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Italiano/Punteggiatura

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Indice del libro

Obiettivi di apprendimento

  • Comprendere le funzioni della punteggiatura
  • Sapere distinguere i diversi segni di interpunteggiatura e saperli usare correttamente

In una pagina scritta, il flusso delle parole è scandito da particolari segni grafici, detti segni di punteggiatura o interpunzione. La loro funzione è di agevolare la lettura, evidenziando la struttura del testo e le sue parti, ma anche chiarendo le sfumature espressive di quello che c'è scritto. La punteggiatura fornisce infatti informazioni sul tono con cui una frase deve essere letta e inserisce pause di diversa intensità.

In questo modulo studieremo i vari segni di interpunzione della lingua italiana, analizzando le funzioni di ciascuno.

Il punto (detto anche punto fermo) indica una pausa forte. Lo si incontra solitamente alla fine di una frase, e indica che quella frase è conclusa e che la successiva è una frase diversa. In genere, la parola che segue dopo il punto ha l'iniziale maiuscola.

Il punto però si può impiegare anche per marcare le abbreviazioni, come per esempio:

pag. (= pagina), ecc. (= eccetera), cfr. (= confronta)

A volte lo si trova anche nelle sigle, anche se questo uso è oggi poco frequente:

O.N.U. (oggi però si preferisce scrivere ONU, senza punti)

Se l'abbreviazione si trova alla fine della frase, il punto non si ripete.

La virgola indica una pausa di breve lunghezza. È il segno di punteggiatura più usato nella lingua italiana, quello più versatile da punto di vista espressivo e quello che ammette gli impieghi più vari.

Anzitutto viene usata negli elenchi:

Devi comprare: latte, olio, farina e uova.

oppure per collegare due frasi per asindeto, cioè senza la congiunzione e:

Camminaco sovrapensiero, non mi sono accorto di essere arrivato.

per isolare un inciso:

L'amico di Laura, un ragazzo poco simpatico, se n'è andato quasi subito.

per isolare il nome di una persona a cui ci si rivolge:

Marica, puoi venire qui per favore?

Punto e virgola

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Il punto e virgola indica una pausa di media lunghezza, più breve del punto ma più lunga della virgola. Viene usato all'interno di un periodo per dividere le frasi, nei casi in cui non ci sia un tale stacco logico da richiedere il punto.

I suoi modelli prediletti erano il Foscolo e il Giusti; li adorava veramente e li saccheggiava entrambi, perchè l’ingegno suo, entusiasta e satirico a un tempo, non era capace di crearsi una forma propria, aveva bisogno d’imitare. (Antonio Fogazzaro, Piccolo mondo antico)

Talvolta si può trovare il punto e virgola, invece della virgola, in elenchi particolarmente complessi, i cui elementi sono frasi.

Poteva scegliere fra due vie: o salire da Pregassona il versante svizzero del Boglia, toccar l’Alpe della Bolla, attraversare il Pian Biscagno e il gran bosco dei faggi, uscirne sul ciglio del versante lombardo, al faggio della Madonnina, calare ad Albogasio Superiore e Oria; o prendere la comoda via di Gandria verso il lago, e poi il sentiero malvagio e rischioso che da Gandria, ultimo villaggio svizzero, taglia la costa ertissima, passa il confine a un centinaio di metri sopra il lago, porta alla cascina di Origa, cala nei burroni della Val Malghera e ne risale alla cascina di Rooch, vi trova la stradicciuola selciata che passa sopra il Niscioree e discende a Oria. (Antonio Fogazzaro, Piccolo mondo antico)

I due punti indicano una pausa breve e vengono usati per introdurre un elenco

Devi comprare: latte, olio, farina e uova.

una citazione

Come disse Unamuno: «Chi impone la fede a un altro con la spada, quello che cerca di convincere è sé stesso».

un discorso diretto

Si alzò dal canapè all’entrar della Carlotta e disse placidamente: «Buona notte.» (Antonio Fogazzaro, Piccolo mondo antico)

una spiegazione

Rimprovero, dolore, passione: tutto questo era nel suo richiamo. (Antonio Fogazzaro, Piccolo mondo antico)

Punto esclamativo e punto interrogativo

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Questi due segni hanno una funzione marcatamente espressiva.

Il punto esclamativo indica che la frase deve essere letta con un'intonazione discendente, che può esprimere meraviglia:

Che gioia vederti!

dolore e rammarico:

Non sono riuscito ad arrivare in tempo!

oppure ancora un ordine perentorio:

Scendi subito!

Il punto interrogativo indica invece che la frase è una domanda diretta, che quindi deve essere letta con un tono ascendente:

Quando arriva la nonna?

Talvolta, soprattutto nei fumetti, si possono trovare insieme un punto esclamativo e uno interrogativo, per esprimere incredulità:

Mi stai dicendo che hai perso il biglietto?!

In genere, la parola che segue il punto esclamativo o il punto interrogativo ha l'iniziale maiuscola.

Punti di sospensione

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I punti di sospensione, che devono essere sempre tre e non di più, indicano che la frase è lasciata in sospeso, confidando nel fatto che il lettore sarà in grado di completarne il senso:

Pensavo che Andrea sarebbe arrivato in orario... (sottinteso: invece è in ritardo)

Talvolta si usa anche nelle citazione per indicare omissioni.

Parentesi e lineette

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Le parentesi servono per isolare un inciso all'interno di una frase, che ha lo scopo di fornire informazioni aggiuntive:

Cleopatra apparteneva all'antica famiglia dei Tolomei (o Lagidi) ed era quindi discendente del diadoco Tolomeo I Sotere.

Anche le lineette possono essere usati per isolare un inciso.

Se arriveremo in tempo - ma non credo che succederà - riusciremo a trovare dei posti liberi.

Le lineette inoltre possono introdurre un discorso diretto (in questo caso sostituiscono le virgolette):

- Buongiorno - salutò il professore.

In italiano esistono due tipi di virgolette:

  • le virgolette basse «»
  • le virgolette alte “ ”

Entrambe possono essere usate per indicare un discorso diretto:

«Buongiorno» salutò il professore.

Oppure per marcare una citazione:

Come disse Unamuno: «Chi impone la fede a un altro con la spada, quello che cerca di convincere è sé stesso».

Per segnalare che una parola è usata in senso figurato:

È stato uno sciopero “a singhiozzo”.