I promessi sposi/Monaca di Monza

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Gertrude
La Monaca di Monza in un'illustrazione del romanzo del 1840
La Monaca di Monza in un'illustrazione del romanzo del 1840
Nome Gertrude
Cognome non specificato (nel romanzo viene chiamata "la signora")
Sesso F
Occupazione religiosa
Ruolo aiutante dell'antagonista
Prima apparizione capitolo 7

CopertinaI promessi sposi/Copertina

L'autore e il romanzo
Alessandro ManzoniI promessi sposi/Alessandro Manzoni
Guida alla letturaI promessi sposi/Guida alla lettura
Capitoli
IntroduzioneI promessi sposi/Introduzione (analisiI promessi sposi/Analisi dell'introduzione)
01I promessi sposi/Capitolo 1 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 1) · 02I promessi sposi/Capitolo 2 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 2) · 03I promessi sposi/Capitolo 3 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 3) · 04I promessi sposi/Capitolo 4 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 4) · 05I promessi sposi/Capitolo 5 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 5) · 06I promessi sposi/Capitolo 6 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 6) · 07I promessi sposi/Capitolo 7 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 7) · 08I promessi sposi/Capitolo 8 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 8) · 09I promessi sposi/Capitolo 9 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 9) · 10I promessi sposi/Capitolo 10 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 10) · 11I promessi sposi/Capitolo 11 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 11) · 12I promessi sposi/Capitolo 12 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 12) · 13I promessi sposi/Capitolo 13 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 13) · 14I promessi sposi/Capitolo 14 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 14) · 15I promessi sposi/Capitolo 15 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 15) · 16I promessi sposi/Capitolo 16 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 16) · 17I promessi sposi/Capitolo 17 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 17) · 18I promessi sposi/Capitolo 18 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 18) · 19I promessi sposi/Capitolo 19 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 19) · 20I promessi sposi/Capitolo 20 (an.I promessi sposi/Analisi del capitolo 20) · 21I promessi sposi/Capitolo 21 (an.) · 22I promessi sposi/Capitolo 22 (an.) · 23I promessi sposi/Capitolo 23 (an.) · 24I promessi sposi/Capitolo 24 (an.) · 25I promessi sposi/Capitolo 25 (an.) · 26I promessi sposi/Capitolo 26 (an.) · 27I promessi sposi/Capitolo 27 (an.) · 28I promessi sposi/Capitolo 28 (an.) · 29I promessi sposi/Capitolo 29 (an.) · 30I promessi sposi/Capitolo 30 (an.) · 31I promessi sposi/Capitolo 31 (an.) · 32I promessi sposi/Capitolo 32 (an.) · 33I promessi sposi/Capitolo 33 (an.) · 34I promessi sposi/Capitolo 34 (an.) · 35I promessi sposi/Capitolo 35 (an.) · 36I promessi sposi/Capitolo 36 (an.) · 37I promessi sposi/Capitolo 37 (an.) · 38I promessi sposi/Capitolo 38 (an.)
Personaggi
Argomenti
Temi

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La Monaca di Monza è uno dei personaggi più enigmatici del romanzo. Il Manzoni la introduce narrando la storia della sua infanzia e dell'opera "educativa" del principe, suo padre, fino a giungere al tempo del romanzo.

Nonostante alla sua vita siano dedicati la seconda metà del nono capitolo e l'intero capitolo dieci, Manzoni successivamente dedica poco spazio al personaggio, seppure esso svolga un ruolo decisivo nel rapimento di Lucia. Nel corso della vicenda infatti, nei capitoli successivi al decimo, essa compare soltanto nei suoi colloqui con Lucia, nella scena del rapimento e alla fine del romanzo. Questo ci fa capire come in realtà l'attenzione del Manzoni sia incentrata prevalentemente sulla storia della sua vita e in particolare della sua infanzia.

L'opera di diseducazione del principe padre[modifica]

Gli strani e ambigui atteggiamenti, l’indole enigmatica, l’animo contorto della nostra monaca sono il triste esito di una sottile e approfonditamente studiata opera diseducativa del principe, suo padre, il quale aveva destinato alla monacazione Gertrude, sin dal suo concepimento, ovviamente senza che lei ne fosse al corrente, né, tanto meno, d’accordo.

Tale opera ha portato a una serie di specifici effetti: tanto per cominciare, la sfortunata giovane, da sempre instradata su un sentiero a senso unico che le era stato definito come prioritario rispetto a qualsiasi altra cosa, non è stata in grado di acquisire un bagaglio di esperienze di vita nelle relazioni interpersonali e nel superamento degli ostacoli che la vita spesso ci pone davanti. Gertrude è quindi cresciuta sentendo il peso della sua inabilità nel rapportarsi con gli altri, come ampiamente dimostrato dal lunatico atteggiamento nei confronti delle sue subordinate, portandola col tempo a patire un senso di disorientamento e confusione di fronte a qualunque tipo di nuova esperienza (come la prospettiva della vita coniugale delle coetanee nel monastero, o l’affetto sincero del paggio). Restando in tema di vero affetto, possiamo affermare con certezza che la poverina non ne abbia ricevuto affatto né dalla famiglia né tantomeno dalle corrotte monache, che solevano circondarla di agi e privilegi solamente perché anche loro rientravano nel terribile piano di plagio della giovane.

Inoltre, affrontando il discorso in merito alla “vocazione” di Gertrude, vien da sé affermare che di tutto si tratta meno che di una scelta volontaria: il sottile lavorio psicologico del mostruoso principe prevedeva che si facesse leva sulla superbia e sulla sete di potere, innate nella sfortunata, descrivendo maestose immagini di principessa del monastero. A lungo andare, questo continuo sottostare ai desideri del genitore, l’ha resa estremamente debole e fragile, le ha fatto perdere la percezione della propria autonoma personalità, non permettendole di concepire di essere “altro” dal padre.

È per questo che Gertrude, attorniata da figure false e costruite, spinta a fare scelte contro la propria volontà e distrutta dalla propria condizione di sottomessa, di frequente ricorreva allo stratagemma dello splendido ritiro (come definito dal Manzoni) del paradiso dei sogni, nel quale si rifugiava, ogni qual volta volesse evadere dalla prigionia virtuale in cui era segregata, dando sfogo alle fantasie più recondite, spesso, fino ad abusarne ossessivamente.

La stessa esistenza di Gertrude infatti viene da alcuni descritta come un "Dramma di volontà": non si sa ancora se Manzoni stesso la considerasse completamente colpevole degli atti oscuri di cui è complice o protagonista, ma sicuramente l'autore la biasima per aver sempre troppo temuto le conseguenze delle proprie azioni per riuscire a prendere una vera decisione sulla sua vita, nonostante le numerose occasioni che il Manzoni le pone sulla strada. Al pensiero di mettersi contro suo padre, per esempio, Gertrude rabbrividisce e continua ad acconsentire passivamente alle richieste del principe; al colloquio con il vicario (incaricato di accertarsi della sincerita' della vocazione della ragazza) considera la possibilita' di confessare l'inesistenza della sua devozione e comunque lascia che la paura continui a guidare la sua strada. E, come scrive il Manzoni: "Un altro sì, e fu monaca per sempre".


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