Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Germania Ovest-3

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Copertina
  • Bibliografia completa
  • Armi e tecnologie
  • Guerre e conflitti dal 1945 al XXI secolo
  • La rinascita delle forze subacquee[1][modifica]

    Nel frattempo, la cantieristica tedesca si rimetteva in azione con numerosi progetti di navi destinate alla flotta, e in seguito destinate anche ai successi dell'export. I principali programmi furono i sottomarini, cominciando con gli U-201 e U-202, minuscoli sottomarini che a partire negli anni '50 vennero realizzati.

    La base di partenza di tutti i successivi progetti, il Type XXI bellico, di cui un esemplare venne anche recuperato per scopi sperimentali durante gli anni '60. All'atto della resa della Germania vi erano avanzati progetti che però non erano stati prodotti in quantità sufficiente. 793 sottomarini erano stati affondati con la morte di circa 30.000 sommergibilisti, tra questi anche 27 Type XXI e 26 Type XXIII, i più avanzati tra tutti i sottomarini dell'epoca. Tra i sottomarini più colpiti, i protagonisti classici Type VIIC, con ben 500 unità perdute, eppure altre 169 in costruzione alla fine della guerra, più altri 19 autoaffondati, 36 catturati all'atto della resa e altri 2 durante la guerra. A questi sottomarini, per quanto superati, si dovettero milioni di tonnellate di naviglio Alleato colato a picco. I più grandi IX ebbero 155 perdite e una cattura durante la guerra, altri 12 catturati o in Giappone al momento della resa, 1 autoaffondato, non meno di altri 55 in costruzione.

    In tutto, dei sottomarini tedeschi, i superstiti catturati erano 136, a cui bisogna aggiungerne altri 170 autoaffondati. Tra i sottomarini più moderni, 11 Type XXI e 16 Type XXIII vennero catturati, 78 XXI e 21 XXIII vennero autoaffondati, mentre ben 370 XXI e 100 XXIII erano in costruzione sugli scali, segno che l'arma subacquea tedesca stava lavorando davvero alacremente per rinnovare una linea di oramai sorpassati come i VIIC, affondati in oltre 500 esemplari (e nondimeno, essendo relativamente semplici, in costruzione inoltre 200 unità) e IX.

    I sottomarini di nuova generazione, concepiti per operare immersi con batterie di maggiore capacità, cannoni leggeri antiaerei in torrette stagne, lo snorkel, sonar e siluri moderni, vennero rapidamente utilizzati a Est e a Ovest come base per nuovi sottomarini o per l'aggiornamento di quelli vecchi, come i GUPPY americani o i 'Whiskey' sovietici. La Germania era un alleato troppo importante contro il Patto di Varsavia, a maggior ragione dopo la Guerra di Corea. C'era bisogno di sottomarini per operazioni costiere, anche se il Trattato di Parigi limitava il dislocamento ad appena 350 t. Ma chi meglio dei Tedeschi poteva progettare tali unità, dopo avere costruito i Type XXIII, XVII e XVIII, grazie agli studi del prof. Walter e del Prof. Deschimag. L'IK6, ovvero Ingenieurkontor Lubeck o anche IKL, Ufficio Ingegneristico di Lubeck, venne fondato dall'ing. Gabler già nel 1946 e si sarebbe poi imposto come il leader mondiale nella progettazione di sottomarini diesel-elettrici.

    Nel 1955 partì il programma quando il Dottor Fischer e all'Ing. Gabler, noti esperti di sommergibili, vennero contattati (8 marzo) dal Ministero della difesa. Gli studi, basati su tecnologie come il motore Walter, portarono al Progetto Type 55 o U-201, 350 t e 15-16 nodi immerso, da riprodursi in 12 unità. Il sistema Walter, per quanto energico, era però piuttosto inaffidabile e pericoloso e alla fine si giunse al classico tipo diesel-elettrico (1.500 hp e 16 nodi immerso).

    Un battello anche più piccolo era il Type (o Classe) 202, noto anche come IK6. Con un motore da 85 hp elettrico e da un diesel per la navigazione in superficie. Dislocamento 58 t, lungo 14,3 m, largo 2,35, 6 uomini di equipaggio, si trattava in effetti di un minisommergibile, capace di 10,5 n immerso, 400 miglia di autonomia a 10 nodi, e di 270 miglia se immerso a 5 nodi. L'armamento era di 2 lanciasiluri. Questi due programmi iniziarono, pur nella loro modestia, la nuova era dei sottomarini tedeschi, destinati ad imporsi nel mercato delle unità convenzionali con vari progetti, l'ultimo dei quali adottato anche dalla MM italiana, che tentò invano di sviluppare l'S-90 da 3000 t con risorse nazionali onde sostituire i 'Sauro', buoni ma non eccelsi battelli di medio tonnellaggio.

    Lo studio dei due nuovi progetti richiese molte modifiche, e il 202 dovette essere aumentato: erano necessari spazi aggiuntivi per ospitare le nuove, sofisticate apparecchiature di scoperta acustica. Il dislocamento arrivò a circa 100 t, dimensioni di 23 x 3,4 m e il motore arrivò a 350 hp. I sensori installati erano molto sofisticati: il sonar aveva 3 gruppi di 48 idrofoni sistemati a prua, una catena di idrofoni laterali da 24 sensori per lato, un sonar attivo a scansione circolare prodiero. Questo sistema di ascolto ASW era notevole per una tale piccola nave (24 ricevitori su ciascun lato dello scafo), mentre l'armamento era necessariamente limitato a due soli siluri corti da 3,5 m. Vi erano a bordo varie altre apparecchiature, mentre la vela era alta appena 2,1 m con una superficie interna di appena 1 m2. Essa aveva una copertura in plexiglass contro il maltempo, ma nonostante le ridotte dimensioni l'unità aveva sulla vela il periscopio, lo snorkel, le antenne radio UHF/VHF e anche un sistema ESM (sporgendo sulla vela di appena 70 cm). Per le sue piccole dimensioni, non gli mancava nulla in termini di equipaggiamenti. Le superfici di controllo comprendevano sia due pinne retrattili prodiere (del tipo XXIII) che timoni di coda. L'acciaio era amagnetico, riducendo la segnatura delle unità già molto contenuta. L'elica era intubata, per la seconda unità.

    Il contratto per due unità venne dato nel 1959 ai cantieri Atlas di Brema e si sperava di costruirne altri 38, ma a quel punto vi furono problemi sia tecnici che di filosofia operativa. L'acciaio amagnetico non era ancora a punto, e i Type 201 erano ancora in grado di offrire molto di più. Alla fine non più di 2 unità vennero autorizzate nel 1963, realizzate entro il 1965 come navi sperimentali. Radiati già dalla prima linea nel dicembre 1966, lasciarono il campo a dei 'veri' sommergibili, anche se sempre di piccole dimensioni, visto che oramai il programma navale era stato cambiato ed ampliato.

    I Tipo 201 entrarono in servizio dopo molti ripensamenti. Ordinati in 12 esemplari nel 1959, avevano una lunghezza di 43 m, dislocamento di circa 400 t emersi, otto tubi di lancio siluri tutti a prua e scafo in acciaio amagnetico. Proprio questo diede ad essi un problema strutturale, perché la superficie dell'acciaio si dimostrò prone a microfratture e corrosione. A parte questo, il dislocamento di 350 t era calcolato in tonnellate 'lunghe' (1,016 t metriche) e senza praticamente nulla a bordo. Il dislocamento aumentava a 395 t in condizioni tipiche e questo, pur superando di poco il limite del trattato, diede origine a molte polemiche. Tra le sue caratteristiche un solo asse con elica a 5 pale, motore elettrico e generatore attivato da un paio di diesel da 600 hp, più un piccolo diesel elettrico da 80 hp per la manovra di accoppiamento tra l'elica e l'asse di calettamento. Si trattava di una piccola unità con una torretta alta appena 1,2 m sulla coperta, lunga di poco oltre i due metri, con la vela vera e propria che se ne distaccava per altri 1,8 m raggiungendo una lunghezza complessiva di quasi 5 m per questa sovrastruttura caratteristicamente a due 'scalini'. I siluri erano 8 in altrettanti tubi di lancio, dopo che era stata considerata una soluzione con sole 4 bocche. Alla Marina piaceva l'idea di avere tutti i siluri pronti al tiro, ma la parte anteriore dello scafo diventava 'tozza' e si riduceva la velocità di un nodo. Comunque, nel settembre del '58 il mock-up della salta di operazioni siluri, costruito per provare l'ergonomicità della soluzione, venne considerato soddisfacente. I motori diesel erano gli DM MB280 da 600 a 1.450 giri-min, i generatori erano Brown-Boveri da 1.500 hp a basso numero di giri, calettati sull'asse dell'elica. Questo consentì di togliere il motore di accoppiamento originariamente previsto, mentre le strutture meccaniche a camma degli U202 erano state omesse per l'accoppiamento tra motore ed elica, rimpiazzate da un sistema ad aria compressa derivato dai Type XXI. Dal progetto XXVI, con sistema Walter ma dal dislocamento di 1.000 t (non realizzato durante la guerra) vennero trovate altre soluzioni, come appositi cilindri di soppressione del motore, che erano dentro lo scafo resistente e sopra i due motori diesel. Le batterie Varta dei Type 202 erano superate dal nuovo tipo della svedese Tudor, che garantivano il 20% di capacità e soprattutto una durata 3-5 volte maggiore (della batteria di per sé, non della carica contenuta, comunque un valido vantaggio in termini di costi operativi). Alla fine, nell'ottobre 1958, la maggior parte del lavoro era stato fatto per fissare il progetto e questo venne approvato dalla Marina il 10 ottobre 1958, come IK10, poi per l'appunto, Classe U-201. Come si è detto, l'acciaio amagnetico era stato prescelto al posto dello St.52, ma il Baltico, con i suoi bassi fondali, è ideale per le mine da fondo e in particolare per quelle ad influenza magnetica, che così si trovano sempre abbastanza vicine agli scafi delle navi bersaglio. I Sovietici conoscevano queste armi e le sapevano usare bene, così uno scafo in acciaio amagnetico per ridurre la segnatura divenne fondamentale. Ma non era facile da risolvere. Alla fine venne usato un paio di tipi, l'austriaco A3CY e l'AMCR1, il primo per lo scafo interno e il secondo per quello esterno e per la facilità di produzione. Era il marzo 1959 quando il cantiere di Hoswaltswerke AG (Kiel) ottenne il contratto per 12 battelli, costruiti in sezioni e poi assemblati in pontoni-bacini da 3.000 t, chiamati MAX e MORITZ. Stava andando tutto molto bene, ma dopo pochi mesi le unità, per quanto efficaci, accusarono i problemi di corrosione che si temevano per l'acciaio amagnetico, persino nelle acque quasi dolci del Baltico. Proprio ora che le cose andavano bene. Infatti se il primo sottomarino U1 venne varato il 21 ottobre 1961, e consegnato 5 mesi più tardi, la Norvegia aveva espresso interesse per altri 15 battelli già nel '61 e l'U3 le venne ceduto in prestito il 10 luglio 1962. Nell'estate del '63, i due sottomarini rimasti alla Marina tedesca, a causa delle lesioni a livello intercristallino dell'acciaio amagnetico, erano già pressoché inutilizzabili e vennero radiati dal servizio di prima linea, anche se continuarono il servizio. L'U1 divenne venne usato per esperimenti sui siluri filoguidati, mentre l'U2 venne convertito con notevoli modifiche per diventare il prototipo della successiva Classe 205.

    Nel frattempo vennero costruiti altri battelli, le Classi 240 e 241. La prima non era altro che un paio di Type XXIII, immersi nel Baltico ma ancora in buone condizioni. Uno era l'U-2365, autoaffondatosi nello Skagerrak l'8 maggio 1945. L'altro era l'U-2367, affondato da attacchi aerei appena 3 giorni prima. Recuperati a metà del '56, da un fondale profondo appena 50 m, ebbero un uso sperimentale, ma funestato di incidenti. Entrarono in servizio rispettivamente come HAI (pescecane) e HECTH (luccio), il 15 agosto e il 1 ottobre 1957 e passarono 3 anni al Centro Esperimenti Navali, poi passarono alla Scuola Sommergibilisti di Neustadt. Ebbero numerose modifiche, con ben due ricostruzioni, prima (1961) con una vela dalle migliori qualità idrodinamiche, e poi (1964) con uno scafo allungato di 1,2 m per i motori diesel-generatori dell'U-201. Alla fine, dopo l'aggiunta di queste e di altre modifiche tecnologiche per equipararli a questi nuovi battelli, divennero la Classe 240. Queste vecchie unità non ebbero però una vita facile, anzi ebbero parecchi incidenti, di cui uno fu il peggiore della Marina tedesca post-bellica. L'HAI era in rotta per la Scozia quando, navigando in superficie, affondò durante una tempesta a seguito di una via d'acqua. Nonostante la presenza di navi di scorta, vi fu un solo superstite. Era il 14 settembre 1966. La nave venne recuperata per la seconda volta, ma solo per indagare le cause della perdita. Vene portaro a galla il 19 settembre e potato ad Emden. L'unità non venne mai più rimessa in servizio. Il 3 settembre 1968 venne disarmato e demolito anche l'HECHT.

    La seconda classe era un battello XXI, il Wilhem Bauer, recuperato anch'esso dal Baltico sempre nell'estate del '57, dove si autoaffondò il 4 maggio 1945, quando il suo nome era U 2540. Esso ebbe bisogno di un permesso speciale in quanto, per il trattato di Parigi, 1954, non erano consentiti battelli tedeschi di oltre 400 t. I problemi erano anche altri, per esempio, l'indisponibilità dei dati di costruzione: sia ad Ovest che ad Est vi erano praticamente delle copie dei sottomarini di questa classe, ma ironicamente, i Tedeschi non avevano più i dati originali. Tra le modifiche, gli elettrogeneratori della classe Type 201 e l'eliminazione delle due piccole torrette binate da 30 mm, nonché il sistema di ricarica rapida dei 23 siluri per i 6 t.l.s., due dei quali (quelli inferiori) vennero eliminati. Tutto questo servì per aumentare gli alloggi dell'equipaggio, evidentemente piuttosto spartani nell'epoca bellica. Alla fine il W.Bauer venne battezzato come tale il 1 settembre 1960 e costituì l'unica nave della Classe 241. Esso servì a lungo, dopo varie modifiche, come nave sperimentale ed aiutò lo sviluppo dei successivi Type 205 e 206.

    Queste unità ebbero seguito dai Type 201. Le 203 e 204, relative a sottomarini con motori elettrici e rispettivamente, indipendenti dall'aria, non ebbero seguito.

    L'esigenza di aggiungere un secondo sonar a lunga portata causò la modifica del progetto 201 con un'aggiunta di 1,8 m di lunghezza. Il sonar di scoperta a lungo raggio, che non poteva essere aggiunto nella parte anteriore dello scafo occupata dai lanciasiluri, venne alloggiata in questa sezione aggiuntiva. Era il PSU2 della Krup, e il suo trasduttore, non potendo stare dentro lo scafo né a prua, venne integrato nel gradino innanzi alla vela. I trasduttori rotanti vennero sostituiti da sistemi statici con maggiore impiego di elettronica e maggiore stabilità di frequenza e sicurezza. Il dislocamento aumentò a 420 t. Il nuovo battello era l'IK10W, poi diventato la Classe 205, cominciando con l'U4 (varo 22 agosto 1962), quando però non era ancora stato notato il problema della corrosione dell'acciaio.

    L'acciaio amagnetico venne mantenuto, ma coperto con una zincatura e plastica, per ridurre il problema, anche se non si poteva totalmente eliminare. Le nuove navi vennero ordinate nel 1960 e realizzate negli anni successivi al ritmo di una ogni sei mesi. Di quando in quando si dovevano testare con immersioni profonde davanti alla costa norvegese, per verificare le condizioni dello scafo. L'esigenza di acciai amagnetici rimase peraltro nei piani della Marina, che semplicemente si interessò di nuovi tipi disponibili sul mercato. In ogni caso, per rimpiazzare i due U-1 e U-2, vennero realizzati altrettanti battelli con gli stessi numeri, ma con acciaio st.52. Esse non ebbero il secondo sonar (quello davanti alla vela), ma più sistemi ESM, automatizzazione e resistenza antishock-silenziosità grazie a nuovi basamenti dei motori diesel. Questi erano i progetto IK10Wm, entrati in servizio (U2) il 10 ottobre 1966. Gli ultimi '205', gli U-9 fino all'U-12, vennero realizzati con acciai amagnetici di nuovo tipo, come l'AM53 della Schoeller-Beckmann per l'U-9 e U-10, l'U-11 con il PN18S2 e infine l'U-12 con l'Amanox 182M9. In tutto vennero realizzate 9 navi della Classe 205. L'ultima unità venne consegnata il 14 gen 1969.

    La successiva classe e 'definitiva', nell'ottica della Guerra fredda, fu la Type 206, ulteriormente aggiornata. Con questa si intendeva completare il programma naale che chiamava in causa la realizzazione di 24 battelli da 450 t, nonché 6 SSK di maggiore dislocamento. Entrambe le classi vennero realizzate con studi iniziati già nel '62, e il Type 206 era inizialmente noto come IK34. Essa era stata modificata con vari altri sottosistemi, e differenze strutturali dall'altra. Fermo restando il dislocamento di circa 450 t, il battello aveva più batterie e più energiche per alimentare le attrezzature elettroniche di bordo, assai superiori rispetto alla classe precedente, ma questo andava a scapito della zavorra e quindi della sicurezza implicita della nave. La realizzazione di questa classe 'definitiva', che seguiva i primi 9 U-205, venne affidata a due cantieri diversi, ad Embden e Kiel. La forma della vela era diversa, sopra lo scafo vi è un sonare passivo Krupp PRS3, più il DBQS-21, il tutto integrato nel sistema di combattimento SCW-83. Il tipo -21 è la componente attiva, il PRS è quella passiva a lungo raggio, a cui si aggiungono le catene di idrofoni laterali e il radar Atlas 1555 in banda E-F per la scoperta, banda J per la navigazione. I tubi di lancio sono un quartetto a prua, due su ciascun lato, leggermente spostati sui fianchi, le alette di controllo anteriori sono retrattili su due pozzetti dalla sezione a mezza luna e molto in basso rispetto ai tubi di lancio, nonché dietro ad essi. Inizialmente i siluri dovevano essere ripartiti in due settori: tubi di lancio prodieri per i siluri normali, poppieri per quelli filoguidati. Poi si accettò, dopo lunghe discussioni, di mettere tutti i tubi di lancio con i relativi siluri a prua (1966, dopo circa 3 anni di discussioni). Sopra la batteria vi era il sonar passivo prodiero, mentre il sonar attivo DBQS-21 era a proravia della vela, controllato da un computer per correlare il segnale con le fonti passive. Il sistema di combattimento era derivato dalla serie M8 della HSA olandese ed era noto, come già ricordato, come SCW-83. Alla fine, solo nel 1968 vennero emessi ordini per 6 navi ai cantieri HDW di Kiel e altrettante per i cantieri Rheinmetall di Emden. Data la complessità dei sistemi di bordo la Marina tedesca non era in grado, da sola, di testare i vari apparati, né di mantenerli. Così istituì un 'general contractor', ovvero un cantiere di fiducia a cui lasciarlo fare, per ottenere un prodotto affidabile e testato. Uno dei primissimi esempi di contratto 'chiavi in mano' che poi sarebbe diventato pratica corrente. Il prescelto dei due fu il cantiere HDW, per tutte le navi della Classe 206 o Type 206 o U-206 che dir si voglia. Nel frattempo venne anche premiato con altri sei battelli. I due cantieri, con procedure diverse, costruirono i loro battelli (l'HDW con assemblaggio dentro un bacino galleggiante, il Rheinmetall dentro un edificio), e le consegne iniziarono il 18 settembre 1971 con l'U13 a Kiel, l'ultimo arrivò il 5 maggio 1975.

    La Classe 208 verteva su 6 SSK ad elevate prestazioni da 1.000 t, studiata dal 1966 presso l'IKL, ma le prestazioni richieste erano troppo alte, e il dislocamento troppo basso. L'energia nucleare per sottomarini non era accessibile per la Germania e i problemi finanziari fecero il resto, portando alla fine tale programma, cancellato nel 1971. La componente 'd'altura' della Bundesmarine non venne così mai materializzata. Del resto, ora la miniaturizzazione dell'elettronica consentiva di trasformare in SSK anche piccoli sottomarini. IN definitiva, con i 24 Type 201, 205 e 205 migliorata (ovvero 206) il programma navale del '55 venne completato nel settore dei sottomarini. I Type 206, pur essendo navi di piccole dimensioni, sono un concentrato di tecnologia ed efficacia bellica di tutto rispetto, specie nei tipi che aggiungono anche la disponibilità di 24 mine in appositi contenitori laterali, apparsi sulle ultime navi.


    Riassunto caratteristiche sottomarini tedeschi:

    • Dislocamento: Type 201, 395/433 t; Type 202, 100/137 t; Type 205, 419/455 t; Type 206, 450/520 t
    • Dimensioni: 42,4 x4,6 m; 23,1 x 3,4 m; 44,3 x 4,6 m; 48 x 4,7 m.
    • Motori: 2x600 hp diesle, 1x1.500 elettrico; 1 x330 hp +1 x 350 hp e uno da 27 hp per manovra silenziosa; 2 x 600 hp diesel e 1x 1.500 hp elettrico; 2 x 600 hp (MTU diesel) e 1 x 1.500 hp (23,5 t di gasolio)
    • Prestazioni: 10/17,5 nodi (em-imm.);6/13 nodi; 10/17 nodi; 10/17 nodi
    • Armi: 8 tls prodieri; 2 tls; 8 tls; 8 tls, in tutti i casi con una sola carica.
    • Equipaggio: 21; 6 ;21 ;22
    • Unità: 3; 2; 5+6; 18

    Navi:

    • U1, classe 201 (S180), costruzione 8/6/1960, varo 21/12/61, servizio 20/3/62; disarmo 22/6/63
    • U1, classe 205 (S180), 1/2/65; 29/1/67; 26/6/67
    • U2, classe 102 (S181), 1/9/60; 25/1/62; 3/5/62; 15/8/63
    • U3, classe 201 (S182), 12/10/60; 7/5/62; 10/7/62; 15/9/67
    • H,Trechel, classe 202 (S172), varo 15/3/65; servizio 14/10(65; disarmo 15/12/66
    • R.Schurer, classe 202 (S173), varo 10/11/65; servizio 6/4/66; disarmo 15/12/66
    • U4, classe 205 (S183), costruzione dal 1/4/61; varo 25/8/62; servizio 19/11/62; disarmo 1/8/74
    • U5 (S 184), 1/6/61; 20/11/62; 4/7/63; 23/8/74
    • U6 (S 185), 8/11/61; 30/1/63; 24/7/63; 23/8/74
    • U7 (S 186), 1/2/62; 10/4/63; 16/3/64; 12/7/74
    • U8 (S 187), 20/3/62; 19/6/63; 22/7/64; 9/10/74
    • U9 Classe 205M, (S 188), 10/12/64; 20/10/66; 11/4/67;
    • U10 (S 189), 15/7/65; 5/5/67; 28/11/67;
    • U11 (S 190), 1/4/66; 9/2/68; 21/6/68;
    • U12 (S 191), 1/9/66; 10/9/68; 14/1/69;
    • U13 Classe 206 (S 192), 15/11/69; 28/9/71; 19/4/73;
    • U14 (S 193), 1/3/70; 1/2/72; 19/4/73;
    • U15 (S 194), 1/6/70; 15/6/72; 17/7/74;
    • U16 (S 195), 1/11/70; 29/8/72; 9/11/73;
    • U17 (S 196), 1/10/70; 10/10/72; 28/11/73;
    • U18 (S 197), 1/4/71; 31/10/72; 19/12/73;
    • U19 (S 198), 5/1/71; 15/12/72; 9/11/73;
    • U20 (S 199), 3/9/71; 16/1/73; 24/5/74;
    • U21 (S 170), 15/4/71; 9/3/73; 16/8/74;
    • U22 (S 171), 18/11/71; 27/3/73; 26/7/74;
    • U23 (S 172), 5/3/73; 25/5/74; 2/5/75;
    • U24 (S 173), 20/3/72; 26/6/73; 16/10/74;
    • U25 (S 174), 1/7/72; 23/5/73; 14/6/74;
    • U26 (S 175), 14/7/72; 20/11/73; 13/3/75;
    • U27 (S 176), 1/10/71; 21/8/73; 16/10/74;
    • U28 (S 177), 4/10/72; 22/1/74; 18/12/74;
    • U29 (S 178), 10/1/72; 22/1/74; 18/12/74;
    • U30 (S 179), 5/12/72; 4/4/74; 13/3/75;



    Nel frattempo, al paio di dozzine di Type 205 e 206 si aggiunsero i Type 207 per la Norvegia, e soprattutto iniziarono le costruzioni dei Type 209, che avrebbero popolato i mari di tutto il mondo con la costruzione di oltre 50 battelli a partire dagli anni'70, in una serie di classi tra le 450 e le 1.000 tonnellate, praticamente soddisfacendo ogni committente con un progetto derivato anche molto diverso dal tipo standard da 66 m. Curiosamente, proprio quell'SSK che non si riuscì a materializzare nella Marina tedesca è diventato il più venduto sottomarino europeo, se non mondiale.


    Infine, la AEG-Telefunken cominciò a sviluppare i siluri filoguidati ASW e antinave necessari per questi battelli, con la conseguenza che migliaia di siluri della famiglia vennero realizzati ed ampiamente esportati:Seal, Seehache per la Bundesmarine, SST4 e SUT per l'export.




    Le altre navi leggere[modifica]

    La Lurseen iniziò a progettare i successori delle eccellenti motosiluranti (S-Boote) tedeche del periodo bellico. Armate con siluri, missili, cannoni moderni esse entrarono in servizio con la Bundesmarine e con vari clienti esteri, e furono la base per le 'Combattante' francesi, parimenti di successo anche se solo nell'export. Viceversa, la Bundesmarine, da sola, avrebbe immesso in servizio oltre 40 navi delle classi Tiger e Albatross. Infine, la costruzione su licenza di due cacciatorpediniere classe 'Adams' aiutò la flotta, nei tardi anni '60, ad entrare nel club di marine con navi realmente moderne, armate con missili a lunga gittata antiaerei.


    Marina, 1997[2][modifica]

    Non molti cambiamenti videro invece gli organici della Bundesmarine, a parte la riduzione dei sottomarini e delle navi leggere, con un certo rinnovamento nelle navi MCM. L'aviazione navale perdeva attorno al 1994 uno degli Stormi Tornado, rimasti sostanzialmente senza impiego dopo la fine della minaccia sovietica. In termini di navi d'alto mare, gli 'Hamburg' ebbero un degno successore con le F-123 'Brandemburg'.

    Ordine di battaglia:

    • Navi maggiori: inquadrate nella flottiglia cacciatorpediniere, basata a Wilhemshaven e kiel, organizzate nel Primo Gruppo Cacciatorpediniere, con i 3 'Lutjens', 2 e 4 Gruppo con le otto 'Bremen', 6 Gruppo con le F-123 'Brandemburg', per un totale di 15 navi. 1 e 2 Gruppo di rifornimento, basati su 10 navi ausiliarie: 2 classe 'Type 701', 2 'type 704', 2 'type 760' erano le più importanti del settore.

    Note: la principale innovazione rispetto al 1984 è stata l'introduzione delle 4 F-123 Brandemburg. Queste grosse navi fregate, costruite con i criteri modulari MEKO, parzialmente stealth, sono state inizialmente armate solo con un cannone da 76mm, 2 da 20, 4 vecchi Exocet prelevati forse dagli Hamburg, un lanciamissili verticale Mk 41 con 16 missili Sea Sparrow, 2 RAM, 2 lanciasiluri binati e 2 elicotteri. Le loro potenzialità di crescita, inclusa la potenzialità di raddoppiare i lanciamissili, la resistenza ai danni e il parco elettronico, come anche la riduzione a 200 del numero di marinai di bordo le rendevano basicamente valide per ospitare un armamento molto superiore (con 32 lanciatori verticali Mk 41 e Sea Sparrow ESSM sarebbe possibile ospitare fino a 128 missili), mentre per il futuro le loro capacità operative sarebbero state incrementate dai siluri MU-90, elicotteri NH-90 e varie altre migliorie. I missili RAM, qui presenti con due lanciatori fin dalla costruzione, erano stati istallati su tutte le altre grandi navi 'Bremen' e 'Lutjens', come sistema standard da difesa ravvicinata antimissile. La versione antiaerea delle 'Brandemburg', la classe F-124 Sachsen, era già prevista in 4 esemplari per sostituire i vecchi Lutjens.

    • Gruppi MCM, basati a Olpenitz dal 1994. Essi vertevano su di una forza data dal 1° Gruppo MCM con 10 Type 332, 3 Gruppo con 5 Type SM.394 costieri, 5° Gruppo con 10 dragamine Type 404.

    Gruppi MCM basati a Wilhenshaven: 4°, con 8 MJ 331 e una nave ausiliaria, e 6° con 6 Type 351 e 18 imbarcazioni telecomandate Troika. Assieme a queste unità vi era anche il gruppo Incursori subacquei su 3 compagnie.

    Note: le Type SM-343 Hamelin vennero ideate come moderne navi posamine, poi convertite a dragamine. Capaci di 18 nodi, hanno un dislocamento di 600 tonnellate e un cannone da 40 mm, originariamente integrato da 60 mine. Le MJ-332 Frankental erano pure un moderno progetto con sonar DSQS-11M, ROV Penguin, cannone Bofors da 40 mm. I Lindau (Type 331) hanno due classici ROV PAP-104 e 5 sommozzatori, oltre al solito cannone da 40mm e lanciatori di chaff. I Type HL-351 hanno le imbarcazioni teleguidate Troika, chiamate Sheeound, avevano una lunghezza di 25 metri e una velocità di nove nodi. Per il futuro era prevista la chiusura del 4 e 6 Gruppo MCM.

    • Forze d'attacco (comando a Warnemunde): basate sul 3 e 5 Gruppo (Flensburg e Olpenitz) ciascuno su 8 Type 148, mentre il 2 e il 7 Gruppo basati ciascuno su 10 Type 143 o Type 143A. Essi hanno anche una nave Type 404 classe 'Elbe' e varie navi logistiche minori.

    Note: le navi veloci, leggermente ridotte di numero, erano state aggiornate. A quel punto le Type 148 Tiger avevano un set ECM, un sistema datalink Link 11, 4 ufficiali e 26 marinai l'una. Esisteva anche un sistema posamine. Le Type 143 avevano un sistema di combattimento capace di gestire fino a 5 bersagli, un sistema ECM e Link 11, 41 uomini di equipaggio. Le navi 'Elbe' sono navi da 3500 t a pieno carico, 47 membri d'equipaggio e un gruppo di supporto motocannoniere forte di 30-45 uomini. Tra le prospettive di questa potente componente della Marina tedesca, la sostituzione delle vecchie Type 148 con le k-130, vere e proprie corvette.

    • Sottomarini: basati a Kiel, avevano il 3° gruppo con 12 Type 206, e il 1° con 5 Type 206 e 2 Type 205.

    Note: i vecchi Type 205 erano usati solo per addestramento. I Type 206, 48 m di lunghezza, 456 t dislocamento emersi, 500 immersi, entrarono in servizio tra il 1973 e il 1976. Capaci di 17 nodi in immersione, con 22 uomini di equipaggio, erano armati di siluri DM-2 A2. Capaci di operare immersi in appena 20 metri d'acqua, dopo gli aggiornamenti avuti negli anni precedenti sono stati armati finalmente con siluri polivalenti di tipo moderno, capaci di attaccare tre diversi bersagli con altrettanti siluri in simultanea, e di ingaggiare bersagli con maggiore portate operative grazie al sonar SLW 83. Le mine e i materiali amagnetici di cui sono dotati li rendono capaci di operare con efficacia nella posa insidiosa di 24 mine, grazie anche alla silenziosità e capacità di operare in acque litoranee. Nondimeno, solo con l'entrata dei nuovi sottomarini, chiamati all'epoca col nome definitivo di U-212, le capacità di localizzazione sarebbero state migliorate drasticamente.

    • L'aviazione di marina, dotata a quell'epoca di un solo stormo di Tornado con forza aumentata da 48 a 54 apparecchi, più gli elicotteri come 22 Sea King, 17 Lynx e 19 Atlantic.
    • Componente elettronica-intelligence: basata a Kiel dal 1974, articolata in alcune sezioni incaricate tra l'altro di comunicare tramite onde VLF con i sottomarini immersi fino a 30 metri (stazione basata a Ostfriesland), di utilizzare i satelliti NATO con la stazione di Euskirchen, e di altri incarichi speciali, per un totale di 1600 militari e 600 civili coinvolti.


    La nascita dell'Aviazione navale tedesca e i suoi primi 40 anni[3][modifica]

    Nata il 16 luglio 1956, la Marinefliegerdivision di Kiel-Holtenau, da cui dipendevano gli stormi navali, fu ben presto organizzata in 4 stormi: MGF-1 di Kropp-Jagel, MFG-2 di Tarp-Eggebeck, MFG-3 di Nordholz e l'MFG-5 di Kiel-Holtenau. Il primo fu l'MFG-1 di Jagel, prima come gruppo (Marinefliegergruppe) e poi nel marzo del '57 diventato Geschwader. Era nato per l'attacco antinave con i Sea Hawk, all'epoca gli unici aerei d'attacco specializzati per l'impiego sul mare disponibili in Europa. Erano limitati, ma pur sempre validi e robusti apparecchi da circa 950 kmh, 4 cannoni da 20 mm e 454 kg di carico utile. In tutto i Tedeschi ebbero 68 aerei di cui la Mk.100 era quella base, e la Mk.101 introduceva un radar di ricerca Elko Type 34, sotto un pilone alare (quello destro). Questi aerei equipaggiarono per circa 10 anni l'MFG-1 e 2. Quest'ultimo venne fondato il 1 aprile 1958 a Kiel, anche qui con aerei britannici, i Gannet ASW e i Sea Hawk da attacco antinave. Dai primi mesi del '63 arrivò anche l'F-104G per l'MFG-1, seguito poi dall'MFG-2 nel '65 che aveva un gruppo di F-104G e uno con gli RF-104G da ricognizione e anche attacco antinave, poi trasferito il 12 marzo a Eggebeck.

    Nel frattempo nacque la 1a Marinessnoststaffel, il 1 gennaio 1958. Aveva anch'essa velivoli britannici, i Bristol Sycamore, ovvero elicotteri leggeri della Westland. Venne trasformato in MFG-5 il 25 ottobre 1963 a Kiel-Holtenau. Nel 1993 aveva gli elicotteri Sea King, sempre britannici, del tipo HAS.41, più i tedeschi Do.28D per funzioni SAR, assieme ai nuovi Do.228. L'MFG-3 'Graf Zeppelin' venne costituito il 1 ottobre 1964. Era stato equipaggiato con 15 Gannet ASW ex-MFG-2. In seguito venne equipaggiato con i Lynx Mk.88 e gli Atlantic per lotta ASW ed EW (4 degli Atlantic modificati su 19 forniti) e compiti SAR come capacità secondaria.

    Il Tornado IDS è stato comprato in ben 112 esemplari e ha succeduto i '104, nel frattempo riarmati dal '76 con i Kormoran, dal 1981. L'MFG-2 aveva gli F-104 e li tenne fino al 1986, quando vennero rimpiazzati dai Tornado. Nel frattempo, però, riuscì a diventare molto famoso per i suoi 'Viking'. Se la LW era troppo impegnata per occuparsi di acrobazia, la Marina nel 1983 formò ad Eggenbeck questa formazione acrobatica. Nell'autunno della carriera dello Starfighter in Germania, le due coppie (si esibivano una sola per volta, ma le richieste erano tali da necessitare di due team per partecipare a tutti gli airshows). In 3 anni questa formazione acrobatica entusiasmò i suoi spettatori in centinaia di airshows, in cui si sfruttava appieno l'accelerazione e la salita dell'aereo. Durò solo 3 anni, ma si fece ricordare, anche perché i Tornado non hanno dato un seguito a quest'esperienza.


    All'epoca c'erano 15 Atlantic ASW e 4 ELINT su 20 ordinati; 106 dei 112 Tornado IDS, 23 Su-22 non più operativi ex-DDR, 19 dei 19 Lynx Mk.88, 22 (su 22) Sea King Mk.41 e 43, 20 (20) Do.28D, 1(1) Do.228-212 e 20 Mi-14PL, VT e PS ('Haze') ex-DDR, che sono stati tra i pochi aerei ex-DDR usati nella Germania riunificata.

    Lo Stormo dell'aviazione di marina aveva simile struttura rispetto a quello della LW, con il Gruppo di Volo, Gruppo servizi tecnici, Gruppo difesa base. Il primo aveva 2 squadriglie, sezione meteo, antincendio, controllo traffico aereo. Il gruppo servizi tecnici aveva sezioni elettroniche, rifornimenti e riparazione danni della base. Il gruppo difesa terrestre aveva la sezione antiaerea, automobilistica, medica. In tutto ciascuno degli stormi comprendeva ben 5.000 uomini di cui 500 civili.

    Quanto all'addestramento, a Fusternfeldbruck si svolgeva quello primario con 33 Piaggio P.149D della LW, poi si andava a Sheppard AFB negli USA e ritornare poi in Germania o al TTTE britannico di Cottesmore. La forza era di due stormi: l'MFG-1 con 48 aerei e così per l'MFG-2. Gli equipaggiamenti erano ricchi: pod per guerra elettronica, oltre 500 missili Kormoran 1 e 2 (questi ultimi in consegna probabilmente dal 1990), circa 500 HARM, bombe Mk.82, Mk.83, BL-755, 73 pod per rifornimento Fletcher, 26 pod da ricognizione MBB-Aeritalia (per il solo MFG-2). Si prevedeva, anche troppo pessimisticamente (visti i risultati successivi) di chiudere uno degli stormi d'attacco entro il 1994 riversando l'altro alla LW. Il problema era casomai quello della sostituzione degli Atlantic dopo la cancellazione del programma americano P-7 LRAACA, questi sì fondamentali per ammodernare un'aviazione di marina moderna, mentre la Marineflieger, nelle sue unità d'attacco, era persino esuberante, con una potenzialità offensiva paragonabile all'intera aviazione italiana. Ora che la flotta sovietica del Baltico era praticamente dismessa, con immagini meste di incrociatori e caccia affondati nei porti, era davvero difficile sostenere l'utilità di una tale forza. Tuttavia la sua qualità ed esperienza non avrebbero dovuto andare subito perse, continuando fino oltre il XXI secolo a perpetuarsi.


    Aviazione navale[4][modifica]

    QG a Kiel-Holtenau con settori personale, informazioni, operazioni, logistica; gli stormi erano ridotti a 2 gruppi l'uno, uno per operazioni e l'altro per il supporto logistico. I tre Geschwader erano:

    • MFG 2, Tarp Eggenbeck, con 54 Tornado IDS ricognitori-cacciabombardieri su 3 squadroni, uno dei quali d'addestramento
    • MFG 3 'Graf Zeppelin', Nordholz, 18 Atlantic di cui 14 ASW e 4 ESM, 17 Sea Lynx, 1 Do-228 anti-inquinamento e 2 da trasporto
    • MFG 5 di Kiel, con 22 Sea King per il servizio SAR.

    Gli Atlantic erano in servizio dal '66, i Lynx dal 1981 con sonar filabile e due siluri ASW e trasporto leggero. Il Sea King era entrato in servizio dal '75 per compiti SAR specie a Kiel e Borkum oltre che Parow. Ad un certo punto venne usato per il trasporto logistico e persino usato con missili Sea Skua, che non è chiaro se abbiano avuto qualche seguito operativo. I Do.228 hanno sistemi di altro tipo, come radar laterale e radar frontale, sensori laser, IR e UV, telecamere e datalink. I missili Roland erano in servizio nel 1989 per proteggere gli stormi MFG 2 e 3, ciascuna con una batteria con 6 lanciamissili. In futuro c'erano gli NH-90 e i nuovi pattugliatori marittimi, mentre si diceva che i Tornado erano previsti in servizio fino al 2015.

    La Marina del XXI secolo[5][6][modifica]

    La ritroviamo nel 2008, in buona parte modificata rispetto alla situazione precedente. Oramai la Guerra fredda è finita da un pezzo e gli anni del 'nuovo millennio' non sono passati invano.

    Vediamo che tipo di cambiamenti si verificarono nell'appena 50enne (costituita nel 1956) Bundesmarine, ora conosciuta come Deutsche Marine.

    Come relazioni internazionali la Germania non ha interrotto la sua partecipazione a STANAVFORLANT, 'Standing Naval Force Atlantic', l'equivalente mediterraneo STANAVFORMED e pur il STANAVORCHAN per il Canale della Manica. Questi gruppi permanenti d'altura NATO sono organizzati a tutt'oggi nella NATO Striking and Supporting Forces o STRIKFORNATO, basata a Napoli. Ma non ci sono più solo queste partecipazioni: Enduring Freedom e Active Endeavour sono a partecipazione e sotto controllo della marina tedesca (per quello che riguarda lo strumento navale) mentre come parte dell'UNIFIL 2, un intero gruppo di 2 fregate, 4 unità leggere e due di supporto è al largo delle coste Libanesi. Questo è un evento significativo per varie ragioni: è la prima volta che la Germania diventa leader di una forza internazionale sotto bandiera ONU. Questo passaggio di consegne è avvenuto il 15 ottobre 2006 dall'Ammiraglio De Giorgi che comandanva la Maritime Task Force 425, al Contrammiraglio Krause della MTF-448. Poi, la Germania è sempre stata un supporter di Israele, per l'imbarazzo che a livello storico si è creato dopo quello che successe ai tempi di Hitler. Ma la guerra in Libano e le distruzioni anche ad obiettivi civili l'hanno convinta a partecipare, con una votazione a larga maggioranza, il 20 settembre 2006. Questo ha comportato la partenza di una F-122 'Bremen', la KARLSRUHE, la nuova F-123 MECKLENBURGPVORPOMMERN, il nuovo rifornitore classe 'Berlin' FRANKURT AM MAIN. Mobilitate anche 3 unità Type 143A 'Gepard' più l'apposita nave appoggio ELBE. Sotto l'egidia del FLOTENNKOMMANDO, queste navi con vari elicotteri e circa 1.000 effettivi sono andate a pattugliare le acque al largo del Libano, temendo soprattutto i barchini esplosivi che eventuali terroristi malintenzionati avrebbero potuto lanciargli contro. Ma a dire il vero, l'unico attacco, pare anche con l'esplosione di una breve raffica di cannone, sarebbe stato portato da un F-16 Israeliano. Il che ha portato, oltre ad ovvie proteste tedesche, all'installazione di lancia-chaff MAFF e IFF MSSR-2000. Anche se è chiaro, non possedendo Hetzobollah una flotta degna di questo nome, che se l'attacco è avvenuto non era dovuto ad errori di identificazione.. per ottenere maggiore sicurezza le navi tedesche hanno integrato i due cannoni da 20 mm presenti con mitragliatrici da 12,7 mm e hanno disposto in generale di un equipaggio rinforzato. Questa missione è stata solo l'ultima di una serie di 'fuori area', come quelle nel Corno d'Africa, durante la Enduring Freedom, per 'tagliare la strada' ai terroristi in fuga dall'Afghanistan.

    Insomma, un'evoluzione complessa rispetto alla tradizionale difesa degli stretti e del Baltico meridionale contro la Flotta sovietica del Baltico. Ma oramai questo non è più un compito prioritario. I Russi fanno buoni affari con i tedeschi e le loro capacità operative sul mare sono molto calate rispetto ai tempi dell'URSS. E ricostruire una credibile capacità navale è la cosa più lunga e difficile.

    Ecco il quadro organizzativo della Marina tedesca nel XXI secolo. Anzitutto l'organizzazione è più snella e le navi meno numerose, secondo il piano 'Flotta 2005'; ora i reparti operativi sono suddivisi in 2 flottiglie. La Bundesmarine ha ridotto la sua forza a 18.000 effettivi, anche donne, e 3.600 civili. Il vertice di questa ridotta forza d'impiego è l'Ispettore Generale della MArina, attualmente l'Ammiraglio Nolting, e il suo QG è a Bonn. Da ricordare che ben 6.000 effettivi fanno parte dei reparti interforze della Difesa tedesca. Sotto il CSM vi sono il Comando Flotta o Flottenkommando, a Glucksburg, e l'Ufficio Navale o Marinamt di Rostock. Il primo ha responsabilità sulla flotta, il secondo sulla logistica e formazione professionale.

    Comandante della Flotta è un Viceammiraglio che ricopre la carica che in sigla è la CINCGERFLEET, comandando due flottiglie con reparti omogenei e due stormi aeronavali (di cui uno da disattivarsi entro breve tempo).

    Ora scendiamo a livello di flottiglie. La Prima o Einsatzflotille 1, sede a Kiel (dove c'è anche il prestigioso Istituto Medico Navale). Suo compito è quello di gestire il naviglio leggero, costiero e per attacchi speciali. Ha le corvette K-130 della 1a Squadriglia in fase di consegna (1a Korvettengeschwader), con base a Wanemunde.

    Vi è anche la 7a Schnellbootgeschwader, squadriglia d'attacco, con 10 motocannoniere missilistiche Type 143A. Le squadriglie antimine sono la 3a e la 5a(Minesuchgeschwader).

    Le risorse 'insidiose' sono a Eckernforde con la 1a Squadriglia Sommergibili (1a Unterseebootgeschwader), il centro d'addestramento alla guerra subacquea, ma soprattutto è interessante la presenza delle poco note forze speciali della Marina (Sepailisierte Einsatzkrafte o semplicemente SEK-M), che sono a livello di battaglione e comprendono: una cp comando e supporto, il reparto sommozzatori (Kampfscheimmerkompanie), i guastatori-sommozzatori (Minetaucherkompanie), cp mezzi subacquei di supporto (Unterstutzungskompanie), cp operazioni speciali, cp logistica e infine il Centro addestrativo vero e proprio.

    L'elenco non sarebbe completo se non vi fossero anche menzionate le Forze di Protezione, la Marineschutzkrafte, su 4 compagnie di sicurezza e quella di comando e supporto.

    La Seconda Flottiglia invece ha: la 2a Squadriglia fregate o 2° Fregattengeschwader, con le 3 'Sachsen' e le 4 'Brandemburg'; la 4a Flottiglia con le 8 fregate F-122 'Bremen'; lo squadrone ausiliario o Trossgeschwader per la logistica d'altura.

    Poi ci sono anche:

    • La Marineamt di Rostock, per la logistica e lo sviluppo di nuove tecnologie;
    • Dipartimento per lo sviluppo dei Materiali a Bremenhaven
    • l'Accademia Navale (Marineschule) di Murwik-Flensburg
    • Scuola sottufficiali (Marineunteroffiziersschule) di Plon
    • Scuola del Genio (Marinetechinksckule) di Parow
    • Centro Addestramento Controllo danni
    • Scuola Operazioni navali (Marineoperationsschule).

    Come logistica vi sono arsenali in tutte le grandi basi navali tedesche: Wilhemshaven, Ecjernforde, Kiel, Warnemunde; agli arsenali si aggiunge il Comando Scuola Navale a Eckenforde, e a Wilhemshaven il Centro Sistemi di Comando e Controllo.

    Detto dell'organizzazione, passiamo alle navi.

    Fregate missilistiche[modifica]

    Le F-122 Bremen sono le fregate più vecchie della Bundesmarine. Differentemente dalle 'sorelle' olandesi 'Kortenaer', oramai tolte da una prima linea che, nel caso olandese, è stata praticamente azzerata eccetto per le 4 LCF e i sottomarini, le F-122 sono rimaste sulla breccia. Dopotutto sono coeve delle 'Maestrale' e grossomodo equivalenti, anche se non hanno mai ricevuto il sonar a profondità variabile, hanno un misero cannone da 76 mm nonostante i loro 130 m e 3.800 t di stazza a pieno carico e non hanno un sistema d'arma di bordo ASW a lungo raggio, oltre ad avere capacità contraerea ridotta nell'attesa, molto lunga, di ottenere il sistema RAM, che è stato poi installato, ma solo negli anni '90, sopra l'hangar. In ogni caso sono considerate delle ottime navi. Realizzate in due lotti molto distanziati nel tempo, le prime 6 vennero completate nel 1979-84, le ultime due nel 1989-90. Attualmente inquadrate nella 4a Fregattengeschwader, operano in ambienti del tutto diversi dall'usuale Baltico e Mare del Nord come l'Adriatico e il Mediterraneo. Come motori, esse hanno un CODOG, ovvero- differentmente dalle Kortenaer, diesel (e non turbine) MTU per l'andatura di crociera e turbina LM-2500 per le puntate fino a 32 nodi, ma l'autonomia, in linea con le esigenze manifestate (come altro spiegarla?) è limitata a 4.000 miglia a 18 nodi.

    Dopo le modifiche del 1993-95 vi sono complessivamente un lanciamissili Mk 95 Sea Sparrow aggiornato, 2 lanciatori RAM, 2 lanciamissili Harpoon quadrinati, cannone OTO da 76 mm, 2 Rh-202 da 20 mm, due lanciasiluri binati da 324 mm, e naturalmente i due Lynx. Per il resto è stato aggiornato il parco elettronico delle navi con il radar EADS del tipo TRS-3D, ovvero un sistema tridimensionale di nuova generazione con migliori capacità di scoperta e modalità per l'appunto, tridimensionali al posto del 2D precedente. La portata dovrebbe essere attorno ai 180 km. È stato installato di recente, e fa compagnia al WM-25 che è valido sia per il controllo del tiro che per la scoperta di superficie, funzionando in bande I e J; lo STIR 180 guidamissili, navigazione Kelvin Hughes NUCLEUS 5000, sonar DSQS-23BZ, ma ancora del tipo a scafo, sistema di comando SATIR con sistemi di comunicazione Link 11 e 16, ECM FL-1800S, 2 SRBOC, 2 SLQ-25, il tutto per 225 uomini d'equipaggio. Hanno una vita operativa prevista fino almeno al 2014.

    Le F-122 hanno potenzialità di crescita non sono molto alte; ma forse è meglio dire che non si è voluto investire troppo in queste navi, si veda il programma TRUMP Upgrade delle navi canadesi, trasformate da caccia ASW a antierei? Per esempio, vi era certo la possibilità di rimpiazzare il pezzo da 76 con uno da 100, 114 o 127 mm dei tipi disponibili sul mercato. In ogni caso, queste navi hanno rappresentato ancora costruzioni di tipo convenzionale.

    La F 217 Bayern

    Le successive F-123 Brandemburg, costruite in questo caso non per rimpiazzare le vecchie fregate Koln (come nel caso delle Bremen) ma i caccia 'Hamburg', sono navi del tutto diverse anche se sono armate quasi allo stesso modo, anzi involute rispetto a quello delle 'Bremen': 4 MM.38 residuati dai vecchi Amburg. Queste navi sono state completate nel 1992-96, come fregata 'supplente' al fallimento dell'NFR-90. BRANDEMBURG, SCHLEWING-HOLSTEIN, BAYERN e MECKENBURG-VORPOMMERN sono navi progettate largamente con i concetti MEKO anche se non senza influenza dalle precedenti F-122. Rispetto a queste vi erano delle migliorie soprattutto in termini dimensionali, ma non tanto in lunghezza, aumentata comunque a 139 metri, ma soprattutto per il volume. La loro costruzione ha visto la semplicità di assemblaggio tipica delle 'MEKO'. Esse, come si è detto, sostituivano i 4 caccia ASW Hamburg o Z-101A, del 1964-69. Queste vecchie navi erano state rimodernate con un programma nel 1975-79. Ai cannoni automatici francesi da 100 mm si erano aggiunti cannoni da 40 mm Bofors-Breda (in sostituzione dei vecchi L/60 Bofors), e la torre 3 aveva lasciato il posto a lanciamissili MM.39 Exocet. Dovevano essere mantenute in servizio fino ai primi anni '90, ma le date vennero anticipate.


    Autorizzate il 19 giugno 1987 come F-94 e poi come F-123, dovevano essere navi da 4.000 t, con equipaggio contenuto in 220 persone, soprattutto intese per compiti ASW ma in generale erano navi polivalenti, anche la lotta contro i missili antinave. Pensate per essere navi capaci di un notevole potenziale di crescita, con un costo non superiore a 650 milioni di marchi, le F-123 vennero completate, come specifiche, in sole 6 settimane per essere approvate già in agosto dal Sottosegretariato degli Armamenti. La vita utile prevista sarebbe di 30 anni. Fondendo l'esperienza delle F-122 con quella delle MEKO 200-360 in realizzazione per clienti esteri, venne costituito un gruppo di lavoro il 27 ottobre con i cantieri Bremer Vulkan di Brema (F-122 'Bremen'), e B&Voss di Amburgo (MEKO), oltre all'AEG per i sistemi d'arma di bordo, la Thyssen e la HDW come associati al programma con ruoli minori. 21 dicembre 1987, l'Ufficio Federale per le Tecnologie Militari e Acquisizioni o BWB chiese al gruppo una offerta dettagliata entro il novembre 1988, e infatti già il 19 ottobre vennero proposte due possibili soluzioni, i cui supporter erano la Bremer-Vulkan e la B&Voss.Vinse quest'ultima dopo una competizione che fu tanto accanita da ridurre del 10% i costi rispetto al tetto di cui sopra, di 650 milioni per nave. 10 aprile, arrivo dell'autorizzazione alla costruzione, che sarebbe stata data al consorzio ARGE 123 (ARbeits GEmeinschaft) che era formato da Blohm6Voss, Howaldtswerke Deutsche Werft (HDW, meglio noto per le sue attività con i sottomarini) e la Thyssen Nordseewerke o TSNW. Contratto firmato il 28 giugno 1989, ad una settimana dall'approvazione del governo. Si era proceduto davvero in fretta, ma a dire il vero, malgrado questo e il riciclaggio di materiali usati da vecchie navi (i missili Exocet) la situazione politica era cambiata anche più in fretta e così quando vi fu l'impostazione ai cantieri B&V di Amburgo della capoclasse, il 5 febbraio 1991, la Guerra fredda che aveva premuto per la loro realizzazione già non c'era più; non solo, non c'era più nemmeno la DDR e la stessa GFR!, Anche così i lavori andarono avanti. L'AMBURG o F-215 venne varata nel '92 mentre la consegna richiese di aspettare fino al 14 ottobre 1994. La F-216 S.H. venne costruita nei cantieri HDW di Kiel con consegna il 24 novembre 1995; la F-217 Bayern ai Thyssen Nordseewerke di Emden, consegna 14 giugno 1996, e la F-218 M.V. venne invece realizzata dai cantieri Vulkan di Brema, con consegna il 6 dicembre 1996. Le navi divennero parte del 6o Gruppo di Fregate come le più moderne, anche se non necessariamente le più potenti, della Bundesmarine.

    In ogni caso si trattava di navi rivoluzionarie. Vediamo come. Costruite anzitutto in acciaio per limitare i danni da incendi (Falklands docet), dislocanti anche per questo circa 5.000 t a pieno carico distribuite in 138,9 m di lunghezza fuori tutto, hanno scafo largo che garantisce tenuta al mare e stabilità (grazie anche alle pinne fisse laterali) e una valida piattaforma per sensori. VI è un timone semicompensato ad alettone sospeso (migliora la precisione nelle manovre a bassa velocità) e la carena è molto simile a quella delle pur più snelle F-122. Ma come capacità di sopravvivenza, le F-123 sono curate al massimo. A parte la costruzione delle strutture in acciaio, hanno una forma parzialmente stealth per ridurre la sezione radar e in generale le emissioni che possono tradirne la presenza. Paratie doppie ed elementi strutturali di rinforzo consentono di evitare cedimenti catastrofici della chiglia in caso di colpi a bordo , e in generale, le soluzioni del centro 61 di Meppen e dal BWB hanno comportato specifiche di robustezza e resistenza ai danni senza precedenti tra le costruzioni prima d'allora realizzate dall'ingegneria navale moderna. Lo scafo di suo è suddiviso in 15 compartimenti stagni che sono anche a tenuta di fumo, da un reticolo costituito da 6 paratie doppie e 8 semplici. Le sovrastrutture sono suddivise in due blocchi e in mezzo vi sono i due fumaioli appaiati e caratteristicamente rivolti ciascuno verso l'esterno, verso il basso. Superfici laterali dello scafo hanno 3 diverse inclinazioni, inclusa quella che corrisponde al lungo ponte di castello che arriva fino all'hangar. Riduzione della traccia magnetica, IR e acustica (motori in contenitori insonorizzati) sono altre caratteristiche. Il controllo danni ha 4 e non due sole zone, i sistemi di ventilazione sono indipendenti per ciascuno dei 12 moduli, così i sistemi antincendio e quelli elettrici con 13 centraline complessive. I locali vitali sono protetti da kevlar o acciaio. La riduzione del rumore è stata intesa anche per la prevista installazione di un sonar rimorchiato sviluppato con i francesi, la prima realizzazione di questo tipo da mettere su di una nave tedesca. Poi da considerare i moduli funzionali, che se non rendono particolarmente belle le navi che li adottano (tendono ad essere dei 'contenitori galleggianti' piuttosto gonfi) sono molto pratici e funzionali anche in sede d'aggiornamento: 4 moduli per le armi (uno da 4,7x4,1 m per la torre da 76 mm, uno da 6,75 x5,3 m per l'Mk 41 e due da 4,1x3,5 m per il RAM), 8 elettronici, e 43 moduli per ventilazione e carichi vari sono distribuiti dentro la nave.

    Il sistema motore, del tutto o quasi identico a quello delle F-122, ha due turbine a gas LM-2500 da 25.450 hp a 3.600 giri-min, continuativi 20.000 hp; 2 diesel MTU 20V 956TB92 da 5.600 hp a 1.500 g.min turbocompressi e raffreddati ad aria, due gruppi riduttori Renk Tacke (anziché i meno efficienti BHS delle F-122). E siccome è difficile accoppiare i diesel in quanto questi sono su doppio montaggio elastico (per ridurre il motore) e quindi vibrano, è stata adottata una meccanica capace di collegarli anche tollerando escursioni di 5 cm. I gruppi di riduzione sono epicicloidali per le turbine e ad asse parallelo per i diesel, ed entrambe le eliche girano verso l'esterno grazie ad ingranaggi a stella per l'asse di sinistra e a planetario per quello di destra. Esistono poi sistemi di regolazione SSS per impedire l'uso scorretto della trasmissione riducendo i rumori, specie operando con i diesel. Gli assi di trasmissione sono cavi e questo riduce il peso, con eliche a 5 pale a passo reversibile e variabile, che danno il meglio di sé nel settore delle silenziosità. Quanto all'impianto elettrico le BRANDENBGURG, che sono leggermente più lente delle Bremen in quanto hanno pari potenza ma maggiore massa, hanno 4 generatori Deutz AV Kaik, con diesel Deutz MVM da 750 kW, anche questi incapsulati in sistemi anti-rumore con doppio basamento elastico, e sono suddivisi in due zone molto distanti tra di loro. In generale l'apparato motore è suddiviso in 5 comparti stagni con: da prua a poppa, locale diesel prodiero, sala macchine prodiera per le turbine a gas, locale riduttori, sala macchine con i due diesel, locale generatori poppiero. Naturalmente tutto questo è controllabile a distanza con un sistema computerizzato della AEG, anche questo derivato dalle F-122, con comandi sia in centrale che nella plancia di comando.

    Sempre in tema di capacità marinare, la navigazione si giova dello stesso sistema delle F-122, ovvero due radar Raypath, su ciascuna delle due sovrastrutture, solcometro, 2 girobussole livellate PL 41, GPS, 2 plotter automatici per la plancia e il COC (Centrale Operativa di Combattimento). L'equipaggio è di 216 elementi di cui 27 ufficiali, 107 sottufficiali e 82 semplici, di questi 21 sono addetti agli elicotteri. Pochi elementi a bordo, molto spazio, uguale locali molto comodi e tra l'altro del tutto condizionati anche per assicurare il corretto funzionamento dei sistemi elettronici; inoltre per rispettare le normative ambientali non mancano sistemi per trattamento biologico delle acque di scarico (ovviamente pure questi duplicati), compattatore di rifiuti e altro ancora.

    La piattaforma indubbiamente è la parte più interessante, quella del sistema d'arma non è tanto da meno ma non nella potenza di fuoco vera e propria. In ogni caso, il tutto è gestito dal sistema SATIR F-123, discendente dalla famiglia che iniziò con i LUTJENS antiaerei. SATIR è un acronimo che significa 'Sistema Di elaborazione di informazioni tattiche e comando’. Pur essendo stato aggiornato nelle sue componenti, la struttura, curiosamente, è rimasta centralizzata e non distribuita. Ha avuto il miglior calcolatore disponibile tra quelli militari, lo Unisys AN/UYK-43, quello delle navi AEGIS per intendersi. VI sono 12 consolle multifunzionali della Atlas Electronik BM 802-52 che la marina tedesca chiama invece QKM. Nessuna per il comandante che però può usare quella del secondo ufficiale, 3 sono per la lotta ASW (ufficiale, addetto sonar, addetto controllo elicotteri). Tutte sono nel COC, i dati sono trasferiti con i link 11, il software dell'insieme è stato sviluppato dal BWB e dall'SM della Bundesmarine, ma quello dei sistemi elettronici è stato fornito dall'industria. I sensori sono il DSQS-23BZ (ovvero un discendente dell'Atlas ASo 96) attivo -passivo con trasduttore a prua stabilizzato di 25 gradi laterali e 8 longitudinali, ma mancava il sonar rimorchiato. Questo era previsto come LFTASS a bassa frequenza e attivo, di sviluppo franco-tedesco con un accordo firmato nel '96. In teoria doveva essere imbarcato nel 2002. Il sonar filabile non mancava ai due Lynx Mk.88 con il tipo AN/AQS-18 a medio raggio associato a siluri Mk 46 o DM4A1, ma in futuro c'era l'MU-90. Siluri Mk 46 mod. 2 erano disponibili anche per i lanciatori binati Mk. 32 Mod. 9 che sono solo con due armi disponibili, ma hanno un sistema di ricarica rapido. I Lynx erano invece da rimpiazzare, in tempi più lunghi, dall'NFH-90 con sonar a bassa frequenza HELRAS, FLIR, MAD e data-link, oltre che con prestazioni in generale maggiori. In ogni caso con il sistema Link 11 gli elicotteri erano continuamente utilizzati per l'impiego con le navi anche per designare i bersagli per i missili antinave Harpoon, che però le F-123 non avevano.

    La difesa aerea era tenuta in considerazione: il lanciamissili Mk 41 a 16 celle, ovvero due moduli di lancio, era munito di Sea Sparrow, ma poteva sia essere convertito al lancio di armi più pesanti come gli Standard che all'impiego degli ESSM, che raddoppiare le celle. Il tutto era asservito alla presenza di due radar di scoperta, il 2D Signaal LW 08 e finalmente il 3D Signaal SMART-S, oltre a due radar guidamissili STIR, sempre olandesi.

    La difesa antimissile era eseguibile anche dai due SCLAR ex-Hamburg, come dal sistema DASA FL 1800 II di tipo ECM attivo.

    L'LW 08 è un sistema di scoperta in banda D ovvero 1-2 GHz per una portata di 260 km contro bersagli di 2 m2, precisione di 2,2 gradi e 90 m, peso 3 t dell'antenna, qui sistemata a poppa, con una potenza di picco di 150 kW. Esiste in varie altre fregate, anche nelle Iroquois canadesi per esempio, come sulla portaerei 25 de Mayo. Ha eccellenti capacità di vedere bersagli nel cluttering sulla superficie del mare, ma non è un sistema all'ultimo grido. Non è presente sulle F-122, dove era stato preso in considerazione, perché si preferì il DA-08, che seppure uguale al 90% era definito come avente maggiori capacità contro i missili in picchiata.. Lo SMART-TS è invece un sistema moderno, sviluppato nella fine degli anni '80, funzionante in banda F ovvero 3-4 MHz, 145 kW di picco e 100 km di portata contro un aereo da caccia: la precisione sia in distanza che direzione è maggiore, +/- 40 m, e 0,25 gradi, oltre che , visto che si tratta di un sistema 3D, precisione in elevazione 0,6 gradi. Gestisce 160 tracce aeree e 40 di superficie per cui è anche capace di prestazioni anti-saturazione, resiste bene alle ECM e funziona soprattutto nella scoperta di missili antinave. Peso 1.500 kg, usato dalle Karel Doorman olandesi, come le J.Van Heemsebrck, antenna ruotante a 27 giri al minuto con 3 armadi elettronici e capacità di dialogo tramite link 11. Il fatto che sono presenti sia un radar 2D che un 3D rende finalmente ridondante la capacità delle navi a livello di fregata, ed è già questo un grosso passo avanti. I missili SAM sono i Sea Sparrow sono presenti nelle versioni M e P, lanciabili dall'Mk 41VLS che ha moduli di larghezza 2,54 m, lunghezza 3,4 m, altezza 6,75 m- In teoria, anche se non in pratica, la struttura potrebbe ospitare missili SM-2MR Block III, ASROC, POliphem, ASTER, ma di fatto al più si penserà all'ESSM, ospitabile in ben 4 elementi, nonostante l'aumento del diametro, al posto di ciascun Sea Sparrow che non ha alette retrattili. Inoltre v'é la possibilità di raddoppiare i sistemi di lancio e quindi, passare per esempio da 16 Sea Sparrow a 128 ESSM! Oppure 16 Sea Sparrow, 16 ESSM (sempre presenti in installazione 'quad Pack') e 12 ASROC (utilizzati, anche se non nel tipo VL, dalla Bundesmarine). VI sono due radar di tiro STIR in banda I/K concentrica per l'inseguimento bersagli e in banda J per l'illuminazione. 150 esemplari realizzati di questo sensore per 11 marine lo hanno messo chiaramente in evidenza. Esso ha anche funzione di controllo tiro per il cannone da 76 mm, che ha visto incrementata la sua cadenza di tiro a 100 c.min con un apposito kit, ed è un residuato delle Type 143A che ne hanno perso uno a favore di un lanciamissili RAM. E di questo parliamo adesso, che è diventato un programma di CIWS per la Bundesmarine dopo che il suo sviluppo venne portato avanti con USA e Danimarca. Ha due lanciatori Mk 31, a prua e a poppa, che consentono di coprire tutto l'orizzonte, con 21 celle l'uno. Portata fino a 7 km, sensore IR e anti-radar, oppure solo IR, peso 74 kg e 2,8 m di lunghezza, è stato ordinato, nonostante il costo di circa 400 mila dollari, in oltre 6.800 esemplari nel Block 0, ma entro il 1999 sarebbe entrato in servizio il Block 1 con sensore solo IR.

    Il sistema antisuperficie è più modesto con 4 MM.38 con due lanciatori doppi ITS di mezza nave per queste armi recuperate dagli Hamburg con gittata di 42 km. VI sono anche il cannone da 76 e le due mitragliere a tiro rapido Rh-202. La scoperta navale è assegnata ai radar LW 08 e SMART-L, ma anche ai sistemi Raypath che sono usati anche per gli elicotteri. La guerra elettronica contribuisce alle azioni di superficie.

    L'FL 1800 II della DASA è tra i sistemi più sofisticati disponibili, almeno all'epoca della realizzazione (primi anni '90, ma poi è stato aggiornato). La versione I era già usata sulle S-143, Lutjens e Bremen. Ha 3 sottosistemi: ESM, ECM, MMI (Man Machine Interface). L'ESM rileva le emissioni nelle bande 0,5-18 MHz, ovvero le bande G,H, I e J. Vi sono antenne DF e OD, telemetria IFM, Pulse-Data Block Generator per la digitalizzazione degli impulsi e infine un sistema di analisi con la libreria elettronica. L'ECM disturba attivamente e usa anche gli SCLAR; l'MMI ha due display tattici, uno per l'analisi impulsi e una stampante.

    In tutto questo era come si presentavano le F-123. Limitate da quanto disponibile nell'immediato, nondimeno erano mezzi dai fondamentali validi. Tant'é che i miglioramenti via via previsti da implementare erano: rimpiazzo dei vecchi siluri da 324 mm con gli MU-90 che hanno anche capacità antisiluri; aumento della cadenza di tiro dei pezzi da 76 da 85 a 100 c.min; sostituzione delle mitragliere da 20 con quelle da 27 in installazione telecomandata; arrivo degli elicotteri NHF-90; possibile raddoppio dei lanciamissili Mk 41 con missili ESSM, e magari anche ASROC, Aster o Standard (gli Iroquois -TRUMP erano dotati dopotutto degli stessi sistemi elettronici ed erano nondimeno usati come navi contraerei), e sostituzione degli Exocet con armi più avanzate, per non parlare dell'arrivo del sonar rimorchiato se questo programma non avesse incontrato problemi economici. Ma la dimostrazione più plateale della validità di queste navi è stata la loro versione contraerea, la F-124 Sachsen, che usa soprattutto un nuovo radar di scoperta multifunzione, un po' come la trasformazione degli 'Spruance' in unità contraeree come i 'Kidd'.

    In tutto ecco le caratteristiche:

    • Dimensioni: l.ft. 138,9 m, larghezza max 16,6 m, immersione 6,6 m(incluso il sonar)
    • Dislocamento: 5.000 t max
    • Sistema motore: 2 LM-2500 da 25.450 hp e 2 MTU 20V 956TB92 da 5.600 hp l'uno con configurazione CODOG; velocità crociera 18 nodi su diesel, 29 su turbine, autonomia 4.000 mn a 18 nodi, o 21 giorni su mare; generatori da 750 kW
    • Sensori: 1 sistema 3D SMART-TS (Signaal Multibeam Acquisition Radar for Targeting), 1 LW 08 bidimensionale, 2 STIR, 2 Raypath; sonar DSQS-23B; ECM FL 1800 II
    • Armi: 1 OTO da 76 mm, 4 MM.38, 2 RAM, 1 VLS Mk 41, 2 Mk 32 lanciasiluri; 2 SCLAR, 2 mitragliere da 20 mm Rh-202; 2 elicotteri Sea Lynx con sonar, radar e siluri Mk 46.
    • Equipaggio: 216.

    Dopo alcuni anni, esse erano assegnate al 2o Fregattensgeschwader. Risultavano armate con il lanciamissili Mk-41 VLS Mod.3 a 16 celle, sempre dotato di Sea Sparrow ma predisposto per gli ESSM; due RAM Mk-49, il solito cannone da 76, i lanciamissili Exocet (che per la cronaca sono stati presi dagli Hamburg quando questi andarono demoliti nel 1991-95). Previste le mitragliere MLG-27 al posto delle Rh e l'arrivo dei missili RBS-15 Mk3 al posto dei vecchi Exocet. Finalmente è arrivato il potente sonar rimorchiato a bassa frequenza e di tipo attivo LFASS. I sistemi ECM FL-1800 II sono stati aggiornati alla versione 1800S2, mentre i vecchi SCLAR erano in sostituzione con 4 lanciatori TKWA-MASS. Al link 11 è stato aggiunto il link 16 unificato. Naturalmente erano sempre attesi gli NHF-90 e i MU-90, non ancora consegnati.

    Da queste navi sono state estrapolate le F-124 Sachsen, che sono riuscite a rimpiazzare gli obsoleti LUTJENS del 1969-70, radiati nel 2004, mentre le tre navi che li hanno rimpiazzati in un rapporto uno contro uno sono arrivate nel 2003-2006. Nate come programma congiunto anche con gli olandesi e gli spagnoli, che poi ha preso strade diverse. I due tronconi, questo e l'Horizon erano nati dal fallimento di un programma comune NATO che verteva su nuove navi antieree, come del resto la NFR-90 aveva a che fare con le fregate multiruolo ASW.Entrato in esecuzione nel 1996 con la classe F-124 che costava 2,1 miliardi di euro, ebbe la defezione della quarta nave in opzione dopo pochi anni. Nel frattempo è entrata in servizio la F-219 Sachsen, impostata nei cantieri B&V il 1 febbraio 1999, varo 21 gennaio 2001, completata e collaudata il 29 novembre 2002, consegna alla 2a Fregattegeschwader il 31 dicembre 2003: ancora una volta il programma per le nuove fregate tedesche era finito a cavallo tra un'era e un'altra (la 'Guerra al terrore'). Le HAMBURG e HESSEN sono seguite poco tempo dopo: la prima, impostata nel 2000, varata nel 2002, consegnata nel dicembre 2004, e la seconda con tempi rispettivamente 2001, 2003, giugno 2006. La Thuringen è stata depennata nel frattempo. Lunghe 143 m per 17,4 di larghezza, pesanti a pieno carico 5.690 t, non nascondono la propria diretta discendenza dalle F-123, con due motori LM-2500 da 51.642 hp complessivi assieme ai due diesel MTU 20V-116TB93. Hanno 255 effettivi a bordo, autonomia al solito dell'ordine dei 21 giorni o 4000 miglia nautiche. Il raggio d'azione, insomma, è ancora inteso per le operazioni a medio raggio, anche se vale la pena ricordare che si tratta di navi con motori CODAG, ovvero capaci di far funzionare sia i diesel che le turbine allo stesso tempo. La loro sovrastruttura si differenzia soprattutto per i sistemi elettronici di bordo: radar SMART-L a lungo raggio, con una immensa antenna rettangolare, sulla zona di poppa; e la piramide a più facce per l'APAR in banda I multimodale, capace di guidare anche i missili oltre che di scoprire i bersagli e inseguirli. Rispetto alle F-123 le sovrastrutture sono più alte e imponenti, ma sono anche meglio raccordate e più pulito, in particolare la murata dello scafo, che già ha un bordo libero altissimo, non si ferma al ponte di coperta, ma prosegue inglobando tutti e due i blocchi delle sovrastrutture. La sistemazione, alberatura a parte e sovrastrutture raccordate con le murate, non cambia di molto: il cannone da 76 è sempre presente a prua, seguito dal RAM e poi dall'MK .41VL che stavolta ha 32 celle di lancio come fin dall'inizio si era previsto, a livello 'potenziale' per le F-123. Segue la plancia alquanto bassa e larga, l'albero con il radar NB mancano gli STIR di controllo del tiro dato che l'APAR si occupa anche di questo-, un piccolo albero intermedio su cui usualmente è sistemata anche la bandiera, i due fumaioli e la struttura tronco-piramidale poppiera per lo SMART-L, seguito a mò di pulcino dal biancheggiare del RAM di coda; entrambi poggiano sopra l'hangar. La nave è prevalentemente antiaerea e così, dopo tutti gli anni in cui la Bundesmarine ha latitato in sonar a profondità variabile, è tornata ad avere solo quello a scafo lasciando alle F-123 l'incombenza ASW. Del resto i sottomarini non sono negli scenari previsti, più una minaccia di alto livello. I lanciasiluri sono tornati i vecchi Mk32 tripli, che stanno semicoperti dalle strutture a mezza nave, ma lanciano i nuovi MU-90. I Lynx hanno ricevuto i Sea Skua, ma aspettano soprattutto l'arrivo degli NH-90. Aggiornati comunque i sistemi di bordo: sonar di scafo DSQS-24B, due radar multifunzione ARPA 9600-M in banda I e J, sistema di direzione tiro optronico MSP-500 (entrambi della Atlas-electronik), sistema direzione tiro IR Sirius IRST, ECM FL-1800S2, 2 lanciatori Mk 36 SRBOC (ancora loro), sistema comando e controllo SEWACO FD, data link 11 e 16. I sistemi d'arma di bordo sono stati potenziati con 8 Harpoon (che però rischiano di essere ora superati dall'avvento degli RBS-15, che saranno a bordo delle 'inferiori' F-123..), e dal lanciatore Mk 41 con 32 ESSM e 24 SM-2, oltre ai due cannoni MGL-27 da 27 mm .

    Unità subacquee e d'attacco[modifica]

    Poi ci sono i sottomarini. Dopo il 1954 si ricominciò a mettere mano ai sottomarini, inizialmente proibitissimi essendo mezzi di estrema pericolosità. I primi progetti sperimentali erano siglati Type 201 e 202, ma i primi ad entrare in servizio furono 14 Type 205 del 1961-68, più i similari Type 207 esportati in ben 17 esemplari, in Norvegia. A queste unità seguirono i Type 206 del 1969-75, altre 18 navi più le tre per Israele o classe 'Dolphin'. 12 di questi vennero poi ammodernati nel 1987-1992. Da notare che gli altri 6 sono stati offerti, qualche anno fa, all'Indonesia già utente dei Type 209. 4 dei Type 206A sono stati disarmati e offerti all'Egitto, gli altri 8 sono ancora in servizio dopo essere sopravvissuti alle radiazioni avvenute nel 2004-2007. Le loro caratteristiche erano ben ritagliate per il Baltico ma certo non per le nuove missioni a lungo raggio e per il supporto alle SOF: 17 nodi, 4.500 miglia di autonomia emersi o 228 a 4 nodi di autonomia da immersi, profondità standard di immersione non molto superiore a 100 m. I tubi di lancio siluri sono ben otto, comprendenti sia armi ASW che antinave anche se non multiruolo, perché così era possibile omettere il locale ricarica siluri e quindi ridurre le dimensioni delle navi. L'equipaggio era di 23 uomini appena, esisteva un sonar che nel tipo più recentemente installato è il DBQS-21B associato al sistema di combattimento LEWA (dagli anni '80, durante i lavori d'aggiornamento di cui sopra), costruzione in acciaio amagnetico, e recentemente impiego dei nuovi e micidiali siluri DM2A3. A parte i siluri, molti ma non moltissimi (del resto i 'Toti' avevano 4 tubi di lancio e sei armi in tutto), i Type 206A hanno sistemi di posa delle mine laterali, che permettono di portare ben 24 armi (che all'interno del battello sarebbero equivalenti a ben 12 siluri).

    I successori di questi battelli sono naturalmente gli U-212 o 'Type 212', che sono ben noti anche in Italia visto che, fallito il programma S-90 gli italiani giocoforza dovettero accettare il progetto tedesco, caratterizzato da soluzioni avanzate e da un sistema AIP. Del resto la HWD aveva ottenuto la leadership nelle costruzioni navali subacquee, battendo anche la concorrenza francese, svedese e inglese nell'assicurarsi la maggior parte dei contratti, che con i Type 209, fatti in varie taglie, ha raggiunto un totale di 60 navi per 13 Marine. L'ultima, quella Portoghese, ha ordinato 3 navi con sistema AIP. La Thyssen, particolare non molto ricordato, ottenne invece il contratto da parte argentina per 6 TR-1700, anche se solo 2 vennero davvero consegnati, per fare bella figura assieme ai due Type 209 della flotta; oltre a questi v'erano i Type 210 norvegesi o classe 'Ula', 6 navi in aggiunta ai Type 207. Così facendo i tedeschi, con tutti questi battelli medio-piccoli erano riusciti ad arrivare a 90 battelli esportati. Negli anni '80 venne avanti il progetto Type 211, con sistema AIP, per rimpiazzare i Type 205, ma era costosissimo e venne abbandonato col dopo-guerra fredda (un po' come accadde in Italia con l'S-90), solo che nel 1994 subentrò il progetto Type 212 meno ambizioso e nondimeno, dalle ottime qualità: presto arrivarono gli ordini, che ammontavano a 4 battelli (U-31/34) iniziando la costruzione più o meno in contemporanea con quanto accadeva con i due ordinati dall'Italia, nel 1999, mentre le consegne sono avvenute nel periodo tra il 19 ottobre 2005 e il 3 maggio 2007, con un ritardo medio di 18 mesi che indubbiamente sono stati spesi per valutare a fondo un battello tanto nuovo e diverso dalle piccole unità che avrebbe sostituito. Per la descrizione approfondita si rimanda alla pagina sulla Marina Militare Italiana.

    In ogni caso con le loro celle PEM a idrogeno, timoni a X per manovrare anche in 20 metri d'acqua, sensori sofisticati, capacità di supportare forze speciali, insomma si trattava di sistemi di elevata qualità e per battelli grandi anche se non enormi, impiegabili in teatri operativi vari con un'autonomia di 8000 miglia emersi. Al solito, oltre ai siluri, stavolta 6 tls con 12 armi, esiste la possibilità di trasportare anche 24 mine sui lati, e magari anche gli IDAS, versione SAM del missile IRIS-T tedesco, mentre da notare che i Polyphem a suo tempo molto importanti nei programmi futuri anche per i sottomarini, sono stati abbandonati. Dopo la prima serie di 4 navi ne sono seguite altre 2ordinate nel 2006 con lunghezza maggiore di 1,2 m per ospitare meglio gli incursori subacquei, ma anche per un cannone da 30 mm chiamato MURENA, l'RMK-30 modificato, e 3 UUV ALADIN da ricognizione. Questa seconda serie che dovrebbe avere anche altri ordini, è previsto che abbia sistemi totalmente nazionali per venire 'incontro' alle pretese dell'industria nazionale, quindi il sistema di combattimento sarà l'ISUS-90 della Atlas Electronik al posto del norvegese Kongsberg MSI-90, sistemi periscopici totalmente tedeschi come anche l'autopilota, al posto dei sistemi adottati come 'scambio' per l'ordina posto dalla MM italiana. I sensori della prima serie comprendono un sonar DBQS-40 della solita Atlas con apparato rimorchiato a bassa frequenza TAS-3, FAS-3 laterale a medio-bassa frequenza, entrambi passivi; sonar antimine MOA-3070, due periscopi Zeiss SEro 14 e SERO 15 da ricerca e attacco con FLIR, telemetro laser. Sistemi ESM FL-1800U, lanciatore di decoys TAU con 40 esche disponibili in 4 sistemi di lancio, radar Kelvin Hughes 1007 in banda I. L'automazione consente ad appena 27 uomini di gestire tutto il battello.

    La forza di motocannoniere missilistiche era uno dei cardini operativi della Bundesmarine: dal 1972 ben 40 unità sono state messe in servizio: le Type 148 con un solo cannone e 4 MM.38, le Type 143 con due pezzi da 76 mm e due lanciasiluri antinave di grosso calibro, e una migliore dotazione di carburante ed elettronica. Queste hanno visto la versione 143A entrare in servizio nel 1982-84 con alcune migliorie, che almeno in un secondo tempo hanno visto il pezzo da 76 sostituito da un lanciamissili RAM, così come i siluri sono stati rimpiazzati dalle mine, o meglio dalla predisposizione per portarle. Come per i sottomarini, anche le unità veloci di superficie erano ben radicate nella tradizione tedesca, specie con le grandi motosiluranti S-boote tedesche. Le Type 143 Albatross sono state seguite, come si diceva, dalle 143A Gepard, ancora in servizio nella 7a Schnellbootgeschwader; dal 1 luglio 2007 questa ha assorbito anche la 2a squadriglia, mentre alcune Type 143 sono ancora presenti in riserva. In sostanza, queste grosse navi con motori da 16.000 hp MTU MA-16V-956-SB80, aggiornate con sistemi elettronici vari come il sistema di comando e controllo AGIS e Link 11, sono in attesa della sostituzione con le corvette K-130.

    Si è parlato di mine, e allora parliamo anche dei dragamine: dopo i vecchi LINDAU, trasformati in cacciamine, e i mezzi litoraneai classi 'Niobe' e 'Frauenlob', negli anni '80 e oltre sono arrivati i 10 caccia-dragamine 'Hamelin' del 1988-91 e i 12 'Frankenthal' del 1992-1998. Nel 1999-2003 5 degli 'Hamelin' sono diventati cacciamine puri e gli altri usati come nave comando per i battelli telecomandati 'Seehund', ovvero l'innovativo sistema TROIKA, qui in versione Plus. Dei 'Frankenthal' due vennero venduti agli Emirati nel 2006 e uno, nel 2007, è diventata la nave base per incursori subacquei. Da ricordare che la Marina tedesca non ha nessun reparto di 'marines', ma ha nondimeno 2 LCU da 430 t 'Barbe' delle 22 costruite nei lontani 'anni sessanta', e alcuni dei 25 'Krabbe' coevi, da 133 t. Erano usati per appoggiare l'Esercito, chiaramente, e quest'ultimo aveva a sua volta alcuni rimorchiatori fluviali e circa 40 mezzi anfibi di piccole dimensioni. L'obiettivo era ovviamente quello di fare limitati sbarchi anfibi costieri.

    Per le esigenze d'altura le 6 moderne navi da supporto logistico 'Elbe' possono portare anche 101 soldati. Sono le degne eredi delle 'Rhein', consegnate nel 1992-94, allo scopo di sostenere le piccole navi come sottomarini e navi missilistiche, con capacità di portare 450 t di gasolio e 130 di munizionamento, nonché d'eseguire riparazioni con le officine di bordo. Hanno anche un ponte di volo poppiero e come novità nella Marina tedesca, un paio di complessi chiamati 'Fliegerfaust' con 4 missili Stinger l'uno. Le 'Elbe' ovviamente sono tra le navi utilizzate per impieghi fuori area: la ELBE è per la 7a Squadriglia missilistiche, la MOSEL per la 5a Cacciamine, RHEIN e WERRA per la 3a cacciamine, la MAIN serve invece con lo squadrone Sommergibili e infine la DONAU è stata assegnata alla 1a squadriglia Corvette, destinata a ricevere le K-130.


    Navi minori, aviazione e programmi futuri[modifica]

    Le corvette non sono un'assoluta novità visto che anni fa esistevano le 5 'Thetis', ma questa è oramai una storia vecchia. Per quella nuova esistono anche i rifornitori BERLIN e FRANKFURT. Si tratta di navi davvero grandi, consegnate alla 2a flottiglia come Gruppo di Supporto in Combattimento che in tedesco si dice con la coincisa espressione Ensatzgruppenversorger. Sono recenti, consegnate nel 2001-2002, filano i 20 nodi e dislocano 20.000 t, con 4 MGL-27, missili Stinger, RAM (in previsione). Una terza nave è stata ordinata e una quarta pianificata, con il che la Bundesmarine è davvero messa bene. Ciascuna ha un ponte di volo per due elicotteri pesanti, imbarca 84 container, 9.540 t di carburante, un sistema di comando e controllo di tutto rispetto, un po' come altre navi da rifornimento di moderna concezione -es. l'ETNA- sfruttando gli spazi per ospitare anche uno staff per coordinare un'intera Task Force multinazionale. Si aggiungono alle navi di cui sopra anche le due petroliere trentenni 'Spessart' commerciali, da 14.000 t e con equipaggio civile, da sostituire con altre 'Berlin' dopo il 2010. Hanno comunque due stazioni per il rifornimento laterale di altrettante navi in mare.

    Vi sono infine due cisterne da 2.200 t 'Walchensess', 3 grossi rimorchiatori d'altura, una nave (la Westerwaeld) portamunizioni da 4.000, tutte vecchie navi come le ottime ma oramai tutte vendute classe 'Luneburg' (saranno state le 'Rhein'?). Non mancano poi le 3 navi da sorveglianza elettronica e appoggio cacciamine 'Oste' da 3.200 t del 1986-89, capaci di intercettare e anche di disturbare le comunicazioni con sofisticate apparecchiature.

    Esiste anche una grande nave scuola, il trialbero GORCH FOCK di 50 anni. Altre navi da citare sono circa 10 rimorchiatori portuali, 2 navi antinquinamento 'Bottsand' da 1.100 t, costruite nel 1988 e caratterizzate da un o scafo a catamarano, 3 navi caserma ex-DDR, 5 navi d'addestramento per poligoni da 100 t di moderna costruzione (è la Classe 905).

    Poi vi sono le navi idrografiche della Marina, dipendenti dal Ministero dei Trasporti e da altri enti civili:

    • la PLANET da 3.400 t con scafo SWATH e una nave simile in opzione *le meno recenti METEOR, POSEIDON, GAUSS
    • altre 5 tra ALKOR e ALTAIR
    • la grande nave POLARSTERN da 16.600 t con tanto di elicotteri.

    Per collaudare i nuovi materiali vi sono 5 navi classe 'Stollergrund' del 1989-90 e le 3 navi 'Schwedeneck' dal 1987-88. Il Centro Federale per la Tecnologia Militare, uno dei clienti di queste navi, arma anche la segretissima nave per le ricerche ALLIANCE, costruita in Italia nel 1987.

    Visto che si è accennato all'esistenza degli incursori, ora resi capaci di ricevere appoggio da molte delle navi di cui sopra, i Kampfschwimmer delle Forze Speciali della Marina sono gli eredi degli uomini K della guerra, ricostituiti il 1 agosto 1958 come Gruppo 3402. I superstiti delle missioni speciali tedesche collaborarono con il Comando Hubert francese e l'SBS britannico. Gli effettivi sono numericamente irrisori, circa 30, che dal 1971 sono stati inquadrati in una compagnia. Erano intesi per fare attacchi alle basi del Patto di Varsavia, ma dal 1994 operano agli ordini della flottiglia di cacciamine, visto che molte delle loro specialità subacquee sono compatibili con la compagnia di sub antimina. Tutti i sommozzatori dal 2001 hanno cessato d'essere Waffentauchergruppe e sono diventati il Battaillon Spezialisierten Krafte o BSK, che è un'unità di 250 effettivi. Ha due plotoni di 3 squadre da 5 uomini l'una, battelli RIB, gommoni Zodiac e i semi-sommergibili Klepper. In 50 anni di selezione, i corsi hanno visto non più di 350 brevetti assegnati ad aspiranti di 17-25 anni, di cui almeno 10 di nuoto certificati e diploma scuola superiore, capacità di paracadutisti, di nuotare per un km in meno di 23 minuti e correre i 5 mila in meno di 24.

    Nel '56 venne ricostituita anche l'Aviazione di Marina, con il compito di interdizione contro le navi sovietiche e del Patto di Varsavia, assieme alle mine, navi leggere e sommergibili. Per rendere finalmente possibile (i precedenti con Goering non erano stati dei migliori con la sua egemonia su tutti i mezzi aerei) la costituzione di una forte aviazione di Marina specializzata in questi compiti è stato organizzato il servizio, che ha cominciato soprattutto con i cacciabombardieri Sea Hawk britannici; poi nel '64 ha continuato con 100 F-104G, in seguito messi nelle condizioni di usare anche missili Kormoran antinave; dal 1982 vennero sostituiti da 112 Tornado (inizialmente si era parlato di 96) contro i 212 della LW. Armati con missili Kormoran (basati sul progetto del missile francese AS-37 Martel) e HARM, erano l'aviazione navale più potente del continente, anche senza portaerei. In ogni caso i due Stormi di Tornado erano certamente i più temibili della Marina, assieme ai sottomarini. Ma finita la Guerra fredda questo centinaio di aerei con circa 500 missili Kormoran 1 e 2 non hanno mantenuto a lungo la loro utilità operativa e allora il 1° Marinefliegerschwader di Jagel è stato sciolto attorno alla metà degli anni '90, e l' MFG 2 di Eggenbeck è stato dismesso recentemente, finendo per accantonare gli aerei per alimentare di ricambi la LW. Questo ha posto fine, nel 2004, alla carriera dell'aviazione navale d'attacco tedesca, ma esistono ancora altri due stormi navali.

    Il 3° Marinefliegergeschwader di Nordholz ha 3 squadroni, l'MGF-1 dal 2006 con 8 P-3C ex-olandesi al posto degli Atlantic 1; il 2° squadrone ha gli ultimi 3 Atlantic (su 27), in versione ELINT e Sigint, oltre a 4 Do-228 (di cui uno antinquinamento); l'MGF-3 è l'hubrschrauberstaffel con circa 15 Lynx Mk.88 dei 19 giunti nel 1981-88, aggiornati dal 1996 come Mk.88A, più i 7 Mk.88A nuovi del 1999-2000.

    Il 5° MFG di Holtenau ha la 1a e la 2a squadriglia SAR (Hubscheruberseenotstaffeln) con circa 20 Sea King Mk.41, del 1972 e aggiornati nel 1988-95 con tanto di missili Sea Skua. Dal 2007 sono in corso di sostituzione con gli NH-90, che solo in un secondo tempo andranno a rimpiazzare anche i Lynx. Per rimpiazzare gli Atlantic, di cui attualmente ve ne sono 3 ELINT e due in riserva, si sta valutando l'impiego di grossi UAV, tipo il Global Hawk. Per i P-3 si parla, per dopo il 2015, del P-8 Poseidon su cellula Boeing 737.

    Oltre alla marina esiste anche il Servizio Guardacoste con 2 pattugliatori ex-navi d'attacco 'Sassnitz' (DDR) private dell'armamento, con i motori sostituiti dagli MTU e velocità ridotta a 25 nodi, armi di bordo solo due mtg da 7,62 mm; vi è anche la BREDSTEDT da 670 t e capacità elicotteristica. Non c'è molto di più a parte una quindicina di motovedette e un rompighiaccio in corso di fornitura. Il Servizio Vigilanza Pesca, le Dogane, la Polizia della navigazione e altre entità hanno altre 150 imbarcazioni, spesso solo fluviali. Niente di paragonabile all'ipertrofia dei servizi similari italiani.


    Un appunto, adesso, sugli 'spioni' tedeschi[7]. Inizialmente i pattugliatori marittimi erano i britannici Gannet, poi rimpiazzati dagli Atlantic, ma anche utilizzati, con alcune cellule, in compiti ELINT e COMINT per pattugliare la zona del Baltico. Ora, questi aerei erano troppo modesti come spazio e prestazioni possibili. Negli anni '70, dopo circa 10 anni, gli Atlantic vennero messi in gran parte a terra perché erano afflitti da una pesante corrosione, che letteralmente se li stava mangiando, nonostante la ridotta salinità della zona baltica. Mentre si ricostruivano questi apparecchi, si colse l'occasione di trasformarne 5 come aerei ELINT, COMINT e SIGINT, sotto la supervisione americana nell'ambito del programma 'Peace Peek' con capocommessa LTV Electronic Systems. Rientrarono in servizio con l'MGF 3 'Graf Zeppelin'. Si riconoscevano per la canoa sotto la fusoliera dietro il radar -attualmente l'AN/APS-134- sistemato con le sue attrezzature dentro il vano portabombe, e non è stato mai chiaro cosa vi fosse al suo interno. Sotto le ali, invece, vi sono antenne per ricevere segnali di 3-30 MHz, e alle loro estremità ESM, che in origine, sugli Atlantic erano gli EW-1017, e il radome sulla sommità della deriva che adesso avrebbe funzioni COMINT. Resta invece il 'pungiglione' caudale del MAD. Pare che questi Atlantic ELINT erano sotto il controllo non della Marina, ma dello Stato Maggiore o del Bundesna-Chrichten-Dienst, ovvero i servizi di intelligence. Vi sono stati poi due aggiornamenti nel 1983-84 e poi nel 1991. Nel 2004 era stato tolto dal servizio uno degli aerei, ma gli altri 4 ebbero un altro limitato aggiornamento nel 2000, per esempio un Honeywell H-764G e due GPS. Sono stati usati anche fuori area, per esempio sulla Deny Flight nel 1993-95 in Ex-Yugoslavia, e poi addirittura collaborando a Enduring Freedom operando in Kenya, a Mombasa. Certo un impiego ben diverso da quello che nel 1982 li portò a scoprire i movimenti delle forze militari polacche contro Solidarnosch.


    Progetti per il futuro: altri 2 U-212, almeno 1 'Berlin', la possibilità di arrivare fino a 12 U-212, mezzo di indubbio successo visto che 3 sono per Israele (altri due richiesti), 2+ 2 in corso di realizzazione per l'Italia, e gli U-214 per Grecia e Corea del Sud. La terza 'Berlin' ordinata nel 2007 sarà consegnata nel 2011, ma forse, al posto della quarta, vi sarà una o due JSS, Joint Support Ship. Le F-125 sono fregate che dovrebbero sostituire anche le 'Bremen', 4 grosse navi da consegnare nel 2014-17, e altrettante verso il 2020. 148x 18 m, 6.800 t di stazza a pieno carico, sistema motore CODLAG, radar TRS-3D evoluto, cannone OTO LW da 127/64 mm e otto missili con capacità d'attacco in superficie, missili RAM, 2 MGL-27, 5 torrette HITROLE da 12,7 mm e altre armi minori, per lo più collegate ad apparati optronici e radar multifunzione, 2 NH-90 e un ROV antimine. Infine la presenza di un commando di 50 uomini con 4 mezzi veloci a chiglia rigida da 11 metri. Le navi, per 'spedizioni oltremare' dovrebbero navigare 210 giorni l'anno, e per questo saranno manovrate da un doppio equipaggio che, grazie all'automazione, sarebbe ridotto a 110 effettivi.

    Le corvette K-130[8][modifica]

    Un altro programma è quello per le corvette K-130 'Braunschweigh', che per ora sono 5, impostate nel 2004-2006, consegne cominciate nel 2007. Derivate dalle MEKO 100, sono piccole fregate da 89 metri e 13 di larghezza, 1.840 t, ottimamente stabili, 4.000 miglia d'autonomia a 15 nodi, 2 lanciamissili binati per gli RBS-15 Mk.3 con capacità anche contro bersagli di terra, due RAM, 1 pezzo da 76 mm, 2 da 27 mm, ECM UL-5000K e sistemi MASS, il tutto gestito dal SEWACO FD in versione 'ridotta' CM&WDS.

    Erano i primi anni '90 quando la Marina tedesca, pensando agli impegni futuri lontano dalle proprie coste, dovette considerare la relativa inutilità delle sue motomissilistiche, navi pensate per il Baltico e come tali, con autonomia e tenuta al mare ridotte. Per i compiti a grande distanza c'era la necessità di navi meglio equipaggiate, seppure non necessariamente meglio armate. Il requisito operativo venne approvato nel 1995 e lo studio venne approvato già nel 1996 come K-130 (Korvette Type 130). Si pensava di costruirne ben 15 esemplari, di cui 4 entro il 2007 e gli altri scafi dopo il 2010. Nel novembre del 2000 questo programma sembrò eccessivo. Sebbene queste corvette erano circa un terzo delle vecchie motomissilistiche da rimpiazzare, i soldi per realizzarle mancavano e alla fine si decise di realizzarne solo cinque. Nel frattempo lo sviluppo, che si è portato avanti grazie ai ritardi (è un po' come per l'EF-2000, del resto), ha consentito di implementare nuove tecnologie, nel mentre si costituiva un consorzio chiamato ARGE K-130 (BW, Lurssen e Thyssen, EADS e Thales per l'elettronica). Il contratto, a prezzo fissato (186 mln di dollari per unità tutto compreso, notare che all'epoca non s'era ancora adattate le cifre all'euro) venne firmato il 13 dicembre 2001. Realizzate con tecnologie avanzate e procedure CPM (quelle stabilite dal governo, dal 2001 in poi, per le nuove forniture militari), la capoclasse, fatta come le altre con sezioni ripartite tra i costruttori, è la Braunschweig (F-260), che venne varata nell'aprile 2006 e consegnata nel gennaio 2008. Segue la F-261 Magdeburg, varata lo stesso periodo e consegnata nel luglio del 2008. La prima delle due è stata costruita nei cantieri B&V, la seconda dai Lurssen. Segue la F-262 Erfurt, varata nel settembre del 2006 e consegnata dai cantieri Nordseewerke al settembre 2008. Le ultime due sono la F-263 Oldenburg, luglio 2007-ottobre 2008 (da B&V) e la Ludwighdsafen, varata nel settembre 2007 e consegnata nel marzo 2009. Nell'insieme un tempo rimarchevolmente breve per queste nuove unità militari, almeno dopo la definizione e l'inizio della costruzione. I nomi sono per lo più quelli delle vecchie corazzate realizzate nei primi anni del '900 e rimaste in servizio fino alla II GM, dato che il trattato di pace del 1919 non prevedeva la rottamazione di navi delle generazioni più vecchie.

    Lo scafo è 82,8 m tra le perpendicolari, 89,12 fuori tutto, per una larghezza di 13,2 m e un pescaggio di 3,4 m. Il dislocamento di 1.840 t ha margini per 140 t onde coprire crescite future, mentre per la stabilizzazione c'è un sistema che agisce sui due timoni, capaci di spostarsi in verticale un po' come pinne. L'aspetto delle navi è massiccio, basso, compatto, con due alberi piuttosto tozzi e dalla solida fattura, come tutto le sovrastrutture. Queste sono concentrate sopra una tuga centrale, comprendente una plancia di comando molto ampia. Le armi sono tutte qui sopra, mentre a poppavia vi è un ponte di volo di 24 metri x 12,6, capace di ospitare elicotteri fino a 12 t; purtroppo non vi è anche l'hangar, malgrado che uno potrebbe senz'altro essere realizzato, con una struttura telescopica, specialmente se si ospitassero elicotteri più piccoli, quali il Lynx (una soluzione, insomma, come quella delle MEKO 140 di ultima produzione, e le stesse 'Lupo' italiane). Un hangar, a dire il vero, è effettivamente presente. Ma non serve per gli elicotteri, quanto per due UAV, e forse anche per questo il ponte di volo è definito come 'multifunzione', capace tra l'altro di ospitare 4 ferroguide per mine (fino a 60 esemplari). Per il resto, la costruzione è nel tipico stile MEKO, modulare sia per lo scafo che per sovrastrutture (sistema di modularizzazione noto come MFS). La linea delle navi tedesche, tuttavia, ha una particolarità. Non c'è il fumaiolo. Questo perché gli scarichi vengono espulsi sui lati dello scafo, appena sopra la linea d'acqua. Per questo, il tradizionale colore nero-fumo, in genere presente sulla sommità dei fumaioli (per non sporcarli nelle zone 'chiare' con gli scarichi) qui è sui lati delle navi: sembra una sistemazione mimetica come ai vecchi tempi, ma in realtà è per non rendere evidente gli effetti degli scarichi, i quali sono poco visibili anche fisicamente. E' senz'altro un sistema poco ortodosso, sperimentato da molto tempo anche con soluzioni più estreme, come lo scarico subacqueo, ma questa è la prima grossa classe navale che ne fa impiego, quando al contempo si vedono unità come le 'Orizzonte' con i loro fumaioli sgraziati e non simmetrici, abbinati in qualche modo alle alberature. Qui, l'assenza dei lunghi e pesanti scarichi consente di usare tutto lo spazio nelle strutture per altri impieghi, e limita anche l'emissione IR. La stessa soluzione è applicata alle future F-125. Per ridurre l'emissione IR è impiegato anche un sistema di raffreddamento ad acqua di mare spruzzata negli scarichi, riducendo la temperatura di picco a meno di 150 gradi centigradi anche con i motori a tutta potenza. Si può persino creare una cortina d'acqua nebulizzata usando degli ugelli laterali, riducendo ulteriormente la segnatura infrarossa. Le K-130 sono dotate di motori diesel, e questo aiuta a sua volta a ridurre l'emissione termica, specie nel campo delle temperature più elevate, e più facili da identificare. Quanto alle emissioni radar, le navi sono con la solita configurazione a X, ovvero con lati opportunamente sagomati per rendere più difficile agli echi radar la propagazione verso l'emittente, dopo avere colpito la struttura della nave. La progettazione è stata curata con l'uso di un software realizzato dalle F.A. tedesche e che simula l'emissione radar e la traiettoria delle sue onde (SIMPRASS). Ridotta anche la segnatura acustica con accorgimenti per isolare i motori diesel, piuttosto rumorosi, dallo scafo. La segnatura magnetica è stata curata con un sistema MES, che in sostanza è un generatore di corrente che produce un campo magnetico che è contrario e uguale a quello della struttura, per cercare di annullarne gli effetti. I risultati sono nell'insieme molto buoni: sono navi 'fredde', e con una segnatura radar simile ad una motocannoniera Type 143, che stazza appena un quarto (circa 400 t). Quanto alle misure interne, vi sono accorgimenti anti-shock e duplicazioni di sistemi essenziali, apparati antincendio con acqua di mare e schiuma (Questa per la sala macchine, generatori diesel e hangar per gli UAV). Non manca una difesa NBC, altro cardine delle moderne navi da guerra, sebbene meno importante oggi, negli scenari del dopo-guerra fredda. Questo funziona con la solita tecnica della sovrapressione e della filtrazione dell'aria: un sistema di filtri la 'pulisce' e poi la immette a pressione leggermente maggiore dell'esterno, così che non entri aria da altre parti della nave (chiaramente, se le poche aperture e finestre sono chiuse). La solita struttura delle murate alzate fino ad inglobare le sovrastrutture, in un tutt'unico, aiuta a ridurre i pericoli, la segnatura radar ed elimina i punti deboli, anche se in questo modo si può passare lungo il ponte di coperta solo entrando nelle sovrastrutture, visto che non vi sono passaggi esterni lungo le stesse, come nelle navi di vecchia generazione. In tutto, l'equipaggio è molto contenuto, 65 elementi di cui 11 ufficiali e 16 sottufficiali, come accade oramai diffusamente nelle navi moderne. Così è possibile ospitarlo in cabine da sei posti al massimo, mentre il comandante ha un alloggio bilocale. Data la riduzione dell'equipaggio e l'aumento del volume delle sovrastrutture rispetto alle navi più vecchie (per esempio, con l'allargamento fino alla murata della nave), l'abitabilità è migliore e l'autonomia più lunga. È possibile usare anche solo 57 persone per mandare avanti una K-130 con tutte le sue funzioni intatte. Naturalmente, se vi è un incendio a bordo sarebbe necessario un equipaggio numeroso, ma per le emergenze si stima, nelle navi moderne, che basti aumentare l'automazione e la resistenza strutturale per ottenere risultati simili, con minori rischi di perdite umane in caso di disastro. Per la prima volta nella Marina tedesca, vi è un vero e proprio sistema Intranet (o Ethernet?) per collegare i vari sistemi, tra cui quello CDS (combattimento), logistico (PCLOA), comunicazioni (IMUS) e altri ancora. Questo sistema è costituito da un gran numero di sistemi digitali, 18 computer solo per il PCLOA e un totale di oltre 100 tra computer e consolles disponibili a bordo.



    I motori sono gli MTU 20V 1163 TB94, quelli delle F-123. Inizialmente si pensava a configurazioni CODAG o tutto-turbina, ma poi è prevalsa l'idea del tutto-diesel. I due motori, in contenitori insonorizzati e scalati in lunghezza (per non essere presenti nello stesso settore dello scafo, cosa potenzialmente pericolosa in caso di danni a bordo), essi hanno una potenza di 10.065 hp a 1.350 giri-min, e consentono 26 nodi come massimo continuativo, 20 con un solo motore, e 3.500 miglia nautiche a 15 nodi. I generatori elettrici sono 4 da 570 kW l'uno, a loro volta raggruppati in due locali; vi sono anche le batterie di bordo, che consentono di resistere per due minuti senza corrente dei generatori.

    Il sistema d'arma è ripartito con il cannone a prua, i lanciamissili RAM dietro il cannone e sopra l'hangar per UAV, i due cannoni da 27 vicini alla plancia, e i missili antinave dietro l'albero principale. Vi sono anche due motolance, una per lato. Il sistema di gestione della piattaforma è della CAE, l'IMCS con una serie di camere TV e il controllo dalla centrale o da 5 stazioni periferiche, con interfaccia HMI. Il sistema BDCS è una parte di questo apparato e consente di gestire i danni a bordo quando ve ne siano. La navigazione ha una stazione di lavoro in plancia, nel settore sinistro, e risponde a criteri moderni del tipo 'Integrated Bridge', con due radar in banda X e S Raytheon Pathfinder Mk .2 e vari sensori, anche subacquei, di comunicazione e posizione.

    I sensori sono il radar TRS-3D/16 da 200 km di portata, un tipo specifico per queste corvette (banda C, peso 842 kg, antenna con 16x46 elementi, dimensioni 2,5 x 1,98 m). È un sistema parte di una famiglia che è in servizio in una cinquantina di esemplari in sette marine, USN inclusa. I componenti sottocoperta del radar pesano 2.375 kg. Le modalità di funzionamento sono sei, e vanno da quella apposita per la scoperta a bassa quota, a quelle per le portate maggiori su aerei ad alta quota, fino alla correzione del tiro delle artiglierie con l'identificazione dei punti d'impatto sul mare. HA anche un IFF in banda S e può identificare, malgrado sia un apparato di medio raggio, fino a 400 oggetti aerei e navali, ma è particolarmente utile per la scoperta di minacce a bassa quota. È l'unico radar importante, per il resto vi sono i due radar di navigazione e scoperta in superficie di cui sopra, e non vi sono sistemi radar di controllo del tiro. Per il resto vi sono apparati passivi, come i due sistemi Thales MIRADOR MSP 500, uno per albero, con camere TV, termiche e laser. Nell'IR basso, da 3-5 micron, hanno campo di 2 x 1,5 gradi al massimo ingrandimento, 7,2 x 5,4 con quello minimo; nel settore IR a 8-12 micron hanno campo di 3-9 x 2,25-6,75 gradi. La camera TV è capace di un campo di 4,4 x 3,3 gradi e con uno zoom da 18x; l'LLTV ha 10 ingrandimenti e 5 x3,7 gradi di visuale; un tipo diurno per l'inseguimento, di tipo monocromatico, ha 2x1,5 gradi di visuale e mira stabilizzata. Infine il laser ha portata di 40 km e precisione di 5 metri. Il tutto è sistemato in una torretta pesante 375 kg con elevazione tra -30 e +120 gradi, elevazione di 4 rad/s e accelerazione di 8 rad/s (quindi molto superiori a qualunque esigenza pratica, un rad è circa 57 gradi), con una portata tipica contro un caccia di 25 km e tempo di reazione di 4 secondi tra scoperta e inizio dell'azione di fuoco. Per gli UAV, capaci di scoprire bersagli oltre-orizzonte, al momento attuale non si è ancora deciso, ma vi sono sistemi come il Camcopter S-100 collaudati a bordo delle navi, si tratta di UAV a forma di minuscolo elicottero. L'anticonvenzionale SEAMOS era stato pensato appositamente per le K-130, ma è stato cancellato.

    Quanto ai sistemi d'arma, c'è il solito 76 mm, ottenuto dalle vecchie navi radiate, e aggiornato con il kit da 100 c.min, il che presuppone l'idea di usarlo anche per compiti antiaerei, altrimenti a che pro quest'aumento, per un'arma che già arriva a 85? Ufficialmente serve solo per bersagli di superficie. Più innovativo è senz'altro l'RBS-15 Mk.3, sono 4 contenitori-lanciatori a centro nave. Quest'arma, che entrò in servizio con la marina svedese nel 1983, si è evoluta con l'Mk 2 nel 1999 e adesso ha un'ulteriore aumento delle prestazioni. Grazie all'elettronica miniaturizzata e a un maggior quantitativo di carburante, può recapitare la testata da 200 kg ad oltre 200 km di distanza, grossomodo al livello dell'OTOMAT e superiore ai tipici Harpoon e persino all'Exocet Block 2. Tra le altre caratteristiche un autopilota digitale, un computer di missione riprogrammabile, tecniche di penetrazione più efficaci e maggiore velocità nel momento dell'attacco finale, nonché un radar-altimetro con modalità adattativa allo stato del mare, per finire poi con la cellula, ora più agile e con una certa cura della stealthness, nonostante l'aspetto tozzo che contraddistingue questo missile. Esso è anche utilizzabile per attaccare bersagli di terra, un po' come tutti i missili antinave moderni, attualmente piuttosto a corto di bersagli navali potenziali. La velocità è di mach 0,9 grazie al solito reattore Microturbo TRI-60. Per il resto, da segnalare il radar d'attacco in banda Ku e varie modalità, e in futuro vi è l'idea di un sistema duale con un radar LPI e un apparato IIR, quest'ultimo indispensabile per un attacco efficace contro bersagli terrestri. In ogni caso, l'arma è capace di volare con un sofisticato INS/GPS e la possibilità di programmare ‘waypoints’ e coordinare l'attacco in simultanea, anche con traiettorie e quote diverse. Questo missile è quindi altamente flessibile nell'impiego e decisamente pericoloso per qualunque bersaglio. Inoltre, essendo un'arma a lungo raggio è possibile usarla anche con designazione oltre-orizzonte, in genere sistemi ESM della nave o sensori di operatori esterni. In teoria, una salva di 4 missili potrebbe benissimo essere scagliata oltre orizzonte, e tutte le armi sarebbero sul bersaglio apparendo da traiettorie del tutto diverse e con profili d'attacco differenti.

    Questo sofisticato missile è nato da una joint-venture tra SAAB e Diehl BGT, per dare un sostituto ai missili antinave della Marina tedesca, oramai piuttosto superati. Venne scelto dopo la competizione serrata con il norvegese NSM e l'Harpoon Block II. Era il 2004 e nel marzo di quell'anno venne firmato un contratto per 120 mln di corone svedesi (15,9 mln di $) per l'integrazione del sistema sulle K-130, e nel 2006 seguì un contratto per i missili veri e propri. Tuttavia, malgrado le sue qualità, quest'arma non sarà per ora applicata ad altre navi tedesche, perché le F-125 saranno dotate dell'Harpoon. Mentre i missili antinave sono piuttosto eterogenei nella Bundesmarine, quelli SAM sono standardizzati dato che esistono anche qui i lanciatori Mk-49 dei RAM, ciascuno con 21 armi pronte al lancio, nelle versioni più recenti RIM-116 B1A. Essi hanno sistema IR e radar passivo, con il software HAS (elicotteri, aerei e bersagli di superficie). Un altro sistema interessante è senz'altro l'MGL-27, che è l'unica concretizzazione dell'idea di impiegare l'eccellente BK-27 (quello dei Tornado) come artiglieria CIWS. Ad un certo punto si pensava ad un sistema a 4 canne, capace in teoria anche di 6.800 c.min e quindi all'altezza di sistemi come il Myriad (10.000 c.min, ma da 25 mm). Attualmente, per sostituire le valide ma un po' invecchiate Rh-202 da 20 mm, è stato scelto questo sistema, molto sofisticato. I cannoni Mauser (ora Rheinmetall) sono armi revolver da 27 x 145 mm, e sono controllabili a distanza con un monitor TV e un apparato elettro-ottico sull'affusto. Questo ha una camera termica raffreddata ad appena 77 K (ovvero circa -196 centigradi), che funziona nell'infrarosso alto, 7,5-10,5 micron, con campo 3,3-11,5 x 4,4-15 gradi; vi è anche una camera TV di tipo CCD da 752 x 582 pixel, e infine un telemetro laser classe 3A da 1,543 micron, 40 km di portata strumentale e precisione di 5 metri. Si tratta dunque di un'arma molto sofisticata, il cui unico neo è il fatto di avere solo 90 colpi pronti nell'affusto, sebbene si possano incrementare del 50% (135) in opzione. Questo significa, a 1.000 c.min, solo 6 secondi di fuoco, poco più di 3 al massimo valore (sempre che sia applicabile in quest'installazione). Interessante anche descrivere il sistema difensivo Rheinmetall MASS (MUlti Ammunition Softkill System) che ha due lanciatori gestiti da computer e in fibra di carbonio, mobili sui due piani e con 32 tubi l'uno. Essi lanciano razzi con spoletta programmabile per induzione magnetica (all'uscita del tubo) del tipo OMNI TRAP, utilizzabili per coprire la nave nel settore del visibile, IR tra 2-14 micron, radar tra 8 e 18 GHz e IR vicino (0,5-1,9 micron), con modalità di confusione, dissimulazione ecc. ecc. Il tempo di reazione è di appena due secondi persino contro missili supersonici. Per il resto vi è un ESM EADS UL 5000K da 2-18 GHz, e un disturbatore EADS KJS-N-5000.

    Il comando e controllo è basato sul Thales SIGMA SPLICE (ovvero il SEWACO-FD, ultimo nato della dinastia olandese), con architettura distribuita e apparso sulle F-124 Sachsen, con rete in fibra ottica (ridondante) e dati digitalizzati. I computer e programmi sono del tipo COTS (Commercial Of-The Shelf), ovvero sistemi commerciali militarizzati e sistemati negli ECC, delle strutture anti-shock e radiazioni EM. Vi sono programmi come il SDFPC, e altri tipi inclusi quelli addestrativi, tutti sviluppati nell'ambito del consorzio. Vi sono 8 stazioni con 2 schermi da 21 pollici l'una nella sola CIC (Centrale di combattimento) e altre 3 con uno schermo (una è in plancia) e due maxischermi. Una delle consolle principali è destinata alle ECM. Vi sono anche molte altre attrezzature di bordo, minori ma pur sempre importanti per impieghi particolari, incluso quello del cannone da 76 mm. da ricordare, tra i vari sistemi di bordo, i link 11 e 16 nonché il SATCOM in banda UHF, SHF e EHF.

    Se inizialmente si parlava di 15 navi, è possibile tuttavia che in seguito ne verranno ordinate una seconda serie di 5 per consegnarle entro il 2012. Manca qualcosa a questo sofisticato set di sensori? Quelli ASW. Le K-130 non hanno alcun sistema antisommergibile, a differenza dello standard dei tempi della Guerra fredda. Del resto, mentre i sistemi ASW si sono resi sempre più sofisticati e costosi, la minaccia subacquea è scaduta progressivamente dopo il 1991 (in termini politici e quantitativi, non certo qualitativi). Questo programma, di suo, sarebbe forse stato cancellato con gli anni; ma per tenere occupati i cantieri con realizzazioni ad alta tecnologia nel periodo tra le F-124 e 125, è stato senz'altro un buon investimento. Dà l'idea di come le navi moderne siano campionari di tecnologie avanzate, anche quando hanno compiti limitati. La Polonia, allettata da questo progetto, ha deciso di comprarsi il simile progetto A-100P (classe Islazak), e la Malaysia ne ha comprate sei del tipo A-100 RMN (Classe 'Kadah'). Un buon affare, dunque, per l'export tedesco, dopo che per anni le MEKO 100 erano state proposte, ma senza acquirenti, tanto che le prime notizie della 'piccola' della famiglia (classe A, per l'appunto), risalgono nella stampa già ai primi anni '90.

    Sono previste infine previste altre 6 corvette chiamate MUKE, navi multiruolo forse di tipo del tutto anticonvenzionale come gli hovercraft o catamarani, con tecnologia PACSAT, sviluppata grazie ad un progetto UE del 2001 finanziato con 1,5 milioni di euro.


    Le F-125[9][modifica]

    Questa nuova classe di fregate è l'ultima della lunga famiglia di fregate tedesche, ma non è come le altre, né come la gran parte delle navi moderne in circolazione. Il 26 giugno 2007 l'Ufficio per le acquisizione te la tecnologia per la Difesa o BWB e il consorzio ARGE F-125 (ThyssenKrupp Marine Systems e Lurssen Werft) hanno dato il via al programma con la firma di un contratto da 2,3 mld di euro, per costruire 4 grosse unità del tipo 'stabilization frigates'; l'obiettivo era ancora lontano nel tempo (e la crisi economica non s'era ancora vista chiaramente), per cui si trattava di costruirne e consegnarne una l'anno dal 2014.

    Che vuol dire' fregate di stabilizzazione'? Essenzialmente, è una nuova tipologia che una volta si sarebbe definita 'nave coloniale' o 'cannoniera coloniale'. Certo, non sono più i tempi classici, e nemmeno quelli delle A-69 francesi; le esigenze sono molte e stupisce che la Marina tedesca abbia scelto di farvi fronte dato che in fondo, alla Germania di quel che succede oltre il Baltico-Mare del Nord non dovrebbe importare granché, non avendo ex-colonie o colonie ancora nella sua orbita (il passato coloniale c'è stato, ma è finito da oltre 90 anni). Ma la Germania è molto impegnata nella sua azione di 'peacekeeping' e anche di guerra limitata o a bassa intensità (leggi Afghanistan), e navi di spedizione, capaci di supportare le forze oltremare (naturalmente, se si tratta di nazioni con coste marittime sarebbe meglio, cosa che a Kabul certo non si applica). Si tratta di andare in azione su distanze molto lunghe, starci per molto tempo ed erogare un elevato volume di fuoco; ma le F-122, per quanto molto valide, erano unità da Guerra fredda 'baltiche', con una permanenza in mare progettualmente di circa 120 giorni l'anno al massimo, mentre attualmente si arriva anche a 250. Non è certo questo il fine per le quali vennero progettate e alla fine lo sforzo è pagato con un notevole logorio. Così è anche per le successive F-123 e 124, ancora pensate soprattutto per operazioni in Europa e in tutti i casi, con un cannone da soli 76 mm, chiaramente poco (si vede anche direttamente nelle loro proporzioni) per navi così grandi e capaci. E dire che le 'Lupo', per esempio, hanno ottenuto, in poco più di 2.000 t, circa la metà, il ben più potente cannone da 127 mm. Un'arma 'minimale' dovrebbe essere, in effetti, per le operazioni di bombardamento, il 100 mm. Anche se con munizioni migliorate, un 76 mm non sarà mai un'arma del tutto efficace in questo settore e le munizioni perfezionate continueranno ad essere estremamente costose per quel che offrono, anche se con vari tipi per aumentare letalità e gittata. Le F-125 sono diversamente concepite, a cominciare dal fatto che sono pensate per stare in mare almeno 5.000 ore l'anno, ovvero circa 15 ore al giorno e una permanenza in zona operativa anche per due anni senza interruzione, e fino a 60 mesi senza assistenza cantieristica. Certo è che con questo il concetto che passa, sembra essere quello che il futuro sarà afflitto da guerre lunghe e lontane da casa, magari per reclamare interessi strategici o risorse energetiche (o entrambi). Dato che l'equipaggio in questo caso regge meno di una macchina, allora ogni nave avrà due equipaggi che si alternano a bordo ogni 4 mesi, direttamente nell'area di operazioni, per risparmiare tempo prezioso. Così l'equipaggio stesso non deve essere numeroso, ma di circa 100-120 elementi, e altri 20 per gli elicotteri più fino a 50 'tagliagole' (forze speciali), oramai presenti dappertutto nelle aree di crisi, tanto che avranno due contenitori standard da 20 piedi (6,1 m) per gli equipaggiamenti, l'utilizzo di due elicotteri NH-90 di bordo e ben 4 RHIB, ovvero grossi battelli pneumatici a chiglia rigida multiruolo, lunghi 11 metri e provvisti di armi di bordo. Infine vi è la richiesta che queste navi siano sede di comando a livello di task group. Il tutto ha dato origine ad un progetto, per ora solo tale, che richiede una concezione diversa e più simile, per certi versi, alle 'Absolon' danesi che alle F-124.

    Le caratteristiche previste saranno di uno scafo da 6.800 t, 148 x 18 x 5 metri, carena pensata soprattutto per essere stabile alle basse e medie velocità, e per resistere a lungo in mare aperto, con un bulbo prodiero voluminoso che riduce la resistenza d'onda e l'attrito, quasi una specie di sperone di prua o fuso, più che la classica forma delle navi in questione. Le sovrastrutture sono costituite da due oggetti tronco-piramidali, quello di prua con la plancia e dietro il radar EADS TRS-3D/NR, configurazione almeno parzialmente stealth con fianchi ad X, strutture per il supporto dei gommoni del tutto celate dentro i lati della parte centrale delle stesse, grandi attenzioni per la sicurezza a bordo con la duplicazione dei locali per il controllo e le comunicazioni di bordo, oltre che provvisti di corazze aggiuntive, nonché, ogni due compartimenti dello scafo, una zona indipendente, in larga misura autonoma dalle altre; i locali per l'equipaggio sono ovviamente spaziosi e climatizzati. Il sistema motore è CODLAG, con due motori elettrici da 4,7 MW per altrettanti assi, con eliche a passo fisso per consentire una velocità massima di 20 nodi, senza gruppi di riduzione (complessi e rumorosi), e una turbina a gas da 20 MW che è applicabile ad uno dei due assi con appositi ingranaggi e riduttori, che permette, quando necessario, di arrivare a 26 nodi; poi vi sono 4 diesel-elettrogeneratori da 2,9 MW. I motori diesel sono di un nuovo modello ad appena 8 cilindri. Questo nonostante che i motori delle fregate precedenti hanno 20 cilindri; ma più un motore è complesso e più ha durata limitata, per cui si è voluto un sistema semplice e avanzato al contempo. Vi è anche un sistema ausiliario e retrattile, da 1 MW, orientabile, a prua, per manovre di precisione o anche per movimenti d'emergenza a bassa velocità. Il sistema di gestione della piattaforma è l'avanzato ILASST, che serve anche per il controllo danni; il sistema d'arma è stato ottimizzato per la difesa della nave e per il supporto di fuoco costiero. Inizialmente era stato pensato addirittura all'MLRS, sulla tuga prodiera, inizialmente anche in due esemplari. Strano ma vero, non pare vi siano state altre teorizzazioni dell'impiego di questo pur potente sistema d'arma, malgrado le esperienze sovietiche nel settore. Tuttavia non c'è stato un seguito. Molto più a lungo è stato provato, dal 2002 al 2006, il semovente PzH-2000, ridenominato Monarc, a bordo della F-124 Hessen, che si è dovuta sobbarcare il peso di un cingolato vincolato sul suo ponte, poi nel 2005 ridotto alla sola torretta, sempre con la sua colorazione bizzarramente diversa (verde e grigio-scuro) dal candido punte della nave. Ma per ottenere il caricamento e la gestione del munizionamento in maniera efficace, alla fine si sarebbero dovuti fare tanti di quei cambiamenti che è stato comprato il pezzo da 127 OTO del tipo LW, da 127/62 mm, che in prospettiva ha anche il munizionamento Vulcano a lungo raggio. Forse anche per compensare l'acquisto della MM degli U-212. La firma del contratto è stata il 4 aprile 2007, per 5 torri (una per addestramento a terra) e 70 mln di euro.

    Quanto ai missili antinave, ci sono gli RGM-84 Block 1 C Harpoon, 8 tubi di lancio a mezza nave, apparentemente reputati meno costosi degli RBS-15 Mk. 3 che erano stati ventilati inizialmente; non mancano i soliti due lanciatori Mk-49 RAM Block 1A per i più recenti missili RIM-116B1A che hanno capacità aumentate grazie al software HAS (Helicopter, Aircraft, Surface) e capacità di ingaggiare anche bersagli poco evidenti. Non vi sono armi ASW (elicotteri a parte), anche se ovviamente è una questione discutibile, a meno che gli stati 'canaglia' non siano compresi nella missione delle navi. Il resto degli armamenti è piuttosto consistente nel settore degli apparati leggeri. Vi sono due MGL-27 della Rheinmetall, telecomandati, con sistema TV di bordo, a prua, vicino al cannone; e 5 armi da 12,7 mm Browning, ma su affusto Hitrole, relativamente simile a quello da 27 mm, telecomandato con sistemi Tv di bordo. Il contratto è per 25 sistemi, 20 per le navi e gli altri per addestramento, sempre fatto il 4 aprile 2007 per 10 mln di euro. POi vi sono cannoni ad acqua, proiettori, 4 lanciachaff MASS della Rheinmetall WM con quattro sistemi in fibra di carbonio, brandeggiabili, a 32 tubi per decoy Omni Trap con spoletta programmabile ed efficaci per la protezione nel campo visibile, IR (2-14 micron), radar (8-18 GHz), laser (1-10 micron), IR vicino (0,5-1,09 micron), con effetti di confusione, distrazione, dissimulazione, seduzione

    I sensori di bordo sono il TSR-3D della EADS, nella versione NR con 4 antenne phased array: è un radar moderno, del '94, 10 per la Marina danese (Standflex 300 e Niels Juel), le F-122 ammodernate, le K-130 ed altre navi, per un totale di oltre 50 esemplari venduti, non male per un radar militare esportato persino negli USA; la versione NR è particolarmente studiata per operare in ambiente litoraneo e traccia 400 bersagli su tutto il giro d'orizzonte. Vi saranno anche altri radar, ma di tipo per ora non specificato; un sistema che si sa entrerà in servizio con queste navi, se mai il contratto sarà portato avanti, è il Diehl BGT-SIMONE (Ship's IR Monitoring Observation and Navigation Equipment), che serve per localizzare minacce 'asimmetriche' che si avvicinino alla nave, con 5 sensori e due consolle di controllo. Ciascuno dei sensori copre 196 gradi in direzione e 50 in alzo, più altri 4 a sensore unico; si tratta di unità, nel primo caso, funzionanti a 8-12 micron, risoluzione termica di 30 millikelvin e matrice da 640 x 512 pixel, il cui scenario è fuso in una sola panoramica a 360 gradi; vi è anche predisposizione per altri sensori, e in rada specialmente, eventuali incursori subacquei saranno scoperti da un sonar ad alta frequenza ad azionamento manuale (quindi non interfacciato con il sistema di combattimento della nave). Questo, scelto nel 2006, è di EADS (consorzio ARGE 125), e si basa sulle navi finlandesi Hamina e sulle K-130; è un altro sistema rispetto ai SATIR delle F-122-123, e alle TACTICOS delle F-124 e K-130; il CIC principale è grande quasi quanto quello delle F-124, pur gestendo molti meno sensori, mentre vi è anche un secondo CIC (Centro di comando e controllo) soprattutto per le forze speciali. Poi vi sono sistemi di comunicazione di tutti i tipi, perché la guerra del Futuro è 'networkcentrica', così vi sono i datalink 11, 16 e 22 integrati in un unico sottosistema. Le F-125, una nuova tipologia di navi da guerra, sono più simili ad una fregata, mentre le Absoalon o SF-300 sono una specie di incrocio tra nave da trasporto e da combattimento, realizzate con standard mercantili migliorati; e la Canterbury neozelandese è una nave da 8.900 t e 15 nodi, più simile ad una nave ausiliaria. Tutte hanno compiti simili, ma sono per l'appunto fatte in maniera diversa.

    Tirando le somme[modifica]

    In ogni caso, la Marina tedesca, di gran lunga la più importante dell'aerea baltica, si sta rinnovando in maniera molto consistente. Quello che le manca e che non è previsto nemmeno in futuro, è una portaerei e forze da sbarco anche ridotte, senza le quali non riesce appieno a togliersi dal novero delle flotte meramente regionali tipiche del Nord Europa. Fortissima nel Mare del Nord e Baltico meridionale, capace di interdire l'accesso a navi 'nemiche' con centinaia di vedette, aerei, sottomarini e campi minati, rimane ancora senza una vocazione veramente globale, che d'altra parte è difficile trovare finiti i confronti militari convenzionali. Eppure i cambiamenti sono stati enormi: anche solo il fatto di mettere a terra tutti i Tornado (persino più numerosi di quelli dell'AM) ne è un esempio, anche in termini di risparmio economico. Ma ancora non basta, e il futuro ci dirà cosa succederà dei tanti progetti e in generale dell'ambizione di controllare con mezzi militari 'umanitari' una situazione sempre più deficitaria in termini economici e politici.

    Ecco l'elenco delle principali navi della fine del 2007 e date d'entrata in servizio[10]:

    • 3 fregate 'Sachsen' del 2003-06
    • 4 'Brandemburg', 1994-96
    • 5 'Bremen', 1982-1990
    • 5 K-130, 2007-2008
    • 10 motocannoniere Gepard, 1982-84.
    • 4 U-212, 2005-07
    • 8 U-206, 1973-75
    • 1 OPV, 1989
    • 2 Sassnitz, 1990
    • 10 cacciamine 'Frankenthal', 1992-98
    • 10 'Hamelin', 1988-91
    • 2 rifornitori 'Berlin', 2001-02
    • 2 petroliere 'Spessart', 1977
    • 6 navi appoggio 'Elbe', 1992-94
    • 3 navi SIGINT 'Oste', 1986-89
    • 1 nave scuola, '58


    Armi della Bundesmarine[modifica]

    Kormoran missile.jpg

    Forse il più caratteristico tra gli armamenti della marina tedesca è il Kormoran, ben noto anche in Italia perché la sua sagoma appuntita e le sue alette a freccia sono state spesso ritratte sotto la pancia dei Tornado del 36° Stormo. Ecco quindi la storia di questo missile usato solo da Germania e Italia, ma comunque arma di primaria importanza ai tempi della Guerra fredda, letteralmente schierata dalle nazioni in prima linea. Soprattutto, è un'occasione per viaggiare all'interno di quel mondo oggi poco noto in cui i missili europei moderni vennero alla luce, con molti 'intrecci' tra ditte europee dei quali v'é rimasta ben poca memoria[11].

    Mai inteso per lanci da elicotteri o mezzi di superficie, tanto meno subacquei, il Kormoran è un altro dei tanti missili antinave europei relativamente piccoli e capaci di penetrare le difese volando radenti alla superficie del mare. La sua nascita è datata 1962, quando la Marineflieger studiò assieme alla Bolkow un'arma stand-off per i suoi nuovi F-104G. Anche la Nord-Avion francese stava studiando un'arma analoga, l'AS-33, finanziato anche dalla Germania, nel mente la CSF, ovvero la Companie Generale de Télégraphie sans Fil, l'attuale Thomson-CSF, stava mettendo a punto un sistema di ricerca radar. Nel '64 arrivò la richiesta ufficiale tedesca per un'arma stand-off con capacità di ricerca autonoma del bersaglio dopo il lancio e acquisizione dello stesso in condizioni ognitempo, oltre che elevata letalità quando a segno. Evidentemente non era il caso di seguire la via che i francesi e inglesi all'epoca percorrevano con il grosso Martel, disponibile in versione antiradar e a guida TV, mentre qui serviva un sistema di guida nuovo e costoso, con relativo radar di bordo. Nulla di impossibile, in fondo gli americani avevano già realizzato un tale sistema con l'ASM Bat del '44. L'AS-34 era parente stretto, aerodinamicamente, del più piccolo AS-30 tattico, e la collaborazione tra Nord, CSF e Bolkow KG portò ad uno sviluppo che finì per essere noto come Kormoran. Sta di fatto che l'arma in parola è anche nota con la sigla, ovvero AS.34 Kormoran.

    Nell'ottobre del '67, non è chiaro se prima o dopo l'affondamento dell'Eilat, il Ministero della Difesa tedesco, tramite il suo ufficio armamenti dava incarico alla MBB (Messerschimitt-Bolkow-Blohm) di realizzarlo come capo-commessa, ma con la francese Aérospatiale come subcontraente, anzi originariamente era ancora la Nord Aviation, prima che confluisse nella nuova ditta. La realizzazione dell'elettronica di bordo era soprattutto merito suo, la Thomson CSF era interessata alla guida, la SNPE, altro nome storico della missilistica (Société Nationale des Poudres et Explosifs) era interessata al motore a razzo, la Boneenswerk Geratetechnik ai calcolatori di bordo e la MBB per la testata bellica. Per gli studi fu importante anche l'AS-33, missile non realizzato come tale, ma di cui vennero costruite diverse parti e implementate nel Kormoran. Anche se non figura come tale, pertanto, il missile prodotto poi essenzialmente dalla MBB è un'arma binazionale, imparentata con l'Exocet. Già nella primavera del '69 venne lanciato il prototipo inerte X.3, nel '70 l'X.4, e infine nel '71 veniva tirato dal centro di Cazaux, in Francia, l'X.5, con i sistemi di guida previsti. Poi gli esperimenti si spostarono al centro sperimentale 61 della Marina di Manching, fino a che terminarono nel dicembre del '74. Così successe che la missilistica francese, nata dalle esperienze tedesche della II GM, si portò nella terra delle sue origini. La tempistica dello sviluppo, per quanto iniziato molto tempo prima, era stata piuttosto lenta e di fatto coincise con quella di armi come l'Exocet e l'OTOMAT. Nel '74 un primo contratto per la difesa tedesca riguardò 469 milioni di marchi per 350 missili più 56 sistemi avionici per gli F-104G lanciatori; ogni missile sarebbe costato esattamente 1,234 milioni di marchi e tutta la fornitura doveva essere completata entro il 1981. Dopo sette lanci sperimentali, purché 4 almeno avessero avuto successo, il contratto si doveva considerare avviato. E così avvenne.

    Il missile, dalla sagoma molto più appuntita dell'aspetto arrotondato dell'Exocet, è dotato di due serie di superfici, tutte a freccia, di cui le posteriori per la guida. Il motore è bistadio, ovvero un booster SNPE 'Prades' e un sostainer SNPE 'Eole IV'; dietro la prua vi è il radar Thomson RE-576, testata, INS Sagem, altimetro della TRT capace di una precisione di 30 cm e i sistemi elettrici: batterie, altimetro e calcolatore sono tutti attorno all'ugello di scarico, perché il motore è in realtà molto più avanti, all'altezza delle alette centrali. La testata di per sé pesa 165 kg, praticamente come quella dell'Exocet, ma è formata in maniera diversa e più letale, come si vedrà poi. Si è previsto che in missione il vettore volasse a circa 30-60 m, aggiornando il missile sulla posizione tenuta, fino ad accendere il radar di bordo a circa 40 km dal bersaglio, salendo di quota e cercando la nave. Prima fase, che serve a dare al missile le coordinate del bersaglio eventualmente acquisito (ovviamente l'aereo deve sapere già in maniera generica dove si trova, da altre fonti), poi segue il lancio e l'allontanamento rapido oltre l'orizzonte radar; sia il Tornado che l'F-104G sono molto veloci e stabili a bassa quota, per cui allontandandosi dopo il lancio da circa 30 km a circa 30 m e 300 m.sec, significa sparire rapidamente dal settore della contraerea navale, che oltretutto, prima del sistema AEGIS, non era certo particolarmente efficace contro bersagli a volo radente (vedi le Falklands) e a decine di km di distanza. Il missile procede autonomamente, con le sue batterie accende il motore, l'INS e tutto il resto.

    Tornado Luftwaffe feuert Kormoran.jpeg

    Il booster accelera l'arma a 9,2 g fino a 0,95 mach, poi il missile procede ad una quota a dire il vero piuttosto alta, simile a quella dell'aereo lanciatore, se non maggiore: circa 30 m. L'INS ha due giroscopi, per misurare la posizione verticale e orizzontale dell'arma, e le 4 alette posteriori sono azionate da altrettanti motori elettrici. Ad un certo punto si accende il radar, a circa 10 km dal bersaglio, e il missile a quel punto si abbassa a 3-5 m di quota. Da notare che il radar è capace di funzionare anche in modalità passiva, ma non è chiaro che significhi in particolare. La testata è di 165 kg, di cui 56 di esplosivo. E' semiperforante e testata anche per 70-90 mm di acciaio St.37, ma ufficialmente ci si accontenta di meno: perforare un fasciame di 12 mm di St.52 con impatto di 60°, cioè circa 2,5 cm di spessore in caso di urto tangente. La testata quindi perfora le navi tipiche, ma potrebbe, con un angolo ideale, minacciare anche un incrociatore leggero della II GM. L'esplosione della carica principale fa penetrare ben dentro la nave anche 16 cariche radialmente disposte, forse da 2 kg l'una, che esplodendo causano una devastazione notevole in rapporto al peso della testata, forse grossomodo come quella da 227 kg dell'Harpoon. Forse è l'unico missile che ha tale tipo di testata HE-ICM. Si può anche lanciare il Kormoran con un traguardo ottico di puntamento, ma in casi di emergenza, forse facendogli subito accendere il radar di ricerca. Per supportare l'arma , la MBB ha sistemi specifici, come i contenitori che normalmente contengono l'ordigno: 3, di cui uno è lungo 935 mm e largo 765x700 mm, pesante 228 kg con la testata; un altro è lungo 3.175 mm per il corpo, sezione di 870-800 mm e pesa 640 kg; l'ultimo è largo 700x770 mm, lungo 1.480 e pesa 116 kg, per il radar di ricerca; infine c'è un contenitore da 550 kg e 4,96 m, sezione 94x99,8 cm, per trasportare l'arma completa, con un carrello per l'installazione sull'aereo; esiste anche un sistema ATG, di test automatico, per verificare in 15 minuti il funzionamento del sistema; infine c'è un mock-up per addestrare il personale all'arma vera.

    • Motore: SNPE 'Prades' da 2.750 kgs per 1 sec e un SNPE Eole IV da 285 kgs per 100 sec
    • Dimensioni: 4,40 x0,344 x 1 m (lunghezza,diametro e ap. alare)
    • Peso: 600 kg
    • Prestazioni: 1.163 kmh a 30 m, gittata 37 km, gittata max aerodinamica 42 km circa.

    In servizio, il Kormoran è entrato nel '77, ma la diffusione nei reparti, iniziando con l'MGF.2 è avvenuta solo alla metà del '78. Nel 1980 l'Italia, in previsione della compera dei Tornado, ordinava non meno di 60 armi. Nel 1983 è stata terminata la produzione dei missili, ma anche iniziata la definizione del Kormoran 2 o Mk.2, annunciato quel luglio; allungato a 5 m, con maggiore gittata e migliore avionica, pare anche una testata più potente, è un sistema poco noto. Ne sono stati prodotti 175 per la Marineflieger ed è stato implementato direttamente sui soli Tornado. Originariamente si pensava ad un inizio della produzione attorno al 1990, per cui è probabile che tali armi siano andate alla Marineflieger (non ci sono notizie di forniture all'AM) attorno al periodo 1990-92. Il missile ha tra l'altro un nuovo radar, sempre CSF. Così la Marineflieger si è dotata di oltre 500 missili Kormoran, ciascuno capace di affondare una normale nave da guerra. Non hanno una lunga gittata (inferiore a quella dell'AM.39) ma sono comunque armi temibili e che si vanno ad aggiungere alle centinaia di Exocet e Harpoon della Marina, più siluri e mine di vario genere. Decisamente i Tedeschi si sono ben premurati per affrontare la flotta sovietica del Baltico, anche con la fornitura di almeno 556 HARM, da usare in un mix di missili antinave e antiradar supersonici, potenzialmente letale anche per difese navali moderne, e numericamente molto consistente come stock di armi, sia pure per una forza che in origine aveva due stormi di attacco con circa 100 aerei. Con la chiusura attorno al 093 di uno degli stormi d'attacco, previsti per affrontare una minaccia oramai svanita, è probabile che i Kormoran 1 siano stati tolti dal servizio. Con la chiusura anche del secondo stormo d'attacco anche il Kormoran 2 ha la carriera terminata, apparso troppo tardi per affrontare la Morskoy Flot, non risulta sia stato ceduto nemmeno all'AM, nel qual caso sarebbe stato portato dagli aerei del 156° Gruppo/36° Stormo; ma attualmente questo tipo d'attacco non è più in auge e le armi guidate in uso sono essenzialmente contro obiettivi terrestri, così anche qui gli ultimi Kormoran sono stati ritirati qualche anno fa. Se munito di un booster più potente di quello d'origine il Kormoran sarebbe stato certo anche un buon missile superficie-superficie, ma qui il posto era già stabilmente occupato dall'Exocet e poi dall'Harpoon, mentre l'eventuale riciclo come batteria costiera non è stato preso in considerazione data l'attuale inesistenza di una minaccia costiera per la Germania.

    Detto del Kormoran, come si è visto dai capitoli precedenti, vi sono anche altre armi. Tra queste i cannoni da 76, 100 e 127 mm, i missili antinave Harpoon ed Exocet, i RAM, Sea Sparrow e Standard, nonché siluri e mine di vario tipo e mitragliatrici e cannoni automatici di vario modello.

    Dei cannoni da 76 mm non c'è molto da dire, essendo i soliti OTO Compatto, a parte che molti hanno ricevuto il kit di modifica per aumentare la cadenza di tiro, nonostante che spesso siano considerati solo armi superficie-superficie. Con una gittata utile c.a. di 6-7 km, e in superficie, di circa 15 km (massimo balistico), sono armi molto potenti, e come tali le motocannoniere missilistiche ne hanno adottate una (Type 148) o due (le più grandi Type 143); così la Germania ha finito per comprare un numero di Compatto probabilmente anche superiore a quelli incamerati dalla Marina Italiana, visto che si parla di circa 40 navi. A queste si aggiungano le 8 Bremen, per le quali tuttavia tale cannone è decisamente troppo piccolo (sono leggermente più grandi delle 'Maestrale' che hanno il 127 mm). Ancora più vero per le F-123 e 124, che superano le 4.000 t. Le F-125 avranno, sempre che il programma proceda, il pezzo, sempre OTO, da 127 mm (come le LCF olandesi, le uniche altre marine NATO dotate di tale arma al di fuori della MM). Inizialmente si era addirittura pensato al Monarch da 155/52 mm, nient'altro che una pesante torretta di PHz-2000 appositamente adattata, ma che ovviamente non era capace altro che di erogare fuoco anti-superficie, che in definitiva è il compito più importante per questa futura classe di fregate, sempre che i programmi vadano come previsto. Quanto ai vecchi cannoni da 100, di tipo francese, essi hanno avuto una lunga e onorevole tradizione nelle navi tedesche, come quelle logistiche 'Rhein', e vari tipi di fregate e 'cacciatorpediniere' (classe Amburg, in realtà grosse fregate ASW). Un altro pezzo di vecchia scuola è stato ritirato di recente, il tipo Mk-42 da 127 mm, per ora l'unico di tale calibro che abbia mai servito nella B.M. Era presente in due esemplari a bordo di ciascuno dei tre caccia 'Lutjens' ovvero gli 'Adams' americani.

    Quanto ai missili Exocet, la B.S. ne ebbe una forte quantità, per lo stesso motivo dei cannoni da 76, ovvero per armarne (con 4 lanciamissili) le motocannoniere missilistiche. Erano tutti MM.38 e finirono anche su altre navi, come gli 'Hamburg', nonché le moderne F-123, chiaramente un regresso rispetto agli 8 Harpoon delle precedenti F-122, motivabile solo dalla pronta disponibilità di tali armi nei depositi. Devono essere stati comprati qualche centinaio di tali ordigni, facendo della marina tedesca uno dei primissimi e più importanti utenti. Peraltro solo del modello MM.38 originario, dopo di ché ci si orientò per il Kormoran e l'Harpoon, mentre i missili per sottomarini non vennero mai adottati. Gli Harpoon armeranno, pare, le prossime F-125, e sicuramente le precedenti F-122 e F-124. Magari verranno anche installati sulle F-123 quando queste saranno ammodernate, magari con i lanciamissili delle F-122 ritirate dal servizio. Dei missili più avanzati e potenti, gli RBS-15, abbiamo già detto, e per ora ce li hanno solo le K-130, forse perché in un tale mercato la presenza dei 'colossi' orientali + l'Exocet e l'Harpoon, non permettono la possibilità di emergere ad altri utenti, relegandoli alla marginalità. La B.S., almeno per un certo tempo, ha avuto anche a che fare con i piccoli Sea Skua inglesi, ma non per i Lynx, ma per i Sea King basati a terra. Non è chiaro come tali esperimenti siano andati a finire e quale sia stata l'operatività ottenuta, né per quanto tempo siano stati in servizio.

    I missili RAM sono stati sviluppati con un programma congiunto tra USA, Danimarca e Germania, in qualità di sistema di punto dalla gittata maggiore rispetto a quella del Phalanx, di cui si usa l'affusto, ma con una specie di Sidewinder ad alette ripiegabili che permette di portare 21 armi per lanciatore. È stato un programma molto difficile da portare avanti, sia per le difficoltà di sviluppo -specie per il sistema doppio IR (dello Stinger) e ricevitore radar-passivo- ma alla fine ce l'hanno fatta. Perché la B.S. non sia andata piuttosto a cercare direttamente, già che c'era, l'uso del cannone OTO Super Rapido per lo stesso compito di ingaggio antimissile a media distanza (6 km) non è facile da spiegare, dato che è un programma coevo, e che il RAM costa oltre 400.000 dollari a pezzo, circa il doppio di uno Sparrow e 4 volte un Sidewinder. In ogni caso, dopo molti anni di tribolazioni, nei quali le navi della BS erano pressoché prive di armi CIWS, finalmente due lanciamissili sono a bordo delle fregate, corvette e di qualche altra nave minore, come le Type 143A con un solo lanciamissili a poppa, al posto del cannone e lanciasiluri. Molte centinaia di armi ordinate, tra cui modelli perfezionati, anche con la sola guida IR (tipica del Sidewinder) e con capacità antinave (diciamo 'barchini'). Le F-122 ne hanno due lanciatori, entrambi a poppa, sopra l'hangar. Forse il fatto che il RAM non richieda la perforazione del ponte ha giocato a suo favore, così come il costo dei nuovi cannoni Super-Rapido, ma in ogni caso è strano che proprio una marina così interessata al 76 mm poi non lo consideri nei tipi più moderni e sviluppati per i compiti anti-missile.

    La B.S. è stata anche una 'buona forchetta' dei missili Sea Sparrow, tra cui, di recente (dalle Type 123) il modello a lancio verticale, e ha in acquisizione anche il molto potenziato ESSM, di fatto l'unico concorrente all'ASTER, che la marina tedesca non adotta. Per le distanze più lunghe, i Tartar, poi gli SM-1, sono stati appannaggio delle sole tre navi 'Lutjens', che di recente sono state sostituite dalle F-124 con gli SM-2 nei vari modelli.

    Quanto alle armi leggere, a parte la presenza occasionale delle MG3 da 7,62, vi sono state su molte navi le mitragliere Rh-202 da 1.000 c.min, armi calibro 20 mm di valide caratteristiche e senz'altro economiche se comparate ai tipi di maggior calibro. Di recente sono apparse le MGL 27, in futuro sarà anche presente qualche torretta HITFIST da 12,7 mm ordinata in Italia. L'MGL è importante, peraltro, perché per la prima volta dal dopoguerra la Germania rispolvera la sua vecchia e importante tradizione cannoniera con un prodotto per navi -sebbene nato per gli aerei- di concezione totalmente autarchica. Purtroppo non si è dato seguito ad artiglierie moderne anche per le proprie navi, quando poi la tecnologia -vedi le armi terrestri- non sarebbe certo mancata per non dover dipendere dall'Italia (e prima, dalla Francia), per armare i propri scafi. A parte questo, vi è stato un certo uso, ma non particolarmente pesante, anche dei cannoni Bofors L60 e Breda-Bofors L70 da 40 mm, specialmente su navi vecchie e-o di seconda linea.

    Infine i siluri e le mine, non meno importanti per l'ottica del Baltico. Le mine sono ben poco note, ma di sicuro vi sono molti tipi avanzati e disponibili in un gran numero di esemplari, come dimostrano anche le capacità di posamine delle K-130. I siluri sono per lo più autoctoni. Prima sono stati impiegati modelli americani, che nel caso delle armi leggere Mk.44 e 46 sopravvivono, o sono sopravvissute a lungo. Nel caso delle armi pesanti, dagli anni '60 sono venute fuori una serie di siluri interessanti, di buone caratteristiche. Prima erano armi o ASW o AN, poi sono diventate multiruolo. Le evoluzioni più recenti hanno prestazioni superiori, ma i sensori non sono up-to date e per giunta, riguardano sistemi italiani forniti a suo tempo, una cosa piuttosto singolare dato che i tedeschi hanno una notevole tradizione anche in sonar e tecnologie subacquee. Tra i prodotti vanno ricordati i vari SEAL, SUT, e attualmente,i D2M4.

    Queste armi sono state sviluppate dalla AEG-Telefunken, soprattutto per i sottomarini. Inizialmente c'erano i Seal e i Seeschlange, simili tra loro, ma con il primo dotato di circa il doppio delle batterie, perché era un'arma per bersagli di superficie. Essi hanno due velocità e propulsione elettrica (molto più lenta rispetto a quella dei cugini svedesi Tp 613), guida sonar attiva-passiva e filoguida a doppio circuito (per dare ordini e ricevere informazioni tra siluro e sottomarino, che lo usa come sensore remoto). Dal Seal venne poi sviluppato l'SST4 (Special Surface Target 4), simile e usato soprattutto dai Type 209 e navi di superficie d'attacco (le unità tedesche Type 143 avevano non solo missili e cannoni, ma anche siluri). Il primo tipo bivalente fu il SUT, che però finì solo all'export (Surface and Underwater Target).

    Quanto alle prestazioni, queste armi sono tutte da 533 mm; la lunghezza è (senza e con rotolo di filo di guida) 6,08-6,55 m per il Seal, 4,15-5,62 per il Seeschlange, 6,04-6,55 per il SST4, 6,15-6,62 m per il SUT. I pesi e la testata sono rispettivamente 1.370/260 kg, 900 kg/100 kg, 1.414/260 kg, 1.414/260 kg. Le prestazioni sono 23-35 nodi per 28-12 km; 23-25 nodi per 14 o 6 km; SST4 e SUT, analoghi al Seal[12].

    Queste armi non potevano essere giudicate del tutto soddisfacenti per il futuro, e nel 1994 Francia, Italia e Germania cercarono un programma comune, detto, ma già nel 1996 i tedeschi abbandonarono per la propria soluzione nazionale, la DM2A4. Nel frattempo era ancora in pista il predecessore DM2A3, quest'ultimo adottato nel 1995 per i Type 206. È noto anche come ‘Seahake’ e successivamente ha avuto successo con la Norvegia (battelli classe ULA), Turchia (per i suoi Type 209) e Israele (per i Dolphin). Il sistema di guida, però, come è detto è un tipo italiano della Whitehead, il TOSO della metà anni '80, con modalità di ricerca a geometria orizzontale. La velocità massima è di 34 nodi per 13 km, oppure 28 km a 23 nodi, il tutto con motore a tre stadi da 80 kW.

    Il DM2A4 ha invece una nuova batteria all'AgO-Zn, ovvero ossido d'argento e zinco, capace di azionare un motore a magnete permanente e rotazione continua da ben 275 kW. Questo consente di arrivare a 45 nodi, con un gruppo di riduzione derivato da quello dell'MU-90 perché questo motore ruota a grande velocità, dopo di che aziona le eliche controranti posteriori in fibra di vetro. Il cavo di guida è a fibre ottiche e la lunghezza totale di 6,6 m nel tipo standard, che però dentro i Type 209 'non ci sta', così pare sia stata sviluppata una versione accorciata per loro beneficio, il che renderebbe particolarmente utile l'accesso alla tecnologia francese dei motori con batterie all'Al-AgO, ancora più potenti. Già il cavo a fibra ottica è importante, perché permette scambi di dati molto più veloci, anche se costa circa 10 volte il filo elettrico normalmente usato e probabilmente è più fragile rispetto a questo. Questo siluro è l'arma standard per gli U-212[13].

    Le armi leggere, attualmente, sono rappresentate dall'MU-90, efficacissimo e parimenti costoso sistema, nominalmente franco-italiano, ma con l'apporto in un settore fondamentale -apparato motore- anche dei tedeschi, cosa che concorre a renderlo particolarmente veloce e di lunga portata.

    Note[modifica]

    1. Prosperini, Franco: L'arma subacquea tedesca, 1954-74, RID nov 1995
    2. Speciale RID giu 1997
    3. Anselmino, Federico: Marineflieger, A&D Ago-set 1993 38-43
    4. RID aprile 1997
    5. Da Frè, Giuliano: La Bundesmarine nel XXI Secolo, RID Giugno 2008 p.40-53
    6. Po, Enrico: Classe Brandemburg, RID Giugno 1999 p.66-75
    7. Fassari Giuseppe: 'Gli spioni teutonici', Aerei Lu-ago 2004
    8. Po, Enrico, articolo su RiD set '09
    9. Po, Enrico, articolo su RiD lu 2008
    10. Sempre dall'articolo di RiD prima citato
    11. Ludi, Giovanni: Kormoran, A&D dic 1987 p.18-25
    12. Armi da guerra 132
    13. Annati, Massimo, articolo sui siluri pesanti, RID Gen-2001