Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Africa

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Copertina

L'Africa è la culla del Genere umano; eppure è anche il continente più debole e meno rappresentato politicamente. Ospita il 16% della popolazione umana ma è sede di appena il 2% del commercio mondiale. Terra di conquista da secoli, prima sfruttata dallo schiavismo combinato tra arabi e occidentali, poi colonizzata direttamente fino alle ultime terre interne e al potente regno etiope, non si è mai veramente ripresa dagli effetti del colonialismo e soprattutto, del post-colonialismo, che ha avuto buon gioco su governi deboli e instabili politicamente, con classi dirigenti impreparate e corrotte. Lo sfruttamento del Congo, denunciato l'anno scorso (2008) da Report, le guerre dimenticate del Darfur, dello stesso Congo, del Chad e così via, le spese militari che nazioni poverissime come Eritrea e Etiopia si sono concesse pur di primeggiarsi a vicenda, non sono che una parte dello sfruttamento che l'Africa continua a subire. Di recente ha fatto clamore che i Sudcoreani si sono accordati col Madagascar per affittare (99 anni) a costo zero (in quanto trattasi di una parte del territorio 'abbandonata') una grossa parte della superficie della grande isola. Con la 'fame' di materie prime lo sfruttamento procede da parte degli altri continenti, mentre l'Africa non pare riuscire ad organizzarsi per resistere alle pressioni esterne. Nel frattempo la sua popolazione scappa via o muore. Entro il 2050 si calcola che raddoppierà, sempre che i flagelli della fame e dell'HIV non aumentino il loro pedaggio in vite umane. Persino il Sudafrica, che da solo è sede di gran parte della ricchezza dell'africa sub-sahariana (a maggioranza araba), è afflitto da livelli di violenza eccezionali, e da una diffusione parimenti impressionante di HIV, che tra l'altro, ha ucciso anche l'unico figlio maschio di Nelson Mandela, mentre lo stesso nuovo leader J.Zuma ha avuto a che fare con quest'argomento. Insomma, descrivere lo sfacelo che ha subito e subisce l'Africa è impossibile. Anche le sue F.A., di per sé prive di particolari elementi d'interesse tecnologico (eccetto che per le nazioni mediterranee e per il Sudafrica, Nigeria ed Etiopia/Eritrea), sono influenzate da questo. Si tratta per lo più di milizie, spesso irregolari, fanteria leggera, truppe speciali. Il contenuto tecnologico è basso, come del resto il bilancio; non così per l'esperienza pratica, continue guerre, guerriglie e massacri di cui è difficile rendere conto e testimonianza, spesso consumati nel deserto o nelle fitte foreste. Insomma, addentrarsi in questo continente è difficile anche nel settore militare e vi sono pochissime fonti che ci parlano diffusamente delle F.A. locali, Sudafrica e qualche altra eccezione a parte. È molto più facile ottenere informazioni ridondanti per nazioni come Singapore, che per interi grandi Stati come la Nigeria. Nell'insieme è quindi il continente meno 'congruo' quanto a materiale reperibile, anche perché molti dei suoi Stati hanno F.A. risibili e così non sono stati nemmeno presi in considerazione da questo lavoro, dato che si sarebbe trattato di una descrizione parziale e insufficiente, e per giunta, relativa più alla storia civile delle popolazioni che alle F.A. vere e proprie (vedi Rwanda, per esempio). Quanto reperibile è o sarà via via aggiunto a questo libro, sperando di dare un'informazione abbastanza completa e chiara della situazione, sebbene la cosa sia più una speranza che una certezza.

Buona lettura.