Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Vietnam-2

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • La guerra del Vietnam e l'USN[modifica]

    Le operazioni aeree[1][modifica]

    Un F-4B del VF-111

    Furono i ricognitori RF-8A del VFP-62 della Kitty Hawk, ad inaugurare i voli sul Laos, come i due aerei del 21 maggio 1964, uno dei quali venne danneggiato seriamente. Il 6 giugno un altro Crusader, stavolta della B.H.Richard, venne abbattuto dalla flak. Il pilota Klusmann venne catturato ma evase 3 mesi dopo. Il 7 giugno un RF-8A della USS Constellation volò con la scorta di 4 F-8D della Kitty Hawk (del VF-111), e dato il pesante fuoco di contraerea questi aerei di scorta spararono con i cannoni e razzi contro le postazioni nemiche. Questi furono gli antefatti: i Crusader ebbero il primo aereo abbattuto e spararono i primi colpi del conflitto, da parte almeno dell'USN. La cosa interessante è che già all'epoca, si parla di mesi prima del famoso 'incidente', c'erano non meno di 3 portaerei americane in zona di guerra, ed eseguivano missioni operative. Anche se erano dirette sul Laos, è chiaro che non si trattava di una presenza amica, a maggior ragione se si considera che un'altra missione, sempre il 7 giugno, vide un altro veloce RF-8A scortato da 3 'D', forse perché uno aveva avuto problemi tecnici. Ma peggio andò ad uno dei tre 'guardiaspalle', il cui aereo venne abbattuto. Si salvò quando, il giorno dopo, venne recuperato da un provvidenziale elicottero.

    Questi furono alcuni, certo non tutti, i pregressi della guerra vera e propria, perché in realtà, nell'ansia di dare aiuto militare ai Sudvietnamiti, gli Americani erano presenti nel Vietnam del Sud ben prima dell'agosto del '64, come 'consiglieri militari'. Una celebre, goffa testimonianza fu il peggior film di J. Wayne: Berretti Verdi. In esso ad un giornalista che si chiedeva la ragione della presenza americana nell'area, il suo personaggio mostrava varie armi catturate al nemico di fornitura sovietica o cecoslovacca. Quindi, per questo, 'loro' dovevano essere lì. Trascurava ovviamente di dire (il film, criticatissimo fin da subito, era chiaramente un'operazione di propaganda, l'unica che Hollywood abbia tentato nella guerra del Vietnam) l'altra faccia della medaglia: che anche gli americani stavano rifornendo di numerose armi il regime di Saigon, dai caccia tattici ai blindati, alle artiglierie. Di fronte alle quali, ben poca cosa erano dei fucili. Ma né i Cinesi né i Sovietici intervennero direttamente nel conflitto (e quando lo fecero i Cinesi, fu addirittura contro i Vietnamiti, nel '79). Per cui si creava l'asimmetria degli aiuti militari da una parte (al più, con gli inevitabili 'consiglieri') e aiuti militari+truppe combattenti pesantemente armate (con tanto di VII Flotta) dall'altra.

    Il coinvolgimento americano nel Sud Est asiatico era quindi già una realtà prima del famoso incidente del Golfo del Tonchino, come lapalissianamente si può osservare dato che se questo si verificò, per l'appunto, fu possibile solo grazie alla già consistente presenza di forze americane nella zona, estremamente calda nel gioco del 'Domino' che all'epoca si disputava ferocemente in Asia tra il blocco comunista e il 'mondo libero'. In ogni caso, il 2 agosto 1964, a meno di 15 miglia dall'isola di Hon Me, il caccia USS Maddox (DD-731) era in pattugliamento in missione di ascolto elettronico, quando venne attaccato da 3 siluranti vietnamite. In quel primo pomeriggio vi fu quindi il primo scambio di colpi 'ufficiale' tra America e Vietnam, e si concluse con l'affondamento di una delle navi attaccanti, colpita da un F-8 Crusader di una piccola formazione, prontamente intervenuta. Il 4 agosto l'USS Tuner Joy, sempre un cacciatorpediniere, venne nuovamente attaccato. O così si è detto, perché in questo secondo caso vi è sempre stata molta confusione. Esistono foto del primo dei due episodi, ma per il secondo vi sono al contrario testimonianze di come la cosa in realtà, non si sia mai verificata. Questo accadde anche per le cattive condimeteo presenti in zona, ma fu considerato il 'casus belli' per un'azione energica, ordinata dal Presidente Johnson, che stava lavorando alla risoluzione sul Golfo del Tonchino emanata il successivo 7 agosto dal congresso. Questa autorizzava, con due soli voti contrari, il presidente a prendere le misure più opportune per difendere le nazioni della SEATO (l'equivalente asiatico della NATO). E prima ancora che essa venisse autorizzata, il 5 agosto venne dato il via dal presidente all'Operazione Pierce Arrow, che consisteva di un'azione della VII Flotta contro i porti vietnamiti principali, portati da ben 64 aerei tra A-4, A-3, F-8 la mattina del 5 agosto. Decollarono dalla CVA-15 USS Oriskany (Essex migliorata) e CVA-64 Constellation e l'obiettivo era il complesso portuale di Hon Gay. I risultati furono senz'altro positivi, materialmente parlando: affondate 8 unità, danneggiate 21, distrutti i 9/10 del carburante. La contraerea abbatté però 2 A-4 Skyhawk, che fruttò per la cronaca al Lt Everett Alvarez il primato di primo POW americano del conflitto. Le conseguenze di quello che era successo quel giorno sarebbero presto andate ben oltre di quanto ognuna delle parti si era immaginata.

    Ora la palla, già battuta dagli scontri che i Nordvietnamiti portavano nel territorio del Sud, sotto la DMZ di 10 miglia sul 17° Parallelo, passava all'USN. La sua aviazione navale sarebbe stata la principale esponente di tale impegno. Comandata dal Capo delle Operazioni Navali con l'Ufficio tecnico centrale o BuAer per le innovazioni sulla linea di volo, l'US Naval Aviation è da decenni la terza forza aerea del mondo, un concentrato di alta tecnologia e polivalenza per i suoi aerei, che all'inizio degli anni '60 si presentavano come vincenti persino nella competizione tra l'USN e l'USAF. Tant'é che il Phantom era stato adottato dall'USAF in una versione quasi indistinguibile da quella navale, e che presto per il nuovo aereo d'attacco si sarebbe scelto l'A-7 Corsair II. Ma all'epoca non erano tutte rose per gli Stormi aerei imbarcati (CVW), organizzati in squadroni (VF) di una dozzina d'aerei l'uno. All'epoca non esistevano i moderni Stormi multiruolo, e le portaerei erano suddivise tra le 'piccole' Essex, che svolgevano compiti ASW o di scorta, il che comprendeva 11 navi originali e 7 migliorate, allungate e con maggiore autonomia. Tutte erano state provviste o erano in modifica per l'aggiornamento con ponte angolato di 8°30' e catapulte. I CVA erano invece la ragion d'essere delle navi principali, le 2 'Midway', la Enterprise, le 3 'Kitty Hawk' e le 4 'Forrestal'. Nell'insieme si trattava della marina più potente del mondo, i cui mezzi ASW degli stormi erano provvisti di uno squadrone da caccia, due di aerei ASW Tracker, e uno di elicotteri. LE CVS usate nella zona di guerra vietnamita erano però dotate di 3 squadroni di A-4 e due di A-1D, più elicotteri, per un totale di 56 aerei. Le CVA avevano invece due squadroni da caccia, 2-3 d'attacco, uno di aerei AEW E-1, uno di aerei EW Skywarrior, vari elicotteri e aerocisterne KA-3D.

    Gli aerei erano davvero assortiti, con una grossa percentuale di mezzi ancora degli anni '50, ma anche gli F-8E Crusader del '61 e i nuovissimi F-4 Phantom B, ma c'era anche un altro, ancora più avanzato apparecchio sui ponti americani, particolarmente bello e poco noto. Esso era il bombardiere A-5 Vigilante, ancora più grosso del Phantom, che tuttavia, nato come aereo d'attacco nucleare (con 'espulsione' della carica dal vano tra i motori), si evolvé presto in un efficiente ricognitore, l'RA-5C entrato in servizio nel '62. Per l'attacco serviva un aereo meno costoso ed estremo, ma con maggiori capacità di 'camion portabombe'. Questo era pure appena entrato in servizio, nella forma del grosso e goffo A-6 Intruder. Preso in giro dal resto dell'US Naval Aviation perché 'per essere un aereo a reazione ha la parte appuntita dalla parte sbagliata', l'A-6 ricordava il tozzo TBF Avenger del periodo bellico, però nel muso non c'era più il motore radiale, ma un grosso radar multifunzione e varia avionica, per servire all'equipaggio di due persone, affiancate in un largo e spazioso abitacolo.

    Mentre l'A-6A doveva ancora entrare in servizio (per il '65), era già disponibile l'A-4 Skyhawk nella versione E, pesante 4.457-10.205 kg, minuscolo ma efficace aereo d'attacco, tant'é che dopo oltre 40 anni ve ne sono ancora in volo. Esso era molto agile, e molto semplice da manutenere, nonostante la sua piccola sagoma con ala a delta caudata bassa, trovava spazio per circa 2-3 t di carico bellico ed era considerato un valido sostituto dell'AD-1 Skyrider, sempre della Douglas. Ma quest'ultimo, da 557 kmh e 3,6 t di carico bellico, ebbe una tale utilità da continuare, anche con l'USAF, a prestare servizio fino alla fine della guerra, battendosi anche contro i MiG-17 in alcuni, furibondi scontri aerei a bassa quota. Se il fatto che gli agili e veloci Fury avessero abbattuto almeno un MiG-15 durante la guerra di Corea stupì più di un osservatore, la differenza di velocità tra i due tipi (circa 400 kmh) non era comparabile a quella tra i goffi A-1 e i MiG-17, ulteriormente migliorati rispetto ai -15 da cui derivavano. Eppure, quel giorno di giugno 1965, due MiG e 4 Skyrider si batterono duramente in una vallata costellata da aguzze cime calcaree. Due AD-1 riuscirono ad affrontare frontalmente uno dei piccoli, letali MiG e sparando un centinaio di colpi lo colpirono facendolo schiantare al suolo. Un altro successo arrivò nell'ottobre del '66. Per il 1969 l'aereo sarebbe stato tolto dalle portaerei, rimpiazzato niente di meno che dagli Intruder, ma continuò ad operare a terra con l'aviazione sudvietnamita e con l'USAF. L'A-1D era entrato in linea nel '56, forte delle esperienze coreane, che tra l'altro contemplarono il raddoppio dei cannoni alari da 2 a 4 (il che con ogni probabilità aiutò nella vittoria contro i MiG), ma certo, con centinaia di aerei già abbattuti in Corea, sembrava piuttosto difficile che in Vietnam vi sarebbe stato spazio ancora per questi apparecchi, cosa che invece avvenne, specie sul Vietnam del Sud e sul Laos. Infine per la scoperta ASW c'era il compatto S-2F Tracker e per la scoperta AEW il suo cugino E-1 Tracer, ma dal gennaio del '64 cominciò ad entrare in servizio il nuovo aereo, stavolta biturbina, E-2 Hawkeye, sui ponti delle navi del Sud Est asiatico dal '65.

    Come comando delle operazioni navali vennero alla luce vari problemi di comunicazione e di strategia tra il Comandante del MACV (Military Assistance Command Vietnam) Westmoreland, e il superiore diretto di questi, l'Ammiraglio Sharp, CIC del Settore Pacifico. Il primo voleva maggiore impegno nella zona meridionale del Vietnam, battendo con le armi e l'assistenza sociale ed economica l'influenza dei Vietcong. Ne aveva ben donde, dato che nel '65 il governo di Saigon controllava appena il 40% del territorio 'teoricamente' nelle sue mani. WML voleva snidare i VC con missioni di ricerca e distruzione e supportare la popolazione. Il suo superiore, oltre a non vedere bene la Marina come 'supporto' per l'Esercito, voleva invece picchiare duro sul Vietnam del Nord, colpendo il porto di Haipong, che una volta minato e immobilizzato (come quelli giapponesi nel '45) avrebbe significato il crollo del 70% delle importazioni vietnamite. Altri obiettivi erano le ferrovie con la Cina, ma per il supporto bellico vero e proprio l'85% del materiale doveva passare dal porto in parola. Altri obiettivi civili e militari collegati allo sforzo bellico, una volta colpiti, avrebbero messo Hanoi fuori dai giochi. Era un obiettivo smaliziato in termini di tattica, ma troppo rischioso politicamente. WML voleva vincere la guerra al Sud, il suo superiore al Nord, con un piano d'attacco efficace contro l'allora debole stato nordvietnamita. Ma McManamara, all'epoca Segretario della Difesa (quello dell'F-111 come 'caccia universale', vedi F-111B) volle ed impose una linea di azione intermedia: bene l'iniziativa di WML (il cui cognome, dopotutto, significava 'più terra ad Ovest'), ma via anche alle azioni contro il Nord, ma sotto una rigidissima guida del Pentagono e in ultima analisi, del Governo. In pratica si combatteva in Vietnam, ma si comandava a Washington, con il presidente che approvava o meno i bersagli da colpire e il Pentagono che stabiliva anche con che cosa e con quali tattiche di volo colpirli. La lista dei bersasgli preparati era la JCS, ovvero gli Stati maggiori combinati, le regole di ingaggio erano pure della massima importanza, come l'identificazione visiva degli aerei nemici, che di fatto negava la possibilità di usare efficacemente i già inaffidabili Sparrow. Ogni settimana il Segretario della Difesa sceglieva dall'elenco cosa distruggere, e per rendere il meccanismo meno farraginoso vennero messe a punto le RP -Route Packages- che erano in pratica le suddivisioni del territorio nemico, affidate all'USN e all'USAF. Ce n'erano sei in tutto, ma al loro interno c'era anche lo spazio per i 'santuari', ovvero zone che venivano considerate troppo 'sensibili' per essere attaccate. In queste c'erano il 60% della popolazione e l'80 dell'industria. Ma erano necessarie, come quella di 55 km entro il confine cinese o dalla città di Hanoi, o di 18 km entro Haipong. Poi c'era il problema dei monsoni: da dicembre a metà maggio era un susseguirsi di cattivo tempo in quota, con nuvole che erano tanto fitte da rendere necessario, per vedere cosa si colpiva, scendere a meno di 2.000 m, dentro il raggio della contraerea vietnamita.

    Questa aveva un quantitativo importante, ma non eccezionale, di cannoni sopra i 20 mm: circa un migliaio. Ma dal '65 in poi crebbe a dismisura, e ben presto si superarono i 4.000 cannoni, molti dei quali erano gli efficaci S-60 da 57 mm, o loro copie cinesi. Poi c'erano i vecchi ma ancora validi (con radar di controllo del tiro) 85 mm, i nuovi 100 e 130 mm, altre armi da 12,7, 14,5 e 37 mm. Per coordinare le azioni c'era la TF-77 della VII Fleet, ma per il controllo delle azioni di supporto all'esercito al Sud c'era il comando terrestre del settore ma anche la stessa TF-77 che agiva in maniera determinante per l'attuazione dei piani. Le navi portaerei erano suddivise nella 'Yankee Station' dove, nel Mar Cinese meridionale, gli americani lanciavano gli aerei nell'arco di 12 ore di luce, poi si ritiravano dalla zona e si ripresentavano il giorno dopo. La Dixie Station era invece a 160 km da Cam Ranh, dove erano presenti le navi che fornivano appoggio a terra. Tutto questo consentiva di far operare diverse portaerei in zona, inizialmente la B.H. Richard, Hancock, Ticonderoga, Ranger, Constellation, normalmente di base nelle Filippine, nella grande base di Subic Bay e come supporto quando necessario, a Yokohama e a P.Harbour. Le azioni duravano circa 6 mesi ed erano molto necessarie, perché nel Vietnam del Sud gli aeroporti scarseggiavano, al contrario c'erano parecchi guerriglieri che prendevano a colpi di mortaio quelli esistenti, come sapevano bene i Marines. La Dixie Station venne attivata per il supporto delle truppe a terra, ma no durò molto: nell'agosto del '66 l'USAF riuscì finalmente a prendersi carico della situazione, grazie a 12 basi aeree principali attivate. Del resto, anche la Thailandia venne usata ampiamente per il supporto aereo, specie la grande base di Thakli.

    Tornando alle operazioni, la FLAMING DART venne approvata quando i guerriglieri VC distrussero ben 25 velivoli su di una base americana dell'Esercito il 7 febbraio 1965. La missione di rappresaglia era la F.D. I contro Dong Hai, con circa 80 aerei di cui un A-4 perso per la flak. Dopo un'altra azione VC contro la base di Qui Nhon, venne eseguita la F.D. II contro altri obiettivi, ma perse 3 aerei. L'escalation di queste azioni strategiche di rappresaglia ebbe come risultato quello che l'URSS accettò di fornire i primi missili SA-2.

    La mossa successiva, in un'escalation bellica molto difficile da gestire, fu la 'Barrel Roll' contro il famigerato 'Sentiero di Ho Chi Minh', che portava il 70% degli aiuti dal Nord al Sud, ma che si trovava largamente in Laos e Cambogia. Questa pista, in realtà una vera rete protetta da incursioni aeree, venne bombardata di continuo, e dalla fine del '64, soprattutto dall'USAF e dall'aviazione 'sudista' (Nb. 'nordista' e 'sudista' sono termini ampiamente usati anche nel caso del conflitto vietnamita, pur essendo più spesso noti per la guerra di Secessione). La fase successiva fu la 'Rolling Thunder', per distruggere gli obiettivi più importanti del Vietnam del Nord. Era stata approvata già il 13 febbraio 1965 e lo scopo era essenzialmente politico. La 'continuazione della politica con altri mezzi', quindi era pensata per portare Hanoi al tavolo delle trattative. Ma le zone Santuario e le direttive troppo rigide di Washington e Pentagono causarono una notevole inefficienza, 'curata' alzando la latitudine oltre la quale si potevano fare attacchi, fino a che nel '66 rimase fuori solo la Zona VI e poi, di essa, Hanoi e Haipong. Ma oramai i Vietnamiti cominciavano a farsi valere. Avevano da marzo i primi siti SAM, che cominciarono l'attività da ottobre, e ai pochi MiG-15 e 17 si aggiunsero i MiG-21 e poi i '19, poco usati durante la guerra. Ad ottobre c'erano 32 siti di lancio per gli SA-2 (non è chiaro se si trattava di rampe singole o di batterie intere), nel '66 arrivarono, pare, anche gli SA-3 per le quote medio-basse (ma non è chiaro se questa informazione sia confermata, di fatto si parla essenzialmente degli SA-2 e solo per la fase tarda del conflitto, SA-7). Nel '65, in ogni caso, l'US Naval Aviation perse 125 aerei di cui 98 in combattimento: 6 da missili SAM, 1 da MiG, 91 dalla flak. Sempre nell'ottobre del '65, dopo la perdita dei primi aerei, vennero organizzate le missioni 'Iron Hand' con l'attacco alle batterie missilistiche stesse e pare che già in quel mese entrò in azione l'AGM-45, tirato da A-6. Da gennaio del '66, dopo un mese di interruzione, vennero ripresi i bombardamenti che però colpirono in tutto l'anno solo il 20% degli obiettivi paganti in termini militari e strategici. Le portaerei, passate da due a tre in attività costante nella 'Yankee Station' erano state capaci, assieme all'USMC e all'USAF, di eseguire 148.000 missioni con 125.000 t di armi sganciate, dunque non era certo per ridotta attività che gli obiettivi continuavano a sopravvivere, ma per cattiva pianificazione. Nel frattempo i Nordisti avevano già a metà del '66 migliaia di cannoni e oltre 100 batterie di SAM, più 70 caccia, anche perché gli aeroporti, per una ragione o per l'altra, erano prevalentemente fuori dalla lista degli obiettivi. Le perdite dell'USN furono di 163 aerei: 124 per causa nemica, di cui 105 per la flak, 15 per i SAM e 4 appena per i caccia. Come si vede, la contraerea convenzionale continuava a dominare tra le cause delle perdite. Nell'ottobre la USS Oriskany ebbe un grave incidente a bordo con un razzo al magnesio accesosi nell'hangar. Vennero distrutti 2 elicotteri e 4 aerei, ma soprattutto morirono 44 uomini e la nave venne ritirata per 9 mesi di lavori a S.Francisco.

    Un F-4B del VF-74

    Nel '67 le perdite erano state meglio recepite e le deroghe alla lista degli obiettivi furono tali, che divenne possibile ridurre l'attività industriale nordista del 50%. Ma anche le perdite aumentarono, nonostante l'uso estensivo di numerosi velivoli moderni e capaci. Per esempio, degli E-2, dei 'tanker' KA-3D, dei Phantom, e degli A-6 Intruder, i primi bombardieri ognitempo per basse quote del mondo, ma che non riuscivano a migliorare la situazione in maniera apprezzabile. 186 aerei persi di cui 134 per azione nemica: 99 per la flak, 30 per i SAM, 5 per i caccia. Quindi i SAM erano diventati una minaccia reale raddoppiando rispetto all'anno precedente, la flak era scesa, i caccia pressoché costanti e poco significativi. Peggio che mai, però, a fine luglio la moderna USS Forrestal vide un fatto estremamente grave. Un razzo Zuni colpì, tirato per una qualche avaria, un aereo carico di bombe durante la preparazione per un'altra azione. Le esplosioni ed incendi che si verificarono distrussero 21 aerei, ne danneggiarono 43 e uccisero 134 marinai. A confronto, l'incidente precedente era quasi uno scherzo. Tanto fu vero, che si rischiò seriamente di dovere clamorosamente segnalare l'abbandono della nave, tanto le fiamme erano diventate infernali, tra aerei ripieni di carburante che esplodevano con violenza e carichi di bombe che rispondevano alla sollecitazione di par loro. La Forrestal non ebbe più parte della guerra. Nel '68 le cose andarono davvero male. C'era la constestazione dei giovani, le proteste antirazziali, i tumulti negli USA e nel mondo. I Nordisti e i VC avevano scatenato una violentissima offensiva per la festa del Tet, che venne tuttavia sconfitta, dopo episodi epici come l'assedio di Ke Sah, e le battaglie per le città. Era un'offensiva strana, i VC si muovevano in piccoli gruppi, solo in alcune zone di confine c'erano grosse unità dell'esercito regolare. Erano bersagli piccoli, troppo per essere validamente contrastati dall'aviazione americana. Ma alla fine, i VC avevano subito tali perdite che smisero di essere un problema per il Vietnam del Sud. Avevano fatto, per così dire 'il passo più lungo della gamba'. Ma gli americani avevano a loro volta concluso, a torto o a ragione, che la guerra non potevano vincerla a quel punto e iniziarono un processo di 'vietnamizzazione' del conflitto (come adesso si parla di 'irakizzazione') abbandonando Saigon e cercando di rinforzarla per sopravvivere all'offensiva nemica. Smobilitare l'esercito era anche positivo perché dopo anni di guerra e migliaia di vittime e mutilati, l'opinione pubblica americana era fin troppo edotta dai mass-media sulla carneficina che attendeva i loro ragazzi, costretti a partire dall'istituzione della leva obbligatorie (quella a cui si rifiutò di prendere parte, tra gli altri, Mohammed Alì) e disertori a migliaia scappati in Canada e altre nazioni. Nixon divenne presidente mentre Johnson aveva fatto cessare la Rolling Thunder nell'ottobre. Fu una specie di 'regalo' per il suo successore, ma in effetti aiutò i Nordisti a rinforzarsi e a riprendere le armi dopo la sconfitta del Tet. L'USN perse di suo 'solo' 108 aerei, 43 per incidenti, 65 per azione nemica di cui 55 per la flak, 7 dai SAM e 3 dai caccia.

    Il nuovo anno, poi, iniziò con un altro incidente, il terzo ed ultimo subito da una portaerei americana nella zona. Questa volta toccò all'Enterprise subire lo scoppio anticipato di un razzo. Era il 14 gennaio 1969. Morirono 28 uomini e andarono distrutti 15 aerei, con gravi danni alla prua della nave. Ma il ponte di volo corazzato ha permesso di ridurre i danni. La nave, di progettazione pià moderna rispetto alla 'Forrestal', riuscì a sopravvivere abbastanza bene e il 26 giugno ritornò già nel teatro del Vietnam per continuare il suo impiegno.

    La situazione dopo quest'anno divenne piuttosto ambigua e il 1969-71 fu un lento e declinante impegno per le Forze armate americane, mentre la Rolling Thunder era un ricordo del passato, come anche l'infelice debutto degli F-111A durante il '67. Insomma, nonostante che il Vietnam per gli USA durò '10 anni', la fase più calda fu in realtà il periodo 1966-68. Nixon era però poco contento di come i Nordisti stessero procedendo al tavolo delle trattative, sempre più convinti di vincere sul campo. Per fargli cambiare idea, Nixon autorizzò la LINEBACKER, una campagna aerea di bombardamenti che venne concepita anche come naturale estensione dell'attività contro le forze terrestri nemiche, durante l'Offensiva di Pasqua. Questa era stata combattuta, stavolta, con forze regolari di notevole entità, numerosi carri armati e sistemi contraerei ZSU e SA-7. Gli USA erano già pressoché privi di forze di terra, e l'urto fu sostenuto dai Sudisti. Stavolta, però, l'Esercito di Saigon resistette bene, molto più motivato di 5-10 anni prima a difendersi da quella che era un'aggressione armata in grande stile. Gli USA misero in azione la loro supremazia tecnologica con armi di ultima generazione: i missili TOW, i Maverick, e le bombe LGB Paveway. Tornarono in grande stile gli F-111A, che tra l'altro non erano nemmeno più i tipi più moderni della loro stirpe; i caccia F-4D, E, J; gli A-6, E-2, EA-6, ecc. ecc. La campagna contro i ponti nordisti ebbe pieno successo, anche quando si trattò di affrontare il ponte di Tan Hoa ('Le mandibole del drago'), un ponte in cemento con piloni di 13 m di diametro, lungo 165 m, largo 15 e difeso da una potente flak. Aveva resistito ad oltre 900 missioni con la perdita di oltre 80 aerei americani, ma nel maggio del '72 venne demolito con due attacchi condotti con le LGB, e senza perdite di aerei.

    Ecco gli 'argomenti' con cui si presentava l'A2F-1/A-6 Intruder, al centro di questo 'mandala' di bombe e munizioni

    In tutto, a luglio del '72 erano presenti le portaerei America, Hancock, Kitty Hawk, Midway, Saratoga e Oriskany, che stavano operando su tutto il territorio del Vietnam del Nord e del Sud.

    Ma c'era dell'altro. L'Operazione 'Pocket Money', se attuata fin dall'inizio, era capace di far vincere la guerra agli Stati Uniti. Si trattava del minamento del porto di Haipong, ganglio vitale dello sforzo bellico nemico. Non si trattava nemmeno di distruggerlo, ma semplicemente di renderlo permanentemente inagibile. Per farlo, A-6 e A-7 disseminarono circa 1.000 mine tra l'8 maggio 1972 e il gennaio 1973. Queste mine erano nient'altro che le normali e potenti bombe Mk 84 con spoletta magnetica. La situazione divenne presto piuttosto delicata, con Nixon che aveva limitato LINEBACKER sotto il 20° parallelo come segno di buona volontà. I Nordisti, che erano stati duramente sconfitti anche nell'offensiva del '72, ebbero tuttavia un atteggiamento rigido nelle trattative. Al ché il presidente americano non esitò ad iniziare un'altra fase della guerra. La Linebacker II. Questa era un'azione d'attacco senza precedenti contro il Nord, sia pure sempre diretta contro gli stessi obiettivi degli anni precedenti, mente la Pocket Money continuava anche nelle vie d'acqua interne, per la disperazione dei Nordisti, incapaci di dragare mine da fondo di questo tipo. Con 6 portaerei nella 'Yankee Station' l'USN si volle assicurare la vittoria in breve tempo. Le navi coinvolte nella 'guerra degli 11 giorni' erano la USS America, Enterprise, Midway, Oriskany, Ranger, Saratoga, quindi per lo più (a parte la 'solita' Oriskany) navi moderne postbelliche e non le vecchie 'Essex'. Oltre 500 sortite vennero lanciate con la perdita di alcuni aerei, che portarono in tutto a 91 le vittime dell'USN durante il '72: 24 per incidenti, 43 per la flak, 22 per i SAM, 2 per i caccia. È importante capire cosa significhino queste cifre. Da un lato la contraerea leggera era pressoché impossibile da debellare totalmente, a differenza dei SAM e dei caccia, più localizzabili e vulnerabili agli attacchi diretti. Inoltre, dato il basso livello di letalità il numero degli aerei distrutti era solo una piccola parte di quelli colpiti, quindi i danni erano complessivamente notevoli, così come il disturbo causato dal fuoco nemico agli aerei d'attacco, che di fatto dovevano salire di quota oppure scendere sotto l'orizzonte radar (come facevano gli F-111 e in parte, gli A-6). La presenza dei SAM e dei caccia può sembrare, come effetti pratici, misera cosa. Ma in realtà, la loro minaccia potenziale si estendeva anche alle quote più alte e su distanze irraggiungibili per i cannoni, e spesso gli aerei per sfuggire a loro scendevano di quota e si trovavano faccia a faccia con i cannoni nemici. Poi c'era il problema delle scorte: molti aerei sacrificati per azioni di caccia di scorta, ECM, AEW, Wild Weasel. Tutti aerei che venivano distolti dai reparti d'attacco. Poi c'era anche il problema dei bersagli più 'difficili'. Tra SAM e MiG vennero infatti dati gravi danni ai reparti di bombardieri pesanti B-52. Questi, con le missioni 'Arc Light' avevano fatto per lo più azioni di bombardamento sul Sud del Vietnam, spianando km 2 di foresta alla ricerca del solito cannone da 130 mm nemico, che tirava fuori del raggio degli artiglieri americani. Ma dopo migliaia di missioni, vennero mandati a Nord, e in 11 giorni, subirono 15 perdite, di cui ben 6 in un solo giorno, il 20 dicembre. Solo il 25 ebbe una pausa della guerra, che riprese fino agli ultimi giorni dell'anno, quando i Vietnamiti avevano pressoché finito i SAM, di cui tirarono oltre 1.200 esemplari. Per capire meglio, va detto che i B-52 subirono un solo aereo danneggiato per via della contraerea, nonostante l'entità del tiro nemico con armi di grosso calibro. Sarebbero stati pressoché invulnerabili senza la minaccia dei SAM e dei caccia, che causarono molti danni al SAC americano, con un'alta percentuale di perdite su circa 800 missioni. La cosa sarebbe stata anche peggiore se i SA-2 avessero avuto un migliore sistema di guida, per esempio IR o ARM, o SARH: i B-52 in quota erano bersagli perfetti (8 turbogetti a piena potenza, emissioni elettromagnetiche fortissime ecc.).

    Le perdite totali della Linebacker II furono dichiarate, da parte americana, in 26 apparecchi, mentre i Nordisti se ne accreditarono un'ottantina, di cui 32 B-52. In ogni caso, l'impegno americano cessò poco dopo. Nel '73 solo 12 aerei dell'USN vennero persi, 4 per la contraerea e 8 per incidenti.

    In ogni caso, stavolta, soprattutto per il blocco di Haipong, i Nordisti vennero costretti al tavolo delle trattative di Parigi con un accordo firmato il 23 gennaio da Kissinger e da Le Du Tho, finalmente il 'cessate il fuoco' tanto aspettato. Naturalmente, nemmeno questo fu un dato acquisito in maniera definitiva e tutto finì rovinosamente. Nixon travolto dallo scandalo Watergate, i Nordisti che sfondarono l'ambasciata americana con un carro armato, i civili in fuga con gli elicotteri gettati a mare perché no c'era spazio per farli atterrare tutti, i 'boat people' che scappavano dal regime comunista, il quale tuttavia, e nonostante i timori, ebbe un approccio notevolmente pragmatico per risolvere i problemi della riunificazioen e non si abbandonò alle ritorsioni spietate che si paventavano. Piuttosto, nella vicina Cambogia successe proprio questo, con i Khmer Rossi al potere dal '75, 'l'anno zero'. Tanto che i Vietnamiti, sconvolti dalle persecuzioni dei loro compatrioti in Cambogia, dovettero sentirsi in dovere di invadere a loro volta il piccolo vicino. La concezione 'ciclica' dell'Universo secondo le idee asiatiche ha trovato accoglimento nel fatto che Hanoi ha dovuto usare per 10 anni (fino al ritiro, senza peraltro debellare totalmente la guerriglia e uccidere lo spietato Pol Pot) le tattiche ed armi americane che avevano subito loro fino al '73 ed oltre. Il ritiro venne completato attorno al 1988. La Cina, nel frattempo, si era allontanata dal Vietnam a cui forniva tanti aiuti durante la guerra. Era anche merito della 'diplomazia del Ping-pong' dei primi anni '70, ma sta di fatto che da allora i Cinesi ritennero opportuno appoggiare alcuni dei regimi più spietati della storia recente: Cambogia e Birmania in primis. Quando i Vietnamiti invasero la prima, i Cinesi fecero una 'missione punitiva' contro i vicini, e si aspettavano che questi, con le migliori truppe fuori area, fossero sconfitti. I Cinesi ebbero invece dure perdite e si dovettero ritirare dopo aver distrutto alcune città al confine, convinti di avere inflitto una 'dura punizione'. In realtà, dopo Giappone, Francia, USA, erano andati ad aggiungersi alla lista delle Potenze sconfitte in terra d'Indocina.

    Quanto all'USN, nella lunga e logorante guerra non era riuscita a farsi valere pur perdendo centinaia di aerei. Quando le cose vennero finalmente gestite in maniera più libera e sensata, la campagna aerea americana vinse la sfida in meno di due settimane, nonostante Hanoi avesse le difese a.a. più dense del mondo. Avessero usato tale criterio nel '64 o nel '65, avrebbero certamente ottenuto dall'allora poco preparato Vietnam del Nord una resa rapida, specie se si considera che allora l'opinione pubblica americana non era logorata dalle proteste di piazza contro la guerra. Ma non successe, per ragioni politiche e ampiamente criticate negli anni successivi. La linea Mc Namara e , entro certi limiti, di WML fu insomma passiva, inconcludente, e perdente. Ma sebbene dal '67 i Consiglieri del Presidente americano erano consapevoli che le cose non stavano andando bene, non riuscirono ad elaborare una 'exit strategy' o una vittoria netta, ma dalle conseguenze politiche pericolose. Dopotutto, non era passato molto tempo dalla crisi dei missili del '62 e l'URSS stava colmando rapidamente il gap con gli USA quanto ad armi nucleari, tanto da raggiungere alla fine del decennio la 'parità'.

    Gli A-7B, autori del minamento di Haipong

    Nondimeno, per quanto riguarda la Marina americana, per come venne usata, ottenne grossomodo quello che ci si aspettava potesse fare. Eseguì il 52% delle missioni contro il 47% dell'USAF e il 5% dei Marines, con le portaerei disponibili in media in 4 esemplari, tre dei quali pronti al combattimento, anche perché la Marina è stata poco o niente minacciata da eventuali attacchi aerei o sottomarini nemici, per questo ha potuto stazionare con comodo in zone del tutto prevedibili per un eventuale attacco. In tutto ha perso non meno di 830 aerei, 299 per incidenti e 531 in combattimento. Dei 689 persi durante le operazioni sul Nord, 193 lo furono per incidenti, e 496 per causa nemica: 401 per la flak, 80 esatti per i SAM, 15 per i MiG. Le perdite furono quindi molto pesanti, anche se molte portaerei vennero usate a rotazione: la B.H.Richard, Hancock, Intrepid, Oriskany, Shangri-La, Ticonderoga dei tipi 'Essex' e Essex modificata, la Coral Sea, Roosvelt, Midway classe omonima, Forrestal, Indipendence, Ranger, Saratoga classe Forrestal, la Constellation, America e Kitty Hawk, classe omonima, la Enterprise. I caccia della Marina si aggiudicarono 59 aerei, più uno dei Marines di terra, gli F-8 ebbero 18-19 vittorie contro 3-4 perdite, per lo più contro i MiG-17, e superarono in proporzione l'USAF e anche gli F-4 della Marina, che abbatterono 42 MiG contro 6-7 perdite (quelli dell'USAF, maggiormente caricati di bombe, si fermarono poco sopra i 3:1). A questo contribuì anche la serie di 5 vittorie degli F-4 volati da Randy Cunninghan e Steve Driscoll. Ma al solito, nella 'fog of war', non si capisce bene, con i documenti vietnamiti alla mano, quali aerei vietnamiti corrispondano alle loro vittorie dichiarate. Quel 10 maggio 1972, quando abbatterono 3 aerei tra cui quello del 'col Tomb', altre 5 vittorie per altri Phantom e 3 per i colleghi dell'USAF, ma la ricostruzione dei fatti è stata contestata. Quel che conta fu la costruzione, all'epoca, di un concetto degli 'assi' che ricordava epopee più nobili di una guerra in cui ogni 'nobiltà' sembrava sommersa dai massacri e dai bombardamenti al napalm.

    Le perdite furono davvero alte per il protagonista, l'F-4: 442 USAF più 83 ricognitori, di cui 33 dai MiG, 30 dai SAM, 307 dalla flak, 9 distrutti al suolo da assalti di sabotatori o forze di terra, 63 per incidenti; I Marines ebbero 65 perdite dalla flak, 1 dai MiG, 6 dal fuoco di mortai e incursioni varie, per un totale di 72; più altri 23 per incidenti, il che portò il totale da 95. L'USN ebbe 71 perdite in combattimento di cui 5-6 dai caccia nemici, 13 SAM, 53 flak; 54 persi per incidenti completarono le perdite totali. In tutto, i Phantom distrutti in Vietnam ascesero, tra F-4B, C, D, E, J, RF-4B e C alla cifra sconcertante di 746, per non parlare del logorio dei superstiti che volarono missioni di guerra tirando alle volte oltre 10 g in manovra e riportando danni e consumo della struttura pesantissimi, accorciandone la carriera o costringendo ad onerosi programmi d'aggiornamento e riparazione. In tutto, lo sforzo, e le perdite dei Phantom hanno così oscurato anche gli oltre 330 F-105 schiantatisi al suolo nella stessa guerra, aerei che tra l'altro erano in genere monoposto e in ogni caso, fuori produzione, sostanzialmente usati 'a consumazione'. Mentre l'impegno del SE asiatico fu decisamente un pesante e costoso drenaggio di risorse per le forze aeree americane. Se non altro, esse impararono molto su come assicurarsi la superiorità aerea verso gli avversari del Patto di Varsavia. Ma come dimostrò la guerra del Kippur, le sorprese non erano ancora finite (SA-6 in primis).

    Le navi della Marina[modifica]

    Questo è un capitolo meno noto delle operazioni americane nell'aerea, ma certo, assai interessante. Tra le poche testimonianze nell'immaginario collettivo, resta fondamentale quella di Apocalypse Now, incentrata su di una movedetta delle forze di pattugliamento fluviale (capitanata dall'uomo inviato a uccidere il Colonnello Kurt), che in quel conflitto erano enormemente impegnate nel contrasto dei movimenti della guerriglia, specie nel Delta del Mekong. Scontri e mine erano una costante in questo ambiente estremamente difficile e ostile. Ecco quindi le navi 'minori' dell'USN, quelle che hanno fatto il servizio bellico più duro e rischioso.

    Fast Patrol Crafts operating up a river 2.jpg

    In questo contesto, i motoscafi d'attacco ebbero molto successo, iniziando con le PCF 'Swift', e i pattugliatori fluviali PBR 'Plastic'. I primi nacquero da un progetto commerciale del Golfo del Messico che serviva per le missioni di rifornimento alle piattaforme petrolifere e altri compiti civili. Nel '65-66 vennero costruite ben 200 unità dalla Sewart Seacraft di Berwik, Louisiana, dei quali 104 erano del tipo Mk 1 e poi i modificati Mk II, e ebbero tanto successo che negli anni '80 c'erano ancora 3 e 2 unità rispettivamente in servizio nell'USN. I PBR Mk I e Mk II erano stati costruiti dal '66-73, più piccoli e con scafo in plastica o fibra di vetro rinforzata (GRP). Gli Mk II, 340 esemplari, negli anni '80 erano ancora in servizio nell'USN con circa 20 esemplari, nella riserva. I PB Mk Ierano invece i previsti rimpiazzi delle PCF, due costruiti, ma perdenti contro l'Mk III costruito dalla Peterson Shipbuilders in 17 esemplari, con plancia spostata verso il lato diritto, e teoricamente potevano disporre di missili Penguin Mk 2 e di sistemi di dragaggio mine.

    Ma questo non era tutto sufficiente per l'USN, che collaborò con l'Esercito con una flotta di navi 'verde-oliva', per le operazioni sul Mekong. Basati su di un mezzo da sbarco LCM6, videro 52 mezzi da trasporto truppe ATC (Armoured Troop Carrier), 5 unità comando CCB, 10 monitori MON, 2 ATC per il rifornimento carburante, e 32 piccoli ASPB per un progetto appositamente realizzato, costruite nel 1967-68 in due versioni, con scafo in lamiera d'acciaio e sovrastrutture in alluminio. Erano usate per vari compiti: dragamine fluviali con sistema a catena trainata, e pattugliamento anti-imboscata. L'armamento era in genere di un cannone da 20 mm a prua, un paio da 12,7 a poppa, due singole da 7,62 ai lati e due lanciagranate automatici da 40 mm. I MON Mk V erano dei veri carri armati galleggianti, corazzati con lamiere e con griglie anti-RPG. La prima configurazione d'armamento aveva un Bofors da 40 mm a prua, in torretta; uno singolo sopra la timoneria, due da 12,7 mm, un mortaio da 81 mm o due lanciafiamme M10 dell'esercito. Il MON Mk V aveva due armi da 20 a prua, mortaio da 81 mm in un pozzetto, due da 12,7 mm e 4 da 7,62 mm e talvolta persino un obice da 105 mm al posto del 20 mm. I CCB erano simili ai MON, con l'81 mm sostituito da sistemi per la comunicazione, poi per il resto c'erano armi da 7,62, 12,7, 20, 40 mm e talvolta un mortaio leggero da 60, nonché lanciagranate da 40 mm. Gli ATC avevano 40 truppe e talvolta anche una piattaforma per elicotteri, o 4.500 l di carburante per rifornire altre navi.

    Le caratteristiche:

    PCF Mk I e II: Dimensioni 15,3-15,6 m x 4-4,1 x 1,1 m; dislocamento 19-19,2 t; 2 motori GM diesel da 850 hp; velocità 28 nodi e 6 uomini d'equipaggio, con radar LN66 di navigazione e scoperta; armamento 2 12,7 mm singole e un impianto binato da 7,62 e 12,7 mm.

    PBR Mk I e II: 9,5-9,7 x3,2-3,6 x0,6-0,8 m; 6,5-7,2 t; due GM diesel con due idrogetti da 430 hp per 25 nodi, 4-5 uomini; armamento 1x7,62 e 2x12,7 mm, lanciagranate da 40 mm e talvolta arma da 60 mm

    PB Mk 1 e II: 36,3-41,3 t; 19,8 x4,9-5,5 x1,5-1,8 m; 2 e 3 motori GM da 950 hp; 5 uomini; 26 nodi; un impianto binato e 4 singoli da 12,7 mm-4 singoli da 12,7 mm

    ASPB: 38 t; 15,3 x5,3 x1,2 m; 2x800 hp; 14 nodi; 5 uomini

    MON: 75 t; 18,3 x5,2 x1 m; 2x 330 hp, 8 nodi; 10 uomini d'equipaggio

    CCB e MON Mk V: 75,5 t; 18,3 x 5,3 x 1 m; 2x330 hp; 11 uomini

    ATC: 70 t; 17,1 x5,3 x1 m; 2x330 hp; 8,5 nodi; 7 uomini + 40


    Mentre le navi costiere combattevano la loro guerra (NB: nessuna di esse poteva essere portata da un UH-1 come invece si vede nel film di Coppola, al minimo servivano i CH-47), le unità d'altura erano impegnate nei pattugliamenti navali e nell'azione di bombardamento costiero, spesso combattendo contro le batterie nemiche. Non mancarono anche le navi 'Alleate', come il cacciatorpediniere 'Hobart' australiano, colpito da missili Sparrow lanciati da un ancora ignoto F-4 Phantom, forse del 366th Sqn dell'USAF. Vi furono persino battaglie tra navi costiere ed elicotteri armati ignoti (forse OH-6), uno dei quali venne abbattuto.

    A parte questo, i vecchi cacciatorpediniere FRAM erano spesso usati in azioni di pattugliamento, e per raramente, anche i MiG-17 attaccarono talvolta briga con azioni a bassa quota contro l'USN. Infatti Hanoi aveva formato una squadriglia d'attacco con piloti appositamente addestrati per queste azioni. Nel '72 venne attaccato l'HIGHBEE, una di queste vecchie FRAM in pattugliamento. La sua capacità antiaerea si dimostrò inadeguata, come lo fu quella del similare Kocatepe turco, per errore attaccato e danneggiato dai caccia turchi durante l'attacco a Cipro del '74, in quanto scambiato per una nave analoga greca. La nave americana venne colpita in pieno da una bomba che colpì proprio uno degli impianti da 127 mm binati che doveva proteggerla. La bomba era da 100 o da 250 kg, in ogni caso inflisse danni decisamente ridotti. Poteva essere una strage, ma l'impianto era privo di munizioni e così non vi fu né un modo di difendersi, né esplosioni secondarie che avrebbero potuto facilmente coinvolgere il deposito principale sottostante. Così la nave americana se la cavò con 4 feriti.

    I MiG attaccarono in diverse altre occasioni, come quando toccò all'USS Sterett, il 19 aprile 1972. La nave americana (un moderno incrociatore 'Belknap') abbatté -o almeno dichiarò- due aerei a 9 e a 27,5 km. Inoltre rivendicò l'abbattimento di un missile Styx, cosa che però non è stata mai confermata nel periodo postbellico. C'erano in corso le operazioni di minamento e bombardamento costiero da parte dell'USN (a sua volta in azione per 'logorare' ai fianchi l'avanzata dell'Offensiva di Pasqua), per questo i Vietnamiti tentarono a più riprese di attaccare le navi americane. Il 19 luglio 1972 altri 5 aerei si avvicinarono di notte alla TF 77, ma i missili Terrier di un'altra nave classe 'Belknap', l'incrociatore USS Biddle (CG 34) ne abbatterono due a circa 32 km di distanza. L'USS Worden invece fu colpito da un altro genere d'attacco: un missile Shrike sparatogli per errore da un aereo americano, che gli esplose a circa 30 metri di distanza. Subito quest'incrociatore (classe 'Leahy') si ritrovò privato dei sistemi radar di scoperta e controllo del tiro: un intero incrociatore con due completi sistemi di missili SAM Terrier, messo KO dalle schegge di un missile esplosogli a distanza.

    L'USS 'Long Beach', incrociatore nucleare armato con i missili TALOS, li usò almeno sette volte per 'sorprendere' i MiG in volo sul Vietnam del Nord, e questi ingaggi avrebbero condotto a due abbattimenti, nel maggio e nel giugno del '68. Un terzo MiG venne abbattuto dai Talos del Chicago, incrociatore ammodernato di vecchio tipo, che ingaggiò un caccia in avvicinamento alla flotta americana. In tutto fanno quindi 7 vittorie per i SAM navali statunitensi, più quella probabile contro un missile.

    Vediamo nel dettaglio la questione dei missili Talos, che non è del tutto chiara a tutt'oggi. Del resto, quando si tirano missili a grandissimo raggio d'azione e si vede solo i blip dei radar, non è facile capire cosa sia successo. I missili Talos, figli del progetto 'Bumblebee' e originariamente noti come RTV-N-6 XPM (Experimental Prototype Missile) ebbero un primo lancio nel '51 diventando poi SAM-N-6. Quest'arma a statoreattore era capace di tiri a lungo raggio, ma a causa delle esigenze così ambiziose dell'USN l'entrata in servizio avvenne solamente nel 1960, con l'USS Galverston. Il missile aveva booster, statoreattore Bendix e sistema SARH con 4 antenne ricettrici nel muso, ai lati della presa d'aria modello MiG-21. Vi furono missili privi di tali antenne, che erano armi d'addestramento oppure addirittura missili con carica nucleare, magari per attacchi contro il territorio nemico, oppure per esplosione in quota onde abbattere una formazione di aerei nemici. I sistemi con testata convenzionale avevano la tendenza di colpire i bersagli dopo una picchiata anziché una cabrata come i soliti SAM, specialmente i SAM-N-6b1 che erano sia nucleari che convenzionali, avevano un radar attivo di ricerca terminale. Il Talos venne poi ridenominato RIM-8 nel '63, e in seguito apparvero le armi a maggiore gittata, di cui le ultime erano capaci di oltre 180-200 km di gittata. La versione RIM-8H era capace di attaccare bersagli radar a terra, una specie di missile HARM. Venne messo a punto nel '65 e venne usato presumibilmente per colpire i centri radar Nordisti. L'ultimo ruolo dei missili Talos fu di diventare bersagli supersonici MQM-8G Vandal. Il sistema di volo del Talos regolava automaticamente la velocità a mach 2,5 indipendentemente dalla quota, anche se ovviamente aumentando la potenza a bassa quota diminuiva la gittata massima.

    I Talos vennero usati in Vietnam nei tipi più moderni, a bordo dell'USS Long Beach, e i vecchi incrociatori Galverston e Chicago. In tutto si è parlato di un totale di 3 MiG abbattuti, ma il problema è che solo uno di questi è sicuro. Successe quando, come si è già detto, Nixon ordinò di minare i porti vietnamiti, e le operazioni in tal senso, tese ad indebolire lo sforzo d'attacco Nordista verso il Sud (era in corso l'Offensiva di Pasqua), iniziarono il 9 maggio, interessando i porti di Haipong, ma anche di Hon Gai, Cam Pha, Than Hoa, Dong Hoi e altri ancora. Per quest'azione era necessario che le navi straniere (specie se cinesi o russe, ampiamente presenti) dovevano andarsene entro l'11 maggio. Le mine infatti avevano un sistema di attivazione a tempo, e avrebbero cominciato a funzionare allora. Erano le missioni 'Red Crown' e durante una di queste una coppia di MiG si avvicinò a degli indifesi A-6 Intruder impiegati in tali azioni. L'USS Chicago lanciò due missili da una rampa binata delle due presenti a prua, assieme a due coppie di radar (una sul ponte e una sopra l'enorme sovrastruttura), colpendo un caccia a quasi 90 km, mentre l'altro venne costretto a ritirarsi dalla minaccia, anche perché ai piloti era stato detto che i missili SAM attaccavano dal basso, piuttosto dall'alto, ma i Talos erano diversi, anche se per tanti aspetti certo scarsamente efficienti, per esempio come tempi di lancio.

    Questo accadde nel maggio del '72, ma come si è detto, 4 anni prima l'USS Long Beach ne tirò in diverse circostanze. La nave aveva il sistema di scambio NTDS e con il suo radar FRESCAN, antesignano dell'AEGIS, poteva vedere tutto il traffico del Golfo del Tonchino, agendo nelle operazioni PIRAZ (identificazione delle formazioni aeree) dirigendogli contro le CAP di caccia americani quando si trattava di aerei amici in difficoltà o caccia nemici. Su una delle due rampe di lancio Talos era sempre presente, pronta al lancio, un missile con testata nucleare (da 5 kt). Alle volte lanciarono contro aerei troppo bassi per essere visti al radar, alle altre volte contro aerei che poi si rivelarono F-4 Phantom. Ma accadde che riuscissero a lanciare un Talos contro un MiG ignaro della minaccia posta da tali armi ben dentro il territorio, effettivamente piccolo, del Vietnam, e che questo colpisse il bersaglio a 130 km, forse addirittura a 145 km. Non è chiaro se i Vietnamiti abbiano sostenuto tali perdite, ma il 9 maggio 1972 un MiG-21 venne colpito mentre era vicino alla propria base, ma lontano da aerei americani e in procinto di atterrare. Il 12 venne perso un MiG-19, dato per abbattuto per errore dalla propria contraerea. Dal maggio del '68 i Nordisti attaccarono in almeno 5 occasioni le navi americane, dichiarando la perdita di 2 MiG-17 (che erano specializzati negli attacchi antinave, come si vide anche poi). Non è chiaro quindi cosa sia stato abbattuto e da chi[2].


    USS New Jersey firing in Beirut, 1984.jpg

    A parte questo, va ricordata la potenza di fuoco delle corazzate: tutte e 4 le corazzate 'Iowa' parteciparono alla guerra di Corea, ma solo la USS NEW JERSEY partecipò al Vietnam, riattivata il 6 aprile 1967 e usata nel '68 come 'Battlevagon'. Riversò sulle coste vietnamite, operando per 120 giorni, qualcosa come 5.688 colpi da 506 mm (qualcosa come 5 carichi completi di proiettili) e 14.891 da 127 mm. Poi nel '69 venne rimessa in riserva, come le altre, a causa dei tagli di spesa. Da notare come la durata media dei tubi-anima da 406 mm doveva essere di circa 300 colpi per arma, quindi, sia pure sparando le granate HE da 'soli' 862 kg con carica ridotta, avrebbero tirato ciascuno qualcosa come oltre 600 proiettili, con un degrado sicuro delle prestazioni in precisione dei potenti cannoni da 406/50 mm. Quasi superarono la media dei 20 pezzi da 127 mm, anche e soprattutto per la distanza mantenuta dalle coste, per evitare i campi minati e le batterie costiere. In seguito, rimesse in riserva, le corazzate vennero riattivate negli anni '80 per decisione di Reagan[3].

    La Marina ebbe tanti altri episodi a parte questi. Gli incursori SEAL, per esempio, specializzati nelle missioni speciali e negli omicidi mirati. Ma questa è davvero una cosa di cui si sa molto poco.


    Un mezzo assolutamente inusuale tipico della guerra in Vietnam è senz'altro l'hovercraft[4]. Rumoroso, molto costoso, ma capace di muoversi sia sulla terraferma che sull'acqua, e di farlo velocemente. Questi mezzi vennero impiegati nel delta del Mekong. Ma prima è meglio concentrarsi su cosa sia tale delta. È a sud-ovest di Saigon e si estende con oltre 3.900 km di canali navigabili di cui 1290 erano artificiali, ma profondi meno di 2 metri quando c'era la bassa marea, gli altri erano di origine naturale o semi-naturale. Il delta occupava 13.000 km2 di piana alluvionale, di cui quelli interessati al delta vero e proprio erano 7.000 km2, 5.300 nel territorio del Sud. Questa zona era anche importantissima perché ricchissima di coltivazioni di riso, piccoli villaggi e poche città vere e proprie. Tutto questo la rendeva importantissima, per il controllo che i VC potevano esercitarvi, le provviste di cibo per alimentare la guerriglia, i rifornimenti tra la Cambogia e il territorio vietnamita, persino fino a Saigon. Tutto questo non sfuggiva agli americani che nel '65 organizzarono l'Operation Game Warden (Guardiacaccia) nel settembre di quell'anno, sorvegliando le coste e i corsi d'acqua interni, cercando di intercettare il traffico d'armi ed eseguendo, in seguito, missioni offensive, specie da parte dei team del SEAL. Ai primi tipi di imbarcazioni PBR Mk 1 e Mk 2, si preferì però l'uso degli elicotteri per i pattugliamenti nelle acque più interne, o l'uso di unità della Marina sudvietnamita.

    Dato che i battelli da pattugliamento non convinsero del tutto in certi contesti, almeno non inizialmente, una soluzione venne trovata dalla Marina USA con l'SK-5 della Bell, la versione americana dell'hovercraft britannico SR.N5, mezzi da 11,8 m di cui 3 vennero comprati e consegnati già alla fine del '65. Ebbero due dispiegamenti in Vietnam nei 4 anni successivi. Come pattugliatori costieri erano adeguati, ma troppo rumorosi, esigenti per la manutenzione e costi elevati. Ma per le acque interne erano invece adatti, come nella Piana dei Canneti, quasi intransitabile con altri mezzi durante la stagione delle piogge. I 3 PACV operavano in coppia, oppure da soli o talvolta tutti quanti, erano capaci di viaggiare anche a 55-60 nodi con 17 uomini, o 3+2 t di carico, ma ben presto ebbero anche compiti bellici, nonostante la leggera struttura in alluminio. In genere erano armati con due armi da 12,7 mm sopra la cabina e due da 7,62 mm sui lati, oltre a due lanciagranate da 40 mm e varie armi portatili. Nel 1970 vennero ritirati e revisionati completamente. La loro mobilità e capacità di viaggiare su ogni superficie era preziosa, e i Quai Vat (Mostro) ebbero presto una sharkmouth sul davanti. Il cuscino d'aria, però, doveva essere sgonfiato per permettere di ispezionare una giunca sospetta. In seguito giunsero anche 10 battelli fluviali pluriuso della Chrysler, basati su un concetto diverso, con eliche di sostentamento 'a vite', erano lunghi 6,1 m e pesanti 6,25 t, capaci di viaggiare anche a 10-12 nodi su terra, ma molto meno su acqua; trasportavano 6 soldati o 1 t di carico e talvolta c'erano una mtg da 7,62 e un lanciagranate da 40 mm. In ogni caso, la questione se l'hovercraft fosse o meno un mezzo migliore dell'elicottero per pattugliare le zone interne del Mekong non ha mai trovato una risposta univoca dall'esperienza vietnamita, e anche oggi i mezzi a cuscino d'aria restano una curiosità piuttosto che la normalità, nonostante la varietà di mezzi messi a punto dai britannici, sovietici e americani. Il loro migliore uso è quello di trasporto rapido tra navi e spiagge di truppe e materiali, dove sono davvero imbattibili visto che non si possono certo produrre elicotteri capaci di portare persino carri armati e altri equipaggiamenti estremamente pesanti come quelli dell'USMC.

    Note[modifica]

    1. Prosperini, Franco: L'USN in Vietnam: le operazioni aeree
    2. Fassari, Giuseppe: Gli abbattimenti dei Talos in Vietnam, Aerei nov-dic 2004 p.56-59
    3. La marina americana: vedi Armi da guerra 12, 30 e 42
    4. Per questa sezione vedi Armi da guerra 137