LibreOffice Writer/Stili e modelli in Writer

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A. Introduzione
PrefazioneLibreOffice Writer/Prefazione
Nozioni GeneraliLibreOffice Writer/Nozioni Generali
B. Gli strumenti base
  1. Configurare l'interfaccia di LibreOfficeLibreOffice Writer/Configurare l'interfaccia di LibreOffice
  2. Commenti e controllo delle versioniLibreOffice Writer/Commenti e controllo delle versioni
  3. Stili e modelli in WriterLibreOffice Writer/Stili e modelli in Writer
  4. Numerare le pagine: gli stili di paginaLibreOffice Writer/Numerare le pagine: gli stili di pagina
  5. Organizzare e numerare i capitoliLibreOffice Writer/Organizzare e numerare i capitoli
  6. Immagini incorporate e collegateLibreOffice Writer/Immagini incorporate e collegate
C. Dare forma al contenuto
  1. Configurare l'indice generaleLibreOffice Writer/Configurare l'indice generale
  2. Elenchi numerati e puntatiLibreOffice Writer/Elenchi numerati e puntati
  3. Note a piè di pagina e note di chiusuraLibreOffice Writer/Note a piè di pagina e note di chiusura
  4. Le sezioniLibreOffice Writer/Le sezioni
  5. Testo in colonneLibreOffice Writer/Testo in colonne
  6. Usare le tabelle in WriterLibreOffice Writer/Usare le tabelle in Writer
  7. Le corniciLibreOffice Writer/Le cornici
  8. Correzione automatica e testo automaticoLibreOffice Writer/Correzione automatica e testo automatico
D. Strumenti avanzati
  1. Il navigatoreLibreOffice Writer/Il navigatore
  2. Campi, riferimenti incrociati e affiniLibreOffice Writer/Campi, riferimenti incrociati e affini
  3. Il database bibliograficoLibreOffice Writer/Il database bibliografico
  4. Introduzione ai documenti masterLibreOffice Writer/Introduzione ai documenti master
  5. MathLibreOffice Writer/Math
  6. DrawLibreOffice Writer/Draw
  7. Presentare dati graficamente: ChartLibreOffice Writer/Presentare dati graficamente: Chart
  8. Trovare e sostituire: le espressioni regolariLibreOffice Writer/Trovare e sostituire: le espressioni regolari
  9. Automatizzare processi: il registratore di macroLibreOffice Writer/Automatizzare processi: il registratore di macro
  10. Conformità registroLibreOffice Writer/Conformità registro
  11. Proprietà tipografiche avanzateLibreOffice Writer/Proprietà tipografiche avanzate
  12. EstensioniLibreOffice Writer/Estensioni
  13. Configurare la correzione ortograficaLibreOffice Writer/Configurare la correzione ortografica
  14. Writer, PDF e le immagini vettorialiLibreOffice Writer/Writer, PDF e le immagini vettoriali
E. Problemi e soluzioni
  1. Problemi sempliciLibreOffice Writer/Problemi semplici
  2. Problemi mediLibreOffice Writer/Problemi medi
  3. Problemi difficiliLibreOffice Writer/Problemi difficili
F. Appendice
Esempi e temi variLibreOffice Writer/Esempi e temi vari

La caratteristica più notevole di Writer è l'utilizzo degli stili. Capire come utilizzare gli stili significa capire come si utilizza Writer, risparmiando così lavoro e tempo.

Nelle pagine precedenti è stata presentata l'idea che sta dietro il concetto di «stile»: separare i diversi elementi del nostro documento in accordo con la loro «funzione» (dire, questo paragrafo è un titolo di capitolo, quest'altro una nota, questi altri formano il corpo del testo, questa pagina sarà la prima in ogni capitolo, queste le seguenti...) e definire in un altro posto la formattazione di ognuno di questi elementi (la prima pagina di ogni capitolo deve avere questi margini, le seguenti questi altri e un piè con il numero della pagina centrato, i titoli d'ogni capitolo devono avere questo formato, il corpo del testo quest'altro).

Tutte le definizioni degli stili si realizzano tramite l'editore di stili e formattazione al quale si accede dalla scheda corrispondente nella barra laterale oppure premendo F11 (Figura 11).

Nelle seguenti sezioni inizieremo ad approfondire ogni tipo di stile particolare e vedremo come creare (e modificare) questi stili.

Alcuni degli argomenti saranno presentati soltanto in forma superficiale in questo capitolo dato che per la loro importanza richiederà capitoli propri. Esempi di questo sono il «registro di pagina», gli stili di cornice, eccetera, che saranno visti più avanti.

Tipi di stile[modifica]

Figura 11: L'editore di stili e formattazione

In Writer quasi tutto può essere associato a uno stile. Ci sono stili di paragrafo, di carattere, di cornice, di pagina (discussi nel prossimo capitolo) e di elenchi. Lo strumento per gestire gli stili si chiama editore di stili e formattazione e si può vedere nella Figura 11. Come commentato in precedenza questo strumento è disponibile come uno dei pannelli della barra laterale ed è accessibile premendo F11 (oppure con Stili → Stili e formattazione).

Nella parte superiore dell'editore di stili e formattazione c'è una serie di bottoni: le categorie degli stili appena nominate sono classificate con i cinque primi bottoni che si trovano a sinistra. Per ogni categoria si ha una lista degli stili disponibili la quale può essere «filtrata» con il menù a tendina della parte inferiore (già si vedrà cosa vuol dire «gerarchico»). Con un doppio clic sul nome di uno stile della lista questo verrà applicato nella posizione del cursore.

Per applicare uno stile si può anche utilizzare il primo dei due bottoni a destra, il chiamato «Modo riempimento»: il cursore diventa una sorta di «tanica di pittura» che ci permetterà di «pitturare » lo stile scelto su di una porzione di testo. Questo risulta particolarmente utile all'applicare stili di carattere. Per uscire di questa funzione e sufficiente premere ESC.

Se si utilizza la «tanica di pittura» e si preme il tasto destro del mouse, l'ultimo cambio effettuato sarà annullato.

L'ultimo bottone a destra ci permette di definire (o aggiornare) stili a partire dal testo formattato manualmente, ma siccome qui siamo nemici acerrimi della formattazione diretta quest'opzione non verrà utilizzata.

Stili di paragrafo e carattere[modifica]

Figura 12: Modifcare lo stile di paragrafo «Titolo 1»

Come indicato dal loro nome, gli stili di paragrafo si applicano a paragrafi completi, dove per paragrafo s'intende il testo tra due INVIO consecutivi (le «interruzioni di linea» prodotte con MAIUS+INVIO non sono considerate come inizio di un nuovo paragrafo), mentre gli stili di carattere si applicano a piccole selezioni all'interno di un paragrafo o a elementi determinati quali i numeri dei capitoli o gli elenchi numerati, voci nell'indice, eccetera (torneremo su queste cose più avanti).

Con un clic destro su, per esempio, uno stile di paragrafo nell'editore di stili e formattazione e scegliendo Cambia ci troviamo di fronte a un quadro di dialogo separato in diverse schede nelle quali si possono definire tutte le caratteristiche dello stile considerato (Figura 12): font, rientri, spazi, allineamento, lingua (esatto, possiamo avere diverse lingue impostate per diversi stili di paragrafo o carattere: più informazione nel capitolo D.13 a pagina 261)...

La caratteristica che voglio sottolineare è nella scheda Gestione: negli stili di paragrafo non solo risulta possibile definire il nome dello stile ma anche (e principalmente) quale sarà lo stile che viene dopo.

Questo risulta di grande importanza: è possibile definire una «sequenza» di stili in forma tale che uno segua automaticamente l'altro. Per esempio, se si applica lo stile di paragrafo «Titolo 1» a un testo e si preme INVIO, Writer automaticamente passerà allo stile «Corpo del testo».

Come si può vedere gli stili non solo danno maggiore consistenza al documento, ci risparmiano anche del lavoro, soprattutto considerando che in Writer è possibile assegnare tasti di scelta rapida per applicare gli stili: in modo predefinito, gli stili «Titolo 1» a «Titolo 5» sono associati a Ctrl+1 ... Ctrl+5 rispettivamente, mentre «Corpo del testo» è assegnato a Ctrl+0. Abbiamo già discusso come impostare i tasti a scelta rapida nel capitolo B.1.

Un altro punto importante della scheda Gestione è l'opzione, presente in quasi tutti i tipi di stile, Ereditato da. Questo permette di avere diversi stili che «dipendono» da uno stile principale formando così un «vincolo» dove uno «stile padre» passa alcune caratteristiche (l'«eredità») a uno o più stili «figli». Per esempio, gli stili «Titolo 1» a «Titolo 10» dipendono dello stile «Titolo» e perciò se si modifica lo stile «Titolo» per cambiare il font questo cambio sarà copiato negli stili «figli» automaticamente. Questa gerarchia di stili, che si mette in evidenza nell'editore di stili e formattazione selezionando il filtro «Gerarchico», fa si che amministrare la struttura dei nostri documenti sia estremamente semplice.

Se nell'editore di stili e formattazione si fa un clic destro su di uno stile esistente e si sceglie Nuovo, lo stile risultante eredita il formato dallo stile sul quale è stato fato il clic destro. Se invece per creare il nuovo stile si fa clic destro su di una regione in bianco lo stile risultante non sarà vincolato a nessun stile particolare.

Quando due stili sono «vincolati» in questo modo, risulta possibile configurare lo stile «figlio» per far sì che la misura del font sia proporzionale a quella dello stile «padre». Questo modo è predefinito per gli stili di paragrafo da Titolo 1 a 10 che hanno una misura del font proporzionale a quella dello stile Titolo. Nella scheda Carattere questo si vede come un valore percentuale nella casella Dimensione: per esempio, il 160% della Figura 12.[1] Se si vuole rompere questa proporzionalità è sufficiente cancellare la percentuale e scrivere la dimensione desiderata: per esempio, 18pt.

In forma analoga, per passare da dimensioni assolute a relative è sufficiente cancellare la dimensione in punti e scrivere la percentuale desiderata.

L'«eredità» di altri elementi risulta più difficile da vedere. Per esempio se nella casella Font entrambi gli stili, padre e figlio, hanno lo stesso nome, si mantiene questo vincolo d'eredità.

La maggior parte delle schede presenti nel modificare uno stile di paragrafo o carattere non necessitano di maggiori spiegazioni, perciò le vedremo velocemente. Le eccezioni a questa semplicità sono le schede Flusso di testo e Struttura e numerazione delle quali parleremo in profondità nei capitoli B.4 e B.5, rispettivamente.

Scheda Gestione

Applicabile anche agli stili di carattere.

Oltre a quanto commentato in precedenza rimane solo da indicare che se lo stile eredita qualche caratteristica da un altro, sotto «Contiene» si trovano gli elementi che differenziano questo stile dallo stile padre. Un altro dettaglio molto confortevole è che a fianco del nome degli stili padre e seguenti c'è un bottone che ci permette di accedere a quegli stili per modificarli rapidamente.

Scheda Rientri e spaziature

Qui si possono determinare i rientri e gli spazi intorno al paragrafo al quale si applica lo stile, oltre a definire l'interlinea. Al di là dell'opzione «Conformità registro» della quale parleremo a pagina 243 e delle opzioni per l'interlinea delle quali parleremo in seguito, gli elementi di questo menù sono molto semplici. Si deve tener presente che è possibile utilizzare valori negativi per i rientri. Più avanti vedremo degli esempi.

Se all'inizio di un paragrafo con rientro di prima riga cancelliamo indietro con il tasto DEL, invece di cancellare l'interruzione paragrafo precedente Writer cancellerà il rientro. Per cancellare l'interruzione di paragrafo e andare alla fne del paragrafo anteriore bisogna premere contemporaneamente Ctrl+DEL.

Un'opzione molto utile in questo menù e quella di «Non aggiungere spazi tra i paragrafi dello stesso stile». Quest'opzione ci permette di configurare uno spazio prima o dopo uno stile di paragrafo che sarà utilizzato soltanto quando l'altro paragrafo sarà di uno stile diverso, riuscendo così ad avere, per esempio, che il corpo del testo sia separato chiaramente del titolo che lo precede, ma che fluisca senza interruzioni tra paragrafi uguali.

Esiste un errore in quest'opzione in LibO fino alla versione 5.2: se il paragrafo è configurato per tenere un'interlinea non standard (ne parliamo in seguito) lo spazio tra i paragraf avrà l'interlinea semplice:

Bug 75221 - "Don't add space between paragraphs of the same style" also ignores line spacing

Ed è questo il motivo per il quale questo libro usa due stili per il corpo del testo. Ma per la 5.3 sarà risolto, evviva!

Writer offre diverse opzioni per l'interlinea. Le tre prime («Singola», «1,5 righe» e «Doppia») sembrano sufficientemente chiare e comprensibili fin quando ci rendiamo conto che non abbiamo la più pallida idea di cosa vuol dire «Singolo»...

La questione non risulta minore e viene da un concetto erroneo di cosa sia (e cosa non sia) la dimensione di un font.

Quando si scelgono i canonici «12 punti» (o 11, o quello che si vuole) nella casella «dimensione» del font in realtà stiamo usando soltanto uno dei parametri possibili che servono a misurare quanto grande sia un font.

Chi sviluppa font oltre a pensare nel classico numero chiamato «dimensione del font» deve preoccuparsi da definire il MBOX, il Xhight e altre cose alquanto strane... tra le quali si trova l'interlinea predefinita.

Figura 13: Diferenza nell'interlinea singola fra GentiumPlus e GentiumPlus Compact

Nelle due colonne di testo della Figura 13 risulta evidente che non ci sono differenze tra i caratteri tipografici al di là dell'interlinea, la quale è definita come semplice in entrambi i paragrafi. Il font utilizzato nella colonna di sinistra si chiama Gentium Plus mentre quello a destra è Gentium Plus Compact: entrambi i font sono realizzati da SIL international e l'unica differenza è l'interlinea predefinita, che nella versione compact è stata deliberatamente ridotta da chi ha sviluppato il font.

Dunque, la risposta alla domanda «cosa vuol dire interlinea semplice» è «quello che ha voluto chi ha sviluppato il font»: la distanza dell'interlinea semplice è una caratteristica definita dal font, non è sotto il controllo di Writer.

Un font di, diciamo, 12 punti[2] può occupare più di 14 per lasciare spazio agli accenti e altre «decorazioni». Di solito l'interlinea predefinita è intorno al 120% della dimensione del font, ma ci sono font come Sukhumala dove la differenza può andare a un 130%.

Dalla versione 4.2 LibO Writer «arrotonda» l'interlinea dei paragraf a valori interi in punti (pt). Questo vuol dire che se l'interlinea predefinita nel font (o quella definita dall'utente con l'opzione Fisso) è di 14,1 pt o 14.3 pt, Writer userà 14 pt mentre se l'interlinea è di 14,5 pt Writer userà 15 pt.

Bug 98967 - Paragraph "Fixed" line spacings using Point units are incorrectly being rounded--unable to set spacing to tenths or hundredths of a Point precision

Delle altre opzioni di interlinea, Proporzionale si riferisce a «proporzionale al valore dell'interlinea semplice»: cioè, proporzionale del 100% è uguale all'interlinea semplice. In questa opzione è possibile utilizzare valori minori al 100% per ottenere un testo più compatto.

L'opzione Almeno si riferisce ad «almeno questa distanza»: se si fissano valori minori dell'interlinea semplice nulla cambierà.

L'opzione Iniziale parte anche dell'interlinea semplice: il valore configurato viene aggiunto al valore dell'interlinea semplice. Cioè, se l'interlinea semplice è di 0,5 cm e si configura quest'opzione in 0,1 cm, si avrà un interlinea di 0,6 cm.

L'opzione Fisso dà un interlinea costante per tutto il testo, indipendentemente del contenuto (per esempio, se si ha un carattere più grande o un'immagine ancorata «come carattere» l'interlinea non varierà e il carattere o l'immagine potrebbero finire «tagliati»). Qui è anche possibile definire una distanza minore di quella dell'interlinea semplice.

Anche se Writer presenta tuti i valori nelle unità definite per tuto il programma in Strumenti → Opzioni → LibreOffice Writer → Generale (per esempio, centimetri) è possibile inserire il valore che si vuole in qualsiasi unità. Per esempio se per l'opzione Fisso se s'inserisce 15pt Writer capirà senza problemi quello che riceve e lo trasformerà automaticamente in 0,53 ocm.

Figura 14: Allineamento «testo a testo»

Scheda Allineamento

Gli elementi più caratteristici di questo menù sono la possibilità di scegliere individualmente l'allineamento dell'ultima riga del paragrafo (per avere, per esempio, un paragrafo giustificato con l'ultima riga centrata) e l'«allineamento testo a testo».

L'allineamento testo a testo controlla l'allineamento verticale quando ci sono font con diverse dimensioni nello stesso paragrafo, come si vede nella Figura 14.

Scheda Flusso di testo

In questa scheda risulta possibile configurare le opzioni della sillabazione (è necessario avere il dizionario di sillabazione installato, più informazione nel capitolo D.13 a pagina 261), associare un interruzione di pagina con lo stile in questione per cambiare sia lo stile di pagina sia la sua numerazione (torneremo su questo nei prossimi due capitoli) e altre opzioni, per esempio:

  • Non dividere il paragrafo: con questa opzione attiva, se il paragrafo arriva alla fine della pagina viene spostato completamente nella pagina seguente.
  • Mantieni con il paragrafo successivo: mantiene il paragrafo nella stessa pagina di quello che viene dopo. Gli stili Titolo 1 a 10 sono configurati in questo modo per evitare di avere titoli «abbandonati» alla fine della pagina.
  • Controllo orfane / vedove: evitare che al passare alla pagina seguente solo una linea di un paragrafo rimanga in quella precedente (oppure che solo una riga passi alla pagina seguente). Usare con prudenza, perché può lasciare dei «buchi» alla fine della pagina.

Scheda Carattere

Applicabile anche agli stili di carattere, permette di definire il font, il suo stile (corsivo, grassetto), la sua dimensione e la lingua del testo del paragrafo (o della selezione per gli stili di carattere). Nella parte inferiore si può vedere una vista preliminare del testo con le opzioni scelte.

Scheda Effetti carattere

Applicabile anche agli stili di carattere. Sopralineatura, barrato, sottolineato, e diversi effetti come colore, rilievo, maiuscoletto (simulato).

Scheda Posizione

Applicabile anche agli stili di carattere. Controlla la posizione e la dimensione degli apici e dei pedici[3] come pure la distanza tra caratteri, crenatura e rotazione del testo.

Questa «rotazione» è un po' strana, perciò il mio consiglio è di provare come funziona prima di entusiasmarsi troppo con questa opzione, specialmente quando viene applicata agli stili di paragrafo. Cioè, non è che serva a un gran che...

Scheda Evidenziazione

Ci permette di selezionare un colore di sfondo per il testo.

Scheda Struttura e numerazione

Parleremo in profondità su questo nel capitolo B.5, Organizzare e numerare i capitoli a pagina 81.

Scheda Tabulazioni

Le tabulazioni definite qui hanno precedenza su quelle configurate in Strumenti → Opzioni → LibreOffice Writer → Generale, e ci permettono di definire le «colonne immaginarie» delle quale parlavamo a pagina 19 in forma indipendente per ogni stile di paragrafo.

Queste colonne ci permettono di realizzare velocemente allineamenti particolare come quello che si trova nella riga d'intestazione di pagina di questo libro.

Se si modifica lo stile di paragrafo chiamato «Intestazione» in un documento qualsiasi si vede che ha due tabulazioni, la prima a metà pagina e l'altra a destra, la prima «centrata» e la seconda allineata a destra.

Esatto, queste «colonne immaginarie» tra le quali posiamo saltare con il tasto TAB possono avere proprietà di allineamento: se l'allineamento è «a sinistra» il testo dopo la tabulazione inizierà nella posizione indicata dal tabulatore, se l'allineamento è «al centro» il testo sarà centrato in quella posizione mentre se l'allineamento è «a destra» il testo finirà nella posizione indicata. Dunque, se in un paragrafo sul quale viene applicato lo stile Intestazione si scrive qualcosa e si preme TAB, si scrive qualcos'altro e nuovamente si preme TAB e si finisce con un terzo testo si ottiene:

primo testo testo centrato testo a destra

Mi permetto d'insistere sul concetto che i tabulatori devono essere utilizzati esclusivamente per ottenere questi effetti di allineamento, mai per creare dei rientri che, come si è già visto, sono controllati perfettamente con la scheda Rientri e spaziature.

I tabulatori si possono applicare in combinazione con i rientri per ottenere effetti come quello che segue:

Sul «a sinistra» ho applicato uno stile di carattere con un font in maiuscoletto.[4] Il tabulatore chiamato «decimale» permette di allineare numeri al separatore decimale, riuscendo per esempio a ottenere questo: 22,35 1235,8 1,4 Sul modo in cui si possono utilizzare i tabulatori all'interno delle tabelle parleremo nel capitolo C.6 a pagina 121. Mi permetto ancora una volta di insistere: i tabulatori possono essere utili, ma sono anche pericolosi. Se per ottenere una determinata formattazione in un paragrafo sono necessari più di un tabulatore per linea forse dovremo pensare in utilizzare una tabella, altrimenti la formattazione potrebbe diventare incontrollabile rapidamente! Scheda Capolettera
Figura 15: Una capolettera utilizzando uno stile di carattere

Qui viene configurata la «capolettera»: fare sì che il primo carattere (o pure la prima parola) di un paragrafo occupi più di una riga. È sufficiente marcare l'opzione Mostra capolettera.

La capolettera sarà utilizzata soltanto se il paragrafo ha più di una riga. Infatti, è conveniente che ci sia almeno un numero di righe pari a quelle occupate dalla capoletera.

È possibile assegnare alla capolettera uno stile di carattere particolare che utilizzi per esempio un altro font. Questo si vede nella Figura 15 (e in questa sezione) dove è stato selezionato uno stile di carattere che usa il font EB Garamond Initials.

È anche possibile configurare la distanza orizzontale tra questa lettera o parola risaltata e il resto del testo, ma soltanto per separare il testo: non è possibile assegnare valori negativi a questa funzione.

Schede Area, Trasparenza e Bordi

L'uso di queste tre schede risulta immediato: assegnare sia un colore di sfondo (o un'immagine di sfondo), fare questo sfondo semitrasparente e applicare un bordo: lo stile utilizzato per iniziare i capitoli in questo libro ha uno sfondo creato in Draw mentre lo stile di paragrafo utilizzato per le «note» ha un bordo continuo con un'ombra.

In LibO è anche possibile applicare bordi agli stili di carattere: ogni riga della selezione del testo al quale viene applicato lo stile avrà i bordi configurati.

Scheda Condizione

Gli stili condizionali sono un arma potente, però strana. Veramente negli anni che uso Writer non ho mai trovato un uso pratico per loro perciò non farò un'analisi approfondita. In sostanza risulta possibile definire un unico stile che si comporti come altri stili data una condizione. Un esempio potrebbe essere fare che lo stile «corpo del testo» si comporti come «contenuto della tabella» quando è in una tabella o come un altro stile all'interno di una cornice o sezione. Si potrebbe dire che uno stile condizionale è «uno stile per dominarli tutti». Forse sono utili per preparate complessi modelli di documenti per l'ufficio, ma non parleremo di loro qui.

Togliere stili di carattere[modifica]

Applicare uno stile è semplice: doppio clic sul suo nome e questo verrà applicato al punto dove si trova il cursore o alla selezione del testo. Lo strumento Modo riempimento può anche essere utilizzato, come già commentato in precedenza, per applicare stili di carattere con grande facilità, «dipingendo» lo stile su di una porzione del testo. Però, come si fa per togliere uno stile di carattere applicato? L'opzione «cancella formattazione diretta» (Ctrl+M) logicamente non ci aiuterà dato che stiamo parlando di stili.

Semplice: applicando uno stile di carattere speciale chiamato Stile predefinito (Figura 16). Questo stile non può essere modificato e la sua unica funzione è quella di far ritornare il controllo della formattazione allo stile di paragrafo, perciò dobbiamo soltanto selezionare il testo con lo stile di carattere da eliminare per andare all'editore di stili e formattazioni e fare doppio clic su Stile predefinito.

Stili di cornici[modifica]

Le cornici sono oggetti che «galleggiano» sulla pagina e che possono ricevere qualsiasi tipo di contenuto. È possibile crearle da Inserisci → Cornice → Cornice ... e possono essere utilizzati per tante cose. Per esempio risultano utili per inserire note sul margine con informazione aggiuntiva. Writer usa in forma automatica tante cornici: ogni immagine inserita nel documento e ogni oggetto di

Figura 16: Togliere uno stile di carattere grazie allo «stile predefinito»

Math si trovano in realtà all'interno di una cornice con particolari caratteristiche, le quali sono modificabili sia direttamente, sia tramite lo stile di cornice corrispondente.

È importante notare che gli stili di cornice vengono applicati alla cornice in sé, non al suo contenuto. Al testo che si trova all'interno di una cornice è possibile applicare diversi stili di paragrafo o carattere (o entrambi).

Le cornici, ma soprattutto i loro stili che li controllano, hanno così tante «particolarità» che l'argomento merita un capitolo completo, perciò torneremo su di loro nel capitolo C.7 a pagina 129.

Stili di pagina[modifica]

Un altro argomento che merita un capitolo tutto per sé: B.4 a pagina 73.

Tanto per fare un'introduzione, è sufficiente dire che gli stili di pagina ci permettono da «raggruppare» pagine secondo le caratteristiche per loro volute. Per esempio, risulta possibile definire in un solo procedimento come sarà la prima pagina di ogni capitolo o quelle che vengono dopo, stabilire che allo stile di «prima pagina» deve seguire lo stile «pagina seguente» e che quest'ultimo deve ripetersi da lì in poi, eccetera.

Una cosa che sfortunatamente non si può fare ancora con gli stili di pagina è definire «gerarchie»: l'opzione «Ereditato da» è in grigio e non si può utilizzare.

Bug 41316 - Page styles should support hierarchical parent-child relationships (like paragraph or character styles)

Stili di elenco[modifica]

Gli stili di elenco sono «particolari» e utilizzati nel modo sbagliato ci possono regalare dei bei problemi. Risultano uno strumento potente e flessibile per creare elenchi numerati e puntati, però è proprio questo potere e questa flessibilità che ci obbliga a utilizzarli correttamente.

Il problema principale è che questi stili definiscono un rientro e una spaziatura propri per collocare il numero o i punti, perciò se sono applicati su di uno stile di paragrafo che ha a sua volta un rientro proprio ci potrebbero essere dei problemi: risulta pertanto raccomandabile applicarli su degli stili di paragrafo senza rientri propri.

Il lettore troverà più informazioni su come configurare gli elenchi nel capitolo C.2, Elenchi numerati e puntati, a pagina 101, perciò qui ci limiteremo a indicare il modo di utilizzarli.

Se con il cursore in un paragrafo si fa doppio clic sul nome di uno stile di elenco, vedremo che questo viene applicato al paragrafo in questione, il quale mostrerà il numero o il punto configurato nello stile. La forma in cui è stato applicato si può vedere se modifichiamo le proprietà del paragrafo (clic destro → Paragrafo) e andiamo sulla scheda Struttura e numerazione. Lì, su Stile di numerazione, troveremo che lo stile di elenco applicato è selezionato: per toglierlo è sufficiente scegliere «Nessuno» della lista a tendina.

Questo certamente è anche possibile per gli stili di paragrafo.

Un punto importante: se possibile si dovrebbe evitare di utilizzare stili di elenco per numerare capitoli: Writer ci propone altri meccanismi dei quali ci occuperemo nel capitolo B.5, Organizzare e numerare i capitoli, a pagina 81.

Il ripasso generale sugli stili è già completato. Il miglior modo di imparare ad utilizzarli è, giustamente, utilizzarli. Perciò lascerò al lettore il compito di «giocare» un po' con tutte le possibilità offerte da questo potente strumento.

Riciclare stili: i modelli[modifica]

La prima domanda che viene in mente dopo aver definito tanti stili, stabilendo eredi e organizzandoli è, come si fa ad approfittare di tutto questo lavoro in nuovi documenti?

Semplice: File → Modelli → Salva come modello crea una copia «speciale» del file che ci permetterà posteriormente di creare altri documenti con File → Nuovo → Modelli e un doppio clic sul modello scelto.

È importante notare che con questa procedura per creare un modello si salvano non solo gli stili ma anche il contenuto del documento, perciò è importante prima di salvare il modello eliminare tuto ciò che non serve.

Si può persino andare oltre e far sì che il nostro modello preferito diventi quello predefinito: il modello che si apre automaticamente quando si fa partire Writer o quando si crea un documento nuovo: File → Modelli → Gestisci, doppio clic su «Personalizzati», si sceglie il modello e si fa clic sul bottone Imposta come predefinito.

Se poi decidiamo di cambiare qualcosa in qualcuno dei nostri modelli (modificare o anche aggiungere degli stili), File → Modelli → Gestisci, doppio clic su Personalizzati, si seleziona il modello che deve essere modificato e clic sul bottone Modifica. Finite le modifiche si salva il file normalmente e tutto sarà pronto: al momento di aprire un documento basato su quel modello Writer ci chiederà se vogliamo aggiornare gli stili.

Se diciamo di no il vincolo tra il documento e il modello si romperà definitivamente. Non esiste per il momento un modo «ufficiale» di assegnare un modello a un documento esistente, però si può utilizzare l'estensione chiamata Template Changer. Parleremo brevemente sulle estensioni a pagina 257.

Il menù Stili[modifica]

Figura 17: Caricare stili da un altro documento con l'opzione Stili → Carica gli stili

A partire della versione 5.1 LibO incorpora un nuovo menù che semplifica l'applicazione degli stili più utilizzati: il menù Stili. Come si vede nella schermata si possono applicare da lì alcuni stili di paragrafo e carattere o modificare lo stile attualmente in uso, tra altre cose.

Un'opzione presente in questo menù e della quale non abbiamo parlato ancora è quella di Carica gli stili. Questo permette di caricare nel documento attuale uno stile definito in un altro documento o modello. È possibile filtrare gli stili presenti in quell'altro documento per tipo (testo, cornice, pagina o elenco), scegliere se vogliamo sovrascrivere gli stili di uguale nome nel nostro documento, eccetera (Figura 17).

Note[modifica]

  1. Questo è anche possibile per gli stili di carattere.
  2. Un punto è 1/72 di pollice, approssimativamente 0,353 mm.
  3. Questi apici e pedici sono «simulati»: si cambia la dimensione del carattere e lo si sposta in su o in giù. Come vedremo nel capitolo D.11 a pagina 247 con determinati font (e in determinate piattaforme) è possibile utilizzare apici e pedici «veri».
  4. Un vero maiuscoletto. Torneremo su questo nel capitolo D.11 a pagina