Latino/Subordinata relativa

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La proposizione relativa è una subordinata introdotta da un pronome o da un avverbio relativo, che completa o chiarisce il significato di un elemento della reggente (antecedente). Il pronome relativo concorda in genere e numero con l'antecedente, ma non nel caso, che dipende, invece, dalla funzione logica svolta.

Si distinguono due tipi di relative:

  1. relative proprie
  2. relative improprie

La subordinata relativa propria ha solo valore attributivo. Sono definite limitative quando indicano una limitazione necessaria alla comprensione del periodo. Sono al contrario esplicative quando aggiungono un'informazione accessoria.

Normalmente il modo richiesto è l'indicativo per esprimere realtà o un dato oggettivo.

Belgae proximi sunt Germanis, qui trans Rhenum incolunt (Cesare).
I Belgi sono i più vicini ai Germani, che abitano al di là del Reno.

Si può trovare il congiuntivo nei seguenti casi:

  • quando esprime eventualità:
    Eo postquam Caesar pervenit, obsides, arma, servos qui ad eos perfugissent, poposcit (Cesare).
    Dopo che Cesare arrivò in quel luogo, richiese gli ostaggi, le armi, gli schiavi che avessero trovato rifugio presso quelli.
  • quando esprime soggettività:
    Socrates exsecrari eum solebat, qui primus utilitatem a iure seiunxisset (Cicerone).
    Socrate soleva mandare maledizioni contro colui che per primo aveva distinto l'utilità dalla giustizia.
  • quando la proposizione è coinvolta nel fenomeno dell'attrazione modale:
    Tanta ius belli ad barbaros opinio perlata est, ut ab iis nationibus qui trans Rhenum incolerent, legationes ad Caesarem mitterentur (Cesare).
    Presso i barbari si diffuse una così grande fama di questa guerra, che da quei popoli che abitavano oltre il Reno furono mandate ambascerie a Cesare.
  • quando ha valore restrittivo in proposizioni incidentali
  • quando ha senso indeterminato.

Le relative improprie[modifica]

Le relative improprie sono espresse al modo congiuntivo e assumono generalmente il valore di proposizione finale o consecutiva. L'uso dei tempi verbali segue le regole delle suddette proposizioni.

Consul misit legatos qui pacem peterent (valore finale)
Il console inviò gli ambasciatori i quali chiedessero la pace = per chiedere la pace
Est ira adfectio talis animi quae noceat omnibus (valore consecutivo)
L'ira è uno stato d'animo tale che nuoce a tutti.

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