Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-10

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • SAM Americani[modifica]

    I missili superficie-aria statunitensi (SAM) hanno conosciuto un notevole sviluppo nonostante la supremazia aerea di cui gli Stati Uniti sono sempre stati beneficiari dalla fine della Seconda guerra mondiale. Lo sviluppo di missili contraerei ha per loro, nondimeno, rappresentato un notevole impegno, spesso con risultati spettacolari, e questo è stato vero in particolar modo negli anni cinquanta e sessanta. Tre le ragioni:

    1. la minaccia -sopravvalutata ma pur sempre reale- di attacchi sovietici al territorio metropolitano, malgrado le distanze da superare fossero in ogni punto maggiori di 5.500 km (eccetto che nel caso dell'Alaska).
    2. la necessità di proteggere l'elemento avanzato del potere di proiezione americano, ovvero la navi della Marina
    3. la tecnologia, che ebbe dei salti in avanti tanto straordinari in appena 10 anni che si cominciò anche a lavorare su sistemi anti-missili balistici, prima a corto raggio, poi persino intercontinentali.

    Questi ultimi programmi finirono con il diventare talmente costosi, che persino gli USA lasciarono perdere, rassegnandosi al concetto del MAD (Mutual Assured Destruction) in caso di confronto nucleare con l'URSS su vasta scala, quantomeno a partire dalla metà anni settanta. Per quello che riguarda i missili tattici, questi hanno avuto più successo, soprattutto gli Stinger, ma anche i ben più pesanti HAWK e Patriot, che sono stati pensati per proteggere obiettivi strategici o comunque nelle retrovie, mentre gli Stinger sono diventati armi fondamentali per azioni fin troppo 'di prima linea', con numerosi movimenti di guerriglieri che ne hanno fatto uso in chiave antisovietica in Afghanistan e Angola. La proliferazione di missili SAM portatili, in effetti, è da allora diventata uno dei problemi legati al controllo del potere di guerriglieri e terroristi, specie da quando gli Stinger apparvero anche, a seguito di forniture segrete americane, in mano agli iraniani a metà anni '80.

    I missili 'Nike'[modifica]

    Un Ajax pronto al lancio

    Il primo missile SAM statunitense fu il Nike Ajax, inaugurante la serie 'Nike' di missili dedicati alla mitologia e alla cultura dell'antica Grecia. L'Ajax aveva una struttura semplice, ma complesse piattaforme di lancio fisse con potenti apparati elettronici di scoperta.

    • Le dimensioni del missile erano circa 10,62 m pur con un diametro di appena 30,5 cm, con una fusoliera quindi che era molto sottile, alette canard di controllo anteriori a quelle fisse di stabilizzazione.
    • La propulsione era bistadio: prima un motore Hercules, con tre derive di stabilizzazione, accelerava l'ordigno con la sua potenza di 26.762 kg per 2,5 secondi, contro un peso al lancio di 1114 kg, poi la parte posteriore si staccava e il missile continuava con un razzo a propellente liquido da 1179 kgs, con durata di altri 21 secondi, per una velocità massima di 2,3 mach e gittata limite di circa 40 km.
    • a guida su comando radio era collegata ad una spoletta di prossimità mentre la testata era di prossimità radio, con una testata da 5,4, 81,5 o 55,3 kg, sempre a frammentazione con tubi metallici da 6,35 mm di diametro che frantumandosi creavano una ottimale 'rosa aerea' di schegge.

    La nuova arma, entrata in servizio attorno al 1954, ebbe vasta diffusione arrivando in Europa, Taiwan e Giappone per un totale di quasi 16000 armi, che nel 1958, nel solo esercito USA, erano 40 ciascuno con 36 o 48 rampe singole. Ma nonostante questo non ebbe vita lunga, perché rapidamente rimpiazzata da qualcosa di meglio.

    Il successore dell'Ajax, il MIM-14 Nike Hercules

    Il nuovo membro della famiglia Nike, chiamato -14 Nike Hercules entrò in servizio nel 1958, con una massiccia produzione per sostituire gli Ajax, che essendo stati prodotti in quantità con sovrastrutture fisse di lancio, era conveniente sostituire con qualcosa che avesse una comunanza con i sistemi di controllo che utilizzavano, pur offrendo maggiori prestazioni. Era 4 volte più pesante e altrettanto più potente, con una gittata a tutt'oggi impressionante, di 140km ad alta quota, e fino a 30.000m di altezza.

    • Motore: la sua potenza derivava dal fatto che possedeva 4 motori a razzo nel primo stadio, ciascuno con la stessa potenza di quelli dell'Ajax, ovvero circa 100 t di spinta. Poi subentrava il motore del secondo stadio da circa 5 t di spinta, e il missile arrivava ad un massimo di 3,35 mach, poi aumentati a 3,65 nei missili successivi.
    • La sua aerodinamica era caratteristica, con una quaterna di alette anteriori, lunghe alette fisse posteriori, superfici di controllo alle estremità di queste.
    • Dimensioni: 12,5-12,65 m (lunghezza) x 80 cm (diametro) x 1,88 m (apertura alare).
    • Peso 4720 o 4845 kg.
    • Guida radio con inseguimento radar.

    Al 1963 l'Esercito degli Stati Uniti ne aveva 134 batterie in servizio, segnando il massimo dispiegamento operativo. Esso venne nondimeno attrezzato anche per svolgere movimenti tattici, ma in genere rimase in postazioni di lancio fisse, a causa della complessità e del peso dei vari componenti. Aveva una potente testata convenzionale, ma in alternativa poteva montarne una nucleare e venire utilizzato, se necessario, come arma d'attacco contro bersagli di superficie fino a 180 km con una speciale modalità operavita. Divenne molto diffuso, con un totale di oltre 25.000 ordigni prodotti. In Europa venne presto utilizzato da alcune nazioni, in Giappone venne costruito con la testata convenzionale, dalla Mitsubishi che ancora alla fine degli anni '70 stava costruendo tali ordigni. Le versioni più recenti cercavano di introdurre miglioramenti sostanziali per ingaggiare anche bersagli a bassa quota, per esempio il MIM-14C dei primi anni '70, probabilmente la versione costruita dal Giappone negli ultimi tempi, anche se si dice che la capacità d'ingaggio di bersagli sotto i 300-500 m fosse praticamente al di fuori delle sue possibilità, per via dell'elettronica di controllo del tiro, che restava alquanto obsoleta. Anche Taiwan ne ebbe fin dal 1958 un battaglione da 48 rampe. In ogni caso, nel 1960 un Hercules ne intercettò un altro, a 30480 m di altezza, velocità di incontro mach 7, a 48 km dal punto di lancio, oltre che altri tipi di missili tattici, e non v'è bisogno di aggiungere che si trattava di un risultato notevolissimo per l'epoca, grazie anche a sistemi radar migliorati schierati per valorizzarne le capacità. Alcuni Hercules restano in servizio, nominalmente, in qualche nazione come l'Italia, che non si è potuta permettere il loro rimpiazzo, il MIM-104 Patriot.

    immagine quasi pittorica di uno Zeus che ascende in cielo, tra nubi infuocate, durante un test

    Il Nike Zeus era, come il nome lascia capire, il più potente della serie Nike. La sua potenza 'divina' gli consentiva di realizzare l'intercettazione di testate di missili ICBM, su un raggio di impiego massimo di 400km circa. Esso era un'arma sviluppata in 2 varianti, la prima era un Hercules ingrandito, la seconda, quella qui mostrata, era del tutto diversa. Nonostante la prima missione di successo nel 1962, e la capacità aggiuntiva contro i satelliti, lo Zeus venne reputato troppo complesso e lento per difendere la nazione da un attacco di massa con missili nucleari, mentre i dubbi sull'addomesticamento' delle difficoltà dei test erano numerosi. In ogni caso, restava il dato tecnico di quest'arma a tre stadi, il primo dei quali era un Thiokol da 204.120 kgs, che erano 8 volte tanto i kgf del motore dell'Ajax. Il missile cominciò ad essere sviluppato per tempo, già dal 1955 quando gli ICBM non erano ancora in servizio. La sua testata, contenuta nel terzo stadio, era nucleare.

    • peso complessivo al lancio di 18.144 kg
    • dimensioni 19,28 x 1,52 x 2,4 m.
    • I sistemi associati al tiro non erano meno impressionanti: lo ZAR, il radar di acquizione con una antenna Luneberg aveva un peso di oltre 1000 t.

    Si procedette con lo sviluppo del Nike X, conosciuto come Spartan, molto migliorato e con un'accelerazione ancora superiore, dotato di una gittata extra atmosferica di 600 km e quota massima di 160 km, nonostante fosse più piccolo dello Zeus, mentre per colpire le testate nucleari sopravvissute venne sviluppato lo Sprint, da 46 km di gittata e forte accelerazione, dotato di una testata nucleare 'pulita' (con bassa emissione radioattiva) per colpire nell'atmosfera le testate sopravvissute. Si trattava di un sistema che anticipava le 'guerre stellari' di Reagan, ma l'unico sito di lancio venne dichiarato operativo nel 1975 e chiuso il giorno dopo in accordo con i trattati ABM stipulati con Mosca, che invece si tenne il suo sistema Galosh/Gazelle di difesa per la capitale. In verità il gioco non valeva la candela, perché i costi di questi impianti erano mostruosi e anche disponendo di un centinaio di missili pronti al lancio, ciascuno con testate nucleari, non vi era modo di fermare un attacco di saturazione da parte di una salva di ICBM, che all'epoca stavano rapidamente venendo armati con testate multiple, moltiplicando il numero delle 'H' di parecchie volte: un centinaio di missili SAM non avrebbero potuto fermare migliaia di tali testate, in compenso avrebbero potuto mettere KO i satelliti e i sistemi di telecomunicazioni con gli impulsi EMP.


    Bomarc[modifica]

    Bomarc in fase di lancio. Notare i due statoreattori a metà fusoliera e le insegne dell'USAF, a cui appartenevano

    Un altro risultato della psicosi della difesa aerea dai 'rossi' fu il Bomarc: costosissimo missile dotato di una capacità di intercettazione su distanze di 700km a mach 3 o oltre. Ne vennero costruiti circa 700 (contro 25.000 Hercules) esportati anche in Canada. Si trattava di un missile intercettore, interfacciato con il SAGE (Semi-Automatic-Ground-Enviroment) di difesa aerea che copriva il Nord-America. Al lancio pesava 6804 kg per il tipo IM-99A, 7258 kg per il B, che raddoppiava il raggio d'azione dai 370 km originali. Le prestazioni erano spettacolari, nonostante i molti problemi iniziali. Al lancio, il missile veniva fatto salire da un impulsore a propellente liquido Aerojet-General LR59-AJ-13 da 15.876 kgs, poi, raggiunta una velocità supersonica entravano in funzione gli statoreattori RJ-43-MA-3 da 4500 kgs per 80 secondi, e il missile, lentamente, saliva a 19800 m in salita rovesciata, poi entrava pienamente in azione e cominciava ad essere guidato sul bersaglio da abbattere, fino a che a 16 km di distanza, azionava il proprio radar e acquisiva il bersaglio: infatti si trattava del primo SAM con guida radar attiva finale. Entrò in servizio nel 1960 e venne prodotto in 366 esemplari che vennero distribuiti in gruppi di 28 armi per la difesa aerea dislocati su basi aeree, poi fu la volta dei missili IM-99B con un motore booster M51 a propellente solido, capace di 22680 kgs per ben 30 secondi, poi venivano azionati due motori RJ43-MA-7 da 6350 kgs potenziati. Questo permetteva velocità di mach 4 e gittata di circa 700 km. Uno di questi 349 ordigni centrò un bersaglio Regulus a 30.000 metri e 718 km di distanza dal punto di lancio. Inoltre, per discriminare meglio i bersagli il BOMARC B aveva anche un sistema radar Doppler, il Westinghouse DPN-53, altra 'prima' assoluta. I primi missili vennero lanciati nel 959, il centro di cui sopra avvenne nel 1961, età realmente aurea della missilistica americana, poi entrarono subito dopo in servizio. I Bomarc erano capaci di portare testate nucleari, e vennero ritirati dal servizio nel 1971.

    • Gittata 370km (A), 710(B)
    • Velocità Mach 4
    • Quota circa 30.000 m (B)
    • Dimensioni: 13,8 m. (A), 13,3 m(B), diametro 89 cm, ap. alare 5,54 m.
    • Peso:6.800 kg(A), 7.250(B)
    • Motori: booster a propellente liquido (A), M51 da 22.680 kgs per 3 secondi (B), + 2 statoreattori RJ-43 da 4.536 kgs (A) o 2 RJ43-MA-7 da 6350 kgs
    • Guida: radio comando, poi radar attiva finale
    • Testata: HE o nucleare da 10kt (A), nucleare da 10kt(B)

    I canadesi cancellarono il loro promettente caccia Avro Arrow per comprare il Bomarc, distruggendo gran parte della loro industria aeronautica: dopo meno di 10 anni i missili vennero radiati solo per essere rimpiazzati dai caccia CF-101, che erano stati scartati nel 1953, col confronto con l'Arrow! Con un costo diverse volte superiore a quello di un caccia F-86 e simile a quello di un F-104, il Bomarc era poderoso, ma anche troppo costoso e soprattutto negli ingaggi a bassa quota non poteva essere realmente valido quanto gli intercettori pilotati, inoltre non aveva molto senso che si schierassero SAM grandi come un caccia se non contro missili balistici: ma negli anni '50 vi era l'impressione esattamente opposta, specie in Canada e UK, ma anche in USA e URSS.

    La serie 'T'[modifica]

    Un Terrier di tipo definitivo , il BT-3

    Il primo missile in servizio nella marina USA, come sistema per la difesa aerea a medio raggio, divenne il RIM-2 Terrier, nel 1956 con lo studio di sviluppo iniziato nel 1949. Era grossomodo l'equivalente dell'Ajax e discendeva da un progetto per certi versi analogo, il progetto Bumblebee' per una famiglia di missili antiaerei navali, tutti nominati con nomi inizianti con la 'T'. Dopo la prima versione, alquanto diversa dalle successive, il Terrier divenne un'arma con lunghe alette di stabilizzazione con 4 alette mobili di controllo ad alto allungamento alla loro fine, la tipica conformazione per un missile a medio-lungo raggio, grazie alla ridotta resistenza aerodinamica che comporta. La massa era di 1,6 t compreso i booster di accelerazione, mentre la gittata, inizialmente, era solo di 18 km con 1,8 mach di velocità, mentre la quota minima era di ben 1500 m, anche se quella massima arrivava a 15000. V'era molto da fare per migliorare le prestazioni e l'affidabilità e la cosa venne fatta con modelli successivi come il RIM-2D da 37 km , testata nucleare a bassa potenza (per la versione RIM-2D(N)) e quota minima di 152 m, e il RIM-2H da 74 km con un nuovo motore. La capacità antinave venne aggiunta sempre col tipo D, mentre il sistema di guida divenne, dal modello E, di tipo radar semiattivo. Alla fine, il missile venne utilizzato anche per respingere due incursioni notturne di MiG al largo del Vietnam, nel 1972, con diversi abbattimenti. Dati per il RIM-2D(N):

    • massa di 535,2 kg per il missile, 825,5 kg per il booster d'accelerazione
    • testata nucleare W145 da 1 Kt
    • Dimensioni: 4,115 m lunghezza missile,7,87 m del booster, diametro 34,3 e 45,7 cm rispettivamente, apertura alare del missile 1,074 m, *Prestazioni velocità mach 3, altezza operativa 152-24.385 m, gittata massima 37 km.

    Prodotti fino al 1966 in 8000 esemplari, la versione nucleare D ha continuato ad operare per anni, visto che non vi sono stati missili Standard con tale testata.


    Il Talos qui raffigurato non ha il motore a razzo impulsore, per cui sembra più piccolo di quanto non fosse in servizio. Notare le 4 antenne riceventi nel muso, e la presa d'aria dello statoreattore

    Il secondo ad entrare in servizio ma il primo ad essere sviluppato per la difesa aerea navale, era il RIM-8 Talos, un'arma a statoreattore, con il quale otteneva eccellenti prestazioni, con una velocità costante di Mach 2,5 e distanze tra i 92 delle prime versioni (ad alta quota) e gli oltre 200km. Più lento degli Hercules con grazie allo statoreattore era dotato di maggiore gittata, e nell'insieme ne era l'equivalente diretto. Come questo era dotato anche di una testata nucleare in alcune versioni, e possedeva capacità superficie-superficie, ma contro navi. Ebbe poca diffusione perché era complesso e le navi per ospitarlo dovevano avere molto spazio disponibile. 3 vittorie accreditate contro i MiG da parte del Longh Beach

    e del Chicago.

    • Dimensioni versione RIM-8J: 6,78 m per il missile, totale col boostere 9,91 m. Diamtero 76,2 cm, apertura alare 2, 9m.
    • Pesi: 1590 kg per il missile, 3540 kg complessivo.

    Da quest'arma derivò un sistema ancora più formidabile, il RIM-50 e 55 Typhoon, che era un modello avanzato con capacità antinave e antimissile. Esso era un missile rivoluzionario, associato ad un radar capace di fornire la guida contro bersagli multipli che venivano poi ingaggiati con un radar di bordo attivo. Il RIM-50 aveva

    • massa di 9000 kg
    • dimensioni di 8,53, totale con il motore ausiliario 14,02 m.
    • gittata di oltre 300 km e velocità di mach 5

    Il 55 aveva velocità tra 1,5 e 4 mach, con gittata simile a quella del Tartar. Il tutto avrebbe dato un'arma più potente persino del sistema AEGIS moderno, ma era troppo complesso per funzionare, troppo costoso e nel 1963 venne cancellato. Un missile successivo, il Triton, era ancora simile al Typhoon, ma più grande, e aveva come scopo quello di missile supersonico da attacco nucleare, ma venne cancellato a metà anni '50. Era un'arma da 1,52 m di diametro e 13,7 di lunghezza e possedeva un sistema di confronto con il profilo programmato del terreno come i successivi e molto più piccoli Tomawhak. Nell'insieme il Typhoon si può comparare al Bomarc (entrambi, tra l'altro, erano a statoreattore), e anticipò il sistema Aegis.


    Tartar.jpg

    Il RIM-24 Tartar era invece la versione a corto raggio del Terrier, semplicemente mancava del primo stadio a razzo impulsore. Ebbe molto successo, via via aggiornato, stranamente entrò in servizio dopo gli altri tipi della genia 'T' visto che il Talos entrò in servizio sull'incrociatore Galveston nel 1958 e il Terrier nel 1956. Esso era l'equivalente dell'HAWK dell'esercito USA e fu l'ultimo ad entrare in servizio della serie di missili T. Venne costruito in 6500 esemplari circa, con prestazioni di circa 1,8 mach e gittata nel modello iniziale di 13 km, poi portati a 32 con capacità anche antinave.

    • Dimensioni 4,72 x 34,5 cm x 63 cm (ap.alare).
    • Peso 594,2 kg
    • Velocità mach 1.8, quota 15-19.000 m.

    L'impiego principale è stato con i caccia della classe Charles F. Adams, che sono stati prodotti in 23 esemplari per l'US Navy più diversi altri per Australia e Germania occidentale, ma non sono mancati anche altri utenti, come i caccia 'Impavido' della Marina italiana e navi similari giapponesi.


    I primi missili moderni dell'US Army[modifica]

    Il tipico lanciatore trainato trainato del MIM-23, un sistema sufficientemente mobile a livello tattico, ma che non si può considerare idoneo per operare a ridosso della prima linea. Per ciascuna batteria vi sono 6 di questi lanciatori per un totale di 18 missili, ripartiti in due sezioni ciascuna con un radar di tiro
    Un raro esempio di lanciatore missilistico mobile per missili HAWK, sistemato su di un cingolato M548. Questi mezzi non hanno avuto successo. Dietro si vede un radar a lungo raggio sovietico.

    Nei tardi anni '50 venne portato a compimento il progetto HAWK, falco, ma acronimo di Homing, All the Way Killer, ovvero missile autoguidato capace di distruggere bersagli in ogni condizione. Questa arma venne pensata per dare all'esercito un sistema mobile di difesa aerea, che prima mancava. Essa ha avuto molto successo, con oltre 40.000 missili prodotti. La versione semovente ha invece avuto poca diffusione e in qualche anno l'US Army se ne è sbarazzato. L'HAWK è stato impiegato in guerra in numerose occasioni, dimostrandosi arma molto precisa e pericolosa. Dimensioni circa 5,5 m di lunghezza e 530 kg peso, 25-40 km di gittata, mach 2,5 di velocità. Esso ha guida radar semiattiva. La sua testata venne aumentata di peso con la versione MIM-23 Improved HAWK, che aveva anche altre migliorie complessive. Dopo che il modello A entrò in servizio nel 1959, il tipo B apparve attorno al 1970, e da allora è stato migliorato continuamente nei sistemi di guida con varie fasi di aggiornamento (PIP). Oltre 40000 missili costruiti. Ancora negli anni '80-90 vi erano nazioni che ne schieravano nuove batterie, come la Giordania e l'Egitto, mentre venivano sperimentati addirittura missili di questo tipo contro ordigni tattici come i Lance, missili balistici a corto raggio. Le batterie sono costituite da 2 sezioni di 3 lanciatori trinati ciascuno con radar di controllo del tiro.


    Un lanciamissili Chaparral

    Per risolvere in qualche modo il fallimento dell'ambizioso e costoso programma Mauler, l'US Army modificò i missili Sidewinder aria-aria per ottenerne un ragionevole sistema per la difesa aerea a bassa quota. Il risultato venne chiamato MIM-72 Chaparral In seguito anche la Marina fece così e nacque il Sea Chaparral, adattando la torretta base alle navi, con gittata dichiarata di circa 8 km. Il Chaparral è stato aggiornato con l'equivalente delle tecnologie che hanno portato i missili AIM-9L, e con un sistema ad immagine termica. Non ha mai convinto del tutto come armamento, ma sono stati prodotti nondimeno oltre 700 complessi ci lancio su scafo M548 e alcuni navali, simili concettualmente, rispettivamente, agli SA-9/13 e ai complessi di lancio come i sistemi quadrupli per gli Strela sulle navi sovietiche. Il sistema era inizialmente molto semplice: impiegare 4 missili AIM-9D su di una torretta con operatore al centro, protetto da un ampio parabrezza di plexiglass. In seguito come si è detto, vi sono state migliorie ai sistemi di acquisizione e ai missili, ma il Chaparral è stato radiato agli inizi degli anni '90, come del resto anche gli HAWK (eccetto i pochi in carico ai Marines) e i sistemi hanno continuato a servire in forze armate estere, incluso il Sea Chaparral. Ai suoi tempi era in carico in 24 esemplari per divisione americana meccanizzate e corazzata, assieme ad altrettanti cannoni Vulcan, ma evidentemente la superiorità aerea dell'USAF e la presenza degli Stinger sono stati considerati sufficienti. Diverso il discorso per le navi, visto che il successore RAM, oltre ad essere molto costoso, è arrivato molto in ritardo in servizio, specie con l'US Navy (ha incontrato molto più successo in Germania). Il Chaparral con missili Sidewinder L era una soluzione tutto sommato ben più economica e semplice, sia pure di qualcosa meno capace, e forse l'US Navy ha avuto davvero troppa fretta a liberarsene dopo le realizzazioni estemporanee per proteggere le proprie navi in Vietnam. I Taiwanesi negli anni '90 li utilizzavano e ne ebbero altri 700 e 50 veicoli di lancio dai surplus americani.


    Il lanciamissili Redeye pronto al fuoco

    Ben presto ci si concentrò sulla possibilità di realizzare la difesa aerea missilistica al livello più basso possibile: il fante. E così apparve il FIM-43 Redeye, il cui 'occhio rosso' era un sensore refrigerato IR. Ma questo missile presentava vari inconvenienti, ed ebbe un successo relativamente condizionato.

    Il Redeye precedette, negli anni '60, di poco il più famoso SA-7, che non aveva sensore raffreddato, ma in pratica tra i due c'era poco da scegliere. Il Redeye aprì comunque la strada al successivo e molto migliorato Stinger, ed era quanto di meglio gli USA potessero permettersi all'epoca in termini di SAM portatili. Tra l'altro era l'unico SAM della sua epoca ad essere portatile e con sensore IR refrigerato, ma come si è detto, senza che questo potesse dargli automaticamente una superiorità netta sui pur rudimentali SA-7.

    Dati tecnici: gittata circa 4 km, testata 1,3 kg, velocità attorno a mach 1,4-1,5. Peso complessivo attorno ai 12 kg sistema di lancio escluso. Ogni divisione americana ne aveva un certo numero, non chiaro: ma secondo il piano per la Divisione '86, era in predicato di rimpiazzarlo con 75 lanciatori Stinger.


    Moderni SAM: US Army[modifica]

    Cambiano gli equipaggiamenti e gli indumenti, sempre più sofisticati, cambia lo scenario (Afghanistan), ma restano simili le posture del corpo di questi soldati intenti a scrutare il cielo esercitandosi con uno Stinger. Uomini e missili di una generazione successiva all'era del Redeye

    Il successore, concretizzatosi negli anni '80, era il FIM-92 Stinger, ben presto diventato noto per le forniture fatte a formazioni di guerriglieri verso cui il governo USA era interessato ad adottare una politica di supporto militare (come i Mujahidin). Si trattava di un missile con elevata probabilità di colpire e distruggere il bersaglio, con sensore migliorato, motore, testata e batterie potenziate, e apparato IFF. Nel contempo, i sovietici schieravano missili quasi all'altezza come gli SA-14, ma questo fu ignorato per lungo tempo, data la diffusione dell'SA-7.

    Il primo impiego degli Stinger venne curiosamente fatto dai Marines inglesi, che centrarono un Pucarà col primo lancio, poi fallirono diversi altri. Gli Stinger divennero presto famosi nelle mani dei Mujaedeen afgani che li utilizzarono abbattendo numerosi aerei sovietici, oltre che gli elicotteri. Si è arrivato a dichiarare l'80% dei lanci con successo, ma pare eccessivo anche per gli Stinger, e altre fonti parlano di un più ragionevole 40%, in ogni caso notevolissimo rispetto all'1% circa che i SAM portatili come gli SA-7 e i Blowpipe contro aviogetti ad alte prestazioni (meglio invece contro gli elicotteri). Lo Stinger, via via migliorato, ha una gittata di circa 5-6 km, testata con spoletta solo ad impatto, velocità di mach 2, sensore IR raffreddato, peso circa 11 kg, sistema IFF per identificare il tipo di bersaglio.


    Patriot missile launch b.jpg

    Il successore dell'HAWK ma soprattutto del Nike Hercules è stato il MIM-104 Patriot, meglio noto per la sua efficacia contro gli Scud nel 1991. Efficace e costosissimo, sviluppato dagli anni '60 per arrivare in servizio 20 anni dopo, esso ha avuto un campo di tiro inferiore a 360 gradi e un costo elevatissimo, che lo ha precluso a molti clienti dei sistemi precedenti. La versione specificatamente antimissile PAC-3 ha missili grandi un quarto del tipo normale, e con una gittata ridotta, ma maggiore accelerazione.

    Il Patriot ha una massa di circa 900 kg, è contenuto in lanciatori quadrinati brandeggiabili collegati ad un radar di tipo 'Phased Array' con capacità sia di ingaggio che di guida dei missili. È possibile ingaggiare fino a 4- 8 bersagli alla volta, vi sono 32 missili su 8 lanciatori e in genere vi sono 100 missili per batteria.

    La velocità è dell'ordine di mach 6, con una media di oltre mach 3, gittata massima pratica 70 km, ma pare che teoricamente sarebbe possibile arrivare anche a 140. La quota di ingaggio è dichiarata tra 60 e 24000 m. Il PAC-2 ha un sistema di controllo modificato per consentire il tiro contro i missili balistici, cosa dimostrata, non senza polemiche, nel 1991 contro gli Scud e Frog iracheni. La versione PAC-3 sono missili di piccole dimensioni a gittata ridotta, con una capacità di ingaggio antimissili molto spiccata, ma non senza ritardi e polemiche. Sono stati impiegati nel 2003, abbattendo talvolta aerei alleati come accadde per un Tornado inglese e forse un F-18.

    A parte questa carrellata, da non dimenticare la saga dei missili SAM a corto raggio veicolari: dopo l'avveniristico MAULER, che doveva avere anche una versione navale, si ripiegò sul Chaparral che era basato sui missili Sidewinder. Perottenre un sistema missilistico adeguato si ottenne la licenza di produzione del ROLAND dalla Euromissile, ma solo circa 500 missili vennero realizzati assieme a 27 semoventi su scafo M109 e assegnati alla Guardia Nazionale. Quest'affare comportò, per motivi non facili da comprendere, un fallimento sostanziale del programma, e una spesa di 1 miliardo di dollari che ben poco portò di concreto. Dopo venne prevista la fornitura di missili Rapier, che in effetti vennero impiegati, ma solo per la difesa di alcune basi USA in Europa, in una forma di 'Leasing'. Anche in questo caso si trattava di missili con gittata di circa 6 km e velocità di circa 1.5 mach. Nel frattempo si riammodernò sostanzialmente il Chaparral, che non fu mai un eccezionale semovente antiaereo, ma utilizzando a piene mani la tecnologia disponibile, gli americani lo dotarono di un missile molto superiore rispetto a quello derivato dall'AIM-9D, e simile come cercatore IR all'AIM-9L. Inoltre venne aggiunta una camera termica di osservazione per la ricerca di bersagli aerei anche notturni. Nel mentre, venne provato anche il sistema antiaereo-anticarro ADATS, della Oerlikon, che ottenne 8 successi su 10 nelle prove, superando il Roland e lo Shanine, che non ottennero pià di 6 e 4 successi. L'ADATS era anche il primo missile iperveloce, capace di accelerare rapidamente oltre mach 3, e oltre ad una gittata di 8 km antiaerea era capace anche di fornire una gittata di 6 km controcarro, con una testata più che sufficiente per distruggere praticamante tutti i mezzi dell'epoca, essendo insolitamente una testata di tipo HEAT-Frag, anziché una pura HE-Frag. Ma non se ne fece niente e alla fine, negli anni '90 venne tolto dal servizio anche il Chaparral: dopotutto non c'era più nessuno che minacciava seriamente lo Zio Sam' e di lì a poco anche le batterie di HAWK vennero tolte dal servizio, lasciando solo gli Stinger e i missili Patriot.


    Moderni SAM: US Navy[modifica]

    Lancio da un sistema a 8 celle, appena visibile in questa foto

    Lo stesso criterio del Chaparral venne scelto per ottenere un valido sistema missilistico con l'impiego del missile AIM-7 Sparrow aria aria a medio raggio. Così naque il RIM-7 Sea Sparrow. Venne impiegato soprattutto dalla Marina, ma anche certe istallazioni terrestri hanno avuto lanciatori di questo tipo, anche se a 4 celle. Era ed è un missile molto più sofisticato e pesante del Sidewinder. Massa di circa 230 kg, di cui 30-39 di testata. La velocità di mach 2, è in media di circa 0,8 mach sul percorso massimo che questi ordigni possono raggiungere. Dati: 3,7 m di lunghezza, 20,3 cm di diametro, 1,02 m di apertura alare, gittata 15-22 km, quota minima 30 m (modello E), 15 m (F), 8 (M), fino a 15.250 m. I missili sono equivalenti di quelli analoghi alle versioni aria-aria, che progressivamente sono stati migliorati come motori e prestazioni, e i missili sono diventati progressivamente capaci di ingaggiare missili antinave.

    L'Evolved Sea Sparrow è un'arma totalmente nuova, con un aspetto simile a quello dei Tartar/SM

    Il Sea Sparrow ESSM, Evolved Sea Sparrow Missile, è un progetto per migliorare il missile base, compattandone la struttura e appesantendola. Esso è stato potenziato con nuova elettronica e un motore di diametro da 12 pollici anziché 8, che accoppiato con nuova tecnologia consente di portare la velocità massima da oltre mach 2 a valori massimi di circa mach 4. I Sea Sparrow ESSM sono dotati di alette retrattili, così nonostante l'aumento della massa esso può essere sistemato in 2 coppie al posto di un singolo Sea Sparrow(!), che ha alette non retrattili da 1,02m. di massima apertura. Esso è entrato in servizio di recente e si sta rapidamente espandendo, come concorrente diretto del più capace ma anche più costoso ASTER-15.


    RIM-66 Standard missiles on launcher aboard USS Ticonderoga (CG-47) during tests off Puerto Rico March 1983.jpg
    L'SM-2ER, notare i razzi di accelerazione applicati ai missili-base

    I missili Standard RIM-66 sono simili ai precedenti Terrier e Tartar, sostituiti rispettivamente dagli Standard SM-1MR o SM-1ER con un booster di accelerazione. L'SM-2MR e SM-2ER si differenziano per un sistema di guida migliorato e altri aggiornamenti, che sono stati fatti tra gli anni '80 e '90. Sono state introdotte le versioni a lancio verticale, e le prestazioni degli SM-2ER sono state ottimizzate ad un certo punto anche per l'intercettazione di missili balistici. Essi sono abbinati ai radar AEGIS

    tranne che nelle navi meno recenti, che hanno avuto attrezzature di tipo normale. Le prestazioni dell'SM-2ER erano almeno in origine talmente elevate, che in effetti sono stati esclusi dall'impiego con le navi AEGIS, prive di sistemi di guida del tutto soddisfacenti per sfruttarne appieno la gittata. Dati utili per l'SM-2ER: 8,23 m di lunghezza, 34,3 cm di diametro, apertura alare 9,14 m, peso al lancio 1387,1 kg.


    US Navy 020125-N-0000X-001 SM-3 Launch from CG 70.jpg

    L'ultimo arrivato è l'SM-3, simile ai più recenti SM-2ER ma dotato di una testata specifica per l'ingaggio di testate di missili balistici, con impatto diretto sul bersaglio ad altissima velocità grazie ad un piccolo veicolo esoatmosferico con sofisticato sensore IR di aggancio del bersaglio. Per ora sono impiegati in piccola quantità costando 2 milioni di dollari l'uno, ma è possibile utilizzarli anche con altri sistemi come l'APAR.


    RIM-116 Rolling Airframe Missile.jpg

    Uno degli ultimi programmi missilistici americani in tema di difesa aerea è il RAM. Esso ha avuto uno sviluppo multinazionale lungo e tribolato. Per certi aspetti è simile al Sea Chaparral, con la fusoliera del Sidewinder. Le alette, però, sono retrattili e da qui il nome di missile che 'rolla', perché con un lento moto rotatorio stabilizza la rotta in volo.

    La testata ha doppio sensore, radar passivo e sensore IR dello Stinger, approfittando del ridotto diametro (70 contro 127mm) delle 2 armi. Concepito soprattutto per affrontare missili antinave a guida radar attiva, ha avuto problemi perché la rotazione degrada le prestazioni del sensore di ricerca radar non stabilizzato, e così il missile è risultato molto costoso e non molto riuscito. Da qualche anno sono presenti versioni con guida solo IR.

    La maggiore compattezza del missile rispetto al Sea Chaparral fa sì che vi siano 21 armi pronte al lancio anziché 4 (+ il posto dell'operatore), oppure 10 con un radar di tiro incorporato nel lanciatore, praticamente si tratta dell'affusto del Vulcan Phalanx con un diverso armamento. Il costo, comunque, oltrepassa i 400.000 dollari a missile e questo ne ha limitato il successo commerciale, perché il costo dei 42 missili in un paio di installazioni è non molto inferiore del valore residuo di parecchie vecchie unità navali da aggiornare eventualmente.

    • Gittata: 8 km, velocità mach 2.
    • Testata: 10 kg circa
    • Lanciatore: 21 tubi di lancio su rampa mobile

    Missili da crociera[modifica]

    La prima arma pienamente considerabile come missile da crociera, ovvero capace di volare sulla portanza delle ali verso il bersaglio, con una struttura appositamente sviluppata, è stata la V-1 teesca. Ben presto questo tipo di arma è stato copiato e migliorato negli USA, e ad esso sono seguiti altri tipi, del tutto nuovi, capaci di prestazioni straordinarie già pochi anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

    Negli USA e in Unione Sovietica tali sviluppi sono stati particolarmente apprezzabili, ma è soprattutto nel primo di questi Paesi che la documentazione è particolarmente completa e l'iconografia abbondante. L'uso di questi missili è stata un poco un'estrapolazione degli aerei, nel senso che si è creata una sorta di bombardiere senza pilota, capace di attaccare bersagli mobili o fissi. Ma nel secondo caso risulta ovvio che il missile balistico sia superiore, perché più veloce e praticamente inabbattibile.

    Però, prima che questa superiorità venisse alla luce, ovvero allorquando gli sviluppi delle tecnologie relative ai motori a razzo, assai recenti, risultarono soddisfacenti, i missili da crociera continuarono ad essere visti delle alternative valide.

    Il costo di una V-1, per recapitare a circa 300km una testata da 900 kg, erano certamente inferiori rispetto ad una V-2, come anche il peso di 2100kg vs. 13.000. Più di recente, questa relativa semplicità d'uso è tornata ad essere importante con l'avvento dei missili cruise moderni, con precisione sufficiente per centrare i bersagli designati. Per l'attacco a bersagli navali non c'è mai stata una vera alternativa, i missili balistici con guida terminale radar sono stati sviluppati, ma senza un successo operativo.


    Un Loon esposto in un museo americano
    L'originale tedesco V-1

    Il Loon è uno dei primi missili cruise, se non il primo, sviluppato dagli USA. Esso era sostanzialmente una versione migliorata della V-1, con un pulsogetto da circa 400 kgs, gittata di circa 400 km, testata di 900 kg, velocità di 685 km/h. La loro capacità tecnica erano quelle di lanciare attacchi, magari dalle portaerei, sul Giappone ,ma la guerra finì prima.


    Matador

    Un missile come il Loon era troppo limitato in velocità e raggio operativo, data la scarsa efficienza e potenza del pulsogetto, per cui venne progettata una generazione di armi del tutto nuova, che si affidava a più costosi turboreattori. Nel 1946 la Martin si aggiudicò il contratto per un missile che doveva volare a circa 965 km/h per raggi di 320-920 km, poi cancellato nel '49. Ma giù l'anno dopo venne riportato in vita, data l'emergenza coreana. Il Martin Matador venne realizzato alla metà degli anni '50, armato di una testata nucleare. I primi lanci avvennero nel '51, dopo che venne scelto, tra due diversi tipi di ausili alla navigazione (SHANICLE e MARC) il secondo, usato anche per guidare i cacciabombardieri in Corea sotto forma di radioassistenza MSQ-1. Il servizio operativo fu ritardato da varie difficoltà tecniche, come la tendenza del missile ad autodistruggersi nella picchiata finale sull'obiettivo non essendo capace di reggere la velocità di mach 1.15 che veniva raggiunta: la cosa venne risolta appesantendolo di 90 kg e riducendo la velocità di picchiata a livelli subsonici. Prima ancora che l'accettazione finale avesse luogo nel luglio del '54, il Matador venne inviato in Germania con il 1st e il 69th Group. Bisogna dire che all'epoca il Matador era visto non tanto come missile, ma come bombardiere senza pilota. In effetti, la sua designazione iniziale non era altro che B-61, che la dice lunga in merito, e non solo: per molti versi il Matador somigliava ad un XB-51 'scalato' alle dimensioni di un F-86. Anche il motore, un J-33-A-41 simile a quello del caccia F-80, aiutava l'equivalenza. In effetti era una versione 'povera' del motore originale, che costava un 30% in meno data l'eliminazione di alcuni accessori e materiali 'durevoli' (il missile volava per circa 1 ora, non aveva senso usare un motore destinato a centinaia di ore di funzionamento) che pesava 812 kg a secco, era lungo 4.051 m, diametro 1.252 (era un motore a flusso centrifugo, da qui il diametro simile a quello di un turbofan), e dava una spinta di 2.088 kg di spina continua. La costruzione, per essere il più leggera e resistente possibile, venne per la prima volta (su aerei ad alte prestazioni) eseguite con pannelli di alluminio a nido d'ape, ricavati da pannelli spessi tra 0.06 e 1 mm, prodotti dalla Honeycomb Co. su licenza Martin e incollati con la tecnica dell'autoclave. La testata era di vari tipi, ma per quella nucleare venne proposta la Mk. Mod 0 di cui vennero peraltro prodotte solo 65 unità.

    • Massa: Al lancio 6.171 kg, di cui 1361 di testata
    • Dimensioni: apertura alare 8.5 m, lunghezza 12.09 m, altezza 2.94 m
    • Motore: un J33-A-41 da 2088 kgs, con booster di lancio da 25.878 kgs. Carburante: 946 l di JP3
    • Prestazioni: circa 1000 km/h o circa 0.95 mach,gittata 1110 km, tangenza 13.410 m

    Schierato nel 1954, il missile in sostanza per la navigazione non aveva un sistema inerziale ma era teleguidato da terra. Anche per questo venne poi radiato dal servizio dopo essere stato schierato in Germania e Estrem Oriente, rapidamente sostituito dal Mace.Quanto alle unità in cui ebbe modo di prestare servizio, da ricordare il 38th Missile Wing, costituito nel giugno 1958 ad Han, Germania Occidentale, composta da 3 TMG ovvero Gruppi missili tattici ciascuno con 2 squadroni. Anche in Giappone, Corea e Taiwan ebbe luogo lo schieramento di Matador, ma solo nel primo caso, come anche in Germania, vennero rimpiazzati dai Mace. In ogni caso i Matador ebbero servizio dalla fine del '57 in Giappone, dal '58 a Taiwan e Corea: in quest'ultima nazione non venne mai reso ufficiale lo schieramento di questi missili, ma esso risulta in dotazione al 310th TMS e al 58th, inquadrati nel 58th TMG. Nel '62, con l'arrivo dei razzi nucleari Honest Jhon e dei bombardieri B-57 i Matador vennero demoliti nella base di Osan. I siti di lancio dei missili Matador, come pure dei Mace, erano sistemi ad 'hangar' semiprotetti da esplosioni nucleari, in genere ogni siti di lancio sistemati in shelter sotterranei, con 8 rimesse per missili site sotto il piano del suolo, con un grande piazzale avanti per movimentare le armi in caso di utilizzo.


    Il missile Martin Mace

    Versione migliorata del Matador, il Mace è stato schierato fino alla metà anni '60, poi è stato radiato nella convizione che i missili da crociera fossero superati. I dati di questi missili, capaci di gittate di circa 1300 km a mach 0,8 mach,erano quelle di un turbogetto da circa 2300 kgs e massa di circa 3000 kg (a vuoto)-9000 kg esluso il booster a razzo con propellenti solidi. Dimensioni: 13,41 m di lunghezza, apertura alare 6,98 m. Dati molto maggiori di quelli del Tomawhak, che è capace di 2500 km con una massa di appena 1500 kg.

    Il Mace venne prodotto in due versioni: A e B, ed entrambe erano caratterizzate da avionica molto migliorata e immune o quasi da disturbi. IL modello A aveva un sistema che era basato niente di meno che sulla comparazione delle immagini radar in memoria con quelle del terrento, per dare all'autopilota la cognizione degli errori di rotta fatti. Conosciuto inizialmente come YTM-61B, poi ribattezzato (date le differenze notevoli con l'altro tipo)TM-76A, il Mace venne alfine chiamato MGM-131, ovvero Mobile Ground Missile Mod. 131. Il sistema di navigazione, analogo concettualmente al TERCOM del BGM-109 era chiamato ATRAN ovvero Automatic Terrain Recognition And Navigation), realizzato dalla Goodyear, ma imponeva un volo a bassa quota, che se da un lato era valido per evitare la minaccia antiaerea, dall'altro riduceva la gittata a 1200 km. L'altro modello aveva invece un apparato INS del tipo AChiever, quindi era privo del dielettrico del radar nel muso, volava anche ad alta quota e poteva in tal caso -forse l'unico profilo di volo possibile- superare i 2.200 km. Inoltre, gli A erano dotati di rimorchi capaci di trasportarli e lanciarli di tipo Goodyear Aircraft TRANSLAUNCHERT trainati da speciali trattori con grandi ruote a bassa pressione, i TERACRUZER 8x8 con motore di tipo aeronautico, della Continental, bruciante benzina avio a 145 ottani. I missili erano trasportati con le ali ripiegate. I B erano invece sistemati in siti di lancio fissi, come quelli dei Matador, e per molti aspetti erano abbastanza diversi da essere definiti prima TM-76B, poi CGM-132B, ovvero Contained Ground Missile. La testata era solo termonucleare, simile alla W-28 dell'Hound Dog e ricavata dalla B-28 aeronautica. Era un oggetto cilindrico da 760 kg, alto mezzo metro e largo 1 m, capace di sprigionare 1 MT. Il MACE iniziò il servizio nel 1959 con reparti sperimentali negli USA, poi dal 1960 in Europa e in Giappone. Quando il 38th TMS venne sciolto nel '69 il MACE terminò la carriera. I missili di questo tipo ebbero impiego ancora solo come bersagli per missili aria-aria. In effetti, i missili cruise vennero per parecchi anni considerati superati e vulnerabili (e dati i tipi disponibili, non c'è da stupirsene), per poi cambiare idea con i BGM-109 Tomawhak.

    • Massa: Al lancio 8.172 kg, di cui 760 di testata W-28 da 1 MT
    • Dimensioni: apertura alare 6.98 m, lunghezza 13.56 m, altezza 2.92 m
    • Motore: un J33-A-41 da 2350kgs, con booster di lancio Tiokol da 1339kg e 45.400 kgs.
    • Prestazioni: circa 1000 km/h o circa 0,95 mach o 1045 km/h, gittata 1045-2200 km, tangenza 200-12.000 m a seconda dei modelli

    Su di una rampa di lancio, il monumentale North Americano Navaho appare nelle sue proporzioni reali rispetto agli uomini vicini

    In pochi anni la tecnologia fece tali passi avanti, che ditte note per aerei classici come il P-51 vennero coinvolte nello sviluppo di missili di prestazioni nemmeno immaginabili poco tempo prima. Il North American Navajo venne sviluppato in un programma durato ben 11 anni, fino a quando non ne emerse una macchina che al lancio arrivava a 130 t.

    Fu così che, nel periodo immediatamente posteriore alla II GM, l'allora USAAF cominciò ad indagare su un qualche tipo di sistema superficie-superficie che potesse garantire il recapito di armi nucleari a lunga gittata. Tra gli studi di questo periodo pionieristico, iniziato attorno al 1947, quello della N.A., per l'appunto ben nota per i B-25 e i P-51, che aveva in sviluppo gli F-86, ma anche un sistema chiamato MX-770 per un missile supersonico da 800 km di raggio, poi aumentato a 1.600 nell'aprile del '47. A quel punto, ricevette un contratto per sviluppare da questo studio di massima l'SS-M-A-2 Navaho. Il sistema aveva anche un nome di ditta, il N.A. Model NA-704, con un booster di grandi dimensioni e due statoreattori sistemati in coda. Nel tardo 1949 ne stava venendo costruito uno, ma già nel '50 i requisiti cambiarono, e si pretesero ben 8.000 km di gittata. Questo sisgnificò riprogettare tutto, e il sistema d'arma 104A, come oramai era disegnato l'intera arma, sarebbe stato sviluppato in tre fasi diverse. All'epoca era ancora considerato impossibile o impraticabile sviluppare gli ICBM, nonostante che i Tedeschi ci avessero pensato già verso la fine della guerra, per questo era importante avere bombardieri e missili da crociera a così grande raggio. Il primo passo sarebbe stato quello di costruire un sistema teleguidato RTV-A-5; poi l'SSM-A-4 Navaho II con gli statoreattori e infine l'SSM-A-6 Navaho III pienamente operativo. Questi due ultimi tipi erano noti anche come G-6 e G-28. Nel '51 vi fu un altro cambio di denominazione e questi tre mezi divennero l'X-10, XB-64 e XB-64A. L'X-10 era un velivolo dotato di carrello e quindi riutilizzabile, teleguidato da terra e incapace di volare a velocità e quote tanto sostenute come i tipi definitivi, oltretutto era a scala ridotta. L'XB-64 era dotato invece di un booster per il lancio e poi un sistema a statoreattore per la crociera. L'X-10 venne testato nel 1953-56 per verificare la sua impostazione aerodinamica, tutt'altro che ortodossa essendo un delta-canard. Nel '56 iniziarono i test del G-26, poi redisegnato XSM-64 (e XSM-64A per il tipo definitivo). I problemi però non mancarono: era il novembre 1956, il mondo era scosso dalla repressione sovietica in Ungheria e dalla guerra di Suez; la notizia del lancio fallito dell'ennesimo missile americano fu un evento secondario, ma per quel che ci interessa qui, va ricordato che il G-26 testato quel giorno si disintegrò dopo appena 26 secondi dal lancio, a causa di oscillazioni longitudinali che ne causarono la perdita di controllo. Per aspettare un lancio con accensione dello statoreattore bisognò arrivare al quinto tiro, nell'agosto del '57.

    La modalità di lancio era influenzata sia dalla massa che dal tipo di propulsione, necessario per le alte velocità: lo statoreattore è efficiente e semplice, ma abbisogna di una notevole velocità dell'aria per essere azionato, e questo richiede un potente booster, specie se poi si tratta di un'arma pesante, intercontinentale. Così esso era lanciato verticalmente da un XLR71-NA-1, un booster a due camere e a propellente liquido, a cui l'arma era agganciata, in un contesto che non è dissimile da quello degli Shuttle. L'accelerazione fino a mach 3 avveniva a oltre 12.000 m di quota, poi la traiettoria si inarcava dolcemente e si accendevano i due Wright XRJ47-W-5 e il Navaho procedeva da solo a circa 22-24.000 m, fino a raggiungere 5.600 km di distanza a 2,75 mach. Aveva un INS N.A: N-6 e radio comando, più sistemi di teleemtria, e un carrello di atterraggio per recuperarlo (cosa che non si verificò in nessuno dei lanci). La testata avrebbe dovuto essere un'arma come la W-4 o XW-13 a fissione, ma il mezzo venne considerato un veicolo di ricerca puro. Ma oramai la sorte era segnata. Il futuro SM-64 Navaho venne cancellato dall'USAF nel luglio del '57 e venne portato avanti l'SM-62 Snark, assai più avanti nello sviluppo e certo anche più economico; l'SM-65/CGM-16 Atlas e l'SM-68/HGM-25 Titan erano l'obiettivo finale, degli ICBM che potevano garantire un'efficienza ben maggiore rispetto ai bombardieri o ai 'cruise' appena si fossero risolti i problemi di sviluppo. Siccome vennero completati 16 XM-64, anche dopo la cancellazione dell'arma vennero tirati altri 7 ordigni, fino a novembre 1958, per ragioni puramente sperimentali, ma ancora, nessuno di essi raggiunse un successo del 100%.

    Quanto al 'Navaho' definitivo, il Model G-38, esso era un G-26 ingrandito, il cui disegno venne completato nel febbraio del '57 ma senza mai essere completato per la fine del programma. Le sue caratteristiche erano quelle di poter portare una W-39 H da 4 MT e RJ47-W-7 migliorati, così come il booster XLR83-NA-1 aveva 3 camere di combustione, mentre la coda, prima doppia, era diventata singola, il sistema INS era l'N-6B e il raggio d'azione di circa 10.000 km a 3,25 mach. Anche in questo caso, i tipi sperimentali avrebbero potuto essere recuperati con un apposito carrello.

    In tutto, il programma costò un contratto che fino al '57 fu il più costoso mai emesso al mondo, un valore di 691 mln di dollari (dell'epoca) che l'USAF attribuì alla North American. In questo costo non erano solo compresi i missili, ma anche preziose tecnologie come la struttura sandwich sperimentata nell'X-10, i sistemi INS e altro ancora, tanto che il Sistema d'arma 104 finì per fare da precursore a non poche tecnologie poi sfruttate per gli ICBM, e almeno concettualmente, nello stesso Space Shuttle. Anche i sovietici tuttavia risultarono interessati a questa concezione e con il programma BURJA arrivarono anche loro a realizzare un sistema simile, pare con correttore di rotta stellare (come lo Snark) e con lanci che arrivarono fino a 8.000 km di distanza, meglio di quanto ottenuto dal programma Navaho.

    Caratteristiche SM-64 e SM-64A:

    • Lunghezza: 20,65 m per il missile e 23,34 per il Booster (SM-64); 26,7 e 28,1 m (SM-64A); apertura alare 8,71 e 13 m
    • Diametro booster 1,78 e 2,4 m
    • Peso: 27.200 +34.000 kg (SM-64) e 54.600+81.500 kg (SM-64A)
    • Motore: 2 Wright XRJ47-W-5 da 3.600 kgs+ un NA XLR71-NA-1 da circa 110.000 kgs; SM-64A, 2 XRJ47-W-7 da circa 5.000 kgs e un XLR83-NA-1 da circa 182.000 kgs
    • Prestazioni: SM-64, quota 24.000 m, velocità 2,75 mach, raggio 5.600 km; SM-64A, 3,25 mach, oltre 24.000 m, 10.000 km circa
    • Armi: XSM-64A, prevista una W39 da 4 MT[1]

    Snark[2][modifica]

    Northrop SM-62 Snark 061218-F-1234P-002.jpg

    Brasile, 1982. Tra gli alberi dell'Amazzonia viene ritrovato il relitto di un grande aereo rosso brillante, di tipo apparentemente sconosciuto. Infatti non si trattava di un aereo, ma di un missile. A quanto pare, arrivato là per un errore di navigazione, pur essendo stato lanciato dagli USA. Una teoria era anche stata fatta: che quest'ordigno fosse stato usato per azioni di spionaggio, forse sopra Cuba. Ma di questo non ci sono prove concrete, anche perché esso venne perso nel 1956, quando a Cuba c'era ancora Batista. Il prototipo N-69 era andato perso nel dicembre 1956, a causa di un'avaria del sistema di guida e cadendo dopo la fine della riserva di carburante. Lo Snark era un sistema intercontinentale molto ambizioso. A tutt'oggi è il sistema 'cruise' di maggiori dimensioni e autonomia mai entrato in servizio. La sua nascita era stata sotto la sigla SM-62, Strategic Missile mod 62, Snark, ovvero Drago, nato con la Northrop Aircraft Company, che mirava a portare sul bersaglio una testata nucleare. Praticamente si trattava di un bombardiere intercontinentale senza pilota, capace di arrivare a 10.180 km e con una velocità di 960 km/h; l'USAF aveva richiesto invece una velocità supersonica, tanto che nel marzo del '46 assegnò due programmi di ricerca, uno dei quali per un'arma supersonica da 8.000 km con testata da 2.200 kg, sempre alla Northrop (erano noti come MX-775A Snark e MX-775B Boojum). Fu lo Snark ad essere messo da parte, fino a che Jack Northrop, già in difficoltà per il fallimento e i problemi dei suoi aerei 'tutt'ala', riprese il concetto e lo sviluppò come sistema d'arma in 2 anni con il costo unitario di 80.000 dollari per arma, se però ne venissero stati prodotti 5.000 esemplari, davvero troppi per una qualunque pratica realizzazione. Stranamente, questo significò la caduta in disgrazia del Boojum; nel mentre il Navaho trisonico era in corso di sviluppo. Il 21 dicembre 1950, ad Holloman, venne già provato il simulacro da una rampa di lancoi, seguita da 9 test nei successivi 8 mesi. Il successivo missile operativo doveva essere chiamato 'Super Snark', poi solo Snark; il fatto era che il missile doveva avere 8.800 km di gittata, carico di 3.750 kg e CEP di 450 metri circa, nonché supersonico nell'avvicinamento finale sul bersaglio. Non meno importante di tutto il resto era infatti il sistema di navigazione di tipo 'stellare', ovvero l'antenato del GPS, che sfruttava le stelle del cielo e venne sviluppato a partire dal 1948, a gennaio. Nel '51-52 erano iniziate le prove su di un B-29, e poi, dal '53, su di un jet B-45 che volò sperimentalmente fino al '58 con un totale di 450 ore di volo. Per lo sviluppo venne incaricato il 6555th Guided Missile Wing, che era sito in un luogo famoso della missilistica americana: Cap Canaveral; così si sarebbe introdotto il missile in servizio con il SAC. Già alla fine del maggio del '52, con la Guerra di Corea ancora in corso, venne già consegnato un missile mentre 56 degli uomini del Wing vennero mandati alla Northrop per l'addestramento.


    Snark rocket.jpg

    Il lancio di tre simulacri ebbe luogo tra l'agosto e l'ottobre del '52, poi seguirono 4 voli con il prototipo fino al 10 marzo del '53. Il prototipo non era delle dimensioni finali: 15,86 m di lunghezza, 12,8 m di apertura alare, 26,04 m2 di superficie alare e aveva un motore Allison J-33A-31 più due booster Aerojet da 21.000 kgs e pesava complessivamente 12.700 kg; il carburante era sufficiente per 2.480 km di portata. La sua denominazione era N-25. Il successivo N-69, missile prototipico, servì per attivare nel gennaio del '55 il 1st Pilotless Bomber Squadron (Strategic), che contava 105 effettivi e altri erano in addestramento. Il motore era il nuovo YJ-71, che però era inaffidabile. Anche i missili in produzione lo erano, e spesso fu necessario rimandarli in ditta per le riparazioni del caso. Il primo N-69 venne lanciato già il 6 agosto 1953, praticamente con la fine della guerra di Corea: la nuova era dei missili strategici era iniziata, mentre era appena finita l'era dei caccia 'classici', armati con mitragliatrici anche se con mitragliatrici di bordo. Ad ogni modo non fu una rivoluzione facile, dato che il primo ordigno cadde già dopo 15 secondi dal lancio e dopo il fallimento del secondo lancio in ottobre venne cambiato il motore con il J-57 della Pratt&Whitney, più i booster da 47 ts di nuova generazione. I lanci si susseguirono con non meno di 11 N-69A e B tra il '54 e il '55; in teoria erano recuperabili grazie ad un apposito paracadute di salvataggio, però nessuno venne salvato; si passò all'N-69C, che aveva una caratteristica inedita: per sganciare la bomba di bordo veniva sganciata la sezione anteriore del missile, per questo si trattava di un'arma ingrandita, con una fusoliera che si allungava molto oltre le ali, queste ultime a freccia acuta, ed elevato allungamento. Il primo missile volò il 10 febbraio del '55 e stavolta fu un successo, ma poi l'N-69D, che finalmente aveva il sistema di guida d'attacco ebbe sistematici fallimenti. Quest'arma aveva anche serbatoi aggiuntivi per cui aumentava di 2.250 litri la capacità, pesando a quel punto 20.000 kg anziché 16.362. Sospese le prove nel '56, aumentata la spinta dei booster a 59 t l'uno, il missile era un problema da sviluppare più o meno come il massiccio Navaho, che per raggiungere la stessa distanza ma al triplo abbondante della velocità sarebbe cresciuto fino a 130 t. Ma lo Snark era apparentemente più facile da produrre e il presidente ('Ike') nel settembre del '55 aveva deciso di dare sì la massima priorità ai missili balistici Titan e Atlas, ma come assicurazione, aveva mandato avanti anche lo Snark e il Navaho. Dopo vari esperimenti con l'N-69D, lanciati in una dozzina di esemplari, nel giugno del '57 la Northrop si riteneva pronta per la dimostrazione operativa del sistema. Dal 20 giugno era stato lanciato l'N-69E alleggerito di 900 kg a vuoto ma oltre 2.200 kg in più al lancio. Nonostante il lancio fallito del primo missile, gli ultimi due del tardo '57 videro i missili arrivare fino ad Ascensione; seguirono altri 6 lanci nella prima metà del '58.

    come si distaccava la testata dello Snark

    Il 556th Strategic Missile Squadron, sempre sotto la supervisione del 6555th Squadron, venne attivato il 15 dicembre del '57 e seguirono poco dopo i primi lanci nel tardo 1958. Seguiranno vari altri lanci da Cap Canaverl, specie i 3 SM-62 Snark da C. Canaveral dal luglio del '59, alla fine dell'anno venne sciolto e venne incorporato nel 702nd. Con i lanci di altri 5 missili vennero raggiunti ben 86 missili in tutto, e ancora non furono risolti tutti i problemi di affidabilità del sistema. Alla fine del '59 però il missile ebbe però un brutto colpo: venne valutato che solo un missile su sei potesse raggiungere il bersaglio e ne venne raccomandata la cancellazione da parte dell'AFMTC, l'organo 'missilistico' dell'USAF; il QG dell'USAF volle andare avanti e vennero tirati 12 missili nel '60. E arrivò anche lo schieramento operativo nel Maine, dove al posto dei caccia F-89 Scorpion di due squadroni vennero sostituiti dalle basi di lancio per i missili alloggiati in grossi hangar, sei in tutto di ben 128 x 24,38 m, e ciascuno con 2 piazzole di lancio. L'operatività venne raggiunta con la messa in allerta il 18 marzo del 1960 con il primo missile, poi vennero messi in campo altri 3 ordigni, fino a che non venne raggiunta una piena operatività il 28 febbraio 1961 con una trentina d'armi, che fatto interessante, erano anche lanciabili da rampe mobili, cosa indubbiamente apprezzabile rispetto alle infrastrutture richieste dagli ICBM. Ma oramai era stato anche introdotto l'Atlas e stava per arrivare l'ancora più grosso e potente Titan. Kennedy, appena insediato, volle la fine del programma e nel giugno, appena 4 mesi dopo, il reparto venne chiuso e i missili alloggiati a Presque Island vennero demoliti a partire già a luglio. Lo Snark aveva raggiunto anche la possibilità di arrivare anche a manovre di attacco complesse, piuttosto che volare solo ad alta quota. Da Cap Canaveral i lanci erano così disastrosi che le sue acque vennero dichiarate per scherzo 'infested with Snarks' (anziché sharks, squali), visto il numero dei lanci falliti con misere cadute in mare.

    Lo Snark era un grosso velivolo non pilotato, piuttosto convenzionale a parte l'assenza di piani di coda orizzontali e una velatura alare con gli alettoni che servivano anche per il controllo di volo: il timone di coda venne disattivato perché questi erano risultati sufficienti per il controllo. La fusoliera era molto lunga, le ali poste ben all'indietro; nell'insieme somigliava ad un piccolo aereo da trasporto civile, assenza dei piani di coda orizzontali a parte. Il turbogetto aveva una presa d'aria ventrale, sistemata dietro le ali e vicino alla fusoliera, nella cui estremità posteriore v'era lo scarico del turbogetto. Il sistema di guida era un INS Northrop che era aggiornato automaticamente con le stelle del cielo (naturalmente volando in quota, fuori dalle nubi). Curiosamente per un missile intercontinentale, esso era anche trasportabile con i C-124 e riassemblato in appena un'ora di lavoro. Con l'attacco sul bersaglio, il missile staccava la parte anteriore per colpire con la bomba interna, mentre il missile perdeva il controllo e si disintegrava per il flusso d'aria. Anche la testata non era una ricerca banale, dato il peso delle armi atomiche dell'epoca, e vennero considerate le W-4, TX-5, W-13, XW-29 e alla fine la definitiva W-39, ovvero la bomba a caduta libera Mk-39, senza impennaggi e musetto. Era un'arma H, lunga 3,65 m per 90 cm di diametro e peso di 2.814 kg. La sua potenza era spaventosa: tra i 5 e i 20 MT, si consideri che già un MT è sufficiente per causare danni e vittime anche a 9 km di distanza, per non parlare di una fortissima radioattività. Gli USA erano davvero efficienti all'epoca, tanto che nel '58 realizzarono una trentina di Mk-39. Il loro ritiro fu molto più lento di quello dei missili: tra il 1962 e il 1965. Le rampe degli Snark sono l'unica cosa che è ancora presente, praticamente intatti dopo decenni di abbandono. Almeno tre musei americani hanno esemplari di quest'ordigno, che complessivamente venne prodotto in almeno un centinaio di esemplari.

    Il missile:

    • motore J-57P-16 da 4.767 kgs della PW, 11.793 kg di carburante interno e 2 serbatoi ausiliari; due booster Aerojet-General da 59.020 kgs l'uno
    • dimensioni: lunghezza 20,47 m (23,1 m secondo Armi da guerra), apertura alare 12,87 m, superficie 30,6 m2
    • pesi 8.466 a vuoto, 21.858 kg a pieno carico (ma senza i due booster), 27.200 kg con i booster da 5.500 kg (ma i dati variano a seconda delle fonti).
    • Prestazioni dichiarate: 1.016 km/h max, 843 km/h di crociera, gittata 10.180 km con due serbatoi subalari ausiliari, CEP 7,4-32 km (!), tangenza 14.230-18.000 m

    Forse quest'ultima era la caratteristica migliore dell'arma, assieme alla gittata, per evitare che esso fosse un bersaglio troppo facile per i caccia nemici. Per il resto era un sistema vulnerabile e facile da localizzare. Però era ben più ragionevole del Navaho, che grazie alla sua velocità era pressoché inintercettabile (oltre mach 3, come l'SR-71 o il B-70) tranne che forse dai missili SA-2. Ma questo era un sistema con 3 statoreattori e pesava circa il quintuplo dello Snark, è il costo della velocità rispetto all'economia di volo dell'SM-62. Per arrivare alla massima gittata lo Snark impiegava una dozzina d'ore, non peggio di quanto fosse possibile con i bombardieri B-52, ma pur sempre molto. Per arrivare alla stessa gittata il Navaho impiegava 3 ore. Ma l'Atlas e il Titan erano capaci di arrivarci in circa 30 minuti e quindi capaci di colpire a 'sorpresa', oltre che inintercettabili. Alla fine furono loro a superare la concorrenza dei 'cruise', troppo costosi, inaffidabili e vulnerabili per essere una scelta credibile. Ma soprattutto, questo missile, che nelle intenzioni originarie avrebbe tra l'altro dovuto volare a quote estremamente alte, era anche afflitto da un altro problema: non solo era inaffidabile e vulnerabile, ma il suo sistema di navigazione era talmente impreciso, che il miglior lancio eseguito ebbe un'imprecisione di 7,4 km; ma sebbene anche così con una testata multi-megaton avrebbe potuto colpire il bersaglio in maniera molto dura, ma durante i lanci oltre i 3.400 km l'errore giungeva persino a 32 km di distanza dall'obiettivo prescelto, tanto persino per la testata multimegaton dell'SM-62 e grandemente superiore alla precisione all'errore di un missile balistico (anche durante la II GM le V-2 erano mediamente ben più precise delle V-1, come interessante parallelismo). Visto e considerato tutto, lo Snark, per quanto meno ambizioso del Navaho, fu un insuccesso di dimensioni solo leggermente inferiori, con spese ingenti per un'arma diventata operativa per 4 mesi appena.

    Insomma, alla fine, nel confronto tra i discendenti della V-1 e della V-2, vinsero questi ultimi. Lo stesso accadde del resto tra i missili Regulus della Marina, sconfitti dai balistici (ma non intercontinentali, date le dimensioni) del tipo Polaris. Si provò anche a fare lo stesso con gli aerei, ma il programma Skybolt venne annullato proprio quando, dopo uno sviluppo tribolato, stava andando meglio. I discendenti dei missili Hound Dog (o se si vuole, delle V-1 aviolanciate dagli He-111) sono così sopravvissuti e prosperano fino ad oggi.



    USS Los Angeles (CA-135) firing a Regulus I missile on 7 August 1957 (NH 97391).jpg

    La Marina aveva chiesto lo sviluppo del Loon per ruoli di bombardamento costiero, possibilmente come appoggio all'invasione del Giappone, ma il primo missile che arrivò in servizio era il Regulus, che venne istallato sia su navi che sommergibili. Il Regulus era subsonico e assai rudimentale, mentre il Regulus II era supersonico ma non andò molto oltre i prototipi.


    Tomahawk Block IV cruise missile.jpg

    Il missile BGM-109 Tomahawk è stato una rivoluzione per la precisione e la miniaturizzazione del progetto. Entrato in servizio negli anni '80, aveva una testata nucleare e gittata di 2500km, con profilo di volo radente ma, notare bene, basato non su sensori attivi (come il radar di inseguimento del terreno) ma sul TERCOM, con le informazioni di volo digitalizzate e memorizzate. Nondimeno, per integrare le informazioni del sistema di guida era istallato anche un sensore a comparazione del terreno, che lo integra e rende il sistema più preciso. La versione da attacco convenzionale di questo missile ha fatto parlare di sé nelle guerre successive al 1990. Esso è basato su navi, perché i modelli dell'esercito vennero tolti dal servizio a seguito degli accordi sugli Euromissili del 1987.

    Peso: 1500 kg di cui 123 di testata nucleare da 200kt

    Dimensioni: lunghezza 6,2 m, diametro 0,533 m

    Prestazioni: mach 0,7 e 2400 km di gittata nella versione nucleare, 450 nella versione convenzionale da attacco antinave con la testa dell'Harpoon.

    Guida: inerziale, TERCOM, guida radar attiva nel caso dei modelli (ora ritirati) antinave.

    Missili balistici[modifica]

    I missili balistici statunitensi sono stati originati dalla tecnologia tedesca della V-2, e da scienziati come Werner Von Braun immigrati nel Paese nordamericano.

    Da queste tecnologie sono presto derivati nuove generazioni di missili, passati presto a propulsori di grande potenza propulsiva e propulsori a propengolo solido. Così mentre i missili SS-7 Sapwood avevano ancora 20 motori in cluster di 5, gli equivalenti Atlas avevano 3 motori, i Titan solo 1. Lo sviluppo di macchine termodinamiche sempre più perfezionate e potenti permise uno straordinario sviluppo dei programmi missilistici americani, che fecero stupefacenti passi avanti tra gli anni '50 e '70 in tutti i campi d'impiego. Quella che segue è una galleria con ordine cronologico dei sistemi più importanti.

    Primordi[modifica]

    Missile V-2 sperimentato in un lancio

    1946: Tutto iniziò con l'Operazione Paperclip, tesa a recuperare nell'immediato dopoguerra i tecnici e i documenti che avevano tanto impressionato per le loro avanzatissime tecnologie aeromissilistiche e subacquee. Anche sistemi d'arma catturati o clonati vennero sperimentati, come primo e necessario passo, per prendere confidenza con le nuove tecnologie. Anche i sovietici e i britannici fecero lo stesso, ma Von Braun venne ospitato dagli USA, mentre la sua principale creazione, la V-2, forniva la tipologia di motori che persino alcuni vettori spaziali russi attuali continuano ad utilizzare (famiglia Semyorka).

    Il candido bianco in cui è verniciato il Corporal, qui inquadrato con 2 altri missili di ben maggiore successo: un Mace/Matador e un Hercules

    1954: Il primo missile balistico statunitense a tutti gli effetti è stato il Corporal, entrato in servizio come missile tattico, il primo di una serie, in carico all'US Army. Esso era dotato di una gittata di 110km, ma era in generale assai limitato e non molto efficace.

    I missili Corporal avevano i seguenti dati:

    • Lunghezza 14,02 m, diametro 0,76 m, ap.alare 2,13 m
    • Pesi: 5443 kg al lancio, peso testata 1.500 kg
    • Motore: a razzo, con spinta di 9,072 kgs
    • Sistema di controllo: calcolo azimuth e altri dati per l'angolo di lancio
    Redstone-jupiterc-mercuryredstone-compared.jpg

    Luglio 1957: Il PGM-11 Redstone era un missile derivato dalla V-2, ma non certo con piena soddisfazione, visto che esso aveva una portata di 400km ma con una massa al lancio di circa 27t., doppia rispetto a quella dell'arma tedesca da 320 km. Esso era solo un primo passo per la realizzazione di efficienti missili nucleari tattici a medio raggio.

    • Lunghezza 21,03 m, diametro 1,78 m, ap.alare 3,66 m
    • Pesi: 5.080(vuoto)-27.987 kg al lancio, peso testata 2994 kg
    • Motore: a razzo, con spinta di 34.000 kgs
    • Sistema di controllo: Inerziale
    Jupiter-C vs Jupiter IRBM.jpg

    gennaio 1958: Lo Chrysler Jupiter era un missile a gittata intermedia, del 1958. Esso venne sviluppato dall'Esercito con la tecnologia della V-2 di oltre 10 anni prima, ma applicata ad un desiderato raggio d'azione di almeno 2.700 km (1500 miglia nautiche), con impiego anche su basi in Italia e Turchia, cosa che innescò successivamente la crisi dei Missili di Cuba.

    • Lunghezza 18,31 m, diametro 2,78 m
    • Pesi: 49.895 kg al lancio, testata 1,5 MT
    • Motore: a razzo, con spinta di 68.000 kgs
    • Sistema di controllo: calcolo azimuth e altri dati per l'angolo di lancio
    Thor IRBM.jpg

    1959: Se lo Jupiter era l'arma a gittata intermedia dell'Esercito, il Thor era un'arma balistica sviluppata dall'USAF. Esso venne schierato in quantità limitate anche in UK.

    • Lunghezza 19,81 m, diametro 2,44 m
    • Pesi: 47.627 kg al lancio, testata 1,5 MT
    • Motore: a razzo, con spinta di 68.000 kgs
    • Sistema di controllo: calcolo azimuth e altri dati per l'angolo di lancio
    Atlas-icbm-erector-scaled.jpg

    1960: Lo CGM-16/HGM-16 Atlas era uno dei primi 2 missili ICBM (balistici intercontinentali) che vennero sviluppati dagli americani in contemporanea, per impedire che il fallimento di uno dei 2 causasse un ritardo intollerabile nella preparazione di una forza missilistica intercontinentale USA. La sua carriera, dopo essere stato rimpiazzato come arma, continuò come vettore spaziale. Il primo volo venne lanciato già l'11 giugno 1957, ma solo nel 1960 entrò in servizio sulla base aerea F.E.Warren. I 117 missili disponibili vennero radiati e convertiti come vettori spaziali tra il 1965 e il 1967. L'Atlas venne utilizzato anche per i test relativi ai missili Nike-Zeus. Da notare che questo sistema missilistico non aveva una vera ripartizione in stadi come successivamente sarebbe stato fatto.

    • Lunghezza 25,15 m, diametro 3,05 m
    • Pesi: 117.934 kg al lancio, testata 3 MT
    • Motore: due LR105 a razzo con motore a propengolo liquido, con spinta di 74845 kgs l'uno per 145 sec., poi entrava in azione l'LR89 da 25.855 kgs per altri 190 sec, fino a che la testata poteva arrivare a ben 18.507 km, la maggiore mai raggiunta da un ICBM.
    • Sistema di controllo: sistemi di regolazione vari della gittata
    Titan Missile Family.png

    1960-61:Il possente Martin Titan è stato un missile di grande successo nella storia delle armi di questo tipo, nato nel 1955 ed entrato in servizio nel 1960. Esso si sarebbe poi evoluto in una nuova generazione di missili ICBM pesanti, capaci di contenere al loro interno i propellenti liquidi per lungo tempo, anziché essere riforniti solo prima del lancio. Le versioni vettore spaziale furono di capitale importanza per i programmi spaziali civili e militari USA. I 54 missili Titan vennero sostituiti con altrettanti Titan II con propellente non criogentico, che si poteva lasciare a lungo nei serbatoi.

    • Lunghezza 29,87 m, diametro 3,05-2,44 m
    • Pesi: 99.790 kg al lancio, testata da 4 MT per il Titan I, 149.690 kg, di cui 3.700 kg per la testata da 9MT
    • Motore: a razzo LR87, con spinta di 176.078 kgs per il primo stadio e poi un LR91 da 36.287 kgs per il Titan I. Gittata mach 26, gittata 14.806 km o 15.000 km per il Titan II, CEP di 1300 m.
    • Sistema di controllo: orientamento della spinta e altro ancora, oppure inerziale.
    Sergeant.jpg

    1961: Lo Sperry Sergeant

    è un'arma intermedia tra missili di primissima generazione e le armi meglio sviluppate della generazione successiva, come nel caso del Lance. Il Sergeant era il sostituto del Corporal ma si dimostrò un progetto già superato già nel 1962, quando ebbero luogo le prove. In attesa del Lance, venne tenuto in servizio fino al 1977 ed ebbe anche impiego come vettore spaziale per missioni limitate.

    • Lunghezza 19 m, diametro 0,79 m
    • Pesi: 4500 kg al lancio, testata 20 kt
    • Motore: M53 a razzo solido, con spinta di 25.000 kgs
    • Sistema di controllo: sistemi di regolazione vari

    La piena maturità[modifica]

    Minuteman 2

    1963-70: missile standard della forza ICBM americana, il Minuteman è passato attraverso varie versioni migliorate. Il Minuteman II andò fuori servizio anni fa, ma il Minuteman III è ancora in linea, praticamente l'unico ICBM americano attuale, assieme agli SLBM Trident II D5. Tutti i Minuteman hanno propellente solido. In tutto sono stati prodotti centinaia di Minuteman dal 1963 in servizio, poi sono arrivati circa 500 Minuteman II dal 1966 e dai III nel 1970.

    • Lunghezza 18,2 m, diametro 18,5 m
    • Pesi: 31.750-34.500 kg al lancio, testata 730-1150 kg da 1,2 MT o 3 MIRV da 165 o 335 kt
    • Motore: a razzo solido
    • Sistema di controllo: inerziale, CEP 370 m poi scesi a 220 con le teste di rientro Mk 12 da 165 kt
    Pershing-2 single stage test.jpg

    1962: Il missile Pershing è stata un'arma dei primi anni '60, comparabile all'SS-12 Scaleboard di qualche anno dopo. Sarebbe stato sostituito dal Pershing II con gittata di 1500 km, testata di potenza ridotta ma capace di penetrare fino a 30 m di terreno, il che accoppiato ad una testata con un radar cartografico dietro un'ogiva di ceramica che consente di localizzare il bersaglio determinato con manovre finali per centrarlo con un margine di poche decine di metri. Venne eliminato con i trattati per gli Euromissili del 1987. Il primo tipo arrivò in servizio nel 1962 ed entrò in servizio nel 1964 in Europa, come primo missile moderno a livello tattico. La versione Ia arrivò nel 1967, e venne schierata in 164 rampe dall'US Army di cui 108 in Europa mentre 72 rampe vennero date alla Germania Occidentale, con le sue unità aeree nella Luftwaffe.

    • Lunghezza 10,6 m, diametro 1 m
    • Pesi: 4600 kg al lancio, testata 748 kg da 60-400 kt
    • Motore: a razzo solido, gittata 740 km, CEP 365 m
    • Sistema di controllo: inerziale
    Polaris-a3.jpg

    1962: Il missile UGM-27 Polaris era un grande passo avanti per il deterrente navale nucleare, che venne usato per armare la prima generazione di sottomarini lanciamissili balistici. Aveva una gittata iniziale di 2700km e poteva essere lanciato da sotto il livello del mare.

    Poseidon-c3.jpg

    Il Poseidon era un miglioramento in termini di gittata e potenza comparato al missile Polaris.

    MGM-52 Lance.jpg

    1972: Missile tattico molto moderno, in sostituzione di armi come l'Honest John, il Lance ha usato per la prima volta una serie di tecnologie che nei missili tattici occidentali fino ad allora mancavano, e in generale in tutte le armi a corto raggio (meno di 300km). Esso ha conosciuto una grande diffusione a partire dal 1972, con compiti di attacco nucleare e talvolta, convenzionale con la testata M251 con 836 bombette da 0,47 kg capaci di saturare un'aerea di 820 m di diametro, ben dentro del CEP di 455 m.

    • Lunghezza 6,17 m, diametro 0,65 m
    • Pesi: 1630-1778 kg al lancio, testata 212 da 10-100 kt o 454 convenzionale
    • Motore: a razzo solido, con gittata di 70-121 km
    • Sistema di controllo: inerziale
    Peacekeeper missile.jpg

    1988: Il missile MX Peacekeeper è stato l'ultimo ICBM operativo degli Stati Uniti ( il successivo Midgetman non ha raggiunto invece l'operatività). 100 missili costruiti, entrati in servizio nei tardi anni '80, ma in fase di radiazione.

    • Lunghezza 21,6 m, diametro 2,33 m
    • Pesi: 88.450 kg al lancio, testata 3600 kg con 10 MIRV da 335 kt, CEP 60-90 m
    • Motore: a razzo solido, con 4 stadi complessivi
    • Sistema di controllo: inerziale con coordinate sferiche.


    Trident II missile image.jpg

    Il Trident C4 è il missile che ha segnato, con la sua precisione, un passo avanti ulteriore verso la realizzazione di un ICBM 'navale'. Questo sarebbe stato il Trident II D5, attualmente schierato con i 4 sottomarini inglesi e americani. La gittata di circa 4000 km, è stata poi aumentata con il D5 a non meno di 6000-7000, con precisione maggiore per ben 10 testate, praticamente analoghe come prestazioni a quelle dei più grossi SS-N 20 dei Typhoon sovietici.

    ATAMCS[3][modifica]

    Atacms mlrs 01.jpg

    Questo tozzo missile è nato nell'ambito del sistema ASSAULT BREAKER, relativo alla messa a punto di tecnologie avanzate (come le submunizioni intelligenti Skeet), soprattutto dal DARPA, un programma iniziato nel '78 con lo scopo di colpire le forze corazzate del Patto di Varsavia in caso di una loro eventuale avanzata, cosa che avrebbe quasi di sicuro contemplato in alternativa le armi nucleari tattiche. Ma se si migliorava la precisione, allora l'intelligenza poteva rimpiazzare la forza bruta impiegando solo una frazione dell'energia altrimenti richiesta. Così nacquero armi intelligenti sempre più sofisticate e miniaturizzate, con lo scopo di portarne letteralmente a grappoli sul campo di battaglia e anche nelle immediate retrovie, per fermare i gruppi di manovra (OMG) sovietici. Inizialmente, nel caso del sistema missilistico in parola, si usò la sigla CSWS, che vuol dire 'arma di supporto di Corpo d'Armata. Questo significava anche sostituire il sistema Lance, non da molto entrato in linea ma pur sempre di qualcosa obsoleto, per esempio aveva ancora il motore a razzo con propellenti liquidi, efficienti ma con problemi di stoccaggio. Questo missile, inteso soprattutto come arma nucleare tattica, sarebbe stato poi ritirato nel 1991-94 per via di una decisione post-guerra fredda del presidente Bush padre. Ma all'epoca di questo non si parlava proprio, anzi il confronto stava aumentando d'intensità. Era una situazione difficile: gli USA dovevano ancora riprendersi dalla sconfitta in Vietnam, che anche moralmente aveva lasciato profondi segni nelle forze di terra (vedi l'efficace 'Gunny' con C.Eastwood), mentre i Sovietici dovevano ancora fare l'esperienza dell'Afghanistan, non meno deprimente e quindi erano in una situazione di vantaggio. Per superare l'impasse, gli americani si diedero convintamente alla loro migliore risorsa, la tecnologia avanzata. Al missile balistico tattico erano interessati anche i capi dell'USAF con il sistema CSW, ovviamente qui non si parlava di una vera arma balistica, ma più genericamente di un missile convenzionale. Nel 1983, per economizzare, venne fuori il programma JTACMS, ovvero il missile avanzato tattico comune (Joint) con i primi contratti a Luglio per la Martin-Marietta, Vought e Boeing che presentarono poi le loro proposte. Dopo che l'USAF, obiettivamente piuttosto incompatibile, si ritirò da questo programma, l'US Army poté avere mano libera nell'imporre le proprie specifiche esigenze e battezzò l'arma come ATACMS. Una specie di grosso razzo MLRS con un sistema di guida inerziale e maggiore gittata. Dicembre 1985, inizio dell'attività di sviluppo pieno e nel marzo 1986 vittoria della LTV (Vought), con un primo contratto presto emesso per 180 milioni di dollari. Con questo programma venivano messi da parte i tipi pensati come il T-16 (un Patriot modificato) e il T-22 della LTV (un Lance aggiornato), rispettivamente da 100 e 120 km con 20 munizioni 'intelligenti'. Essendo adesso non più di tipo aeroportabile, questo missile t'attacco venne opportunamente 'cresciuto' dimensionalmente, e si trovò senza troppa sorpresa che il lanciatore dell'MLRS, appena entrato in servizio, fosse il migliore sistema per lanciare anche quest'ordigno. Solo che ogni pod da 6 razzi calibro 227 mm (peso: 308 kg l'uno) avrebbe dovuto in alternativa essere sostituito da uno o due missili tattici. Alla fine venne scelta una configurazione con un missile per sezione, provvisto di una testata da 454 kg (come il Lance con i tipi 'convenzionali'). Il primo lancio avvenne a White Sands nell'aprile 1988. Gennaio 1989, arriva il contratto di produzione a basso ritmo (praticamente di preserie) per 66 missili del cosiddetto Block 1, che già a marzo iniziarono i lanci sperimentali. Seguirono altri missili e altri esperimenti, in particolare nel febbraio 1990 vennero ordinati altri 104 ordigni. Buona parte venne tirata nei lanci sperimentali, in tutto 25, ma siccome erano risultati positivi a novembre, in piena crisi del Golfo, venne avviata la produzione a pieno ritmo. L'esordio però non avvenne con i reparti in prima linea (ovvero Germania e Corea del Sud) ma nel Golfo, in Desert Storm. Seguirono un gran numero di Block 1 che in tutto raggiunsero ben 1.647 esemplari fino al luglio del '97 per il solo US Army. Ma altri vennero esportati, come si vedrà. Nel 1998 fu la volta del Block 1A ad entrare in servizio, sperimentato dal 1995 con un lancio avvenuto anche da una nave. Prima 70 missili, poi 179, poi ancora altri con i successivi contratti.

    Il tozzo ATACMS è un missile che ricorda non poco il corrispettivo sovietico più vicino, l'SS-21. HA un radome anteriore, la testata di guida INS, la spoletta, la testata e poi il sistema di controllo, il razzo e i sistemi di controllo, ovvero le alette e i deflettori del getto. In tutto, è un ordigno più corto e più pesante del Lance, fisicamente a forma di una grossa bottiglia, arrivano a circa 1.670 kg. Il suo motore è della Aerojet, già produttrice di quello dell'MLRS, lungo 2,25 m e pesante 800 kg per un diametro di 61 cm. È un sistema potente, migliorato successivamente, ma la novità è stata il sistema di guida, un INS con tre giroscopi laser più autopilota. Tirabile tra i 25 e i 165 km, è stato poi sostituito nella produzione dalla versione a gittata maggiore, che praticamente eguaglia quella del missile SS-1 Scud B con circa 300 km (minima di 100 km) e un nuovo sistema di guida per mantenere e anche migliorare la precisione, grazie ad una delle migliori risorse americane, il GPS, che ha un'antenna ricevente sul lato della testata. Il sistema di guida è semi-balistico con la possibilità di manovrare sia con le deviazioni del getto che con le alette e ha avuto vari miglioramenti per ottimizzare le prestazioni dopo il 1992. La testata trasporta normalmente, nel Block 1, un totale di ben 970 APAM, grosse granate anti-personale simili ad una palla da tennis del tipo M-74, dal peso di 590 grammi per 6 cm di diametro. Dentro hanno una carica HE con un involucro in tungsteno per la frammentazione, più due ordigni incendiari, tutti racchiusi nella sfera d'acciaio in due pezzi, con spoletta M219 (percentuale di affidabilità stimata del 98%) e raggio letale per personale allo scoperto di 15 m. La sezione del missile con le armi si apre in volo con l'uso di una carica di demolizione di tipo HEAT. Il Block 1A si differenzia per la riduzione a 300 ordigni di questo tipo in cambio di una maggiore gittata. IL Block 1A QRU ha invece una testata unitaria del tipo WDU-18/B, la stessa dello SLAM e di tipo semi-perforante da 221 kg; dopo 280 di queste armi si è passati al tipo di missile T2K con la stessa testata ma una spoletta 'intelligente' per la penetrazione di obiettivi induriti con attacchi pressoché verticali, il che consente di arrivare a 650 m/s (circa mach 2), mentre si parla della prossima testata unitaria che sarebbe la WDU-40 dello SLAM-ER e del Tomawhak Block III, caratterizzata da uno strato di titanio di protezione, che all'atto dell'esplosione aggiunge capacità di frammentazione e incendiaria al missile.

    In definitiva, tornando alla descrizione dei missili, il Block 1 è il missile ATACMS M39 da 1.673 kg, con un carico di 560 kg (la testata con 970 APAM), mentre il Block 1A ha un carico ridotto a 160 kg per 300 km; poi è apparso il Block 1A migliorato con GPS e il CEP, pare, sia ridotto così da 250 a 150 m. La QRU è nata come risposta per le esigenze emerse durante la guerra del '99. Questo perché così si riducevano i problemi delle bombe inesplose, che con le testate cluster sono sempre un problema. Questo nuovo ordigno ha una portata di 75-270 km con una precisione aumentata a 10 metri appena. Già nel 2001 è stato lanciato a White Sands, seguito presto dal modello M57 con la spoletta intelligente, per impieghi vari (dall'esplosione in aria alla penetrazione nel terreno) con una precisione aumentata al punto da risultare inferiore ai 9 metri. Oramai, quindi, si è passati da un concetto di missile-contenitore per attacchi di saturazione, ad un'arma molto più precisa e capace di attaccare in sicurezza anche vicino alle proprie truppe o a bersagli civili, sempre più presenti (o forse, sempre più considerati) nelle moderne guerre. I lanci di prova sono cominciati nel 2008. Un tipo ulteriormente migliorato sarà ricavato in futuro dalle armi presenti (oltre 1.500) e di nuova produzione. I missili ATACMS sono ordinati al ritmo di circa 100 per anno.

    L'ATACMS è stato ordinato da pochi clienti all'export. Tra questi i ricchi Emirati Arabi, che ne hanno voluti 202, la metà con testata multipla e l'altra metà con quella singola. La produzione rispetta i tempi prefissati ed è automatizzata al punto che la fabbrica impiega solo 36 addetti. Ci sono state molte varianti dell'ATACMS, visto come un vettore per ordigni sempre più intelligenti. Si era parlato dell'Assault Breaker e a questo si ispirava certo il Block 2, con un programma del 1995 per i mini-missili BAT. Nonostante i 180 milioni di dollari spesi, tale programma venne cancellato nel 2002. Dotato di una testata costituita da 13 di questi mini-missili, a guida duale (acustica -per 'sentire' i carri e i veicoli- e IR), prima studiati per un altro programma fallito (l'AGM-137), pesava 1.450 kg e portava il suo carico di 268 kg a 145 km come massimo, oppure con la versione con appena sei missili, a circa 300 km. Ebbe una quindicina di lanci di prova, per giunta coronati da successo, ma il programma per 1.200 armi vennero poi cancellati: le orde di carri armati sovietici erano oramai solo sui libri di storia. Nondimeno vi sono diverse decine di questi missili in riserva, dato che in tutto circa 70 sono stati prodotti. C'erano poi piani per il Block 3, con testata da penetrazione Mk-4 (del missile SLBM Trident, realizzata in oltre 5.000 esemplari dal 1976), ma al posto della testata W-76 aveva 120 kg di esplosivo convenzionale per un peso di 230 kg totali. La gittata sarebbe stata tra 130 e 200 km, con attacco quasi verticale e da notare bene, dopo 50 secondi la sezione anteriore si separava dal missile vettore, che quindi era un bistadio. Non si trattò di pura speculazione perché un piccolo numero di questi ordigni è stato davvero prodotto e consegnato, ma si tratta di pochissime unità. Il loro scopo era l'attacco a bersagli particolarmente 'duri'. Per non farsi mancare nulla l'ATACMS era previsto ad un certo punto, abbastanza comprensibilmente, anche in versione nucleare, ma non se n'é fatto nulla, così come il tipo aviolanciato ALCAM, che era stato studiato nel '91 e che ricalcava la filosofia dello Skybolt di 30 anni prima (pure cancellato). Il TACARM era invece un vero missile antiradar con il sensore dell'HARM, ma nemmeno questo programma del '92 ha avuto seguito. Quanto all'USN, il suo interesse è stato sul NATACMS, sperimentato nel 1995 da un lanciatore M270 terrestre, e dal 1996 da un lanciatore Mk.41 VLS (ma basato a terra). Tuttavia il fatto che il missile richiedesse un pozzo di lancio specifico in quanto leggermente più grande del dovuto (ma non di molto, visto che il diametro max è di 61 cm contro i 53,3 del BGM-109 agevolmente ospitato) finì per portare l'USN via dalla sua idea iniziale, benché il primo test a bordo di una nave avesse colpito un bersaglio a 135 km. Si pensò piuttosto ad un missile SM-2 adattato, che venne pure usato con successo, ma solo per essere cancellato a sua volta nel 2004. Così l'USN sarebbe nuovamente interessata al missile, ospitabile tra l'altro in sei esemplari nei pozzi degli SSBN 'Ohio'. A questo infine si aggiunge l'idea di aumentare la gittata fino a 500 km e diminuire l'effetto schegge con i famosi esplosivi 'densi' che in effetti, sono più sicuri per evitare danni collaterali ad obiettivi lontani.

    Quanto al lanciatore, è sempre l'M-270 per la versione terrestre, con la meccanica dell'M2 Bradley, peso di 25 t, motore da 500 hp e 617 l di carburante, protezione NBC e balistica (in lega d'alluminio). I battaglioni hanno 18 mezzi in tre batterie, un terzo di lanciatori in meno dell'organico degli anni '80-90. I rifornimenti logistici avvengono con gli autocarri HEMTT che hanno a bordo 4 pod con il missile o 6 razzi, per un totale di 2 mezzi per lanciarazzi. I veicoli sono in servizio dal 1983 ma hanno ricevuto importanti migliorie, specie negli anni '90, mentre il tempo di apprestamento una volta fermi per lanciare l'arma è sceso da 5 a circa 1,5 minuti, con un tempo di ricarica di circa 2,5 minuti e apparati GPS e sistemi di collegamento radio. Dopo anni si è concretizzato anche il lanciatore C-130 compatibile, un autocarro M142 HIMARS, presentato nel 1993 ed esordito 10 anni dopo contro l'Iraq. Questo mezzo ha un peso di 13,7 t e trasporta la metà del carico dell'M270. L'ultima versione però torna ad essere corazzata, con un aspetto simile, per esempio, ai sistemi FIROS o agli ASTROS.

    Quanto all'uso in guerra, nel 1991 esordirono in combattimento sia gli ATACMS che i ben più noti MLRS, entrambi con effetti devastanti sulle truppe irachene, facilmente individuabili nel piatto deserto, privo di copertura naturale. In tutto vennero tirati 32 missili, il primo dei quali contro una batteria di SA-2, mentre la produzione era accelerata con la consegna di 105 unità durante la guerra. Dal 2003 le cose sono state anche più impegnative: ben 44 missili a testata unitaria QRU (di cui 43 con successo) sono stati lanciati, ma soprattutto sono stati usati fino al settembre 2008 (senza contare eventuali lanci successivi) altri 537 ordigni, con un'affidabilità del 98%, da parte di 73 lanciatori M270A1 e 3 HIMARS. Si tratta di un impegno impressionante e si potrà ben apprezzare l'importanza di un missile del genere, così preciso, letale e di lunga gittata. Ideale per distruggere per esempio le difese antiaeree nemiche, come già intuito con l'uso di testate a submunizioni da parte di Israele e dell'US Army sui missili Lance. Le azioni di Iraqi Freedom, l'invasione americana del 2003, comportarono il lancio di oltre 400 missili da parte del solo V Corpo d'Armata, anche ben dentro il territorio iracheno, dato che 300 km di gittata massima sono in effetti un valore strategico piuttosto che tattico.

    L'ATACMS ha anche qualche limite, a dire il vero. La sua testata non è di tipo HEAT, curiosamente e in antitesi con l'MLRS che invece ha le bomblets a doppio impiego (pur pesando appena 227 gr) del tipo M77, il che significa che non ha risultati validi contro truppe corazzate, mentre l'MLRS non ha una gittata sufficiente per fare lo stesso tipo di lavoro, specie nei primi modelli da circa 32 km di raggio. Il valore minimo della gittata è di almeno 25 km, ma i tipi a lungo raggio in realtà arrivano ad almeno 75 km, un valore piuttosto importante. Il costo è di 750.000-900.000 dollari per colpo, non propriamente trascurabile e simile a quello di un BGM-109 dalla minore velocità ma dalla maggiore gittata massima. L'export è andato a UAE, Grecia, Turchia, Barhein e Corea del Sud. Si può considerare piuttosto strana tale cerchia di clienti: se è piuttosto naturale che Grecia e Turchia siano equipaggiate entrambe con missili analoghi (ci si può chiedere piuttosto perché fornirglieli, data la tensione tra le due nazioni), se la Corea è 'minacciata' dai vicini del Nord, colpisce che proprio due staterelli del Golfo abbiano avuto l'autorizzazione all'uso di tali armi, date le tante preoccupazioni sulla proliferazione missilistica. Forse la spiegazione ufficiale è la minaccia dell'Iran. In altri casi, invece, e segnatamente in Europa (eccetto per l'appunto l'asse Greco-turco) l'ATACMS non ha avuto altro che interesse, ma non ordini da parte delle pur numerose forze armate con l'MLRS, tra cui i 22 o 24 lanciatori del 3° Rgt 'Volturno', poi assegnati al 5° 'Superga' dell'Esercito Italiano, che hanno aggiornato piuttosto i razzi normali. Quanto alla concorrenza, i missili ATACMS hanno almeno un competitore. L'MLRS ha razzi pesanti e prestanti, ma inizialmente concepiti come 'ammazzamosche giganti' contro le colonne corazzate, ergo con una testata pesante e capace di saturare senza fare distinzioni aree di ettari per ciascun razzo (tanto da essere un sistema piuttosto pericoloso visto che poi almeno il 5% e anche più delle munizioni restava inesploso, ovvero circa 300-400 per salva completa di 12 razzi: un vero campo minato). Attualmente la miniaturizzazione dei sistemi ha prodotto un razzo ben più intelligente, il GLMRS, ovvero il tipo 'guidato' con sistema di guida con GPS, capace di ottenere, data la maturità della tecnologia, una sorprendente precisione e di raggiungere, con un volo maggiormente ottimizzato, ben 85 km con il dimezzamento della testata ad appena 90 kg, di tipo HE unitaria (originariamente la testata pesava più della metà dell'arma). Ovviamente è un razzo impiegato in Afghanistan, per esempio dal British Army, e si dimostra un eccellente rimpiazzo dell'aviazione e soprattutto degli elicotteri armati, ben più lenti nel portarsi dove occorre (per 85 km gli servirebbero 20 minuti circa) e vulnerabili al fuoco nemico, oltre che alle avverse condizioni meteo o alle quote troppo elevate, magari in associazione a climi caldi, che depotenziano molto le turbine e la propulsione in generale di tali mezzi. Si puà dire che i razzi d'artiglieria guidati e gli UAV armati sono diventati il vero mezzo d'appoggio per le truppe e il campo di battaglia: un lanciatore MLRS può colpire anche 12 diversi obiettivi con altrettanti razzi senza quasi rischi per le truppe 'amiche', il che dà l'idea di come i concetti come il CAS siano da aggiornare drasticamente.


    1. Dati Directory of U.S. Military Rockets and Missiles site
    2. Gianvanni, Paolo: Snark, il primo missile intercontinentale americano, RID Apr 2007, e dati di wiki.en
    3. Nativi, Andrea: ATACMS, RID 3/09