Peeragogia/Le motivazioni degli studenti per il miglioramento educativo

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Motivation Fabrizio Terzi


Le motivazioni degli studenti per il miglioramento del sistema Educativo[modifica]

La definizione di motivazione[modifica]

La motivazione può essere definita come tutto ciò che spinge lo studente a mettere in atto un determinato comportamento organizzativo atto a migliorare il suo apprendimento. Per motivazioni si intende un complesso sistema di spinte, energie, bisogni e desideri, passioni, forza di volontà e flussi emozionali che possono manifestarsi congiuntamente o singolarmente, con medogologie di apprendimento variabile da individuo ad individuo, la direzione ed intensità nell'agire dello studente.

La complessità della motivazione[modifica]

5 elementi caratterizzanti:

  1. La motivazione non è definita ma assume determinate direzini ed intensità in funzione della realtà realtà vissuta e la percezione di essa.
  2. La motivazione no è continua in quanto dipenda dalla soddisfazione di soddisfare un naturale bisogno di conoscenza o un determinato obbiettivo di capacità.
  3. La motivazione non è oggettiva perché dipende dal peculiare patrimonio percettivo, emotivo e caratteriale specifico di ogni individuo.
  4. La motivazione non è standardizzabile poiché ciò che può essere motivante per uno studente, può lasciare in uno stato di indifferenza un altro individuo.
  5. La motivazione è difficilmente misurabile poiché spesso non è direttamente osservabile.

Il circolo della motivazione[modifica]

Ma motivazione può essere schematizzata, a prescindere dall'azione, attraverso un percorso circolare che si rinnova ogni volta che si attua una particolare attitudine all'apprendimento

Il circolo della motivazione in Peer-Learning

Prima fase: La Tensione[modifica]

L'input della motivazione nasce da uno stato di tensione dovuto all'emergere di un bisogno

Seconda fase: La ricerca[modifica]

Lo studente ricerca dei mezzi strumentali per soddisfare il suo bisogno di scoperta, adottando tutta una serie di comportamenti in linea per appagare la propria soddisfazine.

Terza fase: La soddisfazione[modifica]

Nel momento in cui lo stato di insoddisfazione viene colmato e lo studente vive uno stato di appagamento che sostituisce l'iniziale livello di tensione, ovvero la forza generatrice dell'intero processo.

Quarta fase: La scoperta[modifica]

L'appagamento ha una natura momentanea. Per questa ragione lo studente ad ogni livello rivaluta la propria posizione determinando la scoperta di nuovi bisogni. Il percorso motivazionale è quindi circolare e dinamico.


La classificazione delle teorie motivazionali[modifica]

  • Teorie di contenuto: cosa motiva lo studente?
  • Teorie di processo: come motivare lo studente?
  • Teorie pragmatiche: Come sviluppare e facilitare l'apprendimento e la motivazione?

Le teorie di contenuto[modifica]

La teoria di Maslow[modifica]

L'individuo è motivato dal bisogno di conoscenza e interezza e non in specifiche parti del sapere. Ciò significa che lo studente coinvolgerà tutte le sue risorse verso un determinato bisogno. I bisogni sono strumentali al raggiungimento di un determinato livello di conoscenza teorico pratica. Ciò vuol dire che gli studenti avvertono sostanzialmente gli stessi bisogni. Il comportamento non può essere spiegato solo come conseguenza delle spinte motivazionali, ma vede anche nel fattore ambientale un fattore determinante.

La piramide dei Bisogni di Abraham Maslow[modifica]

La piramide dei bisogni fondamentali, concepita nel 1954 da Maslow

Una teoria che incentra il costrutto di motivazione come base dello sviluppo individuale è la piramide dei bisogni fondamentali di Abraham Maslow, che identifica sei fasi di crescita, successive e consecutive, tutte incentrate su bisogni, dal più semplice (legato all'aspetto fisiologico) al più complesso (legato all'autorealizzazione):

  1. Bisogni fisiologici, la prima motivazione sviluppata, legati agli stati fisici necessari per vivere ed evitare il disagio (idratazione, alimentazione, minzione,defecazione, igiene)
  2. Bisogni di sicurezza, si manifestano solo dopo aver soddisfatto i bisogni fisiologici, e constano della ricerca di contatto e protezione.
  3. Bisogni di appartenenza, desiderio di far parte di un'estesa unità sociale (famiglia, gruppo amicale), che nasce solo dopo aver soddisfatto i bisogni di sicurezza.
  4. Bisogni di stima, esigenza di avere dai partner dell'interazione un riscontro sul proprio apporto e sul proprio contributo, si attiva solo dopo aver soddisfatto i bisogni interpersonali.
  5. Bisogni di indipendenza, esigenza di autonomia, realizzazione e completezza del proprio contributo, si attiva solo dopo aver soddisfatto i bisogni di stima.
  6. Bisogni di autorealizzazione, bisogno di superare i propri limiti e collocarsi entro una prospettiva super-individuale, essere partecipe col mondo.

Un bisogno insoddisfatto, concentra le energie motivazionali entro condotte atte a soddisfare quel bisogno, non accedendo ai bisogni superiori nella scala.

Tra le fasi ora descritte, nel modello originale del 1954, non compare il bisogno di indipendenza, come mostra l'immagine.

Dal punto di vista operativo di applicazione del concetto di motivazione in un'ottica di valutazione, il modello di Maslow permette di definire in maniera esaustiva le fasi di sviluppo proprie dei contenuti motivazionali, ma ne rende poco attendibile la misura.

La teoria di Maslow e la Teoria x teoria y di Douglas McGregor vengono spesso utilizzate per dimostrare come, ad alti livelli gerarchici, l'approvazione, il rispetto e il senso di appartenenza siano motivatori più forti del denaro.

La teoria di Vromm[modifica]

Si focalizza sui meccanismi e dinamiche del processo in cui la motivazione si manifesta. Questo processo porta l'analisi da un sistema (Macro, i bisogni) ad una dimensione di dettaglio (le dinamiche di apprendimento). Considerazioni

  • La necessità non è il solo elemento che innesca le spinte motivazionali.

Motivazione =(A)*(V)*(S)

  • A= Aspettativa
  • V= Valenza
  • S= Strumentalità

L'aspettativa si riferisce alle probabilità di successo che lo studente associa ad un determinato comportamento. Non viene espresso un legame esplicito tra perseveranza nello studio e risultati

La Valenza si riferisce all'interattività dei risultati da raggiungere ponendo in essere un determinato comportamento.

La strumentalità è un concetto molto simile al precedente, ma si riferisce particolarmente agli (effetti) che si verificano in un secondo momento in funzione al fatto che l'obbiettivo formativo è stato raggiunto. La valenza ha un valore più Intangibile, mentre la strumentalità più Tangibile.

Implicazione per la gestione del contesto di apprendimento[modifica]

  • La capacità di saper leggere le percezione dei propri studenti per affidare compiti e sfide per generare un forte impulso motivazionale.
  • La capacità si saper monitorare i progressi nel piano di apprendimento.

La teoria di Mc Gregor[modifica]

Queste teorie vedono gli studenti non come partecipanti passivi durante il processo di apprendimento, ma come elementi integrati dello stesso contesto che interagiscono in modo sistemico. Si focalizza dalla crescita reciproca degli elementi e della struttura e organizzazione educativa e della sua decentralizzazione formativa. Sono attività focalizzate all'apprendimento pratico.

La gestione dello studente[modifica]

La gestione dello studente è ancora vista sostanzialmente come una attività amministrativa, il cui compito principale e quello di formalizzare e standardizzare il lavoro in modo dettagliato (metodo meccanico).

La gestione dello studente è quella di sviluppare un ambiente di apprendimento stimolante, che garantisca la possibilità di espressione, partecipazione e realizzazione personale (visione organica).

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]