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Micro e nanotecnologia/Microtecnologia/Film sottili/Deposizione con cannone elettronico

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Indice del libro

Deposizione con cannone elettronico

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La tecnica di deposizione con cannone elettronico consiste nell’evaporazione di un materiale sorgente mediante bombardamento con un fascio di elettroni ad alta energia, all’interno di una camera a vuoto, e nella successiva condensazione del materiale sul substrato da rivestire.

Principio di funzionamento

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All’interno della camera a vuoto un filamento caldo emette un grande flusso di elettroni (anche dell’ordine dell’Amperè). Questi elettroni vengono accelerati tra il filamento (catodo) e un’anodo con una tensione elevata (tipicamente da ~~3 kV a 30 kV). Il fascio di elettroni viene generalmente deviato (ad esempio di ~270°) tramite un opportuno campo magnetico, in modo da evitare che gli elettroni depositino particelle sul filamento stesso e per indirizzare il fascio verso il materiale da evaporare. Il materiale sorgente (solido a temperatura ambiente) è contenuto in un crogiolo di grafite — materiale scelto per la sua elevata temperatura di fusione — inserito in un dissipatore di rame attraversato da un raffreddamento ad acqua. Gli elettroni colpiscono il materiale sorgente, trasferendo la loro energia cinetica e riscaldando localmente il materiale fino alla fusione/evaporazione/sublimazione. Il vapore generato si condensa sul substrato, formando il film sottile desiderato. Allo stesso tempo, il fascio di elettroni può essere messo in rotazione o deviato continuamente per evitare fenomeni locali di eccessivo riscaldamento — per esempio, per materiali che sublimano come il cromo, onde evitare che si formi un foro nel crogiolo e si buchi il supporto di rame.

Vantaggi della tecnica

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  • Permette velocità di deposizione elevate rispetto all’evaporazione termica convenzionale.
  • I film depositati sono meno contaminati rispetto alla semplice evaporazione termica, perché il crogiolo rimane a temperatura relativamente più bassa, riducendo la contaminazione dovuta al materiale del crogiolo stesso.
  • È abbastanza flessibile: consente l’evaporazione di quasi qualsiasi elemento solido a temperatura ambiente.

Aspetti critici

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  • Il fascio di elettroni ad alta energia può generare radiazione ultravioletta e raggi X sotto vuoto, che possono danneggiare gli strati sottostanti.
  • Poiché la sorgente e il substrato sono spesso distanti (decine di centimetri), solo una frazione del materiale evaporato raggiunge effettivamente il substrato: questo determina uno spreco significativo di materiale, rendendo la tecnica poco efficiente per produzioni su larga scala dove il costo del materiale è rilevante.
  • La tecnica richiede una camere a vuoto di buona qualità, un controllo preciso del fascio elettronico (magneti di deviazione/focalizzazione), e un sistema di raffreddamento adeguato per evitare danni al crogiolo e al supporto.

Applicazioni tipiche

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  • Deposizione di film metallici o di rivestimenti sottili di materiali difficili da evaporare termicamente.
  • Uso nei laboratori di ricerca e di prototipazione, grazie alla flessibilità della tecnica.
  • Piattaforme di micro- e nano-fabbricazione dove sono richiesti film sottili con buon controllo dello spessore e bassi livelli di contaminazione.

Schema e componenti principali

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Schema di un cannone elettronico
  • Filamento emettitore di elettroni (catodo).
  • Anodo con alta tensione di accelerazione (3 kV – 30 kV).
  • Sistema di deviazione/focalizzazione del fascio (magneti, spesso quadrupolari).
  • Crogiolo in grafite contenente il materiale sorgente.
  • Dissipatore in rame con raffreddamento ad acqua.
  • Substrato posizionato a distanza dalla sorgente, all’interno della camera a vuoto.
  • Camera a vuoto e pompe associate.

Osservazioni generali

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  • Le tecniche PVD (Physical Vapor Deposition) (cannone elettronico, evaporazione termica, sputtering) si basano su processi fisici: il materiale passa dallo stato solido a quello di vapore.
  • La CVD, invece, è una tecnica chimica in cui il film si forma per reazione di gas precursori.
  • L’evaporazione con cannone elettronico combina l’elevata purezza della PVD con la possibilità di evaporare materiali ad alta temperatura di fusione.
  • Lo sputtering produce film molto aderenti e uniformi, ma a velocità inferiori rispetto all’evaporazione.
  • La CVD è ideale quando è richiesta una copertura uniforme anche su strutture tridimensionali o con geometrie complesse.

Confronto tra tecniche di deposizione di film sottili

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La seguente tabella confronta la deposizione con cannone elettronico con altre tecniche comunemente utilizzate per la produzione di film sottili: evaporazione termica resistiva, sputtering e CVD (Chemical Vapor Deposition).

Tabella comparativa tra principali tecniche di deposizione
Tecnica Tipo di processo Energia fornita al materiale Materiali depositabili Qualità del film Velocità di deposizione Temperatura del substrato Vuoto richiesto Contaminazione tipica Costo complessità dell’impianto
Evaporazione con cannone elettronico [1] Fisico (PVD) Bombardamento con fascio di elettroni (3–30 kV) Quasi tutti i materiali solidi (metalli, ossidi, semiconduttori) Alta purezza, buona adesione, film densi Medio-alta Bassa (substrato a temperatura ambiente) 10⁻⁵ – 10⁻⁷ mbar Molto bassa (crogiolo freddo) Medio-alto
Evaporazione termica resistiva[2] Fisico (PVD) Riscaldamento resistivo di un filamento o barchetta di tungsteno Metalli e materiali a bassa T di fusione (Al, Au, Ag, Pb) Purezza discreta, film meno omogenei Alta Bassa ~10⁻⁵ mbar Media (contaminazione dal filamento) Basso
Sputtering[3] Fisico (PVD) Bombardamento del target con ioni (plasma di Ar) Ampia gamma: metalli, ossidi, nitruri, semiconduttori Alta densità, buona uniformità, adesione eccellente Bassa-media Medio-alta (substrato spesso riscaldato) 10⁻³ – 10⁻⁵ mbar Molto bassa Medio
CVD (Chemical Vapor Deposition)[4] Chimico Reazioni chimiche in fase vapore (spesso termicamente attivate) Materiali metallici, ossidi, nitruri, semiconduttori Eccellente purezza e conformalità (ricopre superfici complesse) Medio Alta (300 – 1100 °C) 10⁻² – 10⁻⁴ mbar (varia) Dipende dai precursori Alto
  1. Laboratori di ricerca, rivestimenti ottici, micro- e nano-fabbricazione
  2. Deposizione semplice e veloce di metalli, metallizzazione di contatti
  3. Industria microelettronica, rivestimenti duri e conduttivi, strati funzionali
  4. Deposizione di SiO₂, Si₃N₄, TiN, grafene, film per microelettronica e MEMS


Bibliografia

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  • Zhongping Wang and Zengming Zhang,Electron beam evaporation deposition,(2016) Advanced nano deposition methods, pp. 33-58.

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