Differenze tra le versioni di "Guida maimonidea/Filosofia e concetti"

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La nuova lettura del concetto di rivelazione è chiaramente evidente in un altro importante capitolo della ''Mishneh Torah'', quello che introduce le "Leggi sull'Idolatria". Lì Maimonide descrive la figura di '''[[w:Abramo|Abramo]]''' ed il suo percorso verso Dio, raccontando la storia della religione dall'inizio dell'umanità fino ad Abramo stesso, e poi da Abramo fino a Mosè. Secondo Maimonide, l'umanità inizialmente credeva nell'unità di Dio; l'Adamo primordiale era monoteista in tutti i rispetti. Dopo alcune generazioni, al tempo di [[w:Enos|Enosh]], il popolo iniziò ad adorare le stelle quali intermediarie degne d'onore come servitrici di Dio. A quel punto, tuttavia, coloro che adoravano le stelle credevano ancora in un unico Dio e consideravano le stelle solo come rappresentanti di una divinità singola ed unificata.<ref name="Conosce"/>
 
Il passo successiviosuccessivo nella discesa verso l'idolatria avvenne con la trasformazione delle stelle da rappresentanti della divinità a divinità a sé stanti. Furono costruiti santuari in loro onore, statue che le rappresentavano furono poste in tali santuari, furono loro attribuiti rivelazione e poteri di ricompensa e punizione, e divennero oggetto di adorazione idolatra. In effetti, la discesa dell'umanità nell'idolatria rappresentò un processo in cui un rappresentante assunse le qualità di colui che doveva rappresentare. Le stelle si assunsero gli attributi di Dio, e poi le statue, davanti alle masse, assunsero le qualità delle stelle.<ref name="Conosce"/>
 
Il culmine di tale declino, che precedette l'entrata di Abramo nella scena storica, viene descritto come segue:
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