Carmina (Catullo)/25

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Indice del libro


Testo[modifica]

(LA)
« 

Cinaede Thalle, mollior [1] cuniculi capillo
vel anseris medullula [2]vel imula[3] oricilla[4]
vel pene languido senis situque araneoso,
idemque, Thalle[5] , turbida rapacior procella,
cum diva mulier aries ostendit oscitantes,
remitte pallium mihi meum, quod involasti[6] ,
sudariumque Saetabum[7] catagraphosque[8] Thynos[9],
inepte, quae palam soles habere tamquam avita.
Quae nunc tuis ab unguibus reglutina et remitte,
ne laneum[10] latusculum manusque mollicellas
inusta turpiter tibi flagella conscribillent,
et insolenter aestues, velut minuta magno
deprensa navis in mari, vesaniente[11] vento.

 »
(IT)
« 

Sfacciato d'un Tallo, più morbido del pelo di un coniglio,
o del midollo di un’oca o del banale lobulo di un orecchio,
o del membro avizzito dei vecchi o di un angolo con ragnatele,
eppure Tallo, più rapace, di una tempesta accanita,
quando la luna ti mostra donnaioli mollaccioni,
ridammi il mio mantello, con cui sei scappato, ladro,
e il fazzoletto di Sétabi, e le tessiture di Tinia, che come tuo solito,
stolto, esibisci in pubblico, come fossero roba tua.
Adesso staccagli di dosso i tuoi artigli e ridammeli, subito,
se non preferisci che sulla tua schiena delicata,
sulle tue mani morbide, il mio membro ti segni vergognosamente,
con un marchio ardente, e tu abbia di che ansimare inconsuetamente,
simile a una minuscola nave, sconvolta dal mare tempestoso,
sorpresa dall’uragano.

 »
(Fonte: → Wikisource )

Note al testo

  1. mollior: molle; sottomesso, remissivo; in generale il termine si utilizzava per indicare un uomo omosessuale
  2. medullula: diminutivo di medulla, midollo;
  3. imula: banale, al di sotto di tutto; diminutivo di imus(il più basso);
  4. oricilla: diminutivo per lobo dell’orecchio;
  5. Thalle: Tallo, nome diffuso tra gli schiavi;
  6. involasti: piombare sopra un possesso e impadronirsene, portar via;
  7. Saetabum: regione della Spagna celebre per i fini tessuti e i lini;
  8. catagraphosque: tessuti ricamati;
  9. Thynos: Tinia, regione della penisola posizionata vicino alla Bitinia;
  10. laneum: di lana, morbido, molle come la lana;
  11. vesaniente: furioso, furibondo. L'aggettivo fa parte del lessico amoroso di Catullo

Analisi stilistica[modifica]

Catullo descrive Tallo con aggettivi come: (mollior = molle / manusque mollicellas = mani morbide) per alludere ad un uomo molle, omossessuale, debole e inferiore agli altri. La poesia è ricca di metafore:
mollior cuniculi capillo =più molle del pelo di un coniglio
anseris medullula= più molle del midollo di un’oca
imula oricilla= più molle del lobulo di un orecchio
pene languido senis= più molle di un membro fiacco dei vecchi
situque araneoso= più molle di un angolo con le ragnatele
turbida rapacior procella= più rapace di una tempesta accanita
Al v. troviamo minuta magno: minuta è riferito alla nave e magno al mare, perciò si tratta di un ossimoro, ossia un accostamento di due termini opposti dal punto di vista sintattico estetico e musicale, ma non dal punto di vista semantico in quanto i due termini contradditori si riferiscono a due soggetti diversi; Inoltre, Catullo in questa poesia fa dei riferimenti a dei tessuti molto pregiati trovabili solamente in determinate regioni:

Sintesi della poesia[modifica]

Questo testo, come molti altri carmi di Catullo, descrive un ambiente malfamato pieno di ladruncoli, prostitute e persone non raccomandabili. Il testo fa riferimento ad un certo "Tallo" un servo che si prostituisce e un ladruncolo che approfittava del buio della sera per derubare qualche distratto donnaiolo. Catullo descrive costui con aggettivi come molle, per alludere ad un uomo effeminato, viene visto come persona inferiore a tutti. Questo ladro, appunto, aspetta che cali la luna per entrare in possesso di cose non sue, ma di vaganti uomini serali; il Carme parla di un'appropriazione di fazzoletti di Setabi (una regione spagnola nota per i suoi tessuti pregiati),e di ricami di Tinia (una regione situata vicino alla Bitinia) che vengono sfoggiati come cose proprie al pubblico dal sequestratore, probabilmente per venderli o vantarsene. Lo scrittore, indignato da ciò, scrive al ladro che deve restituire quello che ha preso a lui, altrimenti il poeta infierirà sul suo fondoschiena o sulle sue mani, e usando una metafora, anche prima che lo faccia fremere come il guscio di una nave quando tira un vento furioso nel mare di dove essa naviga. Questo testo fa capire che Catullo è severamente furioso per il furto subito; chiede che le sue cose gli vengano restituite al più presto, ma fa capire che anche lui è un frequentatore prostituti, prostitute e di luoghi malfamati.

Il tema[modifica]

Catullo fece parte di un movimento letterario (quello dei Poeti Nuovi) che portò un profondo rinnovamento. Nello specifico la poetica diventò molto breve e raffinata, si iniziarono a trattare i temi della politica e dell’amore e ci fu una sorta di rifiuto verso la descrizione della grandiosità. Catullo compose diverse tipologie di carmi, alcuni dedicati a Lesbia, in cui usa un linguaggio alto e raffinato, altri in cui usa un linguaggio scortese e volgare chiamati “carmi proibiti”. Questo carme, a parer mio, rappresenta in parte questo cambiamento, infatti si tratta di una poesia corta e piena di significati morali, curata formalmente, ma tutt'altro che raffinata nel lessico e nei temi. Il carme 25 rientra a pieno titolo tra i c.d."carmi proibitii" Se li analizziamo possiamo trarre delle conclusioni anche per quanto riguarda il tema dell'omosessualità e dell'erotismo; infatti per ciò che riguarda l'erotismo nel carme 32 Catullo parla di una donna di nome Ipistilla, (che non è Lesbia), ed afferma di tenerla chiusa in casa sua per dimostrarle la sua virilità e per soddisfare le sue voglie sessuali irrefrenabili, (anche perché, a volte, come ci racconta nel carme 16, egli venne accusato di mollezza e poca virilità da Aurelio e Furio che esposero questo loro pensiero dopo averne letto le poesie) Per quel che riguarda l'omossessualità, Catullo nel carme 15, ci dice che al suo tempo essere omosessuali non era vista come una cosa negativa, tanto che, nel carme 24 afferma che probabilmente anche lui stesso aveva una relazione omossessuale duratura con un certo Giovenzio che, allo stesso tempo, nello stesso carme, scredita e rimprovera per essersi concesso ad una persona priva di denaro. Altra cosa ancora era frequentare prostitute e prostituti. Come si legge in questo carme 25, Catullo non si faceva mancare nemmeno quelle; anche questa pratica sembra accettata socialmente più di quanto non lo sia oggi

Il messaggio[modifica]

Questo carme è ricco di significati morali e il messaggio che vuole trasmettere è quello di non compiere delle ingiustizie, di non rubare, poiché coloro che fanno queste cose sono delle persone mediocri e “molli” che prima o poi vengono smascherate e umiliate davanti a tutti (come è successo al povero Tallo). Si può affermare che Catullo, nel carme 25, voglia far passare un messaggio di rimprovero e rabbia nei confronti del ladruncolo che aspettava la notte per rubare oggetti di valore per poi vantarsene, facendoli passare per propri. Questo testo fa capire che Catullo è severamente furioso per il furto subito; chiede che le sue cose gli vengano restituite al più presto, ma fa capire che anche lui è un frequentatore prostituti, prostitute e di luoghi malfamati. Il messaggio di sdegno è per il fatto che servo ruba, non per il fatto che si prostituisce, infatti (autoironicamente?) Catullo lascia intendere di essere anche lui uno dei lussuriosi coinvolti in questa squallida vita.