Greco antico/Perfetto e piuccheperfetto

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CopertinaGreco antico/Copertina
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  6. Apostrofo ed elisione; aferesi; coronide e crasi; dieresiGreco antico/Apostrofo ed elisione; aferesi; coronide e crasi; dieresi
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  12. InteriezioniGreco antico/Interiezioni
  13. VerboGreco antico/Verbo
  14. ComplementiGreco antico/Complementi
  15. Sintassi

Il raddoppiamento[modifica]

Il raddoppiamento è la caratteristica peculiare del perfetto; esso consiste, nella sua forma più semplice, nel raddoppiamento, appunto, della consonante iniziale di una radice seguita dalla vocale ε: dal tema λυ- di λύω avremo quindi λελυ-, che è appunto il tema del perfetto di questo verbo; questo raddoppiamento è detto raddoppiamento normale. Diversamente dall'aumento, il raddoppiamento è parte integrante del tema del perfetto e lo si troverà quindi in tutti i modi.

Poiché il raddoppiamento è la caratteristica principale del perfetto occorre soffermarsi sulle sue particolarità.

Temi in consonante

I temi in consonante hanno solitamente il raddoppiamento normale; alcuni temi, tuttavia, hanno il cosiddetto raddoppiamento vocalico che consiste nel premettere ἐ- al tema verbale (è in sostanza uguale all'aumento sillabico). Questi verbi sono:

  • quelli inizianti in consonante doppia (ζ, ξ, ψ) e quelli inizianti con due o più consonanti. A quest'ultimo gruppo fanno eccezione i temi che presentano il gruppo muta + liquida o nasale (κρίνω > κέ-κρικα) tranne i temi in -γν- (γιγνώσκω > ἔγνωκα), κτάομαι (> κέκτηκα) e πίπτω (> πέπτωκα);
  • quelli in ῥ-, che presentano lo stesso fenomeno osservato nell'aumento, ossia dopo ἐ- si raddoppia il rho (ῥίπτω > ἔρριφα).

In base alla legge di Grassmann, i temi che iniziano per aspirata formano il raddoppiamento con il valore sordo del loro gruppo; sarà quindi φ -> π, χ -> κ, θ -> τ (φύω > πέφυκα, χαίρω > κεχάρηκα, τίθημι > τέθηκα, ecc.).

Temi in vocale

I temi che iniziano per vocale, non potendo avere un vero raddoppiamento, ricorrono all'aumento temporale, con le stesse regole viste per l'imperfetto e l'aoristo, trattato come raddoppiamento.

Alcuni verbi che cominciano per α, ε, ο hanno forme di raddoppiamento attico. Queste, che come si può dedurre dalla denominazione sono tipiche del dialetto attico, benché sporadicamente presenti anche in Omero, consistono nella ripetizione delle prime due lettere del tema con allungamento della seconda vocale: ὀρύσσω -> ὀρώρυχα (t.v. ὀρυχ-), ἀλείφω -> ἀλήλιφα (t.v. ἀλιφ-).

Il verbo ἐγείρω ha un perfetto forte ἐγρήγορα accanto a quello debole ἐγήγερκα, con raddoppiamento attico. Il tema è apofonico e presenta nel primo esempio il grado forte con l'aumento (ἠγορ < ἐγορ) preceduto dal grado zero dell'apofonia (ἐγρ-).

Il perfetto[modifica]

Il perfetto è uno dei quattro tempi principali del verbo greco che concorre a formare la voce del paradigma verbale. A differenza del perfetto latino, il perfetto greco è considerato un tempo principale e lo si deduce dal fatto che nella sua formazione, all'indicativo, vengano utilizzate le desinenze principali.

Aspetto verbale del perfetto

Dal punto di vista aspettuale il perfetto può avere due valori:

  • Valore stativo: è proprio dei perfetti di formazione più antica, che sono intransitivi e si traducono col presente, dal momento che rimarcano una situazione permanente nel presente come conseguenza di un'azione compiuta.
φύω "genero" > πέφυκα, "sono [per natura]" (perché "sono stato generato", "sono nato"); θνῄσκω "morire" > τέθνηκα "sono morto" (= "mi trovo ora ad essere morto perché precedentemente ho perso la vita")

Esiste una certa quantità di verbi che si rendono in italiano così, e i più comuni sono riportati, in ordine alfabetico, qui sotto.

δέδια (pf. debole e atematico), "temo", da δείδω

ἔγνωκα, "so", da γιγνώσκω

ἐγρήγορα, "sono sveglio", da ἐγείρω "sveglio" (trans.)

εἴωθα, "sono solito", da ἔθω (cfr. ἦθος, "costume, abitudine", equiv. al latino mos)

ἔοικα, "sono simile", privo di presente

κέκτημαι, "possiedo", da κτάομαι "acquisto"

μέμνημαι, "ricordo", da μιμνήσκω

οἶδα (dalla radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- "vedere"), "so" (perché, letteralmente, "ho visto, sono stato testimone")

πέποιθα, "confido", da πείθω (cfr. aoristo forte ἔπιθον con lo stesso significato)

πέφυκα, "sono per natura, per indole", da φύω "genero"

τέθηλα, "sono fiorito (adesso)", da θάλλω "fiorire"

  • Valore resultativo: è proprio dei perfetti di formazione recente, che hanno valore transitivo e si traducono con il passato prossimo, dal momento che rimarcano il risultato in sé di un'azione compiuta.
γράφω "scrivo" > γέγραφα "ho scritto"

Infine, come nell'aoristo, distinguiamo:

- Perfetto debole o primo: è proprio di tutti i verbi in vocale o dittongo, di quasi tutti i verbi in dentale e di molti verbi in liquida o nasale. La caratteristica principale di questo tipo di perfetto è la presenza dell'affisso -κ- nella sua formazione

- Perfetto forte o secondo: è proprio di tutti i verbi in labiale e gutturale, di alcuni verbi in liquida o nasale, di pochissimi verbi in dentale. A differenza del perfetto debole, il perfetto forte non presenta l'affisso -κ- nella sua formazione. Per analogia con i verbi la cui radice termina in aspirata (ad esempio τρέφω, radice τρεφ-/τροφ-/τραφ-, perfetto τέτροφα), si riscontra aspirazione anche nel tema di alcuni perfetti in labiale e in velare che non dovrebbero averla (ἄγω, radice ἀγ-, perfetto χα; κόπτω, radice κοπ-, perfetto κέκοφα); non è possibile prevedere quali verbi sviluppino questo cosiddetto perfetto aspirato.

- Perfetto fortissimo o terzo o atematico: è il tipo di perfetto più antico ed aggiunge le desinenze principali direttamente al tema verbale (con o senza raddoppiamento). Soltanto il perfetto οἶδα "so" presenta una flessione completa. Gli altri perfetti fortissimi appartengono a voci verbali isolate o sporadiche, oppure hanno coniugazione mista (voci proprie del perfetto debole e altre del perfetto fortissimo).

Il participio

A differenza dei participi di altri tempi, che derivano tutti da temi in -οντ- come con presente, aoristi attivi e medi e il futuro, oppure in -εντ- come gli aoristi passivi e i verbi in -μι, il perfetto forma il participio maschile e neutro sulla base di un tema in dentale semplice -οτ-; il femminile fa parte invece dei nomi in -υῖα. Possiamo vedere che la forma del maschile è λελυκώς, il cui nominativo deriva da *λελυκοτς > λελυκώς per caduta di τ e allungamento apofonico (non di compenso come succede con gli altri participi) di ο in ω.

Notevole il fatto che al congiuntivo, all'ottativo e all'imperativo (e talvolta anche all'indicativo) il perfetto ricorra spesso a forme perifrastiche, formate dal participio perfetto e dalle forme del presente di εἰμί:

congiuntivo: λελυκὼς ὦ (anche λελύκω), ottativo: λελυκὼς εἴην (anche λελύκοιμι), imperativo: λελυκὼς ἴσθι (anche λέλυκε)

Si trova qualcosa di analogo nel latino parlato e scritto nel Medioevo, durante il regresso culturale che corruppe il latino e fece nascere l'italiano; accadde che alle forme di perfetto canoniche se ne accostò una composta da participio perfetto + avere, che non esisteva nel latino classico. Così "io ho detto" veniva anche espresso con dictum habeo, nel senso di "ho qualcosa di detto (dictum)".

Perfetto attivo[modifica]

Perfetto I o debole[modifica]

Coniugazione del perfetto primo o debole: λύω, "sciogliere"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare λέλυκα λελύκω (λελυκὼς ὦ) λελύκοιμι (λελυκὼς εἴην) -
2º singolare λέλυκας λελύκῃς (λελυκὼς ᾖς) λελύκοις (λελυκὼς εἴης) λέλυκε (λελυκὼς ἴσθι)
3º singolare λέλυκε(ν) λελύκῃ (λελυκὼς ᾖ) λελύκοι (λελυκὼς εἴη) λελυκέτω (λελυκὼς ἔστω)
2º duale λελύκατον λελύκητον (λελυκότε ἦτον) λελύκοιτον (λελυκότε εἶτον) λελύκετον (λελυκότε ἔτον)
3º duale λελύκατον λελύκητον (λελυκότε ἦτον) λελυκοίτην (λελυκότε εἴτην) λελυκέτων (λελυκότε ἔτων)
1º plurale λελύκαμεν λελύκωμεν (λελυκότες ὦμεν) λελύκοιμεν (λελυκότες εἶμεν) -
2º plurale λελύκατε λελύκητε (λελυκότες ἦτε) λελύκοιτε (λελυκότες εἶτε) λελύκετε (λελυκότες ἔστε)
3º plurale λελύκασι(ν) λελύκωσιν (λελυκότες ὦσιν) λελύκοιεν (λελυκότες εἶεν) λελυκόντων / λελυκέτωσαν (λελυκότες ὄντων)
Infinito Participio
λελυκέναι λελυκώς, λελυκυῖα, λελυκός
  • la forma dell'imperativo λελυκέτωσαν è attica.
Perfetto II o forte[modifica]

Coniugazione del perfetto forte o secondo: φαίνω, "mostrare"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare πέφηνα πεφήνω (πεφηνὼς ὦ) πεφήνοιμι (πεφηνὼς εἴην) -
2º singolare πέφηνας πεφήνῃς (πεφηνὼς ᾖς) πεφήνοις (πεφηνὼς εἴης) πέφηνε (πεφηνὼς ἴσθι)
3º singolare πέφηνε πεφήνῃ (πεφηνὼς ᾖ) πεφήνοι (πεφηνὼς εἴη) πεφηνέτω (πεφηνὼς ἔστω)
2º duale πεφήνατον πεφήνητον (πεφηνότε ἦτον) πεφήνοιτον (πεφηνότε εἶτον) πεφήνετον (πεφηνότε ἔτον)
3º duale πεφήνατον πεφήνητον (πεφηνότε ἦτον) πεφηνοίτην (πεφηνότε εἴτην) πεφηνέτων (πεφηνότε ἔτων)
1º plurale πεφήναμεν πεφήνωμεν (πεφηνότες ὦμεν) πεφήνοιμεν (πεφηνότες εἶμεν) -
2º plurale πεφήνατε πεφήνητε (πεφηνότες ἦτε) πεφήνοιτε (πεφηνότες εἶτε) πεφήνετε (πεφηνότες ἔστε)
3º plurale πεφήνασι(v) πεφήνωσιν (πεφηνότες ὦσιν) πεφήνοιεν (πεφηνότες εἶεν) πεφηνόντων / πεφηνέτωσαν (πεφηνότες ὄντων)
Infinito Participio
πεφηνέναι πεφηνώς, πεφηνυῖα, πεφηνός
  • anche il perfetto forte ha la forma attica, piuttosto rara, πεφηνέτωσαν.
  • l'Infinito ha la vocale tematica -ε-.
  • il solo tema in vocale che segue la coniugazione del perfetto forte è ἀκούω "ascolto" che fa ἀκήκοα (con raddoppiamento attico); questo perché originariamente il tema terminava in digamma che si è vocalizzato: *ἀκοϝω > ἀκούω.
Perfetto III o fortissimo o atematico[modifica]

Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico οἶδα, "so"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare οἶδα εἰδῶ εἰδείην -
2º singolare οἶσθα εἰδῇς εἰδείης ἴσθι
3º singolare οἶδε(ν) εἰδῇ εἰδείη ἴστω
1º plurale ἴσμεν εἰδῶμεν εἰδεῖμεν -
2º plurale ἴστε εἰδῆτε εἰδεῖτε ἴστε
3º plurale ἴσασι εἰδῶσι(ν) εἰδεῖεν ἴστων
2º duale ἴστον εἰδῆτον εἰδεῖτον ἴστον
3º duale ἴστον εἰδῆτον εἰδείτην ἴστων
Infinito Participio
εἰδέναι εἰδώς, εἰδυῖα, εἰδός
  • nella coniugazione si alternano i gradi del tema apofonico ϝιδ-/ϝειδ-/ϝοιδ- (cfr. latino video, tedesco wissen "sapere", inglese wise "saggio") che esprime l'idea di "vedere". Il congiuntivo e l'ottativo usano il grado medio, mentre il l'imperativo e il plurale e il duale dell'indicativo il grado zero. Il grado forte è utilizzato solo dal singolare dell'indicativo.
  • a dimostrazione di quanto sia arcaica questa formazione di perfetto, la 2º singolare dell'indicativo ha la desinenza -θα, in comune con l'imperfetto di εἰμί, e quella dell'imperativo la desinenza -θι, come quella dell'aoristo terzo e del verbo "essere", a cui è perfettamente identica.
  • la 2º persona sing. e plur. dell'indicativo mutano regolarmente la -δ- del tema in -σ- davanti alle dentali delle rispettive desinenze.
  • la 3º plur. dell'indicativo muta per analogia alle altre persone la -δ- in -σ- (*ϝιδṇτι > *ἰδατι > ἴσασι).


Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico δέδια, "temo"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare δέδια δεδίω - -
2º singolare δέδιας δεδίῃς - δέδιθι
3º singolare δέδιε δεδίῃ δεδιείη δεδίτω
1º plurale δέδιμεν δεδίωμεν - -
2º plurale δέδιτε δεδίητε - -
3º plurale δεδίασι(ν) δεδίωσι(ν) - δεδίντων
2º duale δέδιτον δεδίητον - δέδιτον
3º duale δέδιτον δεδίητον - δεδίτων
Infinito Participio
δεδιέναι δεδιώς, δεδιυῖα, δεδιός
  • δέδια deriva dal verbo δείδω (il quale anticamente era anch'esso un perfetto) che ha il tema apofonico δϝιδ-/δϝειδ-/δϝοιδ-, in cui il digamma cade senza lasciare traccia. Dal grado debole si formano il presente, il futuro e l'aoristo mentre dai gradi zero e forte si formano rispettivamente i perfetti δέδια e δέδοικα, regolare perfetto debole.
  • a differenza di οἶδα, δέδια usa soltanto il grado zero δϝιδ- nel corso della coniugazione.
  • esiste un'unica forma attestata di ottativo, ed è la 3º pers. sing. δεδιείη.
  • una forma attica alternativa all 3º pers. plur. dell'omperativo è δεδίτωσαν.


Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico ἔοικα, "assomiglio", "sembra che io"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔοικα ἐοίκω ἐοίκοιμι -
2º singolare ἔοικας ἐοίκῃς - -
3º singolare ἔοικε(ν) - ἐοίκοι -
1º plurale ἐοίκαμεν (ἔοιγμεν) - - -
2º plurale ἐοίκατε - - -
3º plurale ἐοίκασι(ν) (ἐοίξασι[ν]) - - -
2º duale ἐοίκατον - - -
3º duale ἐοίκατον - - -
Infinito Participio
ἐοικέναι (εἰκέναι) ἐοικώς (εἰκώς), ἐοικυῖα (εἰκυῖα), ἐοικός (εἰκός)
  • si forma dalla radice ϝικ-/ϝεικ-/ϝοικ-, dal cui grado forte si forma (con regolare raddoppiamento: *ϝέϝοικα, con conseguente caduta dei digamma) tutta la coniugazione; l'infinito e il participio possono anche formarsi dal grado zero con raddoppiamento (*ϝεϝικέναι) o dal grado medio senza raddoppiamento (*ϝεικέναι).
  • dalla stessa radice si ricava il verbo ἐΐσκω "rendere simile", di cui però ἔοικα non è considerato essere il perfetto.
Perfetto misto[modifica]

Esiste un tipo di perfetto le cui forme oscillano tra quelle del perfetto debole, caratterizzate dal suffisso -κ-, e quelle del perfetto atematico. I due verbi che hanno questo tipo di perfetto sono βαίνω e θνῄσκω, i cui perfetti fanno βέβηκα e τέθνηκα; tuttavia soltanto il modo indicativo, participio e infinito hanno una coniugazione completa di tutte le forme, mentre gli altri modi presentano solo voci sparse e isolate.

Coniugazione di βαίνω

Singolare Plurale Duale
1º persona βέβηκα βέβαμεν -
2º persona βέβηκας βέβατε βέβατον
3º persona βέβηκε(ν) βέβασι(ν) βέβατον
Infinito Participio
βεβάναι βεβαώς (βεβώς), βεβῶσα (βεβαυῖα), βεβηκός (βεβαός)
  • come si può notare, le forme dell'indicativo usano al singolare il grado βη- dell'apofonia e sono di perfetto debole, mentre al plurale ed al duale si usa il grado βα- ed è un tipo di perfetto atematico.
  • esiste un'unica forma accertata di congiuntivo ed è la 3º pers. plur. βεβῶσι(ν); ottativo e imperativo non hanno forme attestate.
  • anche il participio usa il grado βα-. Il femminile è modellato sui participi dei verbi contratti in -άω, e il neutro è un perfetto debole.
  • il participio presenta forma alternative: βεβώς è la contrazione di βεβαώς, βεβῶσα è analogico; βεβαυῖα ha la regolare terminazione del perfetto, mentre βεβηκός è una forma di perfetto debole.

Coniugazione di θνῄσκω

Visto che in questo caso le forme attestate sono di più, converrà fare un elenco dei modi diversi da indicativo, congiuntivo e participio:

  • 1º pers. sing. congiuntivo: τεθνήκω.
  • 1º pers. sing. ottativo: τεθναίην.
  • Imperativo: 2º pers. sing. τέθναθι e 3º pers. sing. τεθνάτω.
Singolare Plurale Duale
1º persona τέθνηκα τέθναμεν -
2º persona τέθνηκας τέθνατε τέθνατον
3º persona τέθνηκε(ν) τέθνασι τέθνατον
Infinito Participio
τεθνάναι (τεθνηκέναι) τεθνεώς, τεθνεῶσα, τεθνεός
  • per la distribuzione delle forme deboli e atematiche valgono le stesse osservazioni fatte prima.
  • il participio deriva sempre dal tema θνη- che subisce abbreviamento in quanto primo elemento del dittongo ηω seguito da consonante (ς).
  • del participio esiste anche la forma debole con suffisso -κ-: τεθνηκώς, -υῖα, -ός.

Perfetto medio-passivo[modifica]

Il perfetto medio-passivo si ottiene unendo al tema del perfetto le normali desinenze della diatesi medio-passiva del presente (-μαι, -σαι, -ται etc.). Esiste una sola forma, atematica, per tutti i verbi. Come conseguenza i temi in consonante presenteranno fenomeni fonetici a contatto con la prima consonante delle terminazioni personali (μ, σ, τ, σθ). Questi sono illustrati nela seguente tabello (a sinistra l'uscita del tema verbale, in alto le terminazioni personali)htfunnjjhgjnuygunij

μ σ τ σθ
π, β, φ μμ ψ πτ φθ
κ, γ, χ γμ ξ κτ χθ
τ, δ, θ σμ σ στ σθ
ν σμ, μμ νσ ντ νθ

I temi in vocale e in dittongo rimangono invariati, così come pure i temi in liquida (λ, ρ) e nasale (μ, ν).

Perfetto medio-passivo indicativo, imperativo, infinito e participio di θύω, βλάπτω, πράσσω e ἐλπίζω

Indicativo
1º singolare τέθυμαι βέβλαμμαι πέπραγμαι ἤλπισμαι
2º singolare τέθυσαι βέβλαψαι πέπραξαι ἥλπισαι
3º singolare τέθυται βέβλαπται πέπρακται ἤλπισται
2º duale τέθυσθον βέβλαφθον πέπραχθον ἤλπισθον
3º duale τέθυσθον βέβλαφθον πέπραχθον ἤλπισθον
1º plurale τεθύμεθα βεβλάμμεθα πεπράγμεθα ἠλπίσμεθα
2º plurale τέθυσθε βέβλαφθε πέπραχθε ἤλπισθε
3º plurale τέθυνται βεβλαμμένοι, -αι, -α εἰσί(ν) πεπραγμένοι, -αι, -α εἰσί(ν) ἠλπισμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)
Imperativo
2º singolare τέθυσο βέβλαψο πέπραξο ἤλπισο
3º singolare τεθύσθω βεβλάφθω πεπράχθω ἠλπίσθω
2º plurale τέθυσθε βέβλαφθε πέπραχθε ἤλπισθε
3º plurale τεθύσθων βεβλάφθων πεπράχθων ἠλπίσθων
2º duale τέθυσθον βέβλαφθον πέπραχθον ἤλπισθον
3º duale τεθύσθων βεβλάφθων πεπράχθων ἠλπίσθων
Infinito
τεθύσθαι βεβλάφθαι πεπράχθαι ἠλπίσθαι
Participio
τεθυμένος, -η, -ον βεβλαμμένος, -η, -ον πεπραγμένος, -η, -ον ἠλπισμένος, -η, -ον
  • la formazione perifrastica (participio + εἰμί) delle terze persone plurali dell'indicativo è un recente atticismo; nella forma più antica e nel dialetto ionico, come anche quello omerico, la desinenza regolare era -ᾱται (< *ṇται): πεπράγαται, βεβλάβαται, ἠλπίδαται, ecc.
  • Si noti che il nominativo del participio maschile e neutro è sempre, irregolarmente, parossitono (non ritrae infatti l'accento: -μένος, -μένον): questo consente di distinguere a colpo sicuro un participio perfetto medio-passivo da qualsiasi altro tipo di participio.

Si è preferito trattare congiuntivo e ottativo separatamente, poiché si formano per mezzo di perifrasi participio + εἰμί al congiuntivo e all'ottativo, analogamente alle terze persone plurali dell'indicativo dei temi in consonante. Sono tuttavia attestate anche forme non perifrastiche. Si ricorda comunque che anche le forme della precedente tabella possono presentare forme perifrastiche.

Congiuntivo Ottativo
Singolare τεθυμένος, -η, -ον

βεβλαμμένος, -η, -ον

πεπραγμένος, -η, -ον

ἠλπισμένος, -η, -ον

ὦ, ᾖς, ᾖ εἴην, εἴης, εἴη
Plurale τεθυμένοι, -αι, α

βεβλαμμένοι, -αι, -α

πεπραγμένοι, -αι, -α

ἠλπισμένοι, -αι, -α

ὦμεν, ἦτε, ὦσι(v) εἶμεν, εἶτε, εἶεν
Duale τεθυμένω, -ᾱ, -ω

βεβλαμμένω, -ᾱ, -ω

πεπραγμένω, -ᾱ, -ω

ἠλπισμένω, -ᾱ, -ω

ἦτον, ἦτον εἶτον, εἴτην

Piuccheperfetto[modifica]

Dallo stesso tema del perfetto, anteponendo al raddoppiamento l'aumento ἐ-, si ottiene il piuccheperfetto, che, come l'imperfetto, esiste solo al modo indicativo; i verbi che portano il raddoppiamento vocalico (es. ἔγνωκα, da γιγνώσκω) o, se in vocale, l'aumento temporale (es. ἤγγελκα, da ἀγγέλλω) non aggiungono ovviamente nulla. Il suo valore è lo stesso del perfetto (conserva il raddoppiamento), ma trasporta l'azione nel passato (porta l'aumento); non indica mai anteriorità rispetto al perfetto, ma solo lo stato o il risultato nel passato derivanti da un'azione precedente. È costruito con l'ampliamento -εσ- analogo al piuccheperfetto latino arcaico (*amavesam > amaveram), che al singolare, trovandosi in posizione intervocalica, fa cadere il sigma provocando contrazioni. Questo non succede al plurale e al duale in quanto l'ampliamento si riduce alla sola -ε- e le uscite iniziano in consonante.

Piuccheperfetto attivo[modifica]

Anche il piuccheperfetto si distingue in debole, forte e fortissimo, con gli stessi criteri del perfetto. Del perfetto fortissimo, tuttavia, fanno parte soltanto le coniugazioni di ᾔδη (da οἶδα, con valore di imperfetto "sapevo") e ἐδεδίειν (da δέδια). Sono utilizzate due forme: una regolare, che utilizza l'ampliamento -εσ-, e una alternativa, più recente, formata a partire dalla terza persona singolare percepita come puro tema e quindi utilizzata come tema del resto della flessione aggiungendovi le desinenze storiche atematiche.

Piuccheperfetto debole[modifica]
Aumento Raddoppiamento Radice Interfisso Terminazione
- -λε- -λύ- -κ- -η (< *-ε.α < *-εσ.α)
Forma antica Forma recente
1º singolare ἐλελύκη ἐλελύκειν
2º singolare ἐλελύκης ἐλελύκεις
3º singolare ἐλελύκει ἐλελύκει
1º plurale ἐλελύκεμεν ἐλελύκειμεν
2º plurale ἐλελύκετε ἐλελύκειτε
3º plurale ἐλελύκεσαν ἐλελύκεισαν
2º duale ἐλελύκετον ἐλελύκειτον
3º duale ἐλελυκέτην ἐλελυκείτην
  • le forme recenti derivano dall'attico più recente del IV secolo a.C.; sono formate a partire dalla terza singolare sentita come puro tema cui vengono aggiunte le desinenze atematiche dei tempi storici.
  • per il singolare: 1º pers.: *ἐλελυκ.ε[σ].α > ἐλελύκη; il processo si ripete identico nelle altre persone avendo come differenza le desinenza -ας (*-εσ.ας > *-ε.ας > -ης) e -ε (*-εσ.ε > *-ε.ε > -ει) rispettivamente della 2º e 3º persona.
  • esistono anche forme perifrastiche composte con il participio perfetto + verbo εἰμί all'imperfetto con lo stesso significato: λελυκὼς ἦν, λελυκὼς ἦσθα, ecc.
Piuccheperfetto forte[modifica]

Il piuccheperfetto forte si coniuga esattamente come quello debole, senza però il suffisso -κ- ed è proprio degli stessi verbi che hanno il perfetto forte; continua a essere presente il caratteristico suffisso -εσ- che si riduce a -ε- nel plurale.

Aumento Raddoppiamento Radice Terminazione
- -πε- -φήν- -η (< *-ε.α < *-εσ.α)
Forma antica Forma recente
1º singolare ἐπεφήνη ἐπεφήνειν
2º singolare ἐπεφήνης ἐπεφήνεις
3º singolare ἐπεφήνει ἐπεφήνει
1º plurale ἐπεφήνεμεν ἐπεφήνειμεν
2º plurale ἐπεφήνετε ἐπεφήνειτε
3º plurale ἐπεφήνεσαν ἐπεφήνεισαν
2º duale ἐπεφήνετον ἐπεφήνειτον
3º duale ἐπεφηνέτην ἐπεφηνείτην
I piuccheperfetti fortissimi ᾔδη e ἐδεδίειν[modifica]

Questi due piuccheperfetti presentano ciascuno due coniugazioni: ᾔδη, come gli altri piuccheperfetti, ha sia la forma base che quella alternativa, mentre ἐδεδίειν, oltre ad avere la forma fortissima, presenta anche una coniugazione di piuccheperfetto misto:

Piuccheperfetto ᾔδη, da οἶδα

Forma antica Forma recente
1º singolare ᾔδη/ᾔδεα ᾔδειν
2º singolare ᾔδης/ᾔδησθα ᾔδεις/ᾔδεισθα
3º singolare ᾔδεε(ν)/ᾔδη ᾔδει(ν)
1º plurale ἤδεμεν/ᾖσμεν ᾔδειμεν
2º plurale ἤδετε/ᾖστε ᾔδειτε
3º plurale ἤδεσαν/ᾖσαν) ᾔδεισαν
2º duale - ᾖστον
3º duale - ᾔστην


Piuccheperfetto ἐδεδίειν, da δέδια

Misto Fortissmo
1º singolare ἐδεδοίκη (ἐδεδοίκειν) ἐδεδίειν
2º singolare ἐδεδοίκης (ἐδεδοίκεις) ἐδεδίεις
3º singolare ἐδεδοίκει ἐδεδίει
1º plurale ἐδείδιμεν ἐδέδιμεν
2º plurale - ἐδέδιτε
3º plurale ἐδεδίεσαν (ἐδείδισαν) ἐδέδισαν
2º duale - ἐδέδιτον
3º duale - ἐδεδίτην

Piuccheperfetto medio-passivo[modifica]

Per questa coniugazione del piuccheperfetto valgono le stesse regole fonetiche citate per il perfetto medio-passivo, con l'unica differenza che questo usa, ovviamente, le desinenze medio-passive dei tempi storici (-μην, -σο, -το etc.).

Aumento Raddoppiamento Radice Terminazione
- -λε- -λύ- -μην


Temi in vocale (λύω) Temi in consonante (φαίνω, in nasale)
1º singolare ἐλελύμην ἐπεφάσμην
2º singolare ἐλέλυσο ἐπέφανσο
3º singolare ἐλέλυτο ἐπέφαντο
1º plurale ἐλελύμεθα ἐπεφάσμεθα
2º plurale ἐλέλυσθε ἐπέφανθε
3º plurale ἐλέλυντο πεφασμένοι ἦσαν (ἐπεφάνατο)
2º duale ἐλέλυτον ἐπέφαντον
3º duale ἐλελύτην ἐπεφάντην
  • Nei temi in consonante, l'uscita di terza singolare -ᾱτο (da *-ṇτο con vocalizzazione di ν diventato sonante davanti a consonante) è quella originale, ma poco usata nel dialetto attico che preferisce invece la forma perifrastica.

Futuro perfetto[modifica]

Esiste inoltre un futuro costruito sul tema del perfetto, detto per questo anche futuro a raddoppiamento. Talvolta è detto imprecisamente anche futuro anteriore, ma la qualifica di "anteriore" è inesatta e fuorviante perché il greco esprime il tempo in modo assoluto: questo futuro infatti non esprime mai l'anteriorità relativa al futuro semplice, ma soltanto il risultato o lo stato nel futuro derivante da un'azione precedente.

Il futuro perfetto in origine possedeva senso desiderativo, ma successivamente, a causa delle forti affinità con il futuro e con il perfetto, finì per trasportare nel futuro il valore del perfetto.

Si forma aggiungendo al tema del perfetto di un verbo il suffisso -σ- del futuro, con le stesse regole; la coniugazione è identica a quella del futuro. Esiste alla diatesi attiva e a quella medio-passiva (questo futuro, diversamente da quello semplice, unisce il medio e il passivo). In quanto futuro, ha solo due modi finiti (indicativo e ottativo) e due forme nominali (infinito e participio).

Futuro perfetto attivo[modifica]

Ha due forme: una monolettica (propria però solo di tre verbi) e una perifrastica (participio perfetto attivo + futuro di εἰμί: λελυκὼς ἔσομαι, λελυκὼς ἔσῃ, λελυκὼς ἔσται, ecc.) usata da tutti gli altri verbi.

I tre verbi che presentano la forma monolettica hanno tutti e tre il tema terminante in -κ- (i primi due hanno il perfetto primo, l'ultimo viene da un perfetto fortissimo senza presente):

  • τεθνήξω (da θνῄσκω)
  • ἑστήξω (da ἵστημι)
  • εἴξω (dal grado medio ϝεικ- della radice del perfetto III senza presente ἔοικα)

Costruzione di εἴξω:

Radice senza raddoppiamento Caratteristica del futuro Terminazione
εἴκ- -σ- -ω

Costruzione di τεθνήξω (da θνῄσκω):

Raddoppiamento Radice Ampliamento del perfetto I Caratteristica del futuro Terminazione
τε- -θνή- -κ- -σ- -ω


Indicativo Ottativo
1º singolare τεθνήξω τεθνήξοιμι
2º singolare τεθνήξεις τεθνήξοις
3º singolare τεθνήξει τεθνήξοι
2º duale τεθνήξεσθον τεθνήξοιτον
3º duale τεθνήξεσθον τεθνηξοίτην
1º plurale τεθνήξομεν τεθνήξοιμεν
2º plurale τεθνήξετε τεθνήξοιτε
3º plurale τεθνήξουσιν τεθνήξοιεν
Infinito Participio
τεθνήξειν τεθνήξων, τεθνήξουσα, τεθνῆξον

Futuro perfetto medio-passivo[modifica]

La diatesi medio-passiva è molto più attestata di quella attiva; si forma unendo al tema del perfetto il suffisso del futuro -σ- e le desinenze principali medio-passive con vocale tematica; esiste anche la forma perifrastica formata dal participio perfetto medio-passivo e il futuro di εἰμί (λελυμένος ἔσομαι ecc.).

Raddoppiamento Radice Caratteristica del futuro Vocale tematica Terminazione
λε- -λύ- -σ- -ο- -μαι


Indicativo Ottativo
1º singolare λελύσομαι λελυσοίμην
2º singolare λελύσῃ (< *λελύσεσαι) λελύσοιο (< *λελύσοισο)
3º singolare λελύσεται λελύσοιτο
2º duale λελύσεσθον λελύσοισθον
3º duale λελύσεσθον λελυσοίσθην
1º plurale λελυσόμεθα λελυσοίμεθα
2º plurale λελύσεσθε λελύσοισθε
3º plurale λελύσονται λελύσοιντο
Infinito Participio
λελύσεσθαι λελυσόμενος, λελυσομένη, λελυσόμενον


Esiste inoltre un futuro perfetto formato sul tema ἰδ-/εἰδ-/οἰδ-, e quindi derivante da οἶδα; il significato sarà ovviamente "saprò" (per aver visto). Ha una forma media dal significato attivo (εἴσομαι, da *εἴδ-σομαι) e una forma attiva (εἰδήσω, con ampliamento in -η-):

Indicativo attivo Ottativo attivo Indicativo medio Ottativo medio
1º singolare εἰδήσω εἰδήσοιμι εἴσομαι εἰσοίμην
2º singolare εἰδήσεις εἰδήσοις εἴσῃ εἴσοιο
3º singolare εἰδήσει εἰδήσοι εἴσεται εἴσοιτο
2º duale εἰδήσετον εἰδήσοιτον εἴσεσθον εἴσοισθον
3º duale εἰδήσετον εἰδησοίτην εἴσεσθον εἰσοίσθην
1º plurale εἰδήσομεν εἰδήσοιμεν εἰσόμεθα εἰσοίμεθα
2º plurale εἰδήσετε εἰδήσοιτε εἴσεσθε εἴσοισθε
3º plurale εἰδήσουσι(ν) εἰδήσοιεν εἴσονται εἴσοιντο
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
εἰδήσειν εἰδήσων, εἰδήσουσα, εἰδῆσον εἴσεσθαι εἰσόμενος, εἰσομένη, εἰσόμενον