Carmina (Catullo)/32

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search
Indice del libro


Testo[modifica]

(LA)
« 

Amabo, mea dulcis Ipsitilla,
meae deliciae, mei lepores,
iube ad te veniam meridiatum.
Et si iusseris, illud adivuato,
ne quis liminis obseret tabellam,
neu tibi lubeat foras abire,
sed domi maneas paresque nobis
novem continuas fututiones.
Verum si quid ages, statim iubeto:
nam pransus iaceo et satur supinus
pertundo tunicamque palliumque.

 »
(IT)
« Sii buona, mia dolce Ipsitilla,

delizia mia, tesoro mio, invitami oggi da te, al pomeriggio. Mi inviti, e poi fa' in modo per piacere che nessuno spii dal buco della porta e non ti venga in mente d'andar fuori. Ma resta in casa a prepararti a fare l'amore con me nove volte di seguito. Anzi, già che ci sei, chiamami subito. Ho pranzato, son sazio e sto sdraiato, e mi sfonda la tunica e il mantello.

 »
(Fonte: → Wikisource )

Note al testo

Analisi stilistica[modifica]

Il carme 32 è una delle poesie proibite a causa della presenza di elementi provocatori e osceni Si trovano però contesti umoristici e autoironici, come in questa baldanzosa ostentazione di virilità, che accompagna la rischiesta di un appuntamento amoroso, rivolto ad una ragazza.

     E NON TI VENGA IN MENTE DI ANDAR FUORI,
       MA RESTA A CASA E PREPARATI 
       A FAR L'AMORE CON ME NOVE VOLTE DI SEGUITO.
                                                 (vv.6-8)

Sintesi della poesia[modifica]

Catullo si rivolge alla donna amata, dicendo di amarla e chiedendole se nel pomeriggio si potessero vedere a casa sua. Inoltre la donna, aggiunse Catullo, non si doveva azzardare a preparare per uscire bensì si doveva preparare per il pomeriggio che avrebbe affrontato facendo l'amore con lui fino allo sfinimento. Il poeta era non riesce a trattenere il desiderio, sdraiato sul comodo letto, in attesa della di lei risposta.

Il tema[modifica]

Catullo in questo Carme, che rientra tra quelli proibiti, non nasconde in nessun modo la sua passione, a parole sfrenata, per la sessualità e fa emergere il suo lato provocatorio. L’autore al vv. 6-8 affronta il tema con accenti umoristici e autoironici, con un’ostentazione di viralità, che accompagna la richiesta di un appuntamento amoroso ad Ipstilla che sembra una sbruffonata. Ancora una volta appare senza freni nelle ultime righe, dove invita la ragazza a non uscire e a chiudersi in casa. Nell’attesa della risposta della ragazza non riesce a trattenere il desiderio al pensiero di lei.

Il messaggio[modifica]

Catullo voleva di sicuro solo destare scalpore nelle menti dei vecchi conservatori romani, che si ritrovavano a leggere questo componimento, infatti il carme non è dedicato a Lesbia, la sua amata, alla quale dedicava poesie a volte anche abbastanza spinte, ma che volevano dimostrare l'amore che il poeta dimostrava nei suoi confronti. Il carme infatti è dedicato a una giovane ragazza di nome Ipsitilla. Ci troviamo in un contesto comico, nel quale il poeta cerca di dimostrare la sua virilità tenendo una ragazza chiusa in casa per soddisfare le proprie irrefrenabili voglie sessuali.