Costigiola/Elleboro verde

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Elleboro verde

L' elleboro verde (Helleborus viridis) è una pianta erbacea alta fino a 40 cm, dai fiori tutti verdi, appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. Il nome deriva dall'unione di due parole greche il cui significato finale è: pietanza, nutrimento o cibo e mortale, infatti la pianta è velenosa. Il nome specifico viridis fa riferimento al colore del fiore.

L'habitat tipico sono i boschi cedui, boschi sub-mediterranei non molto folti o margini delle siepi; ma anche tagli forestali o bordo dei sentieri. Il substrato preferito è calcareo oppure calcare-siliceo. Sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1600 m s.l.m..

Come posso riconoscere questa pianta?[modifica]

Le foglie asimmetriche e i grandi fiori verdi sono caratteristici

E' una pianta perenne: la parte sotterranea consiste in un rizoma, breve ma grosso, di colore bruno che ogni anno produce nuove radici e fusti, alti 10-30 cm.

Le foglie principali sono unite alla radice e persistenti alla fioritura ma caduche annualmente; la loro forma è palmata, divisa completamente in 6-15 segmenti, di colore verde smeraldo scuro; le foglie che partono dal fusto sono ridotte a brattee.

Ogni pianta porta alcuni grandi fiori peduncolati verdognoli con riflessi giallognoli. Alla base del fiore sono presenti alcune brattee di tipo fogliare le cui dimensioni sono comunque minori dei fiori stessi. I petali veri e propri (da 8 a 12), verdi come i sepali, sono ridotti a piccoli cornetti tubulari con funzione nettarifera provvisti all'apice di un'unghia. La fioritura avviene normalmente da febbraio a aprile.

I frutti sono 3-7 capsule coriacee con appendice contenenti molti semi, di colore nero brillante.

La riproduzione di questa pianta avviene per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi in quanto è una pianta provvista di nettare ([impollinazione entomogama]]).

Come viene utilizzata?[modifica]

Velenosità

Lo stesso nome della pianta deriva da due parole greche che significano “far morire” e “nutrimento”. Tutte le parti della pianta - ma specialmente il rizoma - contengono “elleborina” e altre sostanze alcaloidi tossiche e velenose (come del resto buona parte delle Ranunculaceae). Sono quindi velenose, sia per l’uomo che per animali come cani, gatti, cavalli e mammiferi di piccola taglia.

Tra i sintomi dell’avvelenamento da elleboro: vomito, diarrea, sensazione di bruciore in bocca, coliche addominali fino alla paralisi con dilatazione delle pupille oltre a notevoli aritmie cardiache.Il veleno può essere assorbito anche attraverso la pelle.

Giardinaggio

Sono piante di facile coltura; hanno bisogno di un terreno fresco e ben nutrito in posizioni di semi-ombra. Possono essere coltivate anche in vaso.

Dove la posso trovare a Costigiola?[modifica]

Ai bordi del bosco ceduo, lungo la strada che sale alla base.

Inverno[modifica]

Primavera[modifica]

Riferimenti[modifica]

Piante presenti a Costigiola

Alberi: Acero campestre (Opio) · Bagolaro · Biancospino · Carpino bianco (Càrpane) · Carpino nero (Carpanéa) · Ciliegio · Ciliegio canino · Corniolo · Fico · Gelso (Moraro) · Ligustro · Nocciòlo · Olivo · Olmo campestre · Orniello · Pruno selvatico · Robinia (Cassia) · Rovere · Roverella
Arbusti: Dondolino · Edera · Pungitopo · Rosa canina (Stropacu'i) · Rovo (Russa) · Scotano · Vitalba, Clematide (Visoni)
Erbe: Acetosa · Aglio orsino · Anemone · Anemone di bosco · Anemone gialla · Anemone fegatella (Erba Trinità) · Camomilla · Colombina cava (Ga'éti) · Ciclamino · Dente di cane · Elleboro verde · Falsa ortica (Ciuci) · Fragola · Geranio selvatico · Latte di gallina · Malva · Piantaggine · Pimpinella · Polmonaria · Pratolina · Primula · Salvia dei prati · Scilla · Stellaria garofanina · Tamaro (Tanoni) · Tarassaco, Dente di leone, Soffione (Pissacàn) · Vedovelle celesti · Vedovina · Veronica · Viola
Muschi e licheni