I promessi sposi/Analisi del capitolo 19

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CopertinaI promessi sposi/Copertina

L'autore e il romanzo
Alessandro ManzoniI promessi sposi/Alessandro Manzoni
Guida alla letturaI promessi sposi/Guida alla lettura
Capitoli
IntroduzioneI promessi sposi/Introduzione (analisiI promessi sposi/Analisi dell'introduzione)
01I promessi sposi/Capitolo 1 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 1) · 02I promessi sposi/Capitolo 2 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 2) · 03I promessi sposi/Capitolo 3 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 3) · 04I promessi sposi/Capitolo 4 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 4) · 05I promessi sposi/Capitolo 5 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 5) · 06I promessi sposi/Capitolo 6 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 6) · 07I promessi sposi/Capitolo 7 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 7) · 08I promessi sposi/Capitolo 8 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 8) · 09I promessi sposi/Capitolo 9 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 9) · 10I promessi sposi/Capitolo 10 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 10) · 11I promessi sposi/Capitolo 11 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 11) · 12I promessi sposi/Capitolo 12 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 12) · 13I promessi sposi/Capitolo 13 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 13) · 14I promessi sposi/Capitolo 14 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 14) · 15I promessi sposi/Capitolo 15 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 15) · 16I promessi sposi/Capitolo 16 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 16) · 17I promessi sposi/Capitolo 17 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 17) · 18I promessi sposi/Capitolo 18 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 18) · 19I promessi sposi/Capitolo 19 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 19) · 20I promessi sposi/Capitolo 20 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 20) · 21I promessi sposi/Capitolo 21 (an.) · 22I promessi sposi/Capitolo 22 (an.) · 23I promessi sposi/Capitolo 23 (an.) · 24I promessi sposi/Capitolo 24 (an.) · 25I promessi sposi/Capitolo 25 (an.) · 26I promessi sposi/Capitolo 26 (an.) · 27I promessi sposi/Capitolo 27 (an.) · 28I promessi sposi/Capitolo 28 (an.) · 29I promessi sposi/Capitolo 29 (an.) · 30I promessi sposi/Capitolo 30 (an.) · 31I promessi sposi/Capitolo 31 (an.) · 32I promessi sposi/Capitolo 32 (an.) · 33I promessi sposi/Capitolo 33 (an.) · 34I promessi sposi/Capitolo 34 (an.) · 35I promessi sposi/Capitolo 35 (an.) · 36I promessi sposi/Capitolo 36 (an.) · 37I promessi sposi/Capitolo 37 (an.) · 38I promessi sposi/Capitolo 38 (an.)
Personaggi
Argomenti
Temi

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Il diciannovesimo capitolo è articolato in tre sequenze che vedono la prima e l'ultima impegnati due figure negative come il conte zio e don Rodrigo in contrasto a quella centrale che vede fra Cristoforo lasciare il convento di Pescarenico.

Il capitolo si apre con una similitudine con la quale il cervello del conte zio viene paragonato ad un campo mal coltivato: così come non si riesce a capire se l'erba cattiva sia stata portata dal vento o fatta cadere da un uccello, così non riesce a sapere se l'idea del conte di rivolgersi al padre provinciale sia stata sua o venga dall'insinuazione del conte Attilio.

Il conte zio non si è curato di verificare le informazioni (false) fornitegli dal nipote, ma la sua attenzione è rivolta alla strategia diplomatica per convincere il padre provinciale ad esaudire le sue richieste.
Il pranzo a casa del conte zio rimanda a quello di fra Cristoforo a casa di don Rodrigo: entrambi i frati vengono accolti nella casa di un potente che siede a capotavola, dirigendo la discussione su temi futili e, offrendo ricchi banchetti in tempo di carestia, mostra il suo potere e la sua ricchezza.

In particolare gli interventi del conte zio fanno intendere come il suo potere sia dovuto alla sua capacità dialettica:

  • fa appello all'amicizia tra i due ordini (la famiglia del conte e quello dei cappuccini)
  • fa apparire il padre Cristoforo come una figura isolata
  • fa leva prima su motivazioni politiche (la vicenda di Renzo) e solo dopo svela quelle di carattere familiari

Il padre provinciale inizialmente riesce a sostenere il discorso: capisce le reali intenzioni del conte e lo costringe a svelare le motivazioni legate a don Rodrigo.
Il conte però insiste: minimizza i provvedimenti da prendere riducendoli a cosa ordinaria mentre ingigantisce le conseguenze politiche e diplomatiche (se non si prende questo ripiego, e subito, prevedo un monte di disordini, un'iliade di guai) e affretta il concludersi della vicenda (per quel che abbiamo concluso, quanto più presto sarà, meglio). Il padre provinciale cede quindi alla capacità dialettica dell'interlocutore e alla sua forza sociale e si sottomette alla logica dell'equilibrio e la diplomazia tra le classi.

Nella seconda parte del capitolo si fa largo invece la figura dell'Innominato.
La storia dell'innominato ce lo presenta come un terribile uomo, al di sopra della legge e di tutti, capace di ogni provocazione (ardire), che non conosce regole (è un tiranno salvatico).

La figura di don Rodrigo viene così ridimensionata dalla presenza di questo tiranno: nella struttura del capitolo egli appare a metà, come "schiacciato" dalle figure del conte zio e dell'Innominato.
Nel confronto con l'Innominato, per il quale essere tiranno è uno scopo, fine a se stesso, don Rodgrio appare un signorotto, occupato di a dimorar liberamente in città, godere i comodi, gli spassi, gli onori della vita civile: la sua "professione" è quindi solo un mezzo.

A partire dalla narrazione[modifica]

13 novembre - 2 dicembre

  • La prima parte del capitolo è occupata dal colloquio tra il conte zio e il padre provinciale. Egli, cedendo alla forza sociale e dialettica del personaggio, acconsente di allontanare padre Cristoforo da Pescarenico e di inviarlo a Rimini come predicatore
  • Fra Cristoforo riceve il messaggio dai cappuccini e in silenzio e umiltà parte lasciando Pescarenico
  • Don Rodrigo intanto si è deciso a chiedere aiuto al terribile uomo di cui però non si può dire né nome né cognome
  • Il terribile uomo è l'Innominato, un uomo che fin da ragazzo ha vissuto con disprezzo e superiorità rispetto alle leggi. Per lui essere tiranno è uno scopo, non un mezzo.

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