Piemontese/Note di ortografia

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Indice del libro

Regole importanti e ricorrenti[modifica]

  • àutr/àut.: la "r" di àutr in effetti non si legge. Capita così che àut ("alto") e ("altro") si pronuncino in modo uguale. Addirittura i femminili àutra e àuta spesso si pronunciano nello stesso modo. In ogni caso la "r", che ha un'origine etimologica, si scrive per distinguere le due differenti parole nello scritto. Autër esiste, ma è una forma antiquata circoscritta alla poesia o in certe locuzioni comuni (l'àutër dì, l'altro giorno; d'àutër cant d'altro canto).
  • La regola dell'aglio (Nòrma dl'aj) serve a distinguere nello scritto il significato del suono [aj]:
  • a-i, locativo. Es.: A-i é (c'é), A-i son (ci sono).
  • a-j, formato dal pronome personale verbale di terza persona e il dativo di terza persona (singolare e plurale). es.: Carl Emanuel II a-j dà na còpia dël Theatrum Sabaudiae. (Carlo Emanuele II consegna a lui/lei/loro una copia del Theatrum Sabaudiae)
  • ai, è la preposizione articolata formata da a+ij.
  • aj va bene per fare la bagna càuda.

Regole secondarie (për j'ambalinà)[modifica]

  • esercissi/esersissi, cilìnder/silìnder, e qualche altra parola con doppia versione attestata in "c dolce" e "s", è meglio scriverla con la "c". Esistono infatti molte lingue in cui la "c" si può leggere anche "s", mentre non ne esistono dove vale il contrario. Questo non si applica dappertutto: ci sono parole la cui versione più comune (o l'unica attestata) è quella con la "s"; sitron, sità, sercc ("limone", "città", "cerchio").
  • maj, peuj, euj, roj, i l'haj e tutte le finali con il suono [j] è meglio scriverle proprio con la "j": sono dittonghi semplici, ma a finale di parola la "j" è palesemente una semiconsonante e in piemontese esiste la lettera "j" proprio per questi casi. Le eccezioni da conservare sono i pronomi personali soggetto noi e voi, che tradizionalmente sono scritti con la "i".
  • ann e agn: il plurale di ann è irregolare: dovrebbe essere sempre "ann", ma in realtà è "agn"[1].
  • òm è meglio della forma òmo/òimo che sono forme locali/arcaiche. òm sia al singolare che al plurale è la forma più semplice, più compresa e preferibile.
  • pròpe è l'avverbio: es.: i son pròpe content. (sono proprio contento) pròpi è l'aggettivo (femminile: pròpia), es.: A l'é rivà an sima tut con soe pròpie fòrse (è arrivato in cima solo con le sue proprie forze.)
  • òpi/òpio: òpi è l'"acero", come quello canadese. òpio e lo stupefacente estratto di papavero noto come "oppio".
  • È più giusto fòra ëd. Fòra da è solo per indicare un'uscita fisica. Non si guarda fòra da la fnestra, ma fòra dla fnestra. Fòra ha la variante feura, altrettanto comune.
  • La regola dell'in- e dell'an-, stabilita da Camillo Brero, serve a capire come scrivere una varietà di suoni compresa fra l'[əŋ] e l'[aŋ] a inizio parola:
  • Si scrivono con la in- le parole negative: incoret significa "scorretto", "non corretto", e quindi inizia con la -in e non con l'-an, sebbene la pronuncia sia alterna. Altri esempi sono incostant, "incostante", improdutiv, "improduttivo", incredìbil, "incredibile".
  • Si scrivono con la an- quelle parole che contengono la preposizione an (in): antroduve, "introdurre", angagé, "assumere", anscrivse, "iscriversi", anstituì, "istituire", ancaminé, "incominciare", ambaliné, "appassionare".
  • Esistono molte eccezioni: intré, "entrare", dovrebbe, a rigore, iniziare per "an-", ma la sua pronuncia comune è fuori di dubbio "in-".
  • Aggiunte successive alla regola di Brero:
  • angegné, "ingegnere", si scrive così, perché è coerente con angegnerìa, che è un derivato irregolare di angign. Ovviamente la scrittura non obbliga la pronuncia ad essere totalmente aderente.
  • Il prefisso latino "inter" si scrive antër, aderendo maggiormente alla pronuncia.
  • Imperator, "imperatore", si scrive così perché è una forma attestata [cfr. Costantino Nigra]. La pronuncia può aprire la "i" iniziale fino a trasformarla in "a" e la "t" può risultare indebolita e suonare "d". Per iscritto si scrive imperator.
  • Informassion si scrive così perché il simbolo internazionale dei chioschi di informazione è appunto una "i". Per restare lagati a questa convenzione moderna si adotta quindi la grafìa informassion, nonostante a volte sia pronunciata con un an- iniziale.
  • Anterior/interior hanno due significati differenti ("anteriore" e "interiore") e vanno scritti in modo differente, anche se talvolta vengono pronunciati nello stesso modo.

Nòte[modifica]

  1. per via dell'agglutinamento in "gn" dell'antica forma ani, ancora diffusa in alcune varietà locali del piemontese.