ τῷ
Accusativo τόν τήν τό
Caso Maschile Femminile Neutro
Nominativo οἱ αἱ τά
Genitivo τῶν τῶν τῶν
Dativo τοῖς ταῖς τοῖς
Accusativo τούς τάς τά
Caso Maschile Femminile Neutro
N.A.V. τώ τά τώ
G.D. τοῖν ταῖν τοῖν

Nota bene

  • Le forme proprie del duale femminile (nom. acc. τά, gen. dat.ταῖν) sono arcaiche e ben presto furono sostituite dalle forme del maschile/neutro, cosicché, dalla metà del V secolo. a.C. in poi, l'articolo duale (che comunque tende a essere usato sempre meno, a causa del ritrarsi del numero duale) avrà un'unica forma per tutti e tre i generi.
  • Nel vocativo si usa l'interiezione , anche se non è molto presente nei testi originali. Da notare che, trattandosi di un'interiezione, non è una forma declinata né ha nulla a che fare con la formazione dell'articolo.

L'articolo determinativo greco si usa quasi sempre come in italiano, salvo per due eccezioni:

  • si premette sempre anche ai nomi propri, davanti ai quali in italiano standard si omette, ad es. ὁ Σωκράτης, "Socrate";
  • non si usa articolo davanti a nomi che indicano concetti astratti o oggetti considerati come categorie universali nei proverbi: ad es. ἐν οἴνῳ ἀλήθεια, "nel vino c'è la verità" (lat. in vino veritas).

Usi sintattici

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Come detto prima, l'articolo in origine aveva valore di pronome dimostrativo. Questo valore sintattico è rimasto nel dialetto attico in unione con le particelle μέν e δέ. Esempio: ὁ μέν «egli», τὸ δέ «quello» L'articolo concorda in genere, numero e caso con il sostantivo cui è riferito. Posto davanti ad un aggettivo, gli conferisce valore di sostantivo (specialmente al genere neutro). Davanti ad un infinito o ad un participio gli conferisce valore appositivo.