Guida maimonidea/Appendice

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SALUTE & BENESSERE: Maimonide medico
Il Simbolo di Asclepio

« Giuro... di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale. »
(Giuramento di Ippocrate[1])

I medici erano tra i principali portatori di cultura nel mondo mussulmano di Maimonide. La formazione medica comportava la padronanza di logica, matematica, astronomia, fisica e scienze biologiche. Le biblioteche di alcuni medici ebrei, noti per i lasciti rinvenuti nella Geniza del Cairo, dimostrano come essi fossero di vasti orizzonti intellettuali. Lo studioso S. D. Goitein descrive i dottori medievali dell'area mediterranea come maestri di erudizione secolare ed esegeti di filosofia e scienze.[2] I medici operavano presso le corti di califfi, sultani, o visir in parte perché l'élite governante voleva avere esperti in testi antichi nelle vicinanze. La loro venerazione per gli importanti testi religiosi antichi veniva trasferita anche ai libri antichi in generale. La posizione basilare di un'epoca altamente accademica col suo rispetto per la scienza consolidava la posizione del professionista medico in questa società.[2]

La Geniza ha conservato elenchi di biblioteche di medici, dalle quali si possono giudicare i loro interessi intellettuali. La biblioteca di un medico, Abu Sa`ad, venduta nel novembre del 1190, conteneva opere su tutte le branche della medicina, sulla farmacologia, filosofia, teologia, logica, etica, politica, fisica e storia della medicina; sei volumi di un'antologia di poemi arabi (Kitab al-aghani); e libri sulla fisionomia e geomanzia.[3] La biblioteca di Abraham he-Hasid, un pietista e collega di Abraham Maimonide, venduta nella primavera del 1223, conteneva libri medici, biblici e commentari, libri di preghiere, la Guida dei perplessi, un trattato del Talmud e una vasta collezione di libri linguistici.[2] Molti di questi medici erano intellettuali che usavano la medicina per mantenersi e non come una professione. Il linguista Ibn Janah ed il poeta Judah ha-Levi esemplificano questo tipo. S. D. Goitein osserva:

« I dottori medievali dell'area mediterranea erano i tedofori dell'erudizione secolare, gli espositori professionali della filosofia e delle scienze. Mentre gli avvocati studiavano e applicavano le leggi sacre delle proprie religioni e confessioni, e quindi avevano orizzonti limitati dalla loro professione, i medici erano i discepoli dei greci, e quali eredi di una tradizione universale formavano una fratellanza spirituale che trascendeva le barriere di religione, lingue e nazioni. »
(S.D. Goitein, "The Medical Profession" cit., p. 177)

Maimonide sosteneva la personalizzazione del trattamento medico e il coinvolgimento di famiglia e amici nella cura sanitaria. Il medico dovrebbe dare alla famiglia istruzioni dettagliate sulla dieta e gli altri fattori esterni che devono essere soppesati per il paziente individuale. Questo è un esempio di cura del paziente centrato sulla famiglia.[4] Le cure famigliari sono prevalenti nelle nostre società moderne e vengono supportate da organizzazioni come la Croce Rossa, che ha un Programma di Assistenza Famigliare ed una guida di riferimento per le famiglie. Ciò beneficia la popolazione anziana in aumento costante.[5]

Ogni paziente, insegnava Maimonide, richiede un'attenzione "individuale". Il dottore non deve dire, "Questa malattia è simile a quell'altro caso"; piuttosto deve trattare ciascun paziente indipendentemente secondo la sua costituzione naturale, la sua psicologia individuale e le circostanze specifiche. Il medico deve cercare di curare non una malattia ma una persona malata.[6] Maimonide citava Galeno che diceva che, nel decidere una cura, il medico deve osservare sette cose: "la natura del male, la natura del paziente, la sua età, le sue abitudini, la natura della città, la stagione dell'anno e la costituzione dell'aria circostante."[7]

Maimonide consigliava ai dottori di trattare i pazienti umanamente. All'inizio del suo Commentario sugli Aforismi di Ippocrate scrisse una lunga glossa sull'aforisma ippocratico "La vita è corta, l'arte [della medicina] è lunga" nella quale discute la responsabilità del medico.[8] Il medico deve preoccuparsi dei fattori esterni che influenzano il paziente. Se il paziente è povero, il medico deve fornirgli cibo, medicine e qualsiasi cosa sia necessaria per riportarlo in salute. L'"umanismo medico" di Maimonide si conforma all'antica idea che la cura medica era un atto di philantropia (amore del genere umano) e humanitas (umanità). I Precetti ippocratici richiedono al medico di prestare i propri servizi gratuitamente quando necessario, ma non di dare gratuitamente cibo e medicine, come prescriveva Maimonide. Nulla di sorta appare nel commento di Galeno su questo aforisma o nei molti suoi commentari in greco, latino ed ebraico.[9]

La Geniza ha documenti che mostrano come Maimonide ed il suo discendente, Nagid David II, avessero fornito consigli medici a persone povere che si erano rivolte a loro come capi della comunità ebraica. E una lettera della Geniza che parla di un chirurgo dell'esercito cristiano il quale fornì trattamento medico ad una donna ebrea, feritasi in un incidente, senza pretendere di essere pagato.[2]

I medici mussulmani erano obbligati a curare i poveri e gli ammalati senza compenso. La cura dei poveri avveniva negli ospedali, che erano semplicemente istituzioni secolari aperte a tutti, sia maschi che femmine, militari o civili, adulti o bambini, ricchi o poveri, mussulmani o non mussulmani.[9]

Scritti medici[modifica]

Galeno (129–216)

Maimonide scrisse la maggior parte delle sue opere mediche nel decennio degli anni 1190 e appena prima, quando aveva passato i 50 anni.[9] Dopo aver finito la Guida (ca. 1191), non scrisse più opere filosofiche o giuridiche (a parte i responsa). Dedicò il suo tempo agli aspetti teorici e clinici della medicina. Nonostante la sua fragilità e salute cagionevole, fu durante quel decennio, nella parte finale, che praticò come medico della corte reale.

La medicina nel mondo arabo-islamico si basava principalmente sul corpus ippocratico greco e le opere del medico romano Galeno. La medicina araba presuppone una patologia umorale galenica, secondo cui la malattia fisica e mentale deriva da disturbi di equilibrio dei quattro umori basilari (sangue, flemma, bile gialla, bile nera). Si è familiari con questi umori da termini del temperamento umano, come malinconico, sanguigno, collerico e flemmatico. Le disposizioni avvengono, secondo la medicina galenica, da squilibri degli umori. Maimonide si basò su una teoria della natura umana che presupponeva una disposizione naturale o temperamento quale fondamenta della personalità.[9]

Questo equilibrio (greco: eukrasia, symmetria; arabo: i`tidal o mijaz) produce benessere. La terminologia aveva anche una connotazione etica e riguarda l'idea di mesotes, il giusto mezzo tra due estremi. Eccesso o mancanza di un umore turba l'equilibrio e causa malattia. Il termine "malinconia" denota un eccesso di bile nera, uno squilibrio fisiologico che colpisce la mente.[9]

La biblioteca medica classica, con praticamente tutte le opere di Galeno, fu tradotta in arabo nel X secolo e divenne accessibile a medici mussulmani, che ci aggiunsero la propria esperienza e saggezza. Molti dei loro scritti furono tradotti in latino e studiati presso le università europee fino al XVI secolo.[5]

In medicina, come in altri campi, Maimonide cercò di ridurre la complessità, dandole sistema e ordine. Si irritava della prolissità di Galeno e ridusse la massiccia produzione letteraria del medico romano ad un solo libro, Estratti da Galeno (L'Arte della Cura), che un qualsiasi dottore poteva mettersi in tasca. Scrisse anche un'opera intitolata Aforismi Medici, contenente circa 1500 passi estratti da Galeno, con commenti critici, fornendo ai medici un utile manuale di consultazione pratica e riducendo i 129 libri di Galeno ad uno solo.

Maimonide compose dieci opere mediche: Sulle Emorroidi, Sulla Coabitazione, Sull'Asma, Sulla Causa dei Sintomi, e (preparati per i colleghi dottori) Estratti da Galeno (L'Arte della Cura), Aforismi Medici, Commentario sugli Aforismi di Ippocrate, e Glossario di Nomi di Medicine.[5]

Razionalismo ed empirismo[modifica]

Come teorico medico, Maimonide sosteneva la ricerca individuale, un comportamento critico verso l'autorità, e attenzione sia alla teoria che alla pratica. Le due principali scuole di medicina classica — l'empirismo e il razionalismo — differivano in merito alla relativa importanza dell'esperienza e della ragione in medicina. Gli empirici credevano che la conoscenza medica si acquisisca con esperienza, pratica e fiducia nei dati osservabili. I razionalisti sottolineavano la ragione e affermavano lo studio della natura e l'indagine della cause. La conoscenza empirica non poteva fornire le cause per ciò che accade durante la terapia. Tuttavia una spiegazione appropriata, secondo Aristotele, richiede che ci siano cause se si deve esibire una prova scientifica. Maimonide, seguendo Galeno, combinò il razionalismo e l'empirismo, basandosi sull'esperimento e l'osservazione ed usando il più possibile anche ipotesi ragionate e la dimostrazione logica. Favorì la teoria supponendo che l'esperienza senza la teoria fosse solo probabile, mentre la teoria offriva una spiegazione convincente.[10]

Un medico non può raggiungere la competenza solo con la pratica, scrisse Maimonide, senza aver ottenuto la conoscenza della teoria. Poiché l'esperienza medica è registrata in libri tramandati da molte generazioni, uno può imparare la medicina senza esperienza pratica studiando tale letteratura. Il più grande errore è la convinzione che l'esperienza in medicina sia del medico individuale durante il suo tempo. Ma l'esperienza medica è piuttosto l'accumulo di esperienza nel corso delle generazioni passate, da prima di Galeno, in ciò che è stato scritto nei libri medici. Alcune delle medicine e dei rimedi compositi furono testati per centinaia di anni e solo successivamente furono descritti nei libri.[11] L'esperienza viene spesso proclamata da pseudo-medici, che fanno credere alla gente cose indimostrate per nascondere la propria mancanza di esperienza.[11]

Essere competenti senza alcuna conoscenza teorica è impossibile, disse, poiché la medicina non è come la falegnameria o la tessitura, che sono acquisite con la consuetudine.[6] Abbandonare la ragione significa diventare vulnerabili al rischio. Nel suo commento del primo aforisma di Ippocrate, che è lungo e dettagliato, Maimonide cita al-Farabi, che divise la medicina teorica e pratica in sette parti.[12] Queste sono: 1) la scienza dell'anatomia; 2) i tipi di salute per il corpo e per ciascun organo; 3) i tipi di malattia e le rispettive cause; 4) l'interpretazione dei sintomi; 5) le regole del regime di salute; 6) le regole generali per ripristinare la salute; 7) cibi, medicazioni, legature, bagni, fasciature, fisioterapia, e strumenti chirurgici.

Maimonide disse che anche se qualcuno conosceva le sette parti a memoria, che avrebbe impegnato molti anni, tale persona non sarebbe comunque stato un medico completo ed esperto. Avrebbe dovuto osservare anche gli individui sani e malati, impararne i sintomi e come li descrivono i pazienti, e sapere come determinare le costituzioni generali e particolari dei pazienti stessi. Il medico deve esaminare molti pazienti differenti per essere in grado di adattare il trattamento giusto a ciascuno.[10]

Medicina, Natura e Religione[modifica]

I professionisti medici devono lasciare che la natura guarisca le persone. Se il medico erra e prescrive una terapia che è contraria al corso della natura, potrebbe impedire la cura o aggravare la malattia. Al-Farabi asseriva che la medicina, la navigazione ed il lavoro fisico fossero simili in quanto la loro attività non comporta necessariamente un risultato positivo. È come un fattore che fa tutto ciò che deve nella sua fattoria, tuttavia il seme non produce quando la natura non coopera. O il marinaio può regolare la rotta e condurre la nave nel miglior modo possibile, e navigare in mare come sempre, ma la nave può subire naufragio. La ragione di tutti questi disastri è che la meta viene raggiunta solo tramite l'azione di due agenti, uno che fa tutto il necessario, mentre l'altro ne viene meno.[13]

Il buon dottore sa quando lasciar in pace la natura, mentre il dottore incompetente va a caso. A volte è meglio lasciar fare alla natura, che faccia il suo decorso.[14] "E a volte un uomo avvertirà un cambiamento nella propria digestione o una pesantezza di testa, o del dolore in qualche parte del corpo; in tali casi, che quest'uomo stia molto attento e si astenga dal curare questi sintomi e correre ad usare medicine."[14] Maimonide adottò un approccio conservatore che prevenisse reazioni avverse a farmaci o fatalità. L'imprudenza, secondo la medicina antica, rivela incapacità e ignoranza.[14]

Anche se una persona è scrupolosa circa la salute, non c'è modo di evitare i mali minori.[15] Il sistema digestivo potrebbe essere irregolare, oppure uno potrebbe avere malditesta o un dolore da qualche parte o altro disturbo minore. Uno non deve essere aver fretta di usare medicine. I maggiori medici consigliano il contrario, perché la propria natura è adeguata. Piuttosto si deve seguire un regime sano, ammoniva Maimonide. Se si medicano disturbi minori, o si va contro la propria natura o la si abitua ad essere passiva e in necessità di assistenza esterna. È molto meglio astenersi dall'interferire con la natura quando la vita non è in pericolo, poiché le medicine abbassano la resistenza del corpo.[16] "Per questa ragione," scrisse Maimonide, "vi ho avvertito e consigliato e raccomandato di fidarvi della natura, perché è alquanto adeguata nella maggioranza dei casi se lasciata stare indisturbata."[15] Maimonide si basò sull'aforisma di Ippocrate: "La Natura cura le malattie". Ippocrate disse che la natura trova e valuta da se stessa i modi di curare e fa ciò che è necessario perché è ben addestrata ed istruita. Ippocrate affermava che la gente dovesse imitare le azioni della natura perché la natura è saggia.[15]

Troviamo un'equazione affascinante tra divina provvidenza e natura saggia nell'affermazione di Maimonide che gli intestini sono curati dalla provvidenza quando la bile gialla vi affluisce e li pulisce e purifica, pur tuttavia neanche un minimo ammonto di tale bile si secerne nello stomaco, poiché ciò causerebbe gran danno.[17]

Gli scritti medici di Maimonide contengono pochi riferimenti alla medicina talmudica, né alludono minimamente a magia, superstizione, o astrologia, cose comuni a quel tempo nella pratica medica. Quando religione e scienza si scontravano, egli vedeva la religione dalla prospettiva dello scienziato. In un aspetto essenziale però la medicina e la religione erano connesse: "Mantenendo il corpo sano e vigoroso, uno cammina per le vie del Signore."[14] Nei suoi Aforismi Medici, Maimonide cita le medicazioni magiche che aveva imparato da Abu Marwan Ibn Zuhr, che egli ammirava, ma disapprovava in questo campo e nell'uso di tali sistemi. Nel suo commentario del primo aforisma ippocratico e nella Parte 22, Maimonide fa riferimento agli intrugli magici di Ibn Zuhr.[18] Era però flessibile quando gli era chiaro che il potere della suggestione assisteva il paziente (cfr. placebo), quando per esempio le donne partorienti usavano amuleti o quando la gente mormorava incantesimi sopra una ferita da scorpione o da serpente.[19]

Separando la medicina dalla religione, Maimonide raccomandava vino e musica per la malinconia di al-Afdal, entrambe cose proibite ai mussulmani:

« Non lasciamo che il nostro Maestro [al-Afdal] censuri il suo Servitore minore [Musa] per ciò che ha affermato in questo suo trattato circa l'uso del vino e delle canzoni, entrambe le quali la legge [islamica] aborrisce. Poiché questo Servitore non ha comandato che egli lo facesse. Ha soltanto notato ciò che la sua arte [medicina] raccomanda. I legislatori sanno, come lo sanno i medici, che il vino è benefico per l'umanità. Il medico, come tale, deve dar consiglio sulla condotta di un regime benefico, che sia legittimo o ammissibile. Il malato allora ha l'opzione di seguire o meno [questo consiglio].
Se il medico si astiene dal prescrivere tutto ciò che è di beneficio, sia proibito che permesso [dalla shari`a], egli inganna non dando un consiglio sincero. Si sa che la legge [shari`a] comanda quello che è benefico e proibisce quello che è pericoloso nell'aldilà, mentre il medico dà consigli su ciò che beneficia il corpo e ammonisce contro ciò che gli nuoce in questo mondo. »
(Mishneh Torah, Idolatria II.12[20])

Difficile sapere quali fossero qui le intenzioni di Maimonide. Era convinto dei poteri curativi del vino. Scrisse: "Tutti i medici sanno che il miglior nutrimento è quello che viene proibito dall'Islam."[21] Si dice nel Talmud, A capo di tutte le medicine sto io, il vino; solo dove non c'è vino sono necessari i farmaci.[22] Ibn Ridwan, medico mussulmano, raccomandava il vino invecchiato ed il liquore d'uva come bevande salutari.[23] Nei suoi Aforismi Maimonide era più cauto. Approvava il consiglio di Galeno che il vino dovesse essere bevuto con moderazione, e che fosse molto buono per gli anziani.[24] Raccomandando vino ad un mussulmano, Maimonide forse considerava l'indipendenza del paziente e la sua libertà di scelta. Certamente si proteggeva comunque da possibili critiche di mussulmani tradizionali. O forse prevedeva che il sultano avrebbe gradito il consiglio di bere vino.

La maggioranza dei medici mussulmani, cristiani ed ebrei nel mondo islamico si basavano sul retaggio della medicina greca e romana. I medici mussulmani non facevano riferimento al Qur`an, né i cristiani citavano dottrine del Nuovo Testamento quando affrontavano problemi medici. La medicina folk era molto popolare e libri sulla medicina del Profeta, ancora valida nel mondo islamico, offriva molta tradizione utilizzabile.[9]

Incompetenti e ciarlatani[modifica]

Maimonide era consapevole dei limiti della conoscenza medica e l'alto rischio di errare. Sottolineava la regola antica che i medici devono stare attenti a non nuocere al paziente. Ippocrate viene citato col detto: "Colui [che è medico] deve dedicarsi a due cose: una è di beneficiare il paziente, l'altra è di non nuocergli", o nella sua ben nota forma latina, primum non nocere.[25]

Nel Regime di Salute e Sull'Asma, Maimonide pone l'enfasi sui rischi della cura medica:

« I pericoli sono ovvi al saggio mentre gli stolti non trovano nulla di difficile. Come è facile agli occhi dei praticanti [lett. "figli"] della nostra arte, e quanto lunga e profonda è stata agli occhi di Ippocrate. Attenti: se un uomo è perfetto in questa saggezza, nuovi dubbi sorgono in lui che causano nuove riflessioni. Ma se è privo di conoscenza, ogni difficoltà è facile ai suoi occhi, ed egli eccede in follie e nell'avventatezza di rispondere a ciò che non capisce. »
(Sull'Asma, p. 85[26])

Maimonide credeva che uno potesse fare a meno del medico se non nel caso tale guaritore fosse eccezionale e sapesse come assistere la natura senza deviarne. Medici avventati fanno gravi errori, tuttavia anche allora il malato si riprende. Ciò però non significa che gli errori dei medici facciano poco danno. Il medico potrebbe trascurare qualcosa che lui ed il paziente considerano minore eppure causi la morte del paziente.[27]

Galeno era d'accordo con Ippocrate che la medicina fosse difficile e laboriosa. Ciò non accade solo per la medicina, osservava Galeno, ma è vero anche per altre scienze. Più una persona è proficiente in una data scienza, e più precisamente la investiga. Gli sorgono dei dubbi, e domande difficili, deve deliberarne le risposte, ed è cauto nel reagire. Galeno una volta pensava che ciò fosse di poco importanza, che Ippocrate trascura di menzionare. Supponeva che nessuno avesse dubbi che il medico voglia il bene del paziente o perlomeno non nuocergli. Ma in seguito Galeno si accorse che numerosi medici famosi danneggiavano la salute di molti pazienti, e quindi disse che non avrebbe fatto nulla a meno che non fosse chiaro che se non era in grado di curare il paziente, non gli arrecasse danno. Maimonide concluse la discussione con queste parole: "E [poiché] la maggioranza dei medici sono incompetenti, il risultato è come disse Aristotele, cioè, che la maggior parte della gente muore come risultato di cure mediche."[28]

Si deve ricordare che la medicina nel periodo classico e all'epoca di Maimonide era arcaica e grossolana, e che progressi importanti non avvennero fino ai tempi moderni. Anche nei primi dei XIX secolo, il medico e famoso politico americano Benjamin Rush (1746–1813) diagnosticava tutte le malattie come una iperstimolazione dei nervi e del sangue, curata con salassi, purghe e vomito per ristabilire l'equilibrio naturale. La chirurgia era dolorosa e spesso fatale. Solo a metà e fine del XIX secolo si arriva ad una chirurgia antisettica (con Joseph Lister) e l'inizio della batteriologia. Nei tardi anni 1880, il dottor William James Mayo cominciò ad usare la chirurgia antisettica nelle sue cliniche.[29]

Maimonide non era semplicemente un critico degli altri medici, ma era consapevole dei propri limiti:

« Dopo aver udito le mie parole, non presumete che io sia ujno nelle cui mani voi possiate consegnare la vostra anima ed il vostro corpo per essere curati. Dio mi è testimone che anch'io so per certo di essere tra coloro che sono difettosi in questa arte, che ne ho soggezione e che trovo difficile raggiungere i suoi fini. Non c'è dubbio che io mi conosca meglio di chiunque altro e che io possa criticare la mia stessa conoscenza o la conoscenza di altri meglio di colui che ha meno intuito scientifico. Nuovamente, che Dio mi sia da testimone, io non lo dico per modestia, né nella maniera abituale degli eruditi [al-fudala], che dicono di se stessi che la loro conoscenza è insufficiente anche quando è perfetta ed i loro atti difettano anche quando sono molto diligenti. Ma io affermo la verità della materia così com'è. Ho aggiunto questo capitolo soltanto per il timore che, quando lo consulterete, non mi sospettiate di ciò per cui sono innocente e troviate quindi difficile accettare i miei consigli, pensando che siano motivati da interesse personale. Di conseguenza, potrste agire secondo i miei consigli solo raramente e quindi frustereste le mie intenzioni. »
(Sull'Asma, pp. 109-111)

Alla fine del suo saggio Sull'Asma, Maimonide fa riferimento alle dispute tra dottori, e consiglia al destinatario (del saggio) di scartarli tutti e di basarsi solo sulla natura. Poi procede a descrivere tre cause di disaccordo, che fa derivare da Sui principi del tutto di Alessandro di Afrodisia, come segue: 1) l'impulso di potere e dominio, che impedisce alla persona di vedere la verità così come è; 2) la sottigliezza e oscurità della materia; 3) l'ignoranza di colui che apprende. Una quarta causa non fu nominata da Alessandro perché ancora non esisteva al suo tempo come modo di vita, e cioè l'educazione e l'abitudine ed il rigetto di opinioni opposte anche quando siano vicine alla verità.[14] Lo storico Shlomo Pines parla della quarta causa:

« In altre parole, Maimonide contrasta i suoi tempi, che egli pare consideri dominati dalla superstizione — usando il termine di Spinoza e quello dei filosofi dell'Illuminismo — con l'antica Grecia, quando i filosofi che aspiravano a conoscere la vera natura delle cose non dovevano combattere contro la persistente influenza negativa delle credenze tradizionali. Maimonide era senza dubbio consapevole che i filosofi greci vivevano in una società pagana, cioè, in una società con le proprie credenze e osservanze religiose, ma apparentemente scelse di non citare tale fatto. »
(Shlomo Pines, "Translator’s Introduction"[30])

Poiché i medici spesso errano e nessuno di loro si ricorda tutto l'appreso, Maimonide raccomanda il sistema del consilium, la consultazione congiunta tra più medici. Ma quando i medici in un consilium gareggiano per affermare la propria superiorità, allora recano danno e l'onestà ne soffre. Il trattamento medico ottimale è quello che viene raccomandato da un consilium di medici dopo che hanno raggiunto l'accordo. Maimonide dice che è meglio quando un gruppo di dottori si riunisce, come nel caso di re e governanti, e dibattono finché giungono ad una decisione sulla procedura. Insieme possono raggiungere la meta e la perfezione che cercano.[31]

La cura medica, come si è visto, dipende dall'esperienza e dal ragionamento sulla base dell'esperienza, che Maimonide intende come conoscenza accumulata dalle precedenti generazioni e registrata su libri medici. Gli pseudomedici non hanno né esperienza né ragionamento, e quindi commettono errori. Nel caso di cure drastiche, come il drenaggio di superfluità con salassi, purghe, vomito e clisteri, il paziente non dovrebbe mai consultare un dottore "popolare". Antidoti e altre medicine forti dovrebbero essere presi solo dietro il parere di medici professionisti.[32] La gente al tempo di Maimonide tendeva a consultare dottori folk e credeva in amuleti e incantesimi, sfere magiche e pozioni speciali. Maimonide odiava la superstizione in tutte le forme e di tutti i tipi, sebbene apprezzasse il potere della suggestione e permetteva l'uso di amuleti da parte di partorienti, come si è già discusso. Maimonide fa riferimento alle credenze di persone che vivevano attorno a lui e che consultavano dottori folk che avevano esperienza, perché l'esperienza secondo loro era ciò che contava.[33]

Colui che va da medici che hanno esperienza pratica ma non sanno come ragionare o pensare scientificamente e che non hanno studiato libri medici, è come colui che ha fiducia in un capitano di marina che naviga per esperienza, basandosi sui venti, senza conoscere la navigazione. Questa è un'analogia che Maimonide usa spesso.

Dopo aver descritto il medico esperto, che la gente deve consultare, Maimonide protesta: "Tuttavia, la gente non lo fa, e cercano assistenza medica da chiunque il caso arrechi e dalle cose che paiono novità."[14] proseguendo in tono più umoristico, descrive come le persone cerchino una seconda, terza e quarta opinione: "Ho visto cose praticate in terra d'Egitto dai nobili e dal popolino, che raramente un medico viene chiamato a curare il paziente dall'inizio della malattia fino alla fine; invece vanno da un medico all'altro... Tale pratica ha svantaggi che pongo alla vostra attenzione. Primo, la perplessità del paziente stesso che non sa a chi credere."[34]

« [La medicina] è un'arte che richiede esperienza e ragionamento. Ciò che conosciamo con l'esperienza è maggiore di quello che conosciamo con la ragione. Poiché la gente lo sa, si fida dell'esperienza così tanto che la moltitudine ha un detto famoso: "Chiedi al [professionista] esperto ma non la medico [teorico]." Pertanto la gente muore essendo illusi da vecchie megere e popolani e si basano su chiunque asserisca di avere esperienza [medica]. Qualsiasi persona ingannevole e impudente può ottenere accesso [alla medicina] dicendo, "Possiedo rimedi che ho testato". E la maggioranza dell'élite preferisce quei medici che considerano esperti o di età avanzata. Spersso dicono: "Il tal dei tali non è un [medico] erudito; ma ha esperienza, formazione pratica e abilità". Tutti questi sono errori che provocano quelle eventualità contro le quali vi abbiamo ammonito. »
(Sull'Asma, cit., pp. 95-96)

Regimi di salute[modifica]

Maimonide consigliava una dieta moderata, esercizio fisico quotidiano, e tranquillità emotiva per scongiurare l'arrivo di malattie. Nei suoi scritti medici, etici e legali, Maimonide enfatizza che dobbiamo mangiare cibi che siano facilmente digeribili in quantità moderate.[35] Nel suo Regime di Salute egli osserva che se ci comportassimo come ci comportiamo con gli animali che cavalchiamo, scamperemmo da molte malattie. Mangiar troppo è una minaccia mortale per qualsiasi costituzione fisica e la causa principale di tutti i mali. Maimonide cita Galeno che raccomanda di consumare cibi leggeri prima dei cibi pesanti. Uno deve mangiare solo quando affamato e bere solo quando assetato, e non mangiare fino alla sazietà.[35]

Nel suo saggio Sull'Asma Maimonide parla della sua esperienza personale. A volte d'inverno si mangia una volta al giorno o d'estate si mangia prima e più leggero del solito. Quando si passa la notte a stomaco vuoto, ci si riempie di cattivi umori. Si scopre che la miglior cosa è di prendere cibi saporiti leggeri che siano facili da digerire. Quindi a volte Maimonide beveva brodi di galletto giovane e poi andava a letto. Altre volte bolliva cinque o sei uova e mangiava i tuorli con cannella e sale. A volte mangiava pistacchi e uvetta dolce, o uva passa con mandorle e beveva una bibita di zucchero o miele. D'inverno, quando era freddo, prendeva un bicchiere di vino. Invece del vino, consigliava al suo paziente mussulmano di bere idromele raffinato, miele miscelato con acqua.[35]

Il Capitolo 7 di Sull'Asma tratta delle bevande. Lì dice che piccole quantità di vino, come tre o quattro bicchieri, quando si sta digerendo il cibo, fanno bene alla salute migliorando la digestione ed espellendo le superfluità nella sudorazione e nell'urina. Bere acqua durante i pasti previene una buona digestione. La miglior acqua da bere è "dolce, pura, leggera, libera da cambiamenti di odore, presa nello stesso giorno da acqua corrente. Si deve bollire l'acqua in una pentola nuova e lucida per diverse volte, poi farla raffreddare e quindi berla." Le precauzioni raccomandate da Maimonide erano giustificate dalle condizioni locali. Il Nilo era luogo di riproduzione di lebbra, bilharziosi, febbri e dissenteria.[35]

Maimonide ammoniva che dormire subito dopo un pasto è pericoloso per tutti, poiché riempie il cervello di vapori, e si dovrebbe quindi aspettare tre o quattro ore. Andare ai bagni pubblici è pericoloso per gli asmatici, che devono stare attenti ad evitare correnti fredde quando escono dalla vasca da bagno, e dormire un'ora. Galeno raccomandava di dormire subito dopo un bagno. Maimonide dice: "Da quando ho saputo ciò, non ha fatto il bagno eccetto che al tramonto, e passo direttamente dai bagni pubblici al sonno benefico e profondo della notte. Sono rimasto molto soddisfatto coi suoi effetti [su di me]." Un massaggio di mattina prima di passeggiare e alla sera prima di andare a letto è un buon regime per tutte le persone sane.[35]

Troppo appagamento dei piaceri sessuali è dannoso per tutti, come anche il pubblico in generale già sa. L'uomo deve diminuire la sua attività sessuale man mano che invecchia, a beneficio del corpo e la purezza dell'anima e delle qualità etiche di "tranquillità, modestia e temperanza." Il rapporto sessuale è particolarmente dannoso per il cervello a causa dell'esaurimento degli umori. Quando qualcuno con un cervello debole indulge, soffrirà poi di diversi disturbi mentali. Il rapporto sessuale, Maimonide pensava, è rischioso specialmente per colui che si sta riprendendo da una febbre acuta. Maimonide ed altri osservavano che alcuni perdevano le proprie forze nello stesso giorno, svenivano alla fine del giorno e morivano durante la notte stessa.[35]

Medico dell'anima[modifica]

Galeno enfatizzò l'influenza della mente sul corpo e fu consapevole del fatto che stati emotivi estremi, come l'ira e l'euforia eccessiva, possano causare anche la morte. Maimonide rese l'interdipendenza di corpo e anima una regola primaria della terapeutica. Il suo Regime di Salute espone una psicoterapia completa per calmare le emozioni ed raggiungere la serenità. Il medico, dice Maimonide, deve sempre mantenere in equilibrio le emozioni del paziente, libero da passioni che causino ansia. Il buonumore allevia la malattia, specialmente la malattia dell'anima, ed il medico deve prestare la massima attenzione alle emozioni delle persone sopraffatte dal cordoglio, da pensieri ossessivi, strane avversioni e diminuzione del piacere.[36]

Il dottore della medicina antica era un consulente che si preoccupava dell'essere umano nel suo complesso, anima e corpo, olisticamente, come si dice oggigiorno. Sono medici e anche filosofi — medici dell'anima. Proprio come il medico che cura il corpo deve possedere una conoscenza perfetta del corpo, così il professionista che cura l'anima migliorandone le qualità morali deve conoscere l'anima, cosa la fa ammalare e cosa ne conserva la salute.[36]

Preghiera del Medico
(di Maimonide)

O Dio supremo, prima che io inizi il santo lavoro di curare le creature da Te plasmate, Ti invio una supplica: dammi coraggio e tanta energia per svolgere la mia opera con fede. Che il desiderio di ricchezze o beni terreni non nascondano mai ai miei occhi la giusta visione. Concedimi il merito di apprezzare tutti coloro che soffrono e vengono a cercare il mio consiglio, senza differenza tra ricco e povero, amato o odiato, buono o cattivo. Delle loro sofferenze mostrami solo l'umano, e fa che il mio amore per la medicina rinforzi il mio spirito. Lascia che la sola verità illumini il mio percorso, poiché qualsiasi debolezza nel mio operato potrebbe causare distruzione e malattia per le Tue creature. Ti supplico, o mio Signore misericordioso e glorioso, di incoraggiare il mio corpo e la mia anima, e di infondermi uno spirito retto.

Maimonide sostenne che il medico non doveva aspettarsi che la propria arte impartisse conoscenza su come eliminare queste passioni. Si acquisisce tale conoscenza dalla filosofia pratica e dalle esortazioni ed aforismi della legge religiosa. I saggi sono filosofi o insegnanti della legge. I filosofi scrissero molti libri su come migliorare la qualità morali e disciplinare l'anima ad acquisire le virtù morali, in modo da generare solo buone azioni. Ammonirono contro le imperfezioni morali ed insegnarono la maniera di eliminarle, così da far svanire il tratto caratteriale che porta alle cattive azioni. Similmente, gli aforismi della legge, e le esortazioni e massime dei profeti o dei loro seguaci, e la conoscenza delle loro vite virtuose, migliorano le qualità morali dell'anima, cosicché acquisisca disposizioni virtuose e ne scaturiscano solo buone azioni.[36]

Queste passioni sembrano avere una grande influenza solo su quegli individui che mancano di conoscenza dell'etica filosofica o delle esortazioni e aforismi della legge. Queste persone diventano ansiose e si disperano perché le loro anime sono molto vulnerabili. Se subiscono qualche danno o capita loro qualche calamità di questo mondo, la loro ansia aumenta e si lamentano e piangono, si schiaffeggiano e si battono il petto. A volte le traversie diventano così grandi che uno di loro muore improvvisamente o dopo un certo tempo a causa del dispiacere e preoccupazione che lo affliggono. Similmente, quando queste persone acquisiscono uno dei beni di questo mondo, la loro gioia si ingigantisce. Alcuni suppongono, per mancanza di disciplina dell'anima, di aver acquisito un bene molto grande, e la loro delizia ed eccitazione asaggerano ciò che hanno acquisito. Sono alquanto scossi da questo appagamento, e le loro risa e capogiri aumentano e alcuni di loro muoiono di troppa gioia.[36] La causa di tutto ciò è la vulnerabilità dell'anima e la sua ignoranza della verità delle cose. Dobbiamo invertire il nostro modo di vedere le cose e spostarci dalla nostra prospettiva umana della realtà ad una prospettiva di natura universale.[37]

Come le scuole filosofiche della tarda antichità, Maimonide insegnava che la causa principale di disordine e sofferenza erano le passioni, i desideri sregolati e le paure esagerate. La filosofia o la legge sono terapie delle passioni, trasformando il modo di vedere ed essere della persona. La formazione che Maimonide prescriveva, come la formazione stoica, richiedeva che si esercitasse l'anima ad essere indifferente alle passioni. Il fine è una vita di virtù, serenità ed imperturbabilità. Vivendo questo tipo di vita, non ci sottomettiamo al gioco del caso che ci influenza quando cerchiamo il piacere fisico o le cose materiali, poiché la saggezza e la virtù dipendono solo da noi stessi.[36]

Mentre nei suoi Otto Capitoli e Regime di Salute Maimonide usa la psicoterapia per curare le emozioni, nel suo libro Sulle Cause dei Sintomi egli prescrive medicine. Oggigiorno le due cure principali per i disordini psicologici sono la psicoterapia e la terapia farmacologica. La psicoterapia cura i conflitti psicologici che possono causare la malattia e fornisce un supporto emotivo al paziente. Le medicine interessano la chimica del cervello e rimediano lo squilibrio chimico che provoca i sintomi. Per la malinconia di al-Malik al-Afdal, Maimonide prescrisse un estratto della pianta nota come aspraggine, da prendersi insieme al vino, che aumenta la gioia di spirito e venne quindi chiamata "la bevanda che fa gioire". Maimonide credeva che la pianta avesse un effetto psicotropico. Nella medicina antica la pianta veniva chiamata euphrosynum, perché si credeva inducesse il buonumore. A parte gli effetti esilaranti, Maimonide raccomandava l'aspraggine come aiuto al sonno, alla digestione e ad eliminare i "vapori" dal sangue. L'uso dell'aspraggine in miscela con altri farmaci viene prescritto anche nel Regime di Salute per espandere l'anima e rinvigorire il cuore.[38] Maimonide affermava di aver già curato altri nobili reali che soffrivano di malinconia, un disordine tendente alla mania. In tali casi aggiungeva alla ricetta del giacinto (rubino) in polvere, che era molto benefico. La descrizione che ne dà è quella di una malattia maniaco-depressiva, o depressione bipolare, che non fu propriamente definita fino al XIX secolo.[38]

Ansia, depressione e malinconia[modifica]

Le persone formate in etica filosofica e aforismi e esortazioni della legge acquisiscono uno spirito veramente coraggioso, scrive Maimonide nel suo Regime di Salute. Le loro anime sono influenzate dagli eventi solo minimamente. Più la persona è disciplinata, e meno quella persona viene influenzata da prosperità o avversità. Quindi, quando si acquisisce uno dei grandi beni di questo mondo, che i filosofi chiamano beni presunti, non se ne viene influenzati né se ne esaggerano il valore. Similmente quando uno dei grandi mali di questo mondo colpisce la persona disciplinata, mali che i filosofi chiamano presunti, tale persona non diventa ansioso o disperato, ma sopporta con pazienza.[36]

Il medico non deve insistere che la sua arte sia l'unico rimedio per eliminare queste passioni. Questo rimedio, come s'è visto, è fatto di "filosofia pratica e ammonizioni e regole di legge". Coloro che sono addestrati in etica filosofica o ammonizioni e regole della legge, hanno una disposizione equilibrata e dimostrano compostezza e forza d'animo in tutte le circostanze. La giusta disposizione dell'anima proviene dal considerare le verità e la conoscenza della "natura dell'esistenza". Poiché, anche se uno possedesse il bene mondano più grande di tutta una vita, è cosa meschina ed effimera, dato che la persona muore come tutti gli altri animali. Similmente, i più grandi mali di questo mondo sono inferiori quando paragonati alla morte, che è inevitabile. Ricordarsi della morte induce una corretta visione del mondo e produce il giusto atteggiamento verso la felicità e la sofferenza.[36]

Dobbiamo eliminare pensieri stressanti, senza rimuginare sul passato o essere ansiosi sul futuro. L'osservazione razionale ci insegna che elucubrare sul passato è futile e proviene da una mancanza di vera comprensione. Non dobbiamo essere ansiosi sul futuro e cosa presagisce. Tutto ciò che uno si aspetta è nel reame della possibilità, pertanto potrebbe o non potrebbe accadere. Di conseguenza, proprio come siamo angosciati da un disastro previsto, così dobbiamo sperare l'opposto, poiché entrambi gli esiti sono possibili. Questa psicoterapia richiama idee socratiche e stoiche, e anticipa le forme moderne di psicoterapia. L'asserzione di Maimonide che conoscere la natura dell'esistenza significa capire il mondo ed il posto dell'uomo in esso e vedere la realtà da una prospettiva universale, è simile agli insegnamenti stoici. L'etica stoica elogiava una vita secondo ragione e un vivere secondo natura in armonia con l'ordine del mondo. Quando seguiamo la natura e la ragione, diamo il giusto valore alle cose e cerchiamo ciò che è veramente buono, la saggezza e la virtù, e non ciò che si presume essere buono, come il denaro e la proprietà. Povertà, dolore e morte non sono mali; denaro, salute e piacere non sono beni. Le passioni irrazionali devono essere sradicate. L'allenamento che Maimonide prescriveva, come la askesis stoica, richiede l'esercizio dell'anima ad essere indifferente alle passioni. La meta è una vita di virtù, una vita di serenità ed imperturbabilità. Vivendo tale tipo di vita, non ci sottomettiamo al gioco del caso che ci influenza quando cerchiamo piacere fisico o cose materiali, poiché la saggezza e la virtù dipendono solo da noi stessi.[36]

Nel suo Otto Capitoli sull'etica Maimonide prescrive una psicoterapia per la malinconia, permettendo al paziente piaceri che egli proibisce nella legge.[39] "Se la malinconia sopraggiunge ad affliggere [un individuo], egli deve espellerla ascoltando canzoni e vari tipi di melodie strumentali, passeggiando nei giardini e tra bei palazzi, sedendosi con belle forme[40] e simili, che rallegrano l'anima e ne bandiscono il disturbo della malinconia."[39] La persona deve puntare a rendere sano il proprio corpo. Lo scopo di un corpo sano è che l'anima persegua le scienze e le virtù etiche e razionali, e infine la conoscenza di Dio. Da questo aspetto, l'arte della medicina è vitale per ottenere le virtù e la vera felicità.

Maimonide asseriva nelle sue opere mediche che una persona depressa non si possa impegnare in attività intellettuali creative ed raggiungere il fine della vita umana, che è l'amore intellettuale di Dio. Tale opinione della malinconia e della rispettiva sua menomazione della creatività contrasta con un'altra valutazione che vede la malinconia come relativa alla grandezza e alla genialità. I Problemata physica (XXX, 1) postulano che chiunque diventi eminente in filosofia, politica, poesia, o le arti, sia malinconico, dando come esempi Empedocle, Platone e Socrate. La malinconia è associata all'esaltazione e all'estasi. Tale opinione appare nel pensiero scolastico medievale (Alberto Magno e Guglielmo d'Alvernia) e appare in Kant (Critica del Giudizio), che assegna alla malinconia le caratteristiche del sublime.[41]

Maimonide portò la sua teoria della proporzione inversa di creatività e depressione ad un livello di gruppo. La profezia non può essere concessa se non ad uno spirito gioioso. Quindi la cessazione della profezia nell'antico Israele era il risultato di condizioni socioeconomiche disagiate.[42] L'esilio produsse una perdita di saggezza e creatività.[43] La sottomissione di Israele alle nazioni del mondo provocò la scomparsa della saggezza natia. Maimonide usa un gioco di parole corrente basato su un versetto biblico — ma si mescolarono [wa-yit`arvu) con le nazioni (goyim) e impararono le opere loro (Salmi 106:35) — per indicare che l'assimilazione alla cultura arabo/mussulmana adottando le loro opinioni, costumi e azioni, arrecò una perdita di saggezza natia (Guida, II, 11, p. 276). Ripete due volte che le opinioni erano degli ignoranti (jahiliyya), parola che le fonti mussulmane applicavano agli arabiò del Periodo dell'Ignoranza prima dell'Islam. A causa di questa modalità di assimilazione le idee filosofiche apparirono estranee alla "nostra legge", così come lo sono secondo l'ignorante. "Tuttavia, le cose non stanno così," aggiunge. Maimonide evidentemente aveva in mente l'antagonismo alla filosofia da parte degli ulema mussulmani.[44]

Maimonide permetteva l'uso terapeutico del piacere per dissipare l'sconforto che poteva risultare da una vita contemplativa solitaria. Era consapevole che il perseguimento del fine ultimo, la conoscenza di Dio, limita le proprie azioni ed interazione sociale con altri. Colui che persegue tale fine non si premura di decorare muri con oro o attaccare un orlo ricamato di porpora ad un indumento. Lo farà solo per rallegrarsi l'anima per amore della salute e per scacciarne la malattia, così da raffinarla ed essere pronto ad apprendere le scienze. I saggi hanno detto: Una dimora attraente, una moglie attraente, degli utensili attraenti, ed un letto preparato per i discepoli del saggio danno delizia alla mente dell'uomo.[45] Capisce che l'anima diviene stanca e la mente ottusa dalla riflessione continua su materie astruse, proprio come il corpo si esaurisce nell'intraprendere lavori faticosi fino al momento in cui si rilassa e riposa e poi ritorna al suo equilibrio. Similmente, l'anima necessita riposo e di dare sollievo ai sensi, ammirando belle decorazioni e oggetti pregiati, cosicché la stanchezza se ne vada.(Otto Capitoli, p. 77).

Se dottori, matematici, o astronomi meditano troppo, o elucubrano, memorizzano ed indagano continuamente, possono esser soggetti a malinconia. L'anima si ammala ed è afflitta da disordini di conoscenza e di memoria a causa di stanchezza e sovraffaticamento, come Ippocrate dice nel Libro VI di Epidemie: "La stanchezza dell'anima proviene dal pensare." Proprio come il sovraffaticamento del corpo provoca malattie gravi, di cui la stanchezza è quella minore, così il sovraffaticamento mentale conduce a malattie gravi, la peggiore delle quali è la malinconia.[46] La diagnosi e la cura della malinconia da parte di Maimonide appaiono piene di contraddizioni e tensioni. Curò la propria malinconia con lo studio intensivo e la contemplazione filosofica, e prescrisse ciò anche ad altri. Tuttavia egli ed altri medici riscontrarono che anche un'attività scientifica intensa può apportare malinconia. Nota inoltre che la malinconia è un'infermità che affligge i reali in particolare, ma afferma che lo scoramento e i pensieri ossessivi stressano anche gli illetterati, che sono deboli e irresoluti. Mentre è paradossale che lo studio possa essere sia causa che cura della malinconia, ciò evidentemente era quello che la gente provava. Il pensare intensamente e a lungo su problemi scientifici poteva provocare sintomi di malinconia. Tuttavia la contemplazione della natura dell'essere, che conduce ad una più grande conoscenza del tutto, elimina quelle convinzioni che fanno sentire dolore e senso di smarrimento.[44]

La psicoterapia di Maimonide sembra paragonabile ai metodi terapeutici oggi prevalenti, che assomigliano alle intuizioni e tecniche della filosofia antica. I suoi consigli di abbandonare modi negativi di pensiero che distorcono la realtà e provocano ansia, somigliano agli insegnamenti della terapia cognitiva. Queste idee disfunzionali sorgono, nota Maimonide, perché sopravvalutiamo i pericoli e ci concentriamo sui risultati negativi. La cognizione distorta suscita risposte emotive e fisiologiche, come l'ira e l'angoscia, e queste emozioni influenzano la cognizione, creando ulteriori pensieri disfunzionali. L'opinione maimonidea che le emozioni dannose e il comportamento disfunzionale sono prodotti del pensiero irrazionale si collega con gli insegnamenti della psicoterapia esistenziale, che vede i disturbi emotivi come provocati dalla nostra incapacità di agire autenticamente perseguendo i nostri obiettivi piuttosto che quelli degli altri.[46][44]

Dolore e ambiente[modifica]

Maimonide fece uso di un genere di scrittura concentrato sull'allontanamento del dolore proveniente dallo scoraggiamento, e i vari modi per eliminarlo. Ha molto in comune con la letteratura della consolazione.[47] Il filosofo arabo al-Kindi, in un trattato sulla dispersione del dolore, sottolinea il vivere secondo natura. La tristezza è un dolore psichico causato dalla perdita dei propri cari o dalla scomparsa delle cose desiderate. Nessuno può liberarsi di tali cause perché è impossibile che uno ottenga tutto ciò che desidera o non perda coloro che ama, dato che la permanenza è assente in questo mondo. La perdita dei propri cari e della proprietà è naturale in questo mondo erreno. Le calamità sono dovute alla generazione e corruzione universale. Se si addoloriamo per una perdita, ci addoloreremo continuamente. Non dobbiamo sconfortarci svaniscono i nostri amati o le cose a cui siamo affezionati. Un gran numero di persone sono scomparse, e molti si sono rassegnati a tali scomparse. Alcuni hanno perso bambini; altri hanno perso proprietà. Ma non dobbiamo danneggiare le nostre anime rattristandoci, poiché la tristezza è un dolore dell'anima e ci rende irrazionali. Scacciamo le malattie fisiche con medicine. Curare l'anima dal dolore è più importante, dato che l'anima è superiore al corpo. Le cure per riportarla all'equilibrio è più importante di curare ciò che perisce.[48]

La psicoterapia filosofica, o counselling filosofico, ispirato dalla massima di Socrate che "la vita non esaminata non è degna di esser vissuta", presume che molte difficoltà personali siano di natura filosofica. Il counselling filosofico tratta con persone sane e le aiuta a capire la struttura del loro mondo e le possibilità di vita nel mondo. Assiste le persone ad esaminare le proprie vite e difficoltà, approfondendo la loro conoscenza di se stessi e del loro mondo, trasformando la loro prospettiva ristretta e personale in una visione e saggezza globali.[49]

Maimonide espresse le sue preoccupazioni per un ambiente sano nel suo saggio Sull'Asma, che considera le afflizioni nel contesto della salute in generale (Sull'Asma, pp. 81-82). Un'attenzione all'aria pura, scrive Maimonide, è la primissima regola per la conservazione della salute di anima e corpo. Sconsiglia di vivere in un ambiente urbano: in città l'aria diventa stagnante, torbida, densa, fosca e nebbiosa a causa delle costruzioni elevate, le strade strette, e ciò che producono gli abitanti — la loro immondizia, i cadaveri, le carcasse degli animali, e la corruzione del cibo imputridito. Il corpo si altera di conseguenza, forse impercettibile alla persona. Se uno non ha scelta, o perché si è abituati alla vita cittadina o perché non si può emigrare, allora uno dovrebbe vivere in una città spaziosa, alta sulle colline o sulle montagne brulle dove l'aria è pulita. Oppure vivere in periferia — in un edificio elevato con ampio cortile, attraversato da tramontana e accessibile alla luce del sole. I gabinetti dovrebbero sempre essere il più lontano possibile dall'abitazione stessa. Si purifichi l'aria la si secchi con aromi fini, vapori, fumigazioni ed agenti essiccanti, secondo le condizioni atmosferiche.(Sull'Asma, pp. 81-82).[44]

Il Grande Guaritore[modifica]

Maimonide fu in tutte le sue attività il Grande Guaritore. Agì come medico dell'anima nelle sue lettere comunitarie, dove paragonò le sue parole a medicine, intendendo che il suo scopo era di guarire e pacificare. La Guida è un trattato terapeutico nel senso più profondo. Le lettere affrontavano emergenze specifiche, mentre la Guida curava una condizione esistenziale cronica di perplessità paralizzante.[44]

Statua di Maimonide a Cordova (particolare)
Firma di Maimonide
« Vagavano nel deserto, nella steppa,
non trovavano il cammino per una città dove abitare.
Erano affamati e assetati,
veniva meno la loro vita.
Nell'angoscia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angustie.
Li condusse sulla via retta,
perché camminassero verso una città dove abitare.
Ringrazino il Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi a favore degli uomini;

Coloro che solcavano il mare sulle navi
e commerciavano sulle grandi acque,
videro le opere del Signore,
i suoi prodigi nel mare profondo.

Ringrazino il Signore per la sua misericordia
e per i suoi prodigi a favore degli uomini. »
(Salmi 107:4, 23-24, 31)

Note[modifica]

  1. Estratto dal "Giuramento di Ippocrate" nella forma deliberata dal comitato centrale della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri il 23 marzo 2007 - cfr. OMCeO ME - Il codice deontologico.
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 S.D. Goitein, "The Medical Profession in the Light of the Cairo Geniza Documents", Hebrew Union College Annual 34, 1963, pp. 177-194; id., "From the Mediterranean to India: Documents on the Trade to India, South Arabia and East Africa from the Eleventh and Twelfth Centuries", Speculum 29, 1954, pp. 181-197; id., "New Documents from the Cairo Geniza", Homenaje à Millás-Vallicrosa, vol. 1, pp. 707-720; id., Jewish Education in Muslim Countries Based on Records Cairo Geniza, Gerusalemme, 1962, passim.
  3. D. H. Baneth, "A Doctor's Library in Egypt in the Days of Maimonides", Tarbiz 30, 1951, pp. 171-185 (in ebr.)
  4. J.O. Leibowitz, "Maimonides on Medical Practice", Bulletin of the History of Medicine 31, 1957, p. 313. È un'antica verità nella pratica medica, già espressa nel primo aforisma di Ippocrate, che il medico deve "far cooperare anche il paziente, gli inservienti e le persone esterne."
  5. 5,0 5,1 5,2 Joel L. Kraemer, Maimonides, cit., pp. 449-454.
  6. 6,0 6,1 Samuel Kottek, "Maimonides: Rabbi, Philosopher and Physician", in Moses Maimonides: Physician, Scientist, and Philosopher Fred Rosner & Samuel S. Kottek (curatori), Northvale, N.J., 1993, pp. 338-339.
  7. Maimonide, L'Arte della Cura. Estratti da Galeno, trad. ingl. Uriel S. Barziel, Art of Cure: Extracts from Galen, Haifa, 1992, p. 108; citato in Sull'asma, trad. G. Bos, p. 123.
  8. Franz Rosenthal, "'Life Is Short, the Art Is Long': Arabic Commentaries on the First Hippocratic Aphorism", Bulletin of the History of Medicine 40, 1966, pp. 226-245. L'espressione latina ars longa vita brevis (l'arte è lunga, la vita è breve) era usata da scrittori e oratori romani, tra cui Orazio e Lucio Anneo Seneca (4 p.e.v. - 65 e.v.), che la usò in De brevitate vitae, ma veniva generalmente attribuita a Ippocrate, parlando della pratica medica: "La vita è breve, l'arte lunga, l'opportunità fugace, l'esperimento traditore, il giudizio difficile." Maimonide cita il detto su Aforismi di Ippocrate, p. 8, e Aforismi di Mosè, p. 11 - cfr. Bibliografia.
  9. 9,0 9,1 9,2 9,3 9,4 9,5 Elinor Lieber, "Galen: Physician as Philosopher: Maimonides: Philosopher as Physician", Bulletin of the History of Medicine 53, 1979, pp. 268-285; id., "Moses Maimonides the Physician", The Medical Works of Maimonides: a Reappraisal, Fred Rosner & Samuel S. Kottek, pp. 13-24; id., "Maimonides the Medical Humanist", Maimonidean Studies 4, 2000, pp. 39-60; id., "Medicine versus Religion in the Works of Maimonides", Oriente Moderno 19, 2000, pp. 577-590.
  10. 10,0 10,1 G. Freudenthal, "Maimonides’ Stance on Astrology in Context: Cosmology, Physics, Medicine, and Providence", Moses Maimonides — Physician, Scientist, and Philosopher, Samuel Kottek & Fred Rosner (curatori), pp. 77-90; Harry Friedenwald, "Moses Maimonides the Physician", Bulletin of the Institute of the History of Medicine 3, 1935, anche The Jews and Medicine, vol. 1, pp. 193-216.
  11. 11,0 11,1 Maimonide, Sull'Asma, pp. 95-96.
  12. Maimonide, Commentario sugli Aforismi di Ippocrate, trad. Fred Rosner, pp. 14-23. Cfr. anche Sarah Stroumsa, "Al-Farabi and Maimonides on Medicine as Science", partic. pp. 244-247, in cui cita Mosè da Rieti (m. 1388) ed il suo Miqdash me`at, un poema modellato sull'impronta della Divina Commedia di Dante, dove da Rieti usa la classificazione di Maimonide. Scrisse inoltre un commentario sui Capitoli di Mosè (Fusul Musa).
  13. Jerome Gellman, "Maimonides and the Cure-All Book", Moses Maimonides: Physician, Scientist, and Philosopher, cit., pp. 189-196.
  14. 14,0 14,1 14,2 14,3 14,4 14,5 J.O. Leibowitz, "Maimonides on Medical Practice", Bulletin of the History of Medicine 31, 1957, p. 310-315. Si veda anche la fonte primaria di Maimonide, Sulle Cause dei Sintomi, pp. 151-153.
  15. 15,0 15,1 15,2 Maimonide, Sull'Asma, pp. 82-83, 94.
  16. Nel XIX secolo, Jacob Bigelow di Boston (USA) risuscitò questa dottrina. "Fu lui che fece la prima protesta effettiva in America contro medicine mal scelte e dosi troppo forti, e contro salassi eccessivi. Nel suo Discourse on Self-limited Diseases egli incorporò l'idea che molti disturbi se lasciati ai poteri ricuperativi naturali del paziente sarebbero spariti più rapidamente che non usando cure mediche eccessive. Di questo discourse il Dottor Oliver Wendell Holmes (Proceedings of the American Academy of Arts and Sciences, 1879, p. 16) disse che esercitò più autorevolezza sulla professione medica in America di qualsiasi altra opera mai pubblicata in questa nazione." Tale principio biologico fu preso da Maimonide, che lo associò alla pratica della medicina. Cfr. J.O. Leibowitz, "Maimonides on Medical Practice", cit., pp. 311-312.
  17. Maimonide, Sull'Asma, p. 46, 94. L'idea che la natura sia dotata di virtù come industriosità, abilità, saggezza e giustizia, è un tema prominente nelle opere di Galeno. La "divina provvidenza" intesa da Maimonide non è altro che il suo adattamento al concetto galenico di "Natura".
  18. Si veda anche la Guida, II, 37, sulla magia.
  19. Cfr. Mishneh Torah, Idolatria, XI, II; B San 101a. Cfr. Bibliografia.
  20. Sulla Torah come medicina dell'anima.
  21. Maimonide, Regime di Salute, trad. A. Bar-Sela, H. E. Hebbel, & E. Faris, Transactions of the American Philosophical Society, nuova serie, 54, 1964, Parte 4.
  22. B BB 58b. Per sigle e riferimenti talmudici cfr. Bibliografia.
  23. Medieval Islamic Medicine, trad. Michael W. Dols, cap. 12, 43b.
  24. Aforismi di Mosè, nn. 26, 28 e II, nn. 46, 62.
  25. Sull'Asma, p. 89 e Ippocrate, Epidemie I.2.11 "In quanto alle malattie, prendete l'abitudine di due cose — aiutare, o almeno non nuocere'"
  26. Leibowitz, loc. cit., p. 312. Il trattato Sull'Asma fu scritto da Maimonide per un paziente sconosciuto, di alto lignaggio, e contiene consigli generici sulla salute.
  27. Sull'Asma, p. 85. In questo brano, Maimonide avvisa, a nome di Abu Bakr al-Razi, che uno può fare a meno del dottore più che averne bisogno.
  28. Sull'Asma, pp. 93-94. Cfr. citaz. in Regime di Salute, trad. Bar-Sela et al., p. 21, dove Maimonide fa riferimento a De sensu et sensatu di Aristotele.
  29. Joel L. Kraemer, Maimonides, cit., pp. 456-460.
  30. Shlomo Pines, "Translator’s Introduction: The Philosophical Sources of The Guide of the Perplexed", The Guide of the Perplexed, Chicago, 1963, lviicxxxiv; "The Limitations of Human Knowledge According to Al-Farabi, ibn Bajja, and Maimonides", Studies in Medieval Jewish History and Literature, I. Twersky (cur.) vol. 1, pp. 82-109.
  31. Sull'Asma, cit., pp. 109.
  32. Sull'Asma, cit., pp. 96-102.
  33. Sull'Asma, cit., p. 102.
  34. Sull'Asma, cit., pp. 95-96.
  35. 35,0 35,1 35,2 35,3 35,4 35,5 Regime di Salute, pp. 17-27. Cfr. anche Sull'Asma, pp. 24-25, 127. Maimonide dichiara che Ippocrate riassunse l'intero regime di salute in due punti: non mangiare esageratamente e non trascurare l'esercizio.
  36. 36,0 36,1 36,2 36,3 36,4 36,5 36,6 36,7 Regime di Salute, pp. 25-27; cfr. anche Otto Capitoli, I e Sulle Cause dei Sintomi fol. 133v e pp.51, 107.
  37. P. Hadot, Philosophy as a Way of Life: Spiritual Exercises from Socrates to Foucault, Arnold Davidson (cur.), trad. Michael Chase, Wiley, 1995.
  38. 38,0 38,1 Sulle Cause dei Sintomi, cur. e trad. J.O. Leibowitz & S. Marcus, Introduzione, p. 15. I curatori notano che l'aspraggine comune mescolata al vino viene prescritta da svariati medici antichi, tra cui Dioscoride, De materia medica (IV, 126 [128]). Cfr. Sulle cause dei Sintomi, fol. 133v e p. 51. Sono stati fatti esperimenti che dimostrano l'effetto tranquillante della pianta sugli animali. Si veda anche Regime di Salute, pp.23-24.
  39. 39,0 39,1 Otto Capitoli su Scritti Etici di Mosè, trad. Weiss & Butterworth, p. 75 (e cfr. Introduzione, p. 14) e passim.
  40. Mishneh Torah Pentimento, VIII, 6, dove "belle forme" (surot na`ot) sono le donne belle (quelle che i mussulmani visualizzano in paradiso), pertanto qui le belle forme sono probabilmente le donne (ed i giovani uomini) attraenti. Cfr. anche Mordechai Akiva Friedman, Maimonides, The Yemenite Messiah and Apostasy, Gerusalemme, 2002 (in ebr.) p. 141, n. 233.
  41. Immanuel Kant, "Analytic of the Sublime", in Critique of Judgment, trad ingl. J. H. Bernard, Amherst, 2000.
  42. Isadore Twersky, Introduction to the Code of Maimonides (Mishneh Torah), Yale University Press, 1980, passim & secondo voci; id., "The Beginning of Mishneh Torah Criticism", Biblical and Other Studies, A. Altmann (cur.), Harvard University Press, 1963, pp. 161-182; Jacob Zussman, "Oral Torah Literary Speaking", Studies in Talmud 3, nr. 1, 2005, pp. 209-384 (in ebr.)
  43. Secondo lo studioso Kraemer, Maimonide considerava lo scoraggiamento e la sottomissione al volere degli altri una grande barriera all'attività intellettuale, vedendo la malinconia come un deterrente alla creatività a livello individuale e comunitario. Credeva che la profezia non giungesse a colui che si trovava in stato di scoramento, e che il popolo ebraico durante il lungo periodo di esilio e sventura furono deprivati della creatività e della genialità. Cfr. Joel L. Kraemer, op. cit., Cap. 22, nota 102, p. 595.
  44. 44,0 44,1 44,2 44,3 44,4 Joel L. Kraemer, Maimonides, cit., pp. 461-469.
  45. Maimonide combina qui B Ber 57b e San 38a (cfr. Bibliografia), che parlano di un qualsiasi uomo e non solo dello studioso, e non citano il letto preparato, con Shab 25b che menziona "un letto preparato ed una moglie adorna per i dotti." Si veda anche Joel L. Kraemer, Maimonides, cit., n. 104, p. 595.
  46. 46,0 46,1 Si veda S.W. Jackson, Melancholia and Depression, Yale University Press, 1987, pp. 59, 73-74.
  47. J.L. Kraemer, op. cit., p. 595, cita la letteratura della consolazione dei pensatori stoici come Cicerone, Plutarco e Seneca.
  48. Cfr. al-Kindi, Fi daf` al-hamm, curato da H. Ritter e R. Walzer, in Studi su Al Kindi II: Uno scritto morale inedito di al-Kindi, Roma, 1938, pp. 11 e segg.
  49. Essays on Philosophical Counseling, Ran Lahav & Maria da Venza Tillmans (curatori), University Press of America, 1995, p. 260.