Sloveno/Prima declinazione maschile

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Prima declinazione maschile

(desinenza genitivo singolare -a)

esempio klobuk (cappello) e dijak (studente)

Nella declinazione di sostantivi di genere maschile bisogna innanzi tutto distinguere tra parole che si riferiscono a soggetti animati e quelle per le cose inanimate. Questo perché il quarto caso singolare è eguale al primo solo per gli oggetti, mentre per le persone e gli animali il quarto caso è eguale al secondo. Lo schema è lo stesso, ma se ne riportano ambedue le varianti, cioè klobuk (per oggetto) e dijak (per persona). Da tenere presente che, come nelle declinazioni femminili, quando la consonante finale è preceduta dalla -e- non accentata e con valore di semisuono, tale -ə- viene sempre omessa in tutti gli altri casi.

Declinazione regolare[modifica]

caso singolare duale plurale
1 klobuk dijak klobuk-a dijak-a klobuk-i dijak-i
2 klobuk-a dijak-a klobuk-ov dijak-ov klobuk-ov dijak-ov
3 klobuk-u dijak-u klobuk-oma dijak-oma klobuk-om dijak-om
4 klobuk dijak-a klobuk-a dijak-a klobuk-e dijak-e
5 o klobuk-u o dijak-u o klobuk-ih o dijak-ih o klobuk-ih o dijak-ih
6 s klobuk-om z dijak-om s klobuk-oma z dijak-oma s klobuk-i z dijak-i

Modifica nella desinenza[modifica]

Vedi anche questo capoverso.

Se la base della parola termina in una consonante del gruppo c, j, č, š, ž, ad esempio lonec (pentola), konj (cavallo), ključ (chiave), koš (cesto), nož (coltello), la -o- delle desidenze (6° singolare, 2° 3° 6° duale, 2° 3° plurale) diventa -e-, per cui si ha:

caso lonec, konj, ključ, koš, nož
6° singolare z lonc-em, s konj-em, s ključ-em, s koš-em, z nož-em
2° duale lonc-ev, konj-ev, ključ-ev, koš-ev, nož-ev
3° duale lonc-ema, konj-ema, ključ-ema, koš-ema, nož-ema
6° duale z lonc-ema, s konj-ema, s ključ-ema, s koš-ema, z nož-ema
2° plurale lonc-ev, konj-ev, ključ-ev, koš-ev, nož-ev
3° plurale lonc-em, konj-em, ključ-em, koš-em, nož-em

Sostantivi che finiscono in vocale[modifica]

Sebbene la maggior parte dei sostantivi di questo gruppo finisca in consonante, vi rientrano anche alcuni terminanti in vocale, per esempio: oče, očka, Mirko, Franci, Pavle, ecc. Per non affiancare le vocali finali della base alle vocali iniziali delle desinenze, questi vocaboli vi inseriscono dopo il primo caso una -t-, e cioè: oče oče-t-a, očka očka-t-a, Mirko Mirko-t-a, Franci Franci-t-a, Pavle Pavle-t-a. Dopo quest'aggiunta la declinazione prosegue normalmente. La regola cambia un po' se si tratta di parole derivanti da vocabolo straniero. In questo caso si hanno due varianti: quando si tratta di parola tronca, cioè accentata sull'ultima vocale, tipo abonma (abbonamento) o bife (bar), si aggiunge alla base una -j-, per cui il secondo caso è abonma-j-a, bife-j-a, Se invece la parola è piana, cioè accentata sulla penultima sillaba, va declinata normalmente, per cui per esempio finale (finale di partita) fa final-a, magistrale (coronamento di un'opera) fa magistral-a. Esempi:

caso singolare duale plurale
1 bife oče bifej-a očet-a bifej-i (očet-i) očet-je
2 bifej-a očet-a bifej-ev očet-ov bifej-ev očet-ov
3 bifej-u očet-u bifej-ema očet-oma bifej-em očet-om
4 bife očet-a bifej-a očet-a bifej-e očet-e
5 pri bifej-u pri očet-u pri bifej-ih pri očet-ih pri bifej-ih pri očet-ih
6 z bifej-em z očet-om z bifej-ema z očet-oma z bifej-i z očet-i


Particolarità[modifica]

La declinazione maschile è complicata da molte regole particolari, anche per le accentazioni peculiari di alcune parole. La difficoltà maggiore sta comunque, come si vede più sotto, nella corretta declinazione dei sostantivi che finiscono in -r.

Sostantivi monosillabici[modifica]

Per vari sostantivi monosillabici alcune forme si stanno evolvendo, per cui - pur restando a volte accettabili ancora le forme classiche (sul tipo di klobuk/dijak) - è più corretto mutare il genitivo singolare che acquista la desinenza -ù accentata, e cambiare tutto il plurale, dove viene inserito -ov- tra la base e la desinenza. Ne deriva questo schema, esempio most (ponte) e sin (figlio):

caso singolare duale plurale
1 most sin most-a sin-a most-ov-i sin-ov-i
2 most-ù sin-ù most-ov sin-ov most-ov sin-ov
3 most-u sin-u most-oma sin-oma most-ov-om sin-ov-om
4 most sin-ù (sin-a) most-a sin-a most-ov-e sin-ov-e
5 o most-u o sin-u o most-ih o sin-ih o most-ov-ih o sin-ov-ih
6 z most-om s sin-om z most-oma s sin-oma z most-ov-i s sin-ov-i


Rientrano in questo gruppo anche i pochi sostantivi maschili che hanno al genitivo singolare la desinenza -e, e vengono declinati secondo lo schema di dan (giorno):

caso singolare duale plurale
1 dan dn-ev-a dn-ev-i
2 dn-e dn-i dn-i
3 dn-ev-u dn-ev-oma dn-em
4 dan dn-ev-a dn-i
5 o dn-ev-u o dn-ev-ih o dn-eh
6 z dn-em z dn-ev-oma z dn-ev-i


Sostantivi che finiscono in -r[modifica]

Come detto al primo paragrafo, se la -r finale è preceduta da una -e- semisuono non accentata, tale -ə- sparisce negli altri casi, per esempio veter (vento) fa al genitivo vetra.

Se la -r finale è preceduta da una -e- accentata o da altra vocale, la declinazione può avvenire in due modi, cioè (a) regolarmente secondo lo schema klobuk/dijak, oppure (b) con l'aggiunta di una -j- tra la base e la desinenza, il che fa finire la base appunto in -j, e si verifica la mutazione della -o- in -e- nelle desinenze (vedi nota dopo lo schema principale); esempio papir (carta) e mizar (falegname):

caso singolare duale plurale
1 papir mizar papir-j-a mizar-j-a papir-j-i mizar-j-i
2 papir-j-a mizar-j-a papir-j-ev mizar-j-ev papir-j-ev mizar-j-ev
3 papir-j-u mizar-j-u papir-j-ema mizar-j-ema papir-j-em mizar-j-em
4 papir mizar-j-a papir-j-a mizar-j-a papir-j-e mizar-j-e
5 o papir-j-u o mizar-j-u o papir-j-ih o mizar-j-ih o papir-j-ih o mizar-j-ih
6 s papir-j-em z mizar-j-em s papir-j-ema z mizar-j-ema s papir-j-i z mizar-j-i

C'è una regola che stabilisce in quali vocaboli va inserita la -j- e quali altri invece si attengono allo schema normale (quello di klobuk). Oltre a quanto visto più sopra per abonma e bife, bisogna inserire una -j- prima della desinenza per

a) i sostantivi monosillabici car (zar) e dež (pioggia).

b) i sostantivi plurisillabi terminanti in -r non derivati da un verbo, per esempio mornar (marinaio).

Altrimenti detto, hanno declinazione regolare, cioè senza aggiunta della -j-

a) tutti i monosillabi (tranne i citati car e dež) ed i loro derivati, esempio vir (fonte) e izvir (sorgente),

b) i plurisillabi derivati da verbo, esempio govor (discorso) da govoriti (parlare), prepir (lite) da prepirati se (litigare).

declinazione regolare declinazione con aggiunta di -j-
tutti i monosillabi tranne car e dež i monosillabi car e dež
i plurisillabi derivati da verbo i plurisillabi non derivati da verbo

Dato che per uno studente non è sempre facile distinguere la provenienza etimologica e strutturale di una parola, più sotto vengono elencati alcuni sostantivi in -r regolari, a cui cioè non va aggiunta la -j- (per la maggior parte sono derivati da verbi, ma non tutti): biser (perla), govor (parlata, discorso) (da cui dogovor (accordo), izgovor (scusa), pogovor (colloquio), pregovor (proverbio), ...), izvor (derivazione), jambor (albero di barca), odbor (comitato), polmer (raggio geom.), predor (galleria), premer (diametro), premor (interruzione), pribor (posate), prodor (avvanzata), prostor (luogo), sever (nord), šotor (tenda), tovor (carico), večer (sera), ecc. - In pochi casi succede che si possa seguire sia l'uno che l'altro modo di declinare, cioè con la -j- o senza di essa, per esempio: lovor (alloro), okvir (cornice), ecc.

Desinenza plurale -je[modifica]

Alcuni sostantivi prendono al nominativo plurale la desinenza -je, ferme restando le desinenze normali dei casi rimanenti; conviene memorizzare gli esempi principali di questo gruppo: brat (fratello), fant (giovanotto), gost (ospite), gospod (signore), golob (piccione). Da aggiungere tre sostantivi: las (capello), zob (dente), mož (marito, uomo) che cambiano anche negli altri casi, vedi specchietto (ricordare: las e zob sono inanimati, mož è animato; inoltre, mož finisce in consonante che richiede la mutazione di -o- in -e- nelle desinenze). Fa parte del gruppo tipo brat anche oče (padre) che inserisce una -t- prima delle desinenze (očeta, očetje):

caso singolare duale plurale
1 brat las brat-a las-a brat-je las-jè
2 brat-a las-a brat-ov las brat-ov las
3 brat-u las-u brat-oma las-oma brat-om las-èm
4 brat-a las brat-a las-a brat-e las-è
5 o brat-u o las-u o brat-ih o las-ih o brat-ih o las-èh
6 z brat-om z las-om z brat-oma z las-oma z brat-i z las-mì

Singolarità[modifica]

Il sostantivo človek (uomo, gente) si declina come segue:

caso singolare duale plurale
1 člòvek človèk-a ljudjè
2 človèk-a človèk-ov ljudì
3 človèk-u človèk-oma ljudèm
4 človèk-a človèk-a ljudì
5 pri človèku pri človèk-ih pri ljudèh
6 s človèk-om s človèk-oma z ljudmì

Il sostantivo otrok (bambino) cambia la -k- in -c- nel nominativo, nel locativo e nello strumentale plurale:

caso singolare duale plurale
1 otrok otrok-a otroc-i
2 otrok-a otrok otrok
3 otrok-u otrok-oma otrok-om
4 otrok-a otrok-a otrok-e
5 pri otrok-u pri otrok-ih pri otroc-ih
6 z otrok-om z otrok-oma z otroc-i