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Micro e nanotecnologia/Microtecnologia/Etching

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Indice del libro

L' etching (incisione) viene utilizzato nella microfabbricazione per rimuovere chimicamente gli strati dalla superficie di un wafer durante la produzione. L'etching è una fase del processo di fondamentale importanza nella fabbricazione e ogni wafer subisce numerose fasi di etching prima di essere completato.

Una animazione che mostra come possa essere reallizzata una struttura su un film di Rame.

Per molte fasi di etching, una parte del wafer è protetta dall'agente di etching da un materiale mascherante che resiste all'incisione. In alcuni casi, il materiale di mascheratura è un fotoresist modellato mediante fotolitografia. Altre situazioni richiedono una maschera più resistente, come il nitruro di silicio.


Vi sono due tipi di etching:

  • Wet etching (attacco per via umida): è un processo di incisione che utilizza soluzioni liquide (acidi o basi) per rimuovere selettivamente materiale da una superficie solida, come il silicio o i film sottili. Il materiale reagisce chimicamente con il reagente liquido, formando prodotti solubili che si dissolvono nella soluzione. Esistono due principali tipi: isotropico, in cui l’incisione avviene in tutte le direzioni, e anisotropico, in cui è direzionata lungo specifici piani cristallografici (tipica nel silicio con KOH o TMAH). Il processo è semplice, economico e consente un’elevata velocità di rimozione. Tuttavia, offre minore controllo geometrico rispetto al dry etching e può causare undercutting (erosione sotto la maschera). È ampiamente utilizzato nella microelettronica per la pulizia, l’attacco chimico selettivo e la preparazione di superfici. La scelta del reagente dipende dal materiale e dalla selettività richiesta.
  • Dry Etch (attacco a secco): Il dry etching è un processo di rimozione controllata di materiale da una superficie (solitamente semiconduttori o sottili film) senza l’uso di liquidi, ma tramite gas reattivi o energia fisica. Rispetto al wet etching (incisione con acidi o soluzioni liquide), offre una migliore anisotropia (cioè incisioni più direzionali e precise) e una maggiore compatibilità con micro e nanofabbricazione.
    • Plasma Etching: Si basa su un plasma generato da una scarica elettrica. Le specie chimiche attive (ioni, radicali) reagiscono con il materiale della superficie, formando prodotti volatili che vengono poi rimossi. È un processo chimico-fisico: la componente chimica incide il materiale, mentre la componente fisica (bombardamento ionico) favorisce la direzionalità.
    • Laser Etching: Utilizza un laser ad alta intensità per vaporizzare o decomporre termicamente il materiale da rimuovere. Può essere un processo puramente fisico (ablazione) o fotochimico, se la radiazione induce reazioni chimiche. Spesso impiegato per microlavorazioni di precisione e incisioni su materiali difficili da trattare con metodi chimici.
    • Chemical Vapor Etching: Variante puramente chimica del dry etching. Un gas reattivo viene fatto fluire sulla superficie e reagisce chimicamente con il materiale da incidere, generando prodotti volatili che si allontanano spontaneamente. Non richiede plasma né laser, solo temperatura controllata.
    • Ion milling: è una tecnica di incisione fisica che utilizza un fascio di ioni ad alta energia, solitamente di argon (Ar⁺), per rimuovere materiale da una superficie. Gli ioni vengono accelerati e diretti verso il campione, dove sputterano atomi dal materiale bersaglio attraverso urti meccanici. Poiché non avvengono reazioni chimiche, il processo è puramente fisico e consente un’elevata precisione. È ideale per incidere materiali duri o chimicamente inerti, come metalli e ossidi. L’angolo d’incidenza del fascio controlla l’anisotropia dell’incisione. Il tasso di rimozione è relativamente basso, ma la qualità superficiale è molto alta. Viene spesso impiegato per definire pattern sottili, lucidare sezioni per microscopia elettronica o rifinire superfici. Lo svantaggio principale è la lentezza e il possibile danneggiamento superficiale da bombardamento ionico.