Taumaturgia messianica/Capitolo 31

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
Indice del libro

La Trasfigurazione (Matteo 17:1-8)[modifica]

La storia della trasfigurazione coinvolge diversi elementi miracolosi: il volto e le vesti di Gesù si illuminarono; Apparvero Mosè ed Elia; una luminosa nube di teofania li adombrava; e una voce venne dal cielo. Ecco il racconto in Matteo 17:1-8:

« Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: "Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo". All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: "Alzatevi e non temete". Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. »
(Matteo 17:1-8)

Significato della Trafigurazione[modifica]

La trasfigurazione ha diverse caratteristiche importanti: lo splendore di Gesù, l'apparizione di Mosè ed Elia, e la voce dal cielo. L'aspetto luminoso di Gesù prefigura la gloria che ricevette dopo la sua risurrezione. Infatti, sia prima che dopo il brano sulla trasfigurazione, vengono passi in cui Gesù predice la sua morte e risurrezione:

« Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. »
(Matteo 16:21)
« E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: "Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti". »
(Matteo 17:9)
« Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, l'hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro. »
(Matteo 17:12)

Così la trasfigurazione ha un legame diretto con la glorificazione di Gesù, che è legata al significato della sua risurrezione.

Si noti poi Matteo 16:28: "In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno". Alcuni interpreti vedono nella trasfigurazione il compimento di questa profezia, perché durante la trasfigurazione Pietro, Giacomo e Giovanni vedono, a titolo di prefigurazione, la gloria del Figlio dell'Uomo. Questa gloria esprime la sua autorità di Re nel regno che verrà, soprattutto attraverso la sua risurrezione. Altri vedono compimento nella stessa risurrezione di Gesù. Altri ancora vedono compimento nella caduta di Gerusalemme, che in effetti costituisce un effetto visibile della venuta del regno del Figlio dell'Uomo in giudizio (cfr. Matteo 24:27.30, che io interpreto come due stadi di compimento: la caduta di Gerusalemme e la seconda venuta). Alla luce del ruolo centrale della risurrezione di Cristo, ha senso vedervi il primo compimento. Ma è anche appropriato che la trasfigurazione, avvenuta poco dopo la predizione di Gesù in Matteo 16:28, funga da indicatore di quell'adempimento più lontano.

Dovremmo inoltre considerare il significato della voce dal cielo:

« Ed ecco una voce che diceva: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo". »
(Matteo 17:5)

Il messaggio qui è simile al messaggio di Dio al battesimo di Gesù (Matteo 3:17). La voce alla trasfigurazione pronuncia le parole aggiuntive: "Ascoltatelo". Quell'aggiunta ha legami con la conversazione che Gesù ebbe con Mosè ed Elia: "Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui" (Matteo 17:3). Mosè ed Elia erano due grandi figure dell'Antico Testamento. Sia Mosè che Elia ebbero incontri con Dio sul Monte Sinai (chiamato anche "Oreb": Esodo 19:19-25; 1 Re 19:8-18). Matteo 17 indica che la trasfigurazione avvenne su "un alto monte" (v. 1). La venuta della nuvola e la voce dalla nuvola simboleggiano la discesa dal cielo e la voce di Dio che parla dal cielo, che è simile alla voce di Dio dal Monte Sinai, a Mosè e poi a Elia. Ma la voce alla trasfigurazione aggiunge: "Ascoltatelo". Tale messaggio implica che Gesù è il profeta ultimo il cui ministero adempie e porta al culmine i precedenti ministeri di Mosè ed Elia.

Gesù ebbe molto da insegnare durante la sua vita terrena. Sembra che il Vangelo di Matteo sia organizzato per evidenziare il suo insegnamento. Ci sono cinque cospicui blocchi di testo che contengono i suoi insegnamenti: il Discorso della Montagna (Matteo 5-7), la missione dei Dodici (Matteo 10), una raccolta di parabole (Matteo 13), istruzioni relative alla vita comunitaria (Matteo 18), e un insegnamento di tipo più predittivo (Matteo 21-25). La voce durante la trasfigurazione implica che dovremmo ascoltarlo in tutti questi passi. Quindi, Matteo 28:19-20 porta avanti la situazione facendo riferimento a questo insegnamento e indicando che i discepoli dovrebbero diffonderlo alle nazioni:

« Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. »
(Matteo 28:19-20)

Questa istruzione ha il suo fondamento sull'autorità data a Gesù nella sua risurrezione (Matteo 28:18). Così lo splendore della luce nella trasfigurazione, anticipando la risurrezione di Gesù, va di pari passo con la voce che ci dice di ascoltarlo. Entrambi additano la nuova fase del regno di Dio inaugurata dalla risurrezione di Gesù. Questa nuova fase continua poi a svolgersi attraverso la diffusione del vangelo e il discepolato delle nazioni.

Mosè ed Elia[modifica]

Possiamo anche notare il significato dell'apparizione di Mosè ed Elia. Sono entrambi profeti e la loro opera profetica punta a Gesù come profeta finale. Ma inoltre, è significativo che siano vivi: il loro aspetto testimonia la loro vita continua alla presenza di Dio. Elia fu portato in cielo senza passare attraverso la morte (2 Re 2:11). Mosè morì (Deuteronomio 34:5). L'aspetto di entrambi dimostra che sono vivi secondo lo spirito. Dio "non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per Lui" (Luca 20:38). L'apparizione di Mosè ed Elia conferma dunque la potenza vivificante di Dio, che opera per coloro che sono Suoi. Conferma la promessa della risurrezione corporea dei santi. Rafforza così gli altri legami in Matteo 17:1-8 con la risurrezione di Cristo. La risurrezione di Cristo è la primizia della risurrezione dei santi (1 Corinzi 15:23):

« Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. »

Possiamo riassumere il significato della trasfigurazione usando il Triangolo di Clowney (cfr. fig. 45).

Applicazione[modifica]

Quali applicazioni può avere questo miracolo nella nostra vita? La risposta appropriata alla manifestazione della gloria di Gesù è apprezzare la sua gloria e riporre la nostra fiducia in lui. E quando comprendiamo la magnificenza, la profondità e la portata di ciò che Gesù ha compiuto nella sua morte e risurrezione, cresciamo nella fede. Rispondiamo con lode e glorifichiamo il suo nome.

Giovanni Bellini - Trasfigurazione di Cristo.jpg
Ingrandisci
La Trasfigurazione di Cristo, di Giovanni Bellini (1485)
Searchtool.svg Per approfondire, vedi Noli me tangere, Gesù e il problema di una vita, Un fico secco e Serie cristologica.