Micro e nanotecnologia/Microtecnologia/Introduzione alla microtecnologia/Il transistor e i dispositivi integrati
Il transistor è un componente a semiconduttore con tre terminali che consente di controllare il flusso di corrente tra due di essi attraverso una piccola corrente o una tensione applicata al terzo. Grazie a questa caratteristica, può funzionare come amplificatore di segnali o come interruttore elettronico, ed è per questo alla base della stragrande maggioranza dei dispositivi elettronici moderni.

I transistor possono essere realizzati in varie tecnologie, ma la più comune prevede l’uso del silicio come materiale semiconduttore. In particolare, nel tipo chiamato BJT (Transistor a Giunzione Bipolare) la struttura interna è formata da due giunzioni p-n vicine: una tra base ed emettitore, l’altra tra base e collettore. Una piccola corrente iniettata nella base modula una corrente molto più grande tra collettore ed emettitore, permettendo così amplificazione o commutazione del segnale. Il rapporto tra la corrente di collettore e quella di base (detto β) è un parametro fondamentale. Il BJT può operare in più modalità, a seconda della polarizzazione delle giunzioni: interdizione (trascurabile conduzione), regione attiva (amplificazione) e saturazione (interruttore chiuso).

Un’altra famiglia molto diffusa è quella dei transistor ad effetto di campo (FET): in questi dispositivi, la conduzione è controllata da una tensione (non da una corrente), applicata ad un terminale detto gate, mentre i terminali che trasportano la corrente sono source e drain. Il più comune tra questi è il MOSFET (Metal-Oxide-Semiconductor): grazie alla sua struttura — con un gate isolato rispetto al canale — offre alta impedenza di ingresso, basso consumo e elevata efficienza nel commutare segnali, caratteristiche che lo rendono molto adatto per applicazioni digitali e di potenza. In un MOSFET, quando la tensione applicata al gate supera una soglia, si forma un canale conduttivo tra source e drain, permettendo il flusso di corrente: è come aprire un rubinetto elettronico.
Il transistor ha rivoluzionato l’elettronica: ha permesso di sostituire le valvole termoioniche — ingombranti, fragili e con limitata durata — con dispositivi solidi, miniaturizzabili, affidabili e molto più efficienti. Grazie ai transistor è possibile costruire componenti elettronici molto complessi su scala microscopica: amplificatori, porte logiche, memorie, microprocessori, digital signal processors (DSP) e praticamente ogni dispositivo elettronico moderno dipende da loro.
Per le applicazioni di potenza va anche menzionato l’Insulated Gate Bipolar Transistor (IGBT): è un dispositivo elettronico che unisce le caratteristiche del MOSFET e del transistor bipolare. Si controlla tramite una tensione applicata al gate isolato, che permette una conduzione efficiente della corrente. È molto usato negli inverter, nei sistemi di trazione elettrica e negli alimentatori ad alta potenza. Offre basse perdite di conduzione e una buona velocità di commutazione. Grazie a queste qualità, è uno dei componenti fondamentali nell’elettronica di potenza moderna.
I principali tipi di transistor sono BJT e FET (inclusi MOSFET e altre varianti). I BJT sono spesso utilizzati in applicazioni analogiche o dove servono guadagni di corrente e buon comportamento in linearità; i FET/MOSFET sono preferiti per circuiti integrati, logica digitale, commutazione rapida e gestione di potenza. La scelta del tipo dipende dai requisiti di tensione, corrente, velocità, impedenza di ingresso e dissipazione.
| Tipo / famiglia | Terminali | Principio di controllo | Caratteristiche principali | Applicazioni tipiche |
|---|---|---|---|---|
| BJT (NPN / PNP) | Base, Collettore, Emettitore | Corrente di base | Guadagno di corrente, buon comportamento analogico | Amplificatori analogici, circuiti audio, stadi lineari |
| JFET | Gate, Source, Drain | Tensione di gate | Alta impedenza di ingresso, basso consumo, media velocità di commutazione | Amplificatori a basso rumore, circuiti analogici di precisione |
| MOSFET | Gate, Source, Drain | Tensione di gate | Altissima impedenza di ingresso, bassissimo consumo, alta velocità di commutazione | Logica digitale, alimentazioni switching, microelettronica, potenza |
| IGBT | Gate, Collector, Emitter | Tensione | Conduzione di correnti/tensioni elevate | Controllo motori, inverter, regolazione potenza, elettronica di potenza |
Un circuito integrato è un dispositivo elettronico in cui un numero molto elevato di componenti — transistor, resistori, condensatori, diodi e interconnessioni — viene realizzato sulla stessa porzione di materiale semiconduttore, tipicamente un wafer di silicio. Questa integrazione permette di ottenere dispositivi molto più compatti, veloci, economici e affidabili rispetto ai circuiti costruiti con componenti discreti.
L’invenzione dei circuiti integrati (fine anni ’50) ha segnato l’inizio della microelettronica moderna ed è alla base di tutta la tecnologia digitale: computer, microprocessori, memorie, smartphone, sistemi di controllo, sensori intelligenti e apparecchiature elettroniche di ogni tipo.
Si chiamano integrati perché i componenti non sono più montati uno per uno su schede separate, ma fusi insieme in un unico chip. In pratica il materiale semiconduttore funge da substrato e i vari componenti vengono realizzati fisicamente nel silicio tramite drogaggio, ossidazione, deposizione e litografia; le connessioni tra i componenti sono micro-conduttori metallici depositati a strati. In questo modo, un chip delle dimensioni di pochi mm quadrati può contenere da qualche decina a decine di miliardi di transistor.
I vantaggi principali dei circuiti integrati sono: la riduzione delle dimensioni invece di un circuito grande come un libro si passa a un chip millimetrico; un minore consumo energetico poichè i transistor ravvicinati richiedono meno corrente per commutare; maggiore velocità in quanto le connessioni interne sono molto più corte e di conseguenza hanno un minore ritardo; maggiore affidabilità in quanto vi sono poche saldature e connessioni di conseguenza sono rari guasti; riduzione dei costi grazie alla produzione simultanea di milioni di chip per wafer (economia di scala).
I circuiti integrati possono essere classificati in vari modi: per funzione, per tecnologia di realizzazione, per grado di integrazione.
Brevemente la classificazione dei circuiti integrati classificati in base alla funzione: circuiti analogici (amplificatori operazionali, filtri, regolatori di tensione, sensori integrati; circuiti digitali (porte logiche, flip-flop, microprocessori, microcontrollori, processori di segnale digitale, unità di elaborazione grafica); circuiti misti analogici/digitali ( convertitori analogico digitale, convertitori digitale analogico, system on a chip.
Oggi la tecnologia dominante è basata sui MOS — specialmente nella variante CMOS — perché permette sia bassi consumi che elevata densità di integrazione, assieme ad una alta velocità che la rende compatibile con la microelettronica moderna e la scalabilità nanometrica. Nella elettronica analogica di precisione viene ancora usata la tecnologia BJT. Esistono tecnologie di nicchia che integrano BJT e MOS come anche semiconduttori diversi dal silicio.
Via via che la complessità dei circuiti è cambiata si è passati da Small-Scale Integration (SSI) negli anni '50 con appena una decina di transistor per chip (ancora usata nelle porte logiche), all'attuale Ultra-Large Scale Integration (ULSI) con più di un miliardo di transistor (Il termine ULSI è stato usato soprattutto negli anni ’80-’90, quando si superavano i limiti del VLSI). In pratica, ULSI è stato un passaggio storico nella classificazione, ma oggi è meno usato perché le densità hanno superato di gran lunga quella scala.
| Categoria | Numero di componenti | Esempio |
|---|---|---|
| SSI (Small Scale Integration) | < 100 | porte logiche |
| MSI (Medium) | 100–1.000 | contatori, registri |
| LSI (Large) | 1.000–10.000 | primi microprocessori |
| VLSI (Very Large) | 104–108 | CPU anni ’90–2000 |
| ULSI (Ultra Large) | > 108 | CPU moderne |
| More-than-Moore | > 109 | SoC, GPU, acceleratori di AI |
I circuiti integrati sono il cuore di tutta l’elettronica moderna, senza di loro non esisterebbero la maggior parte delle innovazioni tecnologiche dei nostri tempi. La microelettronica e la nanotecnologia avanzano proprio grazie alla capacità di integrare funzionalità sempre più complesse su aree sempre più piccole.
BIBLIOGRAFIA
[modifica | modifica sorgente]- S. M. Sze; Semiconductor Devices: Physics and Technology; Wiley, 2ª ed., (2001).
- A. Sedra ed al.; Microelectronic circuits 8th edition; Oxford University Press (2011).